Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Campania

  • Vittime prete pedofilo, sit in a Napoli

    Vittime prete pedofilo, sit in a Napoli

    (ANSA) – NAPOLI, 7 APR – “Perché il cardinale Sepe non fa sentire la sua voce? Dove si trova il prete autore degli abusi?” hanno detto oggi esponenti della ‘Rete l’Abuso’ dinanzi alla cattedrale di Napoli per fare un volantinaggio tra i fedeli che proseguirà anche domani sul tema delle violenze subite da un presunto prete pedofilo napoletano. Tra di loro Diego Esposito (nome di fantasia) che aveva il volto coperto da una maschera di Anonimus (come altri due) e che ha denunciato di aver subito nel 1989, quando aveva 13 anni, abusi sessuali da un sacerdote a Ponticelli. Questione che, sotto il profilo penale è coperta da prescrizione ma che Diego vuole che non finisca nel dimenticatoio. Ha intrapreso una causa civile ma attende dalla Chiesa un provvedimento che “faccia giustizia, che butti fuori questo prete, come ha detto più volte il Papa”. “Quella vicenda mi ha stravolto la vita” ha detto ancora Diego che ha puntato l’indice anche contro il cardinale Sepe che, a suo dire, non avrebbe imposto alcun restrizione al sacerdote.

    http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2018/04/07/vittime-prete-pedofilo-sit-in-a-napoli_8b4fb25f-ba93-40f8-814b-a0de26cf9e10.html

  • Sit-in contro abusi su minori al Duomo di Napoli, una delle vittime: “Mi hanno rovinato”, speciale

    Sit-in contro abusi su minori al Duomo di Napoli, una delle vittime: “Mi hanno rovinato”, speciale

    (Agenzia Vista) Napoli, 07 aprile 2018
    Sit-in contro abusi su minori al Duomo di Napoli, una delle vittime: “Mi hanno rovinato”, speciale
    La Rete l’Abuso ha promosso un sit-in davanti al sagrato del Duomo per protestare contro gli abusi sui minori, con particolare riferimento alle indagini che vedono coinvolti alcuni parroci delle diocesi di Napoli e altre città italiane. Tra i partecipanti al sit-in il portavoce della Rete l’Abuso, Francesco Zanardi, una delle vittime, Giuseppe Scognamiglio, e il consigliere della Regione Campania per i Verdi, Francesco Borrelli. AltrimondiNews
    Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

    http://www.agenziavista.it/tempo-reale/2018/209848_sit-in-contro-abusi-su-minori-al-duomo-di-napoli-una-delle-vittime-mi-hanno-rovinato-speciale/

  • Sit in vittime dei preti pedofili: “Servono denunce penali contro chi ha compiuto abusi”

    Sit in vittime dei preti pedofili: “Servono denunce penali contro chi ha compiuto abusi”

    “Curia napoletana dia risposte e aiuti la Magistratura a fare chiarezza”

  • Papa Francesco accetta rinuncia mons. Curry coinvolto in scandalo pedofili

    Papa Francesco accetta rinuncia mons. Curry coinvolto in scandalo pedofili

    Il Papa ha accettato la rinuncia all’ufficio di Ausiliare dell’arcidiocesi di Los Angeles presentata da monsignor Thomas J. Curry. Curry è coinvolto in uno scandalo pedofilia che ha interessato il clero statunitense. A renderlo noto un Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede.

    Monsignor Curry, 75 anni, nel gennaio 2013 aveva rassegnato le sue dimissioni – anche se aveva continuato nel suo incarico – da vescovo ausiliare della regione pastorale di Santa Barbara.

    Negli scorsi anni, durante la sua ordinazione come vescovo ausiliare, quando era vicario per il clero e braccio destro dell’arcivescovo di Los Angeles, il cardinale Roger Mahony, avrebbe coperto abusi e avrebbe interferito con le indagini di polizia riguardo ad alcuni episodi di pedofilia. Lo stesso Mahony coprì i sacerdoti pedofili della sua diocesi.

    https://www.giornaledipuglia.com/2018/04/papa-francesco-accetta-rinuncia.html

  • Vittime abusi, sit-in al duomo di Napoli

    Vittime abusi, sit-in al duomo di Napoli

    7-8 aprile,’per chiedere conto a Sepe di provvedimenti canonici’

    http://www.ansa.it/campania/notizie/2018/04/03/vittime-abusi-sit-in-al-duomo-di-napoli_87875fce-d2dc-4240-8b07-9743c94c7527.html
  • I poliziotti nella setta dell’esorcista: agenti-adepti per fermare l’inchiesta su don Michele

    I poliziotti nella setta dell’esorcista: agenti-adepti per fermare l’inchiesta su don Michele

    Dove può arrivare una ragnatela intessuta in lunghi anni di silenzi, omissioni, con la complicità di amicizie influenti? Lontano, molto lontano, a leggere ciò che emerge, giorno dopo giorno, dall’inchiesta su don Michele Barone, il prete dei vip arrestato per avere picchiato una minorenne dopo aver fatto credere a lei, e ai suoi genitori, che fosse indemoniata. La si può fare franca, almeno fino a un certo punto. Poliziotti-adepti, e il gioco è fatto. Dagli atti depositati al Riesame si parla di almeno tre ispettori che «pregano con i gruppi carismatici» e che, quando si sono trovati di fronte l’esposto contro don Barone, potrebbero aver deciso, deliberatamente, di chiudere un occhio. Perché, prima degli arresti dello scorso febbraio, la denuncia contro il sacerdote è passata per una questura e due commissariati, attraverso i servizi sociali di Maddaloni ed è finita finanche nelle mani del sindaco di Novara, al quale scrisse la zia della vittima per chiedere aiuto quando si rese conto che la nipote veniva maltrattata e, nonostante le denunce sporte dalla sorella, né il prete né i genitori venivano fermati. Influenze e amicizie che pesano, dunque. Ma andiamo con ordine.

    Luciano Moggi ha riferito che lui e Barone erano amici perché «quel prete era accreditato in Vaticano e amico del cardinale Liberio Andreatta», potente prelato già a capo dell’Opera pontificia per i pellegrinaggi e tra i religiosi più ricchi del mondo. Un caso, forse. Come gli anni di «indifferenza» che si sono vissuti in Curia, ad Aversa, rispetto a quanto il prete, e non solo lui, facevano a Casapesenna e dintorni, e fino a Medjugorie e Cracovia. Perché, a sentire i tanti fedeli del Napoletano e del Sannio, certi sacerdoti del Casertano sono conosciuti proprio per le presunte capacità di «guaritori» dalle possessioni demoniache. Ma della fama di quei preti e delle gesta di don Barone nessuno si era accorto ai piani alti della Chiesa locale. Il vescovo, secondo il gip, cercò anche di insabbiare la faccenda. Angelo Spinillo chiese alla ragazza di ritirare la denuncia. Poi il prelato ha chiarito, dicendo che in quel momento faceva riferimento «alle diatribe familiari». E che il prete fu punito con l’ammonizione. Ma era già troppo tardi. Barone è andato avanti, per anni e anni e, forse non solo dentro la Chiesa, aveva trovato una rete di protezione. Altrettanto «blindato» sembra infatti fosse all’esterno, quel sacerdote cugino omonimo del camorrista Michele Barone, oggi pentito.

    La sua rete oltrepassava le mura sacre per arrivare fin dentro la polizia. Il vicequestore Luigi Schettino è finito agli arresti con lui con l’accusa di non aver fermato quelle pratiche «medievali», che in realtà erano abusi e maltrattamenti, e di aver tentato di indurre la sorella della vittima a ritirare l’esposto contro il sacerdote. Eppure, durante l’udienza di Riesame, il poliziotto è apparso «turbato» di fronte alle immagini di un cruento esorcismo contenute in un filmato sequestrato nel corso delle indagini. Di quei rituali violenti ha detto di non sapere nulla Schettino che, difeso dall’avvocato Carlo De Stavola, ha ottenuto l’annullamento della seconda ordinanza per la lesione permanente alla 13enne. Di quella denuncia sfociata in arresto solo a febbraio, erano però al corrente almeno tre uffici di polizia, non il solo Schettino che comunque si difende spiegando che non tentò di far ritirare la denuncia ma cercò di dirimere la diatriba familiare nato dopo l’esposto della sorella della vittima.

    https://www.ilmattino.it/caserta/i_poliziotti_nella_setta_dell_esorcista_agenti_adepti_per_fermare_l_inchiesta_su_don_michele-3640659.html

  • Prete esorcista arrestato, Moggi sentito in Procura: «Don Barone ha contatti importanti in Vaticano»

    Prete esorcista arrestato, Moggi sentito in Procura: «Don Barone ha contatti importanti in Vaticano»

    L’ex dg della Juventus sentito dai pm come persona informata dei fatti. E spunta il nome di un cardinale e un giro di soldi per pellegrinaggi all’estero

    Don Michele Barone, il prete-esorcista di Casapesenna – nel Casertano – arrestato per i maltrattamenti ai danni di una 13enne che i genitori ritenevano fosse posseduta dal diavolo, avrebbe avuto contatti e protezione anche nel Vaticano. Non solo un circuito di amici vip, sia del mondo dello spettacolo e della tv o del calcio, ma anche rapporti stretti con persone influenti tra le mura pontificie. Il particolare emerge di verbali, desecretati, dell’interrogatorio di Luciano Moggi – l’ex direttore generale di Juventus e Napoli – ascoltato come persona informata dei fatti dai magistrati.

    L’alto prelato

    I pm di Santa Maria Capua Vetere, come anticipato dal Mattino, ha chiarito le ragioni delle telefonate continue con don Barone e le motivazioni delle richieste di denaro da parte del sacerdote. «Erano soldi che gli dovevo per un pellegrinaggio», ha risposto Moggi ai magistrati. E poi ha aggiunto: «Io non avevo motivo di sospettare di don Michele Barone, lo credevo una persona degna di stima in quanto molto accreditato in Vaticano». Tant’è che l’ex dg bianconero fa anche il nome di un cardinale. Don Barone, per Moggi, era «vicino a Liberio Andreatta», per anni responsabile dell’Opera romana pellegrinaggi, l’agenzia che si occupa di turismo religioso per il Vaticano. «Mi ero fidato – insiste Moggi – perché avevo avuto modo di notare il rapporto personale con un prelato di tale calibro».

    Controlli sui conti correnti

    Proprio sui soldi dei pellegrinaggi, soprattutto all’estero, si starebbero ora focalizzando le attenzioni dei pm della Procura di Santa Maria Capua Vetere. I magistrati stanno effettuando verifiche e incroci di dati, ma anche numerosi accertamenti bancari che interessano diverse persone. Alcune molto importanti.

    http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/18_marzo_30/prete-esorcista-arrestato-moggi-sentito-procura-don-barone-ha-contatti-importanti-vaticano-64fb0482-33fb-11e8-a818-49218ffab94d.shtml

  • Pasqua dietro le sbarre per don Michele Barone

    Pasqua dietro le sbarre per don Michele Barone

    Il sacerdote del Tempio è in carcere per le accuse di lesioni ai danni di una 14enne “esorcizzata”

    Resterà in carcere a Vallo della Lucania anche durante il periodo pasquale don Michele Barone, il prete di Casapesenna accusato di avere praticato esorcismi violenti su una 14enne, tanto da procurarle lesioni.

    Il tribunale del Riesame ha infatti respinto la richiesta di scarcerazione presentata dal suo legale, l’avvocato Carlo Taormina, in merito alla seconda ordinanza di arresto subita dal sacerdote del Tempio di Casapesenna. In quest’ultima ordinanza di custodia era contestato al prete anche l’aggravante delle lesioni permanenti alla 14enne vittima del suo esorcismo.

    Anche nel caso in cui i giudici del Riesame avessero accettato l’istanza presentata da Taormina, don Michele non avrebbe potuto lasciare il carcere: i giudici della Libertà avevano infatti respinto la prima richiesta del legale relativa alla precedente misura cautelare, in cui il sacerdote era accusato maltrattamenti e abusi e di violenza sessuale di due 20enni.

     

    http://www.casertanews.it/cronaca/don-michele-barone-carcere-riesame-casapesenna.html

  • La nuova accusa contro don Silverio: «Trafficava armi»

    La nuova accusa contro don Silverio: «Trafficava armi»

    Non solo le forti denunce per molestie ai bambini, arriva adesso anche quella per traffico di armi, naturalmente presunto. Come si legge negli atti depositati presso l’avvocato Carlo Grezio, legale delle vittime, Silverio Mura avrebbe dato incarico almeno due volte a settimana di trasportare con la sua bicicletta, una cartella o uno zaino a Pollena Trocchia presso delle case o dei circoli e gli diceva che contenevano bibbie o libri del catechismo. Ebbe modo di fermarsi durante il percorso verso i luoghi di destinazione delle cartelle e di constatare che contenevano armi (pistole automatiche e revolver) chiuse in asciugamani a mo’ di pacchettini e confezioni di sostanze stupefacenti.

    Così si spiegano, secondo Diego Esposito, le ingenti somme di denaro in possesso del prete e con le quali comprava costosi regali alle sue vittime a titolo di ricompensa. Tra questi doni ci sarebbe stata anche una costosa motocicletta. Don Silvero Mura in questo periodo è introvabile. Gli abusi, o presunti tali, avvenivano anni fa a Pollena Trocchia, poi nell’ultimo periodo si trovava a San Giuseppe Vesuviano, per poi essere spostato in provincia di Pavia da cui è irreperibile da quando è esplosa la bufera.

  • Nuova bufera su don Silverio, accusato di pedofilia: “Usava i bambini come corrieri della droga”

    Nuova bufera su don Silverio, accusato di pedofilia: “Usava i bambini come corrieri della droga”

    Una delle presunte vittime di don Silverio Mura, il parroco accusato di aver abusato sessualmente di alcuni bambini a Ponticelli, lancia una nuova accusa. Don Silverio avrebbe usato uno dei bambini abusati per trafficare armi e droga.

    Dopo aver soggiogato le sue vittime le usava per consegnare armi e droga alla malavita locale. Si nasconderebbero addirittura rapporti con la camorra nell’oscuro passato di don Silverio Mura, il parroco di Ponticelli accusato di aver abusato sessualmente di almeno due bambini quando insegnava religione alla scuola media del quartiere napoletano, negli anni Ottanta. È sempre Diego Esposito (nome di fantasia), l’uomo che con la sua denuncia ha sollevato il caso, a diffondere tramite la pagina Facebook una nuova accusa al sacerdote.

    La denuncia: trafficava armi e droga usando i bambini
    Come si legge negli atti depositati presso l’avvocato Carlo Grezio, legale di entrambe le vittime, Silverio Mura avrebbe:  dato incarico almeno due volte a settimana di trasportare con la sua bicicletta, una cartella o uno zaino a Pollena Trocchia presso delle case o dei circoli e gli diceva che contenevano bibbie o libri del catechismo. Ebbe modo di fermarsi durante il percorso verso i luoghi di destinazione delle cartelle e di constatare che contenevano armi (pistole automatiche e revolver) chiuse in asciugamani a mo’ di pacchettini e confezioni di sostanze stupefacenti

    Così si spiegano, secondo Diego Esposito, le ingenti somme di denaro in possesso del prete e con le quali comprava costosi regali alle sue vittime a titolo di ‘ricompensa’. Tra questi doni c’era anche un costosa motocicletta.

    La protesta della comunità dove insegnava religione
    La settimana scorsa don Silverio Mura si è allontanato dalla diocesi di Montù Beccaria, dove, nonostante le denunce che pensano a suo carico, ospite della congregazione, insegnava religione in una scuola. Sotto falso nome. Don Silverio Mura era diventato don Saverio Aversano. Dopo che un servizio televisivo aveva trattato nuovamente il caso, ormai riconosciuto dalle mamme  degli alunni, il parroco ha lasciato la comunità lombarda.

    https://napoli.fanpage.it/nuova-bufera-su-don-silverio-accusato-di-pedofilia-usava-i-bambini-come-corrieri-della-droga/