Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Campania

  • Abusato a 16 anni in seminario: “Don Maurizio mi masturbava ogni sera, oggi è monsignore”

    Abusato a 16 anni in seminario: “Don Maurizio mi masturbava ogni sera, oggi è monsignore”

    In una intervista a Fanpage.it, Armando (nome di fantasia), ex seminarista alla diocesi di Aversa negli anni Novanta, denuncia il prete che abusò sessualmente di lui quando aveva 16 anni. “Volevo diventare un sacerdote, poi incontrai lui e cominciò la mia discesa all’inferno. Ecco cosa mi ha costretto a subire”.

    Sognavi di diventare un prete, anzi, di intraprendere la carriera ecclesiastica e chissà, un giorno magari guidare una diocesi, oggi invece non credi più in Dio. Cosa è successo?

    È successo che mentre coltivavo il mio sogno in seminario, ho un incontrato un aspirante prete che ha abusato di me.

    Come si chiama?

    Maurizio Palmieri, allora ‘animatore’ 25enne, oggi ‘monsignor Palmieri’ canonico della Diocesi di Aversa.

    Quanti anni avevi quando sono conciati gli abusi?

    Avevo 15 anni, era il 1994 e mi trovavo nel seminario vescovile minore di Aversa. Lui ne aveva venticinque, circa.

    Come comincia questa storia? La tua esperienza in seminario è stata immediatamente negativa?

    No, al contrario, il primo anno ero molto felice, mi divertivo con tutte le attività didattiche, i campi estivi, gli amici che mi ero fatto sui banchi di scuola. Ricordo che quando tornavo a casa nel weekend era una festa, i miei erano orgogliosi di me, mi ricoprivano di attenzioni.

    E poi tutto è andato in pezzi, ma come?

    Un giorno d’estate la Diocesi ha organizzato un capo estivo a Vibonati, una delle tante esperienze extradidattiche che mi piacevano tante. Non so descrivere come sia accaduto, so solo che siamo rimasti soli e lui mi ha baciato sulla bocca.

    Come ti sei sentito?

    Sconvolto, ma non ho avuto la forza di reagire. Da allora la mia vita ha cominciato a crollarmi addosso, giorno dopo giorno.

    Perché quel bacio non è stato un episodio senza seguito.

    No. Dopo quel primo approccio ha cominciato a chiamarmi nella sua stanza di sera.

    Cosa ti faceva fare?

    Mi chiedeva di entrare nel suo letto, mi masturbava, mi chiedeva di masturbarlo.

    Lo faceva solo con te?

    No. Una volta ha portato a Parigi me e un altro giovane seminarista, dormivamo tutti e tre nella stessa stanza. Ricordo che a me fu assegnato il letto singolo mentre loro (il prete e lo studente) in quello matrimoniale.

    E?

    Ho visto coi miei occhi che abusava di lui mentre credeva che dormissi.

    Quindi non eri l’unico a subire gli abusi.

    No, ma non solo. C’erano molti altri comportamenti ambigui.

    Per esempio?

    Beh, la sera spesso entrava nel nostro dormitorio. Sapeva farsi benvolere, chiacchierava con tutti, diceva che avrebbe pregato per noi e poi ci chiedeva delle cose strane. A qualcuno ha chiesto di leccargli o baciargli l’alluce, a me, invece, di prendere dalla sua bocca il chewing-gum e tenerlo nella mia. ‘Se mi vuoi bene lo devi fare’, diceva.

    E voi obbedivate?

    Non capivamo cosa stesse accadendo davvero.

    È mai stato violento?

    Fisicamente mai, ma mi ha fatto delle pressioni psicologiche per tenermi sotto il suo giogo. Dopo una gita al campo estivo in cui con i miei amici ci eravamo divertiti a suonare e cantare, minacciò di cacciarmi dal seminario se non avessi cambiato ‘atteggiamento’.

    Quale atteggiamento?

    Non lo so, so solo che da allora ho accettato di tutto purché non mi mandasse via.

    Malgrado gli abusi volevi restare in seminario, perché?

    Perché quella era la mia famiglia, avevo un obiettivo di vita, un’appartenenza, anche se dopo è andato tutto in fumo.

    Quando?

    Non lo so con esattezza. Dopo un po’ ho cominciato a star male. Ho perso la fede, ho rinunciato al sogno di diventare prete, ho cominciato a desiderare di andare via, ma i miei mi hanno impedito di lasciare gli studi e così sono rimasto fino al diploma.

    E poi sei crollato.

    Esattamente: gli anni dai venti ai trenta sono stati i peggiori, ho abbandonato gli studi universitari, ho avuto episodi psicotici, ho visto decine di psicoterapeuti – nessuno dei quali mi ha mai guidato verso la denuncia alla magistratura – ho perso la fidanzata che amavo e che volevo sposare.

    E hai tentato il suicidio.

    Sì, il mio papà mi ha supplicato piangendo di non uccidermi. L’ho fatto soffrire tanto….

    Poi hai cominciato delle cure farmacologiche?

    Sì, non mi vergogno a dire che spesso ero fuori di me,  ma ho seguito le terapie e sono cambiato tantissimo.

    Anche in meglio, oggi stai bene.

    Ci sono voluti anni e un lungo processo di consapevolezza per arrivarci, un processo che è passato attraverso una denuncia, prima alla Curia, poi alla magistratura, quando purtroppo il reato era già prescritto.

    Che provvedimenti ha preso la Curia dopo la tua denuncia? Ha avviato delle indagini per accertare quanto hai riferito?

    Non ha preso alcun provvedimento, tanto è vero che Palmieri è esattamente nel posto in la carriera ecclestiastica lo avrebbe portato doveva essere. Ho scritto anche a Papa Francesco per chiedergli di impedire che quell’uomo facesse ancora del male, per chiedergli di ridurlo allo stato laicale, ma neanche lui mi ha risposto.

    Che ne è stato del ragazzo che venne con te a Parigi?

    All’epoca lo affrontai e chiedendogli di denunciare con me. Ha rifiutato tenendo gli occhi bassi, non era pronto.

    Oggi cosa gli diresti?

    Oggi sono convinto più che mai che avrò giustizia, nonostante la Chiesa abbia nascosto la testa sotto la sabbia. Alle altre vittime di don Palmieri, compreso quel ragazzo, dico: fatevi avanti, meritiamo la verità.

    https://napoli.fanpage.it/abusato-a-16-anni-in-seminario-don-maurizio-mi-masturbava-ogni-sera-oggi-e-monsignore/

  • I presunti abusi nel seminario di Aversa, la denuncia alla C.D.F. e i silenzi di mons. Lucio Lemmo

    I presunti abusi nel seminario di Aversa, la denuncia alla C.D.F. e i silenzi di mons. Lucio Lemmo

    Otto anni di ansie e speranze senza però ricevere nessuna risposta.

    di Francesco Zanardi

    Una vicenda che ricorda molto un altro caso denunciato dalla Rete L’ABUSO, quello di Diego Esposito, nel quale vedremo, cambia il nome del sacerdote accusato – in questo caso non più Silverio Mura ma Maurizio Palmieri – cambia la presunta vittima – in questo caso non più un alunno di catechismo ma un seminarista del Seminario di Aversa all’epoca 15enne – ma chi gestirà il caso per mandato della C.D.F. sarà sempre lui, monsignor Lucio Lemmo.

    I fatti risalirebbero al 1995 e sarebbero avvenuti nel Seminario di Aversa per mano dell’allora Diacono ed animatore, don Maurizio Palmieri.

    Nella querela depositata dalla presunta vittima presso la Procura della Repubblica di Napoli, si legge che, oltre agli abusi, il Palmieri avrebbe in qualche modo zittito la presunta vittima, con la costante minaccia di “cacciarmi dal seminario e di non aiutarmi più negli studi”, talvolta offrendogli “anche dei soldi in busta chiusa”, “mi costringeva ad aver rapporti sessuali reiterati con lui”.

    La querela, dalla quale abbiamo estratto solo due essenziali passaggi, è del 2016 ed è purtroppo l’ennesima testimonianza dell’immobilità dei tribunali canonici di fronte alle denunce che le vittime inviano alla Santa Sede, immobilità che spesso, anche se non è questo il caso, aiuta la chiesa a far raggiungere alla vittima i termini di prescrizione, momento in cui il reato non è più procedibile penalmente.

    Purtroppo per un cattolico, la denuncia all’autorità civile è quasi sempre, per non dire unicamente, l’ultimo passaggio dettato a quel punto dal desiderio di giustizia: quella negata alle vittime dalla Santa Sede.

    La presunta vittima, infatti, tramite il suo avvocato scrive alla Santa Sede denunciando i presunti abusi nel settembre del 2010. Poco tempo dopo a rispondere è Luis Francisco Ladaria, oggi Prefetto della C.D.F. e all’epoca Segretario, il quale comunica che “ha delegato, per lo svolgimento delle opportune indagini, S.E. Mons. Lucio Lemmo”.

    Come per Diego Esposito, passano gli anni ma non arriva alcuna risposta dalla chiesa fino a che, dopo l’elezione di papa Francesco, e della campagna mediatica di “tolleranza zero” che lo ha seguito, la vittima decide di fare un nuovo tentativo, questa volta scrivendo direttamente al Pontefice.

    Nessuna risposta.

    Questa è l’ennesima testimonianza della giustizia negata alle vittime, anche nel pontificato di Francesco, fatta di proclami e di tanta “tolleranza” per i crimini, “zero” per le vittime, condannate dalla chiesa come nei Gironi Danteschi a vagare dannate per l’eternità, in cerca di giustizia.

    Zanardi

  • CASAPESENNA . L’AVVOCATO TAORMINA CHIEDE GLI ARRESTI DOMICILIARI PER DON MICHELE BARONE

    CASAPESENNA . L’AVVOCATO TAORMINA CHIEDE GLI ARRESTI DOMICILIARI PER DON MICHELE BARONE

    Nelle prossime ore  il gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere   potrebbe decidere se concedere o meno i domiciliari a don Michele Barone, il sacerdote di Casapesenna (Caserta) finito in carcere venerdì scorso con l’accusa di maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti di tre ragazze, una delle quali di 13 anni, che sarebbero state sottoposte a suo dire a riti di esorcismo, in quanto «possedute».

    L’istanza è stata avanzata dal legale del prete, Carlo Taormina, che difende anche il padre e la madre della minore, finiti ai domiciliari nell’ambito della stessa indagine; per i due coniugi Taormina ha chiesto invece il ritorno in libertà. Non sono molte però le speranze che lo stesso gip che ha firmato l’ordinanza di arresto, accolga ora le richieste del difensore degli indagati; per questo Taormina ha presentato analoghe istanze al Tribunale del Riesame, la cui udienza però non è stata ancora fissata.

    L’indagine sulla vicenda incrocia più fronti: c’è quello delle presunte violenze che sarebbero state perpetrate dal sacerdote nei confronti della 13enne e delle altre due vittime, e quello dell’autorizzazione che Barone avrebbe ricevuto dalla Diocesi di Aversa per praticare i riti esorcistici. Sul primo fronte, la Procura ha ricostruito un quadro da libro dell’orrore, con il prete che avrebbe più volte abusato sessualmente delle ragazze che sottoponeva ad esorcismo; sia Don Michele che i genitori della 13enne, sentiti dal gip nel corso degli interrogatori di garanzia, hanno però categoricamente smentito le contestazioni della Procura, parlando di pratiche connesse al rito di esorcismo.

    «Abbiamo portato nostra figlia da medici specialisti, era in cura anche quando è stata presa in carico da Don Michele» hanno spiegato i coniugi, che si sono detti convinti che la figlia fosse «posseduta perché tutti i medici dicevano che non soffriva di alcun disturbo o patologia psichica, ma lei comunque non stava bene». Il legale della coppia dice oggi che «dopo le pratiche di Don Michele la piccola sta benone»; annuncia inoltre che depositerà un video del viaggio a Cracovia del 20 febbraio scorso da cui emerge «come la piccola sia guarita definitivamente». La ragazza potrebbe anche essere sentita, magari attraverso un incidente probatorio. «Non ci opporremo ad un tale eventualità» dice Taormina.

    Sul secondo fronte, la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere guidata da Maria Antonietta Troncone ha sempre sostenuto che Barone avrebbe agito senza alcuna autorizzazione della Curia, cosa confermata dallo stesso Vescovo di Aversa Angelo Spinillo, che attraverso una nota aveva spiegato di aver già ammonito il prete nel dicembre scorso dopo aver saputo dei riti da lui praticati, e di averlo sospeso a metà febbraio.

    Peraltro la Curia ha fatto sapere che l’unico sacerdote autorizzato a compiere riti di esorcismo è don Carlo Aversano, parroco della Chiesa del Santissimo Salvatore di Casal di Principe ed ex superiore di don Peppe Diana prima che questi divenisse parroco della chiesa di San Nicola di Bari e venisse poi ucciso nella sacrestia dal killer dei Casalesi.

    Di Don Carlo hanno parlato i genitori della bimba e lo stesso Barone nel corso degli interrogatori, in cui è stato affermato a chiare lettere che i riti erano regolarmente autorizzati dalla Diocesi. «Dopo le pratiche di don Michele – hanno spiegato i genitori della presunta vittima – ci rivolgemmo a Don Carlo che confermò che nostra figlia era posseduta ma stava guarendo».

    13ENNE ALLE IENE: “STO PEGGIO DI PRIMA” Intanto Le Iene nella puntata di ieri sera hanno parlato ancora del sacerdote:  parlano sia Arianna, dalla cui denuncia è partita l’inchiesta sulla presunta setta del sacerdote, sia la sorellina Giada, vittima dello stesso don Michele. «Tutte queste cose che hanno detto su don Michele, sai come mi ero affezionata a lui… Ora sto più male di prima», dice la bambina, che difende ancora il prete. Colpisce il modo in cui Giada si mostri ancora totalmente soggiogata da lui: attualmente ha iniziato un percorso di riabilitazione con uno psicologo.

    “Aveva atteggiamenti camorristi verso di noi, ci minacciava di bruciarci”, hanno dichiarato alcune vittime,

    «Mi fa stare male il fatto che lei non voglia vedermi – si sfoga Arianna – don Michele l’ha convinta che io fossi il diavolo». Quando Arianna e Giada si rivedono, davanti alle telecamere delle Iene (che mostrano le immagini oscurate facendo sentire solo l’audio), Giada è ancora confusa: per la psicologa non ricorda molto di ciò che è successo. «Per me questo non è stato per niente un aiuto, anzi sto più male di prima – dice la ragazzina – Don Michele lo hanno messo in carcere perché dicono che mi ha violentato ma non è vero».

    CASAPESENNA . L’AVVOCATO TAORMINA CHIEDE GLI ARRESTI DOMICILIARI PER DON MICHELE BARONE

  • Un altro scandalo nella chiesa casertana: messe sataniche e pedofilia

    Un altro scandalo nella chiesa casertana: messe sataniche e pedofilia

    “Conosco molti calciatori famosi”

    Sarebbe questa la frase che il prete diceva ai bambini per attirarli a casa sua. Siamo nuovamente tra le mura di una chiesa, siamo nuovamente nel casertano, siamo nuovamente in una storia dove Dio non c’è.

    Secondo quanto è venuto fuori da Il Mattino, dopo lo scandalo di Don Michele, il vaso di Pandora fa emergere nuovi aspetti inquietanti.

    Finito nel mirino di accuse di pedofilia e satanismo, è un prete napoletano che ha “esercitato” nelle parrocchie di Casapesenna, Villa di Briano e San Cipriano d’Aversa.

    L’uomo avrebbe convinto alcuni bambini ad andare a casa sua dicendo loro di conoscere molti calciatori famosi: li fotografava a loro insaputa, soprattutto il fondoschiena. Sarebbe anche stato trovato del materiale che confermerebbe queste testimonianze gravissime.

    Intanto il prete è stato trasferito ad altra parrocchia; ça va sans dire.

    Un altro scandalo nella chiesa casertana: messe sataniche e pedofilia

  • Fotografie ai bambini nudi, un altro prete napoletano indagato dopo don Michele

    Fotografie ai bambini nudi, un altro prete napoletano indagato dopo don Michele

    Una nuova bufera sta per scatenarsi. E si tratta ancora di preti e chiese. Dopo lo scandalo del prete don Michele Barone sembra che non si parli d’altro e, soprattutto, si sta dedicando massima attenzione ai suddetti campi (i sacerdoti e la comunità dei fedeli). Soprattutto nelle nostre zone, ossia nell’Agro Aversano e nell’area Nord di Napoli.

    Stavolta -riporta Il Mattino–  a turbare gli animi di qualsiasi persona è la storia di un prete napoletano, in servizio anche tra Casapesenna, San Cipriano d’Aversa, Caivano e Villa di Briano e che da un po’ di tempo a questa parte celebra le funzioni religiose in un comune in provincia di Napoli. Il  parroco “Tiene messe sataniche”, “Fotografa i parrocchiani a loro insaputa” e, per finire, “Fotografa i sederi dei bambini e, per avvicinarli, gli dice di essere amico dei calciatori”.

    Ovviamente prima di puntare il dito servono le prove. E ci sono, queste ultime sono finite proprio sulla scrivania del Vescovo: tutte le accuse sono state documentate.

    https://internapoli.it/fotografie-ai-bambini-nudi-un-altro-prete-napoletano-indagato-dopo-don-michele/

  • “Voglio i miei soldi, vostra figlia si può anche prostituire …”

    “Voglio i miei soldi, vostra figlia si può anche prostituire …”

    La frase shock di don Michele per i rimborsi dei pellegrinaggi da parte delle adepte ribelli

  • FRUTTIVENDOLO CON LE FINTE STIGMATE/ Video Montecorvino, ‘santone’ accusato di molestie: condanna del Vescovo

    FRUTTIVENDOLO CON LE FINTE STIGMATE/ Video Montecorvino, ‘santone’ accusato di molestie: condanna del Vescovo

    Il fruttivendolo con le finte stigmate: video presunto veggente di Montecorvino sarebbe accusato di molestie su alcuni ragazzi del Sud America. La chiesa indaga, l’arcivescovo condanna

    Si torna a parlare del presunto “santone” a Pomeriggio 5 dopo che ieri alcuni testimoni che hanno conosciuto Giulio Massa a Montecorvino (dove è una vera e propria star) aveva lanciato delle accuse “misteriose” contro quel veggente che fino a qualche anno fa si professava un “novello” Padre Pio. Oggi la stessa trasmissione di Barbara D’Urso conferma quanto noi del Sussidiario avevamo detto già ieri rispetto alle presunte accuse di molestie sessuali contro alcuni minori sudamericani e non: l’inchiesta è partita, la stessa Chiesa da anni indaga su questa figura strana a bizzarra, venerata in tutto il Salernitano. Nei prossimi giorni si avranno novità maggiori, ma intanto è lo stesso parroco che aveva sostenuto in passato Giulio Massa – dopo la severa condanna dell’Arcivescovo – ad aver chiesto in una recente omelia quanto segue. «l’Arcivescovo mi ha convocato e mi ha detto che gli sono arrivate prove certe sul caso di G.M, con video e foto dall’estero e da varie parti d’Italia. Lo stesso presunto veggente mi ha scritto un messaggio giorni fa in cui riconosce i suoi sbagli chiedendo perdono pubblicamente. I Cenacoli si continueranno a fare in riparazione dei Sacratissimi cuori di Gesù e Maria e preghiamo anche per la sua conversione. Vi chiedo solo silenzio e preghiera». CLICCA QUI PER IL PRIMO VIDEO SERVIZIO DI POMERIGGIO 5 SUL PRESUNTO SANTONE

    LE INDAGINI DELLA CHIESA

    Era conosciuto da tutti come il “fruttivendolo” con le stigmate, una sorta di “nuovo Padre Pio” venerato in tutto il Salernitano: e oggi è accusato di molestie sessuali e quant’altro. Giulio Massa, conosciuto dagli anni Duemila come “lo stigmatizzato di Montecorvino”, è finito nel vortice di accuse gravissime e infamanti che ovviamente dovranno essere confermate dalla magistratura: vi è un forte imbarazzo della Curia di Salerno dopo che per anni si è studiato il caso di Montecorvino per capire se vi fossero davvero degli elementi non spiegabili scientificamente e dei possibili accenni di nuovi miracoli, nel leggere invece oggi le accuse mosse da un giovane del Sud America che ha raccontato il tutto alla stampa e alla magistratura (anche se per ora non sono chiari le decisioni in merito). Come riporta il quotidiano “Il Roma”, Massa non solo sarebbe stato “sbugiardato” dal suo stesso vescovo per aver inventato in tutti questi anni la storia delle stigmate; «il ragazzo del Sud America. Quest’ultimo racconta di essere stato molestato dal veggente in più riprese. Mentre l’accusato si è sempre difeso raccontando di essere stato calunniato per secondi fini e di essere estraneo ai fatti. Il giovane, però, ha raccolto video e messaggi scambiati con l’uomo di Montecorvino e li ha pubblicati su Facebook, inondando il web da mesi, e inviando i messaggi soprattutto alle persone che da sempre seguivano il veggente nei suoi incontri di preghiera», si legge sul portale online de “Il Roma”.

    IL PRESUNTO VEGGENTE DI MONTECORVINO

    Fino ad oggi il sindaco di Montecorvino e un sacerdote direttore del Santuario della Madonna dell’Avocatella avevano sempre difeso il presunto veggente. Ma ora, dopo le ultime novità sulle accuse sessuali mosse contro quello strano personaggio quasi venerato da tanti paesi del Salernitano (fino a Montecorvino accorrevano per le sue “dimostrazioni” di estasi e le sue presunte anche qui stigmate), è lo stesso Arcivescovo ad aver vietato le uscite in pubblico dello “stigmatizzato” e le “preghiere” che fino agli scorsi mesi venivano consegnate dal fruttivendolo di Montecorvino a tutti i fedeli-seguaci. «Il presunto mistico non è mai stato ripreso dalle tv, ma era possibile dialogare con lui mediante Facebook, il socialnetwork sul quale pubblicava le foto delle sue ”stimmate”, preghiere, presunti messaggi che affermava di ricevere dalla Madonna e da Gesù, durante le sue estasi. Poi lacrimazioni di sangue e di olio da una statua della Madonna e di un Crocifisso che si trovano nella sua casa», riporta ancora “il Roma”. In questo momento a Pomeriggio 5 un lungo servizio dedicato proprio alla figura di questo presunto veggente sta intervistando una serie di persone che si è imbattuto in lui e sono tutti unanimi nel considerare quell’uomo come un “falso profeta”. «Ci abbiamo creduto per tanto tempo, ma ora basta: è un molestatore»: sul caso indagano sia le autorità ecclesiastiche (come in tutti questi anni) e la magistratura. Nei prossimi giorni saranno disponibili di certo nuovi aggiornamenti su questo caso oscuro e dai tratti alquanto inquietanti.

  • Scandalo in Campania: il prete-veggente accusato di molestie sessuali

    Scandalo in Campania: il prete-veggente accusato di molestie sessuali

    Grande imbarazzo nella Curia di Salerno, a causa di quello che si annuncia come uno scandalo che intreccia il misticismo di persone in buona fede a rapporti sessuali omosessuali tra un sedicente veggente stimmatizzato con un ragazzo del Sud America. Quest’ultimo racconta di essere stato molestato dal veggente in più riprese.

    Mentre l’accusato si è sempre difeso raccontando di essere stato calunniato per secondi fini e di essere estraneo ai fatti. Il giovane, però, ha raccolto video e messaggi scambiati con l’uomo di Montecorvino e li ha pubblicati su Facebook, inondando il web da mesi, e inviando i messaggi soprattutto alle persone che da sempre seguivano il veggente nei suoi incontri di preghiera. Il giovane non si è fermato a questo. Ha raccolto testimonianze di altre presunte vittime, che affermano di avere subito molestie dal presunto veggente e ha consegnato tutto il dossier all’arcivescovo di Salerno Tra le testimonianze-accuse c’è anche quella di un uomo di Castellammare di Stabia che dice di avere ricevuto dalla figlia la confessione di essere stata molestata sempre dal veggente, quando si incontravano in famiglia. Nel febbraio dello scorso anno si parlò di questo fruttivendolo sotto i 50 anni, sposato e con due figli, che ad ogni Quaresima viveva sul suo corpo le ferite della Passione di Cristo. Il sindaco di Montecorvino e anche un sacerdote molto rispettato a Cava dei Tirreni, don Gennaro Lo Schiavo (nella foto), rettore del santuario della Madonna dell’Avvocatella, che era il direttore spirituale di Giulio Massa lo difese.

    Ma ora l’Arcivescovo ha vietato le uscite in pubblico del presunto veggente e proprio don Gennaro ne ha dato notizie ai fedeli raccontando ogni cosa dall’altare. Il presunto mistico non è mai stato ripreso dalle tv, ma era possibile dialogare con lui mediante Facebook, il socialnetwork sul quale pubblicava le foto delle sue ’’stimmate’’, preghiere, presunti messaggi che affermava di ricevere dalla Madonna e da Gesù, durante le sue estasi. Poi lacrimazioni di sangue e di olio da una statua della Madonna e di un Crocifisso che si trovano nella sua casa. Proprio il video della lacrimazione di sangue e l’essudazione di olio dalla statua della Madonnina, pubblicato dal fruttivendolo sul suo profilo Facebook, fece gridare al miracolo circa un anno fa, a febbraio del 2017. Sulla genuinità dei fenomeni non si è mai pronunciata la Curia di appartenenza, ma il presunto veggente – che aveva un grande seguito di fedeli – era stato accolto a pregare sull’altare durante il Cenacolo di preghiera mensile, e veniva seguito da don Gennaro Lo Schiavo, all’Avvocatella a Cava de’ Tirreni. Ma ora don Gennaro Lo Schiavo, non può più tacere e ha dato l’annuncio choc ai fedeli: «L’Arcivescovo mi ha convocato e mi ha detto che gli sono arrivate prove certe sul caso di Giulio Massa, con video e foto dall’estero e da varie parti d’Italia. Lo stesso presunto veggente mi ha scritto un messaggio giorni fa in cui riconosce i suoi sbagli chiedendo perdono pubblicamente. I Cenacoli si continueranno a fare in riparazione dei Sacratissimi cuori di Gesù e Maria e preghiamo anche per la sua conversione. Vi chiedo solo silenzio e preghiera»

  • Scandalo esorcismo, Don Michele Barone accusa il vescovo Spinillo: “Sapeva tutto”

    Scandalo esorcismo, Don Michele Barone accusa il vescovo Spinillo: “Sapeva tutto”

    Il prete di Casapesenna è accusato di avere abusato sessualmente di due ragazze tra le quali una minorenne

    CASAPESENNA – Arrivano le prime dichiarazioni di don Michele Barone, il sacerdote arrestato dopo il filmato alla trasmissione televisiva Mediaset Le Iene. Il prete è accusato di violenza sessuale a danni di minori.

    Nell’interrogatorio dinnanzi al gip Ivana Salvatore, secondo quanto riporta la testata giornalistica Il Mattino, don Michele ha accusato anche il vescovo della diocesi di Aversa Mons. Angelo Spinillo, dicndo che il religioso sapeva tutto degli esorcismi e che erano atti di purificazione.

    Il prete di Casapesenna, accusato di avere abusato sessualmente di due ragazze tra le quali una minorenne, ha anche quindi respinto le accuse ed ha chiesto di essere scarcerato.

    Scandalo esorcismo, Don Michele Barone accusa il vescovo Spinillo: “Sapeva tutto”

  • Esorcismi su minori, Curia nel mirino: «Ha tentato di coprire gli abusi»

    Esorcismi su minori, Curia nel mirino: «Ha tentato di coprire gli abusi»

    La cima del Križevac è la meta del pellegrinaggio, ma anche il principale palcoscenico sul quale esibire le proprie, presunte, capacità spirituali. Il percorso che porta alla vetta accomuna migliaia di persone provenienti da tutto il mondo. E, nonappena Vicka entra in trance, si scatenano gli indemoniati. Lei è la veggente più «feconda» di Medjugorie: parla con la Vergine della Pace ogni mattina alle 6 e 40. Una tempistica che non molto tempo fa ha spinto Papa Francesco ad affermare: «Preferisco la Madonna madre e non la Madonna capo-ufficio telegrafico che tutti i giorni invia un messaggio a tale ora». Parole che sembrano riferite proprio a Vicka che intrattiene da 36 anni un rapporto «quotidiano» con la Vergine. Lei l’amica di don Michele Barone, il prete esorcista abusivo arrestato venerdì con i genitori di una sua vittima e un poliziotto. A don Barone, Vicka commissiona la redazione della sua biografia. «A Medjugorje con Maria: i segreti che la Madonna mi ha affidato». La trance, dicevamo. Quando Vicka si connette con Maria, qualcuno nei paraggi si accascia. Grida, strepita, bestemmia. Scalcia, sbava, sbuffa. Accanto a quella persona, c’è don Michele Barone che, con un gruppo di fedeli, inizia il rito per il quale ha portato lì il posseduto di turno. L’esorcismo. Stabilire se il timing dei due eventi sia frutto del paranormale o se si tratti di una colossale messinscena, è difficile. D’altronde non è un caso se, a 36 anni dalla prima apparizione, la stessa Chiesa non ha ancora sciolto le riserve su Medjugorie. Ma capire se quanto raccolto finora dalla procura su padre Michele Barone e la sua combriccola di adepti, sarà sicuramente più semplice.

    Una finta «indemoniata» sta parlando con i pm che hanno acquisito un video in cui la si vede dibattersi e urlare di essere il «diavolo in persona» mentre il sacerdote la esorcizza. «Ero plagiata, mi comportavo così per assecondare le sue aspettative: mi voleva impossessata e io mi comportavo da tale». Una sorta di sponsor. Ecco cos’era quella ragazza. Non di celesti pratiche, quindi, ma di business: emerge già nelle indagini del giugno 2017. Sembra che don Michele abbia usato le visioni della sua amica veggente per accrescere la propria fama e aumentare il numero di pellegrini da portare a Medjugorie. Agli atti della misura di custodia cautelare per il sacerdote accusato di avere mascherato maltrattamenti e abusi sessuali ai danni di minori dietro pratiche esorciste, c’è la testimonianza chiave della seguace che si è distaccata dal gruppo. Da lei si è appreso che don Barone sarebbe proprietario di un hotel a Medjugorie. Il che andrebbe a sommarsi ad altri conflitti di interessi che pur sembrano consumarsi in Erzegovina. Uno dei veggenti è proprietario di un’agenzia che organizza viaggi spirituali. Mjrjana, invece, che come Vicka è grande amica di don Barone, gestirebbe un motel ai piedi del Monte delle apparizioni, il Križevac. Un fatto noto, tanto che sulle locandine che proprio in questi giorni sono affisse nelle parrocchie di Napoli, la cosa è riportata a caratteri cubitali: «Alloggio nella pensione della veggente Mjrjana». Soldi dunque, tanti soldi, intorno alle misteriose apparizioni e ai segreti che i veggenti dicono di avere appreso dalla Vergine Maria. Molto di quel denaro ruota intorno alla figura del prete arrestato. La polizia ha acquisito centinaia di documenti, tra i quali una sorta di libro mastro con l’elenco delle somme che don Barone avrebbe anticipato di tasca sua per consentire a diverse centinaia di fedeli indigenti di intraprendere il viaggio a Medjugorie e Cracovia. Ma da dove viene la grande capacità economica del prete? Come è riuscito a procurarsi le migliaia di euro che hanno permesso a fedeli bisognosi di conversione o esorcizzazione di partire per le agognate mete spirituali? Su questo, e sulle presunte proprietà di don Barone a Medjugorie, sugli intrecci tra lui e le due veggenti, sono in corso una serie di accertamenti, anche di natura patrimoniale.

    https://www.ilmattino.it/caserta/esorcismi_su_minori_curia_nel_mirino_ha_tentato_di_coprire_gli_abusi-3573316.html