Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Emilia Romagna

  • Per i periti italiani don Reverberi non potrebbe andare in Argentina

    Per i periti italiani don Reverberi non potrebbe andare in Argentina

    Dal punto di vista cognitivo non ci sarebbero ostacoli alla sua partecipazione ad un giudizio, ma le condizioni fisiche non gli consentirebbero di affrontare il viaggio transoceanico e partecipare di persona ad un processo come quello che lo attenderebbe in Argentina

    Si sarebbero espressi così i periti, nominati dal tribunale di Bologna e chiamati a valutare don Franco Reverberi, sacerdote residente nel Parmense, 88 anni, accusato di diversi crimini contro l’umanità compiuti durante la dittatura civico-militare del 1976-83 nel paese sudamericano.

        Nel 2024 il ministro della Giustizia Carlo Nordio aveva negato l’estradizione per motivi di salute e il processo in Argentina, che il prete lasciò nel 2011, è stato avviato in contumacia.

    Ma nei mesi scorsi l’autorità giudiziaria sudamericana, accogliendo una richiesta della difesa dell’imputato, ha inviato in Italia una richiesta via rogatoria per valutare le condizioni di Reverberi, in ordine alla sua eventuale partecipazione al giudizio.

        La Procura di Bologna, competente distrettualmente, ricevuti gli atti, con il pm Marco Imperato ha chiesto una perizia in incidente probatorio e il Gip Alberto Ziroldi l’ha disposta, nominando il medico legale Matteo Tudini e lo psichiatra Renato Ariatti, che sono andati a visitare il sacerdote nella sua abitazione, in provincia di Parma. Nel procedimento italiano Reverberi è difeso dall’avvocato Franco Magnani.

        Ricevuti gli esiti, il Gip ha ritrasmesso gli atti alla Procura che a propria volta li manderà in Argentina, dove i giudici prenderanno presumibilmente una decisione sulle modalità di partecipazione dell’anziano imputato.

    https://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/2026/06/30/per-i-periti-italiani-don-reverberi-non-potrebbe-andare-in-argentina_adcb6865-0b24-4bf6-90f9-b869e934d406.html

  • CGG: focus sulle Istanze d’Arengo legate al caso pedofilo. Non rispettata, in un caso, l’indicazione governativa

    CGG: focus sulle Istanze d’Arengo legate al caso pedofilo. Non rispettata, in un caso, l’indicazione governativa

    Sessione caratterizzata sin da subito da un’elevata conflittualità. Stesso copione, oggi; quando si è aperto il Comma sul sammarinese condannato per violenza su minori; con la prima lettura del PdL delle Opposizioni per l’istituzione di una Commissione d’inchiesta. Hanno parlato di inerzia “raccapricciante”; ritenendo una “commissioncina” priva di poteri quella tecnico-amministrativa proposta dal fronte governativo; pur indicando in questa occasione il proprio nominativo.

    Dal Segretario Canti riferimenti anche al via libera al trasferimento ai Cappuccini di Steven Raul James; che in Italia – è stato rivelato – avrebbe già subito due aggressioni. Fra gli elementi inediti pure quello riferito da RETE: i fatti erano a conoscenza di “4 soggetti sammarinesi” – è stato detto – già “il giorno dopo”. Nel pomeriggio il “secondo round”: l’analisi di 7 Istanze d’Arengo; il cui “spirito” è stato condiviso dall’intera Aula. Respinta però la richiesta di iscrivere sempre, nel casellario giudiziario, avvisi di garanzia e condanne per pedofilia. Da una parte – ha osservato il Segretario alla Giustizia – sarebbe violata la presunzione d’innocenza, dall’altra si andrebbero a limitare le facoltà del Giudice. “No” anche ad una coppia di Istanze relative all’istituzione di registri o database di persone condannate per questi reati. Un’inammissibile schedatura, è stato detto.

    Diversa sorte invece per la richiesta applicazione dell’articolo della Convenzione di Lanzarote affinché i bambini possano riconoscere precocemente le situazioni di pericolo. Approvate anche 2 Istanze per l’implementazione dei controlli su chi è chiamato a lavorare a contatto con i minori. Richiamata dall’Esecutivo l’attività di analisi, e propositiva, cui è chiamata la commissione tecnico-amministrativa. E ciò al netto dei dubbi di RF sulle doti taumaturgiche – è stato detto – della stessa.

    Non è poi mancata una sorpresa. Vi era un’altra Istanza – sulla falsariga delle due precedenti – riguardante però i volontari presso enti senza scopo di lucro. Dalle fila di Motus non era mancato chi aveva messo in guardia da possibili aggravi burocratici, oltre alla percezione di una presunzione di colpevolezza a monte. L’Aula ha infine votato “no”, nonostante la diversa indicazione del Segretario Bevitori; e con un notevole margine. Chiuso il comma sulla vicenda-choc del pedofilo si è passati all’esame di 2 Istanze d’Arengo – entrambe respinte – relative ai pass disabili. I lavori riprenderanno lunedì.

    Leggi qui il report integrale

    https://www.sanmarinortv.sm/news/politica-c2/cgg-focus-sulle-istanze-d-arengo-legate-al-caso-pedofilo-non-rispettata-in-un-caso-l-indicazione-governativa-a285537

  • Pedofilo sconta la pena a San Marino, Genitori sammarinesi: “Decisione moralmente grave, sbagliata e offensiva”

    Pedofilo sconta la pena a San Marino, Genitori sammarinesi: “Decisione moralmente grave, sbagliata e offensiva”

    Apprendiamo dalla stampa del trasferimento nel carcere della Repubblica di San Marino di James, condannato in via definitiva per reati di pedofilia, dopo soli quattro mesi di detenzione.

    Questa è una decisione che riteniamo moralmente grave, sbagliata e offensiva nei confronti della cittadinanza e, soprattutto, dei minori che lo Stato dovrebbe proteggere.

    Questa scelta rafforza una percezione ormai diffusa tra i cittadini: che scontare una condanna a San Marino possa risultare più favorevole e che, di fronte a reati di estrema gravità, il rigore venga sacrificato. Il messaggio che ne deriva è devastante.

    Non solo mina la fiducia nelle istituzioni, ma alimenta la sensazione che la tutela dei bambini non sia una priorità assoluta.

    Ancora più inaccettabile è il grave silenzio che continua a circondare l’intera gestione della vicenda. Le evidenti mancanze di trasparenza non hanno prodotto alcuna assunzione di responsabilità, alcun chiarimento pubblico, alcuna conseguenza concreta.

    Questo immobilismo è parte del problema. Ci chiediamo fino a che punto si intenda spingersi. Qual è il limite che non può essere superato?

    Quali garanzie reali vengono offerte oggi ai cittadini affinché non accada mai più che una persona condannata per reati sessuali possa trovarsi, direttamente o indirettamente, a contatto con minori? Le promesse fatte pubblicamente e le istanze d’Arengo presentate lo scorso 5 ottobre non possono restare lettera morta.

    Ogni rinvio, ogni ambiguità, ogni silenzio pesa sulle spalle dei più vulnerabili. Come Gruppo Genitori affermiamo con fermezza che la sicurezza dei bambini non è negoziabile. Su questi temi non possono esserci scorciatoie, zone grigie o decisioni che appaiono come concessioni. Pretendiamo rapide risposte, responsabilità chiare e scelte che mettano finalmente al centro la tutela dei minori, non la convenienza del sistema.

    C.s. – Gruppo Genitori Sammarinesi

    https://www.sanmarinortv.sm/news/comunicati-c9/pedofilo-sconta-la-pena-a-san-marino-genitori-sammarinesi-decisione-moralmente-grave-sbagliata-e-offensiva-a285198

  • San Marino – Progetto di legge per la commissione di inchiesta sul “caso pedofilo” continua a slittare

    San Marino – Progetto di legge per la commissione di inchiesta sul “caso pedofilo” continua a slittare

    Da L’Informazione di San Marino del 5 gennaio 2026 (di Antonio Fabbri) – Viene ripreso l’intervento del consigliere Enrico Carattoni che, dai banchi di Repubblica futura, ha rilevato come diverse questioni continuino ad essere fissate agli ultimi punti all’ordine del giorno e, sistematicamente, slittino: “Carattoni ha citato in particolare il progetto di legge sull’incompatibilità dei doppi cittadini con incarichi elettivi, fermo in Commissione da quasi un anno, e il progetto sulla Commissione di inchiesta sul pedofilo: “Ho l’impressione che ci sia una strategia per tenerlo sempre alla fine dell’ordine del giorno per non discuterlo, perché la questione è ancora molto calda sotto la cenere” (…).

    https://www.libertas.sm/san-marino-progetto-di-legge-per-la-commissione-di-inchiesta-sul-caso-pedofilo-continua-a-slittare/

  • Romagna, la mappa degli abusi nel clero: Forlì-Cesena in testa, seguono Rimini e Ravenna

    Romagna, la mappa degli abusi nel clero: Forlì-Cesena in testa, seguono Rimini e Ravenna

    La nuova rilevazione dell’Osservatorio della Rete L’ABUSO, pubblicata il 1° ottobre 2025, consegna una fotografia senza precedenti della violenza sessuale commessa da appartenenti al clero e dal relativo indotto in Italia: 1.250 casi complessivi, di cui 1.106 sacerdoti; 4.625 le vittime note, 4.451 delle quali minorenni.

    Solo sui sacerdoti, l’incidenza stimata è del 3,57% (1.106 su 31.000 attivi), mentre il “sommerso” – i casi noti alla Chiesa ma mai denunciati all’autorità giudiziaria – isola 839 episodi su 1.106. Un dato che dialoga con 155 condanne definitive sul totale dei 1.250 casi mappati.

    Dentro questo quadro nazionale, l’Emilia-Romagna conta 75 casi e 192 vittime prevalentemente minorenni; 71 sono sacerdoti, poi un catechista e tre laici. Le posizioni penali registrano 53 episodi nel sommerso, con poche denunce attive e 10 condanne definitive. È in questa cornice che la Romagna spicca per numerosità relativa.

    Forlì-Cesena: il baricentro romagnolo

    La provincia di Forlì-Cesena è la più colpita della Romagna: 10 casi censiti. Il dato, pur numericamente contenuto rispetto ai grandi hub regionali del Nord, pesa nel bilancio romagnolo e segnala catene di eventi spesso rimaste senza un approdo giudiziario. Nel quadro regionale, infatti, oltre due terzi dei procedimenti risultano “sommersi” o privi di esito pubblico, una dinamica che ostacola sia la giustizia sia la prevenzione.

    Rimini e Ravenna: numeri vicini, stessa vulnerabilità

    A Rimini e Ravenna il report conta 7 casi ciascuna. Anche qui il tratto comune è l’asimmetria tra il danno registrato e l’effettiva risposta giudiziaria: poche denunce formali, scarsi approdi a sentenza e un ricorso alla giustizia canonica che, secondo la rilevazione, non si traduce quasi mai in condanne note. È un pattern che ricalca il disegno regionale – 2 procedimenti canonici avviati, 3 mai avviati e nessuna condanna nota – e che suggerisce l’urgenza di strumenti di tutela più trasparenti, coordinati con l’autorità civile.

    Il peso della Romagna nell’Emilia-Romagna

    Sommando Forlì-Cesena (10), Rimini (7) e Ravenna (7), la Romagna raggiunge 24 casi, cioè quasi un terzo del totale regionale (75). Considerando che il report attribuisce all’Emilia-Romagna 192 vittime (di cui 185 minorenni), il contributo romagnolo diventa ancor più significativo in rapporto alla densità demografica e alla capillarità delle strutture ecclesiastiche sul territorio.

    Cosa dicono i “macro-numeri” nazionali

    I dati complessivi – 1.250 casi, 4.625 vittime, 3,57% di incidenza tra i sacerdoti attivi, 839 episodi nel sommerso – descrivono un fenomeno strutturale. Nelle regioni più popolose il volume cresce (la Lombardia guida con 174 casi), ma il tasso di sommerso resta elevato ovunque, segno che la trasparenza interna e l’obbligo di segnalazione non sono ancora prassi consolidate. In assenza di una commissione d’inchiesta statale – strumento adottato in diversi paesi europei – il report evidenzia come le stime italiane possano essere per difetto sul versante delle vittime.

    Le falle del sistema: denuncia, prevenzione, risarcimenti

    Il documento rimarca che, tra le 4.621-4.625 vittime citate nelle diverse sezioni, solo una risulta risarcita spontaneamente dalla Chiesa; quando arriva un indennizzo, proviene in prevalenza dalla giustizia italiana. Nel frattempo, il sostegno medico-psicologico appare lacunoso, mentre 22 strutture terapeutiche risultano attive per i sacerdoti, nessuna specificamente per i sopravvissuti da abusi. Il divario tra strumenti per gli autori e tutela delle vittime è uno dei punti dolenti messi nero su bianco.

    Che cosa significa per la Romagna

    Per Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna i numeri non sono solo contabilità del passato. La quota di sommerso, il limitato ricorso a percorsi giudiziari e la quasi totale assenza di condanne canoniche note rendono urgente un’azione su tre livelli: obbligo effettivo di segnalazione all’autorità civile; rafforzamento dei servizi di supporto alle vittime; trasparenza degli esiti, inclusa la tracciabilità dei trasferimenti interni. La Romagna, proprio perché esprime una fetta importante del dato regionale, può diventare un laboratorio di pratiche migliori, dalla formazione nelle parrocchie alla collaborazione strutturata con centri antiviolenza e procure.

    Un indicatore per misurare il cambiamento

    Il confronto fra numero di casi e condanne definitive (10 in Emilia-Romagna su 75) suggerisce un indicatore semplice da monitorare: quota di procedimenti che arrivano a sentenza, tempi medi di definizione e accesso a misure riparative. Portare alla luce il sommerso non è solo questione statistica: significa consentire alle vittime di Romagna – e del Paese – di ottenere giustizia in tempi ragionevoli, e alle comunità di ricostruire fiducia su basi verificabili.

    Metodologia – Il report copre l’arco 2000-2025, aggrega casi trattati direttamente dall’associazione e materiale documentale pubblico, con schede regionali e provinciali di dettaglio. I numeri citati nel pezzo provengono dal report alle sezioni “Dato censito dall’Osservatorio”, “Dettaglio integrale delle schede regionali” e “Conclusioni”.

    https://lavocedicesenatico.it/romagna-la-mappa-degli-abusi-nel-clero-forli-cesena-in-testa-seguono-rimini-e-ravenna/

    2° Report Rete L’ABUSO

  • San Marino, caso pedofilo: chiesto un registro per i reati sessuali

    San Marino, caso pedofilo: chiesto un registro per i reati sessuali

    Cinque istanze d’Arengo per difendere i bambini dai pedofili. Secondo una tradizione che affonda le radici nel passato storico del Titano, la domenica che segue all’insediamento dei capitani reggenti, si consente ai cittadini di presentare richieste, purché di pubblico interesse, consegnandole nelle mani del Segretario agli Interni (in questo caso Andrea Belluzzi) che ne dà lettura davanti alla reggenza.

    Così nella giornata di domenica scorsa, il gruppo “Genitori sammarinesi” ha avanzato non una ma sei istanze d’arengo su un totale di 30 con l’obiettivo di tutelare i bambini e i luoghi da loro frequentati. Segnale, questo, che sono lungi dallo smorzarsi le preoccupazioni, dopo il caso di Steven James Raul, cittadino sammarinese condannato in Italia per violenza sessuale aggravata e continuata su minori, peraltro rimasto a contatto con bambini e adolescenti fino al giorno del suo arresto tra incarichi nel mondo del calcio e mansioni nelle mense di un nido.

    Le istanze

    «Confidiamo – commentano dal comitato – che la nuova reggenza (formata da Matteo Rossi e Lorenzo Bugli, ndr) possa aiutarci a ritrovare fiducia nel nostro Stato e sicurezza per i bambini. Ora bisogna agire, basta solo parlare». Ma cosa chiedono nel dettaglio? Istituire due registri, l’uno per reati di pedofilia e l’altro per reati a sfondo sessuale; negare la possibilità di cancellare dal casellario giudiziario tali reati; rendere i bambini capaci di riconoscere il pericolo; obbligare settore pubblico, privato e associazioni di volontariato a verificare l’esistenza di accuse o condanne per reati contro minori a carico dei candidati.

    Commento a caldo

    Proprio ieri è tornato sul vulnus anche Domani-Motus Liberi che, dalle file dell’opposizione, ha ribadito con forza: «Non accetteremo che questa vicenda si concluda con scuse di circostanza o promesse di futuri miglioramenti». E ancora: «San Marino ha ratificato la Convenzione di Lanzarote assumendo impegni precisi per proteggere i minori da abusi e sfruttamento sessuale. Tradire tale spirito rifugiandosi dietro risposte evasive o silenzi complici significa mancare di rispetto non solo a obblighi internazionali, ma soprattutto ai nostri cittadini più vulnerabili». Per questo invocano: «Dimissioni da parte di chi ha mancato riforme urgenti e strutturali del sistema di protezione e un impegno concreto per impedire che fatti simili possano ripetersi. La sicurezza dei bambini deve venire prima di tutto».

    https://www.corriereromagna.it/san-marino/san-marino-caso-pedofilo-chiesto-un-registro-per-i-reati-sessuali-FA1673997

  • Caso pedofilia, opposizioni attaccano: “Verrà insabbiato tutto, dibattito imbarazzante in Aula”

    Caso pedofilia, opposizioni attaccano: “Verrà insabbiato tutto, dibattito imbarazzante in Aula”

    “Un dibattito imbarazzante” quello andato in scena in Consiglio: promettono battaglia le opposizioni sul caso del 27enne sammarinese condannato per violenza su minori. Rf, Rete e Dml accusano Governo e maggioranza di aver gestito la questione in “modo approssimativo”. “Verrà insabbiato tutto”, prevedono le minoranze che spingono per individuare chi non ha impedito al sammarinese di continuare le sue attività con minori.

    “Tutti hanno detto che bisognava chiedere scusa – afferma Gaetano Troina di Dml – ma non si è capito di chi sia la responsabilità”. “Imbarazzante poi – prosegue il consigliere – la conclusione in replica del segretario alla Giustizia Canti il quale ha ribaltato la responsabilità, addirittura, sui genitori di questi poveri ragazzi che non avrebbero denunciato il fatto a San Marino”.

    “Vogliamo sapere se c’è stata inerzia e da parte di chi – aggiunge Nicola Renzi (Rf) -. Necessario accertare se le leggi c’erano e se qualcuno non le ha applicate”. Bocciato da Rf, Rete e Dml l’ordine del giorno con la proposta di una commissione tecnico-amministrativa che, per le minoranze, non sarà efficace, vista la mancanza di poteri per “svolgere indagini complete”. Renzi invita poi a rendere noti altri possibili casi dopo che in Aula, spiega, c’è chi ha parlato dell’ipotesi di vicende simili nella scuola.

    “I cittadini sono indignati”, rimarca Emanuele Santi di Rete che accusa il Governo di non aver agito nonostante, spiega, già dal 2 luglio fosse a conoscenza della condanna. Libera e Psd hanno preso posizioni audaci, affermano le opposizioni, salvo poi “chinare la testa” in favore degli alleati. “Per non attribuire la responsabilità politica all’una o all’altra forza di maggioranza – conclude Troina (Dml) – l’unica soluzione possibile è far finta che non sia accaduto nulla“.

    Nel servizio l’intervista a Gaetano Troina (Domani Motus Liberi)

    https://www.sanmarinortv.sm/news/politica-c2/caso-pedofilia-opposizioni-attaccano-verra-insabbiato-tutto-dibattito-imbarazzante-in-aula-a280516

  • San Marino. DOCUMENTI. CASO PEDOFILO STEVEN JAMES. Sintesi della relazione del Segretario Canti (17 settembre 2025)

    San Marino. DOCUMENTI. CASO PEDOFILO STEVEN JAMES. Sintesi della relazione del Segretario Canti (17 settembre 2025)

    Il Segretario ha premesso che il suo intervento vuole essere una ricostruzione tecnica dei fatti, ma anche un atto dovuto come padre e cittadino, condividendo lo smarrimento delle famiglie coinvolte nel caso Steven James Raul, cittadino sammarinese condannato in Italia per violenza sessuale aggravata e continuata su minori.

    1. Solidarietà alle famiglie e chiarimenti alla cittadinanza

    • Il Governo si dichiara vicino alle famiglie colpite e denuncia la campagna mediatica di disinformazione che ha generato confusione.

    • Viene ribadito che la priorità è la tutela dei minori e la massima trasparenza nell’analisi delle falle del sistema.

    2. I fatti principali

    • Il 23 agosto 2025 Steven James Raul è stato arrestato a seguito di una condanna definitiva in Italia (5 anni e 8 mesi, poi ridotti in appello a 4 anni e 6 mesi).

    • I reati riguardano abusi sessuali su quattro minori italiani durante un camp estivo a Carpegna (2021).

    • Altri 22 bambini sammarinesi erano presenti, ma non risultano vittime.

    3. Le procedure giudiziarie ed estradizione

    • San Marino, in base alla Convenzione Europea di Estradizione del 1957, non può estradare i propri cittadini.

    • La richiesta italiana di estradizione è stata respinta dal Giudice d’Appello il 16 luglio 2025.

    • È stata quindi applicata la clausola che consente al condannato di scontare la pena a San Marino.

    • Le autorità sammarinesi hanno ricevuto comunicazioni incomplete e tardive dall’Italia: solo il 18 giugno 2025 è arrivata la documentazione definitiva.

    4. Collaborazione con Interpol e Gendarmeria

    • Interpol San Marino ha subito attivato verifiche e controlli sulla presenza di Raul nel territorio.

    • Le informazioni erano classificate e non potevano essere condivise con altre autorità se non su autorizzazione formale, motivo di ritardi e di mancate comunicazioni al pubblico.

    5. Il caso del lavoro nelle scuole

    • Raul, in attesa di decisioni, ha svolto incarichi precari come cuoco in diversi asili nido di San Marino (aprile – agosto 2025).

    • L’assunzione è avvenuta tramite autocertificazione, in cui dichiarava di non avere procedimenti pendenti.

    • In realtà era già stata emessa la sentenza definitiva italiana (marzo 2025).

    • Il 27 agosto 2025 l’Ufficio del Lavoro ha sporto denuncia per falsa dichiarazione.

    • È stato chiarito che Raul non ha mai avuto contatti diretti con i bambini, operando esclusivamente nelle cucine.

    6. Il casellario giudiziario

    • Non esiste un obbligo convenzionale di scambio automatico delle iscrizioni tra Italia e San Marino.

    • Le comunicazioni periodiche riguardano solo le condanne definitive, non i procedimenti pendenti.

    • La Convenzione di Lanzarote, ratificata da San Marino, rafforza gli impegni di prevenzione contro gli abusi sessuali sui minori, ma non prevede registri speciali né scambio automatico di informazioni sui procedimenti pendenti.

    7. Conclusioni e proposte operative

    Per evitare che casi simili si ripetano, Canti propone:

    1. Istituzione di misure amministrative preventive a tutela della collettività, specie per i casi di estradizione.

    2. Inasprimento delle sanzioni penali e amministrative per chi rilascia autocertificazioni false o incomplete, con obbligo di rinnovo annuale.

    3. Miglioramento dello scambio di informazioni con l’Italia, in attesa della firma dell’Accordo di Associazione UE, anche tramite accordi specifici bilaterali.

    4. Divieto di assumere incarichi nella PA per persone condannate o processate per pedofilia e abusi sessuali.

    In sintesi: la relazione mette in luce gravi carenze nello scambio di informazioni tra Italia e San Marino, la necessità di colmare le lacune legislative e amministrative, e l’impegno del Governo a introdurre nuove norme di prevenzione e tutela dei minori.

    S.e.& o.

    San Marino. DOCUMENTI. CASO PEDOFILO STEVEN JAMES. Sintesi della relazione del Segretario Canti (17 settembre 2025)

  • San Marino, caso “Steven Raul James”. Gruppo Genitori Sammarinesi rincara le accuse: “Istituzioni civili, religiose e sportive hanno lasciato il pedofilo vicino ai bambini”

    San Marino, caso “Steven Raul James”. Gruppo Genitori Sammarinesi rincara le accuse: “Istituzioni civili, religiose e sportive hanno lasciato il pedofilo vicino ai bambini”

    Il Gruppo Genitori Sammarinesi torna a farsi sentire con dichiarazioni forti sulle responsabilità istituzionali nella vicenda del pedofilo rimasto indisturbato a contatto con bambini per anni. In un comunicato stampa pubblicato oggi, il Direttivo parla di “risposte inesatte, fumose e insoddisfacenti” arrivate dalle istituzioni nei giorni scorsi, sottolineando come sia “francamente inverosimile che non sia mai giunta agli organi competenti la notizia di un reato così grave e di un processo svoltosi per ben quattro anni in 3 gradi di giudizio”.

    Il Gruppo punta il dito contro tutte le istituzioni coinvolte, citando esplicitamente “civili, religiose e sportive”, accusandole di aver permesso con “dolo o superficialità” che il pedofilo restasse vicino ai bambini. “È necessario e urgente rompere il silenzio su questa vicenda, individuare connivenze ed omertà ed intervenire con provvedimenti adeguati per punire i responsabili”, scrivono i genitori.

    Critiche anche al Consiglio Grande e Generale, che nel 2022 respinse l’Istanza d’Arengo per l’istituzione di un registro dei reati a sfondo sessuale, misura che “avrebbe certamente consentito e imposto di intervenire immediatamente per tenere lontano il soggetto violento da ambienti frequentati dai bambini”.

    Il Gruppo Genitori Sammarinesi ribadisce la propria determinazione a mantenere alta l’attenzione sulla vicenda e invita la comunità a partecipare alla manifestazione in programma giovedì 4 settembre, dalle ore 17 fino al tramonto, in Piazza della Libertà. “Non stiamo più in silenzio”, conclude il comunicato, sottolineando l’urgenza di proteggere i minori e di far emergere le responsabilità.

    San Marino, caso “Steven Raul James”. Gruppo Genitori Sammarinesi rincara le accuse: “Istituzioni civili, religiose e sportive hanno lasciato il pedofilo vicino ai bambini”

  • La CSU aderisce all’iniziativa del gruppo ‘Genitori Sammarinesi’

    La CSU aderisce all’iniziativa del gruppo ‘Genitori Sammarinesi’

    La Centrale Sindacale Unitaria tiene l’alta l’attenzione sulla vicenda del 27enne sammarinese condannato in Italia per abusi su quattro bambini.

    Restano tutti sul tavolo gli interrogativi sollevati sul caso e soprattutto i dubbi che qualcuno sapesse della condanna in Italia del cittadino sammarinese, e ha lasciato che continuasse a lavorare a stretto contatto con i minori. Un velo di omertà che CSdL e CDLS intendono squarciare e per questo danno pieno sostegno e adesione all’iniziativa del gruppo “Genitori Sammarinesi” nato spontaneamente sui social in segno di protesta, invitando iscritti e cittadinanza alla manifestazione su Piazza della Libertà il 4 settembre alle 17.

    Per i due sindacati l’accertamento di eventuali responsabilità deve andare di pari passo con interventi legislativi ed eventuali accordi internazionali che impediscano il ripetersi di questi orribili episodi. Nel caso specifico la giustizia italiana ha fatto il suo corso.

    Chiediamo al Governo sammarinese di intervenire per avviare una più stretta collaborazione tra le istituzioni politiche e giudiziarie, per assicurare lo scambio di informazioni per i propri cittadini che fossero oggetto di procedimenti penali, almeno per i più gravi, tra cui quelli per violenza di genere e abusi sui minori, in territorio e oltre confine. CSdL e CDLS chiedono maggiore sensibilità al tema, in particolare quando vengono coinvolti i soggetti più indifesi.

    Una sensibilità che i sammarinesi avevano già manifestato nel 2022, con due Istanze d’Arengo che chiedevano l’istituzione di un registro per reati di pedofilia e perché questi reati fossero riportati nel certificato del casellario giudiziario. Entrambe bocciate dal Consiglio Grande e Generale. E’ ora di voltare pagina.

    c.s. CSU