Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Emilia Romagna

  • Cesenatico – Don Giacomoni finisce in carcere

    Cesenatico – Don Giacomoni finisce in carcere

    Notizia del 25/11/2009 – 11:59

    Cesenatico – Don Giacomoni finisce in carcere

    La Cassazione conferma la condanna a sei anni ed 8 mesi. Il sacerdote di Russi, arrestato nel 2006 per una brutta storia di pedofilia, è stato prelevato dalla Polizia questa mattina dal suo seminario di Forlì

    CESENATICO – La Polizia l’ha prelevato questa mattina all’alba dal suo convento forlivese, nel quale viveva dopo la condanna per violenza sessuale e pedofilia. Don Giacomoni, sacerdote di 85 anni originario di Russi, non ha opposto resistenza e si è limitato a dire: “E’ un’ingiustizia”.

    Si aprono dunque le porte del carcere per l’ex presidente dell’associazione Arcobaleno, dopo che questa mattina la Cassazione ha confermato la sentenza d’appello, che ha condannato il prete a sei anni ed 8 mesi (pena ridotta di 18 mesi rispetto al primo grado di giudizio).

  • Orge gay a pagamento. Prete 70enne indagato per prostituzione minorile. Ricattato con foto osé

    Orge gay a pagamento. Prete 70enne indagato per prostituzione minorile. Ricattato con foto osé

    Estorsione con foto porno ai danni di un prete: tre condanne a quattro anni

    Sono stati condannati a quattro anni di reclusione dal Tribunale di Piacenza, al termine del rito abbreviato, i tre romeni accusati di estorsione nei confronti di un sacerdote piacentino, sottoposto a ricatto dagli stranieri che lo avevano immortalato mentre aveva rapporti sessuali con un minore.

    Le foto compromettenti erano state al centro dell’estorsione. Un quarto romeno aveva patteggiato la pena nell’aprile scorso: 2 anni con la condizionale. Il prete piacentino è imputato presso il Tribubale dei Minori per prostituzione e verrà giudicato a parte.

    Ecco i fatti raccontati nella nostra notizia il 17 maggio 2008

    Un sacerdote di Piacenza coinvolto in un giro di prostituzione minorile avrebbe subito ricatti per foto pedopornografiche, finendo lui stesso nel registro degli indagati. Così un insospettabile sacerdote settantenne si è trovato nella duplice veste di parte lesa ed indagato in un’indagine della Procura di Piacenza.

    Parte lesa per essere caduto vittima di un tentativo di estorsione da parte di quattro romeni, indagato per aver avuto rapporti sessuali a pagamento con minori. La notizia è trapelata oggi dopo che al sacerdote è stato recapitato ieri l’avviso di garanzia dal Sostituto procuratore Antonio Colonna. Del fatto si erano occupati i carabinieri della Compagnia di Piacenza, dopo che il sacerdote si era rivolto a loro, affermando di essere caduto vittima di un tentativo di ricatto da parte di quattro stranieri, che gli avrebbero chiesto 50 mila euro in cambio di foto compromettenti.

    I carabinieri hanno così preparato la trappola e arrestato in pieno centro i quattro romeni con l’accusa di estorsione e produzione di materiale pedopornografico. Il minore è stato condotto nella casa di accoglienza di Bologna e gli altri quattro alle Novate. I carabinieri hanno trovato in possesso dei quattro estorsori alcune foto nelle quali compare anche il sacerdote intento ad avere rapporti sessuali di gruppo (anche con il coinvolgimento del minore) nella sua casa del centro storico.

    ———–

    VOGLIO PROPRIO VEDERE
    si e’ fatto tanto clamore giustamente per lo stupratore, di roma vediamo se adesso in televisione parleranno di questo prete.E VORREI UNA RISPOSTA ANCHE DALLA CHIESA VISTO CHE SONO IN AUMENTO QUESTI CASI
    dami 70 FN
    12/07/2009 11.13

  • Gambettola: violenza sessuale in parrocchia, chiesta la scarcerazione per il prete

    Gambettola: violenza sessuale in parrocchia, chiesta la scarcerazione per il prete

    GAMBETTOLA – “La vittima era consenziente”: con questa motivazione è stata richiesta la scarcerazione per don Alvaro Tejada Coca, l’aiuto parroco di Gambettola che è accusato di violenza sessuale su un 22enne.

    A richiedere l’eliminazione della misura detentiva nei confronti dell’uomo di chiesa è stato il suo avvocato, Alberto Bricchi, che ha sostenuto come il rapporto sessuale fosse stato pienamente consenziente da entrambe le parti, facendo così decadere l’accusa.

    Entro tre giorni il Tribunale della Libertà di Bologna si dovrà esprimere, valutando anche le perizie presentate dalla difesa del giovane prete di origine boliviana, che contrasterebbero con i primi referti emessi dal pronto soccorso, confutando di fatto la tesi della violenza sessuale che era stata sostenuta dal giovane 22enne.

    Il quale sosteneva di essere stato tratto in inganno con le ipotesi di un impiego lavorativo in qualche azienda del territorio: una leva che lo aveva spinto a seguire il prete nella camera da letto in cui sarebbe avvenuto il presunto abuso. Che a questo punto viene messo in discussione.

     http://www.romagnaoggi.it/cesena/2009/7/28/131521/

     

  • Gambettola: il sacerdote davanti al pm: ”non ho violentato nessuno”

    Gambettola: il sacerdote davanti al pm: ”non ho violentato nessuno”

    5 giugno 2009 – CESENA – “Non ho violentato nessuno”. Così il prete boliviano di Gambettola davanti al pm Fabio Di Vizio.

    Il 29enne, arrestato a maggio con l’accusa di violenza sessuale, è stato interrogato giovedì dal pubblico ministero Fabio Di Vizio presso la Procura di Forlì, affermando quando già detto agli uomini del Commissariato di Polizia di Cesena che indagano sul caso.

    Il sacerdote, sospeso a divinis, ha ammesso il suo feeling con il giovane siculo di 22 anni che lo ha accusato.

    Ed anche dichiarato di essersi appartato con il ragazzo – un animatore sportivo -, assicurando che si è trattato di un “rapporto pienamente consenziente”. Non è escluso che il pm voglia ascoltare nei prossimi giorni il siculo. Inoltre il procuratore ha incaricato il personale della Scientifica a tornare nella stanza dove si è consumato il rapporto sessuale per verificare tutte le tracce biologiche che erano già state trovate nel corso dei primi sopralluoghi. Nel frattempo continua la caccia all’extracomunitario clandestino, che sarebbe stato violentato dal prete alcuni anni fa.

  • Cassazione. Nuovo processo in appello per don Dessì

    Cassazione. Nuovo processo in appello per don Dessì

    Cassazione. Nuovo processo in appello per don Dessì

    La Cassazione ha annullato la sentenza della Corte di Appello di Bologna del 31 ottobre del 2008 che ha condannato don Marco Dessì.

    Sarà necessario un nuovo processo di appello. Usciranno fuori da questo processo i fatti antecedenti all’11 agosto 1998, per i quali era necessaria una richiesta del Ministero della Giustizia.

    Pertanto è prevedibile che presto don Dessì sarà completamente libero.

    Altri aggiornamenti in questi giorni.

    giugno 2nd, 2009 at 21:28
    Don Dessì presto in semilibertà?

    la Nuova Sardegna — 28 maggio 2009 pagina 09 sezione: SARDEGNA

    ROMA. Ci sarà un nuovo processo d’appello per don Marco Dessì(nella foto), il missionario di Villamassargia accusato di violenze sessuali nella comunità per orfani di Betania, a Chinandega in Nicaragua. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di Bologna del 31 ottobre 2008 – otto anni di carcere – con rinvio a un nuovo collegio d’Appello, ma soprattutto ha cancellato una parte del capo d’imputazione.

    I giudici hanno accolto pienamente l’eccezione avanzata dall’avvocato Pierluigi Concas(nella foto piccola) annullando senza rinvio le accuse riferite ai fatti avvenuti prima dell’11 agosto 1998, perchè fino a quella data per procedere contro un cittadino italiano che commette reati all’estero era indispensabile una richiesta del ministero della giustizia, che agli atti del procedimento non c’è. Poi l’articolo 604 del codice penale è stato modificato e la punibilità dei cittadini italiani all’estero è divenuta incondizionata. Ma per i fatti successivi i giudici – in linea con le richieste del procuratore generale – hanno annullato la sentenza perchè sia un’altra corte, sempre a Bologna, a valutare le accuse rimaste in piedi ed eventualmente stabilire una pena congrua. Per don Dessì e per i suoi difensori – oltre Concas, l’avvocato Massimo Jasonni – è una vittoria clamorosa, che riapre una vicenda sepolta sotto due sentenze di condanna. E’ inevitabile che i prossimi giudici bolognesi accordino all’imputato un nuovo sconto sulla pena, se non altro perchè mancheranno nelle carte del giudizio alcuni fatti considerati accertati e comunque gravissimi dai primi giudici. Come dire che per il missionario sessantenne la speranza di acquistare presto almeno la semilibertà è una prospettiva tutt’altro che remota. I motivi del ricorso elaborati dagli avvocati Pierluigi Concas e Massimo Jasonni erano bastati a convincere il procuratore generale, che a conclusione del suo intervento ha chiesto l’annullamento della sentenza. Poi i giudici della terza sezione – presidente Ernesto Lupo – a tarda sera hanno confermato le valutazioni dell’accusa pubblica: il processo di secondo grado dev’essere rifatto daccapo. Don Dessì aveva già beneficiato dello sconto sulla pena accordato dai giudici di Bologna, dopo che quelli di Parma – il processo si è svolto con il rito abbreviato – il 23 maggio 2007 gli avevano inflitto dodici anni di reclusione giudicandolo colpevole di violenza sessuale nei confronti di minori e di possesso di materiale pedopornografico ora il missionario. Già la condanna a otto anni, stando ai calcoli dei difensori, prometteva di fargli ottenere la semilibertà nel giro di due, massimo tre anni. Ora la prospettiva di un terzo giudizio riaccende le speranze del religioso, che ha sempre assistito alle udienze in perfetto silenzio. La data del nuovo processo sarà fissata nelle prossime settimane. – Mauro Lissia

  • HA ABUSATO DI UN GIOVANE SICILIANO

    HA ABUSATO DI UN GIOVANE SICILIANO

    GAMBETTOLA (FC) – L’accusa è di aver violentato un ragazzo siciliano di 22 anni: un prete boliviano, Alvaro Tejada Coca di 29 anni, è stato perciò arrestato dalla polizia di Cesena.

    La violenza, consumata nella discreta canonica della chiesa locale del paesino emiliano, sarebbe avvenuta dopo che il prete, un po’ troppo premuroso nei confronti dei propri fedeli, aveva prospettato al giovane la possibilità di un lavoro.

    Almeno questa è stata la scusa con cui l’avrebbe attirato in canonica dove, senza porre tempo in mezzo, ha tentato un primo approccio che, dopo il netto rifiuto ed il tentativo di liberarsi del siciliano, si è trasformato in un vero e proprio abuso sessuale completo.

    Ora la domanda da farsi è la seguente: questo ennesimo avvenimento, simile a molti altri del passato, verrà insabbiato finchè non se ne perda la memoria o, finalmente, la legge colpirà anche chi, nascosto dietro ad una tonaca, si macchia di azioni criminali? Non sarebbe la prima volta che i preti “biricchini”, per usare un eufemismo, vengono semplicemente trasferiti in paesini poco abitati e lontani dalle città invece che in un istituto carcerario.

    http://www.notiziarioitaliano.it/?sezione=emilia-romagna&articolo=9186

  • Cesena: abusi su un giovane, prete arrestato

    Cesena: abusi su un giovane, prete arrestato

    Un prete boliviano di 29 anni, Alvaro Tejada Coca, è stato arrestato dalla polizia Cesena, con l’accusa di aver violentato un ragazzo siciliano di 22 anni.

    La violenza si sarebbe consumata nella canonica di Gambettola (Cesena) sabato sera, ma il fatto è stato reso noto oggi, dopo la convalida dell’arresto.

    L’arrestato e la sua vittima si sarebbero conosciuti in una iniziativa in parrocchia. Il sacerdote avrebbe prospettato al giovane una possibilità di lavoro e con questa scusa l’avrebbe attirato in canonica dove ha tentato un primo approccio sessuale che, dopo il diniego del giovane, si è trasformato in un abuso sessuale completo. Il ragazzo (soccorso all’ospedale di Cesena) ha raccontato l’episodio ai familiari che hanno chiamato la polizia che ha poi arrestato il sacerdote nella notte fra sabato e domenica.

    www.romagnaoggi.it/cesena/2009/5/12/123781/

    Shock a Gambettola, sacerdote abusa di un 22enne: arrestato

    • 12 maggio 2009 – 16.54 (Ultima Modifica: 12 maggio 2009)

    CESENA – E’ accusato di aver abusato di un giovane siciliano di 22 anni. Gli agenti del Commissariato di Polizia di Cesena hanno arrestato un sacerdote boliviano di 29 anni. Secondo quanto appurato dagli inquirenti, la violenza si sarebbe consumata sabato sera nella canonica di una parrocchia di Gambettola, dove il parroco presta servizio. Il 29enne avrebbe conosciuto la giovane vittima in occasione di un’iniziativa che si è svolta in parrocchia.

    Il sacerdote avrebbe invitato il giovane in canonica, prospettando al giovane siculo una possibilità di lavoro. Qui ha tentato un primo approccio sessuale che, dopo
    il diniego del giovane, si è trasformato in un abuso sessuale. Il ragazzo, dopo esser ricorso alle cure dei sanitari del pronto soccorso dell’ospedale di Cesena, ha raccontato tutto ai giovani, che si sono rivolti alla polizia.

    Il vescovo, Monsignor Antonio Lanfranchi, ha disposto con un decreto la sospensione “a divinis” del sacerdote boliviano. “La notizia dell’arresto – spiega in una nota la diocesi – addolora profondamente il Vescovo con tutto il presbiterio e l’intera comunità diocesana che si ritengono essi stessi vittime di quanto accaduto”. L’episodio, ha detto Lanfranchi, invitando alla comunità diocesana alla preghiera, “non può far venir meno la fiducia e la stima per quanti, con generosità e alto senso etico, sono ogni giorno impegnati nel servizio pastorale della comunità cristiana”.

  • Il vescovo a Gambettola chiede perdono

    Il vescovo a Gambettola chiede perdono

    Il vescovo Antonio ha incontrato la comunità parrocchiale di Gambettola. E’ accaduto martedì scorso, in una sala gremita di gente, nella “Casa del ragazzo”.

    Dopo l’arresto di don Alvaro Tejada Coca avvenuto nella mattinata del 10 maggio con l’accusa di violenza sessuale su un ragazzo di 22 anni e a seguito delle notizie emerse dalla stampa locale che raccontano di diverse testimonianze sul conto del prete boliviano descritto come un tipo dal comportamento un po’ troppo disinvolto, l’incontro tra il vescovo Lanfranchi e Gambettola era molto atteso.

    Monsignor Lanfranchi non si è nascosto nulla. Ha parlato di “consolazione, ferita e vicinanza”. Ha detto che la legge civile e quella ecclesiale dovranno fare il loro corso e “nulla avremmo di guadagnato se si volessero sminuire i fatti”.

    Poi si è domandato se non si poteva evitare il fatto increscioso. “Quando l’ho ordinato sacerdote – ha aggiunto il vescovo – non avevo motivi sufficienti per non farlo. Col senno di poi dico che non andava ordinato. Ho sbagliato il discernimento su di lui e per questo chiedo umilmente perdono”.

    In seguito il vescovo ha posto la domanda che molti si attendevano: perché a Gambettola? “Quando faccio una scelta mi faccio guidare da questi criteri – ha precisato -. Prima di tutto l’affidamento a un sacerdote che possa fare da guida. Poi la possibilità di vivere un’esperienza di comunione e anche le necessità della parrocchia che lo deve accogliere”.

    Da ultimo il vescovo ha ribadito che “non devono venire meno la fiducia e la dedizione al servizio educativo in mezzo ai giovani con un supplemento di generosità”. Nel dibattito con la gente è emersa forte l’urgenza di garantire fin da subito una presenza autorevole in mezzo ai giovani per portare avanti le numerose attività estive in programma: campi scuola e centro estivo prima di tutto.

    http://www.corrierecesenate.com/2009/05/22…chiede-perdono/

  • Gambettola: violenza sessuale, si scava nella vita del sacerdote

    Gambettola: violenza sessuale, si scava nella vita del sacerdote

    GAMBETTOLA – Gli uomini del Commissariato di Polizia di Cesena stanno continuando a raccogliere elementi a carico del giovane sacerdote boliviano di 29 anni (sospeso a divinis) accusato di aver abusato sessualmente di un giovane siculo di 21 anni.

    Sono almeno una decina le persone che si sono presentate negli uffici di via Don Minzoni per dare il loro contributo alle indagini. Dai racconti sono emersi comportamenti non consoni alla vita da sacerdote.

    Secondo le testimonianze, il giovane sacerdote si distingueva per uscite notturne ed incontri con persone con tendenze omosessuali. In tanti, però, hanno deciso di non mettere a verbale quanto dichiarato. Nel frattempo le forze dell’ordine proseguono nelle ricerche del giovane clandestino che ha confessato di esser stato violentato dal 29enne nel 2006, quando non aveva ancora preso i voti. Le indagini sono coordinate dal pm della Procura di Forlì, Fabio Di Vizio.

    http://www.romagnaoggi.it/cesena/2009/5/19/124456/

  • “LA COMUNITÀ parrocchiale di Gambettola vuole lasciarsi alle spalle la brutta…”

    “LA COMUNITÀ parrocchiale di Gambettola vuole lasciarsi alle spalle la brutta…”

    LA COMUNITÀ parrocchiale di Gambettola vuole lasciarsi alle spalle la brutta storia legata a don Alvaro Tejada.

    Domenica scorsa, in occasione della prima comunione di 60 bambini, la chiesa intitolata a San Egidio Abate era piena di fedeli, incuriositi anche dalla vicenda del sacerdote arrestato.

    Don Claudio Turci in chiesa dopo aver fatto riferimento al fatto molto doloroso di don Alvaro ha invitato i fedeli a pregare e a guardare avanti: «La nostra comunità ha detto va avanti nel servizio pastorale e nell’opera educativa dei fedeli».

    La risposta dei fedeli non si è fatta attendere, tantissimi hanno manifestato piena solidarietà al parroco, molto provato, che deve portare il peso maggiore della vicenda.

    ALL’ESTERNO della chiesa, la vita della comunità parrocchiale pare del tutto normale: bambini e genitori non hanno interrotto le attività già programmate, le stesse che portava avanti don Alvaro Tejada, il circolo ricreativo è molto frequentato dai giovani e continuano gli incontri e le iscrizioni per il campo scuola della prossima estate. STASERA alle ore 21, nella sede delle opere parrocchiali, in via Ravaldini, il vescovo monsignor Antonio Lanfranchi parlerà al consiglio pastorale, allargato agli educatori e ai giovani della parrocchia.