Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Lombardia

  • «Se parli finisci all’inferno». Minorenne inchioda il parroco: «Mi violentava»

    «Se parli finisci all’inferno». Minorenne inchioda il parroco: «Mi violentava»

    Il prete ha rigettato le accuse del minorenne: «Sono tranquillo e non ho assolutamente fatto nulla».

    Non si è tirato indietro. E a fatica (evidentemente provato) ha ripercorso e ribadito punto per punto la sua versione. Confermando anche davanti al gip Giovanni Pagliuca le accuse a quel sacerdote che, invece di aiutarlo ad affrontare il suo percorso spirituale di catechesi indispensabile per conseguire il battesimo, avrebbe ripetutamente abusato di lui: la ricostruzione delle presunte violenze sessuali a carico di don Angelo Blanchetti, adesso, sono state cristallizzate anche in sede di incidente probatorio. Quindi, fonte di prova utilizzabile a tutti gli effetti nel corso di un eventuale processo – racconta il Corriere della Sera.

    Parroco di Corna di Darfo e di Bessimo, 55 anni, il prete è finito agli arresti domiciliari su ordinanza del gip il 14 giugno scorso con la pesantissima accusa di violenza sessuale su minore: un ragazzino che ha compiuto 14 anni due mesi prima, in aprile. E che ha trovato il coraggio di confidarsi e raccontare tutto a un pastore milanese prima che agli inquirenti bresciani coordinati in fase di indagine dal sostituto procuratore Ambrogio Cassiani. Stando al suo racconto il minore avrebbe subito addirittura per un paio di anni: da gennaio 2015 fino al 31 maggio scorso. Violenze che si sarebbero consumate nella piccola cucina di don Angelo: almeno due rapporti intimi al mese, ha detto il ragazzino. Una ricostruzione avvalorata peraltro dai riscontri recuperati dagli investigatori: la coperta imbottita che a detta della presunta vittima il sacerdote era solito adagiare per terra (sotto sequestro ne è finita una identica a quella descritta dal 14enne), ma anche le confezioni di preservativi recuperati in cassaforte così come le creme lubrificanti.

    «Se parli guarda che finisci all’inferno», altro che battesimo, avrebbe intimato don Angelo al minore. Ma lui non ci sta e rigetta le accuse: «Non c’entro nulla con questa storia» ha detto il parroco, dicendosi «tranquillo» anche in relazione al sequestro del suo computer da parte dei carabinieri. Il ragazzino non sarebbe peraltro l’unica vittima. Nel corso dell’inchiesta è emerso un «super testimone» che nero su bianco, nella pagina virtuale del suo profilo, ha raccontato la sua storia. Precisando di essere «ancora in cura, da anni» per quanto vissuto: «Ne avevo nove quando ho subito gli abusi, adesso ne ho 35». Nome e cognome, lo ha scritto su Facebook un ragazzo camuno, una volta scoppiato il caso. Dopo tanto tempo, convocato in caserma, ha ricostruito a sua volta i presunti abusi da parte di don Angelo (che all’epoca aveva 29 anni ed era viceparroco ad Artogne) ripercorrendo con estrema fatica e dolore il suo passato. Ai militari ha raccontato peraltro di averli in un certo senso «rimossi», quegli abusi. Fino al momento in cui, in concomitanza con un episodio che gli avrebbe causato un forte choc, ci ha fatto i conti. In maniera molto nitida. E identico, pur a oltre 20 anni di distanza, sarebbe il modus operandi del sacerdote: «Mi faceva sdraiare su una coperta imbottita nel suo ufficio…» ha raccontato anche il 35enne. Troppo precisa nei dettagli (oltre che emotivamente partecipata) la sua ricostruzione – secondo gli inquirenti – perché si tratti di suggestione. Di queste violenze don Angelo Blanchetti non potrebbe essere accusato: 26 anni dopo il reato è ampiamente prescritto. Ma resta un ragazzino di 14 anni, che conferma gli abusi sessuali.

    http://www.internapoli.it/47764/lo-scandalo-se-parli-finisci-allinferno-minorenne-inchioda-il-parroco-mi-violentava
  • «Don Angelo mi ha violentato a 9 anni», nuovo testimone contro il parroco bresciano

    «Don Angelo mi ha violentato a 9 anni», nuovo testimone contro il parroco bresciano

    Impresse nero su bianco sulla pagina virtuale. Chiare, inequivocabili. E riconducibili a un nome e un cognome. Digitate d’impeto – ma non per questo senza sofferenza o dopo una riflessione attenta sulle conseguenze – davanti all’ennesima «difesa» di chi, di quel sacerdote, si è sempre fidato. E che alle accuse non ci crede.

    Ma «io sono ancora in cura, da anni. Ne avevo nove quando ho subito gli abusi da lui, adesso ne ho 35». Lo ha scritto su Facebook un giovane camuno, mettendoci la faccia. O meglio, il suo profilo. Quello vero. E «lui» è don Angelo Blanchetti, 55 anni, parroco di Corna di Darfo e di Bessimo, agli arresti domiciliari da martedì con l’accusa di violenza sessuale su minore: un ragazzino che ha compiuto 14 anni in aprile ha trovato il coraggio di confidare a un pastore milanese prima e agli inquirenti coordinati dal pm Ambrogio Cassiani poi, gli abusi che avrebbe subito per circa due anni. Da gennaio 2015 al 31 maggio scorso. Nella piccola cucina del sacerdote, che incontrava per un percorso di catechesi diventato poi un incubo: almeno due rapporti al mese, stando alle confidenze del minore.

    Un nuovo super testimone contro don Angelo

    Ma non sarebbe l’unico, come sospettano gli investigatori. A partire dal «super testimone» che ha ricostruito le presunte violenze subite sempre da don Angelo (facendo due conti all’epoca aveva 29 anni e faceva il viceparroco ad Artogne): non solo su un social network. Convocato in caserma, il ragazzo – che adesso ha una famiglia e un lavoro – ha confermato tutto ai militari. E ripercorso, a fatica, il suo passato remoto forzatamente declinato tuttora nel presente, viste le terapie psicologiche di sostegno. Non si è tirato indietro. E ai militari ha specificato di aver rimosso i presunti abusi sessuali, salvo poi realizzarli e farci i conti in occasione di un episodio della sua vita che tempo dopo gli avrebbe causato un forte choc.
    I dettagli, i tempi, tutto è ancora molto nitido. Come identico, a oltre 20 anni di distanza, sarebbe il modus operandi del sacerdote: «Mi faceva sdraiare su una coperta, nel suo ufficio…» ha raccontato il 35enne. E gli investigatori escludono che certi particolari possa averli riferiti dopo averli semplicemente letti e ascoltati nei notiziari in questi ultimi giorni. Troppo precisa la sua ricostruzione. E troppo «sentita»: il ragazzo era ancora provato. Balbettava, mentre tornava ai suoi 9 anni violati: «Scusatemi».

    Il parroco: «Sono tranquillo», sabato l’interrogatorio di garanzia

    Don Angelo Blanchetti, sia chiaro, non potrebbe comunque essere accusato anche di queste violenze: 26 anni dopo, il reato è ormai ampiamente prescritto. Ma è chiaro che la presunta seconda vittima potrebbe diventare un testimone importantissimo per l’accusa in fase processuale. Prima però c’è l’interrogatorio di garanzia, fissato per sabato mattina, alle nove: davanti al giudice il parroco potrà difendersi e fornire la sua versione dei fatti. Fino ad ora don Angelo Blanchetti ha sempre respinto le accuse mosse dal 14enne, dichiarandosi «sereno» in merito al sequestro di computer, preservativi e creme lubrificanti. Ma di lui e delle sue «attenzioni», ora, qualcun altro si ricorderebbe fin troppo bene.

    http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/16_giugno_17/brescia-parroco-don-angelo-violenza-sessuale-testimone-mara-rodella-4787ae8c-3457-11e6-a404-40e2630a61a7.shtml

  • Pedofilia, abusi su bambine di 10 anni a catechismo: arrestato a Milano pastore evangelico

    Pedofilia, abusi su bambine di 10 anni a catechismo: arrestato a Milano pastore evangelico

    Ha abusato di due bambine di 10 e 12 anni durante il catechismo: per questo Ector Emilio B.P., 50 anni, pastore della Chiesa Evangelica di Milano è stato arrestato. A insospettire gli investigatori è stato il fatto che il pastore conducesse corsi pre battesimali – che nella comunità evangelica si tengono nei confronti di bambini di circa 10 anni – individuali in occasione dei quali convocava gli allievi in un appartamento nella zona di Quarto Oggiaro.

    L’arresto è avvenuto nella casa dove l’uomo, vive con la moglie e con i due figli ancora piccoli. Secondo le ricostruzioni e le testimonianze delle vittime, il religioso mascherava gli abusi come pratiche per scacciare il diavolo. I fatti sarebbero stati commessi tra il 2011 e il dicembre 2015 e la difficoltà di denunciarlo da parte delle famiglie danneggiate risiede nel fatto che l’uomo veniva spesso presentato come un benefattore ed era apprezzato nella comunità.

    Non è la prima volta che il pastore ha a che fare con le forze dell’ordine: nel 2010 era stato arrestato per molestie su una bambina in metropolitana e per questo stavolta dovrà affrontare un processo con l’accusa di violenza sessuale su minori aggravata dalla recidiva. Interrogato, l’uomo non ha rilasciato alcuna dichiarazione.

    http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/03/08/news/pedofilia_pastore_evangelico-134998434/

  • Brescia, 14enne inchioda il prete:  «Mi ha violentato per due anni»

    Brescia, 14enne inchioda il prete: «Mi ha violentato per due anni»

    Non si è tirato indietro. E a fatica (evidentemente provato) ha ripercorso e ribadito punto per punto la sua versione. Confermando anche davanti al gip Giovanni Pagliuca le accuse a quel sacerdote che, invece di aiutarlo ad affrontare il suo percorso spirituale di catechesi indispensabile per conseguire il battesimo, avrebbe ripetutamente abusato di lui: la ricostruzione delle presunte violenze sessuali a carico di don Angelo Blanchetti, adesso, sono state cristallizzate anche in sede di incidente probatorio. Quindi, fonte di prova utilizzabile a tutti gli effetti nel corso di un eventuale processo.

    La ricostruzione del 14enne

    Parroco di Corna di Darfo e di Bessimo, 55 anni, il prete è finito agli arresti domiciliari su ordinanza del gip il 14 giugno scorso con la pesantissima accusa di violenza sessuale su minore: un ragazzino che ha compiuto 14 anni due mesi prima, in aprile. E che ha trovato il coraggio di confidarsi e raccontare tutto a un pastore milanese prima che agli inquirenti bresciani coordinati in fase di indagine dal sostituto procuratore Ambrogio Cassiani. Stando al suo racconto il minore avrebbe subito addirittura per un paio di anni: da gennaio 2015 fino al 31 maggio scorso. Violenze che si sarebbero consumate nella piccola cucina di don Angelo: almeno due rapporti intimi al mese, ha detto il ragazzino. Una ricostruzione avvalorata peraltro dai riscontri recuperati dagli investigatori: la coperta imbottita che a detta della presunta vittima il sacerdote era solito adagiare per terra (sotto sequestro ne è finita una identica a quella descritta dal 14enne), ma anche le confezioni di preservativi recuperati in cassaforte così come le creme lubrificanti.

    Don Angelo: «Sono tranquillo», ma spunta un’altra vittima

    «Se parli guarda che finisci all’inferno», altro che battesimo, avrebbe intimato don Angelo al minore. Ma lui non ci sta e rigetta le accuse: «Non c’entro nulla con questa storia» ha detto il parroco, dicendosi «tranquillo» anche in relazione al sequestro del suo computer da parte dei carabinieri. Il ragazzino non sarebbe peraltro l’unica vittima. Nel corso dell’inchiesta è emerso un «super testimone» che nero su bianco, nella pagina virtuale del suo profilo, ha raccontato la sua storia. Precisando di essere «ancora in cura, da anni» per quanto vissuto: «Ne avevo nove quando ho subito gli abusi, adesso ne ho 35». Nome e cognome, lo ha scritto su Facebook un ragazzo camuno, una volta scoppiato il caso. Dopo tanto tempo, convocato in caserma, ha ricostruito a sua volta i presunti abusi da parte di don Angelo (che all’epoca aveva 29 anni ed era viceparroco ad Artogne) ripercorrendo con estrema fatica e dolore il suo passato. Ai militari ha raccontato peraltro di averli in un certo senso «rimossi», quegli abusi. Fino al momento in cui, in concomitanza con un episodio che gli avrebbe causato un forte choc, ci ha fatto i conti. In maniera molto nitida. E identico, pur a oltre 20 anni di distanza, sarebbe il modus operandi del sacerdote: «Mi faceva sdraiare su una coperta imbottita nel suo ufficio…» ha raccontato anche il 35enne. Troppo precisa nei dettagli (oltre che emotivamente partecipata) la sua ricostruzione – secondo gli inquirenti – perché si tratti di suggestione. Di queste violenze don Angelo Blanchetti non potrebbe essere accusato: 26 anni dopo il reato è ampiamente prescritto. Ma resta un ragazzino di 14 anni, che conferma gli abusi sessuali.

    mrodella@rcs.it

    http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/16_settembre_22/brescia-abusi-sessuali-don-angelo-blanchetti-minorenne-conferma-mara-rodella-a4893b28-8092-11e6-8c4f-1739fe9f1372.shtml

  • Pedofilia, condannato pastore evangelico

    Pedofilia, condannato pastore evangelico

    E’stato condannato a 10 anni di carcere dal Tribunale di Milano don Hector Emilio Burgos Peralta, pastore evangelico di origine ecuadoriana accusato di avere abusato sessualmente di due bambine di 7 e di 11 anni nel 2011 e tra l’ottobre 2015 e il gennaio 2016.

        L’indagine, condotta dagli investigatori del commissariato Quarto Oggiaro e coordinata dal pm di Milano Gianluca Prisco del dipartimento guidato dall’aggiunto Pietro Forno, aveva portato alla luce alcuni episodi di violenza avvenuti in un appartamento di via Aldini a Milano.

    Era là che il 50enne, arrestato lo scorso marzo, con la scusa di iniziare e perfezionare il corso di preparazione al battesimo e con “esempi fisici della manifestazione del bene divino e della lotta tra il bene e il male”, ha attirato, stando all’imputazione, le due piccole frequentatrici della Chiesa Evangelica di via Roggia Scagna.

    https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2016/09/21/pedofilia-condannato-pastore-evangelico_47fb532c-635c-499f-b220-b73229dba3b9.html

  • Atti osceni in piscina, il prete non sarà condannato

    Atti osceni in piscina, il prete non sarà condannato

    Concorezzo. Il sacerdote che si stava masturbando (secondo quanto raccontato ai carabinieri da alcuni testimoni oculari) nella vasca idromassaggio dell’Acquaworld di via La Pira non sarà condannato. Semmai multato. E’ praticamente inevitabile dopo che, alcuni giorni fa, la Cassazione ha preso atto della recente depenalizzazione di alcuni reati voluta dal Governo Renzi. Come spiega l’Ansa, niente più condanna per atti osceni, per effetto della depenalizzazione di questo reato attuata dal d.lgs n.8 del 2015, nei confronti di chi si apposta nei luoghi frequentati da giovani ragazze per masturbarsi davanti ai loro occhi.

    La Cassazione ha preso atto di quanto previsto dalla recente riforma e ha annullato senza rinvio “perché il fatto non è previsto dalla legge come reato” la condanna inflitta dalla Corte di Appello di Catania il 14 maggio 2015 a carico di un uomo di 69 anni, P.L., rinviato a giudizio perché “dopo aver estratto il proprio membro” praticava “l’autoerotismo” davanti alle studentesse che frequentavano la cittadella universitaria nei pressi della quale lui si posizionava.

    Ora a questo uomo sarà inflitta solo una multa amministrativa di entità compresa tra i cinquemila e i trentamila euro; a decidere l’ammontare sarà il Prefetto di Catania. In primo e secondo grado, P.L. era stato condannato a tre mesi di reclusione convertiti nella multa di 3.420 euro. Ora gli effetti penali scompaiono.

    http://www.concorezzo.org/cronaca/il-prete-che-si-masturbava-al-parco-acquatico-non-sara-condannato-3118.html

  • Pedofilia: arrestato il responsabile di un centro ricreativo, già condannato con don Lesmo

    Pedofilia: arrestato il responsabile di un centro ricreativo, già condannato con don Lesmo

    Già condannato a quattro anni e sei mesi di carcere al termine del processo che aveva portato alla condanna di don Alberto Paolo Lesmo, parroco di una chiesa a Baggio, ora Guido Milani è stato arrestato dalla polizia per il medesimo reato.

    Milani, ex presidente del centro ricreativo “Cooperativa ragazzi e cinema” a Lecco e di un centro estivo a Bellaria (RImini), era stato condannato perché colpevole di aver avuto decine di rapporti sessuali con un ragazzino in cambio di denaro o, qualche volta, cocaina. Una volta l’atto sessuale sarebbe avvenuto sotto costrizione.

    Il sacerdote –  condannato ad un anno e dieci mesi e sospeso dalla Diocesi milanese – non conosceva Milani. Entrambi sono entrati in contatto con la loro vittima attraverso una chat. L’inchiesta era scattata dalla segnalazione di un ospedale nel quale il ragazzo che si prostituiva venne visitato nel 2011 per un tentato suicidio.

    Dopo aver letto sui media del processo a carico di Milani, un’altra vittima – che aveva frequentato la cooperativa ‘Ragazzi e cinema’ – ha presentato denuncia raccontando di alcune molestie subite durante la realizzazione di un video. Gli inquirenti milanesi hanno acquisito le dichiarazioni del giovane, il quale, tra l’altro, avrebbe parlato anche di altri episodi su cui si sta indagando.  Venerdì mattina gli è stato consegnato l’avviso di custodia cautelare tramite arresti domiciliari dagli agenti della polizia.

    http://www.milanotoday.it/cronaca/pedofilia-guido-milani-don-lesmo.html

  • Con un prete abusava di minori: in manette il presidente di una coop

    Con un prete abusava di minori: in manette il presidente di una coop

    Guido Milani, ex presidente di un centro ricreativo a Lecco, la Cooperativa ragazzi e cinema, e già condannato a 4 anni e mezzo di carcere in un’inchiesta milanese che ha portato alla condanna per prostituzione minorile anche di don Alberto Paolo Lesmo, ex parroco della chiesa di Santa Marcellina ed ex decano di Milano-Baggio, è stato arrestato dalla polizia. Nei confronti di Milani, infatti, sono stati denunciati nuovi episodi e, in particolare, un adolescente ha raccontato a fine luglio, nell’ambito di una nuova tranche dell’indagine del pm Giovanni Polizzi (don Lesmo non è coinvolto in questo filone), di aver subito abusi sessuali da parte dell’uomo quando frequentava la Cooperativa ragazzi e cinema. E così, evidenziando il pericolo di reiterazione del reato, il gup Gennaro Mastrangelo ha emesso una misura cautelare di arresti domiciliari per Milani. Lo stesso giudice, lo scorso 12 luglio, aveva condannato l’educatore e don Lesmo per i rapporti a pagamento avuti con un adolescente tossicodipendente.

    L’uomo dava cocaina e soldi per rapporti con minori

    Poco più di un mese fa, il giudice aveva condannato Milani perché avrebbe avuto una ventina di rapporti sessuali con un ragazzo in cambio di denaro, “circa 200 euro”, o di “3 grammi” di cocaina alla volta. E in un’occasione l’uomo, che lavorava anche in una colonia estiva in Romagna (è stato arrestato ieri in provincia di Rimini), avrebbe anche costretto il ragazzino “a subire un atto sessuale”. Con lo stesso ragazzo, che si prostituiva contattando i suoi clienti in una chat e che usava i soldi ricevuti per comprare cocaina, avrebbe avuto rapporti anche don Lesmo (non conosceva Milani) condannato a 1 anno e 10 mesi. Il procedimento a carico di don Lesmo era venuto a galla lo scorso 25 marzo, il Venerdì Santo, con la comunicazione ufficiale della sospensione del religioso, 48 anni, da parte della Curia di Milano e dell’arcivescovo Angelo Scola. L’inchiesta era scattata dalla segnalazione di un ospedale nel quale il ragazzo venne visitato nel 2011, anche perché aveva tentato il suicidio. Dopo aver letto sui media del processo a carico di Milani, un altro adolescente, che aveva frequentato la cooperativa Ragazzi e cinema, lo scorso 19 luglio, ha presentato denuncia raccontando delle molestie che avrebbe subito da parte dell’educatore quando l’uomo l’aveva coinvolto nella realizzazione di alcuni video. Nell’ordinanza, il gup ha messo in luce, tra le altre cose, la “predilezione” di Milani per i “rapporti sessuali a pagamento” con adolescenti e segnala il pericolo di reiterazione.

    Con un prete abusava di minori: in manette il presidente di una coop

  • Autoerotismo al parco acquatico,  sacerdote finisce in manette

    Autoerotismo al parco acquatico, sacerdote finisce in manette

    MONZA – Atti osceni in luogo pubblico. Con queste accuse un sacerdote milanese è stato denunciato. Il prete è stato stato scoperto mentre si masturbava all’interno di una piscina, in un parco acquatico a Concorezzo (Monza).

    Nella vasca erano presenti bagnanti (anche minori), che lo hanno segnalato al responsabile del parco, il quale ha telefonato al 112. Il sacerdote era nella vasca idromassaggio, ma alcuni suoi atteggiamenti hanno fatto insospettire chi era con lui che ha così allertato i responsabili.

    http://www.corriereadriatico.it/attualita/masturba_parco_milano_sacerdote-1882106.html

  • Atti osceni in piscina, denunciato un sacerdote

    Atti osceni in piscina, denunciato un sacerdote

    Concorezzo. Atti osceni in luogo pubblico. E’ questa l’accusa da cui dovrà difendersi un sacerdote milanese denunciato dai carabinieri. Il prete si trovava all’interno dell’Acquaworld di via La Pira, nello spazio idromassaggio, quando il suo atteggiamento è stato notato da diversi utenti. L’uomo, quarentenne, pare si stesse masturbando e, a quel punto, è stata richiamata l’attenzione del personale della piscina. Viste le numerose testimonianze è stato allertato il 112 che ha prima identificato la persona e poi spiccato la denuncia. Il reato proprio a inizio 2016 era stato depenalizzato con una sanzione amministrativa da 5 a 30.000 euro, ma il Codice prevede che “si applica la pena della reclusione da quattro mesi a quattro anni e sei mesi se il fatto è commesso all’interno o nelle immediate vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori e se da ciò deriva il pericolo che essi vi assistano”. Non è ancora chiaro se il sacerdote fosse in visita alla struttura per conto proprio o se stesse accompagnando un gruppo. Ovviamente lo stesso sacerdote avrà modo di fornire la propria versione dei fatti.

    http://www.concorezzo.org/cronaca/atti-osceni-in-piscina-denunciato-un-sacerdote-3057.html