Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Lombardia

  • Sacerdote condannato Bergamo

    Sacerdote condannato Bergamo

    Sacerdote condannato

    Un sacerdote è stato condannato a 4 anni di reclusione per abusi sessuali su una ragazzina di 16 anni
    Don Vittorio Damiani, parroco di Villa di Serio, è stato arrestato nel maggio 2003 con l’accusa di correità in abuso sessuale su minori.

    Si è suicidato nel carcere di Bergamo

    http://speciali.espresso.repubblica.it/mappe/pedofili/

  • PARROCO FINANZIAVA BANDA DI PEDOFILI. ARRESTATO INSIEME A TRE COMPLICI.

    PARROCO FINANZIAVA BANDA DI PEDOFILI. ARRESTATO INSIEME A TRE COMPLICI.

    Un sacerdote bergamasco di 56 anni finanziava un gruppetto di pedofili e partecipava alla loro attivita’; insieme con lui altri tre uomini adescavano bambini e ragazzi, solo maschi, di eta’ compresa tra gli 11 e i 17 anni, offrendo loro regali costosi e viaggi all’estero.

    I quattro sono finiti in carcere al termine di una lunga indagine partita dal commissariato di Rapallo e condotta in collaborazione con la questura di Genova. Violenza sessuale nei confronti di minori, atti sessuali con minori, prostituzione minorile e pornografia minorile.

    Sono questi i reati per i quali la procura di Chiavari ha ordinato l’arresto di D.B., 56 anni, parroco di una chiesa di Bergamo, immediatamente segnalato alla Curia cittadina, C.P., 30 anni, operatore informatico e K.I., 30 anni, nullafacente, dedito alla prostituzione, anche loro bergamaschi, e L.B., 50 anni, residente a Carrara. Sono coinvolte, ma con responsabilita’ minori e ancora da chiarire, altre due persone, una di Carrara e una di Pavia.

    http://www.alateus.it/FedeFoia.htm

  • Frate, ex insegnante Milano

    Frate, ex insegnante Milano

    Frate, ex insegnante

    Un frate, ex insegnante di un noto istituto di Milano, è stato condannato nel 2003 a 4 anni e 8 mesi di reclusione per avere molestato cinque bambini di una scuola elementare. La vicenda risale al 1992

    http://speciali.espresso.repubblica.it/mappe/pedofili/

  • Arrestate sette persone su mandato del gip del tribunale di Bari Maria Mitola. Tra gli accusati c’anche un parroco 37enne della provincia di Milano

    Arrestate sette persone su mandato del gip del tribunale di Bari Maria Mitola. Tra gli accusati c’anche un parroco 37enne della provincia di Milano

    Il 30 dicembre 2002 vengono arrestate sette persone su mandato del gip del tribunale di Bari Maria Mitola per il reato di divulagazione di materiale pedopornografico via internet.

    Tra gli accusati c’anche un parroco 37enne della provincia di Milano al quale sono state sequestrate diverse immagini pedopornografiche – http://www.stefanobolognini.it/attualita/preti.html

    8 gennaio 2003. Bari – La procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari ha inviato una lettera alla curia arcivescovile di Milano nella quale comunica di aver eseguito un’ ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti del parroco della provincia di Milano G.C., di 37 anni, arrestato assieme ad altre sei persone il 30 dicembre scorso nell’ ambito di un’ inchiesta sulla pedofilia via Internet.

    http://albamontori.blogspot.com/2007_04_23_archive.html http://forum.quotidiano.net/phpBB2/viewtop…c3250cbd0d682ea

    Prete pedofilo col computer della sagrestia
    Repubblica — 31 dicembre 2002 pagina 6 sezione: BARI
    Dal computer della sagrestia inviava in tutta Italia foto oscene di bambini. «Carpe diem» così si faceva chiamare il prete pedofilo, che scambiava foto a luci rosse nella rete, e che ieri è stato arrestato dalla polizia postale di Bari. è un parroco della provincia di Milano e di lui si sa solo il nick-name, il soprannome in codice che usava nelle chat per accalappiare i clienti e smerciare le foto proibite. Da ieri è agli arresti domiciliari, ma sulla sua identità c’ è il più assoluto riserbo. L’ Arcidiocesi di Milano ha, però, chiarito che «il sacerdote coinvolto non risulta essere della Diocesi milanese». La polizia ha trovato sul computer dell’ insospettabile «cyberpedofilo» centinaia di immagini pedopornografiche, tutte catalogate per nazionalità e tipologia e immesse in rete tramite una sorta di mercato telematico, basato sul baratto. Oltre al prete la Polizia ha arrestato altre sei persone a Caserta, Lucca, Avellino, Sassari, Chieti: uomini tra i 24 e i 34 anni, quasi tutti professionisti e studenti. Una settima persona, raggiunta dal provvedimento di custodia cautelare risulta al momento irreperibile. Si sa solo che è un pugliese. I sei arrestati sono agli arresti domiciliari, ma anche esiliati dal mondo della rete, un mondo virtuale dove hanno commesso un reato punito dalla legge “reale”: divulgazione di materiale pedopornografico. Rischiano da uno a cinque anni di carcere e cinquemila euro di multa. A tutti è stato proibito categoricamente dal gip di Bari, Maria Mitola, di utilizzare telefoni, cellulari e computer. Durante le indagini, coordinate dal pm, Desirè Digeronimo, la polizia ha sequestrato un archivio di oltre 5.800 immagini proibite di bambini. Tutto è partito da delle segnalazioni di cittadini baresi, che, nella primavera del 2001, navigando in Internet si sono imbattuti in siti “sospetti” e hanno fatto denuncia alla Polizia postale. Alcuni agenti si sono infiltrati su diverse «chat line» e durante i contatti si sono fatti inviare dagli indagati «file» di immagini che ritraevano minorenni coinvolti in rapporti sessuali. Insieme con gli arresti il magistrato ha fatto notificare una decina di avvisi di conclusione delle indagini emessi nei confronti di altrettanti indagati a piede libero accusati anche loro di divulgazione di materiale pornografico attraverso internet. A differenza degli arrestati nella disponibilità degli indagati in stato di libertà non sono state trovati archivi di immagini pedopornografiche: a loro viene solo contestato di aver scaricato e diffuso via Internet il materiale. Anche a loro è stata sequestrata tutta l’ apparecchiatura informatica con la quale sono stati scambiati i file incriminati. – CRISTINA ZAGARIA

    (Ansa, 8 gennaio 2003). http://ricerca.repubblica.it/repubblica/ar…a_010prete.html

  • Pedofilia, parroco sotto inchiesta

    Pedofilia, parroco sotto inchiesta

    BRESCIA – A Ome, in Franciacorta, dove era parroco da quasi tre anni, nessuno crede alle accuse di pedofilia a carico di don Luigi Facchi, già vicerettore al seminario di Brescia, sottoposto dal giudice a «dimora obbligata» in un altro comune tenuto rigorosamente nascosto.

    E in effetti la denuncia contro di lui si riferirebbe a un episodio avvenuto a Gottolengo, altro paese bresciano dove il sacerdote anni fa ha fatto il curato. Come mai solo adesso è partita la denuncia – vittima sarebbe un ragazzino – e si sono mosse le indagini?

    L’estremo riserbo degli inquirenti impedisce di avere un quadro organico dell’inchiesta e la «dimora obbligata» – probabilmente in un’altra parrocchia lontano dalla Franciacorta – non è una sentenza di condanna ma solo un provvedimento cautelativo data l’estrema delicatezza della vicenda. A Ome don Luigi era giunto nel settembre ’99 dopo essere stato per 5 anni il vice rettore del seminario bresciano – compito svolto con serietà e competenza. Qui si è fatto subito stimare per il carattere cordiale, l’attenzione ai giovani e agli anziani, le varie iniziative per animare la vita della parrocchia. E tutti adesso si augurano che possa tornare presto, pienamente riabilitato.
    BIGLIA a pagina 49

    vedi anche
    http://www.bresciaoggi.it/storico/20020630/Provincia/Caa.htm
    http://ilgiorno.quotidiano.net/chan/70/13:3486865:/2002/06/30

  • Quel sacerdote è pedofilo – Il tribunale lo fa trasferire

    Quel sacerdote è pedofilo – Il tribunale lo fa trasferire

    BRESCIA – La voce si è sparsa ieri mattina, entrata nelle case arrampicate sulle colline. Lungo i pendii di una delle zone più belle della provincia di Brescia, i discorsi sono finiti tutti su un unico argomento.

    «Il prete è stato allontanato, sono arrivati i carabinieri». Il motivo? In un Comune di circa tremila abitanti è saltato fuori velocemente, prima sussurrato, poi sempre più insistente, in tutta la sua gravità: pedofilia.

    Ha 42 anni il prete che, indagato con questa accusa, è stato costretto a lasciare la parrocchia. «Obbligo di dimora», questo il provvedimento deciso dalla magistratura bresciana nei suoi confronti. Nel frattempo le indagini proseguono. Il titolare è il pm Paolo Guidi, che di problemi in qualche modo legati al sesso si è già occupato per una delle vicende che portarono Brescia alla ribalta delle cronache nazionali: gli amanti di Capriolo.

    E il paese del prete accusato di pedofilia è poco lontano da Capriolo. Coincidenze. Sono state interrogate due persone, un uomo e una donna. Lui gestisce il cinema parrocchiale.

    Nel sabato assolato di fine giugno, per le vie del paesino c’è poca gente. Il cinema è lì, davanti alla chiesa, alla parrocchia al campo sportivo. Cosa può essere successo? Ci sono stati dei genitori che hanno denunciato, questo si sa. Sul resto, sempre che qualcosa sia accaduto, tutto tace. Una storia pesante per la Franciacorta, per i paesini dove l’oratorio e la parrocchia, sono da sempre un punto di riferimento per i bambini.
    di Mario Pari

  • Brescia Prete indagato per pedofilia

    Brescia Prete indagato per pedofilia

    BRESCIA, 29 GIUGNO 2002 – Un prete 42enne di una parrocchia di un comune della Franciacorta (Bs) è indagato ocn l’accusa di pedofilia.

    A denunciare il prete sarebbero stati i genitori di alcuni bambini fatti oggetto di particolari attenzioni.

    Secondo quanto si è appreso, al religioso è stato imposto dal Tribunale l’obbligo di dimora in un comune diverso da quello in cui si sarebbero verificati i fatti. Le indagini sono state coordinate dal Pubblico ministero Paolo Guidi e sono state condotte dai Carabinieri.

    29 giugno 2002 http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2002/…2-Brescia.shtml

  • Parroco condannato il paese lo difende

    Parroco condannato il paese lo difende

    SAN GIULIANO MILANESE – Forse lo dirà anche oggi, alla Messa grande della domenica.

    «Vado via, almeno per tre o quattro mesi. Dopo trent’ anni ho diritto a una vacanza. E intanto spero si chiarisca, una volta per tutte, la storia nella quale sono stato coinvolto». Alla voglia di vacanza di don Renato Mariani non crede nessuno.

    Il parroco se ne va perché la nebbia che sembrava avvolgere la sua «storia» – un’ accusa di violenza sessuale a un ragazzo di 17 anni, una condanna a quattro anni di carcere in attesa di appello – è stata spazzata via dal vento delle polemiche americane e delle dure parole del Papa. Meglio decidere di andare via, così nessuno può dire che un pastore condannato viene lasciato nella sua parrocchia come se nulla fosse.

    «Sono sereno – ha comunicato don Mariani alla curia milanese – e con serenità aspetto la decisione dei giudici. Per ora mi metto in ferie». Dovrebbe arrivare a settembre, la seconda sentenza. I giudici del primo grado hanno deciso che don Renato Mariani, 59 anni, è colpevole di violenza privata, violenza sessuale e appropriazione indebita. Un verdetto arrivato nell’ ottobre scorso, che a San Giuliano non tutti conoscevano. L’ inchiesta parte nel 2000, quando il prete denuncia alcuni ragazzi che lo ricattano.

    Ma uno di questi, al magistrato, racconta di avere subito violenza. «Mi ha detto che ero intelligente e bello, poi mi ha chiesto di salire in camera da letto». Nel rinvio a giudizio, al prete si contestava l’ aggravante di avere «abusato delle condizioni di inferiorità della vittima derivanti dalla sua qualifica di parroco, dalla differenza di età, di cultura e di posizione sociale».

    L’ appropriazione indebita è stata formulata perché il prete, per pagare i ricattatori, avrebbe sottratto denaro al conto della curia milanese. La chiesa di San Giuliano è in piazza della Vittoria, che con il monumento ai caduti e il vecchio municipio trasformato in biblioteca cerca di dare un’ identità a un paese che non vuole essere solo un pezzo di Milano. I passeri scappano, quando vedono il falco, ma dalla chiesa e dalla canonica di don Renato Mariani non se n’ è andato nessuno. Un cartellone colorato annuncia che «serve l’ aiuto di tutti, per migliorare l’ oratorio».

    E’ prevista una spesa di 360.000 euro, per ora ne sono stati raccolti poco più di ottomila. In bacheca, gli annunci di pellegrinaggi alla Madonna del Fonte e a Caravaggio, e campeggi di «vacanza comunitaria con preghiere, mare e montagna» il prossimo agosto in Calabria. «C’ è sempre qualcosa da dire, sui preti». La filastrocca è accanto all’ ufficio del parroco. «Se parla di giustizia sociale /fa politica. Se ha un po’ di coraggio /è di sinistra. Se parla da solo con una donna / c’ è sotto qualcosa. Se parla da solo con un uomo / eh!». «Nessuno ha abbandonato don Renato perché tutti noi siamo certi della sua innocenza». Non ha dubbi, il sindaco Marco Toni, 42 anni, alla testa di una giunta di centro sinistra. «Il parroco ha la mia solidarietà e quella dell’ amministrazione.

    C’ è stata la prima sentenza, ma faremo di tutto per difendere il ruolo e la dignità del sacerdote. Quelli che lo accusano non sono chierichetti. Sono ragazzi difficili, e don Renato assieme al Comune e altre associazioni si occupa proprio di ragazzi in difficoltà. Se hai il coraggio di affrontare certe situazioni, accuse e calunnie si possono mettere in conto. Io mi chiedo: se entra qui una persona e mi chiede un lavoro, e poi va a dire che io ho chiesto favori sessuali, come mi difendo? Per questo Don Renato – che sta vivendo un dramma tutto suo e lo affronta con dignità assoluta – non va lasciato solo.

    Giusto è il monito del Papa, ma non vorrei che adesso ci fosse la caccia alle streghe». Le sentenze dei magistrati, nell’ oratorio dedicato a san Luigi, sembrano arrivare da un altro pianeta. «Tutta colpa di quelli che accusano: uno si prostituisce, altri due sono stati in carcere». «Siamo alla follia. Quello che accusa il parroco ha detto che come premio veniva portato a prostitute proprio da don Renato, che prima di scendere dall’ auto pagava le donne. Ed è stato creduto». In pochi hanno già saputo che il parroco ha deciso di andare via. «Stamattina – dice il presidente del circolo Arci, Damiano Aiello – qualcuno ha portato la notizia, ed è successo come per Cogne. Dibattito acceso fra colpevolisti e innocentisti. Io ho un figlio di 12 anni e gli ho spiegato che deve stare attento a certe cose. Ma all’ oratorio lo lascio andare, e sono più che tranquillo». Al bar delle Acli il gestore dice che sì, «non è una bella coincidenza» quella fra il monito del Papa e la partenza del parroco. Ma in tv ci sono le qualificazioni per il Gran Premio di Spagna, «davvero troppo forti, queste Ferrari».

    DAL NOSTRO INVIATO JENNER MELETTI

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/04/28/parroco-condannato-il-paese-lo-difende.html

  • Violenza sessuale parroco condannato

    Violenza sessuale parroco condannato

    Questa la condanna inflitta a don Renato Mariani, accusato di violenza sessuale, violenza privata e appropriazione indebita.

    Condannati anche tre giovani accusati di estorsione, tentata estorsione e violenza privata: 3 anni di carcere a Massimo Danese, 2 anni e 8 mesi a Francesco Cometa e 2 anni a Callisto Caccia.

    Lo ha stabilito ieri, con rito abbreviato, il gup Piero Gamacchio. La vicenda, sulla quale ha indagato il pm Marco Ghezzi, è emersa all’ inizio di quest’ anno, quando il parroco denunciò un gruppo di teppisti della zona. Lo ricattavano, minacciando di raccontare il suo vizio di molestare i ragazzini, e chiedevano soldi per stare zitti. Da questo episodio sono cominciate le indagini che hanno portato in carcere alcuni dei componenti della banda ma hanno anche fatto finire sotto inchiesta il parroco. Don Mariani è accusato di violenza sessuale, di aver prelevato parecchi milioni dalle casse della canonica per pagare e fare regali a chi lo ricattava, e di aver ordinato il pestaggio di un 17 enne – secondo gli investigatori una delle sue vittime – per convincerlo al silenzio. «È stata inflitta una pena molto elevata in presenza di un quadro probatorio incerto – ha detto l’ avvocato Daniele Ripamonti, difensore del religioso – Faremo appello».

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/06/26/violenza-sessuale-parroco-condannato.html

  • Don Renato Mariani Milano

    Don Renato Mariani Milano

    Don Renato Mariani

    Don Renato Mariani, parroco di San Giuliano Milanese, è stato condannato nel 2001 a 4 anni di reclusione dal gup con rito abbreviato. L’accusa era di violenza su giovani, violenza privata e appropriazione indebita

    http://speciali.espresso.repubblica.it/mappe/pedofili/