Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Piemonte

  • Vercelli, cinque anni di carcere al prete pedofilo. Aveva abusato di sette ragazzi

    Vercelli, cinque anni di carcere al prete pedofilo. Aveva abusato di sette ragazzi

    di FLORIANA RULLO

    Cinque anni di reclusione. È questa la condanna decisa dal Tribunale di Torino per Don Massimo Ioculano 47 anni, ex parroco della chiesa del Sacro Cuore, responsabile dell’oratorio del Belvedere e referente della comunità salesiana a Vercelli. Era stato  accusato di sfruttamento della prostituzione minorile e violenza sessuale ai danni di sette ragazzi tra 14 e 17 anni, sei dei quali di origine straniera.
    Don Iuculano, originario di Moncalieri, nel Torinese, dove ha abitato fino al 1993, quattro anni fa era diventato parroco della parrocchia del Belvedere e responsabile dell’oratorio più frequentato della città. Proveniva dalla chiesa di Gesù adolescente, a Torino, dove era vicario parrocchiale.

    L’uomo, aveva abusato dei sette ragazzi, tra i 14 e 17 anni, sei dei quali di origine straniera all’interno dei locali della parrocchia, tra cui anche l’oratorio. A raccontare degli abusi sono stati gli stessi ragazzi, quattordicenni e diciassettenni che frequentavano l’istituto Don Bosco di Vercelli. Proprio in quell’istituto, dedicato al sacerdote che aveva a cuore i ragazzi, il prete abusava di loro e della loro adolescenza.

    L’uomo contattava le sue vittime attraverso gli abituali canali di comunicazione giovanile come sms, Whatsapp e Facebook. Ma il sacerdote risultava infatti essere piuttosto attivo anche al di fuori della scuola: in quelle occasioni il prete mentiva sulla sua professione raccontando di essere impiegato in una non meglio precisata società e di essere attualmente in cassa integrazione. Così dopo aver ottenuto un incontro con le sue vittime proponeva loro incontri sessuali in cambio di piccoli regali come ricariche telefoniche o scarpe da calcio.
    Il sacerdote aveva addirittura adibito una stanza apposita per gli incontri sessuali, dove metteva in atto sedute di “massaggi particolari” simulando competenze terapeutiche e sportive.

    A far saltare l’organizzazione messa in piedi dal sacerdote, dopo la segnalazione delle vittime, erano stati però un minore italiano di 14 anni e due diciassettenni di origine straniera, stanchi di subire quelle vessazioni. È stata la polizia, che per settimane lo ha pedinato seguendo tutti i suoi movimenti e ascoltando le sue conversazioni ad arrestarlo.  Subito sospeso dalla sua carica, ha confessato poi in carcere le sue colpe e  risarcito parzialmente alcune delle sue vittime per cui il Comune ha nominato come curatori speciali gli avvocati Anna Ronfani e Giuseppina Mauri.
    Per l’uomo, oggi ai domiciliari in una struttura in Umbria il pm Francesco Saverio Pelosi, magistrato della procura di Torino  aveva chiesto otto anni. Ne sconterà solo 5. ” Il mio clienti ha sempre detto di essere colpevole e i fatti erano chiari-  commenta l’avvocato di don Iuculano, Carlo Blengino-. Leggeremo le motivazioni della sentenza e decideremo se fare appello”.

    http://torino.repubblica.it/cronaca/2016/02/27/news/cinque_anni_di_carcere_al_prete_pedofilo_aveva_abusato_di_sette_ragazzi-134345409/

  • DRAMMATICA TESTIMONIANZA, IL TRENTENNE CONFIDA: «MI HA DATO 100MILA EURO PER FARMI STARE ZITTO»

    DRAMMATICA TESTIMONIANZA, IL TRENTENNE CONFIDA: «MI HA DATO 100MILA EURO PER FARMI STARE ZITTO»

    «QUEL PARROCO ABUSO’ DI ME, AVEVO 12 ANNI»

    Il giovane, adesso, è diventato padre ed è in cura da uno psicologo: «Sono terrorizzato di mandare mia figlia a giocare in Oratorio»

    IN UNA PARROCCHIA Per circa tre anni il giovane ha subitogli abusi sessuali nello studio del prete

    La telefonata giunge in redazione nel pomeriggio di venerdì 20 maggio. Dall’altro capo della cornetta la voce, determinata, di un giovane: “Posso passare nel vostro ufficio in Piazza Castello? Adesso mi trovo a Ciriè e vorrei raccontare la mia storia di abusi, subiti quand’ero ragazzino… E’ da tempo che volevo confidare tutto”. Dopo pochi minuti il trentenne varca la porta della redazione e… viene così alla luce una vicenda drammatica del passato, protrattasi per circa tre anni in un oratorio di una parrocchia della zona.

    “Ma i riscontri? Ci sono state denunce e inchieste contro quel parroco?” L’interrogativo del cronista non coglie impreparato il giovane , da poco diventato papà, che ribatte prontamente: “No, nessuna denuncia, ma posso ritornare con la documentazione e spiegherò tutto nei minimi particolari”.

    Il secondo incontro viene fissato per il giorno successivo, nella mattinata di sabato 21 maggio, sempre in reazione. il giovane giunge con un plico di incartamenti a fugare ogni dubbio: c’è la documentazione che certifica il passaggio di 100 mila euro, tramite assegni, da uno studio legale a un altro. Centomila euro per il silenzio. Poi compaiono anche perizie psichiatriche ad avvalorare l’orrore subito nell’adolescenza.

    Fabrizio Maffei

    LA MIA VITA ORMAI E’ ROVINATA

    Ciriacese. “La mia vita ormai è rovinata. Vivo con l’angoscia di dover difendermi da quell’orco che con la scusa di farmi giocare con il computer nel suo ufficio, non perdeva occasione di toccarsi e toccarmi.

    Ora voglio giustizia, ma soprattutto voglio che quel prete non possa più far del male a nessun bambino . Ora sono padre, e sono terrorizzato di mandare mia figlia all’oratorio, perché vivo nella paura che possa subire quel che ho subito io”.

    LA PERIZIA DELLO PSICHIATRA DEL’ASL “UNA SOFFERENZA SEMPRE ATTUALE”

    Ad avvalorare le dichiarazioni del ragazzo anche una perizia eseguita da uno psichiatra dell’ASL To4. Il professionista nella sua dichiarazione scrive Il racconto fatta dalla vittima, le testimonianze raccolte e l’elemento che il parroco paia avere in più di un’occasione ammesso ogni addebito, nonché abbia incaricato, a sua volta, un legale, ad assisterlo nel contenzioso…

    Al termine delle sedute manifestava tremori ed una profonda inquietudine . A gravare ulteriormente sulla sua sofferenza,vi è la profonda e sincera devozione religiosa della sua famiglia, che lo poneva in una situazione di forzata ambivalenza e di ulteriore sopruso, rendendogli pressoché impossibile ….

    Da Il Canavese, edizione di Ciriè del 25 maggio 2016

  • Sull’accusa di pedofilia, marcia indietro della Curia biellese

    Sull’accusa di pedofilia, marcia indietro della Curia biellese

    Dopo il comunicato ufficiale di giovedì scorso, 4 maggio, don Gianni Sacchi, vicario generale, ammette che solo in un secondo momento, il Consiglio Episcopale è venuto a conoscenza della sentenza d’appello emessa dal tribunale brasiliano a carico di don Piergiorgio Albertini.

    Nel giro di poche ore è decisamente cambiata la posizione della Diocesi di Biella sulla delicata vicenda che vede don Piergiorgio Albertini, ex missionario in Amazzonia, Brasile, al centro di una polemica legata ad una condanna per pedofilia. Se in un primo momento, infatti, il Consiglio Episcopale della Diocesi aveva risposto con un lapidario comunicato in cui affermava che “La Diocesi di Biella non è a conoscenza di alcun caso o di casi di pedofilia in cui siano coinvolti sacerdoti incardinati nella Diocesi”, è di ieri un’intervista pubblicata da una testata giornalistica locale in cui don Gianni Sacchi, vicario generale, ammette che in questi casi la palla passa alla Congregazione della Dottrina della Fede. La trasmissione degli atti alla Congregazione evidenzia un netto cambiamento di rotta rispetto alla posizione iniziale e l’ammissione di responsabilità da parte della Curia biellese; una responsabilità legata anche alla carenza e alla frammentarietà delle informazioni ricevute dal vescovo di Borba, Dom Eloi Roggia.

    A questo punto, la procedura è chiara e, di conseguenza, non lascia spazio ad interpretazioni di sorta. Il Vescovo di Biella, Monsignor Gabriele Mana, dovrà attendere che venga compiuta questa valutazione in modo da recepire la decisione che gli verrà comunicata da Roma.

    Dal punto di vista giudiziario, invece, la vicenda che vede protagonista don Albertini è ormai chiusa. La sopravvenuta prescrizione ha estinto la pena.

    Secondo quanto affermato da don Sacchi, al sacerdote di origine biellese, ormai anziano e malato, non è stata comunque affidata alcuna responsabilità pastorale diretta. Sembra che viva in un alloggio privato e che celebri messa solo all’interno di un convento di clausura.

    http://www.newsbiella.it/2016/05/07/leggi-notizia/argomenti/attualita-1/articolo/sullaccusa-di-pedofilia-marcia-indietro-della-curia-biellese.html

  • Don Albertini, condannato a 7 anni in Brasile, ma la Curia lo spaccia per innocente. Papa Francesco interverrà?

    Don Albertini, condannato a 7 anni in Brasile, ma la Curia lo spaccia per innocente. Papa Francesco interverrà?

    DANIELE PASQUARELLI – BIELLA – Un sacerdote biellese, Piergiorgio Albertini, 76 anni, già viceparroco a Campore Falcero e ora ospitato dalle suore di clausura di Trivero, è stato condannato nel 2014 dal tribunale brasiliano dell’«Estado de Amazonas» a 7 anni di reclusioneper abusi sessuali nei confronti di bambina di nove, riformando una precedente condanna a 9 anni. Il giudice però, pur riconoscendo «che è innegabile la presenza di prove sufficienti a dimostrare che il ricorrente Albertini abbia praticato atti di libidine contro la vittima», ha estinto la responsabilità penale per avvenuta prescrizione. «Dal ricevimento della denuncia – scrive il magistrato- fino alla condanna sono infatti trascorsi più di 7 anni» quando il termine previsto è di sei.

    Clicca qui per leggere la sentenza

    La storia

    Gli abusi contestati risalgono a quando il sacerdote era in Brasile. Nel ’97 padre Piergiorgio, già missionario della Consolata, viene incardinato dall’allora vescovo Massimo Giustetti nel clero della diocesi di Biella e autorizzato a continuare il servizio nella prelazia di Borba, come sacerdote «fidei donum». Nel 2010 le prime notizie dei presunti abusi: il sacerdote si dichiara innocente, ma il vescovo di Borba lo sospende «a divinis» e avvisa il vescovo di Biella, che lo invita a restare in Brasile in attesa della sentenza definitiva. Il 7 aprile di due anni fa la condanna e l’estinzione della responsabilità penale. Tanto basta al vescovo di Borba in Brasile per riammettere nel pieno esercizio del ministero lo stesso sacerdote, dieci giorni dopo, durante la messa del Giovedì Santo. A conclusione definitiva del procedimento il vescovo di Biella chiede il rientro in diocesi del sacerdote, anche a motivo dell’età e della salute.

    La denuncia

    Solo in questi giorni però la vicenda sale alla ribalta della cronaca. A sollevare il caso è Andrea Giordano, il sacerdote «ribelle» (vedovo e padre di tre figli) nel suo blog Chiesacontrocorrente: «Come scriveva Santa Caterina da Siena, avete taciuto abbastanza . E’ ora di finirla di stare zitti . Gridate con centomila lingue . Io vedo che a forza di fare silenzio il mondo è marcito». L’articolo del religioso, rilanciato anche sui social dal «fustigatore» Daniele Gamba nel suo blog l’Arcangelo e ripreso dal bisettimanale La Nuova Provincia, solleva un polverone che convince la curia e il vescovo Gabriele Mana a prendere una posizione.

    Clicca qui per leggere il comunicato del Consiglio episcopale

    La Curia

    «Con amarezza si deve constatare l’uso della diffamazione e della calunnia come mezzo di comunicazione – scrive tra l’altro Consiglio episcopale -. Il 7 aprile 2014 don Albertini è stato assolto dall’accusa dal Tribunale civile brasiliano. La Diocesi di Biella non è a conoscenza di alcun caso o di casi di pedofilia in cui siano coinvolti sacerdoti incardinati».

     http://www.lastampa.it/2016/05/04/edizioni/biella/abusi-su-una-bambina-in-brasile-il-sacerdote-non-punibile-per-intervenuta-prescrizione-kKoy0uwIzBfrUPk5ECBlVN/pagina.html
  • La curia ammette: “Su don Piergiorgio Albertini abbiamo sbagliato”

    La curia ammette: “Su don Piergiorgio Albertini abbiamo sbagliato”

    La curia biellese fa retromarcia sulla vicenda del prete pedofilo. Lo fa tramite il vicario generale monsignor Gianni Sacchi che, in un’intervista a il Biellese, ammette che il comunicato emesso dal consiglio episcopale leggi il comunicato  è stato un errore.

    “Quando è stato diffuso il nostro comunicato – dice mons. Sacchi – eravamo in possesso delle informazioni in esso contenute, ovvero che don Piergiorgio Albertini era stato assolto. Solo dopo siamo venuti in possesso della sentenza d’appello del tribunale (che conferma la condanna nei confronti del sacerdote – ndr).

    Dal punto di vista giudiziario la vicenda è conclusa perché la prescrizione ha estinto la pena. Sulle azioni di cui è stato accusato don Albertini resta però aperto il giudizio all’interno della chiesa e soprattutto quello davanti a Dio”.

    Parole forti e chiare che cancellano le ombre che si erano addensate sulla curia biellese e che fanno onore al vicario.

    http://www.laprovinciadibiella.it/pages/la-curia-ammettedon-piergiorgio-albertini-abbiamo-sbagliato-17354.html

  • «In Diocesi non ci sono preti pedofili»

    «In Diocesi non ci sono preti pedofili»

    BIELLA – «La Diocesi di Biella non è a conoscenza di alcun caso o di casi di pedofilia in cui siano coinvolti sacerdoti incardinati nella Diocesi. La totale trasparenza richiesta da papa Benedetto XVI, papa Francesco e da tutta la chiesa italiana trova il più pieno consenso nella nostra Diocesi, laddove i fatti vengano circostanziati e denunciati all’autorità competente».

    E’ quanto si legge in un lungo comunicato stampa diffuso ieri dal Consiglio episcopale della Diocesi di Biella, in merito a notizie apparse su un blog e poi riprese nella rubrica di Daniele Gamba “L’Arcangelo” e ieri dal giornale La Provincia in merito a presunti casi di pedofilia che hanno visto protagonisti preti della diocesi di Biella.

    Tutto nasce da un blog tenuto da don Andrea Giordano in cui si parla di un prete che è stato condannato per pedofilia al di fuori dell’Italia. Don Andrea Giordano scrive di aver avvisato il vescovo ma che in Diocesi non vola una mosca sull’argomento. Argomento che viene ripreso, invece, da Daniele Gamba sul suo “Arcangelo”, in cui svela il nome del prete: si tratta di don Piergiorgio Albertini, missionario biellese nella parrocchia di Cristo Rei, città di Borga, in Brasile. Gamba aggiunge: «Sarebbe di estremo interesse che la Diocesi di Biella risponda non tanto a don Andrea Giordano ma illustrando ai propri fedeli le vicende processuali che portarono nel 2013 alla condanna a 9 anni di reclusione per abusi su minori nei confronti del don.

    Alla sentenza emessa il 26 febbraio 2013 dal giudice Eliezer Fernandes Júnior seguì ricorso e la Primeira Câmara Criminal do Tribunal de Justiça do Amazonas ha ritenuto prescritto il reato (i fatti erano avvenuti nel 1993). Il sacerdote, beneficiando sostanzialmente della lentezza della giustizia brasiliana, è uscito indenne dalla vicenda processuale, ha ottenuto il passaporto, è rientrato nel biellese ove officia nell’area di Mosso-Trivero».
    Enzo Panelli

  • Consiglio episcopale: «Diffamazioni e calunnie su don Albertini»

    Consiglio episcopale: «Diffamazioni e calunnie su don Albertini»

    La diocesi di Biella ha diffuso un comunicato stampa, dopo la pubblicazione di alcuni articoli dove vengono ricordate le vicende giudiziarie per pedofilia del sacerdote, durante la sua permanenza in Brasile

    BIELLA – La Diocesi di Biella ha diffuso il seguente comunicato che pubblichiamo integralmente.

    «Con amarezza si deve constatare l’uso della diffamazione e della calunnia come mezzo di comunicazione. Riguardo alle notizie apparse riguardanti un sacerdote diocesano si deve precisare quanto segue.

    Il sacerdote Piergiorgio Albertini è nato a Ginevra (Svizzera) il 4 luglio 1940, da una famiglia biellese. Diviene religioso e sacerdote dei missionari della Consolata di Torino, ricevendo l’ordinazione il 17 dicembre 1966. Nell’anno 1997, lasciando i Missionari della Consolata, viene incardinato da mons. Massimo Giustetti nel clero della diocesi di Biella, continuando il servizio nella prelazia di Borba, in Brasile come sacerdote fidei donum, con generosità in mezzo ai poveri.

    Nel 2010 si viene a sapere di accuse di abusi sessuali su minori. Il Vescovo di Borba in Brasile emette il decreto preventivo di ‘sospensione a divinis’ in attesa del processo civile, e invia copia per conoscenza al Vescovo di Biella. Il Vescovo di Biella chiede a don Albertini di restare in Brasile fino al termine dei processi per non sottrarsi alle responsabilità, laddove venissero accertate. Intanto il sacerdote protesta la sua innocenza. Il 7 aprile 2014 don Albertini è assolto dall’accusa dal Tribunale civile dello Stato dell’Amazzonia in Brasile. Il 17 aprile 2014 il Vescovo di Borba in Brasile annulla il decreto di sospensione e riammette nel pieno esercizio del ministero lo stesso sacerdote durante la S. Messa Crismale del Giovedì Santo.

    A conclusione definitiva del procedimento il Vescovo di Biella chiede il rientro in diocesi del sacerdote, anche a motivo dell’età e della salute. Di tutto questo dà comunicazione al Consiglio Presbiterale. Il Vescovo di Borba, il 7 settembre 2014 al rientro in Italia di don Albertini in Italia scrisse: ‘Trascorsi 25 anni di presenza missionaria nella Prelazia di Borba ritengo di dover ringraziare molto il Signore e padre Albertini per la sua presenza, per la sua dedizione e per la sua vita missionaria’.

    Al rientro in Italia, a don Albertini, alla soglia dei 75 anni di età, non è stato affidato alcuna responsabilità pastorale diretta. La Diocesi di Biella non è a conoscenza di alcun caso o di casi di pedofilia in cui siano coinvolti sacerdoti incardinati nella Diocesi. La totale trasparenza richiesta da papa Benedetto XVI, papa Francesco e da tutta la chiesa italiana trova il più pieno consenso nella nostra Diocesi, laddove i fatti vengano circostanziati e denunciati all’autorità competente. La diffamazione di persone dichiarate innocenti dal Tribunale è un pessimo metodo di comunicazione di cui si risponde davanti a Dio e, nel caso, anche davanti alla giustizia dei tribunali umani».

    BIELLA – La Diocesi di Biella ha diffuso il seguente comunicato che pubblichiamo integralmente.

    «Con amarezza si deve constatare l’uso della diffamazione e della calunnia come mezzo di comunicazione. Riguardo alle notizie apparse riguardanti un sacerdote diocesano si deve precisare quanto segue.

    Il sacerdote Piergiorgio Albertini è nato a Ginevra (Svizzera) il 4 luglio 1940, da una famiglia biellese. Diviene religioso e sacerdote dei missionari della Consolata di Torino, ricevendo l’ordinazione il 17 dicembre 1966. Nell’anno 1997, lasciando i Missionari della Consolata, viene incardinato da mons. Massimo Giustetti nel clero della diocesi di Biella, continuando il servizio nella prelazia di Borba, in Brasile come sacerdote fidei donum, con generosità in mezzo ai poveri.

    Nel 2010 si viene a sapere di accuse di abusi sessuali su minori. Il Vescovo di Borba in Brasile emette il decreto preventivo di ‘sospensione a divinis’ in attesa del processo civile, e invia copia per conoscenza al Vescovo di Biella. Il Vescovo di Biella chiede a don Albertini di restare in Brasile fino al termine dei processi per non sottrarsi alle responsabilità, laddove venissero accertate. Intanto il sacerdote protesta la sua innocenza. Il 7 aprile 2014 don Albertini è assolto dall’accusa dal Tribunale civile dello Stato dell’Amazzonia in Brasile. Il 17 aprile 2014 il Vescovo di Borba in Brasile annulla il decreto di sospensione e riammette nel pieno esercizio del ministero lo stesso sacerdote durante la S. Messa Crismale del Giovedì Santo.

    A conclusione definitiva del procedimento il Vescovo di Biella chiede il rientro in diocesi del sacerdote, anche a motivo dell’età e della salute. Di tutto questo dà comunicazione al Consiglio Presbiterale. Il Vescovo di Borba, il 7 settembre 2014 al rientro in Italia di don Albertini in Italia scrisse: ‘Trascorsi 25 anni di presenza missionaria nella Prelazia di Borba ritengo di dover ringraziare molto il Signore e padre Albertini per la sua presenza, per la sua dedizione e per la sua vita missionaria’.

    Al rientro in Italia, a don Albertini, alla soglia dei 75 anni di età, non è stato affidato alcuna responsabilità pastorale diretta. La Diocesi di Biella non è a conoscenza di alcun caso o di casi di pedofilia in cui siano coinvolti sacerdoti incardinati nella Diocesi. La totale trasparenza richiesta da papa Benedetto XVI, papa Francesco e da tutta la chiesa italiana trova il più pieno consenso nella nostra Diocesi, laddove i fatti vengano circostanziati e denunciati all’autorità competente. La diffamazione di persone dichiarate innocenti dal Tribunale è un pessimo metodo di comunicazione di cui si risponde davanti a Dio e, nel caso, anche davanti alla giustizia dei tribunali umani».

    http://biella.diariodelweb.it/biella/articolo/?nid=20160504_381463

  • Nascosto a Biella don Albertini, condannato a 9 anni per abusi su bimba in Brasile

    Nascosto a Biella don Albertini, condannato a 9 anni per abusi su bimba in Brasile

    Secondo tale organo “Il 7 aprile 2014 don Albertini è assolto dall’accusa dal Tribunale civile dello Stato dell’Amazzonia in Brasile”.

    Diversamente da quanto affermato dal Consiglio Episcopale nella sentenza (1) del Tribunale di Giustizia dello Stato dell’Amazzonia, emessa dal Giudice Carla Maria Santos dos Reis il 7 aprile 2014, si riscontra la seguente conclusiva disposizione, assunta dal magistrato dopo aver attentamente valutato le prescrizioni intervenute: 

    “extingo a punibilidade de Albertini Piergiorgio”

    Dunque nessuna assoluzione ma mera estinzione della punibilità, che è tutt’altra cosa.

    Il Consiglio Episcopale, che evidentemente non sa ben leggere le sentenze, ha ritenuto utile chiudere il proprio comunicato con un richiamo alla diffamazione di persone dichiarate innocenti. Purtroppo  il tribunale brasiliano non ha – tecnicamente – dichiarato innocente l’imputato né stabilito la sua estraneità ai fatti contestati.

    E tale richiamo – quasi una minaccia – illustra che il problema principale di questo Consiglio Episcopale non è la necessità di chiarezza, trasparenza ed informazione. Se così fosse nel 2013 il giornale “Il Biellese” avrebbe dovuto pubblicare la notizia della 1^ sentenza di condanna.

    L’unica vera preoccupazione del Consiglio Episcopale Diocesano, invece, è la salvaguardia della propria immaginee delle campagne di finanziamento della Chiesa Cattolica e delle sue missioni.

    Quante sono le offerte pervenute per i progetti diocesani in Brasile ? Quanti sono gli spot pubblicitari “Chiedilo a loro” ove sono illustrati amorevoli sacerdoti impegnati nel sociale ?

    Se la Diocesi di Biella avesse puntualmente narrato/informato delle vicende giudiziarie di don Albertini Piergiorgio avrebbe  illustrato che su questo tema – gli abusi sui minori – c’è nella Chiesa un reale cambiamento.

    Paventare la diffamazione per chi denuncia il rischio di “silenzio complice” va esattamente nell’opposta direzione.

    Sentenza del Tribunale dei Giustizia dello Stato dell’Amazzonia del 07/04/2014

    http://arcangelo-gamaz.blogspot.it/2016/05/larcangelo-23-16-garantismo-diocesano.html

  • Don Piergiorgio Albertini, ora la curia biellese chieda scusa

    Don Piergiorgio Albertini, ora la curia biellese chieda scusa

    Sembra incredibile che in Curia nessuno sia riuscito a leggere, o abbia voluto leggere…, la sentenza di condanna leggi la sentenza nei confronti di don Piergiorgio Albertini, sacerdote biellese condannato in Brasile per pedofilia. Negli atti della sentenza sono riportate, tra l’altro, in modo piuttosto dettagliato, tutte le porcherie che questo religioso ha commesso nei confronti di una bambina di nove anni. leggi la notizia

    Don Piergiorno Albertini è stato condannato in primo grado a nove anni, condanna confermata in secondo grado e ridotta a sette anni.  In giudice d’appello ha sentenziato che le prove raccolte nei confronti del sacerdote biellese fugano ogni dubbio sulla sua colpevolezza.

    L’iter del processo però si è protratto più dei sei anni previsti dalle  legge brasiliana per evitare la prescrizione. Il giudice Carla Maria Santos dos Reis, dopo avere confermato la condanna, ha dunque dovuto estinguere la punibilità (extingo a punibilidade) proprio per intervenuta prescrizione.

    Il fatto che il reato sia stato prescritto ha indotto la Curia biellese a diffondere una nota stampa leggi il comunicato,  (ripresa in modo servile da alcuni organi di informazione, gli stessi che fino ad oggi aveva ignorato la notizia) in cui si afferma, fra l’altro, che “Il 7 aprile 2014 don Albertini è assolto dall’accusa dal Tribunale civile dello Stato dell’Amazzonia in Brasile“.

    Assolto??!!!! Il Consiglio episcopale della diocesi di Biella dovrebbe vergognarsi per simili parole e chiedere immediatamente scusa ai fedeli. Non è con questi mezzi che si risponde al recente monito del Santo Padre rivolto proprio a non tollerare più la pedofilia all’interno della chiesa.

    La nota stampa della Curia si chiude con un monito: “La diffamazione di persone dichiarate innocenti dal Tribunale è un pessimo metodo di comunicazione di cui si risponde davanti a Dio e, nel caso, anche davanti alla giustizia dei tribunali umani“. C’è da sperare che anche chi ha scritto questo comunicato per coprire una condanna per pedofilia possa rispondere davanti a Dio.

    http://www.laprovinciadibiella.it/pages/don-piergiorgio-albertini-ora-la-curia-biellese-chieda-scusa-17341.html

  • Depilava e violentava i ragazzini. Cinque anni di carcere al parroco

    Depilava e violentava i ragazzini. Cinque anni di carcere al parroco

    Massaggi particolari in una saletta dell’oratorio . Ragazzini depilati, cosparsi di olio, palpeggiati nelle parti intime e costretti a consumare rapporti orali. Le immagini registrate dalle telecamere della polizia, le testimonianze e le intercettazioni raccontano il vizio di un uomo di chiesa incapace di resistere alle tentazioni della carne, ma anche l’immenso dramma di sette ragazzini che probabilmente non dimenticheranno mai gli abusi subiti.

    Ad adescare gli adolescenti, per sua stessa ammissione, don Massimo Iuculano, 47 anni, parroco della chiesa del Sacro Cuore a Vercelli e responsabile dell’istituto professionale Cnos Fap cittadino. Un sacerdote conosciuto e stimato da tutti. Fino al 24 aprile 2015, quando finisce in manette e viene accompagnato in cella.

    http://www.cronacaqui.it/cronaca/38019_depilava-e-violentava-i-ragazzini-cinque-anni-di-carcere-al-parroco.html