Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Piemonte

  • La giustizia italiana porta al banco i massimi esponenti dei Legionari di Cristo per insabbiamento in un caso di pedofilia

    La giustizia italiana porta al banco i massimi esponenti dei Legionari di Cristo per insabbiamento in un caso di pedofilia

    La decisione, che porta all’accusa contro la Legione sale ad un altro livello, e porta a sedersi sul banco degli imputati per la prima volta in Italia alti prelati dell’organizzazione per la loro gestione di una denuncia di abusi, è stata presa dal procuratore generale di Torino (nord) Francesco Enrico Saluzzo, come ha rivelato giovedì l’avvocato delle vittime, Daniela Cultrera.

    “Il Procuratore Saluzzo ha preso la decisione in base alla considerazione che ci sono presunti casi da processare con l’accusa di aver favorito l’insabbiamento del caso Reséndiz Gutierrez per aver depistato le indagini e cercato di indurre una famiglia, maniponandola, a commettere il reato di falsa testimonianza”, ha spiegato l’avvocato.

    Riferendosi a quest’ultimo reato, ha aggiunto l’avvocato, il Pubblico Ministero ha ritenuto che vi sia la possibilità che gli imputati abbiano  violato l’articolo 611 del codice penale italiano, che prevede pene fino a cinque anni di carcere.

    In particolare, come rivelato nel corso del processo da  due ampi rapporti pubblicati in giugno e agosto di quest’anno (edizioni 2173 e 2179), i sei accusati  – oltre ai sacerdoti sono stati anche accusati Reséndiz Gutiérrez e un avvocato dell’istituzione – avrebbero tramato permettere a tacere la vittima e i suoi genitori, proponendo un oscuro accordo di riservatezza che implicava che negassero gli abusi e qualsiasi coinvolgimento della congregazione nei fatti, in cambio di una grossa somma di denaro.

    Tale proposta di accordo sarebbe stata fatta alla fine del 2013, dopo che un altro sacerdote ha denunciato gli abusi del Reséndiz Gutiérrez davanti alla polizia italiana e durante il commissariamento dei legionari sotto l’autorità del commissario nominato dal Vaticano per il rinnovamento dopo gli scandali, il Cardinale Velasio De Paolis ormai defunto. Quest’ultimo, secondo la testimonianza di un testimone, non avrebbe autorizzato la gestione e non sarebbe stato informato nell’immediatezza.

    L’accordo stabiliva anche che la vittima doveva restituire alla Legione il doppio dell’importo concordato, se alla fine decidevano di denunciare gli abusi alle autorità, come riportato.

    “La falsa testimonianza non può essere oggetto di una transazione. Questo in Italia è considerato un crimine”, ha detto Cultrera, i cui assistiti, inoltre, non sono particolarmente benestanti.

    Tra i quattro imputati spicca il messicano Óscar Náder Kuri, che nel 2010 ha sostituito il potente Luis Garza come ex-direttore territoriale in Italia, ruolo che ha ricoperto fino al 2014.Dal 2015, Náder Kuri è cappellano di una delle sezioni femminili di Monterrey, in Messico, e superiore della casa di apostolato di San Pedro, secondo le informazioni pubbliche della Legione.

    Manuel Cordero Arjona, il sacerdote e psicologo Víctor de Luna e il sacerdote Luca Gallizia, che avrebbero materialmente consegnato l’accordo a una delle famiglie, secondo la ricostruzione delle vittime, sono anch’essi sulla lista.

    Innocenti, secondo i Legionari

    Oltre a loro, anche l’avvocato Corrado D’Agostino e lo stesso Reséndiz Gutiérrez, che non è più formalmente integrato nella congregazione dopo aver perso il suo stato clericale, andrà in giudizio. Tutti loro, secondo una dichiarazione rilasciata dalla Legione di Cristo il 16 novembre, “si sono dichiarati innocenti”. Nella stessa nota, la congregazione ha anche affermato che, non appena sarà emessa una sentenza,”informerà al riguardo”.

    La pratica di offrire denaro in cambio di silenzio è stata anche denunciata, in passato, da diversi ex membri dei Legionari. E con questo come base, alcuni ex-legionari hanno anche suggerito che, nel coprire il caso di Reséndiz Gutiérrez, avrebbero potuto essere coinvolta la Legione ai suoi massimi livelli. Negli ultimi mesi, il caso, infatti, è stato oggetto di vivaci dibattiti sui social network.

    La decisione del procuratore di Torino, che divenne nota giovedì durante un’udienza a Novara, ha così risolto la richiesta di archiviazione della causa, inizialmente proposta dal procuratore di Novara, e sostituisce anche la denuncia iniziale di tentata estorsione che gravava sulla Congregazione.

    “La decisione del procuratore di Torino, di intervenire nel caso, è legittima sulla base della legge italiana, anche se piuttosto rara. Evidentemente ha ritenuto necessario che il caso non dovesse finire su un pezzo di carta “, ha detto l’avvocato.

    Secondo Cultrera c’è ora un periodo di circa 30 giorni per formalizzare le accuse contro gli imputati, dopo di che si dovrebbe conoscere la data della prima udienza del processo.

    In questa linea, l’avvocato ha affermato di essere convinta della possibilità di vincere il processo in questione, che considera “molto importante, perché mette in evidenza il funzionamento di un sistema e non di un singolo individuo”.

    “La difficoltà è che le minacce contro le vittime sono state eseguite con molta manipolazione e ingegno, cosa che le rende più difficili da dimostrare”, ha detto Cultrera.

    Un altro processo

    Parallelamente a questo caso, una nuova udienza del processo penale sugli abusi sessuali su minori contro Reséndiz Gutiérrez, che si sarebbe tenuta all’inizio di questo mese e rinviata a causa di uno sciopero degli avvocati in Italia, sarà discussa il 27 marzo.

    Da parte loro, i Legionari di Cristo hanno recentemente ricevuto l’approvazione del Vaticano per le loro nuove costituzioni per i consacrati e per i laici del Regnum Christi, in un nuovo passo verso il loro presunto rinnovamento. Al contrario, il Vaticano non ha ancora parlato pubblicamente dei nuovi problemi legali che ora gravano sulla Congregazione nata in Messico.

  • NOVARA: rito abbreviato per l’ex rettore dei Legionari Di Cristo

    NOVARA: rito abbreviato per l’ex rettore dei Legionari Di Cristo

    Si è svolta ieri a Novara l’udienza che vede imputato, per abusi sessuali su tre seminaristi, padre Vladimir Resendiz Gutierrez, l’ex rettore del seminario minorile di Gozzano.

    L’ex legionario, che prima di rifugiarsi in Messico era già stato condannato dalla chiesa, e ridotto allo stato laicale per gli abusi ai danni di due dei tre seminaristi coinvolti nel procedimento, non era presente in aula. Il suo avvocato aveva richiesto il rito abbreviato, accolto nell’udienza di ieri, mentre la controparte aveva chiesto la responsabilità civile dei Legionari, anche questa accolta dal giudice.

    Accolte anche le costituzioni di parte civile delle presunte vittime e della Rete L’ABUSO che, così, entra a fare parte del procedimento.

    La prossima udienza, che dovrebbe essere quella conclusiva, è stata fissata per il prossimo 22 novembre.

    L’Ufficio di Presidenza

  • «Casa Speranza» è pronta ad accogliere

    «Casa Speranza» è pronta ad accogliere

    La Conferenza Episcopale di Piemonte e Valle d’Aosta si è riunita a Biella martedì 17 aprile 2018. Questo incontro straordinario richiesto dal vescovo di Biella monsignor Gabriele Mana, ha avuto lo scopo principale di mostrare a tutti i vescovi della Regione Conciliare piemontese la fine dei lavori di «Casa Speranza», una realtà nata in sinergia con la Casa del giovane fondata dal servo di Dio don Enzo Boschetti di Pavia, i Missionari della Consolata di Torino e la Cep.

    Si è desiderata questa casa per offrire uno spazio e un tempo per il sostegno e per il rinnovo del cammino spirituale e pastorale a sacerdoti religiosi che attraversano un periodo di crisi per varie ragioni o che siano inviati dai loro Vescovi o superiori religiosi. Realtà aperta anche a Sacerdoti che desiderano semplicemente trascorrere un periodo per rifondare le scelte vocazionali o per recuperare motivazioni spirituali legate al ministero.

    L’opera iniziata da don Enzo Boschetti rivive il suo carisma aprendosi all’accoglienza di sacerdoti e religiosi che vogliono fare una esperienza di fraternità e di approfondimento delle loro scelte di vita. In Casa Speranza ci sarà una comunità formata da religiosi, da una fa miglia e altri volontari, per assicurare una accoglienza con tutta la varietà del vissuto quotidiano.

    È un servizio e una attenzione che vuole incarnare l’invito di Gesù: «venite a Me, voi che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro» (Mt.11,20). La vicinanza del Carmelo con le Sorelle claustrali, che assicurano la loro preghiera, è un valore aggiunto al progetto per un ritorno all’essenziale evangelico della vita. Il tentativo di non lasciarci rubare la gioia, imperativo di Papa Francesco, passa anche attraverso il rigenerarsi di coloro che hanno come impegno primario l’annuncio del Vangelo e l’essere testimoni dell’invisibile; il rinnovato entusiasmo del pastore ha una ricaduta sicura su tutta la Comunità.

    Il Vescovo di Biella ha seguito da vicino lo sviluppo del progetto e della sua realizzazione. Terminati i lavori, ora si è pronti per iniziare l’attività di accoglienza che inizierà prima dell’estate. Già da mesi è in diocesi di Biella, per seguire i lavori e prendere visione di questa realizzazione, padre Luciano Zucchetti M. C. che sarà responsabile della comunità di vita presso la Casa Speranza.

    «Casa Speranza» è pronta ad accogliere

  • Il contratto dei Legionari di Cristo “15 mila euro per negare gli abusi”

    Il contratto dei Legionari di Cristo “15 mila euro per negare gli abusi”

    PEDOFILIA L’ex rettore del seminario a processo. I documenti per insabbiare tutto

    Ferruccio Sansa

    “Giorgio dichiara di non ricordare e di escludere di essere stato destinatario o partecipe di comportamenti, atteggiamenti o attività aventi motivo o sfondo sessuale in presenza di padre Vladimir Reséndiz Gutierrez… neppure qualificabili come atti che potevano indurre a comportamenti sessualmente rilevanti o incidenti sulla propria sfera sessuale”. È scritto così nel documento. Lo ha presentato alla Procura di Novara la famiglia di un ragazzo che sostiene di essere vittima di molestie sessuali nel seminario dei Legionari di Cristo a Gozzano (Novara).

    Nei giorni scorsi l’ex rettore del seminario, appunto padre Reséndiz (oggi in Messico), è stato rinviato a giudizio per molestie sessuali a carico di tre seminaristi all’epoca minorenni.

    Ma il punto oggi pare un altro: quei due documenti – di cui il Fatto ha copia – con cui i Legionari di Cristo avrebbero voluto chiudere la questione, firmando una transazione con un ragazzo che accusa il sacerdote. Due distinte proposte. La prima, a pagina 3, indica quello che il ragazzo avrebbe dovuto dichiarare “liberamente e spontaneamente con pieno e profondo convincimento”.

    Ma andiamo con ordine. È l’inizio del 2013 quando un sacerdote che svolge un servizio di psicologo a Milano si trova davanti un giovane seminarista dei Legionari di Cristo. Giorgio – il nome è di fantasia – viene da una famiglia profondamente cattolica. Ha preso con entusiasmo la strada del seminario. Poi all’improvviso la crisi. Addirittura manifesta il desiderio di farla finita. Il sacerdote psicologo della diocesi lo ascolta e alla fine riesce a farlo parlare. Il contenuto di quei colloqui è riportato in una denuncia presentata dallo stesso prete milanese: “Nell’ambito di una serie di colloqui con il giovane Giorgio mi riferiva di essere stato ripetutamente molestato e abusato sessualmente da un prete messicano, padre Reséndiz Gutierrez”.

    Comincia subito un’inchiesta per le violenze compiuta della Procura di Milano e poi passata per competenza a quella di Novara. Ma intanto tra i Legionari e la famiglia di Giorgio cominciano dei contatti. La Congregazione presenta una prima proposta per chiudere la questione. E la famiglia di Giorgio salta sulla sedia leggendone i punti: Giorgio dovrebbe dichiarare “di aver avuto contatti con il Reséndiz nella sua qualità di Prefetto di Disciplina del seminario ed averlo frequentato esclusivamente in occasione di attività di seminario”. Non basta. La Congregazione dei Legionari “al solo fine di incoraggiare e sostenere Giorgio e i suoi genitori nella formazione ed educazione offrono loro una somma complessiva di 15mila euro”. Ma ci sono delle condizioni: “I genitori e Giorgio rinunciano a qualsiasi azione”. Il patto è sottoposto a vincolo di riservatezza. In caso di violazione Giorgio e i suoi familiari dovranno “versare alla congregazione una somma doppia di quella riconosciuta” con la transazione.

    La famiglia di Giorgio non firma e si rivolge all’avvocato milanese Daniela Cristina Cultrera. Dopo qualche mese arriva un’altra bozza di scrittura privata. Molto più soft. Giorgio deve dichiarare che “la congregazione e tutti i suoi sacerdoti sono sempre rimasti totalmente estranei agli abusi lamentati”. Ancora: “Detti abusi sarebbero stati commessi unicamente ed esclusivamente dal Gutierrez”.

    Giorgio e i suoi familiari portano i documenti in procura. Ne nasce un fascicolo per tentata estorsione per cui i pm di Novara recentemente hanno chiesto l’archiviazione. Ma Giorgio e la sua famiglia non ci stanno. Si oppongono.

    Il cronista si è messo in contatto con ambienti dei Legionari che sottolineano: “Padre Reséndiz è stato ridotto allo stato laicale per molestie a carico di altri due ragazzi. Ma nega le accuse di Giorgio. Comunque nessun altro sacerdote del seminario è stato mai indagato o accusato di molestie”. Ma le clausole contenute nei tentativi di accordo secondo cui Giorgio doveva dire di non aver avuto rapporti con il sacerdote accusato di molestie? “Erano soltanto proposte. Volevamo sostenerli nelle difficoltà”.

    I legali di Giorgio hanno depositato anche altri documenti. C’è una scheda personale di padre Reséndiz che risalirebbe ai tempi in cui frequentava il Noviziato dei Legionari di Cristo a Salamanca in Spagna (l’atto, in possesso del Fatto, è del 9 gennaio 1994). È scritto: “Si tratta di un ragazzo con fortissimi impulsi sessuali e con bassissima capacità di controllarli”. Eppure, accusa la Rete L’Abuso che difende le vittime di pedofilia, vent’anni dopo guidava il seminario novarese.

    Il Fatto Quotidiano del 25-3-18

  • GOZZANO; come i Legionari “annullavano” la vita dei seminaristi (Prima parte)

    GOZZANO; come i Legionari “annullavano” la vita dei seminaristi (Prima parte)

    Di Francesco Zanardi

    11-12-13 anni, personalmente non ricordo molto di quell’età, anche se non ignoro che quella è l’età più bella ed importante, dove non si ha ancora una consapevolezza, dove tutto incuriosisce e viene appreso con entusiasmo, il cervello immagazzina, confronta, valuta milioni di pensieri, stati d’animo, emozioni, esperienze, quelle che poi formeranno il carattere dell’adulto.

    La recente notizia del rinvio a giudizio dell’ex rettore del seminario minorile dei Legionari di Cristo, padre Vladimir Resendiz Gutierrez, accusato di violenza sessuale ai danni di due seminaristi (un terzo risulterebbe prescritto) ha portato sconcerto a Gozzano dove molti, sia in infanzia che in età adulta, avevano avuto a che fare con i legionari. Tra i tanti commenti qualcuno affida alla pagina Facebook “Sei di Gozzano se” un pensiero significativo che descrive quella che è, di fatto, un’impressione ”Quelle poche volte che li vedevi in giro.. mi colpivano le loro facce tristi.. poveri ragazzi…”.

    Parlando di un rinvio a giudizio per presunti abusi sessuali, quell’impressione affidata alle pagine di Facebook fa ovviamente pensare che le “facce” fossero “tristi” per via degli abusi sessuali subiti ma, leggendo le testimonianze, emergono ben altre costrizioni alle quali quei piccoli Legionari erano sottoposti.

    Parliamo di infraquattordicenni, cittadini non responsabili per lo Stato fino al compimento del 14° anno di età: per lo Stato Italiano hanno particolari diritti e tutele, proprio al fine ultimo che è l’integrità e la tutela che, in quella particolare fascia di età, è così importante e delicata da poter compromettere pesantemente la corretta formazione della persona.

    Diritti e tutele che sembrano essere venute meno, sfuggendo di mano anche ai genitori che, dietro all’indottrinamento quasi militare dei figli, non hanno potuto vedere, capire quanto questi fossero a rischio, quanto fosse venuta meno qualunque forma di tutela nei confronti dei figli.

    Le regole del seminario erano rigidissime, i giovani ospiti non potevano avere, come è normale a quell’età, un “migliore amico”, dovevano essere autorizzati per poter contattare la famiglia, gli era imposto il “divieto di critica” nei confronti dei superiori, dovevano denunciare in segreto i compagni che trasgredivano le regole.

    Nelle dichiarazioni, una delle presunte vittime racconta la vita quotidiana del seminario minorile di Gozzano

    “… era vietato in tutti i casi e in qualsiasi modo toccarsi tra ragazzi e ciò comprendeva proprio tutto difatti anche durante le partite di pallone quando avveniva un goal non si poteva esultare neanche dandosi un cinque con le mani né tantomeno abbracciarsi o simili… io ero in una spirale senza uscita perché noi avevamo l’obbligo di obbedienza e del rispetto delle regole e dei superiori e quando lui mi chiedeva di andare in questi luoghi cioè le aule vuote o la parte ripostiglio nella parte vecchia del seminario, io capivo che mi sarei ritrovato a subire i suoi atti ma non potevo disobbedire dinanzi a tutti, perché le sue richieste mi venivano fatte davanti ai miei compagni quindi era impensabile che io mi rifiutassi” “… ci veniva ripetuto che non potevamo lamentarci con l’esterno e soprattutto con i genitori delle cose che non ci andavano bene del seminario perché questo era considerato come un tradimento, bisognava sempre dare una visione bella e tenere il brutto all’interno per non danneggiare il seminario e infondo anche i padri che comunque in ultima analisi avevano sempre ragione… inoltre… era presente una forte censura. Si doveva scrivere una volta alla settimana alla famiglia e si poteva ricevere una volta alla settimana una telefonata sempre dalla famiglia… naturalmente le lettere erano tutte, sia in entrata che in uscita, consegnate aperte. Io non ho mai raccontato a nessuno dei miei compagni niente di quello che facevo che potesse essere poi raccontato ai padri, perché la delazione (fare la spia di nascosto) era incoraggiata tra noi cioè se si andava a raccontare le malefatte di altri si guadagnavano dei punti e inoltre tra le cose che davano punteggi vi erano l’obbedienza, la fedeltà l’aspetto esteriore ed altre caratteristiche per le quali se dopo 4 settimane si erano guadagnati tutti 10 si riceveva uno scudetto che si appuntava e tutti potevano vedere che si era il migliore e quindi si aspirava ad avere questo scudetto… ricordo che veniva fatto capire che noi che frequentavamo quel seminario eravamo degli eletti che il signore aveva così deciso e se decidevamo di abbandonare il seminario tornavamo ad essere dei nessuno, difatti ricordo che durante la mia frequentazione quelli che abbandonavano non venivano più nominati, come se non fossero esistiti, come se fossero dei traditori. Ci inculcavano che dio aveva deciso che noi frequentassimo il seminario, che saremmo diventati preti e che avremmo fatto per sempre parte della Legione e non potevamo fare una vita diversa da quella che stavamo facendo. Proprio per questo io ancora adesso ho gli incubi in cui sogno di tornare nella congregazione e non mi fanno andare via e mi tengono con la forza. Al ritorno in omissis (indica ritorno a casa) e alla scuola li, nonostante io non avessi mai avuto problemi ad inserirmi con gli altri, ho avuto tantissime difficoltà ad integrarmi, parlavo poco e mi sentivo diverso dagli altri ed ho cominciato ad entrare in depressione ed ho anche pensato al suicidio perché non vedevo soluzioni alla mia condizione…”

    Questa era la vita quotidiana per quei bambini, alla quale si aggiungono per alcuni di loro i presunti abusi sessuali attribuiti a padre Vladimir Resendiz Gutierrez. All’epoca, proprio per la posizione che rivestiva (rettore), esercitava una notevole sopraffazione psicologica sui giovani ospiti che, unita alla rigidità delle regole, incideva notevolmente per non dire in toto, sulla loro libertà di autodeterminazione.

    Ma oltre a Gutierrez ci si domanda quale sia stato il ruolo della Congregazione. Ci si domanda se questa aveva gli strumenti per poter prevedere quanto è accaduto, se poteva impedirlo e, se così fosse: non intervenendo, potrebbe aver cagionato il reato?

    La risposta potrebbe arrivare dal noviziato della Legione di Cristo di Salamanca (Spagna) in un documento datato 9 gennaio 1994 a firma di padre Antonio Leon Santacruz, all’epoca istruttore dei novizi. Nel documento, parte del fascicolo personale di Vladimir Resendiz Gutierrez, il suo istruttore annota “un caso in  particolare” che gli fu commentato dallo psicologo di Gutierrez; “Si tratta di un ragazzo con fortissimi impulsi sessuali, e con bassissima capacità di controllarli”.

    Continua…

    Francesco Zanardi

  • VIOLENZE, ABUSI E MALTRATTAMENTI AL SEMINARIO DEI LEGIONARI DI CRISTO

    VIOLENZE, ABUSI E MALTRATTAMENTI AL SEMINARIO DEI LEGIONARI DI CRISTO

    Di Alessandro Zonca

    GOZZANO – La struttura, nel pieno centro di Gozzano, è chiusa e inattiva dal 2016, ma quello che è emerso di quanto sarebbe successo tra quelle mura lascia gli abitanti del paese, e di tutta la provincia di Novara, senza fiato. Dalla procura milanese è infatti partita un’inchiesta che si è rapidamente spostata nella procura novarese, dove nella tarda mattinata di giovedì 15 marzo, si è svolta la prima udienza per l’imputato, padre Vladimir Resendiz Gutierrez. L’uomo è stato il rettore della struttura che ospitava il seminario minore dei Legionari di Cristo a Gozzano, ed è stato accusato dalle famiglie di due ex studenti di violenza sessuale. I fatti contestati a Gutierrez sarebbero avvenuti nel 2008, quando i due giovani avevano tra i 13 e i 15 anni. Ora i due ragazzi sono ventenni, ed erano presenti nell’aula del tribunale di Novara dove l’udienza è stata celebrata a porte chiuse. A costituirsi parte civile, oltre alle famiglie delle vittime, difese dall’avvocato milanese Daniela Cristina Cultrera, si è presentata parte civile (ma il giudice nell’udienza di è riservata di decide per l’ammissione in costituzione di parte civile) anche la “Rete l’Abuso”, che riunisce le vittime degli abusi sessuali commessi da membri del clero.

    “Sono 4 anni che questa storia va avanti – spiega il portavoce dell’associazione che era presente a Novara con il suo avvocato – c’è un fascicolo su padre Gutierrez di 4mila pagine, e le cose che vengono raccontate sono raccapriccianti. Sono stati riconosciuti gli abusi su due vittime, mentre su un terzo no. Padre Gutierrez ha già subìto un processo canonico nel quale è stato ridotto allo stato laicale, e ora, dopo un periodo in cui è stato mandato in Venezuela, vive in Messico. Altri vertici della Congregazione pare abbiano fatto una proposta di risarcimento alle famiglie delle vittime, con la clausola che se avessero parlato avrebbero dovuto, loro, restituire il doppio della cifra che era stata loro offerta, e cioè 15mila euro. Lo scambio di soldi però non c’è stato”.

    Proprio da questa operazione sarebbe scaturita l’indagine: le famiglie delle due vittime non hanno accettato la proposta, che sarebbe stata fatta con una scrittura privata tra le parti, e hanno denunciato. “Sono stati ammessi in parte civile i due ragazzi e il genitori di uno dei due. Io ho chiesto la citazione come responsabile civile della congregazione dei Legionari di Cristo, e mi sono unita al giudice nell’istanza di incidente probatorio per uno dei due ragazzi. Il processo di divide in due tronconi – spiega l’avvocato Cultrera – il primo, la parte principale, è quella per la violenza sessuale. L’altra parte è a carico di altri membri della congregazione per le due scritture private. Con la prima veniva chiesto ai ragazzi di dichiarare che non era successo niente, di fatto era la richiesta dell’impegno di una falsa testimonianza, mentre la seconda aveva un’impostazione più leggera. La famiglia si è rifiutata di sottoscrivere anche questa seconda scrittura, per cui era stata chiesta l’archiviazione”.

    Cultrera si è opposta alla richiesta di archiviazione: “Si parla di diritti che non potevano essere oggetto di una scrittura privata, per questo ho chiesto che non venisse archiviata. L’imputazione è per i reati di tentata estorsione, favoreggiamento e maltrattamenti. Vigeva infatti un rigore di totale obbedienza al superiore del seminario. La prossima udienza sarà il 7 giugno, e sarà presente la congregazione”.

    Quella di giovedì mattina a Novara è stata la prima udienza. Si è svolta in contumacia, perché padre Gutierrez è in Messico. Non è detto che non sarà presente alle prossime udienze, spostate a Novara da Milano per competenza territoriale. Per ora rimane lo sgomento per quanto è capitato in una struttura che era conosciuta in tutta la provincia di Novara, e che ha chiuso nel 2016 a causa della cosiddetta crisi delle vocazioni: a Gozzano infatti si iscrivevano i ragazzi che, già in tenerissima età, avevano scelto la strada sacerdotale.

  • Pedofilia sui giovani Legionari a Gozzano? Lo sconcerto nel Cusio e fra i novaresi che frequentarono la struttura

    Pedofilia sui giovani Legionari a Gozzano? Lo sconcerto nel Cusio e fra i novaresi che frequentarono la struttura

    Incredulità, sgomento certo, ma anche rabbia e voglia di verità. Sentimenti contrastanti ha destato la notizia del rinvio a giudizio di padre Vladimir Resendiz Gutierrez, già responsabile del seminario minore dei Legionari di Cristo, struttura della congregazione di diritto pontificio che si trova a Gozzano, ma di fatto inattiva da almeno un paio di anni.

    L’ex rettore di fatto è irreperibile in sud America. dopo aver ricevuto un incarico in Venezuela infatti, la sua attuale residenza non sarebbe ancora chiarita e per questo il processo che si aprirà a suo carico, rischia di compiersi senza l’imputato alla sbarra.

    L’inchiesta sarebbe partita dalla denuncia di almeno tre giovani oggi maggiorenni e dai loro racconti di vita collegiale, emergerebbero in tutta evidenza torbide vicende di abusi, con Gutierrez che dall’alto della sua posizione dominante, avrebbe esercitato un controllo ed una pressione psicologica che andava persino oltre la devianza sessuale.

    La notizia ha destato molto scalpore nel Cusio, in particolare proprio a Gozzano, ma tutto il novarese ha legami con i Legionari gozzanesi, visto che nel corso degli anni, sono molti i giovani delle varie comunità cristiane locali, che proprio in riva al lago d’Orta hanno trascorso brevi periodi di ritiro spirituale, vivendo a stretto contatto con i seminaristi e con lo stesso padre Gutierrez.

    Sulla pagina facebook “Sei di Gozzano se” chi è cresciuto, ha frequentato o semplicemente incrociato i Legionari ed i giovanissimi ospiti in città, ricorda episodi di vita vissuta e manifesta il proprio sconcerto. “Non finiremo mai di stupirci….quello che di solito si viene a sapere e una minima parte….un bellissimo posto un parco immenso in cui io negli anni 70 andavo al doposcuola” scrive Raimondo. Molti i commenti di sdegno, molti altri di solidarietà: “Orrore poveri ragazzi” ha scritto Laura, mentre Luisa ha nella mente immagini malinconiche:”Quelle poche volte che li vedevi in giro.. mi colpivano le loro facce tristi.. poveri ragazzi…”. Ma c’è anche chi non sembra troppo sorpreso:”L ho sempre sospettato! Ho avuto solo conferme!” dice Alessio e lo conferma Maria “Ho sempre sospettato falsità per quel poco che potevo vedere quando tornavo a Gozzano”.

    Pedofilia sui giovani Legionari a Gozzano? Lo sconcerto nel Cusio e fra i novaresi che frequentarono la struttura

  • Presunti abusi nel seminario di Novara – Coinvolta anche la congregazione dei Legionari di Cristo, responsabile civile

    Presunti abusi nel seminario di Novara – Coinvolta anche la congregazione dei Legionari di Cristo, responsabile civile

    Si è svolta ieri a Novara l’udienza preliminare che vede imputato l’ex rettore del seminario minorile dei Legionari di Cristo, Vladimir Resendiz Gutierrez, con l’accusa di abuso sessuale ai danni di tre seminaristi, all’epoca dei fatti infraquattordicenni.

    I fatti in oggetto risalirebbero alla primavera del 2008 quando Gutierrez era rettore del seminario minorile dei Legionari di Cristo di Gozzano (NO).

    In quella occasione la congregazione dei Legionari avviò un’indagine canonica durante la quale il Gutierrez ammise di aver abusato solamente due delle tre vittime che lo accusavano, tuttavia la congregazione decise di trasferire Gutierrez in Venezuela dove, da quanto emergerebbe da una denuncia agli atti, avrebbe reiterato il crimine.

    Successivamente al Venezuela vi fu il rientro in Italia e, prima del giudizio della C.D.F. che lo ridurrà poi allo stato laicale, la congregazione dei Legionari lo “aiuterà” a trasferirsi in Messico dove tutt’ora risiede.

    Tornando all’udienza preliminare svoltasi ieri a Novara: erano presenti due delle presunte vittime, la terza è rimasta esclusa dal procedimento penale per l’intervento dei termini di prescrizione, circostanza che però non preclude una sua costituzione in un rito civile.

    Entra invece a far parte del procedimento, come responsabile civile, la congregazione dei Legionari di Cristo, per i quali il GUP Silvana Pucci ha accolto la richiesta dell’avvocato dell’accusa Daniela Cultrera.

    Durante l’udienza il Gup ha anche predisposto per uno dei giovani (quello per cui il prete non ha ammesso gli abusi in sede canonica) l’incidente probatorio, al quale l’avvocato del sacerdote Natalia Currò si è riservata di esercitare le facoltà difensive previste dall’art. 396 c.p.p.

    Presentate anche le costituzioni di parte civile. Oltre alle vittime, anche l’Associazione italiana dei sopravvissuti agli abusi sessuali del clero – Rete L’ABUSO – tramite il proprio legale Alessandro Maneffa, ha chiesto di potersi costituire parte civile nel procedimento, circostanza per la quale il GUP si è riservato di decidere.

    La prossima udienza è fissata per il 7 giugno prossimo.

    L’ufficio di Presidenza

  • Presunte violenze nel seminario di Gozzano: “I Legionari ci offrirono soldi per tacere”

    Presunte violenze nel seminario di Gozzano: “I Legionari ci offrirono soldi per tacere”

    Oggi udienza preliminare. La famiglia di uno dei ragazzi che accusa padre Gutierrez: “I vertici ci contattarono”

    Quindicimila euro. È la cifra con cui i vertici del seminario minorile dei Legionari di Cristo di Gozzano avrebbero provato a comprare il silenzio di un dodicenne abusato, secondo l’accusa, da padre Vladimir Resendiz Gutierrez, all’epoca responsabile del centro.

    L’inchiesta sul tentativo di insabbiamento, presunto per il momento, rischia però di finire su un binario morto, con la richiesta di archiviazione dalle accuse di tentata estorsione e favoreggiamento per sei persone legate alla congregazione, avanzata dalla Procura novarese. Qui per competenza sono stati trasmessi gli atti inizialmente sul tavolo della magistratura di Milano, che ha indagato anche sui presunti abusi commessi dall’ex sacerdote nel 2008 su due piccoli seminaristi (un terzo caso è finito in prescrizione). E che saranno al centro dell’udienza preliminare di oggi, in cui il 31enne rischia un processo per violenza sessuale e corruzione di minore.

    L’offerta economica venne proposta alla famiglia tramite due scritture private: prevedeva che il ragazzino (oggi ventenne) tacesse sui presunti orrori subiti a Gozzano. Nella prima bozza datata ottobre 2013, si imponeva di esporre quanto accaduto (e già denunciato nel marzo precedente) secondo le modalità previste dallo stesso contratto. In caso di violazione della clausola di riservatezza i sottoscrittori avrebbero dovuto restituire l’intera somma. Per la Procura di Novara però non vi sarebbe stata alcuna minaccia alla famiglia. E la condotta degli indagati sarebbe stata inidonea «a porre in essere uno sviamento efficace» dell’inchiesta. Da qui la richiesta di archiviazione.

    L’indagine milanese sulle violenze nasce dalla denuncia dei familiari del ragazzino e dal rifiuto di questo accordo. Ecco uno degli episodi riportati nel decreto che fissa l’udienza preliminare. Dopo aver convocato il dodicenne nel suo studio con la scusa di «una lavata di capo», Gutierrez avrebbe chiuso a chiave la porta e abbassato le veneziane. E lo avrebbe costretto a subire atti sessuali. Il 31enne ex sacerdote (è stato ridotto allo stato laicale da Papa Francesco) è accusato di avere approfittato con «violenza, minaccia e abuso di autorità spirituale» anche di un quattordicenne austriaco. A cui avrebbe detto, durante la confessione, che non era «peccato» ciò che faceva. «Se non fai, vai all’inferno», lo avrebbe quindi minacciato. E ancora: «Se parli con gli altri (ragazzini, ndr) è finita».

    Nell’udienza di oggi davanti al giudice Silvana Pucci, le famiglie dei due ragazzini si costituiranno parte civile. Stessa richiesta verrà dall’associazione «Rete l’Abuso». Sul filone della tentata estorsione il giudice, vista l’opposizione del legale di parte civile (l’avvocato Natalia Cultrera) dovrà fissare un’udienza e poi decidere se accogliere la richiesta di archiviazione.

    http://www.lastampa.it/2018/03/15/edizioni/novara/presunte-violenze-nel-seminario-di-gozzano-i-legionari-ci-offrirono-soldi-per-tacere-hgGQuuaXyz9mNGzh01CQKO/pagina.html

  • Molestie nel seminario dei “Legionari di Cristo”, chiesto rinvio a giudizio dell’ex rettore

    Molestie nel seminario dei “Legionari di Cristo”, chiesto rinvio a giudizio dell’ex rettore

    MARCO BENVENUTI
    NOVARA

    Atti sessuali e abusi, senza tralasciare violenze psicologiche per evitare che i ragazzini potessero raccontare qualcosa ai genitori quando tornavano qualche giorno a casa.

    Uno scandalo pedofilia nel mondo della chiesa tocca la provincia di Novara. La Procura di Milano, infatti, ha chiesto il rinvio a giudizio di padre Vladimir Resendiz Gutierrez, già responsabile del seminario minore dei Legionari di Cristo di Gozzano, struttura della congregazione di diritto pontificio chiusa ormai da un paio di anni a causa della forte diminuzione delle vocazioni, che ne rendeva troppo onerosa la gestione. Nella ex sede di via Gentile si sono formati per decenni decine di sacerdoti provenienti da tutto il mondo.

    Oggi vive in Messico  

    Gutierrez arriverà però al processo in contumacia. Dopo un incarico in Venezuela, ora, secondo le informazioni degli investigatori, dovrebbe trovarsi in Messico. Nei suoi confronti si parla di violenze commesse ai danni di tre giovanissimi studenti del seminario novarese, oggi ventenni, abusati quando erano in tenera età, circa otto anni fa. Uno è spagnolo, gli altri due italiani. Potrebbero esserci anche altri vittime che non hanno parlato, forse per timore.

    La storia di pedofilia è venuta alla luce grazie alla denuncia per estorsione presentata dai familiari di uno di questi giovani, residenti nel Milanese. Conoscenti dell’ex rettore dei Legionari di Cristo gli avevano offerto 15 mila euro per comprare il suo silenzio, con la clausola che, nel caso avesse parlato degli abusi, avrebbe dovuto restituire molti più soldi. Al ricatto è stato detto di no e nelle indagini per estorsione la vittima ha poi raccontato quanto succedeva anni addietro fra le mura di Gozzano. Un’incredibile storia di abusi e orrore. Parrebbe che il sacerdote chiudesse gli studenti nel suo studio e li sottoponesse per ore a qualsiasi tipo di tortura e pratica sessuale.

    Gli abusi  

    Si legge nell’imputazione che Vladimir Resendiz Gutierrez «con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, nella sua qualità di responsabile del seminario minore dei Legionari di Cristo, agendo con violenza, minaccia, abuso di autorità spirituale e comunque abusando delle condizioni di inferiorità psico-fisica del minore, all’epoca dodicenne a lui affidato per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza e custodia, costringeva e comunque induceva il minore a compiere su di sé e a subire atti sessuali».

    Nelle imputazioni emergono anche violenze psicologiche, come per esempio «impedire che il minore potesse rientrare a casa, in occasione delle visite dei genitori». L’udienza preliminare sarà in tribunale a Novara per competenza territoriale.

    http://www.lastampa.it/2018/03/11/edizioni/novara/molestie-nel-seminario-dei-legionari-di-cristo-rinviato-a-giudizio-lex-rettore-SZY9s7A1LbPL6MA2QLj3sL/pagina.html