Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Sardegna

  • Sacerdote accusato di abusi sui minori:  tra le vittime anche bimbi di Villamar

    Sacerdote accusato di abusi sui minori: tra le vittime anche bimbi di Villamar

    Il sacerdote non avrebbe abusato soltanto di alcuni adolescenti di Mandas, ma anche di alcuni bambini di Villamar.

    Prima avrebbe abusato di ragazzini tra i 15 e i 16 anni e poi, dopo il trasferimento, avrebbe approfittato di bambini ancora più piccoli. Hanno un’età sempre più giovane, i minorenni che sarebbero stati vittima delle attenzioni sessuali di don Pascal Manca.

    Le indagini della Procura proseguono spedite e, dopo decine di interrogatori, il quadro sembra farsi sempre più chiaro e preoccupante.

    I dettagli della notizia oggi in edicola conL’Unione Sarda nell’articolo di VeronicaNedrini.

    http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2015/04/29/sacerdote_accusato_di_abusi_sui_minori_tra_le_vittime_anche_i_bim-6-416761.html

  • Villamar/ Parroco indagato per presunti abusi sessuali su minori, don Pascal: “Sono innocente”

    Villamar/ Parroco indagato per presunti abusi sessuali su minori, don Pascal: “Sono innocente”

    “Una preghiera alla nostra Madonna d’Itria, affinché dia tutto il sostegno a don Pascal in questo difficile momento di dura prova”. Recita così un post Facebook di una fedele del gruppo parrocchiale San Giovanni Battista di Villamar. Le indagini nei confronti di don Pascal Manca, avviate dalla procura di Cagliari a seguito di un esposto anonimo, riguardano i presunti abusi sessuali su minori che sarebbero avvenuti nel 2012 quando il religioso era titolare della parrocchia di Mandas. Il sacerdote intervistato da un giornale locale si difende: “Sono innocente, chi mi accusa non è nel giusto”. 

    La notizia, riguardo la perquisizione effettuata lunedì scorso dai carabinieri su ordine della procura di Cagliari nella residenza del parroco di Villamar don Pascal Manca, ha scosso un’intera comunità, la quale ancora incredula ha appreso la notizia dalle pagine di un giornale a diffusione locale. Nelle stesse pagine del quotidiano si legge che “nell’esposto (anonimo) arrivato in procura a Cagliari vengono ripercorsi i momenti in cui l’ex parroco di Mandas Pascal Manca avrebbe abusato sessualmente di alcuni ragazzini che frequentavano la chiesa. Don Manca, ora alla guida della parrocchia di Villamar, avrebbe offerto (i fatti risalgono al 2012) bevande con sostanze droganti ai ragazzi, tutti tra i 15 e i 17 anni. Poi, una volta storditi, li avrebbe palpeggiati”.

    La difesa 

    Don Pascal intervistato sempre dall’Unione Sarda si difende: “Io ritengo di essere innocente. Non ho una mia versione perché non conosco ancora i fatti che mi vengono contestati. Non ho avuto modo di leggere l’esposto anonimo contro la mia persona”. E alla domanda del giornalista che gli chiede come stia vivendo questa situazione, il parroco risponde: “Serenamente, ma con molta sofferenza e tristezza. Devo affrontare una situazione particolarmente difficile e imbarazzante”.

    La nota della diocesi di Cagliari

    “Nell’apprendere con sconcerto e dolore – si legge in una nota della diocesi di Cagliari- la notizia dell’indagine avviata a carico del sacerdote don Pascal Manca, accusato di abusi sessuali su minori, la diocesi desidera anzitutto esprimere la vicinanza e l’ascolto delle eventuali vittime con piena fiducia nell’operato della magistratura e delle forze dell’ordine”. Il comunicato invita anche i fedeli: “Alla preghiera e alla vigilanza” e “auspica che l’operato coscienzioso e prezioso dei sacerdoti e dei laici impegnati nel campo educativo possa continuare con la piena collaborazione delle famiglie e di tutta la comunità”.

    Le preghiere dei fedeli del gruppo Facebook della parrocchia

    “La nostra parrocchia di Villamar sta attraversando un difficile momento – scrive in un post una fedele – Tutti noi, questa mattina, abbiamo appreso dall’Unione Sarda la notizia delle pesanti accuse rivolte al nostro parroco don Pascal Manca. In attesa che la giustizia faccia luce su questi fatti, noi ci uniamo in preghiera davanti alla Santissima Madonna d’Itria, affinché sia luce e conforto al nostro parroco dal quale abbiamo visto solo bene”.

    M.C.

    http://www.ildemocratico.com/2015/04/23/villamar-parroco-indagato-per-presunti-abusi-sessuali-su-minori-don-pascal-sono-innocente/

  • “Don Pascal ci drogava per spogliarci” Villamar, indagine sul parroco

    “Don Pascal ci drogava per spogliarci” Villamar, indagine sul parroco

    Le accuse delle presunte vittime del parroco di Villamar sono contenute in un esposto alla procura della Repubblica.

    Drogati e molestati: nell’esposto (anonimo) arrivato in procura a Cagliari vengono ripercorsi i momenti in cui l’ex parroco di Mandas Pascal Manca avrebbe abusato sessualmente di alcuni ragazzini che frequentavano la chiesa.

    Don Manca, ora alla guida della parrocchia di Villamar, avrebbe offerto (i fatti risalgono al 2012) bevande con sostanze droganti ai ragazzi, tutti tra i 15 e i 17 anni. Poi, una volta storditi, li avrebbe palpeggiati.

    Tutti i dettagli sull’inchiesta e un’intervista al parroco – che respinge tutte le accuse – sull’Unione Sarda in edicola.

  • Abusi sessuali sui bimbi nelle missioni, sei anni di carcere per don Dessì

    Abusi sessuali sui bimbi nelle missioni, sei anni di carcere per don Dessì

     Dopo un processo durato otto anni, la Cassazione conferma la sentenza della Corte d’Appello del 2012. L’ex sacerdote di Villamassargia, cacciato dalla Chiesa da papa Benedetto XVI nel 2010, abusava dei bambini raccolti per strada in Nicaragua.

    Verdetto della Cassazione: sei anni per Marco Dessì, 67 anni, di Villamassargia, l’ex sacerdote sardo colpevole di aver abusato (almeno due volte) di alcuni bambini nella missione di Chinandega in Nicaragua. La sentenza arriva dopo un processo lungo 8 anni. Nasce a Correggio, dalla denuncia di alcuni ragazzini che l’amministrazione comunale locale, assieme alle associazioni di solidarietà “Rock no war” di Modena e “Solidando” di Cagliari (che aiutavano finanziariamente la missione di don Dessì) aveva raccolto e messo nero su bianco in un esposto spedito alla Procura di Parma. L’ex religioso (nel gennaio del 2010 Ratzinger lo aveva ridotto allo stato laicale) era stato condannato in primo grado a 12 anni, ridotti poi a 9. Dopo un annullamento della Corte Suprema divennero 7 al secondo processo d’appello. Sei, infine, al terzo Appello, nel 2012. Venerdì sera la conferma in Cassazione dell’ultima sentenza.

    Il processo ha accertato che gli abusi furono perpetrati ai danni di bimbi raccolti in strada e ospiti della missione di Chiandenga in Nicaragua, in particolare quelli che formavano il coro. A incastrare don Dessì anche oltre mille e 400 files pedopornografici trovati all’interno del suo pc personale. Soddisfatto, anche se sfinito, Gianluca Calabrese, presidente della onlus cagliaritana Solidando. L’associazione ha lottato per avere giustizia, spendendo di tasca migliaia di euro per ospitare (“anche per un anno intero”), e accompagnare dagli psicologi, i testimoni. Tutto senza aiuti dalle istituzioni. “Ci ha aiutato l’avvocato Marco Scarpati che ha operato ai limiti del volontariato”, spiega Gianluca Calabrese, presidente di Solidando, “difficilmente avremo un risarcimento, perché la caccia al patrimonio da aggredire è molto complicata. Tuttavia, “aggiunge, “questa è una sentenza molto importante che ha portato alla ribalta il problema della pedofilia nella Chiesa. anche in Nicaragua questa vicenda ha dato vita a un movimento di giovani, tutti vittime di abusi, che ora lotta contro la pedofilia e in generale per i diritti dei bambini”

    www.cagliaripad.it/news.php?page_id=7078

  • Prostituzione: don Usai non è in aula Lo ferma un incidente, pm va all’attacco

    Prostituzione: don Usai non è in aula Lo ferma un incidente, pm va all’attacco

    Il sacerdote è accusato di favoreggiamento della prostituzione e violenza sessuale. Il processo è in corso davanti al Tribunale di Oristano.

    In apertura di udienza l’avvocato Anna Maria Uras, difensore dell’imputato, ha annunciato che stamattina don Usai ha avuto un incidente a causa del quale è stato accompagnato al Pronto soccorso dell’ospedale di Oristano e per questo ha chiesto il rinvio dell’udienza. L’accusa, rappresentata dal pm Andrea Padalino Morichini ha chiesto al Tribunale di disporre accertamenti sulle condizioni del sacerdote e ha anche contrattaccato annunciando di avere le prove che don Usai, come la Procura sospettava da tempo, ha contattato una testimone chiave andando a trovarla a casa sua e chiedendole di non testimoniare al processo perché altrimenti rischiava di tornare in carcere.

    L’episodio, ha spiegato il procuratore della Repubblica, è stato filmato con l’Ipad dal marito della testimone.

    http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/01/30/prostituzione_don_usai_non_in_aula_lo_ferma_un_incidente_pm_va_all_attacco-6-352160.html#foto1

  • Ex parroco condannato per Abusi su bimba

    Ex parroco condannato per Abusi su bimba

    Era sacerdote a Segariu, determinanti le accuse della vittima.

    (ANSA) – CAGLIARI, 30 NOV – L’ex parroco di Segariu, piccolo comune della Marmilla, e’ stato condannato dal Tribunale di Cagliari a due anni di reclusione – pena sospesa – per violenza sessuale su una minore.

    Secondo l’accusa, il sacerdote, Raimondo Meloni, nel giugno 2009 avrebbe cercato di baciare e toccare nelle parti intime una bambina di 10 anni.

    Durante tutte le fasi del processo l’ex parroco si e’ difeso con forza proclamandosi innocente. Determinanti le accuse confermate in aula dalla piccola vittima.

  • Ex parroco di Segariu condannato per violenza sessuale su bimba di 10 anni

    Ex parroco di Segariu condannato per violenza sessuale su bimba di 10 anni

    Il palazzo di giustizia di Cagliari

    Due anni di reclusione, pena sospesa con la condizionale, è la condanna comminata stamattina all’ex parroco di Segariu Raimondo Meloni, giudicato colpevole di violenza sessuale dal tribunale di Cagliari. Lo rivela un lancio dell’Agenzia Itali.

    Il sacerdote, secondo la sentenza, ha cercato di baciare sulla bocca una bimba di 10 anni che poi avrebbe toccato nelle parti intime.

    I fatti, confermati in aula dalla bambina, risalgono al giugno del 2009. Il condannato si è sempre dichiarato innocente.

    http://www.radiopress.it/2012/11/ex-parroco-di-segariu-condannato-per-violenza-sessuale-su-bimba-di-10-anni/

  • Per la Procura l’ex parroco di Segariu è colpevole di violenza sessuale Il 29 novembre i giudici del tribunale in camera di consiglio per la sentenza

    Per la Procura l’ex parroco di Segariu è colpevole di violenza sessuale Il 29 novembre i giudici del tribunale in camera di consiglio per la sentenza

    Per la Procura l’ex parroco di Segariu è colpevole di violenza sessuale Il 29 novembre i giudici del tribunale in camera di consiglio per la sentenza

    CAGLIARI. L’ex parroco di Segariu potrebbe pagare con una condanna a due anni di reclusione il tentativo di baciare sulla bocca una bambina di dieci anni, per poi palparle e costringerla a toccargli i genitali: per il pm Sandro Pili il sacerdote Raimondo Meloni, esperienze passate a Uta e Arixi, è colpevole di violenza sessuale su minore di quattordici anni nell’articolazione meno grave dell’accusa. Il religioso ha sempre negato di aver allungato le mani sulla bimba, a difenderlo è l’avvocato Sebastiano Cheri che parlerà in aula il 29 novembre, giorno della sentenza.

    La vittima ha confermato le accuse davanti ai giudici, racconto semplice nella sua indiscutibile gravità: era il 16 giugno 2009, lei si trovava nella piazza della parrocchia, a Segariu. Bussò alla porta della sagrestia, forse voleva parlare col sacerdote. Lui, don Meloni, le aprì e subito manifestò le sue intenzioni: la afferrò, cercò di baciarla sulla bocca, poi il resto. La bambina non si perse d’animo e tentò di divincolarsi, di sfuggire alla stretta del prete che appariva fuori controllo, colto da un impulso irrefrenabile. Alla fine riuscì a liberarsi e a correre verso casa, davanti allo sguardo del parroco che probabilmente in quell’attimo si rese conto di quello che aveva fatto e delle conseguenze.

    La bambina tornò a casa sconvolta e raccontò tutto alla madre. Da quel momento l’episodio diventa un caso giudiziario: i carabinieri indagano e trasmettono un primo rapporto alla Procura della Repubblica. Il pm Sandro Pili sente la piccola vittima secondo le procedure, in forma protetta e sotto la vigilanza di una psicologa infantile. Il racconto della bambina è preciso, circostanziato, non sembrano emergere contraddizioni e zone d’ombra. C’è un episodio chiaro sulla scena del procedimento penale, sul quale la Procura non può certo sorvolare.

    Mentre don Meloni viene prontamente mandato in pensione dall’arcivescovo Giuseppe Mani l’inchiesta volge alla conclusione e l’ormai ex parroco di Segariu finisce a giudizio con accuse molto gravi per uno come lui, che si era sempre contraddistinto per il rigore col quale giudicava i metodi educativi delle famiglie.

    Nel corso delle indagini don Meloni ha sempre negato con decisione di aver cercato di baciare la ragazzina, nessun tentativo neppure di toccarla o di farsi toccare. Ma il racconto della vittima o presunta vittima ha finito per pesare sul procedimento penale. Manca soltanto il giudizio del tribunale presieduto da Massimo Poddighe, che dovrà decidere se le accuse formulate dalla Procura sono fondate o no. (m.l)

    05 ottobre 2012

  • Un bacio a una bambina: chiesti 2 anni per un prete

    Un bacio a una bambina: chiesti 2 anni per un prete

    CAGLIARI. L’ex parroco di Segariu potrebbe pagare con una condanna a due anni di reclusione il tentativo di baciare sulla bocca una bambina di dieci anni, per poi palparle e costringerla a toccargli i genitali: per il pm Sandro Pili il sacerdote Raimondo Meloni, esperienze passate a Uta e Arixi, è colpevole di violenza sessuale su minore di quattordici anni nell’articolazione meno grave dell’accusa. Il religioso ha sempre negato di aver allungato le mani sulla bimba, a difenderlo è l’avvocato Sebastiano Cheri che parlerà in aula il 29 novembre, giorno della sentenza.

    La vittima ha confermato le accuse davanti ai giudici, racconto semplice nella sua indiscutibile gravità: era il 16 giugno 2009, lei si trovava nella piazza della parrocchia, a Segariu. Bussò alla porta della sagrestia, forse voleva parlare col sacerdote. Lui, don Meloni, le aprì e subito manifestò le sue intenzioni: la afferrò, cercò di baciarla sulla bocca, poi il resto. La bambina non si perse d’animo e tentò di divincolarsi, di sfuggire alla stretta del prete che appariva fuori controllo, colto da un impulso irrefrenabile. Alla fine riuscì a liberarsi e a correre verso casa, davanti allo sguardo del parroco che probabilmente in quell’attimo si rese conto di quello che aveva fatto e delle conseguenze.

    La bambina tornò a casa sconvolta e raccontò tutto alla madre. Da quel momento l’episodio diventa un caso giudiziario: i carabinieri indagano e trasmettono un primo rapporto alla Procura della Repubblica. Il pm Sandro Pili sente la piccola vittima secondo le procedure, in forma protetta e sotto la vigilanza di una psicologa infantile. Il racconto della bambina è preciso, circostanziato, non sembrano emergere contraddizioni e zone d’ombra. C’è un episodio chiaro sulla scena del procedimento penale, sul quale la Procura non può certo sorvolare.

    Mentre don Meloni viene prontamente mandato in pensione dall’arcivescovo Giuseppe Mani l’inchiesta volge alla conclusione e l’ormai ex parroco di Segariu finisce a giudizio con accuse molto gravi per uno come lui, che si era sempre contraddistinto per il rigore col quale giudicava i metodi educativi delle famiglie.

    Nel corso delle indagini don Meloni ha sempre negato con decisione di aver cercato di baciare la ragazzina, nessun tentativo neppure di toccarla o di farsi toccare. Ma il racconto della vittima o presunta vittima ha finito per pesare sul procedimento penale. Manca soltanto il giudizio del tribunale presieduto da Massimo Poddighe, che dovrà decidere se le accuse formulate dalla Procura sono fondate o no. (m.l)

  • Villaregia, scandalo sessuale in comunità Ex sacerdote di Quartu: “Feci denuncia”

    Villaregia, scandalo sessuale in comunità Ex sacerdote di Quartu: “Feci denuncia”

    A Pitz’e serra, nel palazzo verdolino della comunità missionaria, le visite non sono gradite. Fervono i preparativi per la festa della famiglia.
    Erano in tanti a sapere. Nella Comunità missionaria di Villaregia non sempre si mettevano in pratica gli insegnamenti del Vangelo. Anche il Vaticano era stato già informato, parecchio tempo fa, che i voti di povertà, obbedienza e castità, in diversi casi, erano soltanto teoria pura.

    LA TESTIMONIANZA «La storia è grossa, lunga e dolorosa», sottolinea Pietro Paolo Desimio, ex sacerdote che è stato parte integrante della comunità, autore, vent’anni fa, di una denuncia presentata alla Santa Sede. «Le pratiche sessuali? Le avevo raccontate in una lettera ai vertici della Chiesa, con le testimonianze delle ragazze molestate e abusate. Ci fu un’inchiesta interna, tanto che si arrivò a un passo dalla chiusura. Ma forse il timore dello scandalo bloccò la fine della grande avventura». Così l’attività proseguì come prima e più di prima, espandendosi dal Mediterraneo ai Caraibi e facendo una marea di proseliti devoti.

    Domenica 24 giugno 2012 07:52

    http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/278536