Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Sardegna

  • Processo don Usai: teste contro pm: “Mai detto certe cose”

    Processo don Usai: teste contro pm: “Mai detto certe cose”

    Cinque ore di interrogatorio, per due pagine scarse di verbale. “Volevano farmi dire cose che io non avevo detto”: è la testimonianza-choc resa oggi davanti ai giudici del Tribunale di Oristano da Juliet Nwdou, un’ex ospite della Comunità il Samaritano di Arborea.

    Il processo, presidente Carla Altieri, è quello per violenza sessuale e favoreggiamento della prostituzione a carico del fondatore della Comunità, don Giovanni Usai.

    L’interrogatorio al quale la testimone dell’accusa ha fatto riferimento in udienza nel corso del controesame era avvenuto nella primavera del 2011, circa tre mesi dopo l’arresto del sacerdote. In tre – due marescialli dei carabinieri es un sostituto procuratore – a fare domande con l’obiettivo di consolidare le accuse nei confronti di don Usai, ma quando si convince che vogliono farle dire cose che lei non ha detto e non pensa, la testimone alza la voce e fa sentire le sue ragioni.

    “Tutto registrato, anche la lite con il pubblico ministero. Abbiamo i nastri”, ha puntualizzato ai giudici l’avvocato difensore di don Giovanni Usai, Anna Maria Uras. Le prossime udienze, dedicate ancora ai testi dell’accusa, sono state fissate per il 27 settembre, il 24 novembre, poi il 19 gennaio 2017.

  • Abusi su minori: annullata udienza su don Manca

    Abusi su minori: annullata udienza su don Manca

    Il sacerdote avrebbe stordito dei ragazzini con dei medicinali mescolati nel succo di frutta e in altre bibite, per poi abusare di loro.

    Uno dei due difensori non ha ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Un difetto di notifica – evidenziato questa mattina dagli avvocati di fiducia Luigi e Pierluigi Concas – che ha costretto il Gup del Tribunale di Cagliari, Ermengarda Ferrarese, a rispedire gli atti al pm Liliana Ledda che dovrà notificare nuovamente il 416bis, l’avviso di conclusione indagini.
    Niente di fatto, dunque, all’udienza nei confronti dell’ex parroco di Mandas, don Pascal Manca, accusato di abusi su minori. Il sacerdote avrebbe stordito dei ragazzini con dei medicinali mescolati nel succo di frutta e in altre bibite, per poi abusare di loro. Prima che il Gup dichiarasse la nullità dell’udienza, si sono costitute le parti civili con gli avvocati Roberto Nati, Giovanni Cocco e Tiziana Sinis. Rispediti gli atti al pm, tutto dovrà essere rifatto (conclusioni indagini e richiesta di rinvio a giudizio) quando verrà fissata la nuova udienza.
    Don Pascal era stato arrestato su richiesta di custodia cautelare del gip, poi messo ai domiciliari in un convento e, infine, tornato in libertà poco prima della chiusura delle indagini.

  • Violenza sessuale su minori, Il pm: “processate don Pascal Manca”

    Violenza sessuale su minori, Il pm: “processate don Pascal Manca”

     Chiusa l’inchiesta, adesso don Pascal Manca rischia il processo: il pubblico ministero Liliana Ledda ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex parroco di Villamar e Mandas finito in carcere con l’accusa di violenza sessuale su minori e attualmente ai domiciliari nel convento dei Cappuccini di Pula, in località Is Molas. Si attende ora che venga fissata la data dell’udienza preliminare.

    Nel frattempo, non è cambiato il capo d’imputazione nonostante dagli accertamenti sui telefoni del prete è emerso che avrebbe inviato immagini pornografiche anche sul cellulare di altri due minorenni della zona di Terralba.

    http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/04/30/violenza_sessuale_su_minori_il_pm_processate_don_pascal_manca-68-492932.html

  • Don Pascal, chiusa l’inchiesta: “Sedava le vittime per costringerle a subire atti sessuali”

    Don Pascal, chiusa l’inchiesta: “Sedava le vittime per costringerle a subire atti sessuali”

    Dopo aver messo le vittime «in condizioni di incapacità» dandogli da bere «bevande mescolate con farmaci» dagli «effetti sedativi-ipnotici», «le costringeva a subire atti sessuali». Le accuse contro don Pascal Manca hanno adesso contorni ben definiti, e da qualche giorno sono tutte racchiuse in un capo d’imputazione.

    Il pubblico ministero Liliana Ledda ha chiuso l’inchiesta sull’ex parroco di Mandas e Villamar finito in carcere per violenza sessuale e attualmente ai domiciliari in un convento dei frati Cappuccini a Pula, in località Is Molas.Quattro gli episodi contestati.

    Il religioso è accusato anche di aver mandato sms e video porno a due minori.

    http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/04/14/don_pascal_chiusa_l_inchiesta_sedava_le_vittime_per_costringerle-68-487844.html

  • Villamar: due ragazzini confermano le accuse a don Pascal Manca

    Villamar: due ragazzini confermano le accuse a don Pascal Manca

    Ricordi, particolari, fotogrammi.

    Tutti i dettagli sono stati messi nero su bianco.

    Un corposo verbale prodotto ieri al Tribunale dei minorenni è diventato parte fondamentale degli atti d’accusa contro l’ex parroco di Villamar e Mandas don Pascal Manca.

    A rispondere alle domande degli inquirenti in un delicato incidente probatorio protetto sono stati due dei cinque ragazzi che avrebbero subito le attenzioni sessuali del prete, accusato di violenza sessuale aggravata.

    http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/01/22/villamar_due_ragazzini_confermano_le_accuse_a_don_pascal_manca-68-460773.html

  • Gesico, presunti abusi sessuali su un bimbo: sotto esame i computer di don Pretta

    Gesico, presunti abusi sessuali su un bimbo: sotto esame i computer di don Pretta

    Saranno esaminati nei prossimi giorni i computer sequestrati dai carabinieri nella casa del parroco di Gesico (Cagliari), don Gianluca Pretta, indagato dalla Procura di Cagliari per presunti abusi su un minore.

    Il materiale informatico dovrà essere esaminato dal consulente nominato dal sostituto procuratore Liliana Ledda, la stessa che ha il fascicolo aperto nei confronti di un altro sacerdote, don Pascal Manca, finito agli arresti per una brutta vicenda di presunti abusi su minori. Le due inchieste, in ogni modo, non sarebbero collegate. Sacerdote molto noto nell’isola, il titolare della parrocchia di Santa Giusta a Gesico in questi anni è salito spesso agli onori della cronaca.

    L’ultima volta lo scorso anno per una crociata contro le minigonne. Una domenica d’ottobre aveva affisso un cartello con indicazioni ferree per i fedeli, indicando con un disegno l’altezza della gonna consentita per l’ingresso in chiesa. In precedenza, il parroco di Gesico era stato protagonista di una polemica tutta paesana per lo spostamento della celebrazione della secolare festa dedicata al vescovo e martire Sant’Amatore.

    C’era poi stata, anni fa, una polemica legata ad una presunta vendita – poi smentita – delle reliquie di Sant’Amatore. Una vicenda che fece scalpore per qualche giorno a Gesico, ma che si chiuse rapidamente con un nulla di fatto perché lo stesso sacerdote non aveva alcuna intenzione di mettere in vendita le reliquie. La vicenda di queste ore, invece, è più delicata, anche se ancora coperta dal più stretto segreto d’indagine. Gli investigatori della Procura starebbero lavorando da tempo e la recente perquisizione sarebbe solo il primo atto visibile di un’inchiesta riservatissima che dura ormai da mesi.

    http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/07/18/gesico_perquisita_la_casa_di_don_pretta_presunte_abusi_sessuali_s-68-426329.html

    Accuse di pedofilia contro Don Pretta: il giorno dell’archiviazione

  • Don Pascal, le violenze anche prima della malattia

    Don Pascal, le violenze anche prima della malattia

    Tramonta per l’ex parroco di Villamar la speranza di scampare alle accuse. Gli abusi sulle giovani vittime sarebbero iniziate prima di contrarre il Parkinson

    di Mauro Lissia

    CAGLIARI. Negli atti dell’inchiesta c’è la prova che don Pascal Manca metteva le mani addosso ai ragazzini della sua parrocchia anche prima del 2012, quando gli è stato diagnosticato il morbo di Parkinson. Sembra quindi sfumare per l’ex parroco di Villamar la possibilità di scampare all’accusa di violenza sessuale legandola alle alterazioni indotte dalla malattia, un morbo degenerativo che a leggere la letteratura medica induce in molti casi, legati anche all’uso di farmaci, una crescita abnorme della libido e apre la strada a comportamenti come quelli che il pm Liliana Ledda contesta al sacerdote.

    Respinta dal gip Mauro Grandesso l’istanza di attenuazione della misura cautelare presentata dal difensore, l’avvocato Luigi Concas, la prospettiva giudiziaria del religioso si fa piuttosto nebulosa. Giudicato pericoloso dal gip,Pascal Manca poteva sperare di venir fuori da una vicenda a dir poco imbarazzante grazie al puntiglio col quale il suo avvocato aveva esaminato la situazione di salute e le conseguenze. Messa da parte questa possibilità non sembrano esserci strade utili perchè il prete possa riacquistare in tempi brevi la libertà. Peraltro è notizia di ieri che nella parrocchia di Villamar, dove don Manca ha officiato messa per due anni, ci sarebbe un buco di circa 12 mila euro riferito alla manca registrazione di battesimi, cresime, matrimoni e funerali.

    Dove sono finiti i soldi? È presto per stabilire se questo fatto darà luogo a una nuova contestazione. Di certo il pm Ledda esaminerà anche la nuova circostanza, che sembra però del tutto esterna alla vicenda origine del provvedimento di custodia cautelare deciso dal gip.

    Il parroco quarantatreenne viene definito nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Grandesso «incapace di controllare i propri impulsi sessuali». Impulsi che a leggere gli atti del procedimento sfogava sempre nello stesso modo: invitava a casa le sue vittime, invariabilmente offriva coca cola, aranciata o chinotto («l’acqua ho dimenticato di comprarla..») perché il gusto mascherava l’amaro del sedativo che usava per ridurli all’incoscienza, infine si sedeva al loro fianco sul divano e il resto è facile da immaginare. Si va dalle mani infilate sotto la maglietta, qualche volta con la scusa di spalmare un lenitivo. Ai jeans sbottonati per andare al di là delle semplici coccole paterne. Spesso i ragazzi non capivano, altre volte se la svignavano con un pretesto prima che le cose prendessero una piega sgradevole. Finora don Pascal, d’accordo col difensore, ha preferito non parlare e attendere gli sviluppi del procedimento. È rinchiuso nel carcere di Uta, dove si limita a leggere e a pregare.

    I capi d’imputazione contestati dal gip Grandesso su richiesta della Procura sono tre, tutti riferiti al 609 bis aggravato: la violenza sessuale, il reato nel quale dopo la riforma sono stati accorpate tutte le fattispecie sessuali, come le molestie e gli atti di libidine.

  • Pedofili, prete in cella in Sardegna. False bombe e minacce al vescovo: ‘Ha coperto’

    Pedofili, prete in cella in Sardegna. False bombe e minacce al vescovo: ‘Ha coperto’

    Don Pascal Manca, ex parroco di Mandas, è stato arrestato per presunti abusi sessuali su minori. Domenica nel paesino era il giorno delle cresime, ma la chiesa è stata evacuata per un finto allarme bomba. Scritte con minacce di morte sono comparse sui muri dell’edificio e qualcuno ha inviato proiettili all’arcivescovo di Cagliari, Arrigo Miglio, accusato di non aver fatto abbastanza per proteggere i ragazzi
  • Pedofilia, don Pascal resta in carcere Massima sorveglianza per il vescovo

    Pedofilia, don Pascal resta in carcere Massima sorveglianza per il vescovo

    Resta in carcere Don Pascal Manca, l’ex parroco di Villamar e Mandas arrestato per presunti abusi sessuali su minori.

    Lo ha deciso questa mattina il Tribunale del Riesame di Cagliari.

    Il legale del religioso aveva chiesto che il suo assistito potesse stare ai domiciliari in un convento, ma i giudici hanno ritenuto che la misura non fosse sufficiente.

    Intanto, dopo l’allarme bomba scattato ieri a Mandas nel giorno dedicato alle cresime è stato deciso che l’arcivescovo di Cagliari monsignor Arrigo Miglio verrà sottoposto a maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine durante i suoi spostamenti. Non si parla di una vera e propria scorta, ma di intensificazione della vigilanza personale.

    La stessa cosa potrebbe accadere al suo predecessore monsignor Giuseppe Mani, che da tempo non è più in Sardegna, qualora tornasse nell’Isola.

    L’allerta davanti alla chiesa di Mandas è scattato ieri mattina.

    Una scatola avvolta nel cellophane contenente una batteria, fili elettrici e due cartucce calibro 12 è stata ritrovata nei pressi della chiesa parrocchiale di San Giacomo Apostolo mentre i fedeli prendevano posto per seguire la messa.

    A notare il pacco sospetto a poca distanza dal portone d’ingresso della chiesa è stata una suora che l’ha spostato e poi ha dato l’allarme. Dopo qualche istante sono arrivati i carabinieri della stazione di Mandas e i militari della compagnia di Dolianova.

    Gli uomini dell’Arma hanno chiesto l’intervento degli artificieri.

    Nel frattempo la chiesa è stata evacuata e sono state bloccate tutte le strade di accesso all’area.

    Dopo tutti gli accertamenti si è scoperto che non si trattava di un ordigno vero ma di una scatola di scarpe con batterie e fili elettrica vista avvolta nella carta stagnola. Dentro c’erano anche due cartucce calibro 12 e un foglietto con riferimenti alla vicenda di don Pascal Manca, ex parroco di Mandas arrestato con l’accusa di violenza su minori.

    Il biglietto era anche infarcito di minacce rivolte al prete finito in manette, all’arcivescovo di Cagliari Arrigo Miglio e al suo predecessore monsignor Giuseppe Mani.

    Anche sui muri del paese della Trexenta sono comparse scritte contro il vescovo e don Pascal.

    Nel pomeriggio monsignor Miglio è arrivato a Mandas scortato dai carabinieri e ha celebreto la messa della cresime. Sui muri del paese qualcuno ha scritto: “Non presentarti”.

    “Sono fatti mai successi prima – ha detto il primo cittadino, Umberto Oppus – siamo rimasti molto sorpresi. Condanniamo questi gesti, non si era mai arrivati a un clima di questo genere. Credo che tutti debbano contribuire a riportare il clima nell’ambito della normalità”.

    http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/05/25/pedofilia_don_pascal_resta_in_carcere_massima_sorveglianza_per_il-68-420139.html

  • Don Pascal, chiesta scarcerazione, il legale: “Vada in convento, non c’è pericolo di fuga”

    Don Pascal, chiesta scarcerazione, il legale: “Vada in convento, non c’è pericolo di fuga”

    Don Pascal Manca, 43 anni, è indagato per presunti abusi su ragazzi di 15 e 16 anni che – secondo la Procura – sarebbero stati drogati con l’utilizzo di psicofarmaci mescolati alle bevande

    Ha chiesto di poter lasciare il carcere per essere rinchiuso in un convento. Don Pascal Manca, ex parroco di Mandas e Villamar, accusato di violenza sessuale su minori, attraverso i suoi legali oggi davanti al Tribunale del Riesame di Cagliari ha chiesto una mitigazione della misura cautelare firmata dal Gip Mauro Grandesso, chiesta dal sostituto procuratore Liliana Ledda.
    Difeso dall’avvocato Luigi Concas, don Pascal non era presente in aula. Il suo legale ha cercato di chiarire che non esiste un pericolo di fuga del prete al collegio presieduto da Massimo Costantino Poddighe che potrebbe pronunciarsi entro martedì. Nell’ordinanza di custodia cautelare il Gip aveva sottolineato il pericolo di fuga perché il sacerdote avrebbe comprato dei biglietti Ryanair per la Spagna, sebbene poi non fosse partito.
    Don Pascal Manca, 43 anni, è indagato per presunti abusi su ragazzi di 15 e 16 anni che – secondo la Procura – sarebbero stati drogati con l’utilizzo di psicofarmaci mescolati alle bevande. Ora sarà il Riesame a decidere se il prete potrà lasciare il carcere di Uta, nel quale è rinchiuso dal giorno del suo arresto, per essere confinato in un convento.