Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Toscana

  • Oltre 800 firme contro il prete pedofilo a Bagni

    Oltre 800 firme contro il prete pedofilo a Bagni

    A Bagni di Lucca e, in particolare, a Fabbriche di Casabasciana è rimasto il caso dell’estate. L’argomento caldo tra le mura domestiche e nei bar. Don Paolo Glaentzer, il parroco arrestato con l’accusa di aver abusato di una bambina di 10 anni che le era stata affidata e con la quale si era invece appartato nell’auto in un parcheggio di un supermercato di Calenzano, dove è stato trovato nudo, fa ancora discutere nel comune termale.

    A Fabbriche di Casabasciana gli abitanti non lo vogliono e temono, tra l’altro, per la vicinanza dell’asilo all’abitazione del fratello dove il sacerdote è stato messo ai domiciliari. Ci sono molti paesani tra gli oltre 860 firmatari della petizione online lanciata a inizio agosto su change.org per chiedere che il parroco sia trasferito in carcere (Ecco il link). Una raccolta di firme sul web, lanciata da Massimiliano Vintaloro e rivolta al ministro della giustizia Alfonso Bonafede, al quale si chiede di valutare il caso e intervenire perché sia accolta la richiesta della procura di Prato che chiedeva il carcere per don Paolo Glaentzer. Una proposta tuttavia respinta dal gip che aveva disposto i domiciliari.
    Sospeso dalla diocesi di Firenze, ‘rifiutato’ da quella di Lucca, che gli ha vietato di esercitare, ricordando il provvedimento della curia fiorentina e sottolineando che il parroco pedofilo non è ospitato in alcuna struttura della canonica, né, evidentemente, lo sarà, don Paolo resta nel mirino anche di parte dell’opinione pubblica a Bagni di Lucca.
    “Pensavo che quella bambina avesse 15 anni”, aveva detto agli inquirenti il parroco che quando è stato scoperto ha rischiato di essere linciato dalla folla. Per la bambina, che era seguita dai servizi sociali, è stato invece disposto un sostegno psicologico.
    Secondo quanto è stato ricostruito, il sacerdote si era fermato attorno alle 22 del 23 luglio scorso nel parcheggio di un supermercato lungo il tragitto tra la sua parrocchia – una chiesa in provincia di Firenze – e la casa della bambina. Qui, restando all’interno dell’auto, si sarebbe spogliato e avrebbe molestato la bambina. E’ stato un passante che vive nella zona a notare i due nell’auto, in un angolo piuttosto buio. Il parroco era con i pantaloni abbassati quando è stato aperto lo sportello per far uscire la bambina, dando l’allarme al vicinato. Un gruppetto di persone si è così raccolto nel parcheggio. Tra questi c’era anche il padre della bambina e in attesa dell’arrivo dei carabinieri ci sono stati momenti di tensione. Alcuni hanno cercato di colpire il prete, per linciarlo, ma sono stati bloccati dai carabinieri.
    Contro la permanenza del sacerdote a Fabbriche di Casabasciana si era espresso anche don Nando Ottaviani, vicario di zona per la diocesi di Lucca che attraverso un video messaggio divenuto virale su Facebook aveva chiesto che don Paolo fosse ridotto allo stato laicale.

  • Perché un pedofilo è ancora libero e prete?

    Perché un pedofilo è ancora libero e prete?

    Uno fa di tutto per fare, nonostante tutto, del proselitismo cattolico, per ricordare la necessità personale e sociale di un cristianesimo visibile, e poi salta fuori un prete a Prato (sembra l’inizio di una filastrocca come quella dei trentatré trentini che entrarono in Trento trotterellando, però stavolta non c’è niente da ridere).

    Lo sappiamo, lo abbiamo letto o ascoltato: un sacerdote settantenne sorpreso seminudo in automobile a trafficare con una bambina di dieci anni.

    La località precisa era Calenzano, sotto Firenze dal punto di vista ecclesiastico, ma sotto Prato dal punto di vista giudiziario. E, dunque, don Paolo Glaentzer (origini altoatesine) è finito davanti ai magistrati della città dei cantucci e dei cinesi. Gli è andata anche abbastanza bene: pur avendo confessato (essendoci dei testimoni sarebbe stato difficile il contrario), al momento se l’è cavata con gli arresti domiciliari a Bagni di Lucca, che fra l’altro è una stazione termale già apprezzata da Lord Byron e Giacomo Puccini, ottima per la villeggiatura estiva circondata com’è da freschi boschi e colline amene.

    Non precisamente una caienna. E però da oggi un paese un po’ meno tranquillo perché nessuno, tantomeno dei genitori con figlie piccole, vorrebbe avere come vicino di casa un personaggio simile, uno che si è giustificato in questo modo: «Pensavo avesse qualche anno in più, 14 o 15». Adesso c’è da sperare che don Paolo sia ben controllato e non metta neanche per sbaglio il naso fuori dal proprio domicilio: ma non sarebbe stato meglio farlo meditare sulle sue colpe in carcere? Meglio per la giustizia. Meglio per i genitori della bambina. Meglio per gli abitanti di Bagni di Lucca. Meglio per i parrocchiani di Calenzano. Meglio per la Chiesa tutta, sfregiata da questo scandalo in un momento che peggiore non poteva esserci, nel momento in cui vescovi e fedeli stanno divorziando per colpa della questione immigrazione.

    Nei giorni della disgraziata copertina di Famiglia cristiana contro un Matteo Salvini addirittura accusato di essere la personificazione contemporanea di Satana. Io la vedo la gente sui social, non fa che pubblicare scritte tipo Potete spostare il Vaticano in Africa oppure Famiglia Cristiana contro Salvini e nessuna parola sul prete che va con una bambina di 10 anni o dello scandalo pedofilia in Cile. E vedo le chiese svuotate: prediche sull’accoglienza indiscriminata, per giunta pronunciate da preti poco credibili o poco creduti, non le vuole ascoltare più nessuno. Ai giudici e ai giornalisti don Paolo Glaentzer ha fornito giustificazioni balorde, ma una cosa giusta secondo me l’ha detta: «Il demonio mi ha fatto lo sgambetto». E non era Salvini, era il Satana vero, lo stesso che in ogni continente sta sbriciolando la fiducia verso la Chiesa di Cristo. Urgono condanne severe e urge, al contempo, un grandioso esorcismo.

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/perch-pedofilo-ancora-libero-e-prete-1560066.html

  • Montemagni: “Prete pedofilo, serve pena esemplare”

    Montemagni: “Prete pedofilo, serve pena esemplare”

    Dopo le proteste dei cittadini di Bagni di Lucca e la prima raccolta firme contro il prete accusato di abusi sessuali su una bambina di 10 anni, arrestato dai carabinieri lunedì scorso (23 luglio), sulla questione interviene Elisa Montemagni, capogruppo in consiglio regionale della Lega. La Montemagni condivide la protesta dei cittadini, sottolineando l’auspicio che al prete “venga comminata una pena esemplare e tempestiva”.

    “La vicenda è vergognosa e non merita, per decenza, ulteriori commenti – afferma Elisa Montemagni riferendosi alla questione legata ad atti di pedofilia commessi da un prete, ora ai domiciliari a Bagni di Lucca. E’ normale e più che condivisibile che la popolazione della piccola località lucchese sia insorta perché non vuole che il suo territorio ospiti una persona, tra l’altro pure un ecclesiastico, che si è macchiato di un reato così grave ed indegno, ma pensiamo che la scelta del giudice di non mandare in carcere il settantenne parroco, sia dovuta al fatto che, dietro le sbarre, dove comunque meriterebbe di stare, probabilmente avrebbe dovuto subire l’ira dei detenuti, solitamente molto severi con chi commette questo tipo di reati infami. Una sorta, dunque – sottolinea l’esponente leghista – di forma preventiva a salvaguardia del prelato a cui ci auguriamo venga però comminata una pena esemplare e tempestiva”.
    “Riguardo, infine – conclude seccamente Elisa Montemagni – alla recente e quantomeno infelice, per usare un eufemismo, copertina di Famiglia Cristiana dedicata al ministro dell’interno, chissà se il periodico dedicherà lo stesso titolo “distensivo” a questo suo esimio rappresentante? Si accettano scommesse”.

  • Parla il prete accusato di pedofilia (e ride): “Era affetto”

    Parla il prete accusato di pedofilia (e ride): “Era affetto”

    Il parroco accusato di pedofilia parla delle accuse: “Questa ragazza è molto più matura dell’età che ha. Uno scambio di affetto è stato esagerato”

    Sorride, mentre parla con il cronista, il parroco di Calenzano, sulle colline vicino Firenze.

    Nell’audio, realizzato dal Corriere Fiorentino parla con leggerezza mentre racconta cosa è successo quella sera in cui è stato beccato da un uomo mentre, nella sua auto, si intratteneva in situazione “intima” con una bambina di 11 anni. Ora il parroco, don Paolo, è indagato per pedofilia e ha lasciato la parrocchia di San Ruffignano a Sommaia dove era andato a stare. Andrà agli arresti domiciliari nella sua casa a Bagni di Lucca. Non fa parte tecnicamente del clero fiorentino, ma il vescovo Giuseppe Betori lo ha comunque sospeso impedendogli di celebrare la Santa Messa.

    Don Paolo non nasconde di aver “commesso un errore“. Anzi: decide di affidarsi a “Gesù e Maria”. Saranno loro ad aggiustare tutto. “È stata una mia stupidità – ha detto – ho avuto uno sgambetto del demonio”.

    “Mi dispiace che sia successo – dice al Corriere Fiorentino – bisogna pregare. Pregando si risolvono i problemi”. Lo definisce un “episodio poco buono” quello dell’accusa di pedofilia. Dice che fosse certo la bambina avesse almeno 15 anni, invece ne aveva da poco compiuti 11. Era un amico di famiglia, il parroco. Andava spesso a casa a cena, aiutava tutti, portava in giro i bambini con la sua auto.

    Ammette: “Alcune volte è successo”. E poi aggiunge: “C’è una simpatia reciproca. Ho commesso un errore, che vuoi farci…ci penserà nostro Signore, è lui che mette a posto ogni cosa”. Parla di uno “scambio di affetto” perché “questa ragazza è molto più matura dell’età che ha. Uno scambio di affetto è stato esagerato, le cose vanno in una certa maniera”.

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/parla-prete-accusato-pedofilia-e-ride-era-affetto-1559404.html?mobile_detect=false

  • «Non può stare qui»: raccolta firme contro il prete accusato di pedofilia

    «Non può stare qui»: raccolta firme contro il prete accusato di pedofilia

    Gli abitanti di Fabbriche di Casabasciana hanno iniziato una raccolta firme per allontanare don Paolo, accusato di aver abusato di una bimba di dieci anni

    In paese hanno già iniziato a raccogliere firme. «Quel prete accusato di pedofilia non può stare qui con noi. Lo rinchiudano in una struttura della curia in attesa che sia giudicato dalla magistratura», dicono a Fabbriche di Casabasciana, una frazione di Bagni di Lucca dove Paolo Glaentzer, il parroco settantenne di Calenzano accusato di aver abusato di una bambina di 10 anni, sta scontando gli arresti domiciliari in una casa pare di proprietà del fratello. La decisione è stata presa non solo perché l’appartamento si trova a cinque minuti a piedi dalla scuola d’infanzia, ma perché quell’uomo accusato di essere un orco sta provocando inquietudine. E non solo a Fabbriche, ma anche in tutto il compresorio di Bagni di Lucca. Le firme, una volta raccolte, saranno consegnate al vescovo di Lucca e al sindaco di Bagni di Lucca e non si escludono anche manifestazioni di protesta.

    Durate l’interrogatorio di garanzia don Paolo, rampollo di una nobile famiglia altoatesina e figlio di un funzionario dello Ior, si è giustificato dando alla piccola la colpa di aver preso l’iniziativa e di pensare che la bambina avesse almeno 14-15 anni, ma ha ammesso di aver avuto diversi incontri con la piccola. Sul fronte delle indagini, la procura di Prato sta cercando di capire se la famiglia della bambina si fosse accorta delle attenzioni morbose del parroco e in caso affermativo perché non avesse presentato denuncia. Il padre e la madre, disabili costretti alla sedia a rotelle, da anni sono seguiti dai servizi sociali.

    Anche il primo dei figli della coppia, oggi maggiorenne, in passato fu abusato da un uomo ma i genitori risultarono estranei ai fatti. Di loro s’interessò anche il tribunale dei minori che decise di affidare i tre figli ai servizi sociali con custodia in una casa famiglia, ma la Corte d’Appello ribaltò la decisione facendo tornare i figli in famiglia e don Paolo si offrì di dare un aiuto alla bambina. A gennaio dello scorso anno la procura del tribunale dei minori aveva chiesto ancora una volta l’allontanamento dei figli minori ed erano in corso ulteriori accertamenti dei servizi sociali.

    https://www.corriere.it/cronache/18_luglio_30/non-puo-stare-qui-raccolta-firme-contro-prete-accusato-pedofilia-ff9d4374-93cd-11e8-827e-24bcbc32092b.shtml?refresh_ce-cp

  • Prete pedofilo, caso chiuso: ipotesi giudizio immediato

    Prete pedofilo, caso chiuso: ipotesi giudizio immediato

    Le dichiarazioni di don Paolo Glaentzer per la Procura sono più che sufficienti. Il parroco dice di aver dato 7.000 euro in dieci anni alla famiglia della bambina

    di Paolo Nencioni

    PRATO. Per la Procura il caso è praticamente chiuso. Si avvia a una rapida conclusione l’inchiesta su don Paolo Glaentzer, il parroco settantenne di San Rufignano a Sommaia (Calenzano) arrestato lunedì sera con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di una bambina che a settembre compirà 11 anni.

    Caso quasi chiuso, spiegano gli inquirenti, grazie alle dichiarazioni fatte dal sacerdote durante il primo interrogatorio davanti al sostituto procuratore Laura Canovai e ripetute poi davanti al gip Francesco Pallini nell’interrogatorio di garanzia. Tanto che forse non ci sarà nemmeno bisogno di sentire la bambina, che subito dopo essere stata scoperta da un paio di vicini di casa mentre era appartata col parroco nella sua auto era corsa a casa dai genitori. Dichiarazioni, quelle del parroco, che potrebbero essere sufficienti a convincere la Procura a chiedere il giudizio immediato, saltando l’udienza preliminare. In questo caso l’imputato avrebbe 15 giorni di tempo per chiedere un rito alternativo (patteggiamento o abbreviato).

    Oltre al passaggio sull’età della bambina di cui abbiamo scritto ieri (“pensavo avesse qualche anno in più, 14 o 15”, ma non si capisce come possa dirlo, visto che ammette di conoscere la famiglia da una decina di anni), don Paolo ha detto anche di avere elargito al padre della bambina, nell’arco di circa dieci anni, donazioni per circa 7.000 euro. Una circostanza che fa riflettere e innesca altri interrogativi. A che titolo il sacerdote ha versato questi soldi? «In ragione delle difficoltà economiche e di salute dei genitori» della bambina, scrive il gip nell’ordinanza in cui ha disposto gli arresti domiciliari a Bagni di Lucca. Certo è che si tratta di una cifra non indifferente. Durante l’interrogatorio al sacerdote è stato chiesto se per caso la bambina fosse stata a lui “offerta” e su questo ha negato decisamente.

    Le testimonianze su un presunto via vai sospetto intorno alla casa dove la bambina vive coi genitori e tre fratelli vengono prese con estrema cautela dalla Procura di Prato, nel senso che al momento sono solo voci di paese che non hanno trovato riscontro negli accertamenti. Chi ha avuto modo di avvicinare don Paolo in queste turbolente giornate ha ricavato l’impressione che il sacerdote sembri non rendersi pienamente conto di quello che è capitato e delle accuse che gli vengono mosse. Confida nella provvidenza divina e si affida a Gesù, convinto che la tempesta prima o poi passerà. Parla di uno “scambio di affetto” con la bambina («ma era lei che prendeva l’iniziativa») e, conversando con un cronista del Corriere fiorentino mentre è in corso il trasloco da Calenzano a Bagni di Lucca, del «demonio che gli ha fatto lo sgambetto».

    L’altro fronte della vicenda riguarda la sorte di tre dei quattro figli della coppia di Calenzano (il fratello più grande è maggiorenne). Da gennaio è in corso un’istruttoria al Tribunale dei minorenni di Firenze per allontanarli dalla famiglia (com’era già successo nel 2013) e in questi giorni, anche dopo quello che è accaduto, la questione sarà decisa definitivamente.

  • Caso don Glaentzer, un sacerdote su Fb: “I genitori diffidano dei preti, hanno ragione”

    Caso don Glaentzer, un sacerdote su Fb: “I genitori diffidano dei preti, hanno ragione”

    Lucca, duro video su Facebook di don Nando Ottaviani, parroco di Coreglia Antelminelli

    Lucca, 29 luglio 2018 – “Don Paolo Glaentzer doveva andare in carcere”. E’ durissimo il commento di don Nando Ottaviani, parroco di Coreglia Antelminelli, sulla vicenda del religioso sorpreso in auto con una bambina nell’hinterland fiorentino. Una vicenda che non finisce di far discutere e che diventa anche “lucchese”, visto che don Glaentzer è ai domiciliari a Fabbriche di Casabasciana, in provincia di Lucca.

    «Un atto da condannare, l’infanzia non si tocca. La curia di Firenze ha sospeso don Paolo Glaentzer, ma io mi auguro, da cittadino e da sacerdote, che possa essere ridotto subito allo stato laicale. Chi sbaglia paga. E mi auguro anche che lo mettano in carcere, perché è un porco che ha abusato di una bambina innocente e pura. Caro don Paolo, devi prenderti le tue responsabilità», dice don Nando in un video su Facebook già molto visto.

    «Non voglio fare di tutta un’erba un fascio – sottolinea don Nando Ottaviani – ma purtroppo ci sono tante mele marce nell’ambiente ecclesiastico. Caro don Paolo, tu dovevi andare in galera! Dovevi dire sì ho peccato, mandatemi in galera. Invece gli hanno dato i domiciliari, così si ravvede… Ma quando si ravvede? Qui sta crescendo la diffidenza da parte della gente anche contro i sacerdoti. Le famiglie hanno paura a mandare i loro figli al catechismo. Hanno ragione, se i modelli di sacerdote sono quelli di sesso, potere e soldi».

    https://www.facebook.com/nando.ottaviani/videos/10212611421385439/?t=8

  • Il parroco sorpreso in auto con una bambina di 10 anni fa parte della Diocesi Sabina-Poggio Mirteto, ora è agli arresti per violenza sessuale aggravata

    Il parroco sorpreso in auto con una bambina di 10 anni fa parte della Diocesi Sabina-Poggio Mirteto, ora è agli arresti per violenza sessuale aggravata

    RIETI – Paolo Glaentzer di 70 anni, nato a Roma, ex monaco benedettino diventato nel 2003 amministratore di una parrocchia del vicariato di Sesto-Calenzano, sorpreso nel comune toscano nei giorni scorsi in auto con una bambina di soli 10 anni ed arrestato per abusi sessuali e pedofilia, è un sacerdote della diocesi Sabina-Poggio Mirteto, da cui formalmente dipende e dove ha preso i voti nel 1989. Diocesi dove negli anni 2000 ci fu un altro scandalo di natura sessuale.

    Nell’interrogatorio con il magistrato, il prete ha ammesso candidamente che quella non era la prima volta. Che tra lui e quella bimba c’è una «relazione affettiva» e che l’iniziativa non l’aveva presa lui. Ha assicurato anche che non ci sono mai stati rapporti completi, ma questo lo accerterà l’indagine. Dall’Arcidiocesi di Firenze, dove don Glaentzer è approdato nel 2003 in prestito dal Lazio, è già arrivata una prima condanna: sospensione immediata.

    Arrivato alla pensione (nel giugno scorso, ma gli è stata data una proroga di un mese, avrebbe dovuto officiare l’ultima messa a settembre), si stava preparando a un altro trasloco a Bagni di Lucca, dove ha comprato una casa e aveva cominciato a portare le valigie.

    E’ stato un passante a scoprirli vicino ad un supermercato di Calenzano. «La piccola aveva la maglietta tirata sù e le mutandine giù», ha raccontato un testimone. Il sacerdote ha rischiato il linciaggio ed è stato salvato dai carabinieri. Ora il prete è agli arresti domiciliari per violenza sessuale aggravata.

    https://www.ilmessaggero.it/rieti/rieti_parroco_violenza_sesso_poggio_mirteto_diocesi-3881106.html

  • Calenzano, il prete non va in carcere: «Pensavo avesse 15 anni…» La bimba fu già tolta ai genitori Il caso del fratello maggiore

    Calenzano, il prete non va in carcere: «Pensavo avesse 15 anni…» La bimba fu già tolta ai genitori Il caso del fratello maggiore

    di Antonella Mollica, Jacopo Storni

    Il gip del Tribunale di Prato ha respinto la richiesta di arresto avanzata dalla Procura per don Paolo Glaentzer, il sacerdote accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di una bambina di 11 anni. L’uomo, dunque, resta agli arresti domiciliari nella canonica di Sommaia, a Calenzano in provincia di Firenze. Il prete, lunedì sera, è stato sorpreso in auto con la bambina in una zona appartata del paese.

    «Ignoravo l’età, pensavo che avesse qualche anno in più, tipo 14, 15 anni». Così il sacerdote durante l’interrogatorio del 24 luglio davanti al pm. Il prete ha confessato anche di aver avuto incontri analoghi con la bimba «almeno altre tre volte», specificando poi che era sempre stata la piccola a prendere l’iniziativa. Il prete avrebbe potuto ancora abusare di lei, se non fosse stato sorpreso da due vicini di casa e poi bloccato dai carabinieri. Lo afferma il gip di Prato Francesco Pallini, nell’ordinanza che dispone per il 70enne la misura della custodia cautelare ai domiciliari nella sua abitazione in una frazione di Bagni di Lucca (Lucca). Per il gip nei fatti confessati si dimostra «un pervicace radicamento dell’indagato in siffatte devianti e illecite modalità di condotta».

    La circostanza secondo la quale il prete avrebbe ignorato l’età della bambina sarebbe smentita, secondo il gip, dal fatto che ha dichiarato di conoscere la famiglia da molti anni, da quando la bambina era poco più che una neonata. «Ho conosciuto questa famiglia circa dieci anni fa» avrebbe detto, «andavo una volta al mese a cena a casa loro». L’uomo ha anche affermato di aver aiutato la famiglia, gravata da problematiche sia economiche che sociali – tanto che i figli erano stati affidati ai servizi sociali -, e di aver donato loro circa settemila euro nell’arco di una decina di anni.

    Una vicenda che apre scenari inquietanti. A gennaio la procura per i minori aveva chiesto l’allontanamento dalla famiglia della bambina abusata da don Paolo. Allontanamento per lei e per gli altri due fratelli più grandi. Ma la decisione del tribunale non è arrivata. O perlomeno non è arrivata in tempo per salvarla da quel sacerdote «amico» che andava a cena a casa sua e che spesso la sera la portava in giro in auto per poi abusare di lei.

    Dall’inchiesta sul prete pedofilo arrestato lunedì sera emerge uno scenario tutt’altro che rassicurante. La famiglia della bambina era seguita fin dal 2008 dai servizi sociali di Calenzano che con cadenza quasi mensile scrivevano al tribunale per i minori per raccontare delle difficili condizioni in cui versava la famiglia. Nel 2013 un decreto del tribunale per i minori mette nero su bianco l’incapacità genitoriale della coppia e così i bambini vengono mandati in una struttura.

    Le proteste del padre di fronte a quella decisione — sosteneva di essere vittima della cattiveria dei vicini di casa che amavano parlare male di lui — avevano portato all’epoca l’assessore alla sanità Enrico Panzi a prendere una posizione pubblica per spiegare che «i bambini risiedono in una comunità protetta a spese del Comune dove vengono permesse le visite dei genitori in condizioni di controllo e tutela». Si tratta di «una misura delicata e dolorosamente necessaria» — aveva sottolineato l’assessore — le ragioni dell’intervento «non le posso spiegare ma sono basate su fatti circostanziati, oggettivi e periziati. I genitori non hanno collaborato e non escludo che possano fare un po’ di teatro raccontando fischi per fiaschi: a titolo di cronaca posso affermare che nelle motivazioni del tribunale non ci sono problemi economici di alcun tipo, nè dicerie di vicini». Aveva poi proseguito il suo intervento dicendo che tre minori in struttura costano 70 mila euro l’anno: «Non potremmo sopportare quest’onere economico se i nostri servizi non fossero più che sicuri che questa è l’unica strada possibile nell’interesse dei minori».

    Contro quella decisione del tribunale per i minori la famiglia presenterà ricorso. E nel procedimento verrà allegata anche una lettera in cui don Paolo assicura il suo sostegno a quella famiglia. Nel maggio 2016 la Corte d’Appello decide il rientro dei bambini in famiglia, confermando l’affidamento ai servizi sociali. Dopo diverse segnalazioni degli assistenti sociali la Procura per i minori di Firenze lo scorso gennaio chiede un nuovo allontanamento per i bambini. Il fascicolo viene affidato al pm Filippo Focardi. Nelle relazioni degli assistenti sociali si spiega che il padre è scarsamente collaborativo, che ha comportamenti incongrui, che è aggressivo, bugiardo e che la madre non è in grado di tutelare i figli. Nell’aprile scorso il tribunale per i minori fa un’ordinanza provvisoria dando mandato di approfondimento ai servizi sociali.

    Il resto è la cronaca degli ultimi giorni. La bambina che viene trovata da un vicino di casa appartata in auto con il prete amico di famiglia, don Paolo che non prova neppure a negare e viene arrestato per poi confessare davanti al pm di aver abusato altre volte della bambina.I vicini di casa, che con la famiglia in questione non hanno mai avuto rapporti facili raccontano di una famiglia «particolare». Di un padre aggressivo che urla spesso ai figli. Aggressivo al punto da aver aggredito una volta, in passato, anche la propria madre. Sui contorni della vicenda sta cercando adesso di fare luce l’inchiesta della pm Laura Canovai. A lei spetta il compito più difficile: quello di chiarire se vi siano responsabilità per quanto accaduto, se ci siano state omissioni o leggerezze da parte di qualcuno nel valutare la situazione familiare e soprattutto se quella violenza su una bambina di undici anni si poteva evitare.

    https://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/18_luglio_27/calenzano-bimbi-tolti-genitori-lettera-don-paolo-farli-tornare-casa-5c3e4f1c-916f-11e8-80c1-f30581bf3cff.shtml

  • Prete beccato con bimba, la rabbia del papà: “Era uno di famiglia…”

    Prete beccato con bimba, la rabbia del papà: “Era uno di famiglia…”

    I genitori della bambina vittima delle molestie del prete di Calenzano (Firenze), sono sotto choc.

    Urlano di rabbia e invocano giustizia. Il papà e la mamma non possono credere che quel sacerdote che conoscono da vent’anni potesse mai abusare della loro figlia di 10 anni:“Non potevamo mai immaginare una cosa del genere, proprio lui che è un prete e amico di famiglia: vergogna, vergogna…”.

    Un nucleo familiare che era già in difficoltà, per i problemi economici e la disabilità al 100% del padre, ora deve affrontare anche questo dramma.

    “Ci sentiamo in colpa” dice proprio il padre della piccola, come scrive il Corriere Fiorentino. Il papà e la mamma, insomma, si sentono in difetto (eufemismo) per non aver capito prima che quell’uomo di chiesa – che ogni mese gli donava cento e passa euro – aveva messo gli occhi con malizia sulla fanciulla. “Aveva la passione per i motori e nostra figlia si divertiva a fare un giro sulla nuova macchina. Ricordo ancora il giorno dell’acquisto, abbiamo festeggiato con un pranzo” racconta ancora il genitore disperato.

    “Conosciamo il prete da 20 anni”

    Che continua: “Credevamo di avere un amico, un confidente, un punto di riferimento spirituale, ma ha tradito la nostra fiducia. Lo conosciamo da vent’anni, da quando arrivò a Calenzano. Me lo presentarono alcuni amici, mi dicevano di andare da lui perché era una brava persona, che magari avrebbe fatto il miracolo per la mia malattia. Ha visto nascere e crescere i nostri figli, spesso veniva a cena a casa nostra, ci aiutava anche nelle faccende domestiche”.

    Il suo racconto prosegue tra le lacrime: “La nostra vita è piuttosto complicata, per questo per noi il prete era una benedizione. Ci aiutava a portare la spesa a casa, festeggiava con noi i compleanni, veniva a casa a portaci la comunione e in casa celebrava la messa usando il tavolo come altare. Parlavamo del più e del meno, guardavamo insieme la televisione, io gli raccontavo della mia passione per la pesca, lui mi diceva che era un hobby noioso, a volte aiutava i miei figli nei compiti”.

    Il prete scoperto dal vicino

    Poi, la tragica scoperta. Grazie all’intervento di un vicino, che insospettitosi per le troppe visite del parroco, e per averlo visto infrattarsi in macchina con la bimba, è andato a cercarlo, trovandolo chiuso in macchina con la giovanissima svestita: “I vicini sono venuti a chiamarmi dicendo che il prete stava abusando di mia figlia. Non ci credevo, poi ho sentito le urla delle persone e ho avuto un attacco di cuore. Adesso come potrà vivere mia figlia? Mia figlia si vergogna, non vuole farsi vedere e non vuole farsi toccare da nessuno. Spero solo di non incontrarlo perché non so come potrei reagire”.

    Il don, al momento, è in stato di arresto e accusato di violenza sessuale aggravata su minori.

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/prete-beccato-bimba-rabbia-pap-era-famiglia-1558210.html?mobile_detect=false