Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Toscana

  • Pedofilia, la confessione del prete arrestato a Calenzano „Prete arrestato confessa, l’assessore Saccardi: “Terribile, sosterremo la famiglia”

    Pedofilia, la confessione del prete arrestato a Calenzano „Prete arrestato confessa, l’assessore Saccardi: “Terribile, sosterremo la famiglia”

    Il prete arrestato lunedì sera, con l’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di una bambina di 10 anni, durante gli interrogatori in caserma avrebbe confessato ai carabinieri che l’incontro in auto con la piccola non sarebbe stato l’unico.

    Era lei a prendere l’iniziativa”, avrebbe aggiunto don Paolo Glantzer. Parole e giustificazioni incredibili, considerando che si tratta di una bambina così piccola, che hanno lasciato increduli anche gli inquirenti.

    Il religioso, 70 anni, è agli arresti domiciliari. La diocesi di Firenze lo ha sospeso. Oggi sono arrivate anche le parole dell’assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi.

    “Interverremo a sostegno delle persone più fragili, come in questo caso, di un minore e della sua famiglia. E’ una notizia allucinante, terribile. Naturalmente ora dobbiamo tenere il massimo riserbo e rispetto per le indagini in corso, ma se i fatti fossero confermati – ha detto questa mattina l’assessore a margine di un incontro stampa -, sarebbero davvero sconvolgenti“.

    http://www.firenzetoday.it/cronaca/pedofilia-prete-arrestato-calenzano-confessione.html

  • Sospeso il sacerdote sorpreso in auto con una bimba di 10 anni

    Sospeso il sacerdote sorpreso in auto con una bimba di 10 anni

    Firenze  – L’Arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori ha sospeso cautelativamente, dall’esercizio del ministero pastorale il sacerdote che  lunedì è stato sorpreso in auto con una bimba di dieci anni in un’area di sosta dietro a un supermercato e arrestato dai carabinieri dopo l’intervento di un residente della zona. La sequenza dell’arresto è stata movimentata, alcune persone sono rimaste leggermente ferite. Per la bambina, seguita da tempo dai servizi sociali, è stato disposto un sostegno psicologico.

    Il sacerdote don Paolo Glaentzer, 70 anni, è ospite della diocesi e non fa parte del clero fiorentino e svolge la funzione di amministratore parrocchiale nella parrocchia di San Rufignano a Sommaia (Calenzano). Accusato di violenza sessuale aggravata, l’arrestato avrebbe confessato durante l’interrogatorio al procuratore capo di Prato Giuseppe Nicolosi che non sarebbe stata la prima volta a compiere simili atti di pedofilia. L’uomo avrebbe detto che altre volte si era incontrato con quella bambina.

    Nel confermare piena fiducia nell’operato degli inquirenti e della magistratura, l’arcivescovo ha precisato che alla diocesi di Firenze non erano mai arrivate informazioni o segnali che potessero lasciare intuire condotte deplorevoli né tanto meno comportamenti penalmente rilevanti; altrimenti la diocesi avrebbe immediatamente agito.

    “I fatti, così come contestati, già di per sé gravissimi,? qualora fossero confermati dalle indagini per le quali ci si affida agli inquirenti, sono resi ancora più intollerabili e sconvolgenti in quanto attribuiti ad un sacerdote e sono causa di profondo dolore per le vittime e ferita aperta per l’intera comunità”, ha dichiarato in una nota della diocesi.

    Nel deprecare ripugnanti comportamenti, la diocesi ribadisce il dovere della ricerca della verità, l’attenzione e la cura per le vittime, l’impegno ad evitare ogni possibilità di reiterazione dei reati, la salvaguardia delle comunità, la fiducia nel clero, la certezza che il Signore non abbandona la sua Chiesa.

    http://www.stamptoscana.it/articolo/toscana-cronaca/sospeso-il-sacerdote-sorpreso-in-auto-con-una-bimba-di-10-anni

  • Calenzano, arrestato prete di 70 anni: “Sorpreso semi nudo in auto con bimba”. Lui si difende: “Ha preso lei l’iniziativa”

    Calenzano, arrestato prete di 70 anni: “Sorpreso semi nudo in auto con bimba”. Lui si difende: “Ha preso lei l’iniziativa”

    Un prete 70enne è stato sorpreso da un passante mentre si trovava appartato in auto, semi nudo, con una bambina di 10 anni nel parcheggio di un supermercato. Alcuni residenti della zona, subito avvertiti dell’accaduto, hanno tentato di aggredire il sacerdote, che è stato salvato dall’intervento di una pattuglia dei carabinieri. È successo a Calenzano, in provincia di Firenze, nella tarda serata di lunedì. Don Paolo Glaentzer, di origini altoatesine, si trova ora in stato di fermo, agli arresti domiciliaricon l’accusa di violenza aggravata su minore. Da quanto è emerso, durante l’interrogatorio il sacerdote avrebbe confessato al procuratore capo di prato, Giuseppe Nicolosi, di essersi appartato più di una volta con la bimba, che era seguita dagli assistenti sociali. Non solo, ha dichiarato anche di intendere il suo rapporto con la bambina come una relazione affettiva, e che sarebbe stata sempre lei a prendere l’iniziativa.

    “Ho visto un prete uscire dalla casa dei vicini, dopo un po’ non l’ho visto tornare e ho pensato di andare a controllare. Ho notato la bambina in macchina con lui e con il mio babbo siamo intervenuti” racconta l’uomo che ha sorpreso il sacerdote a Repubblica. “La piccola aveva i pantaloni e la maglietta tirati giù e noi – aggiunge – abbiamo bloccato il prete“. Il sacerdote non avrebbe detto alcunché né cercato di scappare: “Ha guardato verso l’infinito – ha spiegato – e ha pianto senza cambiare espressione”, mentre la bambina “ha avuto un attacco di isteria e spavento” ma “abbiamo cercato di tranquillizzarla creando una situazione per fargli affrontare quei terribili momenti”.

    Gli episodi, più di uno, sarebbero avvenuti sempre nella sua auto, durante il tragitto tra la parrocchia e la casa della bambina, sua parrocchiana, a cui lui avrebbe dato assistenza vista la situazione disagiata della famiglia. Per lei è stato disposto un sostegno psicologico. I carabinieri di Signa con il coordinamento della Procura sono al lavoro anche per accertare se altre giovani vittime siano state molestate o abusate dal parroco. Il sacerdote avrebbe dovuto lasciare la parrocchia il prossimo settembre e, secondo quanto appreso, non apparterrebbe al clero fiorentino, ma sarebbe stato “incardinato” in un’altra diocesi.

    Il sacerdote è stato sospeso”cautelativamente”, dall’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, “dall’esercizio del ministero pastorale”. “Alla diocesi di Firenze non erano mai arrivate informazioni o segnali che potessero lasciare intuire condotte deplorevoli né tanto meno comportamenti penalmente rilevanti – spiega una nota della curia dove si ricorda che don Paolo Glaentzer è ospite della diocesi e non fa parte del clero fiorentino – altrimenti la diocesi avrebbe immediatamente agito”.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/07/25/calenzano-arrestato-prete-di-70-anni-sorpreso-da-un-passante-in-auto-con-bimba-non-era-la-prima-volta/4515671/

  • L’uomo che ha sorpreso il presunto prete pedofilo: “La bimba aveva i pantaloni abbassati”

    L’uomo che ha sorpreso il presunto prete pedofilo: “La bimba aveva i pantaloni abbassati”

    Si chiama Simone, è un operatore sanitario ed è lui l’uomo che ha scoperto un parroco di Calenzano, in provincia di Firenze, intento ad abusare di una bambina: “Ho visto un prete uscire dalla casa dei vicini, dopo un po’ non l’ho visto tornare e ho pensato di andare a controllare. Ho notato la bambina in macchina con lui e con il mio babbo siamo intervenuti”. Il sacerdote è accusato di violenza sessuale aggravata, violenza che sarebbe stata praticata in un’automobile a una bimba di 10 anni. “La piccola aveva i pantaloni e la maglietta tirati giù e noi – racconta – abbiamo bloccato il prete”. L’uomo ha le voci di uno scontro con il religioso, “nonostante tutti i vicini lo volessero linciare”. Il sacerdote non avrebbe detto nulla, né avrebbe cercato di fuggire. “Ha guardato verso l’infinito – aggiunge Simone – e ha pianto senza cambiare espressione”. La bambina “ha avuto un attacco di isteria e spavento” ma “abbiamo cercato di tranquillizzarla creando una situazione per fargli affrontare quei terribili momenti”.

    Don Paolo G., questo il nome del sacerdote, è stato posto agli arresti domiciliari: i fatti a lui addebitati risalgono a lunedì scorso, intorno alle 10 e 30 di sera, in un parcheggio dietro a un supermercato di Calenzano, tra Prato e Firenze. A notare la scena è stato per l’appunto un residente della zona che ha poi subito dato l’allarme.

    Per la giovanissima vittima, da tempo seguita dai servizi sociali, è stato disposto un sostegno psicologico. La Procura di Prato, che coordina l’inchiesta, si è attivata dopo la denuncia sporta da alcuni conoscenti della famiglia della bambina. Sulla vicenda, gli investigatori stanno mantenendo il massimo riserbo. Nei prossimi giorni la presunta vittima sarà ascoltata dai magistrati con l’aiuto di una psicologa. La bimba sarà anche sottoposta alle visite ginecologiche.

    https://www.fanpage.it/luomo-che-ha-sorpreso-il-presunto-prete-pedofilo-la-bimba-aveva-i-pantaloni-abbassati/

  • Prete settantenne molesta una bambina in auto. «Era lei a prendere l’iniziativa»

    Prete settantenne molesta una bambina in auto. «Era lei a prendere l’iniziativa»

    Un prete settantenne appartato in auto, in atteggiamenti intimi, con una bambina di 10 anni, una sua parrocchiana che i genitori, come altre volte, gli avevano affidato. Sorpreso da una persona, l’uomo, don Paolo Glaentzer, ha rischiato il linciaggio da parte dei residenti della zona che lo hanno scoperto. A salvarlo è stato solo l’intervento di una pattuglia di carabinieri che passava in zona. È accaduto lunedì scorso, intorno alle 22.30, in un comune della provincia di Firenze, al confine col territorio di Prato, in un’area di sosta dietro a un supermercato.

    Per lui è scattato l’arresto in flagranza per violenza sessuale su minore. L’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, lo ha sospeso ‘cautelativamentè dall’esercizio del ministero pastorale. La scena è stata vista, secondo quanto appreso, da un uomo che è intervenuto aprendo la portiera, afferrando la bimba e portandola fuori dall’auto. Poi ha iniziato a gridare chiamando i vicini. Ne è nato un parapiglia, interrotto dai militari. Sul posto anche i sanitari del 118, per soccorrere la bambina e alcune persone rimaste ferite. Interrogato, il sacerdote avrebbe ammesso tutto, confessando anche di aver avuto più di un incontro con la bimba. «Era lei a prendere l’iniziativa», avrebbe detto agli investigatori e al procuratore capo di Prato, Giuseppe Nicolosi, che coordina le indagini.

    Avrebbe anche dichiarato di intendere il loro rapporto come una relazione affettiva. Anche gli altri episodi sarebbero avvenuti sempre nella sua auto, durante il tragitto tra la parrocchia e la casa della piccola, a cui lui avrebbe dato assistenza vista la situazione disagiata della famiglia. Paolo Glaentzer, nato a Roma, è incardinato in una diocesi del Lazio ed è ospite di quella fiorentina. Come precisato dalla curia del capoluogo toscano, «non fa parte del clero fiorentino». In una nota la curia, esprimendo piena fiducia negli inquirenti e vicinanza alla piccola e alla sua famiglia, ha precisato che in passato «non erano mai arrivate informazioni o segnali che potessero lasciare intuire condotte deplorevoli né tanto meno comportamenti penalmente rilevanti».

    I fatti contestati, «se confermati», sono definiti dalla curia fiorentina «intollerabili e sconvolgenti». Domani mattina don Paolo Glaentzer, difeso dagli avvocati Valeria Fontana e Filippo Bellagamba, comparirà davanti al gip del tribunale di Prato Francesco Pallini per l’interrogatorio di convalida dell’arresto.

    Paolo Glaentzer

    https://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/prete_violenza_sessuale_bimba_auto_25_luglio_2018-3876699.html

  • CALENZANO, PRETE IN AUTO CON BIMBA RISCHIA LINCIAGGIO/ Ultime notizie, si difende: “i giornali esagerano”

    CALENZANO, PRETE IN AUTO CON BIMBA RISCHIA LINCIAGGIO/ Ultime notizie, si difende: “i giornali esagerano”

    Secondo il Corriere della Sera, edizione Firenze, il prete accusato di aver abusato di una piccola bimba di 10 anni avrebbe risposto così appena contattato dai colleghi dell’edizione locale: «abusi? I giornali esagerano, ma non voglio parlare adesso di questo». Intanto però, la Procura di Prato ha iniziato ad indagare dopo l’arresto ai domiciliari del sacerdote ormai in pensione: la piccola avrebbe appunto 10 anni ma su di lei ci sono molti aloni di mistero ancora. Non si sa da dove venga, se abbia famiglia e cosa ci faceva, ovviamente, alle 22.30 di un lunedì sera vicino ad un supermercato in compagnia di un prete anziano. Di certo, la posizione del sacerdote sentito dai giudici verrà ben verificata e andrà valutata al meglio prima di giungere a “facili giudici” che in queste ore, come normale che sia trattandosi di un caso così delicato, si stanno diffondendo non solo a Calenzano.

    PRETE IN AUTO CON UNA BIMBA

    «La sta molestando»: questo deve essere stato il grido di un residente di Calenzano (Firenze) quando si è accorto che dietro al supermercato Conad un prete anziano si sarebbe appartato con una bambina all’interno di un’auto. Insospettito dalla situazione avrebbe poi aperto lo sportello di colpo e fatto uscire la piccola bimba: il tutto dopo aver avvisato alcuni vicini e altri clienti del negozio, accorsi per vedere cosa stava succedendo. Il triste quadro è avvenuto lunedì scorso, attorno alle 22.30 nel paese vicino a Firenze: al momento non si hanno conferme sull’effettivo “consumo” del rapporto o dell’abuso, ma evidentemente il caso ha avuto subito clamore e questa mattina è stato raccontato da La Nazione, ripreso poi anche dall’Ansa. Il sacerdote coinvolto nel presunto scandalo ha 70 anni, è originario dell’Alto Adige e si chiama Don P.G.: da tempo parroco alla Chiesa di San Ruffignano a Sommaia, sarebbe anzi andato in pensione a settembre secondo quanto raccolto dai colleghi de La Nazione. Il prete al momento è in stato di fermo in attesa che ulteriori testimonianze e prove effettive vengano portate alla luce ai magistrati che hanno iniziato ad indagare sul caso ancora molto misterioso.

    LE ACCUSE

    Il sacerdote altoatesino è accusato di molestie e violenza aggravata su minore: per questo motivo sarebbe al momento agli arresti domiciliari in attesa che i carabinieri e la Procura di Firenze annuncino provvedimenti ulteriori in merito. Dopo aver fatto uscire la bimba dall’auto, il residente assieme ad altri vicini ha iniziato una colluttazione con il prete 70enne e nel giro di pochi secondi si è rischiato il completo linciaggio del prete di Calenzano. Tutto sarebbe stato fermato da una pattuglia dei carabinieri giunta quasi subito sul luogo: «Nella zona del Conad sono poi state chiamate anche tre ambulanze, per assistere la bambina e soccorrere le varie persone che si erano ferite, anche se in modo lieve, nel corso della colluttazione», riportano i colleghi de La Nazione. La bimba ora è seguita dai servizi sociali e sostenuta da aiuti psicologici anche se ovviamente bisognerà capire cosa sia realmente successo e da dove venga la bimba, se ha famiglia e altre informazioni di primissima necessità: quello che è certo, purtroppo, è che per il sacerdote giustificare la sua presenza a quell’ora di notte da solo con la piccola non sarà per nulla facile e servirà una spiegazione adeguata che lo possa scagionare dalla gravissima accusa di pedofilia.

    Paolo Glaentzer

  • Calenzano, prete sorpreso in auto con una bambina: rischia il linciaggio

    Calenzano, prete sorpreso in auto con una bambina: rischia il linciaggio

    E’ stato un passante a scoprirli in macchina, nel parcheggio di un supermercato lunedì a tarda sera a Calenzano, paese alla periferia di Firenze. Si è avvicinato alla macchina, insospettito dalla presenza di una bambina, e ha visto il prete seminudo. Il tempo di cacciare un grido e intorno all’auto si è radunato un gruppetto di residenti inferociti: solo l’intervento dei carabinieri ha evitato il linciaggio.
    Il prete, 70 anni, è parroco di una chiesa che si trova nel Comune di Calenzano. L’uomo è stato sottoposto a fermo con l’accusa di violenza sessuale aggravata: durante l’interrogatorio ha confessato, spiegando anche che non si trattava della prima volta che si appartava con la bambina. Dieci anni, la piccola era già da tempo seguita dagli assistenti sociali. Vista l’età avanzata del sacerdotre, la Procura ha scelto per lui la misura degli arresti domiciliari.

    Indagini a tappeto sono ora in corso da parte dei carabinieri per chiarire se altri giovani vittime siano finite nella rete del parroco. Secondo le prime ricostruzioni, tutto è accaduto lunedì scorso poco prima delle 23. Il passante ha notato la macchina ferma in una zona isolata, e quando ha visto le sagome di un adulto e di una bambina ha deciso di controllare. Pochi istanti sono bastati per confermare il peggiore dei sospetti. L’uomo a quel punto ha dato l’allarme ai vicini, ha trascinato fuori dall’auto il religioso e chiamato i carabinieri. La tensione è andata alle stelle: oltre ai militari della compagnia di Signa sul posto sono intervenute anche 3 ambulanze. Poi le manette strette ai polsi, l’interrogatorio e le prime sconcertanti ammissioni. Le indagini, coordinate dalla procura di Prato guidata da Giuseppe Nicolosi, proseguono ora nel massimo riserbo per approfondire un caso che ha sconvolto la comunità di fedeli della zona e non solo.

    Paolo Glaentzer

    http://firenze.repubblica.it/cronaca/2018/07/25/news/calenzano_prete_sorpreso_in_auto_con_una_bambina_rischia_il_linciaggio-202610447/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P9-S1.8-T1

  • Forteto, la comunità degli abusi e le amicizie a sinistra: tra i pellegrinaggi dei candidati e le relazioni eccellenti

    Forteto, la comunità degli abusi e le amicizie a sinistra: tra i pellegrinaggi dei candidati e le relazioni eccellenti

    La struttura in provincia di Firenze accoglieva ragazzi in affidamento dal tribunale dei minori ed era guidata dal “Profeta” Rodolfo Fiesoli (condannato a oltre 15 anni di pena). Da qui sono passati numerosi dirigenti del centrosinistra. Ma era con sindaci e dirigenti locali, hanno dimostrato le commissioni d’inchiesta, che Fiesoli e i suoi assistenti sono riusciti a intessere rapporti

    L’immagine della comunità del Forteto alla fine è stata oscurata da una condanna esemplare: i 15 anni e 10 mesi che la Cassazione, nel dicembre 2017, ha inflitto a Rodolfo Fiesoli,che si faceva chiamare il Profeta e che è stato ritenuto responsabile degli abusi psicologici e sessuali avvenuti nella struttura nei confronti di minori e disabili dati loro in affidamento dal tribunale dei minori. Ma per anni la comunità, tra Vicchio e Dicomano, è stata un fiore all’occhiello della sinistra, un’esperienza economica e sociale all’avanguardia.

    Basti il fatto che sul Forteto il consiglio regionale toscano ha dovuto dedicare addirittura due commissioni di inchiesta per capire quali e quanti fossero i rapporti della comunità con la politica. La prima ha lavorato dal 2012 al 2013 per verificare le numerose storie di abusi. “Uscì fuori un vaso di Pandora”, ricorda il presidente della commissione Stefano Mugnai, Forza Italia. Prima di iniziare il lavoro, il presidente del consiglio regionale Alberto Monaci (ex Dc e poi Pd) gli raccomandò prudenza e cautela. La commissione andava infatti a toccare i fili di un’inchiesta scottante e il rischio di bruciarsi e di non portare a termine con efficacia i lavori poteva essere alto. Dal 2015 al 2016 è entrata in azione invece la seconda commissione, stavolta presieduta dal democratico Paolo Bambagioni per capire quali connessioni politiche abbiano consentito uno scandalo come quello del Forteto.

    Chi ad esempio si candidava nel Mugello veniva portato dai dirigenti locali del centrosinistra a visitare il Forteto. Come ad esempio l’ex pm Antonio Di Pietro e l’ex senatrice Vittoria Franco. Ma non solo loro. Dal Forteto sono passati, tra gli altri, anche Piero Fassino, Rosi Bindi, Susanna Camusso e  Livia Turco. Sindaci e dirigenti locali del centrosinistra invitavano i big per mostrare loro il Forteto e i suoi prodotti agricoli. Nella relazione conclusiva della seconda commissione si parla di “turisti per caso”: politici che venivano portati a visitare “un’esperienza comunitaria e cooperativistica di valore”, ma senza conoscerla o avere legami.

    Tuttavia la lunga processione di politici, dirigenti regionali e sindacalisti della sinistra al Forteto, che si trova tra Vicchio e Dicomano, in provincia di Firenze, rende l’idea della capacità gelatinosa di Fiesoli e dei suoi compari nello stabilire relazionieccellenti. “Politica e Forteto hanno interagito lungo due binari distinti – si legge nella relazione della commissioneconsiliare -: un primo, più superficiale, che vede protagonistipolitici nazionali e qualcuno di livello regionale come i vertici della Regione; un secondo più profondo e articolato che riguarda quanti hanno esercitato ruoli politici e nelle istituzioni a livello locale, comunale o metropolitano”.

    Esemplare l’audizione di Di Pietro che racconta come nel 1997, quando era candidato nel Mugello per l’Ulivo, fu il comitato elettorale locale a pianificargli l’incontro con Fiesoli e sodali. Di Pietro in seguito scriverà la prefazione al libro di Lucio Caselli, Il Forteto. Storie e realtà raccontate dal medico di famiglia, edito proprio dal Forteto. E grazie ai buoni uffici dell’allora senatrice Vittoria Franco i responsabili del Forteto ottennero di presentare nella sala Spadolini di Palazzo Madama un proprio libro, Una scuola per l’integrazione.

    Ma non solo la politica è stato il terreno di accreditamento della banda di Fiesoli. Anche il mondo sindacale, soprattutto di sinistra, e persino il mondo cattolico. Molti i personaggi contattati dal Fiesoli che coltivava rapporti ossequiosi con una certa sinistra cattolica. Così sfruttando i rapporti con nomi altisonanti, il Forteto ha potuto mettere in scena, dentro le sue stanze e le sue mura, gli abusi più osceni. In nome di Dio(cattolicissimi Fiesoli e i suoi amici) e contro Dio.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/07/21/forteto-la-comunita-degli-abusi-e-le-amicizie-sinistra-tra-pellegrinaggi-dei-candidati-e-le-relazioni-eccellenti/4483507/

  • Forteto, Fiesoli scarcerato dopo soli sette mesi: era stato condannato per violenze sui minori

    Forteto, Fiesoli scarcerato dopo soli sette mesi: era stato condannato per violenze sui minori

    Rodolfo Fiesoli torna libero. Il fondatore della comunità per minori maltrattati Il Forteto di Vicchio (Firenze), al centro di varie inchieste per maltrattamenti e violenza sessuale, è stato scarcerato a seguito di una decisione della Cassazione del 5 luglio scorso, dopo un ricorso presentato dal suo difensore, l’avvocato Lorenzo Zilletti. Fiesoli era stato condannato a 15 anni e 10 mesi ma la Cassazione aveva stabilito che dovesse scontare un residuo di pena 14 anni, 8 mesi e 17 giorni. Il 23 dicembre scorso venne accompagnato dai carabinieri nel carcere di Sollicciano.

    Fiesoli, 77 anni, è stato scarcerato perché la sentenza della Cassazione del 22 dicembre 2017, che pure lo condannava a scontare la pena residua, non è da considerarsi definitiva: ci sono annullamenti di alcune parti che fanno di Fiesoli ancora un imputato e non un condannato ‘per sempre’, quindi può aspettare ‘fuorì i futuri giudizi.

    La decisione è del 5 luglio ed è stata presa dalla prima sezione su un ricorso fatto dai difensori, gli avvocati Oliviero Mazza e Lorenzo Zilletti. Ricorso discusso e respinto in corte di appello a gennaio, quindi, quasi dimenticato dall’opinione pubblica, portato davanti alla Suprema Corte che, tre giorni fa, appunto, ha deciso. «Dal tenore della decisione, di cui non sono ora note le motivazioni – affermano i difensori – è facilmente arguibile come sia stata accolta in pieno la tesi della difesa circa l’impossibilità di eseguire una pena che non abbia i caratteri di certezza e irrevocabilità.

    Va ricordato, infatti, che la vicenda processuale di Fiesoli non è ancora conclusa perché dovrà celebrarsi un giudizio di rinvio a seguito di alcuni annullamenti pronunciati dalla Corte Suprema il 22 dicembre 2017». Annullamenti con rinvio che riguardano un caso di violenza sessuale su un giovane (è da stabilire se fu violenza semplice o ‘di gruppò) e altri per l’inadeguatezza della motivazione dei giudice della corte di appello riguardo alla determinazione della pena in continuazione di reato su tutte le accuse diverse dalla pena base. La procura generale ha notificato la revoca della carcerazione a Fiesoli il 6 luglio.

    Ora il ‘gurù, che dagli adepti si faceva chiamare ‘profetà, – e che da sei mesi e mezzo (23 dicembre 2017) era nel carcere di Sollicciano, a Firenze -, si trova in una località segreta. Al Forteto non è più tornato dal 2011, quando venne arrestato era in una casa a Pelago (Firenze). Non emergono commenti dalla procura di Firenze, mentre per il deputato Stefano Mugnai (Fi), che da consigliere regionale aveva guidato la commissione di inchiesta dell’Assemblea toscana, «fa male sapere che sia stato scarcerato». Per l’onorevole Giovanni Donzelli (FdI), anche lui impegnato a denunciare la vicenda quando era in Regione, osserva che solo per le vittime di questa storia vale il «fine pena mai» e annuncia che lavorerà per istituire una commissione parlamentare.

    https://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/forteto_fiesoli_scarcerato_violenze_minori_comunita-3844344.html

  • Morto don Gino più volte indagato dal Vaticano

    Morto don Gino più volte indagato dal Vaticano

    GAMBASSI. Se ne è andato all’età di 86 anni dopo una lunga malattia don Gino Burresi, sacerdote con grande seguito di fedeli ma anche sconfessato dalla Conferenza episcopale italiana e che in passato aveva ricevuto denunce per abusi. Originario di Gambassi, da alcuni anni si era ritirato a vita privata a Tuscania, in provincia di Viterbo. Ma sarà tumulato vicino alla sua casa di nascita in località Casanova, lungo la via Francigena, come richiesto dall’ordine religioso al quale padre Gino faceva riferimento, e che aveva fondato, i Servi del cuore immacolato di Maria.Padre Burresi era nato il 6 luglio 1932 e aveva fatto parte fino al 1992 degli Oblati della Vergine Maria, un ordine fondato nel 1816 dal sacerdote Bruno Lanteri.

    Devotissimo alle rivelazioni di Fatima, divenne prete a 51 anni nel 1983, ma già prima si era guadagnato una grande fama come mistico e direttore spirituale. Come asserivano i suoi seguaci, aveva le stimmate, le visioni ed emanava profumo di rose. La sua popolarità somigliava a quella di padre Pio. Da lui accorrevano centinaia di persone in cerca di conforto: alti prelati, politici, ambasciatori e artisti. Il suo quartier generale era vicino Tivoli, a San Vittorino, dove venne costruito un santuario mariano edificato con le offerte raccolte tra i devoti.

    Nel maggio del 1988, in seguito a un’inchiesta avviata dopo alcune denunce per abusi presentata da giovani seminaristi, venne trasferito in Austria. Quando rientrò in Italia, scelse la sua terra, la

    parrocchia di Montignoso, in Valdelsa, a due passi da Gambassi e da Castelfalfi. E qui ristrutturò completamente il santuario di San Frediano che divenne metà di centinaia e centinaia di fedeli ogni settimana.Poi in seguito ad un’altra inchiesta del vaticano dovette ritirarsi a vita privata.