Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Toscana

  • Pisa, sacerdote sospeso per pedofilia: in arrivo altre denunce. Terremoto nelle parrocchie

    Pisa, sacerdote sospeso per pedofilia: in arrivo altre denunce. Terremoto nelle parrocchie

    Il caso del sacerdote pisano che oltre vent’anni fa avrebbe molestato due bambini rischia di allargarsi. Perché dopo la denuncia dei due fratelli, ormai adulti, che hanno fatto partire il processo canonico che ha portato alla sospensione del religioso, ora altre possibili vittime potrebbero essere sul punto di farsi avanti. Come anticipato da Vincenzo Brunelli per il network Toscana in Diretta, un adulto avrebbe contattato un sacerdote della Diocesi di Pisa per rivelargli di aver subito, quando era minorenne, abusi dallo stesso prete, oggi 73enne.

    Il giovane starebbe valutando il da farsi: si tratterebbe di una situazione simile a quella vissuta dai due fratelli, avvenuta in questo caso poco più di 10 anni fa, quando era bambino. Non solo, a Pisa ci sarebbero stati alcuni incontri, organizzati da un gruppo di ex parrocchiani del religioso sospeso, nel quale i partecipanti, tutti accomunati da presunti abusi subiti, si sarebbero sfogati a vicenda e starebbero valutando le prossime mosse. Una scelta complicata.

    Nel caso dei due fratelli, che sarebbero stati molestati quando avevano 13 e 9 anni, il processo canonico partito lo scorso aprile sarebbe arrivato ad ottenere la confessione del religioso, come sembra emergere anche dalle parole dello stesso vescovo di Pisa, monsignor Giovanni Paolo Benotto, che nell’accoglierne le dimissioni ha scritto una nota nella quale esprime «profondo dolore e vergogna per quanto è stato denunciato», ma aggiunge anche: «Chiedo perdono a chi ne è stato vittima», con il verbo all’indicativo, senza condizionale.

    Ma alla Procura di Pisa, che potrebbe aprire un fascicolo d’ufficio, quindi anche senza denuncia, al momento non sarebbe arrivata alcuna notizia di reato. Una situazione che pesa, tanto più che il 73enne da poco era stato nominato monsignore e rappresentava — fino alla recente sospensione — una figura di spicco della Chiesa pisana, tanto da esserne diventato uno dei vicari episcopali. Mentre ora è costretto a disattivare il numero di cellulare per non farsi trovare. Una situazione che pesa anche tra i fedeli, come spiega Alessandra, una mamma spaventata: «Mio figlio ha da poco fatto la comunione con lui. Trovo aberrante che non sia stato sospeso dagli incarichi appena sotto processo». Davanti alla parrocchia del sacerdote, in cui lui è apparso l’ultima volta tre giorni fa, ieri pomeriggio c’era una festa con genitori e bambini. Lì, un babbo ammette con amarezza: «Ci vorrà tempo per metabolizzare questa storia».

    I due fratelli potrebbero intentare causa civile — la prescrizione in questo caso, a differenza del penale, parte dal momento della presa di coscienza della molestia subita, che può avvenire anche molti anni dopo — per chiedere un risarcimento al sacerdote, ma in solido anche alla Diocesi. Per gli altri eventuali possibili abusati, c’è da capire se i fatti raccontati siano effettivamente avvenuti, se il religioso sia eventualmente pronto ad ammetterli, c’è da stabilire quando sarebbero avvenuti e anche in quale luogo (difficile chiamare in causa la Diocesi nel caso in cui un abuso avvenga fuori dai suoi edifici e dalle attività religiose). Ma nel gruppo degli ex parrocchiani, ci sarebbe anche qualche caso che, se vero, sarebbe recente, avvenuto negli ultimi dieci anni, quindi non prescritto. luigi gabbriellini

    https://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/22_settembre_17/pisa-sacerdote-sospeso-pedofilia-arrivo-altre-denunce-terremoto-parrocchie-ddb46c04-36aa-11ed-aaed-f82cfad8a3dd.shtml

  • Avvicinati e stuprati all’oratorio a 9 e 13 anni, dopo 20 anni sono riusciti a raccontare

    Avvicinati e stuprati all’oratorio a 9 e 13 anni, dopo 20 anni sono riusciti a raccontare

    Adescati oltre 20 anni fa in un oratorio di una parrocchia del Pisano, solo l’anno scorso sono riusciti a sfogarsi ed affrontare il tragico evento e a trovare il coraggio di denunciare il loro aguzzino e pedofilo. Le due vittime, due fratelli, che all’epoca avevano tra i 9 e i 13 anni, e che sarebbero stati violentati da un prete dell’Arcidiocesi di Pisa, che ora è stato sospeso dall’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto in attesa della conclusione dell’iter del processo canonico che poi passerà a Roma in Vaticano, non hanno inteso rilasciare dichiarazioni al momento. Per il presule adesso è probabile l’espulsione dalla Chiesa, come indicato espressamente da papa Francesco per tutti i preti condannati per pedofilia (qui la notizia).

    Uno dei ragazzi oggi uomini, vive in Italia mentre l’altro vive all’estero. Forse i loro legali gli hanno consigliato il silenzio temporaneo proprio in attesa delle evoluzioni e della prossima causa civile per chiedere il risarcimento dei danni subiti che è quasi pronta per essere iscritta a ruolo. Anche il padre dei due fratelli non ha voluto dire niente se non sottolineare il profondo dolore per la vicenda. Le accuse dei due fratelli sono passate già al vaglio del tribunale canonico di Pisa e l’Arcivescovo si è già espresso in un comunicato ufficiale sulla torbida vicenda che abbiamo pubblicato in anteprima. Parole serie, trasparenti e di grande afflato per le vittime. Proprio l’anno scorso il prete accusato di pedofilia e violenza sessuale sui due minori era stato nominato monsignore, e i due fratelli avevano deciso che era arrivato il momento di parlare e di dire tutto.

    Una terza vittima, intanto si sarebbe già fatta avanti. Ma se ne saprà di più solo nelle prossime settimane dopo gli accertamenti preliminari dovuti e che la giustizia vaticana non tarderà a espletare con serietà come accaduto per le prime due vittime. Nel frattempo c’è un’intera comunità scossa da questa vicenda che vede coinvolto un religioso e bambini per uno dei reati più riprovevoli e deleteri che si possano commettere.

    Penalmente il reato, commesso prima del 2014, è andato in prescrizione, ma le loro dichiarazioni all’Arcidiocesi pisana hanno trovato ascolto e riscontro, tanto da indurre la sospensione da tutte le mansioni e le dimissioni del monsignore accusato di reati così gravi. Il prelato è ospite a casa di un parente in attesa delle decisioni definitive del Vaticano e in attesa anche di rispondere a livello civile per il risarcimento dei danni.
    Nulla potrà mai veramente riparare a un danno del genere ma la Chiesa sta facendo tutto quello che è possibile fare al momento. L’obiettivo è che il prete non possa più nuocere a nessuno, e anche per dare coraggio ad altre eventuali vittime di venire allo scoperto.

    La rete l’abuso
    L’associazione più importante a livello italiano ed europeo che si occupa di pedofilia e di tutela e aiuto alle vittime è senza dubbio “La rete l’abuso” che può essere contattata facilmente navigando sul sito web ufficiale all’indirizzo https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webp. Esperti e legali che supportano chiunque sia finito nella “fauci” di un pedofilo e che aggiornano costantemente il più importante database del settore in Italia. Anche in questa vicenda pisana sono stati e saranno in prima linea. Una delle due vittime, come abbiamo già scritto, è venuta allo scoperto sulla sua pagina Facebook per accelerare il più possibile l’iter poi avviato, in tempi assolutamente ragionevoli, dall’Arcidiocesi di Pisa. Come sempre in casi del genere purtroppo le vittime sono così traumatizzate che solo dopo anni riescono a tirar fuori tutto. Ecco perché le tante battaglie per annullare la prescrizione per i reati a sfondo sessuale sui minori.

    Anche per i due fratelli pisani ora più che trentenni ci sono voluti circa 20 anni per riuscire a denunciare le violenze sessuali subite di cui accusano il monsignore ora sospeso e costretto alle dimissioni dalle prove emerse dal terribile racconto dei due germani di Pisa. “La rete l’abuso”, a proposito di prescrizione scrive sul proprio sito internet: “Prescrizione penale. Come spiegavamo poco sopra, la prescrizione penale, fino al 2014 è di 10 anni, dopo il 2014 di 20 e parte, nel primo caso, dalla data in cui il reato si è consumato, nel secondo invece, dal compimento del 18° anno di età della vittima. Purtroppo spesso la vittima impiega molto tempo nel maturare il trauma e, frequentemente, ci si ritrova prescritti sotto il punto di vista del rito penale, ma c’è ancora la possibilità del rito civile. Prescrizione civile. A differenza di quella penale, la prescrizione civile ha un tempo di intervento decisamente minore, soli 5 anni. Tuttavia la maturazione della prescrizione civile ha tempi differenti e non inizia a maturare dall’anno in cui il reato è stato commesso o dal 18esimo anno di età, ma parte dal momento in cui la vittima acquisisce consapevolezza del danno subito”.

    “Qui torna utile il consiglio dato in precedenza, quello di non rivolgersi all’autorità ecclesiastica perché uno dei parametri che dimostra la consapevolezza della vittima, è proprio quello della formale denuncia e della successiva richiesta di risarcimento del danno. Se vi rivolgete all’autorità ecclesiastica, di persona o ancor peggio scrivendo, fornite loro la prova di aver acquisito la consapevolezza del crimine subito, prova che la chiesa utilizzerà, non solo per far estinguere la vostra prescrizione, ma la porterà all’attenzione del giudice nel procedimento civile e se i 5 anni dalla data di quella comunicazioni (verbale o scritta) sono passati, il giudice archivierà immediatamente la richiesta di risarcimento in sede civile, a quel punto non avrete più alcuna speranza di ottenere giustizia o di essere risarciti”.  luigi gabbriellini

    https://www.ilcuoioindiretta.it/cronaca/2022/09/16/avvicinati-e-stuprati-alloratorio-a-9-e-13-anni-dopo-20-anni-sono-riusciti-a-raccontare/127223/

  • Pisa, si dimette prete accusato di pedofilia. L’arcivescovo: “Dolore e vergogna”

    Pisa, si dimette prete accusato di pedofilia. L’arcivescovo: “Dolore e vergogna”

    Pisa, 16 settembre 2022 – Una nota scritta  “con profondo dolore e vergogna”  dall’arcivescovo di Pisa, Giovanni Paolo Benotto, annuncia le dimissioni (accollte) di un prete, “parroco di S. Maria Madre della Chiesa e di Santa Marta in Pisa”, denunciato per pedofilia. Una nota diffusa “allo scopo di fare verità e giustizia in ordine a una denuncia per abuso/molestie sessuali a minori”.

    I fatti in questione va specificato si riferiscono a una ventina di anni fa in un’altra parrocchia.. Le vittime, che all’epoca avevano 10 anni, hanno deciso di denunciare nello scorso aprile dopo un lungo percorso psicologico.

    “In attesa che il processo canonico, iniziato alla fine del mese di aprile 2022 – scrive Benotto – appena è stata ricevuta la denuncia, giunga alla sua conclusione, mentre a nome mio e della Chiesa pisana che rappresento, chiedo perdono a chi ne è stato vittima e a quanti ne soffrono per lo scandalo che oscura il volto della Chiesa, domando a tutti di pregare il Signore perché non venga meno la fede in chi è stato offeso e perché si rinnovi in tutti un autentico cammino di conversione.

    La nota si chiude rivolgendosi al prete dimissionario: “comunico altresì che al presbitero in questione sono state sospese le facoltà inerenti al suo ministero fino al termine del processo canonico in corso”.

    La nota; Arcivescovo luigi gabbriellini

  • Prete accusato di pedofilia, avrebbe violentato due bambini quando avevano 10 anni. L’arcivescovo lo sospende

    Prete accusato di pedofilia, avrebbe violentato due bambini quando avevano 10 anni. L’arcivescovo lo sospende

    Un prete della arcidiocesi di Pisa, di 74 anni è accusato di aver violentato parecchi anni fa, due fratelli che all’epoca dei fatti avevano intorno ai 10 anni. Il prelato parroco dal 1974, oggi monsignore nel mese di aprile scorso è finito davanti agli organi di giustizia della Chiesa, dopo che i due fratelli oggi adulti, si sono rivolti alla Diocesi pisana che ha messo in moto il procedimento canonico previsto per questi casi. Il tribunale avrebbe appurato la veridicità della gravissime accuse. Da stamattina, 16 settembre, il monsignore accusato di pedofilia e violenza sessuale dovrà lasciare le parrocchie e attendere in casa di un familiare gli esiti del processo canonico.

    L’arcivescovo lo ha anche sospeso da tutte le sue mansioni. Nei prossimi giorni, al termine del processo canonico, l’incartamento finirà in Vaticano che potrebbe decidere per l’espulsione dalla Chiesa, come indicato da Papa Francesco che ha espressamente richiesto ai vescovi italiani di avviare l’iter previsto per la riduzione allo stato laicale per i preti condannati per pedofilia, a prescindere se nei processi canonici o nei tribunali ordinari italiani, procedimenti che viaggiano parallelamente e che non si influenzano a vicenda. L’arcidiocesi pisana e l’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto si sono mossi con grande serietà rigore e rapidità ma purtroppo per i due fratelli la giustizia penale italiana non potrà fare nulla perché per questi reati commessi prima del 2014 la prescrizione è decennale. Dopo il 2014 la prescrizione è raddoppiata. E c’è già un progetto di legge per abolire la prescrizioni per i reati a sfondo sessuale su minori.

    Resta la possibilità per le due vittime di chiedere in sede civile i danni, perché i termini della prescrizione, nel processo civile, partono in tempi differenti da quelli penali. Al momento negli uffici della Curia a Pisa risulterebbero solo queste due denunce a carico del monsignore e non è dato sapere se esistano o meno altre vittime che ancora non sono venute allo scoperto o che hanno denunciato solo alle autorità giudiziarie italiane eventuali episodi di abusi o violenze sessuali. Si potrà capirlo solo col passare del tempo.

    Stando ai fatti già emersi, invece, i due fratelli avrebbero subito vere e proprie violenze a sfondo sessuale quando erano solo due bambini. Le parole del Papa in merito a questi episodi che da decenni affligge anche la Chiesa e che tanto male ha provocato a minori in tutto il mondo sono chiarissime. “Un prete non può continuare a essere prete se è un molestatore. Non può. Perché sia malato o un criminale, non lo so. Il sacerdote esiste per dirigere gli uomini a Dio e non per distruggere gli uomini in nome di Dio. Tolleranza zero. E deve continuare ad essere così”.

    Il prelato pisano accusato di pedofilia ha chiuso ieri (15 settembre) il suo account Facebook dove una delle due vittime lo aveva taggato in un post che aveva deciso di pubblicare, venendo allo scoperto e segnalando che anche il sito web ufficiale www.retelabuso.org aveva inserito nella lista dei preti accusati di pedofilia anche il suo nome con tanto di foto. Il monsignore accusato di questi gravissimi reati era: membro del Consiglio pastorale diocesano, vicario episcopale per la Città, Parroco della chiesa di Santa Maria Madre della chiesa e di Santa Marta, amministratore parrocchiale della Chiesa di San Matteo Apostolo e Evangelista, Canonico soprannumerario della Cattedrale di Pisa. Luigi Gabbriellini

    https://www.ilcuoioindiretta.it/cronaca/2022/09/16/prete-accusato-di-pedofilia-avrebbe-violentato-due-bambini-quando-avevano-10-anni-larcivescovo-lo-sospende/127172/

  • Sacerdote e collaboratore a processo Sono accusati di abusi su minore

    Sacerdote e collaboratore a processo Sono accusati di abusi su minore

    Il giudice delle udienze preliminari del tribunale di Prato, Marco Malerba, ha rinviato a giudizio don Giglio Gilioli, 76 anni ed un suo collaboratore laico di 39 anni, Lucio Fossanova, con l’accusa di violenza sessuale asu minore, oggi trentenne. I fatti si sarebbero consumati fra il 2008 e il 2012. I due imputati sono i assistiti dagli avvocati Cristina Menichetti e Carlotta Taiti. Giunge ad una seconda svolta la faccenda dei presunti abusi sessuali emersi dai racconti di un ragazzo pratese e che si sarebbero consumati nella comunità religiosa de “I discepoli dell’Annunciazione”, fondata dallo stesso don Giglio e soppressa dal Vaticano per il perdurare di una serie di inadempienze. A disporre dello scioglimento dell’associazione è stata nel 2019 la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata.

    Il gup ha fissato la data dell’inizio del processo, che prenderà il via il 3 ottobre prossimo con alla sbarra degli imputati il fondatore don Giglio Gilioli ed il suo collaboratore.

    Nel dicembre scorso il gip Francesca Scarlatti aveva archiviato dieci posizioni di altrettanti religiosi appartenenti ai Discepoli dell’Annunciazione. Il gip aveva accolto la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura per dieci componenti della congregazione finita nella bufera dell’inchiesta del 2020 di presunte violenze su minori.

    L’inchiesta era partita a seguito dei racconti di un ragazzo pratese che aveva denunciato di aver subito abusi mentre frequenteva la comunità fondata da don Giglio Gilioli. Sui fatti denunciati – emersi durante sedute psicanalitiche condotte con la tecnica Emdr – la Procura non è riuscita a trovare riscontri, neppure interrogando altri ragazzi che avevano frequentato la comunità religiosa in quello stesso periodo.

    L’accusatore dei religiosi, che oggi ha 23 anni, è stato sottoposto a perizia psichiatrica su richiesta della stessa Procura, risultando inattendibile. Il gip aveva deciso per l’archiviazione del reato di violenze su minori. In quella occasione sono decadute le accuse anche per don Gilioli, accusato di violenze sessuali di gruppo, ma solo per questo primo filone dell’inchiesta.

    Il fondatore dei Discepoli dell’Annunciazione, comunità che aveva sedi non solo a Prato, ma anche a Lucca e ad Aulla, è rimasto indagato insieme a Fossanova nell’altro ramo dell’inchiesta, che si è sviluppato prendendo le mosse dai racconti del fratello maggiore del primo denunciante.

    In quest’ultimo caso la Procura ha ritenuto attendibile la testimonianza facendo la richiesta di rinvio a giudizio per i due indagati, che devono rispondere dell’accusa di violenza sessuale aggravata su minore.

    https://www.lanazione.it/prato/cronaca/sacerdote-e-collaboratore-a-processo-sono-accusati-di-abusi-su-minore-1.7665171/amp

  • Religiosi accusati di abusi sessuali, slitta la decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio

    Religiosi accusati di abusi sessuali, slitta la decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio

    Don Giglio Gilioli, 74 anni, fondatore della comunità ‘I discepoli dell’Annunciazione”, soppressa dal Vaticano per irregolarità, e un suo ex collaboratore di 38 anni, tornato da tempo a vita laica, entrambi accusati di abusi sessuali su minore, dovranno aspettare ancora prima di conoscere il loro destino.

    La discussione sulla richiesta di rinvio a giudizio presentata dalla procura, infatti, è slittata di nuovo. Il giudice delle udienze preliminari del tribunale di Prato, Francesco Pallini, ha rinviato tutto al 6 ottobre dopo avere però accolto la richiesta della difesa – avvocati Carlotta Taiti e Cristina Menichetti – di non ammettere come parte civile ‘Rete l’abuso’ (“associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero”) perché formalmente costituita dopo i fatti contestati ai religiosi seppure – hanno ribattuto i legali del sodalizio – “espressione di continuità con l’associazione ‘La casa della legalità’ che già esisteva”.

    Don Giglio Gilioli e il suo ex collaboratore sono finiti sotto inchiesta lo scorso anno dopo che due fratelli pratesi, entrambi affidati alla comunità dalla loro famiglia, avevano raccontato di aver subito abusi sessuali. In base ai racconti, i sostituti Laura Canovai e Valentini Cosci, avevano iscritto sul registro delle notizie di reato una dozzina tra religiosi, ex religiosi e laici.

    L’inchiesta, nel corso dei mesi, ha mostrato segni di cedimento nelle dichiarazioni di uno dei fratelli e così la lista degli indagati si è sgonfiata tanto che solo per don Giglio e per il suo ex collaboratore è stato chiesto il rinvio a giudizio, mentre per gli altri si va verso l’archiviazione.

    Hanno invece tenuto i racconti dell’altro fratello, costituito parte civile insieme ai genitori. Racconti che sono stati oggetto di incidente probatorio: il giovane, in quella sede, parlò di carezze e toccamenti con don Giglio Gilioli e di atti sessuali con l’altro imputato.

    La difesa dei due religiosi ha chiesto al giudice di integrare gli atti messi a disposizione dalla procura, sottolineando la mancanza di duplicazione, cioè di tutto ciò che riguarda l’altro fratello e che invece potrebbe avere importanza ai fini della discussione sulla richiesta di rinvio a giudizio. L’istanza non è stata accolta.
    La comunità religiosa, fondata con lo scopo di accogliere giovani con la vocazione sacerdotale, aveva diverse sedi: la principale a Prato, in via Bologna, e le altre in Garfagnana e in Lunigiana. Nel 2013 la Diocesi di Prato promosse una verifica sulla comunità; lo stesso fece, qualche anno più tardi, la Santa Sede che accertò la scarsa presenza di adesioni e altre irregolarità che sfociarono nella soppressione dell’associazione pubblica di fedeli, cosi come era stata riconosciuta sotto il profilo del Diritto canonico”.

    Religiosi accusati di abusi sessuali, slitta la decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio

  • Abusi su una bambina, ex Sacerdote condannato ma non andrà in prigione.

    Abusi su una bambina, ex Sacerdote condannato ma non andrà in prigione.

    Ex Sacerdote condannato ma non andrà in prigione.

    Succede in Toscana dove nel luglio 2018 Don Paolo Glaentzer fu sorpreso ad abusare di una bambina di 10 anni. Allora era parroco della chiesa di San Rufignano e Sommaia a Calenzano (FI).

    Nelle ultime ore è arrivata la sentenza della Corte di Cassazione: 2 anni, 2 mesi e 20 giorni di reclusione. Quasi la metà degli oltre 4 anni sentenziati in primo grado.

    L’ex sacerdote quindi non vedrà mai una cella perchè ha passato il periodo di svolgimento del processo agli arresti domiciliari a Bagni di Lucca. Pertanto, seppur espulso dalla Chiesa da Papa Francesco e condannato dal tribunale, adesso è un uomo libero.

  • Prete pedofilo, resta la condanna dimezzata

    Prete pedofilo, resta la condanna dimezzata

    I giudici della Cassazione confermano i due anni e due mesi decisi in appello per Paolo Glaentzer. Papa Francesco lo dimise dal clero

    La Cassazione ha confermato ieri sera la condanna a due anni, due mesi e 20 giorni di reclusione nei confronti di Paolo Glaentzer, 73 anni, ex parroco di San Rufignano a Sommaia (Calenzano), accusato di aver abusato di una bambina di dieci anni. I giudici della Corte Suprema hanno accolto la sentenza emessa nel giugno di un anno fa dalla Corte di Appello di Firenze che, a sorpresa, aveva dimezzato la già esigua pena del primo grado, quattro anni e quattro mesi in rito abbreviato.

    Il pm Laura Canovai aveva chiesto una pena di poco più severa, cinque anni tenendo conto della buona condotta processuale. La Cassazione ha messo la parola fine su un caso che, all’epoca, fece molto scalpore e discutere. Il sacerdote fu ridotto allo stato laicale dopo la condanna di primo grado da Papa Francesco. Era il 24 luglio 2018 quando Glaentzer venne trovato appartato in auto insieme a una ragazzina di 10 anni. L’atteggiamento era inequivocabile: la bimba aveva la maglietta alzata e l’uomo i pantaloni abbassati. I due erano fermi in un parcheggio sotto casa della bambina a Calenzano.

    Ad accorgersi di quello che stava accadendo fu un vicino, insospettito quando vide l’anziano entrare in auto con la piccola. Fu lui ad aprire la portiera della macchina e a lanciare l’allarme. Glaentzer venne arrestato dai carabinieri e messo ai domiciliari. Il suo atteggiamento fu fin da subito collaborativo tanto che, interrogato dal pm Laura Canovai, confessò che non era la prima volta che si intratteneva con la ragazzina. La bimba faceva parte di una famiglia che lui seguiva e che aveva aiutato economicamente ogni tanto.

    “Credevo fosse più grande, che avesse 14 anni”, fu una delle scuse usate dall’ex prete per giustificarsi di fronte agli inquirenti. Glaentezer fu messo ai domiciliari nella sua casa a Bagni di Lucca dove è rimasto tutti questi anni e adesso ha già finito di scontare la pena. Durante il procedimento a carico dell’ex parroco, l’uomo ha sempre tenuto un atteggiamento collaborativo tanto che le attenuanti generiche sono state sempre ritenute prevalenti sulle aggravanti. Circostanza che gli ha permesso di ottenere una pena così esigua rispetto alla gravità delle contestazioni mosse.

    La sentenza di Appello, che ha dimezzato la pena, è arrivata però come un fulmine a ciel sereno. I giudici di Appello motivarono così la clamorosa riduzione di pena: “Le attenuanti generiche possono essere ritenute prevalenti. Merita di essere valorizzato il fatto che l’imputato ha reso ampia confessione, anche di episodi precedenti sconosciuti agli investigatori; si è dichiarato consapevole della gravità delle sue azioni. E almeno apparentemente ha preso le distanze da esse. Ha sempre rispettato con scrupolo la misura cautelare degli arresti domiciliari, di non breve durata. Ed è incensurato”.

    Dopo il fatto la bambina venne tolta ai genitori e affidata a una struttura protetta. I genitori furono esclusi dal risarcimento in primo grado. Anche questa decisione venne ribaltata in Appello. I genitori, assistiti dagli avvocati Fabio Generini e Francesco Stefani, vennero riconosciuti come parti offese e ammesse al risarcimento da stabilirsi in sede civile con una provvisionale immediata di 2500 euro. Alla bambina, assistita dall’avvocato Olivia Nati, fu riconosciuta una provvisionale di 50mila euro. “La decisione della Cassazione ha messo un punto finale sull’accertamento della penale responsabilità dell’imputato – hanno detto gli avvocati Generini e Stefani – per i gravissimi fatti commessi nei confronti della minore. Resta anche confermata la condanna al risarcimento danni in favore dei genitori che già l’Appello aveva riconosciuto”.

    Laura Natoli

  • Scandalo pedofilia nella comunità, due religiosi a processo

    Scandalo pedofilia nella comunità, due religiosi a processo

    Si dovrà attendere il 14 luglio prossimo per conoscere l’esito dell’udienza preliminare che vede al banco degli imputati due religiosi di Prato, Don Giglio Gilioli, presbitero della diocesi di Prato e responsabile della comunità i Discepoli dell’Annunciazione, e Lucio Fossanova, un seminarista della stessa comunità, chiamati a rispondere, secondo l’accusa, di violenze sessuali perpetrate nei confronti di un ragazzo appartenente alla stessa comunità religiosa, a partire dal 2008 e protrattesi fino al 2012.

    Il 21 aprile scorso si è svolta la prima fase del processo: di fronte al gup di Prato si è tenuta, infatti, l’udienza preliminare nel corso della quale hanno chiesto di costituirsi parte civile, oltre al ragazzo direttamente coinvolto, anche i genitori di questo e l’ente Rete l’Abuso Human Rights Connect, in qualità di soggetti danneggiati dal reato in contestazione.

    Questi ultimi tre  sono assistiti dall’avvocato Cristiano Baroni per l’ente e dagli avvocati Tommaso Buratti e Leonardo Francesconi, rispettivamente per la madre ed il padre del ragazzo, tutti e tre del foro di Lucca.

    Dopo le richieste di costituzione di parte civile, il gup, alla scorsa udienza, ha autorizzato quella della persona offesa e quelle avanzate dai legali Buratti e Francesconi in nome e per conto dei genitori, mentre, relativamente a quella dell’ente, molto più complessa, avanzata dall’avvocato Baroni, si è riservato e deciderà sul punto solo alla prossima udienza, nella quale si procederà anche alla discussione delle rispettive posizioni, comprese quelle delle difese degli imputati.

    “L’obiettivo – riferiscono i legali – è quello di sostenere e dare manforte alla pubblica accusa ed alla difesa della persona offesa affinché si possa far luce sulle posizioni degli imputati ed ottenere una risposta efficace e celere da parte della giustizia italiana”.

    L’Ente Rete l’Abuso Human Rights Connect è famoso in tutto il territorio nazionale per l’impegno profuso nella lotta ai fenomeni di pedofilia e violenza sessuale, specie di quelli perpetrati da religiosi nei confronti di giovani sottoposti alla loro formazione spirituale.

    Lo scandalo scoppiò a inizio 2020, quando la procura di Prato iniziò le indagini. La vittima dei presunti abusi fu ascoltata durante l’incidente probatorio l’estate scorsa e riferì di approcci e atti sessuali. La comunità religiosa è stata chiusa dal Vaticano.

    https://www.luccaindiretta.it/cronaca/2021/04/29/scandalo-pedofilia-nella-comunita-religiosa-3-avvocati-lucchesi-nel-processo-a-prato-per-la-parte-civile/233907/

  • Abusi nella comunità religiosa, aperta e subito rinviata l’udienza preliminare

    Abusi nella comunità religiosa, aperta e subito rinviata l’udienza preliminare

    Aperta e chiusa oggi, mercoledì 21 aprile, l’udienza preliminare per discutere la richiesta di rinvio a giudizio per i religiosi finiti sotto inchiesta lo scorso anno dopo la denuncia di abusi sessuali presentata da uno dei due fratelli, oggi trentenne ma minorenne all’epoca dei fatti collocati a partire dal 2008, che hanno raccontato ciò che avrebbero subito nella comunità a cui entrambi erano stati affidati dalla famiglia.

    Sul banco degli imputati due appartenenti alla comunità “I discepoli dell’Annunciazione”, soppressa dal Vaticano per irregolarità: il fondatore don Giglio Gilioli, 74 anni, e un suo ex collaboratore, 38 anni, tornato a vita laica. Il giudice delle udienze preliminari del tribunale di Prato, Francesco Pallini, ha formalizzato la costituzione di parte civile della presunta vittima e dei suoi genitori, e poi ha rinviato al 14 luglio per decidere se ammettere anche Rete l’Abuso, “associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero”.

    A determinare il rinvio è stato il fatto che questa associazione, che ha sede a Savona, risulta costituita successivamente ai fatti contestati ma sarebbe espressione de ‘La casa della legalità’ che invece già esisteva. Si tratta, dunque, di accertare i presupposti della continuità e, nel caso, valutare l’ammissione come parte civile.

    Un’inchiesta molto delicata quella dei sostituti Laura Canovai e Valentina Cosci che si è divisa in due filoni: quello arrivato davanti al tribunale oggi, e un altro con diversi indagati, anche loro ex Discepoli dell’Annunciazione, per i quali si profila la richiesta di archiviazione.

    La comunità religiosa aveva diverse sedi: la principale a Prato, in via Bologna, e le altre in Garfagnana e in Lunigiana. La scorsa estate, la vittima dei presunti abusi fu sentita in sede di incidente probatorio: il giovane parlò di approcci da parte di don Gilioli sfociati in toccamenti e di atti sessuali con l’altro imputato.

    http://www.notiziediprato.it/news/abusi-nella-comunita-religiosa-aperta-e-subito-rinviata-l-udienza-preliminare