Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Toscana

  • Prato, 12 religiosi indagati per abusi su minori

    Prato, 12 religiosi indagati per abusi su minori

    La Procura di Prato ha iscritto altri tre religiosi nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta su presunte violenze sessuali nei confronti di due fratelli, entrambi minorenni all’epoca dei fatti contestati, che si sarebbero consumate tra il 2008 e il 2016 fra le mura delle sedi di Prato e di Calomini (Lucca) dell’ex comunità religiosa “I Discepoli dell’Annunciazione”.

    Sale così a dodici il numero totale degli indagati, sacerdoti, frati e religiosi, fra i quali il fondatore della comunità, il 73enne don Giglio Gilioli. Le accuse contestate a vario titolo sono violenza sessuale su minori e violenza sessuale di gruppo. Da quanto si apprende, i tre nuovi indagati sono i religiosi ricercati dagli investigatori dopo che era stato letto il diario di uno dei due fratelli che sarebbero stati abusati.

    La comunità di ispirazione mariana, a cui i genitori affidavano i loro figli perché ricevessero un’educazione adeguata, è stata soppressa ufficialmente circa due mesi fa, con decreto emesso dalla Congregazione per gli Istituti di vita consacrata della Santa Sede, per una serie di problemi fra i quali “forti perplessità sullo stile di governo del fondatore e sulla sua idoneità nel ricoprire tale ruolo”, ma anche “limiti nel reclutamento e nella formazione dei membri” e “deficienze nell’esercizio dell’autorità”.

  • Il Papa dimette dal clero il prete pedofilo

    Il Papa dimette dal clero il prete pedofilo

    ROMA — Papa Francesco ha deciso: lascia la tonaca Paolo Glaentzer, sacerdote della diocesi suburbicaria di Sabina-Poggio Mirteto e amministratore della parrocchia di San Rufignano a Sommario, condannato nel marzo 2019 a quattro anni e quattro mesi di carcere dal tribunale fiorentino per gli abusi sessuali commessi su una bambina di undici anni (vedi qui sotto gli articoli collegati).

    Ad annunciare la decisione del Papa di imporre a Glaentzer “la dimissione dallo stato clericale” è stata la Congregazione per la Dottrina della Fede e la Diocesi di Firenze ha diffuso la notizia.

    https://www.toscanamedianews.it/roma-il-papa-dimette-il-parroco-pedofilo.htm

  • Forteto, bufera sulla Commissione: le vittime contro la Presidente

    Forteto, bufera sulla Commissione: le vittime contro la Presidente

    La Commissione d’inchiesta parlamentare sul caso Forteto parte col piede sbagliato. A criticare la scelta del Presidente, Angela Piarulli del Movimento 5 Stelle, è l’Associazione Vittime del Forteto con il suo Presidente Sergio Pietracito.

  • Forteto: commissione parlamentare finalmente al via

    Forteto: commissione parlamentare finalmente al via

    Organismo insediato, Piarulli (M5S) eletta presidente. Donzelli (FdI) perde al ballottaggio

    Dopo ben cinque rinvii si è finalmente insediata stamani la Commissione d’inchiesta parlamentare sul caso Forteto. Alla Presidenza, con 16 voti, è stata eletta Angela Anna Bruna Piarulli del Movimento 5 Stelle, votata dalla maggioranza, che ha prevalso sul deputato fiorentino di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, sostenuto da tutto il centrodestra, che ne ha ottenuti 12.

    Nell’ufficio di presidenza della commissione sono stati eletti due parlamentari toscani. I vicepresidenti sono infatti il senatore Manuel Vescovi (eletto in Toscana per Lega) e la deputato Lucia Ciampi (Pd). Segretari sono la senatrice Caterina Biti (fiorentina del Pd) e Fiammetta Modena (Forza Italia).

    La votazione è avvenuta dopo una lunga notte di trattative, dopo che ieri i presidenti delle camere, Fico e Casellati, si erano rifiutati di rinviare nuovamente la convocazione dell’organismo in seguito al mancato accordo fra Partito democratico e Movimento 5 Stelle sulla presidenza.

    Sulle presidenze delle commissioni (stamani si è votato anche quella sulle banche, che sarà presieduta da Carla Ruocco, anch’essa del Movimento 5 Stelle) si è consumato anche un piccolo strappo nella maggioranza: secondo quanto si è appreso, infatti, i parlamentari di Italia Viva non hanno partecipato al voto.

    https://www.firenzetoday.it/politica/forteto-commissione-inchiesta-parlamentare.html?fbclid=IwAR2edMLAhwm0MKYd9A1DQEVGYR1xXKO18XXXIh_lzW8tkvY0reOr0GdDpf4

  • Preti indagati, presto in Procura quaranta testimoni

    Preti indagati, presto in Procura quaranta testimoni

    Si tratta dei ragazzi che hanno frequentato “I Discepoli dell’Annunciazione” per capire se vi siano altri casi di presunti abusi

    PRATO. Intere pagine fitte di racconti. Non soltanto degli abusi sessuali che lui, il giovane uomo che li ha denunciati, avrebbe subito da ragazzino, quando si trovava all’interno dell’ex associazione di fedeli “I Discepoli dell’Annunciazione”. Ma anche di nomi. Di altri potenziali violentatori ancora da identificare (oltre ai nove religiosi già indagati dalla Procura di Prato, sarebbero almeno quattro), ma, al tempo stesso, di “compagni”. Ragazzini che, all’epoca dei fatti contestati (e stiamo parlando di episodi che risalirebbero agli anni compresi tra il 2008 e il 2016) frequentavano, anche loro, le tre sedi – a Prato, in Garfagnana e in Lunigiana – dell’ex associazione, poi sciolta dalla Santa Sede nel dicembre dello scorso anno. E pure in questa direzione andrà ora il lavoro della Procura per riuscire a individuare quegli ex ragazzini – ormai giovani uomini – che, in passato, hanno trascorso del tempo con don Giglio Maria Gilioli e gli altri religiosi che ruotavano intorno ai “Discepoli dell’Annunciazione”. Le indagini, insomma, proseguono ma, come precisa il procuratore di Prato, Giuseppe Nicolosi, «sono tanti, tantissimi, i testimoni da sentire».

  • Scandalo pedofilia, mistero sui diari delle vittime

    Scandalo pedofilia, mistero sui diari delle vittime

    Massa, 4 febbraio 2020 – Proseguono senza sosta gli interrogatori dei religiosi, membri dell’ex comunità i “Discepoli dell’Annunciazione” accusati di violenza sessuale su minori e violenza di gruppo. Il primo a essere sentito dai pm Laura Canovai e Valentina Cosci, è stato il fondatore dell’associazione (sciolta dal Vaticano a dicembre) don Giglio Gilioli, 73 anni, indagato principale nell’inchiesta della procura insieme ad altre otto persone, fra preti e non religiosi. A questi si potrebbero aggiungere altre quattro persone che, negli stessi anni in cui sarebbero avvenuti i presunti abusi, avrebbero frequentato la comunità di don Giglio. Ai nove indagati attuali si potrebbero aggiungere presto altri quattro nomi. Gli investigatori avrebbero trovato tracce in uno dei diari delle presunte vittime di altri nomi, uomini che avrebbero preso parte alle violenze di gruppo. Persone che al momento non sono state rintracciate ma che, se trovate, saranno incluse nell’elenco degli indagati. E’ proprio sui diari dei ragazzi che si stanno concentrando le attenzioni degli investigatori, oltre che sul confronto delle dichiarazioni dei sacerdoti e religiosi.

    Racconti che non avrebbero convinto del tutto gli inquirenti. I diari sono stati trovati dalla squadra mobile, diretta da Gianluca Aurilia, ad Aulla dove don Giglio e altri tre indagati si sono ritirati in seguito allo scioglimento della comunità. I quattro si sono trasferiti da Prato e si sono portati dietro i vecchi diari dei ragazzi, le presunte vittime che all’epoca dei fatti avevano 10 e 16 anni. Negli scritti di uno dei due sono indicati i nomi delle altre quattro persone che avrebbero preso parte alle violenze. Perché don Giglio e gli altri avevano conservato quei diari dopo tutto questo tempo? I diari hanno superato perfino un trasloco quando i membri dell’associazione si sono ritirati ad Aulla. Adesso sono nella mani della squadra mobile che li sta passando al setaccio: quelle pagine starebbero fornendo indicazioni utili alle indagini.

    Intanto la procura sta cercando di risalire all’identità degli altri ragazzi che fra il 2008 e il 2016 hanno frequentato la comunità di don Giglio. Ragazzi come le due presunte vittime che hanno partecipato ai centri estivi, al catechismo, alle attività della comunità. Giovani che passavano le giornate nella sede di via Bologna 68 o in Garfagnana. Una ricerca non facile, accompagnata dall’appello della procura di “farsi avanti” se si è a conoscenza di qualcosa. Una ricerca certosina da cui potrebbero arrivare nuovi spunti investigativi. Al momento ci sono le dichiarazioni dei due giovani, oggi 22 e 29 anni, e di un terzo fratello che non avrebbe subito abusi ma che sarebbe stato messo a conoscenza dei fatti dai fratelli.
    Laura Natoli

  • Gli altri tre preti indagati per abusi sessuali a Prato

    Gli altri tre preti indagati per abusi sessuali a Prato

    Gli elementi acquisiti negli interrogatori in corso nell’inchiesta per violenza sessuale di gruppo contro nove religiosi dell’ex associazione dei “Discepoli dell’Annunciazione” hanno spinto i magistrati ad allargare il campo dell’indagine: nelle prossime ore saranno iscritti nel registro degli indagati almeno altri tre sacerdoti. Attualmente gli indagati sono il fondatore dell’associazione, don Giglio Gilioli, e altre otto persone che all’epoca dei fatti dell’inchiesta, circa dieci anni fa, collaboravano con lui.

    Gli altri tre preti indagati per abusi sessuali a Prato

    Secondo quanto appreso in ambienti inquirenti, i nuovi indagati, per lo stesso reato, sono persone che gravitavano nell’ambito dell’associazione religiosa in quel periodo e che sono state identificate in queste ore. Tra gli elementi a riscontro delle accuse vengono vagliati con molta attenzione dagli inquirenti “alcuni diari” oggetto del materiale sequestrato nelle perquisizioni dei giorni scorsi.

    Intanto già cinque sacerdoti, un frate e altri tre religiosi risultano indagati nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Prato per presunte violenze sessuali nei confronti di due fratelli, entrambi minorenni all’epoca dei fatti contestati. Gli abusi sessuali, secondo quanto ipotizzano gli inquirenti, si sarebbero consumati per anni fra le mura delle sedi di Prato e di Calomini (Lucca) dell’ex comunità religiosa “I Discepoli dell’Annunciazione”, soppressa ufficialmente un mese e mezzo fa, con decreto emesso dalla Congregazione per gli Istituti di vita consacrata della Santa Sede, per una serie di problemi fra i quali “forti perplessità sullo stile di governo del fondatore e sulla sua idoneità nel ricoprire tale ruolo”.

    I nove preti indagati per abusi sessuali su due fratelli minorenni

    Tra i nove indagati figura anche il fondatore della comunità religiosa, don Giglio Gilioli, 73 anni, sacerdote veronese trasferitosi a Prato da oltre dieci anni. La Procura pratese ha messo nel mirino nove componenti della comunità religiosa dei “Discepoli dell’Annunciazione”, realtà di ispirazione mariana, soppressa ufficialmente dal Vaticano nel mese di dicembre dopo poco più di 14 anni di attività, a seguito di una visita canonica voluta dalla Santa Sede. Due vittime accertate finora, ma potrebbero essercene altre, almeno stando a quanto fanno emergere le testimonianze dei due fratelli, che sembrano inoltre suggerire la presenza di altri adulti, le cui identità sono ancora in corso di accertamento, in occasione degli episodi di violenza. A finire nei guai il fondatore dei “Discepoli dell’Annunciazione” insieme ad altri otto ex confratelli, fra sacerdoti e religiosi, che nei giorni scorsi sono stati sottoposti a perquisizioni.

    L’inchiesta sarebbe partita proprio dalle dichiarazioni rese dai due fratelli a distanza di alcuni anni dalle violenze, ma anche da altre persone ascoltate dagli uomini della squadra mobile della questura di Prato. Per una delle vittime i fatti risalirebbero al periodo che va dal 2008 all’estate del 2016 e gli abusi si sarebbero consumati sia nella sede di Prato che in quella di Calomini, in provincia di Lucca. Otto dei nove indagati si sarebbero approfittati del ragazzino, abusando delle sue condizioni di inferiorità fisica e psichica, e costringendolo a compiere e a subire atti sessuali, anche con più persone. L’altro fratello, invece, sarebbe stato oggetto di violenze sessuali da parte di due degli indagati. Anch’egli minorenne all’epoca dei fatti, sarebbe stato costretto a compiere e a subire atti sessuali all’interno della sede dei “Discepoli dell’annunciazione” in un lasso di tempo che va dal 2009 al 2012.

    https://www.nextquotidiano.it/gli-altri-tre-preti-indagati-per-abusi-sessuali-a-prato/?fbclid=IwAR3MjNGwyMcsr_duZ9k7wU7rmkenVnJ9IH27e-CFzpn6fl-8S5gNv6JraVA

  • Il prete veronese e i presunti abusi. Computer e telefonini al setaccio

    Il prete veronese e i presunti abusi. Computer e telefonini al setaccio

    PRATO Si scava nella memoria di computer, telefonini e anche nelle vecchie agende per trovare le tracce degli abusi su due ragazzi che frequentavano la comunità religiosa fondata dieci anni fa a Prato dal sacerdote veronese don Giglio Gilioli.

    L’ex convento ad Aulla

    Venerdì gli investigatori della squadra mobile di Prato hanno bussato alle porte dell’ex convento ad Aulla, Massa Carrara, con un decreto di perquisizione in cui si ipotizza il reato di violenza sessuale anche di gruppo per nove religiosi che facevano parte dell’associazione «I discepoli dell’Annunciazione» — sciolta dal Vaticano alla vigilia di Natale — e hanno portato via telefoni, hard disk, computer e diversi documenti che adesso dovranno essere passati al setaccio.

    Aveva fatto parte della Comunità dei Servi di Nazareth

    Don Giglio Gilioli, 73 anni, prima di arrivare a Prato nel 2005, a Verona aveva fatto parte della Comunità dei Servi di Nazareth. Nel 2010 aveva fondato alla periferia di Prato l’associazione adesso finita nella bufera, raccogliendo diversi giovani provenienti da ogni parte del mondo che avevano l’aspirazione di diventare sacerdoti. Le prediche di don Giglio finivano anche su internet. Sul web nasce un canale Youtube chiamato «Discepoli annunciazione» in cui, con toni apocalittici, mette in guardia dalle tentazioni del diavolo.

    Il racconto di uno dei due

    Le violenze contestate ai nove — oltre a don Giglio ci sono quattro sacerdoti, un frate e tre religiosi — risalirebbero al 2008 e sarebbero andate avanti per otto anni. I due ragazzi, fratelli, avevano all’epoca 9 e 14 anni. A dare il via all’inchiesta è stato il racconto fatto da uno dei due — oggi ha 21 anni — ad alcuni sacerdoti e poi alla madre. Le scorse settimane i due ragazzi sono stati ascoltati in Procura e i loro racconti potrebbero portare presto a nuovi sviluppi.

    La rete dei rapporti

    L’inchiesta è solo agli inizi ma gli inquirenti stanno adesso cercando di ricostruire la rete dei rapporti della comunità per verificare se ci siano stati episodi di violenza non denunciati. Non si esclude che altri religiosi possano essere coinvolti in questa vicenda, per questo il prossimo passo degli investigatori sarà quello di identificare tutte le persone passate dalla comunità negli anni passati. Alcuni sono diventati sacerdoti, altri hanno lasciato la vita religiosa prendendo altre strade.

    Prime notizie a giugno

    Le prime notizie delle violenze sarebbero emerse lo scorso giugno, quando l’allora vescovo di Prato, monsignor Franco Agostinelli, viene informato che un giovane di 21 anni racconta di violenze fisiche e psicologiche subite quando era un ragazzino e frequentava la struttura. Il vescovo, di fronte a quella notizia, dà immediata comunicazione alla Congregazione per la dottrina della Fede, avviando il procedimento canonico (ancora aperto).

    Servizi sociali

    A dicembre, la Procura di Prato, guidata da Giuseppe Nicolosi, apre l’inchiesta dopo la segnalazione dei servizi sociali che erano stati attivati dalla mamma del ragazzo. Così quando la Curia viene avvertita che c’è un’inchiesta in Procura, il vescovo attuale, Giovanni Nerbini, consegna gli atti dell’inchiesta canonica. «Non nascondo il mio dolore — ha detto il vescovo — vorrei sperare che gli addebiti non risultino veri ma voglio dire chiaramente che il mio primo interesse è la ricerca della verità. Per questo auspico che, nell’interesse di tutti, si concludano quanto prima le indagini». Don Gilioli lo scorso 15 gennaio ha ricevuto le carte dell’accusa del tribunale ecclesiastico ed ora ha poco meno di un mese di tempo per produrre eventuali ricorsi. Lui, comunque, si dichiara «totalmente estraneo» alla vicenda.

    https://corrieredelveneto.corriere.it/verona/cronaca/20_gennaio_31/prete-veronese-presunti-abusicomputer-telefonini-setaccio-abc5be5c-4425-11ea-9e31-bdca61bcbbb1.shtml

  • Aulla: la comunità difende i preti accusati di pedofilia

    Aulla: la comunità difende i preti accusati di pedofilia

    Ieri pomeriggio, nella chiesa del Groppino di Aulla – provincia di Massa Carrara – si è regolarmente celebrata la messa, dedicata a S.Giovanni Bosco. Un momento di vita parrocchiale come tanti altri, quasi come se le vicende che hanno coinvolto alcuni membri della comunità religiosa – e parliamo di inchieste per violenze sessuali e di gruppo – non fossero mai accadute. Al termine della celebrazione alcune fedeli hanno preso le difese del gruppo che vive da tempo ad Aulla: i “Discepoli dell’Annunciazione”, una fondazione che è stata ufficialmente sciolta dal Vaticano.  Al centro di tutta la storia don Giglio Gilioli, 73 anni. Ad Aulla è una figura nota da tempo.

    Gli abusi al centro dell’inchiesta sarebbero avvenuti a Prato nel periodo compreso tra il 2009 al 2012. Tutto è partito dalla denuncia di due fratelli che all’epoca dei fatti erano minorenni. L’inchiesta della procura di Prato ha puntato dritto alle attività dei “Discepoli dell’Annunciazione”, fondazione creata e gestita da don Giglio Gilioli.

    “E’ un ottimo predicatore – racconta una signora – ha un modo particolare di esprimersi, si accalora durante l’omelia, ma è il suo modo di fare e di certo non mi infastidisce. Siamo davvero arrabbiati per l’accanimento che c’è stato in questi giorni”. Il gruppo di don Gilioli non è mai stato al centro di storie poco chiare negli anni. Nel tempo che sono stati ad Aulla hanno celebrato messa, confessato, benedetto le case, aiutato il parroco. Le accuse di violenza sembrano assurde a molti: “Io vengo qui da tempo – ha raccontato una ragazzi – perché mi piace il loro modo di predicare, le parole che usano e mi sono affezionata. Non credo alle accuse mosse contro di loro, secondo me è una montatura per rovinarli”.

    Al termine della messa i sacerdoti sono rientrati nella casa che si trova accanto alla chiesa e non hanno voluto commentare le vicende penali. “E’ un momento delicato – ha detto uno di loro quasi a bassa voce – preferiamo non dire nulla”. I parrocchiani sono comunque propensi a fidarsi: “Noi siamo dalla loro parte – hanno detto – speriamo che la giustizia faccia il suo corso e ci dia ragione”.

    Aulla: la comunità difende i preti accusati di pedofilia

  • Scandalo pedofilia nella comunità religiosa, interrogati alcuni indagati

    Scandalo pedofilia nella comunità religiosa, interrogati alcuni indagati

    Prato, 31 gennaio 2020 – Sono in corso a Prato gli interrogatori di alcuni dei nove indagati – cinque sacerdoti, due frati e due ex religiosi – accusati di violenza sessuale di gruppo dalla procura di Prato. Tutti facevano parte dell’associazione ‘Discepoli dell’Annunciazione‘ fondata da don Giglio Gilioli – unico imputato nel processo penale canonico avviato la scorsa estate e coinvolto nelle indagini della procura – e soppressa a dicembre 2019 dal Vaticano.

    I racconti degli indagati vengono messi a confronto tra loro dai sostituti procuratori Laura Canovai e Valentina Cosci, titolari dell’inchiesta nata dalla denuncia di un ragazzo che all’epoca dei fatti sarebbe stato minore di 14 anni. “Cerchiamo di verificare il più presto possibile dei fatti che risalgono a molti anni fa – ha spiegato il procuratore capo Giuseppe Nicolosi -. Chiediamo a tutti di mantenere il massimo riserbo data la delicatezza di questa indagine”.