Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Umbria

  • Spoleto: molestie sessuali in sacrestia

    Spoleto: molestie sessuali in sacrestia

    Un anno e cinque mesi al sacerdote che intanto si è trasferito in Veneto; il parroco è stato condannato dopo le accuse di quattro ragazze

    I giudici hanno creduto al racconto choc di quattro ragazzine, all’epoca dei fatti solo quattordicenni.

    Così lui, l’ex parroco di Castel Ritaldi, è stato condannato a un anno e cinque mesi di reclusione oltre che al pagamento dei danni morali, quantificati in diecimila euro, per ciascuna delle parti civili (solo due delle quattro adolescenti erano voluto andare fino in fondo).

    I soldi – per espressa volontà delle vittime – saranno devoluti all’associazione italiana per la lotta contro i tumori infantili.

    Si conclude così un processo iniziato oltre tre anni fa e che è stato molto complesso e delicato tanto da spaccare letteralmente in due l’opinione pubblica della comunità in cui il sacerdote operava. Secondo l’accusa le molestie si sarebbero perpetrate nella sacrestia della chiesa durante le ore di oratorio. Il parroco, che ha sempre respinto ogni addebito, si è trasferito in Veneto da tempo. Il suo legale ha già annunciato il ricorso.

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/spoleto-molestie-sessuali-in-sacrestia-243805/

  • (Don) Gelmini a processo può contare su una valigia di denaro da Berlusconi

    (Don) Gelmini a processo può contare su una valigia di denaro da Berlusconi

    (Don) Gelmini: sotto processo, può contare su una valigia di denaro da Berlusconi con la benedizione del sindaco di Amelia

    AMPLIATA LA COMUNITÀ DI AMELIA: ACQUISTATI 25 ETTARI DAL COMUNE GUIDATO DAL CENTROSINISTRA

    Berlusconi «rilancia» l’amico Pierino Al prete inquisito l’unica chiamata natalizia del Cavaliere. Che gli ha donato fondi per una comunità in Thailandia

    «Don Pierino stai sicuro che vai via con una valigia piena come si deve». Per rilanciare, poi: «Ora che te ne parti per la Thailandia ci penserò io a provvedere al tuo viaggio» .La valigia è piena.

    ROMA — Ieri, certo, gli mancava il «Don» davanti al nome, almeno in via ufficiale. E durante la tradizionale messa di Santo Stefano nel suo Molino Silla, ad Amelia, è dovuto rimanere in un angolo, stretto nella sua tonaca da chierichetto, non più da prete. Ma poi basta. Anzi, molto di più. Pierino Gelmini è tornato in pista, con la sua verve rinvigorita e le parolacce che gli scappano fra i sorrisi per dar colore alle sue prediche, laiche, per carità, ma ancora più sferzanti che prima. Prima delle accuse. Prima che, un giorno d’estate dello scorso anno, la procura di Terni tirasse fuori dai faldoni una raffica di capi d’accusa contro Don Pierino Gelmini, oggi 84 anni, da oltre 45 anni a capo delle sue Comunità Incontro, roba di assistenza a tossicodipendenti e disperati. Accuse pesanti: molestie sessuali ai ragazzi della sua comunità. Uno, due, sette, dieci. Cinquanta accusatori. Il processo è ancora in piedi, Pierino Gelmini è stato rinviato a giudizio. Ma è dal marzo scorso, ormai, che l’udienza preliminare si trascina tra rinvii e dilazioni. E Pierino Gelmini sembra aver messo tutto già alle spalle. Se lo scorso Santo Stefano fu un brutto Santo Stefano per il Don che aveva ancora la tonaca (poi lasciata per non abbandonare la guida della comunità), quest’anno la festa per le dimissioni annuali dei ragazzi di Amelia non ha avuto soltanto l’enfasi e la ribalta dell’unica telefonata natalizia pubblica del presidente del Consiglio. Nuovi terreni per Pierino Gelmini: 25 ettari comprati per quasi un milione di euro direttamente dal comune di Amelia, con la benedizione del sindaco Giorgio Sensini, di centrosinistra. Archiviati nella storia i tempi delle battaglie con l’allora sindaco Luciano Lama (nel più tradizionale stile Peppone e Don Camillo), oggi Pierino Gelmini può ospitare in prima fila alle sue manifestazioni il nuovo sindaco Sensini. E vantare l’apertura di due nuove comunità nel Lazio, una in provincia di Frosinone. «Verrò ancora a bussare per chiederti qualcosa», ha detto ieri Pierino al telefono con un Berlusconi che non si è fatto certo pregare: «Don Pierino stai sicuro che vai via con una valigia piena come si deve». Per rilanciare, poi: «Ora che te ne parti per la Thailandia ci penserò io a provvedere al tuo viaggio» .La valigia è piena. La festa impazza. Anche un piccolo concerto ieri dal palco della Comunità Incontro, Amedeo Minghi e la voce di Rita Forte, subito dopo i discorsi di Carlo Giovanardi e Maurizio Gasparri, ospiti fissi di Pierino Gelmini, sempre. E poi le corse sul palco e le commozioni dei ragazzi che hanno finito il percorso nella comunità: Pierino Gelmini ha carezze e parole per tutti. E una battuta per i giudici: «Sono sempre parziali, non sanno bene quello che fanno». Ma non lo hanno fermato. Andrà in Thailandia per aprire altre due nuove comunità Pierino Gelmini (oltre alle 260 che ha già in giro per il mondo), mentre dalla sua Amelia sta lavorando ad un progetto di rete satellitare planetaria, un network della solidarietà che metterà nelle mani di Alessandro Meluzzi. «Ho intenzione di lanciare anche una grande campagna contro la droga », spiega Pierino Gelmini che non avrà più il «Don», non l’abito dei sacramenti. Ma che ha messo su un milione di punti luce per addobbare la collina davanti alla sua comunità con una scritta, neanche fosse Las Vegas: «Abbiamo un sogno, realizziamolo». Corriere della Sera Alessandra Arachi 27 dicembre 2009

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  • Don Gelmini/ Testimone conferma accuse nei confronti del sacerdote. Difesa: deposizione “generica”; parte civile: “dettagliata”

    Don Gelmini/ Testimone conferma accuse nei confronti del sacerdote. Difesa: deposizione “generica”; parte civile: “dettagliata”

    Don Gelmini/ Testimone conferma accuse nei confronti del sacerdote. Difesa: deposizione “generica”; parte civile: “dettagliata”

    TERNI – Si e’ concluso oggi, con l’audizione dell’ultimo testimone chiamato a deporre, l’incidente probatorio disposto dal gup del tribunale di Terni Pierluigi Panariello nell’ambito dell’udienza preliminare contro don Pierino Gelmini, accusato di violenza sessuale da alcuni ex ospiti della Comunita’ Incontro di Amelia.

    In aula, durante l’udienza a porte chiuse, e’ comparso oggi Giovanni Preziuso, figlio di Patrizia Guarino, anche lei accusata di favoreggiamento insieme al collaboratore del sacerdote Giampaolo Nicolasi.

    Il testimone era chiamato a confermare le accuse rivolte a don Pierino in merito ad alcuni tentativi di molestie che sarebbero avvenuti nel corso del 2004, quando era ancora minorenne. ”Una testimonianza contraddistinta da molti non ricordo e piuttosto generica, che non dimostra le accuse mosse a don Pierino” ha detto uno dei difensori del sacerdote, l’avvocato Lanfranco Frezza.

    Di parere opposto i legali delle parti civili: secondo l’avvocato Paola Placidi, che assiste uno degli accusatori, ”Preziuso ha fornito un racconto molto dettagliato e preciso. Il giovane – ha detto – ha confermato la sua prima versione fornita agli inquirenti, spiegando di aver poi ritrattato le accuse a causa di alcune pressioni subite dall’entourage di don Pierino”.

    Al termine dell’udienza il gup ha stabilito che il 31 marzo prossimo comincera’ la requisitoria del pm, alla quale faranno seguito quelle delle parti civili e delle difese, fissate il 13 aprile.

    Questo procedimento e’ stato inoltre integrato con un secondo procedimento che riguarda altri due ex tossicodipedenti che accusano don Pierino di violenza sessuale. L’udienza preliminare aveva preso il via nel maggio del 2008, mentre nel gennaio scorso il gup aveva accolto la richiesta del pm di concedere l’incidente probatorio per ascoltare gli accusatori di don Pierino.

  • QUATTRO RAGAZZE DI SPOLETO ACCUSANO IL PARROCO DI MOLESTIE SESSUALI

    QUATTRO RAGAZZE DI SPOLETO ACCUSANO IL PARROCO DI MOLESTIE SESSUALI

    QUATTRO RAGAZZE DI SPOLETO ACCUSANO IL PARROCO DI MOLESTIE SESSUALI

    Quattro ragazzine di Spoleto sostengono di essere state molestate dall’ex parroco di Castel Ritaldi: palpeggiamenti al seno, carezze lungo le gambe, che il prete, 45 anni, originario di Vicenza, avrebbe compiuto nei confronti delle minori, approfittando della loro ingenuità poiché all’epoca dei fatti erano appena quattordicenni.

    I fatti sarebbero avvenuti nella sacrestia della chiesa tra il dicembre del 2005 e il marzo del 2006. Le ragazzine sarebbero rimaste talmente turbate da essere costrette ad abbandonare l’oratorio e la parrocchia. Poi le confidenze ai genitori e le conseguenti denunce. E’ iniziato il processo presso il Tribunale di Spoleto.

  • Indagato insieme a Don Gelmini nel caso delle molestie a giovani. La prova del suicidio per amore, secono l’Arma

    Indagato insieme a Don Gelmini nel caso delle molestie a giovani. La prova del suicidio per amore, secono l’Arma

    Indagato insieme a Don Gelmini nel caso delle molestie a giovani. La prova del suicidio per amore, secondo l’Arma

    di Nicola Bossi
    Si sarebbe suicidato per amore, sabato scorso ad Amelia, Pierluigi La Rocca, indagato per favoreggiamento nel caso Don Gelmini dove la Procura di Terni sta valutando l’ipotesi di molestie sessuali effettuate dal religioso a danno di 10 ospiti della comunità incontro.

    E’ questa la pista che la Compagnia dei Carabinieri di Amelia sta portanto avanti in questi primi giorni di indagini. Una pista che avrebbe escluso quella dell’inchiesta giudiziaria ben nota alle cronache da circa 2 anni. Secondo i carabinieri di Amelia l’uomo da un po’ di tempo aveva trovato un lavoro – dopo la parentesi della Comunità montana – e aveva conosciuto una ragazza con la quale aveva stabilità un rapporto sentimentale.

    Anche quest’ultima aveva trovato un lavoro part-time ad Amelia. Una situazione di grande tranquillità, dopo anni difficili, che si sgretolata in poco tempo con la fine della relazione. Per i carabinieri di Amelia l’uomo non avrebbe retto la fine di questo sogno e si sarebbe suicidato. E’ stata chiesta l’autopsia per chiarire qualsiasi dubbio. I militari hanno sentito la ex compagna.

  • DON GELMINI: IN AULA ALTRI 2 EX OSPITI COMUNITA’

    DON GELMINI: IN AULA ALTRI 2 EX OSPITI COMUNITA’

    30 Giugno 2009 18.05 – di Claudia Sensi – Fonte: Radio Galileo – cod.186589

    Un terzo deporrà ad ottobre
    Altri due ex ospiti della Comunità Incontro di Amelia sono comparsi questa mattina davanti al gup del tribunale di Terni Pieluigi Panariello per raccontare delle presunte molestie che avrebbero subito da parte di don Pierino Gelmini, accusato di violenze sessuali nei confronti di una decina di giovani.

    Il primo testimone, un ternano oggi quasi trentenne, ha raccontato di essere stato vittima almeno una decina di volte di baci e carezze durante la sua permanenza nella Comunità di Amelia tra il 1999 e il 2001 e poi durante alcuni viaggi che avrebbe compiuto insieme a don Pierino a Milano e Bologna.

    La deposizione del secondo ex ospite della Comunità è invece durata pochi minuti, visto che il giovane avrebbe sì confermato i tentativi di molestie del sacerdote, avvenuti sempre tra la fine degli anni ’90 e i primi 2000 a Molino Silla, ma non avrebbe saputo fornire, alle domande del pm, elementi circostanziati anche rispetto alle testimonianze rilasciate durante le indagini. Non si è invece presentato in aula un terzo testimone proveniente dal Belgio, che verrà ascoltato nell’udienza fissata per il 2 ottobre, quando l’incidente probatorio dovrebbe concludersi.

  • Norcia, novizio 70enne di origini romane condannato a 1 anno e 6 mesi.

    Norcia, novizio 70enne di origini romane condannato a 1 anno e 6 mesi.

    di Daniele Ubaldi – Un anno e sei mesi di reclusione, interdizione da incarichi di tutela o curatela dei minori, così come dallo svolgimento di incarichi di carattere pubblico o privato che comprendano il contatto con bambini o comunque minorenni.

    Con questa sentenza si è concluso il processo al religioso 70enne di origini romane accusato di violenza sessuale – anche se non di massima gravità – nei confronti di 4 minorenni di Norcia. I fatti sarebbero avvenuti in due occasioni distinte, e precisamente il 19 settembre e il 10 ottobre del 2004. In entrambi i casi erano state due le bambine a riferire di atteggiamenti a dir poco “equivoci” da parte del religioso, il quale – almeno in un’occasione – avrebbe indossato l’abito talare pur non essendo sacerdote, il che dal punto di vista psicologico e penale costituisce sicuramente un’aggravante.

    Prima delle arringhe delle parti è stato esaminato lo stesso imputato, il quale ha fornito al collegio giudicante la propria versione dei fatti su entrambe le vicende contestate. L’uomo ha raccontato che all’epoca dei fatti svolgeva le mansioni di portiere della Basilica di San Benedetto, a Norcia. Nella stessa chiesa, secondo l’usanza benedettina, l’imputato si occupava – con turnazione settimanale – anche di aprire e chiudere la cripta nei momenti liturgici, così come ricopriva mansioni in cucina oppure in sagrestia, dove aveva sede il suo ufficio.

    L’uomo ha raccontato di essere intervenuto in due occasioni per fermare le bambine, le quali – a suo dire – stavano giocando nella chiesa ad accendere il maggior numero di candele possibile. “Le ho prese per mano – ha riferito l’anziano religioso a proposito del primo episodio, quello del settembre 2004 – e ho detto loro di uscire. Loro non hanno fatto resistenza. Hanno detto che volevano restare un altro po’ e così mi hanno seguito nella cripta della basilica, visto che avevo cinque minuti di tempo per chiuderla prima dell’inizio dell’ultima preghiera serale. Là hanno acceso una candelina e poi sono andate via. C’erano anche dei turisti”. Riguardo al secondo episodio, il mese successivo, l’imputato ha ricordato che, mentre era impegnato a spiegare a dei turisti il significato di un quadro all’interno della basilica, si era accorto che altre due ragazzine stavano giocando ad accendere le candele. Dopo il primo richiamo che non aveva sortito alcun effetto, l’uomo le avrebbe prese per mano e le avrebbe accompagnate nella cripta, dove anche in questo caso le bambine avrebbero acceso una candelina prima di andare via.

    Una versione, questa dell’imputato, decisamente contrastante con quelle fornite dalle quattro minorenni, che hanno riferito di palpeggiamenti al sedere, suggerimenti ad assumere pose ginniche come il “ponte” o la “squadra” con l’uomo dietro ad osservare, inviti a sedersi sulle proprie ginocchia o a raccogliere da terra e contare le monetine per le offerte, strani indovinelli eccetera. Tra l’altro va anche detto che all’epoca il religioso soffriva di tre ernie al disco e di un problema al ginocchio che gli impediva e gli impedisce tuttora di chinarsi, ricordo – insieme alla parziale cecità – di un brutto incidente d’auto avuto in gioventù.

    In ogni caso, il pubblico ministero Massimo Casucci ha chiesto 2 anni e 9 mesi di reclusione, facendo notare come i racconti delle giovani non fossero identici ma collimanti, il che li avvalora ulteriormente allontanando la tesi del complotto ordito per giustificare con le famiglie un rientro tardivo a casa, come invece ha sostenuto la difesa, rappresentata dall’avvocato Fabio Militoni. Il quale, a onor del vero, ha anche ricordato come in questo processo siano mancati sia l’incidente probatorio sia un sopralluogo sulla presunta scena del crimine, chiesto dalla difesa ma mai accolto dal collegio giudicante.

    Dopo circa mezzora di camera di consiglio, i giudici Pinelli, Laudenzi e Avenoso hanno emesso la sentenza di condanna in primo grado a 1 anno e 6 mesi di reclusione, sospendendo contestualmente la pena.

    http://www.spoletonline.com/?page=articolo&id=127429

  • DON PIERINO: RINVIATA UDIENZA GUP

    DON PIERINO: RINVIATA UDIENZA GUP

    DON PIERINO: RINVIATA UDIENZA GUP

    13 Febbraio 2009 17.10 – di Claudia Sensi – Fonte: Radio Galileo – cod.167532

    E’ assente il principale accusatore
    E’ stata rinviata al 23 febbraio prossimo l’udienza preliminare davanti al gup del tribunale di Terni nella quale sono imputati don Pierino Gelmini, accusato di violenza sessuale nei confronti di una decina di ex ospiti della Comunità Incontro, due suoi collaboratori e la madre di uno degli accusatori per il reato di favoreggiamento. Il rinvio è stato deciso perchè il testimone Michele Iacobbe non si è potuto presentare in aula per un problema relativo all’autorizzazione del suo trasferimento a Terni, essendo sottoposto al regime di sorveglianza speciale in Abruzzo. Nell’ambito dell’incidente probatorio, in cui verranno ascoltati tutti gli accusatori, Iacobbe deve essere sottoposto al controesame da parte dei difensori degli imputati, mentre nella scorsa udienza ha risposto alle domande del pm Barbara Mazzullo raccontando delle violenze subite dal sacerdote tra il 1999 e il 2000, quando era a Molino Silla. Il 23 marzo verranno invece ascoltate in aula le testimonianze di altri due accusatori di don Gelmini, Pasquale Di Leonardo e Dino Antonelli.

  • Slitta il processo al parroco accusato di pedofilia da quattro minorenni

    Slitta il processo al parroco accusato di pedofilia da quattro minorenni

    Slitta il processo al parroco accusato di pedofilia da quattro minorenni
    Due delle famiglie si sono costituite parte civile. A settembre le testimonianze delle ragazzine

    di Daniele Ubaldi

    Nulla di fatto, questa mattina presso il tribunale di Spoleto, per la causa penale che vede sul banco degli imputati l’ex parroco di Castel Ritaldi, accusato di aver abbracciato e palpeggiato quattro minorenni. I fatti risalirebbero al periodo intercorrente fra marzo del 2005 a dicembre

    In particolare, la sera della vigilia di Natale di tre anni fa il parroco – che nel frattempo è stato allontanato dal piccolo comune Umbro – dopo aver celebrato la messa avrebbe abbracciato una minorenne all’interno della sagrestia, palpeggiandole il seno. L’uomo, che ha 45 anni ed è originario di Verona, avrebbe ripetuto il gesto qualche giorno dopo, a Norcia, dove si stava svolgendo un campus. Questa mattina si sono costituite parti civili le famiglie di due delle minorenni. Nell’udienza di oggi, inoltre, le quattro ragazzine avrebbero dovuto fornire la propria versione dei fatti davanti ai giudici ma, vista l’assenza di alcune di loro, il processo è stato rinviato al prossimo settembre.

    http://www.spoletonline.com/index.php?page=articolo&id=125315

  • SACERDOTE ACCUSATO DI PEDOFILIA: LE FAMIGLIE DI DUE MINORI SI COSTITUISCONO PARTE CIVILE

    SACERDOTE ACCUSATO DI PEDOFILIA: LE FAMIGLIE DI DUE MINORI SI COSTITUISCONO PARTE CIVILE

    SACERDOTE ACCUSATO DI PEDOFILIA: LE FAMIGLIE DI DUE MINORI SI COSTITUISCONO PARTE CIVILE
    Aveva una parrocchia a Castel Ritaldi. Udienza rinviata a settembre. Le attenzioni sarebbero state rivolte a 4 bambine

    Area Vasta – 12/02/2009 20:05
    SACERDOTE ACCUSATO DI PEDOFILIA: LE FAMIGLIE DI DUE MINORI SI COSTITUISCONO PARTE CIVILE

    Udienza a porte chiuse quella che si è tenuta stamani davanti ai giudici del Tribunale di Spoleto (Avenoso, Fornaci, Laudenzi) che vede quale imputato un ex parroco di Castel Ritaldi accusato di pedofilia. Questa mattina i genitori di due delle quattro bambine che sostengono di esser state molestate si sono costituite parte civile. In aula era presente anche il prete, che nel frattempo è stato allontanato dalla parrocchia spoletina, difeso dall’avvocato Laura Modena del foro di Perugia. Le bambine, stando all’accusa, confidarono ai genitori di aver ricevuto delle attenzioni molto particolari. L’udienza è stata rinviata a settembre prossimo quando in aula saranno ascoltate le quattro ragazzine.