Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Umbria

  • Presunti abusi sessuali di un sacerdote, i ragazzi pronti a depositare le denunce alla magistratura

    Presunti abusi sessuali di un sacerdote, i ragazzi pronti a depositare le denunce alla magistratura

    La curia perugina: «Nostre indagini avviate da tempo» Scritto il 09/11/11

    Presunti abusi sessuali di un sacerdote, i ragazzi pronti a depositare le denunce alla magistratura

    di Francesca Marruco

    E’ questione di giorni. Poi le denunce dei ragazzi che hanno raccontato alla trasmissione «Le Iene» di essere stati abusati da un prete perugino mentre erano ospiti della sua comunità, saranno presentate alla magistratura. E allora, forse, si farà piena luce su una vicenda torbida e nebulosa che stenta ad emergere pienamente.

    I racconti dei ragazzi in tv Una vicenda delicatissima, che secondo le presunte vittime, parla di abusi su ragazzi bisognosi, ragazzi da recuperare, ragazzi la cui esistenza dipendeva da una parola del sacerdote. Ragazzi la cui permanenza in Italia, in una comunità e non in un carcere, dipendeva da un sì o un no del sacerdote. Una storia che rischia di esplodere, o di implodere, a seconda di come andranno le cose.

    Ufficiale e ufficioso Per ora, di ufficiale oltre alla commissione aperta dalla Curia il 24 ottobre scorso in seguito alla prima delle due puntate che la trasmissione «Le Iene» ha fatto sull’argomento, non c’è nient’altro. Ci sono accuse, gridate a gran voce da una volontaria che non si è mai data per vinta e ha lottato per far emergere questa storia. E accuse sussurrate di spalle, forse per la vergogna, alle telecamere della trasmissione di Italia Uno dai ragazzi che dicono di essere stati abusati.

    La lettera di maggio 2010 A sentir loro in quelle comunità in cui dovevano essere tutelati e aiutati, sarebbero successe delle cose terribili. Di cui erano a conoscenza tutti coloro che vi soggiornavano. E anche in Curia a Perugia. E anzi, secondo una lettera pubblicata mercoledì da La Nazione, la Curia sapeva già dal maggio del 2010. E già da quel periodo aveva assicurato che avrebbe svolto delle indagini. Dunque delle due l’una: o nessun abuso si è verificato, dunque è tutto infondato, o nessuno ha indagato.

    La Curia: solo voci di scarsa consistenza «Quanto è stato pubblicato oggi (mercoledì, ndr) da un quotidiano locale riguardo alla vicenda dei “presunti abusi di un sacerdote perugino ai danni di alcuni giovani” – scrive la Curia perugina in una nota – non fa altro che confermare ciò che lo stesso arcivescovo, monsignor Gualtiero Bassetti, ebbe a dichiarare alla signora Claudia Stefanelli, presentatasi in arcivescovado con una telecamera nascosta (le cui riprese sono state diffuse lo scorso 15 ottobre dalla trasmissione «Le Iene» di Italia 1). In quell’occasione, il presule comunicò di essersi recato di persona negli ambienti diocesani frequentati dal sacerdote accusato, ma di non aver rilevato nulla che potesse essere collegato a tali segnalazioni. La Chiesa perugina, pertanto, si è mossa da tempo, in maniera riservata, ma documentabile. Del resto, la lettera dell’allora delegato ad omnia monsignor Pietro Ortica (datata 18 maggio 2010) confermava la volontà di fare chiarezza sulla vicenda. Nel costituire la Commissione diocesana di indagine, la Curia si è voluta dotare di uno strumento ulteriore per approfondire la vicenda e conoscerne al più presto la verità. E’ desiderio di tutti che si stabilisca un clima sereno nella nostra comunità diocesana, necessario al proficuo prosieguo del lavoro della stessa Commissione di indagine, lavoro che riteniamo estremamente importante. Facciamo notare che, allo stato attuale delle cose, la Curia perugina non ha ricevuto altro che voci di scarsa consistenza e senza alcuna prova, se non quelle anonime e indirette raccolte da alcuni media».

    Il sacerdote lontano dai suoi parrocchiani Il sacerdote dal canto suo è sparito dalla circolazione, al suo posto nelle sue parrocchie è arrivato un sostituto. Lui si troverebbe in un luogo protetto, lontano da tutti, con il telefono spento. Si dice sia in Perù. Deciso a non avere contatti con nessuno. Tranne che con i suoi parrocchiani che lo difendono a spada tratta. E chiedono che si parli delle tante opere buone che ha fatto. Alcuni di loro pensano anche ad una fiaccolata in sua difesa. Perché «quello che hanno detto in televisione non sono che falsità».

    http://www.umbria24.it/presunti-abusi-sess…tura/67788.html

  • Presunti abusi sessuali, il prete vola in Perù Pronta la denuncia-querela

    Presunti abusi sessuali, il prete vola in Perù Pronta la denuncia-querela

    Il sacerdote “sotto accusa” ha scelto l’esilio in una delle sue comunità
    “Quel sacerdote ha abusato di noi” Istituita una commissione d’indagine

    Perugia, 6 novembre 2011 – Il sacerdote perugino accusato di abusi sessuali è in Perù. E’ stato il prete che lo sostituisce, domenica scorsa, ad annunciare che si sarebbe preso un periodo di riposo e di riflessione. E che quindi per un po’ di tempo non avrebbe detto messa e condotto le attività parrocchiali. Il parroco sotto accusa ha quindi scelto «l’esilio», almeno per il momento. Distante da tutto e tutti, lontano dall’Italia, in una delle comunità che egli stesso ha fondato. E con il telefono cellulare spento. «Ha bisogno di stare lontano dal clamore di questa brutta storia», riferiscono alcuni dei suoi più stretti collaboratori che si dicono comunque «allibiti, increduli» di fronte a quello che viene raccontato in questi giorni nei suoi riguardi.

    L’ACCUSA è pesante: abuso sessuale nei confronti di alcune persone (straniere e italiane) che venivano ospitate nelle strutture da lui coordinate. Extracomunitari (spesso clandestini) o anche tossicodipendenti che hanno raccontato di essere stati abusati e ricattati. «Non potevamo dire nulla — hanno detto alcuni di loro prima di rompere il silenzio — altrimenti ci avrebbe fatto tornare in carcere o fatto rispedire al nostro Paese d’origine». Affermazioni pesantissime sulla quali la Curia ha deciso di aprire un’indagine: il vescovo Gualtiero Bassetti, infatti, una decina di giorni fa (il 24 ottobre) ha istituito una commissione diocesana che dovrà far luce sui fatti. La stessa Curia perugina ricorda che si può testimoniare e raccontare i fatti facendo richiesta scritta e allegando una fotocopia del proprio documento d’identità e inviando il tutto a: Curia arcivescovile – Commissione diocesana d’indagine, Piazza IV Novembre, 6 – 06123 Perugia. Mentre si attende di conoscere chi saranno i componenti della commissione stessa, si sa che non ci sono tempi prestabiliti o scadenze. Si aspetterà, insomma, un tempo ragionevole per raccogliere materiale e testimonianze. E cercare quindi arrivare alla verità.

    GIA’, LA VERITA’. E quella che chiedono i perugini. Soprattutto i parrocchiani del sacerdote, i suoi più stretti conoscenti, i suoi collaboratori, la gente che ne apprezza il lavoro sin qui fatto. «Siamo sorpresi — racconta Marta — increduli, esterrefatti. Non crediamo alle accuse che gli vengono mosse. Non è possibile. In questi anni ha ridato vita a una parrocchia che si era praticamente spenta. Non ci sono mai state voci nei suoi riguardi in questo senso. Però una cosa è certa: noi vogliamo la verità, vogliamo sapere se queste cose sono vere».

    GLI ABUSATI intanto annunciano la prossima mossa. Domani, alcuni di loro, hanno un incontro fissato con un legale per preparare una denuncia-querela nei confronti del sacerdote perugino. Vogliono insomma che la magistratura chiarisca tutto. Al momento, lo ricordiamo, non risulta alcun fascicolo aperto in procura. Anche perchè si tratta di maggiorenni e in casi come questo si procede per querele di parte.

    http://www.lanazione.it/cronaca/2011/11/06/614421-presunti_abusi_sessuali_prete_vola_peru.shtml

  • Esposto dei Radicali Italiani sulla regolarità delle comunità

    Esposto dei Radicali Italiani sulla regolarità delle comunità

    Presunti abusi sessuali di un sacerdote, depositata la prima denuncia in procura
    Esposto dei Radicali Italiani sulla regolarità delle comunità

    di Francesca Marruco

    Forse dopo averne parlato una volta in televisione, la vergogna e il trauma per quello che dicono di aver subito potrebbe aver lasciato il passo alla sete di giustizia. Forse hanno deciso che è finito il tempo del silenzio e che per mettere fine a quanto dicono di aver subito non hanno altro modo che rivolgersi alla magistratura. Quale che sia il motivo, un ragazzo camerunense, tramite i suoi legali Alessandro Fratini e Federico Mazzi, ha depositato mercoledì mattina una denuncia contro il prete perugino da cui dice di aver subito degli abusi sessuali.

    La nota dei legali A renderlo noto sono gli stessi legali in una nota che recita: «Lo studio legale comunica che su mandato di uno dei ragazzi apparsi nei servizi delle ‘Iene Show’, hanno depositato denuncia querela presso la Procura della Repubblica di Perugia, al fine di esperire l’azione penale sui fatti e circostanze narrate nel servizio televisivo». Ebbene nei due servizi televisivi quattro ragazzi, due italiani e due africani parlavano di come questo sacerdote perugino che gestisce numerose comunità di recupero, li avesse molestati sessualmente mentre erano ospiti delle sue strutture.

    Abusi e punizioni Racconti raccapriccianti che se veri devono aver lasciato un segno indelebile nelle fragili vite di persone in cerca di aiuto, di un paese in cui vivere o di una seconda possibilità di vita. In quei racconti i ragazzi avevano riferito con dovizia di particolari quanto avrebbero subito. E la stessa meticolosa ricostruzione sarebbe contenuta nella denuncia appena depositata. Una denuncia che non tirerebbe in ballo solo il sacerdote per i presunti abusi sessuali, ma anche altre figure che avrebbero usato violenze di altro tipo contro alcuni ospiti delle comunità. Come punizioni fisiche. O psicologiche. Come lasciare qualcuno senza magiare. Come chiudere qualcun altro in una stanza solo.

    Altre denunce in arrivo Questa sarebbe solo la prima delle denunce che arriveranno all’attenzione della procura della Repubblica di Perugia, che fino ad ora non aveva avuto alcun ruolo nella spinosa vicenda. La prossima dovrebbe arrivare entro pochissimo tempo. E oltre alle molestie sessuali, parlerebbe di un ragazzo italiano con un tatuaggio su un braccio, cancellato con delle piccole forbici roventi. Mentre viveva in una delle comunità del sacerdote.

    L’esposto dei Radicali Italiani Le stesse comunità di cui i Radicali Italiani, sempre tramite gli avvocati Fratini e Mazzi, parlano nel loro esposto depositato nei giorni scorsi alla procura perugina. In particolare sono il segretario nazionale Mario Staderini e la segretaria di Perugia Liliana Chiaramello a chiedere alla magistratura perugina di verificare quanto loro sostengono. E cioè che le comunità della Caritas in cui questo sacerdote opera presentano una serie di irregolarità non secondarie. Per gli esponenti radicali infatti, alcune comunità della diocesi di Perugia – Città della Pieve della Caritas gestite dal sacerdote, non godrebbero del necessario accreditamento presso la Regione Umbria per esercitare assistenza sanitaria e socio sanitaria. Nel documento si chiede anche se il personale abbia le necessarie specializzazioni per assistere qualcuno in un percorso di recupero. Si fa notare infine che alcuni immobili non sarebbero neanche adatti per i fini per cui vengono usati. Tutte informazioni che insieme alle denunce appena depositate finiranno al vaglio dei magistrati.

    http://www.umbria24.it/presunti-abusi-sess…ugia/68784.html

  • Abusi – Una denuncia lunga 18 mesi e una lettera che “incastra” la Curia

    Abusi – Una denuncia lunga 18 mesi e una lettera che “incastra” la Curia

    10/11/2011 – 11:49 di Armando Allegretti

    PERUGIA – Diciotto mesi senza una risposta, diciotto mesi di denunce e di continui silenzi. Questi sono i tempi da cui va avanti la storia dei presunti abusi sessuali sui ragazzi ospiti di una comunità di recupero umbra.

    Nonostante ieri sia giunta la notizia che la Curia di Perugia, in seguito alle “infondate accuse – si legge – e prive di prove” abbia istituito una commissione di inchiesta per far luce sull’accaduto c’è ancora chi denuncia il fatto a 18 mesi di distanza. Eh si perché la volontaria umbra Claudia Stefanelli, in contatto fin dall’inizio con Umbrialeft, non ci sta e continua a denunciare a gran voce la situazione insostenibile a cui sono sottoposti i ragazzi della comunità e continua a denunciare anche che da un anno e mezzo non riceve risposte in merito.
    O meglio le risposte le ha ricevute in una lettera a firma di don Pietro Ortica datata 18 maggio 2010 nella quale si sottolinea che i fatti denunciati verranno quanto prima verificati.

    Nella lettera si legge “Gentile signora Stefanelli l’arcivescovo monsignor Gualtiero Bassetti ha ricevuto la lettera del 12 maggio scorso nella quale lei fa affermazioni gravissime dei confronti di …, sacerdote dell’arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve. Per dovere di giustizia questa Curia Arcivescovile verificherà con attenzione quanto lei sostiene nei confronti del suddetto sacerdote, riservandosi decisioni ulteriori”.

    Da queste parole si ha la conferma che la Curia era già al corrente di ciò che avveniva all’interno delle comunità di recupero e quindi il comunicato di ieri in cui si parla di infondatezza, di mancanza di prove e del fatto che la Curia non fosse al corrente dei fatti, non ha ragione di esistere.
    Altra cosa. Secondo gli ultimi avvenimenti, soprattutto la recente denuncia televisiva de Le Iene, viene da pensare che il fatto di aver istituito la commissione diocesana d’indagine solo 15 giorni fa sia stata una scelta tardiva o forse dovuta anche in seguito alle pressioni medianiche di questi giorni.

    In ogni caso a giorni si dovrebbe fa luce sulla questione soprattutto poiché i ragazzi, la cui permanenza nella comunità, era subordinata ad un semplice si o no del parroco, avrebbero deciso di testimoniare e di presentare tutta la documentazione alla Magistratura.

    Intanto il sacerdote accusato di abusi sessuali è partito alla volta del Perù “ha bisogno di stare lontano dal clamore di questa brutta storia” riferiscono, infatti già domenica scorsa il prete che lo sostituisce aveva dato la notizia del periodo di riposo e riflessione a cui si era dedicato il parroco. Quando si suol dire “lontano dagli occhi…” Casualità?

    www.umbrialeft.it/notizie/abusi-den…e-icastra-curia

  • DON PIERINO: TRIBUNALE DISPONE VISITA FISCALE

    DON PIERINO: TRIBUNALE DISPONE VISITA FISCALE

    25 Ottobre 2011 12.35 – di Claudia Sensi – Fonte: Radio Galileo – cod.306542

    Il processo riprenderà il 7 febbraio prossimo
    Visita fiscale approfondita: l’ha disposta il tribunale di Terni per accertare le condizioni di salute di don Pierino Gelmini, il fondatore della Comunità Incontro accusato di violenza sessuale nei confronti di una decina di ex ospiti di Molino Silla di Amelia. L’esame clinico documentato sarà affidato al dottor Luigi Carlini dell’istituto di medicina legale dell’ospedale Santa Maria di Terni che avrà 30 giorni di tempo per compiere gli accertamenti avvalendosi, nel caso in cui ne abbia bisogno, anche della consulenza di uno specialista. La decisione è stata presa nel corso dell’udienza odierna, durante la quale i legali di don Gelmini hanno presentato un’istanza di rinvio del processo di almeno 6 mesi per via dell’aggravamento dello stato di salute dell’ex sacerdote. I pm Barbara Mazzullo e Raffaella Gammarota si sono però opposti alla richiesta così come gli avvocati di parte civile, che avevano richiesto, in subordine, una visita fiscale dell’imputato e la sospensione dei tempi di prescrizione. Il processo riprenderà il 7 febbraio prossimo.

  • DON PIERINO: RIPRENDE IL PROCESSO A TERNI.

    DON PIERINO: RIPRENDE IL PROCESSO A TERNI.

    24 Ottobre 2011 16.23 – di Claudia Sensi – Fonte: Radio Galileo – cod.306424

    Il dibattimento si svolgerà davanti alla corte presieduta dal nuovo presidente della sezione penale del tribunale
    Il processo a carico di don Pierino Gelmini, il fondatore della Comunità Incontro accusato di violenza sessuale nei confronti di una decina di ex ospiti della struttura di Molino Silla di Amelia, riprenderà domani davanti al tribunale di Terni.

    La prima udienza, svoltasi nel marzo scorso, era stata rinviata su richiesta dei legali di don Pierino a causa delle sue condizioni di salute. Dopo il ricovero di gennaio per uno scompenso cardiaco, all’ex sacerdote era stato infatti raccomandato un periodo di riposo.

    Nelle ultime settimane si sono presentati nuovi problemi di salute per l’ex sacerdote ed ora le sue condizioni sono considerate stabili ma tenute sotto stretto controllo dal personale medico che continua a raccomandare a don Pierino riposo assoluto.

    Domani dovrebbe prendere il via il dibattimento davanti alla corte presieduta dal nuovo presidente della sezione penale del tribunale di Terni Massimo Zanetti.

  • I video delle 3 puntate

    I video delle 3 puntate

    Presunti abusi di un religioso: Staderini e Chiaramello, Vaticano risponda su accuse de Le Iene. La Presidente dell’Umbria dica se le strutture sono legate alla ASL

    21/10/2011

    Fermo immagine servizio delle iene su presunti abusi denunciati ad un vescovo

    Ad una settimana dalla gravissima denuncia diffusa dalla trasmissione Le Iene venerdi scorso, è inquietante il silenzio della Curia perugina, della Caritas umbra e dello stesso Vaticano.

    Nell’inchiesta televisiva, infatti, si accusa il sacerdote cui farebbero capo numerose strutture Caritas di recupero per tossicodipendenti, extracomunitari ed ex detenuti di aver compiuto ripetute molestie sessuali, violenze psicologiche e intimidazioni su persone deboli e bisognose di aiuto.

    Non hanno nulla da dire il Vescovo di Perugia, Gualtiero Bassetti, e il suo predecessore Giuseppe Chiaretti, che risulterebbero essere stati informati per tempo delle accuse?

    Nulla da dire da parte del Vaticano rispetto alle condotte dei due Vescovi che, secondo le indicazioni di Benedetto XVI, dovrebbero vigilare e collaborare con la giurisdizione italiana?

    Troppe le domande ancora senza risposta. Ad esempio, è vero o no che intorno a quelle comunità c’è stato un numero anomalo di suicidi negli ultimi anni?

    Dalla Presidente della Regione Umbria, invece, vorremmo sapere se le strutture della Caritas siano convenzionate con la ASL per le attività sociosanitarie, terapeutiche, assistenziali e riabilitative che sembrerebbero svolgere, se siano in regola con le autorizzazioni amministrative e se ricevano contributi pubblici. Occorre fare subito chiarezza su di un contesto che rimane opaco e preoccupante.

    Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani e Liliana Chiaramello, segretaria Radicali Perugia

    I video delle 3 puntate

    www.video.mediaset.it/video/iene/pu…#tc-s1-c1-o1-p6

    www.video.mediaset.it/video/iene/pu…gli-orrori.html

    http://www.video.mediaset.it/video/iene/pu…o-di-abusi.html

    www.radicali.it/comunicati/20111021…ponda-su-accuse

  • Abusi sessuali, archiviata la posizione di don Stefano

    Abusi sessuali, archiviata la posizione di don Stefano

    Le quattro presunte vittime non avrebbero formulato le querele nei tempi previsti dalla legge. Negli interrogatori, il prete di Ugento avrebbe confermato i rapporti: “Ma loro erano consenzienti”

    Don Stefano Rocca.
    LECCE – Si è conclusa con un’archiviazione l’inchiesta sulle presunte molestie sessuali compiute da don Stefano Rocca, parroco di Ugento, iscritto nel registro degli indagati della Procura di Lecce con ‘’accusa di violenza sessuale. Il gip Annalisa De Benedictis ha accolto la richiesta di archiviazione formulata dal sostituto procuratore titolare del procedimento, Stefania Mininni, poiché le presunte vittime, quattro in tutto, pur avendo raccontato le molestie subite, per cui sarebbero stati raccolti riscontri investigativi, non avrebbero formulato le querele nei tempi previsti dalla legge.

    Si tratta di un’inchiesta nata da uno stralcio dell’indagine sull’omicidio di Pepino Basile, il consigliere dell’Idv assassinato ad Ugento la notte tra il 14 e il 15 giugno del 2008. Tra le centinaia di verbali di persone informate sui fatti raccolte dagli inquirenti, sarebbero emerse le accuse rivolte al parroco da quattro ragazzi. Racconti scottanti e dettagliati, a cui poi si sarebbero aggiunte alcune lettere recapitate direttamente negli uffici giudiziari del capoluogo salentino, raccolti in un fascicolo affidato al sostituto procuratore della Repubblica di Lecce Stefania Mininni.

    Gli abusi, secondo i racconti delle presunte vittime, sarebbero stati commessi all’interno della parrocchia, dove il prelato avrebbe attirato con una scusa i giovani fedeli. Nel lungo interrogatorio sostenuto dinanzi al pubblico ministero, don Stefano avrebbe ammesso di aver avuto rapporti sessuali fugaci e non completi con le persone che l’hanno accusato, spiegando però che queste sarebbero state consenzienti. Nell’ottobre scorso il prete ha lasciato la parrocchia di Ugento per trascorrere un periodo di preghiera in Umbria.
    (giovedì 29 settembre 2011)

    www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=30237

  • Don Gelmini Rinviata la prima udienza del processo per molestie

    Don Gelmini Rinviata la prima udienza del processo per molestie

    Rinviata la prima udienza del processo per molestie, La motivazione è legata ai suoi problemi di salute
    Mar, 29/03/2011 – 13:27

    E’ stata subito rinviata al 25 ottobre la prima udienza davanti al tribunale di Terni del processo a don Pierino Gelmini per molestie sessuali su alcuni giovani quando erano ospiti della Comunità Incontro di Amelia. I giudici hanno così accolto una richiesta dei difensori del sacerdote legata ai problemi di salute di quest’ultimo. Nel corso dell’udienza i legali hanno anche depositato alcuni documenti che attestano la necessità di un periodo di riposo per don Gelmini che ha sempre respinto tutte le accuse, rivendicando la correttezza del proprio comportamento. (VM)

    http://www.ilsitodiperugia.it/content/960-…ocesso-molestie

  • La procura di Terni, in base alle indagini avviate nel 2005, sostiene che tra il 1998 e il 2007 don Gelmini avrebbe costretto gli allora ospiti della Comunità a subire molestie di tipo sessuale

    La procura di Terni, in base alle indagini avviate nel 2005, sostiene che tra il 1998 e il 2007 don Gelmini avrebbe costretto gli allora ospiti della Comunità a subire molestie di tipo sessuale

    La procura di Terni, in base alle indagini avviate nel 2005, sostiene che tra il 1998 e il 2007 don Gelmini avrebbe costretto gli allora ospiti della Comunità a subire molestie di tipo sessuale

    Terni, 28 marzo 2011 – La prima udienza del processo a carico di don Pierino Gelmini, il fondatore della Comunità Incontro accusato di avere molestato sessualmente 12 giovani all’epoca dei presunti fatti ospiti della struttura di recupero di Molino Silla di Amelia, è destinata a slittare. L’udienza è prevista per domani mattina davanti al tribunale di Terni.

    I legali del sacerdote ottantaseienne hanno infatti presentato nei giorni scorsi una richiesta di rinvio dell’inizio del procedimento a causa delle due condizioni di salute che non gli permetterebbero di essere presente in aula e assistere al dibattimento.

    Don Pierino è ancora convalescente dopo il ricovero in ospedale avvenuto nel gennaio scorso in seguito a uno scompenso cardiaco. Il fondatore della Comunità Incontro era stato rinviato a giudizio il 18 giugno 2010 dal gup Pierluigi Panariello, che aveva accolto la richiesta del pm Barbara Mazzullo.

    La procura di Terni, in base alle indagini avviate nel 2005, sostiene che tra il 1998 e il 2007 don Gelmini avrebbe costretto gli allora ospiti della Comunità a subire molestie di tipo sessuale.

    http://www.lanazione.it/umbria/cronaca/201…o_gelmini.shtml