Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Umbria

  • Slittata la testimonianza di don Alberto Bastoni

    Slittata la testimonianza di don Alberto Bastoni

    Slittata la testimonianza di don Alberto Bastoni
    E’ slittata al 26 aprile l’udienza a porte chiuse, prevista per ieri mattina, nella quale avrebbe dovuto testimoniare padre Alberto Bastoni, l’ex parroco di Collevalenza invischiato in un giro di droga e sesso gay. Il sacerdote che per anni è stato a Montagano e Matrice sarà uno dei testimoni nel processo per direttissima allo spacciatore 42enne, di nazionalità argentina, finito nei guai per avergli venduto la sostanza stupefacente. A deciderlo è stato, a fine febbraio, il giudice del tribunale di Perugia, Marco Verola, che ha accolto la richiesta di giudizio abbreviato, ma condizionato all’ascolto del racconto del religioso, proposta dagli avvocati Daniela Paccoi e Guido Rondoni. Del prete, così benvoluto in Molise, non si hanno notizie da quasi tre mesi e pare che anche ieri mattina fosse lontano dalla provincia di Perugia. Per lo scandalo in cui è rimasto coinvolto è stato prima allontanato dalla chiesa dell’Amore Misericordioso di Collevalenza e poi addirittura dall’Umbria. Ha trovato rifugio in un luogo segretissimo. Era la fine di gennaio quando il parroco è stato fermato dai carabinieri che lo hanno pizzicato con alcune dosi di cocaina e con una sostanza ‘‘fertilizzante’ che, una volta sniffata, si trasforma in un allucinogeno. Ma nell’inchiesta si è ritrovato anche Massimo Giraldi, un istruttore di pattinaggio che ai militari ha raccontato la sua versione dei fatti: di aver messo la sua casa a disposizione del sacerdote in occasione dei festini, aggiungendo di aver conosciuto il parroco in una chat per omosessuali. Con la droga però ha giurato di non averci mai avuto nulla a che fare. E quella sera del 30 gennaio ha tentato di ricostruirla minuto per minuto. Agli uomini dell’Arma ha detto di essersi ritrovato sul sedile della sua auto, su cui era precedentemente salito don Alberto, un portaostie che poi ha infilato in tasca. Appena qualche istante prima che venisse fermato dai carabinieri. Lì dentro c’era la droga: cocaina. Alla perquisizione è risultato pulito. I carabinieri gli hanno tolto la patente assicurandogli che quella vicenda si sarebbe chiusa lì. E invece le voci si sono rincorse e dopo pochi giorni si è scatenato il putiferio. Ora sarà l’ex parroco di Matrice e Montagano a raccontare la sua versione dei fatti davanti ai giudici. Il 26 aprile.

    15/4/2012 | 17:50

    http://www.primopianomolise.it/news.aspx?news=2131

  • Abusi sessuali, Don Lucio Gatti sospeso per 5 anni dal sacerdozio. Lui:«Solo fantasie»

    Abusi sessuali, Don Lucio Gatti sospeso per 5 anni dal sacerdozio. Lui:«Solo fantasie»

    Abusi sessuali, Don Lucio Gatti sospeso per 5 anni dal sacerdozio. Lui:«Solo fantasie»

    di Francesca Marruco

    Adesso è ufficiale: don Lucio Gatti è stato sospeso dal sacerdozio per cinque anni. Lo rende noto la curia arcivescovile di Perugia con una scarna nota ufficiale diramata agli organi di stampa. Ma lui, che ha chiesto al pubblico ministero che lo indaga di essere ascoltato, e che ai parrocchiani in una lettera aveva chiesto «scusa» è pronto a smentire tutte le accuse che gli vengono mosse da due ex ospiti delle comunità che gestiva. Nessuna molestia sessuale. Tanto meno abusi. Solo «fantasie e calunnie» di due ragazzi.

    Il decreto «In data 30 aprile 2012- sta scritto nella nota della curia- è stato emanato il decreto arcivescovile riguardante il sacerdote diocesano don Lucio Gatti in seguito ai risultati dell’indagine avviata dall’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti il 24 ottobre 2011. Nel decreto si stabilisce la sospensione del sacerdote da ogni attività pastorale per un periodo di cinque anni. L’annuncio del suddetto decreto arcivescovile avviene attraverso il presente comunicato stampa dopo l’espletamento delle relative procedure canoniche».

    Chiesa e magistratura La nota stampa della curia termina dicendo: «La nostra Chiesa diocesana rinnova la sua richiesta di perdono a chi si sia sentito offeso». Offeso. Parallelamente all’inchiesta della commissione diocesana si è mossa la magistratura. Ci sono due fascicoli aperti dal pubblico ministero Massimo Casucci per violenza sessuale e abuso di mezzi di correzione. L’indagato è don Lucio Gatti. L’ex direttore della Caritas che per anni ha gestito centri di recupero per giovani tossicodipendenti nel perugino.

    L’interrogatorio E proprio don Lucio adesso, dopo essere stato ufficialmente sospeso dal sacerdozio, spiegherà la sua versione dei fatti al magistrato titolare delle indagini. Ha chiesto lui pochi giorni fa di essere interrogato e l’interrogatorio avverrà nel giro di altrettanti pochi giorni. Così don Lucio, accompagnato dal suo legale Nicola Di Mario, varcherà la soglia della procura della Repubblica di Perugia e proverà a scrollarsi di dosso le accuse infamanti di aver molestato sessualmente alcuni ospiti delle sue comunità.

  • Abusi sessuali, don Lucio Gatti va in procura a Perugia

    Abusi sessuali, don Lucio Gatti va in procura a Perugia

    Ha definito «fantasie e calunnie» le accuse mosse contro di lui. In una lettera ha chiesto «scusa» ai suoi parrocchiani
    Abusi sessuali, don Lucio Gatti va in procura a Perugia

    di Maurizio Troccoli

    Don Lucio Gatti, il sacerdote di Cenerente, l’ex direttore della Caritas perugina, travolto dallo scandalo ‘Abusi sessuali’ su cui si sono accesi i rifelttori dei media nazionali, attraverso la nota trasmissione Le Iene, è andato alla procura della Repubblica, a Perugia, accompagnato dai suoi legali.

    Due fascicoli Ci sono due fascicoli aperti dal pubblico ministero Massimo Casucci per violenza sessuale e abuso di mezzi di correzione. Il sacerdote che per anni ha gestito centri di recupero per giovani tossicodipendenti nel perugino è stato anche sospeso dal sacerdozio per 5 anni, dopo il lavoro di una commissione che si è costituita sul caso. Il sacerdote ha scritto una lettera ai suoi parrocchiani, letta dal vescovo di Perugia nella quale ha chiesto «scusa», e poi ha fatto richiesta al pubblico ministero che indaga su di lui di essere ascoltato, dichiarando come «fantasie e calunnie» le accuse mosse contro di lui.

  • Presunti abusi sacerdote, Curia Perugia replica a Radicali

    Presunti abusi sacerdote, Curia Perugia replica a Radicali

    Presunti abusi, la Curia ai Radicali: “Accuse non comprensibili”
    La Curia di Perugia risponde ad alcune dichiarazioni dei Radicali apparse sulla stampa in merito alla vicenda che coinvolge l’ex sacerdote di Cenerente in una storia di presunti abusi
    di Redazione 25/04/2012

    Continua a far discutere la vicenda dei presunti abusi che ha coinvolto un sacerdote in una struttura della Caritas perugina.

    Infatti, in merito ad alcune dichiarazioni fatte dal segretario di Radicali Italiani e dalla presidente di Radicali Perugia in riferimento ai fatti che hanno coinvolto l’ex sacerdote di Cenerente, apparse in questi giorni sulla stampa locale, che intendono coinvolgere l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, mons. Gualtiero Bassetti e il suo predecessore, l’arcivescovo emerito mons. Giuseppe Chiaretti, la Curia tiene a precisare quanto segue.

    “A mons. Bassetti, prima dell’ottobre 2011, non era giunta alcuna denuncia diretta sul sacerdote. Nel momento in cui una persona nel 2010 aveva riferito di fatti negativi si è premurato di avviare un’indagine personale riservata, dalla quale non è emerso nulla di significativo. Continuando ad avere segnalazioni riguardanti il sacerdote in questione, ha deciso, in data 24 ottobre 2011, di istituire una Commissione diocesana di indagine, che ha raccolto le dichiarazioni dei diretti interessati e di coloro che in qualche modo fossero legati alla vicenda.

    Mons. Chiaretti, a sua volta, è venuto a conoscenza di un unico caso di lamentela nei confronti del sacerdote perugino, risalente al 2004, per il quale, non essendo evidente la fattispecie dell’episodio, convocò subito una commissione di chiarificazione con gli interessati, monitorando poi la situazione per vario tempo senza mai aver notizia d’altri episodi del genere. Su questa dolorosa vicenda la Curia perugina ha fatto luce fino in fondo con determinazione, non temendo la verità come è avvenuto anche in altre circostanze.

    Per quanto riguarda il riferimento dei Radicali alla Santa Sede, si ricorda che il caso è tutto e solo di competenza giuridica e pastorale dell’arcivescovo di Perugia. Non sono pertanto comprensibili accuse e sospetti che offendono l’onorabilità dei due presuli, se non per una pregiudiziale diffidenza nei confronti della Chiesa e dei suoi pastori.

    Per quanto riguarda le accuse mosse alle strutture di accoglienza della Caritas, si ritiene opportuno rimarcare il loro carattere di sostegno e accoglienza verso persone deboli, povere e disagiate che chiedono aiuto con insistenza e spesso con urgenza per situazioni personali e familiari insostenibili.

    Sono, pertanto, opere benemerite, portate avanti con lavoro in massima parte gratuito e da persone volontarie cristianamente motivate e godono dell’apprezzamento della gente comune e del rispetto di Istituzioni pubbliche e private. E’ triste dover constatare che con queste ripetute accuse si vorrebbe oscurare, consapevolmente o meno, tutto l’impegno che la Chiesa perugina profonde per lo sviluppo civile e sociale dell’intera comunità diocesana”.

    http://www.perugiatoday.it/cronaca/presunti-abusi-sacerdote-curia-perugia-radicali.html

  • Prete accusato di molestie, Staderini e Chiaramello (Radicali): sul banco degli imputati anche i Vescovi Bassetti e Chiaretti che già sapevano.

    Prete accusato di molestie, Staderini e Chiaramello (Radicali): sul banco degli imputati anche i Vescovi Bassetti e Chiaretti che già sapevano.

    23/04/2012

    Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani, e Liliana Chiaramello, Presidente di RadicaliPerugia.org
    Mentre la Curia di Perugia comincia ad ammettere che evidentemente qualcosa non torna circa la vicenda di Don Lucio Gatti tanto da paventargli sospensione e purificazione in monastero, attendiamo con curiosità ciò che deciderà la Congregazione per il Clero in Vaticano. Al di là delle vicende giudiziarie che faranno il loro corso -l’ex parroco da venerdì scorso è iscritto nel registro degli indagati per violenza sessuale e abuso dei mezzi di correzione- ciò che è in gioco oggi non è la demonizzazione del singolo quanto la verifica del rispetto di quelle direttive che, per volontà di Benedetto XVI, impongono ai Vescovi di collaborare con la Giustizia qualora essi dovessero venire a conoscenza di tragiche realtà, quale per esempio quella in questione. Come ampiamente documentato dalla trasmissione “Le Iene”, sia il Vescovo Bassetti che il suo predecessore Monsignor Chiaretti erano al corrente già da tempo della drammatica vicenda.
    In virtù di ciò, crediamo che sul banco degli imputati dovrebbero esserci anche loro poiché se ci si limitasse alla singola mela marcia significherebbe che le regole sancite dal Vaticano non sarebbero state rispettate e tutto acquisterebbe il sapore di ‘grida manzoniane’ volte a placare l’opinione pubblica senza però risolvere il problema alla radice.

    Fonte: http://radicalipg.blogspot.com/2012/04/pre…taderini-e.html

  • Abusi sessuali, don Lucio Gatti: «Devo purificarmi». Verso una lunga sospensione dal sacerdozio

    Abusi sessuali, don Lucio Gatti: «Devo purificarmi». Verso una lunga sospensione dal sacerdozio

    C’è tanto dolore a Cenerente concentrato in poche centinaia di metri. Una comunità colpita nel suo cuore con due atti di violenza: l’omicidio di Sergio Scoscia e la madre Maria Raffaelli, brutale, atroce. Il male dei cattivi, ancora senza nome e senza volto. L’altro, più sottile: quello procurato da un amico, da una persona buona, da quel don Lucio Gatti che ha costruito intorno alla parrocchia un mondo fatto di amore e fratellanza. Ma che, se le denunce di violenza sessuale ai danni di alcuni ragazzi stranieri verranno confermate, ha rotto un vincolo di fiducia, di fede – per dirla in termini religiosi – e questo forse fa ancora più male.

    ASCOLTA L’INTERVENTO DEL VESCOVO E LA LETTERA DI DON LUCIO

    Verso la sospensione Verrà sospeso dal sacerdozio, don Lucio. Manca solo l’ultima parola del vescovo Gualtiero Bassetti, che arriverà a giorni. Sospeso (e non ridotto allo stato laicale) per espiare quella pena che, oltre che sulla pelle delle sue presunte vittime, si porta nel cuore. Un tempo che trascorrerà in un monastero o in un convento. Rischia fino a cinque anni e forse tanto gli verrà dato.

    Bisogno di purificazione Il vescovo è venuto proprio a Cenerente a preparare la sua comunità a questa decisione, domenica pomeriggio. Ad aspettarlo c’erano tantissime persone che amano don Lucio, che lo rivorrebbero tra loro (Leggi la lettera firmata “L’Oratorio delle Famiglie” (alcune famiglie della parrocchia di “Cenerente-Capocavallo-Canneto-Prugneto-Pantano”). Tanta gente che il presule ha dovuto leggere la lettera due volte, una seconda per le persone rimaste fuori dalla chiesa troppo piena. «Non si toglie nulla a quanto è stato fatto di bene qui e che io conosco – ha detto Bassetti -, per quanto fatto per costruire questa comunità solo che è bene che capiate che ora Lucio ha bisogno di un momento di purificazione, lo chiede lui e glielo chiede la chiesa». Lo chiede e lo avrà.

    GUARDA LE TESTIMONIANZE DELLE VITTIME DEGLI ABUSI

    La lettera Il vescovo ha letto la lettera che lo stesso don Lucio gli ha scritto in cui il sacerdote parla del suo momento di «dolore, umiliazione, fragilità, debolezza e paura», si definisce un «povero peccatore nudo, fragile, debole, spogliato di ogni dignità» sottolineando come, anche se ciò creerà scandalo, «questa è l’unica verità che io ora ho da dire a me stesso». Ecco la lettera integrale:

    Scrivo a lei carissimo Vescovo Gualtiero, perché attraverso la sua voce posso raggiungere tutte le persone da me amate, in particolare sotto la guida di parroco perché dopo lungo silenzio desidero far sentire il mio bene vestito di tanto dolore, tanta umiliazione, fragilità, debolezza e paura. Ora è con questi abiti che posso dichiarare il mio vero bene sincero e farmi vicino ad ognuno.

    Certo, vedere un uomo così grande, forte, deciso, deciso impeccabile, vivace, brillante, pieno di iniziative, presentarsi vestito con gli stracci del povero peccatore nudo, fragile, debole, spogliato di ogni dignità farà effetti e certamente scandalizzerà ma questa è l’unica verità che io ora ho da dire a me stesso. così in questo totale annullamento posso alzare la testa e gridare: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» E poi padre nelle tue mani consegno il mio spirito percorrendo la strada dell’umiliazione potrò avvicinarmi al cuore di ognuno mendicando misericordia, vergogna, pietà tenerezza.

    Grazie caro Vescovo, per come mi è stato vicino e come mi ha accompagnato in questi mesi, mostrandomi la paternità di dio, che mai abbandona i suoi figli. Grazie a tutti, e quando dico tutti ho davanti la faccia di ognuno, grazie a don Paolo, a tutti i suoi collaboratori che sostituendomi non vi hanno abbandonato in balia dei tanti venti, grazie a tutti i monasteri di clausura che hanno pregato e continuano a pregare per me, grazie a tutti i miei confratelli sacerdoti che avranno pietà di me, grazie a tutta la chiesa intera che come madre si fa accanto a curare le ferite con l’olio della sua grazia.

    Ora in questo tempo di deserto voglio mettere in liuce tutto ciò che nel mio cuore va purificato: egoismo, orgoglio, pena, giudizio. Non è un isolarsi, l’unica solitudine è quella di amare cristo e isolarsi soltanto nel suo amore.

    Caro vescovo, le voglio un gran bene perché lo voglio alla chiesa e a tutti. Un abbraccio a tutti i miei figli, Suo don Lucio

    Gli atti ufficiali A giorni il vescovo renderà nota la sua decisione ufficiale, che sarà un decreto basato sul diritto canonico, ma non la sentenza di un processo (neppure ecclesiastico, mai istruito). Una decisione frutto del lavoro della commissione d’indagine diocesana, che ha ascoltato anche il sacerdote (che avrebbe ammesso, almeno in parte, gli abusi) trasmettendo poi gli atti alla Congregazione per il clero, in Vaticano, che a sua volta ha dato un suo orientamento al vescovo.

    La procura indaga Per il resto sarà la giustizia civile a dire la sua: don Lucio Gatti è indagato per violenza sessuale e abuso di mezzi di correzione per due episodi, oggetto di denunce di due giovani stranieri. Forse la procura chiederà gli atti alla commissione diocesana. Presto potrebbe convocare lo stesso don Gatti. Quando ormai non avrà più una parrocchia. Lo ha fatto intuire Bassetti, quando ha detto: «Qui si è seminato bene, il prossimo sacerdote ne trarrà beneficio». Prima di lui tornerà il vescovo per i funerali di Sergio e Maria: «Per quei poveretti verrò a dire quanto è preziosa la vita umana e chiederò giustizia». Come per don Lucio. «Verità, giustizia, misericordia» per lui e per le pecorelle di Cenerente rimaste smarrite, azzannate dai lupi e tradite dal loro pastore.

    Abusi sessuali, don Lucio Gatti: «Devo purificarmi». Verso una lunga sospensione dal sacerdozio

  • Due fascicoli aperti a suo carico. A Cenerente i fedeli chiedono il ritorno dell’ex parroco

    Due fascicoli aperti a suo carico. A Cenerente i fedeli chiedono il ritorno dell’ex parroco

    Articolo | Sab, 21/04/2012 – 00:00 | Di Matteo borrelli

    Don Lucio Gatti, ex parroco di Cenerente, risulta iscritto nel registro degli indagati. La Procura della Repubblica di Perugia ha aperto due fascicoli a suo carico ipotizzando il reato di violenza sessuale e, in un caso, anche di abuso dei mezzi di correzione. Un atto dovuto, per il suo legale, conseguenza delle denunce presentate da presunte vittime. Le circostanze oggetto di indagine erano state anche riferite da un servizio delle Iene.

    La lettera. Una lettera per chiedere scusa e perdono. Poche pagine vergate dalla mano forte dell’ex parroco di Cenerente, don Lucio Gatti, per comunicare ai parrocchiani il proprio dispiacere per averli messi in imbarazzo, per aver tradito la loro fiducia. Per averli messi di fronte ad una situazione scabrosa e dolorosa. Anche per averli abbandonati.

    È quanto ha fatto l’ex parroco di Cenerente (adesso la parrocchia è retta dal vicario, monsignor Paolo Giulietti) indirizzando lo scritto all’arcivescovo, monsignor Gualtiero Bassetti e ai fedeli. Un passo dello scritto è stato anche letto dall’arcivescovo durante le celebrazioni pasquali, durante le quali ha ricordato anche che «il popolo cristiano lo sa e per questo non sopporta di rimanere senza prete, e soprattutto vuole sacerdoti santi. Al di là delle nostre debolezze, i fedeli sanno cogliere il mistero che è acceso nella nostra vita».

    E della «dolorosa» vicenda emersa dopo la denuncia di alcune persone che avevano segnalato di aver subito molestie e abusi, accuse rilanciate dalla trasmissione “Le iene”, il vescovo si è occupato istituendo una commissione che ha chiamato a testimoniare centinaia di persone. Molti quelli che si sono schierati con don Lucio, ma tanti anche quelli che hanno raccontato episodi incriminanti. Sono stati soprattutto i parrocchiani ad intervenire a favore del proprio sacerdote. Dopo gli attestati di stima e la difesa ad oltranza è stata decisa una raccolta di firme per chiedere al vescovo di non rimuovere l’ex parroco e di rimetterlo al suo posto. Firme che si stanno raccogliendo in questi giorni e che sarebbero dovute essere portate all’attenzione dell’arcivescovo Bassetti in occasione della visita che il presule intendeva compiere nel pomeriggio di domani. Una visita decisa più per portare conforto ad una comunità che è stata fortemente provata da questa vicenda e da quella ancor più dolorosa del duplice omicidio di Sergio Scoscia e Maria Raffaelli.

    Per quanto riguarda le decisioni dell’arcivescovo si sapranno a tempo debito e con l’ufficialità del caso, confermano dagli ambienti di curia. Una decisione sofferta e che deve essere ponderata con molta attenzione e che sarà comunicata con «decreto vescovile». Gli orientamenti provenienti dalla Congregazione del clero di Roma sono arrivati sul tavolo di monsignor Bassetti da più di una settimana e gli elementi raccolti dalla commissione diocesana d’inchiesta non depongono a favore del sacerdote. Ogni decisione, però, emerge dagli ambienti di curia, dovrà tenere conto di tanti aspetti: da una parte punire e correggere, dall’altra non abbandonare a se stesso un uomo che è anche consacrato. Le ipotesi spaziano dalla sospensione a divinis (divieto di celebrare i sacramenti) fino alla riduzione allo stato laicale.

    La vicenda ha avuto anche una pendenza penale con una querela che sarebbe molto circostanziata con nomi e fatti elencati da uno dei ragazzi che ha raccontato degli abusi davanti alle telecamere. Nella querela sarebbero elencati alcuni episodi a carattere sessuale, ma anche di percosse, di privazioni e di violenze fisiche e psicologiche. Nel documento sarebbero indicati anche altri nomi oltre al sacerdote (del quale non si è mai fatto il nome) indicato come autore dei presunti abusi.

    Nel servizio televisivo, invece, si riportavano le testimonianze di persone che erano state ospiti in una struttura protetta della diocesi e che avrebbero subito degli approcci sessuali da parte del sacerdote. Solo uno si sarebbe ribellato e pochi giorni dopo sarebbe stato cacciato dalla struttura. Gli altri tre, uno però ha riportato solo il racconto di un amico, avrebbero ceduto per ottenere i documenti per rimanere in Italia.

    http://www.giornaledellumbria.it/article/article26616.html

  • Perugia, don Lucio Gatti indagato per violenza sessuale e abuso di mezzi di correzione

    Perugia, don Lucio Gatti indagato per violenza sessuale e abuso di mezzi di correzione

    Per la difesa del sacerdote l’iscrizione nel registro degli indagati è un «atto dovuto»

    di Francesca Marruco

    Violenza sessuale e abuso dei mezzi di correzione. Accuse pensatissime, se confermate. Specialmente per chi ha consacrato la propria vita a Dio e si prodiga per aiutare le persone deboli. Che in questo caso sarebbero diventate vittime di chi doveva aiutarle. A sei mesi dal clamore della vicenda del sacerdote perugino denunciato per abusi sessuali da alcuni ex ospiti della sua comunità di recupero, risulta ufficiale l’iscrizione nel registro degli indagati di don Lucio Gatti, il sacerdote già rimosso dal suo incarico nella parrocchia di Cenerente mesi fa.

    Due procedimenti Il titolare dei due diversi procedimenti, nati da altrettante denunce di ex ospiti delle comunità di recupero gestite da don Lucio Gatti, è il pubblico ministero Massimo Casucci. Così, mentre i parrocchiani di Cenerente in attesa del verdetto del vescovo sul futuro del loro ex sacerdote raccolgono firme per chiedere che gli venga restituito, e il vescovo è prossimo ad annunciare al sua decisione, arriva la conferma dell’indagine.

    La difesa Per il legale che rappresenta il sacerdote, l’avvocato Nicola Di Mario, l’iscrizione nel registro degli indagati si tratta di un atto dovuto. Una sorta di formalità finalizzata all’accertamento reale degli eventi per come si sono verificati. Intanto don Gatti non è ancora stato convocato o ascoltato dal pubblico ministero titolare delle indagini.

    Le due inchieste Ancora, dal momento in cui le denunce sono state depositate, non sarebbero stati ascoltati nessuno dei due ragazzi che dicono di aver subito abusi sessuali da parte di don Gatti. Entrambi i giovani sono assistiti dagli avvocati Federico Mazzi e Alessandro Fratini. Don Gatti invece la sua versione l’ha raccontata alla commissione d’inchiesta della curia diocesana di Perugia istituita il 24 ottobre scorso. Secondo quanto trapelato, in quella circostanza avrebbe ammesso quanto denunciato dai ragazzi. O almeno lo avrebbe fatto in parte, sostenendo, sembrerebbe, che i giovani fossero consenzienti.

    Consenzienti? Facile immaginare come un eventuale procedimento possa giocarsi tutto sulla sottile linea tra l’abuso e l’atto tra due persone consenzienti. I ragazzi hanno effettivamente aspettato molto tempo prima di presentare denuncia e lo hanno fatto solo dopo che anche la trasmissione televisiva ‘Le Iene’ si era occupata del loro caso. Qualcuno potrebbe sollevare non pochi dubbi sulla scelta comportamentale tenuta.

    Il racconto di uno dei ragazzi che ha denunciato Uno dei ragazzi che hanno denunciato Don Gatti, aveva raccontato a Umbria 24 la notte in cui dice di aver subito l’abuso: «Mi venne proposto di andare a casa sua (del sacerdote indagato, ndr)per fare dei lavori il giorno seguente. Si è messo nel letto accanto a me, avevo visto mezz’ora del film Gran Torino e mi ero messo a dormire. Andare a lavorare fuori dalla comunità significava riposarsi . Invece, poco dopo si è messo nel mio stesso letto. Ha iniziato a toccarmi e ha tentato di baciarmi, io l’ho allontanato e mi sono girato dall’altra parte. Ma lui ha continuato lo stesso. Si è calato le mutande e ha iniziato a masturbarsi. Eravamo nello stesso letto, molto vicini. E’ stato tremendo». Lo stesso ragazzo aveva raccontato a Umbria 24 anche delle violenze fisiche e psicologiche che avevano messo in atto nei suoi confronti. «Uno mi teneva e l’altro mi dava schiaffi» aveva detto, aggiungendo di quando «con delle piccole forbici infuocate mi hanno cancellato un tatuaggio che avevo sul braccio» e di quando gli permettevano di mangiare solo mele destinate ai maiali.

    Accuse da verificare Tutte circostanze che il pubblico ministero dovrà vagliare per decidere se procedere poi con una richiesta di archiviazione o di rinvio a giudizio per il sacerdote perugino. A breve verrà resa nota anche la decisione della curia in osservanza del diritto canonico, forse già domenica pomeriggio quando il vescovo mons. Gualtiero Bassetti dovrebbe incontrare la comunità di Cenerente che più volte ha difeso il suo parroco.

    La lettera Lui invece, dal luogo sconosciuto in cui si è rifugiato dal momento dell’allontanamento dalla parrocchia, ha scritto una lettera al vescovo indirizzandola ai suoi parrocchiani e agli altri sacerdoti. Missiva che è stata in parte letta nella celebrazione in cui i sacerdoti rinnovano le loro promesse. Missiva in cui il sacerdote chiede scusa. Alla comunità e agli altri preti. Per quanto ha fatto? Per le sue debolezze? O per il clamore che la vicenda ha creato nonostante lui sia estraneo alle accuse? Non è dato sapere. Almeno per ora.

  • Presunti Abusi, indagato sacerdote „Presunti Abusi, sacerdote indagato per violenza sessuale“

    Presunti Abusi, indagato sacerdote „Presunti Abusi, sacerdote indagato per violenza sessuale“

     La Procura di Perugia ha aperto due fascicoli a carico dell’ex sacerdote di Cenerente, finito nel mirino, dopo l’inchiesta de Le Iene che segnalava presunti abusi sessuali“

    Presunti Abusi, indagato sacerdote
    „Secondo quanto riportato da Il giornale dell’Umbria, l’ex parrocco risulterebbe iscritto nel registro degli indagati dalla Procura che ipotizza il reato di violenza sessuale e in un caso, anche di abuso dei mezzi di correzione. Un atto dovuto, per il suo legale, conseguenza delle denunce presentate da presunte vittime.

    http://www.perugiatoday.it/cronaca/abusi-sessuali-indagato-sacerdote.html

  • Don Lucio Gatti verso lo spretamento?

    Don Lucio Gatti verso lo spretamento?

    venerdì 24 febbraio 2012

    Presunti abusi sessuali di un sacerdote, il vescovo manda la relazione al Vaticano
    Una decisione sul sacerdote dovrebbe arrivare nel giro di poco tempo

    di Francesca Marruco

    Cosa ci sia scritto in quella relazione, per ora nessuno lo sa. Fatto sta che la commissione diocesana, istituita dalla Curia vescovile di Perugia per indagare su un sacerdote denunciato alla magistratura da alcuni ragazzi per presunti abusi avvenuti all’interno di alcune comunità di recupero del perugino, ha terminato il suo lavoro. E lo ha consegnato all’arcivescovo, mons. Gualtiero Bassetti, che a sua volta lo ha portato all’attenzione della Congregazione del clero in Vaticano.

    Faccenda chiusa, come? «Per me la faccenda è chiusa» ha detto il presule a margine di una conferenza stampa per presentare il direttorio pastorale. Ma in che modo lo sia, non si saprà se non quando anche la Congregazione avrà espresso il suo parere. Secondo quanto specificato dal vescovo comunque il sacerdote, ascoltato in commissione, è ancora tale.

    Ascoltati in molti in commissione In commissione, istituita dopo che la storia era finita alla ribalta delle cronache nazionali con un servizio della trasmissione ‘le Iene’, sono state sentite molte persone. Alcune delle quali arrivate a bussare in Curia anche spontaneamente. Per difendere il sacerdote o per riferire di episodi non edificanti. «Devo dare atto alla Commissione diocesana di indagine dell’ottimo ed esaustivo lavoro svolto – ha detto mons. Bassetti –. Sono stati ascoltati i responsabili di sei Case di accoglienza della Caritas, cinque in Umbria ed una in Kosovo, e tutti coloro che spontaneamente si sono presentati».

    Ovviamente, prima di concludere il lavoro, la commissione ha ascoltato anche il sacerdote. E adesso la palla passa a Roma. E al vescovo che ha istituito la commissione diocesana e che ha spiegato come: «fin dagli inizi della vicenda –ha detto il presule –, mi sono recato personalmente presso la Congregazione per il Clero per informarla circa le procedure che avevo adottato, lavorando in profonda sinergia con la stessa Congregazione anche se la competenza diretta è mia, ma trattandosi di un caso che coinvolge un po’ tutta la Regione ecclesiastica umbra, ne abbiamo parlato insieme noi vescovi ed opportunatamente coinvolto il Dicastero competente della Santa Sede».

    La chiesa non nasconde la verità «La relazione sulla documentazione raccolta – ha spiegato ancora mons. Bassetti – è ora nelle mani della Congregazione per il Clero e resto serenamente in attesa degli orientamenti che mi saranno suggeriti. La Chiesa- ha concluso il presule- , non ha nulla da nascondere, perché ritiene che il peccato più grave sia proprio quello di nascondere o contraddire la verità ». Quale che sia.