Un episodio che ha lasciato sbalordita la comunità cattolica di Pearl River, in Louisiana, ha visto protagonista il sacerdote Travis Clark, sorpreso in circostanze decisamente fuori dal comune. Nel 2020, Clark è stato scoperto mentre aveva rapporti sessuali con due donne sull’altare della Saints Peter and Paul Catholic Church, una scena che ha fatto rapidamente il giro della stampa internazionale.
Categoria: World
-

Seconda fossa comune di neonati ritrovata in Irlanda: nati da madri nubili in una casa di riposo gestita da suore
Circa 800 neonati e bambini piccoli morirono nell’istituto, gestito dalle suore dell’ordine del Bon Secours, nell’arco di 36 anni e si ritiene che i loro corpi siano stati deposti in fosse comuni, riporta la CNN.
Una seconda tomba per bambini è stata scoperta a Tuam, nell’Irlanda occidentale, sul sito di un’ex casa di riposo per madri e bambini: si tratta di una scoperta importante per gli esperti forensi.
Nell’arco di 36 anni, nella casa gestita dalle suore dell’ordine del Bon Secours, morirono circa 800 neonati e bambini piccoli e si ritiene che i loro corpi siano stati deposti in fosse comuni. CNN.
Gli scavi, iniziati quest’estate, sono supervisionati dall’organismo indipendente ODAIT.
Il direttore Daniel McSweeney ha confermato che il secondo cimitero si trova a circa 50-100 metri dalla fossa settica in cui i corpi furono originariamente gettati. Dall’inizio degli scavi, sono stati rinvenuti i resti di 11 neonati e sono in corso le analisi del DNA per identificare le vittime. Finora, 160 familiari hanno fornito campioni di DNA.
La storia della Tuam Home è venuta alla luce nel 2014 grazie alla storica locale Catherine Corless, che ha scoperto che 796 bambini morirono senza alcun documento di sepoltura. La casa era solo una delle decine di istituti simili in Irlanda in cui venivano inviate ragazze incinte e donne nubili durante il XX secolo. Molte madri furono separate con la forza dai loro figli e centinaia di bambini morirono in segreto.
Annette Mackay di Manchester ricorda sua madre, che diede alla luce una bambina, Mary Margaret, dopo essere stata violentata nel 1942. La bambina morì sei mesi dopo e Annette spera che i suoi resti vengano ritrovati per poter essere sepolti accanto a quelli della madre.
Nel 2021, il governo irlandese si è scusato per gli alti tassi di mortalità infantile negli ospedali di maternità. È stato accertato che circa 9.000 bambini sono morti in 18 istituti inclusi nell’indagine. L’ordine delle suore del Bon Secours ha riconosciuto le modalità inaccettabili di sepoltura e ha offerto un risarcimento economico.
Gli scavi, che possono durare fino a due anni, rivelano un’eredità di incuria e disprezzo. Corless sottolinea:
“La Chiesa predicava la cura dei deboli, ma i bambini nati fuori dal matrimonio non venivano mai inclusi. Non riesco a capire come facessero questo a dei bambini piccoli e vulnerabili.”
The Office of the Director of Authorised Intervention, Tuam (ODAIT) said notable evidence was recovered during the reporting period, October 30th to November 28th.https://t.co/s9kOQqEq9y
— breakingnews.ie (@breakingnewsie) December 6, 2025
-

Nuova Zelanda – Domande per Papa Leone XIV
Caro Papa Leone XIVPerché hai imbiancato le accuse di violenza sessuale su minori contro il cardinale John Dew quando eri prefetto del Dicastero per i Bishop nel 2024? Perché non avete parlato con le vittime e come questo tipo di risposta è “centrata sulle vittime” come dite pubblicamente devono essere le risposte?Perché non tratterrete i vostri vescovi ad Aotearoa Nuova Zelanda per rendere conto di aver negato denunce per abuso di clero attraverso un processo segreto che ostacola le indagini?Perché non avete sanzionato i vostri vescovi ad Aotearoa Nuova Zelanda per aver usato avvocati civili nel loro processo di ricorso pastorale per minacciare i sopravvissuti e respingere ingiustamente le loro denunce?Perché permetti ai tuoi vescovi non solo di ignorare i sopravvissuti, ma di ordinare che il loro intero presbiterato ignora anche i sopravvissuti?Perché predicate la ‘tolleranza zero’ in pubblico ma permettete comunque insabbiamenti in privato?Perché non hai chiesto scusa pubblicamente per gli abusi nelle cure della tua Chiesa ad Aotearoa, Nuova Zelanda, come riscontrato dalla Commissione reale neozelandese di inchiesta sugli abusi in cura? Perché non avete riconosciuto i risultati dell’inchiesta?I sopravvissuti non meritano di meglio?https://www.facebook.com/groups/519994202127538/ -

Il Papa «dimissiona» il vescovo di Cadice accusato di abusi sessuali su un ex seminarista negli anni ’90 in Spagna
di Ester Palma – Il Pontefice ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Cadice e Ceuta presentata da monsignor Rafael Zornoza Boy, 76 anni
Il Papa ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Cadice e Ceuta presentata da monsignor Rafael Zornoza Boy. Il vescovo è al centro, in Spagna, di una bufera per accuse di abusi sessuali. In particolare, Rafael Zornoza, 76 anni, è accusato di presunte violenze sessuali continuate nei confronti di un ex seminarista tra il 1994 e il 2000, quando era sacerdote a Getafe (Madrid) e dirigeva il seminario maggiore della diocesi. Secondo il sito dell’«Associazione sopravvissuti agli abusi del clero», la denuncia è stata presentata l’estate scorsa, a 25-30 anni dai fatti, dall’ex seminarista alla Congregazione per la Dottrina della Fede e riportata dal quotidiano El País. Zornoza è accusato di abusi protrattisi quando la vittima aveva tra i 14 e i 21 anni.
L’incontro di Leone coi vescovi spagnoli
Leone XIV aveva discusso del caso, su cui era già stata aperta un’indagine dal tribunale vaticano, direttamente con i vescovi spagnoli lunedì scorso. Il presidente della Conferenza episcopale spagnola, monsignor Luis Arguello, ha commentato: «L’avvio dell’inchiesta da parte della Santa Sede conferisce credibilità alle accuse. La Chiesa cerca la verità per affrontare il dolore di tutte le parti coinvolte, sia della potenziale vittima che del vescovo, che potrebbe essere stato accusato ingiustamente». La diocesi ha assicurato «piena fiducia nella giustizia e la volontà di collaborare pienamente, ribadendo il rispetto alla presunzione di innocenza che assiste tutte le persone».«Il vescovo colpito da un cancro aggressivo»
È la prima inchiesta contro un vescovo in Spagna. Peraltro il lavoro del vescovo in una diocesi «di frontiera» come quella di Ceuta si era contraddistinto per l’impegno sulla carità soprattutto verso i migranti. Originario di Madrid, Zornoza ha studiato nel Seminario di Madrid-Alcalá e ha ottenuto la Licenza in Teologia Biblica presso la Pontificia Università di Comillas. Ordinato sacerdote, è stato parroco arciprete di San Agustín. A Getafe fu segretario del primo vescovo e rettore del Seminario sin dalla sua fondazione nel 1991 fino al 2009. È stato eletto ausiliare di Getafe nel 2005. Nei giorni scorsi la diocesi aveva emesso una nota in cui si diceva che Zornoza aveva «sospeso temporaneamente la sua agenda per chiarire i fatti e sottoporsi ai trattamenti per un cancro aggressivo da cui è affetto».https://roma.corriere.it/notizie/speciali/roma/cronaca/25_novembre_22/papa-dimissioni-vescovo-cadice-spagna-abusi-sessuali-db8c35ba-9411-4673-8b1b-ed187d31cxlk.shtml
-

Vescovi spagnoli segnalano 101 casi di abusi sessuali nella Chiesa
La Conferenza Episcopale Spagnola (Cee) ha reso noto che sono stati presentati 101 casi di abusi sessuali su minori e persone vulnerabili all’interno della Chiesa, in base al rapporto annuale della Commissione consulente del Piano di riparazione Integrale delle vittime (Priva), avviato nel 2023. Di questi, 58 sono stati risolti, mentre per i restanti “è stata sollecitata l’informazione necessaria per stabilire la forma di risarcimento”, informa la Cee in una nota.
“Abbiamo accettato il quadro generale proposto dal Ministero della Giustizia e stiamo negoziando per regolare come affrontare i casi delle vittime che non vogliono rivolgersi alla Chiesa”, ha spiegato in conferenza stampa il segretario generale della Cee, Francisco Cesar Garcia Magan, ripreso dai media iberici, fra cui El Pais.
Fino ad oggi i vescovi iberici avevano rifiutato di collaborare al fondo di risarcimento proposto dal governo. Tuttavia ora sembrano aprirsi a una nuova fase di dialogo, sebbene Garcia Magan non abbia chiarito se la Chiesa accetterà un fondo comune con lo Stato per risarcire le vittime. Associazioni di vittime si sono riunite questa settimana con il ministro di Giustizia, Felix Bolanos, per sollecitare un intervento urgente per garantire il diritto delle vittime ad essere risarcite. Secondo il rapporto del Difensore civico, responsabile della Commissione d’inchiesta a suo tempo approvata dal Parlamento, dal 1940 oltre 200.000 minori sono stati vittime di abusi sessuali da parte del clero cattolico in Spagna. Una cifra che la Chiesa riduce nel suo rapporto a 1.057 casi registrati.
In merito alle accuse di abusi rivelate la scorsa settimana da El Pais, che coinvolgono l’arcivescovo di Cadice e Ceuta, Rafael Zornoza, di 76 anni, investigato dal Vaticano, il segretario dei vescovi Garcia Magan ha ribadito il rispetto della presunzione di innocenza. “Mi rimetto a quanto detto dal presidente della Cee, Luis Arguello, e dal Santo Padre: da un lato, il rispetto della presunzione di innocenza, alla quale tutti hanno diritto, e dall’altra il diritto delle vittime a presentare i propri casi davanti alle istanze opportune”. Il segretario della Cee ha ricordato che “si sta realizzando un’indagine nel Tribunale della Rota, formato da persone altamente qualificate” e si aspetta la decisione.
https://www.laregione.ch/estero/estero/1885303/vittime-casi-cee-chiesa-abusi-vescovi
-

Sacerdote di Zara condannato per abusi sessuali su minori! Ecco a quanto ammonta la pena detentiva ricevuta
Il Tribunale municipale di Zara, presieduto dal giudice Mitra Meštrović, ha emesso una sentenza non definitiva nei confronti del sacerdote quarantenne ed ex parroco di Perušić Benkovački Darko Marušić di Zemunik Donji, accusato di diversi reati penali nell’ambito della pornografia minorile e dello sfruttamento sessuale dei minori.
Il tribunale ha dichiarato Marušić colpevole del reato di introduzione di minori alla pornografia, del reato di sfruttamento di minori a fini di pornografia e di tentato abuso sessuale su minore di età inferiore ai quindici anni. È stato condannato a una pena detentiva unica di tre anni e dieci mesi.
Come confermato dal portavoce del tribunale di Zara, Davor Dubravica, la custodia cautelare di Marušić è stata prorogata dopo la pronuncia del verdetto a causa del rischio di recidiva. È in custodia cautelare dal 20 dicembre dello scorso anno, dopo che il tribunale della contea di Zara ha disposto misure di detenzione sulla base di una segnalazione di molestie sessuali su una minorenne.
La Procura della Repubblica di Zara ha depositato l’atto di accusa il 6 febbraio, a seguito di un’indagine penale e di una perquisizione dei locali parrocchiali, nonché del sequestro di apparecchiature informatiche e dispositivi mobili. Il processo si è svolto a porte chiuse per tutelare la minorenne vittima, ma il verdetto è pubblico, il che consente di rendere pubblica l’identità dell’imputato.
Il caso sconvolse l’opinione pubblica al momento dell’arresto, avvenuto subito prima del funerale che Marušić avrebbe dovuto celebrare, spingendo l’arcidiocesi di Zara a inviare d’urgenza un altro sacerdote in parrocchia. Successivamente, l’arcidiocesi decise di sollevarlo da tutti gli incarichi.
Il verdetto non è definitivo e la difesa ha diritto di appello. Marušić rimane in custodia cautelare fino a nuovo avviso.
Anche l’arcidiocesi di Zara si è pronunciata sul caso e potete leggere cosa hanno detto.Qui.
Zadarski svećenik osuđen zbog spolne zlouporabe djeteta! Evo koliku je kaznu zatvora dobio
-

Abusi, il principio dell’obbligo di denuncia da parte della Chiesa approvato all’unanimità in Gran Consiglio
La Chiesa sarà tenuta “a denunciare alle autorità di perseguimento penale al più presto, ma al più tardi entro 30 giorni, ogni reato o sospetto di reato perseguibile d’ufficio contro l’integrità fisica, psichica o sessuale di un minorenne o di una persona incapace di discernimento a carico di un ecclesiastico, che constata o gli è segnalato”.
La modifica della legge cantonale della Chiesa cattolica è infatti stata approvata nella serata di oggi dal Gran Consiglio all’unanimità. L’iter per il cambiamento era iniziato lo scorso 16 settembre 2024 con l’iniziativa di Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini a seguito anche dei noti fatti di cronaca che hanno coinvolto un sacerdote della Diocesi di Lugano.
Sul tema di tornerà però ancora in aula. Il Consiglio di Stato infatti ha chiesto, in una seconda lettura, di rivedere alcuni passaggi del documento proposto, soprattutto dal punto di vista tecnico. Si riunirà con la commissione preposta e, in caso di accordo, ci sarà dunque entro tre mesi una seconda votazione in Parlamento. Ma il principio rimane.
Il vescovo Alain de Raemy, si è detto più volte favorevole a questo obbligo di denuncia. Ad esempio, intervistato da catt.ch dopo la condanna del sacerdote accusato di abusi sessuali aveva sottolineato: “Se lo Stato ha l’obbligo di informare la Chiesa quando un membro del clero viene accusato, deve esserci anche l’obbligo da parte della Chiesa di denunciare un caso allo Stato. Si tratta di un aspetto previsto dal diritto canonico e che ora viene applicato alla legge cantonale sulla Chiesa”.
-

Chiesa e obbligo di segnalazione degli abusi, sì all’unanimità
Le autorità ecclesiastiche in Ticino saranno in futuro obbligate a denunciare eventuali abusi anche al ministero pubblico, e a farlo entro 30 giorni. Lo ha deciso oggi (lunedì) il Gran Consiglio ticinese, approvando all’unanimità la relativa modifica della Legge sulla Chiesa cattolica.
L’iter legislativo era partito da un’interpellanza del Movimento per il Socialismo. La modifica della legge non è però ancora definitiva perché il Consiglio di Stato ha chiesto di rivedere alcuni passaggi del documento proposto, soprattutto sull’utilizzo dei termini “sospetto” e “indizio” di reato.
“Abbiamo molto apprezzato il lavoro della commissione – ha spiegato in aula il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi –, ma chiarire questi aspetti prima di giungere in aula sarebbe stato utile a un consolidamento. In questo senso preannuncio quindi che come Governo chiederemo una seconda lettura”.
https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Chiesa-e-obbligo-di-segnalazione-abusi-s%C3%AC-all%E2%80%99unanimit%C3%A0–3285119.html
-

Vescovo accusato di abusi, confratelli confermano credibilità accuse
La Conferenza episcopale spagnola ha accolto con favore l’apertura dell’indagine vaticana sul vescovo Rafael Zornoza. Il presidente della Conferenza, monsignor Luis Arguello, ha commentato: «L’avvio dell’inchiesta da parte della Santa Sede conferisce credibilità alle accuse. La Chiesa cerca la verità per affrontare il dolore di tutte le parti coinvolte, sia della potenziale vittima che del vescovo, che potrebbe essere stato accusato ingiustamente».
La notizia è nota. Il Vaticano ha avviato un’indagine su Zornoza, 76 anni, vescovo di Cadice e Ceuta, per presunte molestie sessuali continuate su un minorenne durante gli anni ‘90. All’epoca dei fatti contestati, Zornoza era sacerdote a Getafe e dirigeva il seminario maggiore della diocesi. La denuncia, presentata nell’estate scorsa da un ex seminarista alla Congregazione per la Dottrina della Fede e riportata dal quotidiano El País, accusa Zornoza di abusi protrattisi quando la vittima aveva tra i 14 e i 21 anni.
Questo caso segna un precedente storico in Spagna, essendo la prima volta che un vescovo è oggetto di un’indagine canonica per pedofilia. La diocesi di Cadice e Ceuta ha emesso un comunicato in cui afferma che il vescovo ha sospeso «temporaneamente la sua agenda per chiarire i fatti e sottoporsi a un trattamento per un cancro aggressivo che sta ricevendo».
Secondo quanto riportato nella denuncia, gli episodi di abuso si sarebbero verificati tra il 1994 e il 2000, periodo in cui Zornoza, allora quarantacinquenne, era alla guida del seminario maggiore della diocesi di Getafe. L’ex seminarista sostiene di essere stato vittima di abusi sessuali da minorenne, sia di notte che al mattino, subendo violenze fisiche e psicologiche, tra cui tentativi di «curare» la sua omosessualità attraverso terapie di conversione. Gli abusi sarebbero proseguiti anche durante raduni e campeggi, fino al compimento dei 21 anni della vittima, all’inizio del 2000.
La vittima ha descritto Zornoza come una persona dotata di «un’alta capacità di manipolazione». Solo anni dopo aver lasciato il seminario, grazie a un percorso terapeutico, l’ex seminarista è riuscito a riconoscere e denunciare gli abusi subiti.
L’inchiesta, che segue la procedura canonica, prevede l’audizione sia dell’accusato che della vittima e potrebbe sfociare in un processo canonico. Nel suo comunicato, la diocesi di Cadice e Ceuta aveva affermato che «le accuse che si fanno, riferite a fatti che ebbero luogo circa trent’anni fa, sono molto gravi e per di più false». Ma le parole della Conferenza episcopale spagnola vanno in un’altra direzione, confermando intanto la giustezza dell’apertura dell’indagine.
Il caso è stato trasferito la scorsa settimana al Tribunale della Rota della Nunziatura Apostolica in Spagna. La diocesi ha assicurato «piena fiducia nella giustizia» e la volontà di collaborare pienamente, ribadendo «il rispetto alla presunzione di innocenza che assiste tutte le persone».
Monsignor Arguello ha sottolineato che, grazie alle nuove normative della Chiesa e ai progressi compiuti negli ultimi anni sia dalla Santa Sede che dalla Chiesa spagnola, è ora possibile indagare su fatti accaduti 25-30 anni fa, che nella giurisdizione civile sarebbero ormai prescritti. Riguardo all’eventuale destituzione di Rafael Zornoza, Arguello ha precisato che la Conferenza episcopale spagnola «non ha autorità giuridico-canonica sui vescovi», la quale spetta invece al Vaticano e alle sue autorità giudiziarie.
Questo caso si inserisce nel più ampio contesto degli sforzi della Chiesa cattolica per affrontare e prevenire gli abusi sessuali, dimostrando un crescente impegno verso la trasparenza e la giustizia, indipendentemente dalla posizione gerarchica degli accusati.
https://www.rsi.ch/cultura/filosofia-e-religione/Vescovo-accusato-di-abusi-confratelli-confermano-credibilit%C3%A0-accuse–3269444.html
-

Marocco, un prete francese accusato di abusi sessuali su rifugiati africani
Un sacerdote francese, il padre Antoine Exelmans, è accusato di violenze sessuali nei confronti di giovani rifugiati africani a Casablanca, dove tra il 2021 e il 2024 ha diretto il servizio d’accoglienza per migranti dell’église Notre-Dame-de-Lourdes. Secondo quanto riportato dal giornale marocchino Enass e confermato da un’indagine interna dell’arcidiocesi di Rabat, il religioso avrebbe commesso abusi su almeno cinque persone, tra cui un minore.
Divenuto negli ultimi anni una figura di riferimento nella Chiesa cattolica del Marocco per il sostegno ai migranti, Exelmans avrebbe approfittato della sua posizione per instaurare un vero e proprio “sistema di sfruttamento sessuale”, come lo definisce Enass. Il caso è emerso a seguito di una denuncia presentata nel maggio 2024 da una delle vittime, che ha portato all’apertura di un’inchiesta della Brigata nazionale della polizia giudiziaria di Casablanca.
Poche settimane dopo il deposito della denuncia, il sacerdote ha lasciato il Paese, un mese prima della conclusione ufficiale della sua missione. Per Enass, si tratterebbe di una fuga. Ma l’arcivescovo di Rabat smentisce questa versione, affermando che il religioso si è recato in Francia con l’autorizzazione delle autorità ecclesiastiche e che oggi si trova lì agli arresti domiciliari, “a disposizione” della giustizia francese e marocchina.
L’arcidiocesi di Rabat ha riconosciuto che “degli abusi sessuali sono stati commessi” e ha assicurato la propria collaborazione con le autorità competenti, pur ribadendo la volontà di accompagnare le vittime nel percorso di giustizia e guarigione. L’inchiesta, ancora in corso, getta nuova luce sulle vulnerabilità dei rifugiati africani in Marocco, spesso privi di tutela e di risorse, e solleva interrogativi più ampi sul controllo e la trasparenza delle strutture ecclesiastiche di assistenza.
Marocco, un prete francese accusato di abusi sessuali su rifugiati africani
