Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • “Scioccante e indifendibile”: 1 prete su 14 in Australia accusato di abusi sui minori

    “Scioccante e indifendibile”: 1 prete su 14 in Australia accusato di abusi sui minori

    POCO PIÙ DEL 7% dei sacerdoti cattolici è stato accusato di aver abusato di bambini in Australia tra il 1950 e il 2010 ma le accuse non sono mai state indagate, secondo dati “scioccanti e indifendibili” mostrati oggi durante un’inchiesta sulla pedofilia nella chiesa.

    La Royal Commission in Institutional Responses to Child Sexual Abuse ha sentito che 4.444 presunti episodi di pedofilia sono stati segnalati alle autorità ecclesiastiche e in alcune diocesi, oltre il 15% dei sacerdoti ne erano autori.

    L’Australia ha ordinato alla Royal Commission nel 2012, dopo un decennio di crescenti pressioni, di indagare sulle accuse di abusi sui minori in tutto il paese, con l’inchiesta ora nella sua fase finale dopo quattro anni di udienze.

    “Tra il 1950 e il 2010, complessivamente il 7% dei sacerdoti erano presunti colpevoli”, ha dichiarato Gail Furness, l’avvocato che ha condotto l’interrogatorio durante l’inchiesta a Sydney.

    “I resoconti erano tristemente simili. I bambini venivano ignorati o peggio, puniti. Le accuse non sono state indagate. Sacerdoti e religiosi (figure) si sono commossi”, ha aggiunto.

    “Le parrocchie o le comunità in cui sono state trasferite non sapevano nulla del loro passato. I documenti non sono stati conservati o sono stati distrutti. La segretezza ha prevalso così come gli insabbiamenti.

    L’età media delle vittime all’epoca era di 10 anni per le ragazze e 11 per i ragazzi.

    Dei 1.880 presunti autori, il 90% erano uomini.

    L’ordine religioso dei Fratelli di San Giovanni di Dio ha avuto la peggio, con poco più del 40% dei membri accusati di abusi.

    La commissione ha parlato con migliaia di sopravvissuti e ha ascoltato denunce di abusi sui minori che coinvolgono chiese, orfanotrofi, club sportivi, gruppi giovanili e scuole.

    La chiesa in Australia ha istituito il Consiglio per la verità, la giustizia e la guarigione per coordinare la sua risposta.

    “Questi numeri sono scioccanti, sono tragici, sono indifendibili”, ha detto alla commissione il suo amministratore delegato Francis Sullivan.

    “Questi dati, insieme a tutto ciò che abbiamo sentito negli ultimi quattro anni, possono essere interpretati solo per quello che sono: un enorme fallimento da parte della Chiesa cattolica in Australia nel proteggere i bambini dai maltrattatori.

    L’inchiesta ha coinvolto il religioso cattolico più anziano d’Australia George Pell, ora capo delle finanze del Vaticano, che è stato interrogato sui suoi rapporti con i preti pedofili nello stato di Victoria negli anni ’70.

    Pell è stato anche accusato di storiche denunce di abusi sessuali quando era arcivescovo cattolico di Sydney nel 2002, ma è stato successivamente scagionato da ogni illecito. Ha negato tutte le accuse.

    Da quando è stata istituita, la commissione ha effettuato oltre 300 deferimenti alla polizia, ma finora ci sono stati solo 27 procedimenti giudiziari con 75 casi pendenti.

    –  © AFP 2017

    https://www.thejournal.ie/catholic-abuse-australia-3224627-Feb2017/?utm_source=shortlink

  • Australia, il 7% dei preti cattolici avrebbe molestato 4mila bambini

    Australia, il 7% dei preti cattolici avrebbe molestato 4mila bambini

    Sono più di 4500 i minori che avrebbero subito abusi sessuali da parte di preti cattolici in Australia tra il 1980 e il 2015. Lo rivela un rapporto della Commissione federale d’inchiesta istituita 4 anni fa per indagare il fenomeno dagli anni ‘50 ad oggi. Le cifre sono inquietanti: sotto accusa il 7% dei sacerdoti ma in alcune chiese si raggiungono punte del 40%.

    Le vittime

    Ad essere prese di mira soprattutto le bambine di 10 anni e mezzo e i maschi di 11 anni e mezzo. «Le storie delle vittime sono tutte uguali e questo è molto deprimente» ha detto alla Bbc Gail Furnell, il capo degli avvocati che assistono la commissione nel suo lavoro. «I bambini sono stati ignorati o peggio ancora puniti per aver raccontato i fatti. Nessuno ha indato sulle loro accuse. I preti o altre figure religiose sono stati spostati in altre parrocchie senza che si sapesse nulla del loro passato» ha aggiunto Furness.

    Le cifre

    Sotto inchiesta ci sarebbero 1000 istituzioni della Chiesa cattolica australiana ma la commissione sta indagando anche su organizzazioni non religiose. In cima alla triste classifica St. John of God Brothers dove il 40,4 dei religiosi è sotto accusa, seguita dai Christians Brothers con il 22% e dai Salesiani di Don Bosco con il 21,9%.

    L’inchiesta

    È l’inchiesta più approfondita sulla pedofilia nella storia d’Australia, che ha indagato su chiese, enti di beneficenza, governi locali, scuole, organizzazioni comunitarie, gruppi di boy scout e club sportivi, e sulla polizia. Non sono solo le comunità cattoliche ad essere nel mirino. Il 60% delle denunce di abusi riguarda organizzazioni religiose di cui circa due terzi sono cattoliche.

    Le scuse

    La Chiesa cattolica australiana parla di «un fallimento gigantesco» nel compito di proteggere i bambini. «Questi numeri sono tragici, scioccanti e indifendibili. Come cattolici ci vergogniamo» dice con le lacrime agli occhi Francis Sullivan il capo del Consiglio per la verità, la giustizia e la cura che si occupa di rispondere al rapporto. Nelle prossime settimane è prevista l’audizione di alcuni sacerdoti. Il rapporto finale sarà presentato alla fine dell’anno.

    Il Vaticano

    Il Vaticano segue con attenzione il caso. Il cardinale George Pell, oggi ministro per l’economia di Papa Francesco, lo scorso marzo ha deposto davanti alla commissione che lo accusa, in sostanza, di avere coperto, negli anni ‘70 e ‘80, sacerdoti responsabili di abusi, permettendo che fossero trasferiti da una parrocchia all’altra, e di aver insabbiato gli scandali. Il cardinale aveva parlato con i commissari in collegamento video dall’Hotel Quirinale di Roma, una Bibbia per prestare giuramento: «Non sono qui per difendere l’indifendibile. La Chiesa ha commesso errori enormi ma sta lavorando per rimediare». «In quel tempo, se un prete negava questi comportamenti, io ero fortemente incline a credergli» è stata la sua difesa.

    http://www.corriere.it/esteri/17_febbraio_06/australia-7percento-preti-cattolici-avrebbe-abusato-4mila-bambini-aa09bea8-ec42-11e6-b0dc-72bd53481b5d.shtml

  • Lezioni di anti-pedofilia

    Lezioni di anti-pedofilia

    Vi assisteranno i vescovi dell’America Latina e si terranno a Bogotá in Colombia dal 3 al 5 febbraio

    ALVER METALLI
    La tolleranza zero contro gli abusi in ambito ecclesiastico, intendendo con il termine quelli che si consumano nel chiuso di chiese, cappelle, istituti religiosi e scuole cattoliche è stata adottata – pur con diversità di rigore e di area geografica – da tutti gli episcopati dell’America Latina. I casi di abuso che hanno nei sacerdoti gli autori sono diminuiti drasticamente rispetto al passato, anche recente. Ma non scomparsi, come dimostrano casi recenti registrati in Argentina, Cile, El Salvador, Paraguay e Messico. Anche per questo la Conferenza episcopale latinoamericana ha deciso di mettere a tema il «protocollo» da seguire in presenza di denunce di comportamenti sessualmente vessatori su minori che interessano il clero.

    Il corso si svolgerà a Bogotá, dove il Celam ha la sua sede centrale, nei giorni dal 3 al 5 febbraio, prima che inizino i lavori dell’assemblea plenaria dell’episcopato già in agenda. Nei tre giorni di lezioni – si legge nel sito dell’organismo ecclesiale continentale – si «affronterà il tema di come affrontare e gestire casi di abuso su minorenni».

    Guiderà le lezioni il sacerdote Jordi Bertomeu, della Congregazione per la Dottrina della Fede, inviato da Roma «per illustrare ai vescovi latinoamericani il lavoro della Chiesa per la protezione dei minori».

    http://www.lastampa.it/2017/01/31/vaticaninsider/ita/nel-mondo/lezioni-di-antipedofilia-gn3JM2M7FAfTa0XR8g0I4N/pagina.html

  • Per la prima volta svelati i numeri dei preti pedofili francesi

    Per la prima volta svelati i numeri dei preti pedofili francesi

    In Francia, dalla fine degli anni ’60 ad oggi, almeno 222 bambini sono stati vittime di abusi da parte dei preti cattolici. A svelare questi dati, il primo censimento del Consiglio Episcopale d’Oltralpe (CEF) sul numero di minori finiti nelle grinfie degli orchi dietro i confessionali, che ha raccolto le voci di chi si è rivolto ai centri d’ascolto istituiti nelle diocesi a partire da aprile 2016. Secondo i numeri, il 60% delle testimonianze riguarda fatti antecedenti al 1970, il 35% tra il 1970 e il 2000 e il 4% dal 2000 ai giorni nostri. Molti degli autori degli abusi sono ormai deceduti – si legge nel comunicato stampa della CEF – ma altri stanno già facendo i conti con la legge. Dai dati risulta, infatti, che 9 sacerdoti e diaconi sono attualmente dietro le sbarre. 37 hanno finito di scontare la loro pena, mentre 26 sono sotto processo.

  • CHIESA, ABUSI E AMBIGUITÀ. CASO ESEMPLARE A PALM BEACH. PRETE CORAGGIOSO DENUNCIA LA DIOCESI.

    CHIESA, ABUSI E AMBIGUITÀ. CASO ESEMPLARE A PALM BEACH. PRETE CORAGGIOSO DENUNCIA LA DIOCESI.

    Marco Tosatti

    Un sacerdote, John Gallagher ha citato una diocesi americana per danni. Accusa il suo ex-vescovo, e di conseguenza la diocesi di averlo isolato, allontanato e impedito di continuare la sua carriera perché due anni fa ha denunciato alla polizia un prete indiano in visita. Era un sacerdote con tendenze omosessuali, responsabile di aver mostrato, dopo la messa, una quarantina di foto pornografiche a un ragazzo di quattordici anni. Gallagher ha parlato con il prete, alla presenza di un ex funzionario di polizia, ha raccolto la sua ammissione, e poi lo ha denunciato alla polizia. Che lo ha arrestato.

    Ma invece di ricevere elogi e complimenti dal suo vescovo, per lui sono cominciati i guai.

    Gallagher, che ha 49 anni ed è sacerdote dal 1992, è irlandese. Dal 2000 è negli USA, e nell’aprile del 2014 gli è stata affidata la parrocchia del sacro Nome di Gesù a Palm beach. Nel dicembre di quello stesso anno dall’India è giunto un sacerdote, Josè Palimatton, come assistente di Gallagher.

    A gennaio Palimatton mostrò una quarantina di foto di ragazzi nudi a un giovane di 14 anni che frequentava la Chiesa; e quella sera stessa gli inviò un SMS augurandogli buona notte e sogni d’oro. Il ragazzo raccontò la storia a un amico, che la riferì al maestro del corso, che a sua volta avvisò Gallagher. Gallagher, secondo quanto afferma all’Irish Independent parlò con qualcuno nella diocesi, che gli avrebbe detto: “Dobbiamo farlo andar via, mettilo su un aereo”. Quella stessa persona gli consigliò di non tenere appunti scritti della vicenda: così risulta da un esposto inviato, da un avvocato canonista, in Vaticano, alla Congregazione per la Dottrina della Fede, da Gallagher.

    Gallagher invece volle incontrare Palimatton, alla presenza di un funzionario di polizia in pensione, che prese appunti del colloquio. Palimatton non solo ammise la sua colpa in quel caso, ma avrebbe anche ammesso di aver infastidito in India altri adolescenti. Questa stessa confessione l’avrebbe poi ripetuta agli agenti di polizia di Palm Beach. Gallagher chiamò l’ufficio dello Sceriffo di Palm Beach. Palimatton fu arrestato, processato, condannato a sei mesi e rispedito in India.

    E qui cominciarono i guai per Gallagher. “Mi fu reso chiaro che quello che avevo fatto non era quello che avrei dovuto fare”. Due mesi più tardi il vescovo. Mons. Barbarito, lo convocò; Gallagher pensava che avrebbe avuto un riconoscimento. Il vescovo gli disse di continuare ancora per un anno come parroco; ma il giorno dopo la decisione fu rovesciata: “Mi disse che sarei stato degradato. Non fu data nessuna ragione. Disse che se non volevo essere degradato e spostato in un’altra parrocchia avrei dovuto lasciare il sacerdozio”.

    Un mese dopo, Gallagher fu ricoverato in ospedale per un sospetto infarto. Chiese a una suora anziana di andare a recuperare i documenti del caso Palimatton a casa sua. La suora lo fece, ma quando tornò di nuovo nell’abitazione del sacerdote trovò ad aspettarla dei funzionari della diocesi che le presero le chiavi. E quando Gallagher uscì dall’ospedale, scoprì che le serrature erano state cambiate. E fu costretto, senza casa, a trovare ospitalità presso un amico.

    Gallagher contattò il card. Sean O’Malley, che aveva preceduto Barbarito nella diocesi di Palm Beach, e che presiede la Commissione creata in Vaticano contro gli abusi, ma non ne ebbe alcun aiuto. E a questo punto ha deciso di intraprendere un’azione legale contro il vescovo e la diocesi; che hanno reagito facendo lettere durante la messa domenicale una lettera in cui si negano le accuse e si critica Gallagher….

    Non è il primo caso del genere, e ci sono siti che accusano apertamente la Chiesa statunitense di ospitare al suo interno troppi sacerdoti con tendenze omosessuali, che si coprirebbero a vicenda. Massimo Introvigne ricorda che secondo il rapporto del John Jay College l’81 per cento dei sacerdoti condannati per abusi in USA avevano tendenze omosessuali. Un dato che certamente non è molto politically correct. Ma è statistica, non opinioni.

  • Morto prete pedofilo. Era il confessore di Madre Teresa. La “Santa” sapeva e…

    Morto prete pedofilo. Era il confessore di Madre Teresa. La “Santa” sapeva e…

    E’ morto in carcere (lo scorso 13 gennaio) l’ennesimo prete pedofilo. Scontava una lunga pena (25 anni), dopo che erano stati accertati gli abusi su diversi bambini ed un’attività pedofilia che ha coperto interi decenni. Questo uno dei tanti documenti che testimoniano che i vertici dei gesuiti (suo ordine d’appartenenza) sapevano, ma hanno coperto tutto: Jesuits and McGu

    Insomma un’ordinaria storia di pedofilia nella chiesa cattolica. Con una aggravante, se così si può dire. Donald J. McGuire (questo il suo nome) non era un prete qualunque (e per questo appare “strano” che i media non abbiano ancora dato la notizia della morte….). Ma tra le varie attività che ha svolto parallelamente alla sua insurclassabile carriera di pedofilo, c’era anche l’essere il confessore di Madre Teresa di Calcutta, nonché guida spirituale (sic) dell’ordine promosso dalla stessa. Che però è emerso essere a conoscenza dell’attività pedofila del gesuita, ma pure non è mai intervenuta nel bloccare il pedofilo, mettendo così a rischio l‘incolumità di tantissimi bambini (si veda al riguardo questo ben dettagliato reportage di alcuni anni fa: Più info

    Per oggi direi che basta…non serve aggiungere alcun commento, se non questo: “La Chiesa piange per il dolore procurato dai sacerdoti”.
    E’ una frase pronunciata pochi giorni fa da Papa Francesco frase a cui devono oggi più che mai seguire dei fatti. Concreti. Decisi e decisivi! Altrimenti resteranno delle sterili parole, di cui i bambini abusati, quelli sopravvissuti, o quelli morti in seguito agli abusi, in tutta sincerità, non sanno cosa farsene….

     

  • Don Corradi accusato di pedofilia esce dal carcere per motivi di salute

    Don Corradi accusato di pedofilia esce dal carcere per motivi di salute

    Ha ottenuto gli arresti domiciliari il prete veronese ripetutamente accusato di pedofilia Nicola Corradi, ora indagato in Argentina per abusi nelle località di La Plata e Lujan de Cuyo.

    Aveva chiesto di poter uscire dal carcere dove si trovava fino all’altro ieri, recluso in seguito all’indagine che lo vede al centro di una oscura vicenda di pedofilia all’interno dell‘Istituto Provolo con sede in Argentina nella provincia di Mendoza. Il religioso ha 82 anni e si dichiara malato da tempo, cosa che è stata riconosciuta dai referti medici del dipartimento di medicina legale di Mendoza. Come riportato dal Corriere del Veneto, da venerdì 6 gennaio Nicola Corradi è fuori dal carcere, avendo ottenuto gli arresti domiciliari, previa l’imposizione del braccialetto elettronico e una cauzione di 50mila dollari.

    Ma la situazione per il religioso 82enne, trasferito negli anni ’90 dall’Italia all’Argentina in seguito all’emergere delle violenze sessuali da lui compiute nella sede di Verona dell’Istituto Provolo, pare tutt’altro che rasserenarsi. È infatti comparsa una nuova denuncia contro il sacerdote, sempre da parte di un ex alunno che frequento un’ulteriore scuola argentina, questa volta a La Plata, luogo dove Corradi fu trasferito prima di passare a Inchiesta per pedofilia: don Corradi, spuntano soldi e materiale pornografico
    „Lujan de Cuyo
    nella provincia di Mendoza. Doppio filone d’indagine dunque che farà parlare ancora a lungo di questa inchiesta con al centro il prete veronese in attesa del processo.

    http://www.veronasera.it/cronaca/don-corradi-pedofilia-istituto-provolo-arresti-domiciliari-carcere-8-gennaio-2017-.html

  • Provolo, don Corradi lascia il carcere Ai domiciliari col bracciale elettronico

    Provolo, don Corradi lascia il carcere Ai domiciliari col bracciale elettronico

    Abusi in Sudamerica: accolte le ragioni di salute addotte dalla difesa. Ma il caso si allarga

    VERONA «Anziano, malato, deperito ». È uscito dal carcere e ha ottenuto ieri gli arresti domiciliari Nicola Corradi, il sacerdote veronese finito in Sudamerica al centro dello scandalo- abusi all’istituto per minori non udenti Provolo Institute di Mendoza. Al religioso, che ha 82 anni, sono comunque stati imposti il braccialetto elettronico e una cauzione da 50mila dollari. Nelle scorse ore, il nullaosta alla scarcerazione è giunto «per esclusive ragioni di salute » dagli stessi pm Gustavo e Fernando Stroppiana Guzzo, che hanno dato il loro assenso all’istanza difensiva, che era stata invece respinta a dicembre, sulla scorta di referti medici richiesti al penitenziario di Boulogne Sur Mer e al dipartimento di medicina legale di Mendoza. «In entrambi i casi, dai sanitari è stata data conferma del deterioramento della salute di Corradi» è emerso ieri da ambienti giudiziari. La settimana di Natale, in tribunale, il sacerdote si era presentato in sedia a rotelle: «Sono vecchio e malato», aveva lamentato, affermando di soffrire di «ipertensione lieve, sordità lieve, incontinenza e un glaucoma al suo occhio destro ».

    In quella circostanza, però, il magistrato non gli aveva concesso sconti a fronte delle agghiaccianti accuse contestate:arrestato insieme ad altri 4 operatori scolastici (tra cui un secondo prete e un chierichetto), si ritrovò già implicato vent’anni fa nello scandalo delle molestie denunciate dagli ex alunni del Provolo di Verona( indagine penale, quella, finita poi in un cassetto perché i presunti reati sessuali di cui si sarebbe reso responsabile risultarono azzerati dall’avvenuta prescrizione). Unitamente al religioso veronese, sono finiti in carcere anche don Horacio Corbacho (di 56 anni), il sacrestano Jorge Bordon (50), l’impiegato amministrativo della scuola José Luis Ojeda (41) e il giardiniere Armando Gómez (46). Tutti e cinque devono fare i conti con le pesantissime accuse di corruzione di minori e abusi sessuali su bambini e adolescenti aggravati dall’aver approfittato del ruolo di educatori e dalla convivenza con le vittime nella sede del Provolo a Mendoza.

    Ma è contro il religioso veronese che si stanno concentrando le contestazioni più gravi: tanto che adesso, dopo l’inchiesta-choc che gli è costata l’arresto, nei suoi confronti ne è stata appena aperta una seconda, stavolta per le presunte violenze nella sede del Provolo di La Plaza. Contro di lui, con una denuncia pubblica, è infatti sceso allo scoperto un altro ex alunno, Daniel Sgardelis: frequentò la scuola argentina di La Plaza, dove don Corradi venne inizialmente trasferito nel 1996 su decisione delle autorità ecclesiastiche italiane quando vennero alla luce le violenze da lui commesse a Verona. Due,fino a questo momento, le denunce depositate contro don Corradi da altrettanti suoi ex studenti a La Plata: tanto che il procuratore generale della città, Ettore Bogliolo, ha già avviato le indagini. Nonostante la sua posizione giudiziaria si complichi,ieri don Nicola al secondo tentativo è comunque riuscito a lasciare la cella: «Per noi è importantehanno fatto sapere i pm – che arrivi vivo al processo».

    http://corrieredelveneto.corriere.it/verona/notizie/cronaca/2017/7-gennaio-2017/provolo-don-corradi-lascia-carcere-domiciliari-col-bracciale-elettronico-2401184691584.shtml

  • ARGENTINA: Senza vergogna, Francesco copre i preti abusatori, ma dice “ascoltate le grida di questi bambini”

    ARGENTINA: Senza vergogna, Francesco copre i preti abusatori, ma dice “ascoltate le grida di questi bambini”

    Il Papa ha inviato una lettera a vescovi nel Giorno degli Innocenti, dove propone di combattere la “tentazione” dei suoi clerici con “tolleranza zero”. Dello scandalo del Provolo nel suo paese, neanche una parola.

    Daniel Satur @saturnetroc

    Chissà se in un raptus di ubiquità gli assessori di Jorge Bergoglio hanno obbligato a posticipare la pubblicazione della lettera che il passato 28 di dicembre è stata inviata dal Vaticano agli indirizzi elettronici di migliaia di vescovi in tutto il mondo. È che se fosse stata diffusa lo stesso Giorno dei Santi Innocenti, probabilmente lo scherzo che “che ti basti l’innocenza” si sarebbe infiltrato in più di una abbazia o seminario.

    Ciò che è sicuro è che la lettera firmata da Francesco, “con fraterno affetto”, il 28 di dicembre del 2016 è stata fatta conoscere pubblicamente recentemente, il 2 di gennaio del 2017. Curioso, per una missiva tanto “urgente” come densa in contenuto. Ma, bene, i tempi del cielo non sono gli stessi di quelli della terra.

    Il contenuto della lettera è, fondamentalmente, una denuncia vaticana della situazione che vivono e soffrono milioni di bambine e bambini in tutto il mondo, prodotto dei più diversi metodi di sfruttamento ed oppressione, come la schiavitù lavorativa e sessuale, la tratta, la povertà estrema, la denutrizione e le malattie. Per coloro che conoscono Bergoglio da vari anni, niente che sorprenda poiché questo è stato sempre uno dei fulcri centrali del suo discorso pubblico.

    Ma in questa occasione il Papa ha approfittato per “infilare” nella denuncia un topico che si fa ogni volta meno schivabile e più compromissivo: l’abuso sessuale sistematico commesso da infinità di preti, vescovi e suore su bambine e bambini in tutto il mondo. Con grande diplomazia, il sommo pontefice ha incorporato nella sua scuola un’esortazione pubblica alle differenti gerarchie cattoliche, chiedendo “tolleranza zero” davanti ai casi che escono alla luce in ogni momento.

    Tuttavia il talento papale è rimasto pienamente esposto al momento di spiegare il perché di questi abusi sessuali. In poche linee Francesco ha definito con precisione cosa pensa la Chiesa dei suoi sacerdoti pedofili e come crede che si debbano combattere le loro deviazioni.

    “Come pastori siamo stati chiamati” ad aiutare a far crescere l’ “ allegria in mezzo al nostro popolo”, ricorda ai suoi destintari. Ed aggiunge: “Voglio rinnovare con te l’invito a non lasciarsi rubare questa allegria”. Segue un atto che afferma, facendo una comparazione con il passaggio biblico sull’assassinio massivo di bambini da parte di Erode, che “oggi nei nostri popoli, purtroppo – e lo scrivo con profondo dolore – si continua a sentire il gemito ed il pianto di tante madri, di tante famiglie”.

    Dopo alcuni riferimenti al Natale, Francesco si domanda, retoricamente, se “l’allegria cristiana può realizzarsi ignorando il gemito del fratello, di bambini”, in riferimento a questi abusi e vessazioni che ricevono ogni giorno milioni di infanti in tutto il pianeta.

    Infine, con una giravolta dialettica Bergoglio suggerisce: “Ascoltiamo il pianto ed il gemere di questi bambini: ascolteremo anche il pianto ed il gemito della nostra madre chiesa, che piange non solo di fronte al dolore causato nei suoi figli più piccoli, ma anche perché conosce il peccato di alcuni dei suoi membri: la sofferenza, la storia ed il dolore dei minori che sono stati abusati sessualmente dai sacerdoti”. Così, senza scali, il Papa trasforma l’istituzione che dirige quasi quasi in una vittima tanto meritevole di compassione e misericordia come queste bambine e questi bambini vessati.

    Questo sì, come è di costume, l’abuso degli infanti è molto meno un delitto grave che “un peccato che ci dà vergogna”. E come se fosse uno appena arrivato all’altare, dice “ci scusiamo profondamente e chiediamo perdono. Ci uniamo al dolore delle vittime e, allo stesso tempo, piangiamo il peccato. Il peccato per quanto successo, il peccato di omissione di assistenza, il peccato di occultare e negare, il peccato dell’abuso di potere. La chiesa piange anche con amarezza questo peccato dei suoi figli e chiede perdono”.

    A questa altezza il cinismo papale non ha limiti. Come ha già dimostrato questo quotidiano, lo stesso Jorge Bergoglio sapeva che nell’Istituto per bambini sordi Antonio Provolo in Argentina si sono rifugiati per molti anni sacerdoti abusatori e non ha mai fatto niente. Nel 2014 varie vittime di abusi accaduti nella sede italiana dell’istituto hanno consegnato un video al Vaticano dove accusavano, tra gli altri preti, Nicola Corradi stesso che oggi è detenuto in Mendoza a seguito della coraggiosa denuncia dei famigliari delle vittime attuali del vecchio clerico italiano.

    Vale ricordare, ancora una volta, che Francesco non ha mai risposto alle richieste e agli inviti delle decine di vittime di Corradi ed altri abusatori per far sì che il Vaticano realmente portasse alla pratica la “tolleranza zero” e ponesse tutte le prove a disposizione della Giustizia.

    Ora Francesco dice ai vescovi che “ricordando il giorno dei Santi Innocenti, rinnoviamo tutto il nostro impegno per far sì che queste atrocità non tornino a succedere tra noi. Prendiamo il coraggio necessario per implementare tutte le misure necessarie e proteggere in tutto la vita dei nostri bambini, per far sì che tali crimini non si ripetano più”. Evidentemente un doppio discorso clericale.

    Ancora una volta, come lo ha saputo fare nei tempi in cui in Argentina scomparivano uomini e donne dall’azione genocida della dittatura civico – militare, Jorge Bergoglio si veste da santo e, con il suo sorriso bonaccione, cerca di nascondere il suo vero volto. Niente che sorprenda ma, sí, molto che indigni un poco di più.

    Tradotto per Rete L’ABUSO da Roberta Pietra

    http://www.laizquierdadiario.com/Sin-verguenza-Francisco-encubre-a-curas-violadores-pero-pide-oir-el-llanto-de-esos-ninos

  • India:molesta minore, fermato sacerdote

    India:molesta minore, fermato sacerdote

    NEW DELHI – Un sacerdote indiano di 65 anni e’ stato arrestato dalla polizia nello Stato meridionale di Kerala con l’accusa di molestie sessuali nei confronti di un bambino di 11 anni, una imputazione che l’interessato ha respinto. Lo riferisce oggi l’agenzia di stampa Ani. Si tratta di Basil Kuriakose, appartenente ad una imprecisata confessione religiosa e direttore di un collegio vicino a Moovattupuzha, che e’ stato accusato di molestie sessuali in una denuncia alla polizia della madre del bambino.

    http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/asia/2017/01/02/indiamolesta-minore-fermato-sacerdote_493f53a3-9dcd-44f7-b5d4-a84792479b40.html