Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: World

  • Un abuso su tre è del clero

    Un abuso su tre è del clero

    Conclusa, dopo 4 anni, l’inchiesta su 6’500 vittime di pedofilia in Australia

    La Commissione d’inchiesta australiana, che ha indagato negli ultimi 4 anni sugli abusi sessuali ai danni di minori, ha concluso martedì il suo lavoro.

    I dati finali, raccolti attraverso le deposizioni di 6’500 vittime, indicano che gli autori delle violenze sono in maggioranza uomini, per lo più membri del clero, mentre le vittime sono principalmente ragazzini, di età fra 10 e 14 anni, con un 5% che aveva meno di cinque anni all’inizio degli abusi.

    In più di un terzo dei casi gli abusi sono continuati per oltre un anno. Oltre 2’000 delle vittime che hanno testimoniato hanno riferito di aver subito abusi in istituzioni cattoliche, circa 500 in istituzioni anglicane e oltre 250 in enti gestiti dall’Esercito della Salvezza. La più alta proporzione dei responsabili, quasi un terzo, appartiene al clero; il 20% sono insegnanti e il 13% operatori di centri di assistenza residenziali.

    La Commisisone è stata istituita nel 2013 dal governo laburista di Julia Gillard. Ha denunciato alla polizia più di 1’950 possibili casi criminali.

    http://www.rsi.ch/news/mondo/Un-abuso-su-tre-%C3%A8-del-clero-8909494.html

  • La reazione di Papa Francesco quando una giornalista le chiede del caso Grassi

    La reazione di Papa Francesco quando una giornalista le chiede del caso Grassi

    È stato puro caso. Lo stesso giorno nel quale la Giustizia argentina confermava la condanna a 15 anni del prete Julio Grassi per abuso sessuale e corruzione di minori, la televisione pubblica francese trasmetteva un programma di indagine sulla pedofilia nella Chiesa nel quale una giornalista ha domandato al Papa del caso.

    La cronista Elise Lucet di Cash Investigation si è recata in Vaticano e mentre il Sommo Pontefice salutava i fedeli in Piazza San Pietro, lo ha interpellato e gli ha chiesto se “avesse cercato di influenzare la giustizia argentina nel caso Grassi”.

    “Per niente”, ha risposto Papa Francesco che ha arricciato il naso, visibilmente sorpreso e infastidito dalla domanda.

    La giornalista si riferiva all’ indagine di 2.600 pagine avviata dalla Conferenza Episcopale, allora diretta dal cardinale Bergoglio, al giurista Marcelo Sancinetti per difendere Grassi (I quattro libri “Studi sul caso Grassi”). L’equipe di France 2 ha precisato che, prima del viaggio, le sue richieste di intervista con il Sommo pontefice sono rimaste senza risposta per 8 mesi.

    Nella sua pagina web, il canale France 2 ribadisce che si tratta di un caso “sensibile” nel nostro paese e sostiene che quando era arcivescovo di Buenos Aires, il Papa “avrebbe cercato di far passare per innocente un prete. Si tratta di padre Julio Grassi, il maggior scandalo di pedofilia nella Chiesa argentina”.

    Nel programma sono state usate immagini d’archivio di TN.

    Accusano il Papa di “fare orecchie da mercante”

    Nel programma hanno anche sottolineato un passaggio del libro di interviste con Francesco “Sopra il Cielo e la Terra” che tratta del tema degli abusi e nel quale il Pontefice assicura che “non è mai successo nella sua diocesi”. Hanno anche accusato il Papa di “fare orecchie da mercante davanti al dolore delle vittime”.

    Un giornalista ha fatto un incontro con vittime e famigliari di vittime a Buenos Aires nel quale tutti hanno affermato che hanno cercato di parlare con l’allora arcivescovo Bergoglio ma che non li ha mai ricevuti.

    “A tutti i famosi del mondo apre la porta ma a noi non manda neanche una carta per dire “mi dispiace” “, ha dichiarato una donna. “Non mi aspetto più niente da lui, già non credo in lui”, ha affermato un’altra.

    “Ho sofferto molto la delusione, mi ha fatto molto male che Bergoglio non faccia niente. A me dicevano di scrivergli perchè mi avrebbe risposto e niente, è stata una delusione”, ha raccontato una terza donna tra le lacrime.

    Tradotto per la Rete L’ABUSO da Roberta Pietra

    http://m.tn.com.ar/internacional/la-reaccion-del-papa-francisco-cuando-una-periodista-le-pregunto-por-el-caso-grassi_780979

  • Espulso dalla Chiesa per pedofilia, prete racconta: “Ma i superiori sapevano”

    Espulso dalla Chiesa per pedofilia, prete racconta: “Ma i superiori sapevano”

    Il caso di un sacerdote francese giudicato e condannato, che ricorda la sua ordinazione, che risale al 1981: “Non ho mai nascosto le mie tendenze”

    “Ero pedofilo, tutti lo sapevano. Eppure mi hanno ordinato prete”. Il racconto dell’uomo, condannato, è da brividi. Il sacerdote, ora espulso dalla Chiesa, ha raccontato ai microfoni di France 3 la sua vita, dicendo che i suoi superiori erano perfettamente a conoscenza delle sue “tendenze” ben prima dell’ordinazione, avvenuta nel 1981.

    “I preti mi dissero di fare attenzione – racconta l’ex prete francese -, ma mai mi fecero notare che le mie vittime potessero soffrire per i miei impulsi”. Insomma, i limiti del sacerdote erano ben noti a tutti. Ma divenne cappellano per i giovani in università e licei. Ammette di aver abusato di diversi minori e parla di un’autorità, quella a cui doveva rispondere, “della cecità e dell’incoscienza”.

    Furono le proteste delle vittime e dei loro familiari a far esplodere il caso del sacerdote, che fu infine trasferito in modo da evitare che avesse contatti con i bambini durante le sue funzioni. Fu a quel punto, ricorda, che i suoi abusi su bambini e ragazzi ebbero termine.

    Nel 2006 fu giudicato per le sue azioni e condannato a 15 mesi di carcere. Ed è stato in quel frangente, dice, quando ha ripreso contatto che le sue vittime, che si è reso conto dei suoi errori, dei danni che si possono provocare in questo modo. Ed è così che ha voluto portare allo scoperto la sua vita, i suoi sbagli. E ha fatto questa pubblica, sconcertante confessione.

    http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/espulso-dalla-chiesa-per-pedofilia-prete-racconta-ma-i-superiori-sapevano-_3056421-201702a.shtml

  • La Corte Suprema ha confermato la condanna di 15 anni di prigione contro il padre Grassi

    La Corte Suprema ha confermato la condanna di 15 anni di prigione contro il padre Grassi

    Il sacerdote è detenuto dal 2013 e si trova alloggiato nell’Unità Penitenziaria Nro. 41 di Campana

    La Corte Suprema di Giustizia della Nazione ha confermato oggi la condanna a 15 anni di prigione al Padre Grassi per i delitti di “abuso sessuale aggravato” contro un minore d’età nella Fondazione Felices Los Niños (Felici I Bambini).

    La Giustizia ha respinto all’unanimità i ricorsi presentati nella causa che vede come imputato il sacerdote Julio César Grassi, convalidando quanto deciso dalla Suprema Corte della Provincia di Buenos Aires.

    In questo modo, è rimasta salda la sentenza dettata dal Tribunale Penale n°1 di Morón, Provincia di Buenos Aires, che ha condannato Grassi a 15 anni di prigione come autore recidivo dei delitti di abuso sessuale aggravato dall’essere un sacerdote incaricato dell’educazione e custodia del minore-vittima in reale conflitto tra loro.

    Il religioso era stato sentenziato nel 2009 a 15 anni di prigione per abuso sessuale aggravato contro un minore che, nel 2002, a 19 anni aveva raccontato in un programma di televisione come era stato abusato dal sacerdote quando aveva 15 anni e viveva nella Fondazione Felices los Niños, della quale Grassi era responsabile.

    Tuttavia, il Padre ha goduto della libertà condizionale fino a che è stato detenuto nel 2013 dopo che la sentenza veniva ratificata in tre istanze e dopo questa conferma, gli resterebbero più di dodici anni di prigione effettiva. Il sacerdote è attualmente alloggiato nell’Unità Penitenziaria Nro. 41 di Campana, Provincia di Buenos Aires.

    L’avvocato querelante, Juan Pablo Gallego, si è mostrato molto conforme con la sentenza ed ha incitato la Chiesa a prendere una decisione sul suo proseguimento nel ruolo di Padre. “Non ci sono più dubbi, non ci sono più complotti, non ci sono altri attacchi alle vittime. È un prete pedofilo e deve essere espulso dalla Chiesa”, ha indicato in alcune dichiarazioni a TN.

    http://www.lanacion.com.ar/1996782-la-corte-suprema-confirmo-la-condena-de-15-anos-de-prision-contra-el-padre-grassi

     

  • Prete indiano supra una 15enne. La comunità cattolica lo difende, spergiurando sia stata la vittima a provocarlo

    Prete indiano supra una 15enne. La comunità cattolica lo difende, spergiurando sia stata la vittima a provocarlo

    Il prete cattolico Mathew Vadakkacheril è stato arrestato a Kerala, in India, con l’accusa di aver stuprato ripetutamente una ragazzina di 15 anni. Durante gli abusi la vittima è stata messa incinta dal sacerdote e, secondo quanto riporta India Today, è stata fatta partorire in un ospedale privato. Suo figlio sarebbe stato poi porto in orfanotrofio senza il consenso della madre.
    E se in una terra povera come l’India un simile avvenimento sarebbe potuto passare sotto silenzio, a garantire grandi titolo sui giornali è stata la presa di posizione della Chiesa Cattolica. Una settimanale cristiano ha infatti accusato la vittima per lo stupro subito, sostenendo che Vadakkacheril potesse aver «momentaneamente dimenticato la sua posizione» dinnanzi alle sue «provocazioni».

    http://gayburg.blogspot.it/2017/03/prete-indiano-supra-una-15enne-la.html

  • Traditi i bambini, tradito il Vangelo

    Traditi i bambini, tradito il Vangelo

    Purtroppo la notizia non ha avuto il risalto dovuto: «emozione in Irlanda per la scoperta in un vecchio orfanotrofio di una fossa comune contenente i resti di centinaia di bambini. L’annuncio è arrivato da una commissione governativa che ha condotto scavi in un ex rifugio per madri nubili e i loro bambini». A gestire l’orfanatrofio le Bons Secours Sisters (le Sorelle del buon soccorso!). I bambini seppelliti sono i figli di ragazze madri segregate, dalle cattolicissime famiglie, in questi lager dove partorivano il “frutto del peccato”, di nascosto, per non urtare la sensibilità ipocrita della comunità; i bambini più fortunati venivano strappati alle mamme e dati in adozione, gli altri morivano per malattia o denutrizione e venivano sepolti in fosse comuni, senza alcuna pietà umana e religiosa.

    Quanto siamo lontani dalle parole del Vangelo che propongono i bambini come modelli di vita per ogni cristiano: «se non diventerete come bambini, non entrerete nel Regno dei cieli» (Marco 10, 14)! E quanto siamo lontani dal rispetto verso i bambini che queste parole presuppongono: bambini considerati “frutto di peccato”, resi schiavi, sfruttati, non rispettati nei loro diritti, bambini fatti oggetto di attenzioni e di violenze sessuali da parte di adulti. Purtroppo il versetto del Vangelo «ai bambini appartiene il Regno dei cieli», è una parola tradita doppiamente da chi quella Parola è chiamato ad annunziare e testimoniare, dai “pedofili in abito talare” che, approfittando del proprio ruolo all’interno delle parrocchie, dei seminari, delle scuole, degli orfanatrofi, usano violenza proprio contro i bambini “legittimi proprietari” del Regno di Dio.

    Non trovo parole sufficienti per dire lo sdegno di fronte a tanta bruttura; anche se, in ritardo, la Chiesa irlandese ha cominciato a collaborare con le autorità. Come resto senza parole per il modo con cui il Vaticano da anni cerca di risolvere il problema della pedofilia nel clero, senza riuscirci!

    A chi in Vaticano è passato per la mente che i preti pedofili sono anche e comunque vittime – e dico questo non per giustificarli – di violenze fisiche, psicologiche e “formative”? Non sono un esperto – semmai un testimone, visto che sono entrato in seminario a 11 anni! – ma non credo di essere l’unico a pensare che il problema pedofilia si debba cominciare ad affrontare a partire dalla formazione nei seminari, che dovrebbero essere luoghi dove si cresce armonicamente e serenamente in un contesto e in un ambiente normali. Per cominciare andrebbero totalmente aboliti i seminari minori, i problemi iniziano anche da lì. Bisognerebbe intervenire sul “disprezzo” per la sessualità che spesso è diffuso tra il clero, e dunque sul seminario, luogo nel quale questo “disprezzo” nasce e si sviluppa. Tutto il cammino formativo dei seminari tende a “congelare” la sessualità, e se in seguito non si recupera un rapporto sereno con il proprio corpo, con la propria sessualità, si rischia di diventare adulti con una sessualità malata o, nel migliore dei casi, adolescenziale. Un clero così formato produce laici ipocriti, bacchettoni e disumani come i genitori irlandesi che si vergognavano delle figlie nubili incinte, le affidavano alle Bons Secours Sisters (altro prodotto di quella “formazione”) e chiudevano gli occhi sulle angherie subite dalle figlie e sulle morti dei nipoti. Tristi vicende come quelle irlandesi, per fortuna, non potranno ripetersi. Invece, non credo sia sparita del tutto la mentalità e la “cultura” che tanto orrore e tanta omertà hanno prodotto. Temo che nemmeno nella Chiesa di papa Francesco cambierà granché: i preti pedofili, “vittime”, continueranno indisturbati a fare vittime tra i bambini, semmai cercheranno di farlo con molta più attenzione; sicuramente alcuni tra questi preti pagheranno ma, sono pronto a scommetterci, pagheranno i preti pedofili più sfigati, mai i “potenti”, per molti dei quali la talvolta supina magistratura italiana, oltre a quella vaticana, concede corsie privilegiate. Credo che tutti, forse, dovremmo ripartire dai bambini, proposti da Gesù come modelli: sinceri, testardi, disinteressati, innocenti, puri e… senza potere!

    http://www.adista.it/articolo/57151

  • SPAGNA. Il Difensore del Popolo chiede informazioni alla Procura Generale dello Stato su una istanza di ex Testimoni di Geova che hanno denunciato abusi sessuali sui bambini nelle congregazioni geoviste

    SPAGNA. Il Difensore del Popolo chiede informazioni alla Procura Generale dello Stato su una istanza di ex Testimoni di Geova che hanno denunciato abusi sessuali sui bambini nelle congregazioni geoviste

    MADRID

    Il Difensore del Popolo ha richiesto informazioni alla Procura Generale dello Stato sulle eventuali azioni avviate in riferimento a un reclamo presentato da ex membri dei Testimoni di Geova in cui si denuncia l’occultamento di casi di abuso sessuale nelle congregazioni.

    “Studiato il loro reclamo si è ritenuto opportuno chiedere informazioni alla Procura Generale al fine di verificare se abbia conoscenza della petizione presentata da questo gruppo e,  eventualmente, delle azioni che fossero state intraprese al riguardo“, riporta la lettera firmata dalla vice Difensore del Popolo di Spagna, Concepció Ferrer i Casals.

    Il progetto  #AbusosTJ, è nato a Barcellona nell’ottobre 2016 su impulso di ex membri di questa confessione che denunciano gli abusi su minori.

    Il passato 15 dicembre molti di costoro hanno chiesto aiuto al Governo e inoltrato una lettera al Ministro di Giustizia, Rafael Catalá.

    Stando a quanto denunciato, quando un affiliato ai Testimoni di Geova viene accusato di abusi sessuali, le congregazioni dispongono di tribunali “segreti” con norme interne che giudicano i casi e  “mettono a tacere le vittime”. Inoltre gli ex membri affermano che “migliaia di bambini” sono state vittime.

    Il prossimo mese l’associazione #AbusosTJ, come riferisce,  organizzerà iniziative presso le istituzioni europee e un seminario a livello europeo per porre in evidenza questa situazione davanti a organismi quali il Parlamento e la Commissione europea.

    FONTE ORIGINALE DELL’ARTICOLO: Europa Press

    http://www.europapress.es/sociedad/noticia-defensor-pueblo-solicita-informacion-fiscalia-queja-extestigos-jehova-denuncian-abusos-20170309175720.html

  • Irlanda, confermata la presenza di 800 bimbi sepolti nell’istituto delle suore di Tuam

    Irlanda, confermata la presenza di 800 bimbi sepolti nell’istituto delle suore di Tuam

    La struttura era gestita dalle religiose del Bon Secour ed è stata attiva tra il 1925 e il 1961. La ministra dell’Infanzia Katherine Zappone: “Prima avevamo soltanto dei sospetti. Ora abbiamo la certezza”

    Tutto è partito dai documenti rinvenuti dalla ricercatrice Catherine Corless sulle morti infantili presso la struttura di Tuam, nella contea di Galway. Aveva scoperto una fossa comune con i cadaveri di centinaia di feti, neonati e bambini. E oggi arriva la conferma della Commission on Mother and Baby Homes, che ha svolto l’inchiesta sulle case per ragazze madri e orfani gestite da religiose. Nei pressi dell’istituto delle suore del Bon Secour, attivo dal 1925 al 1961, ci sono state 800 sepolture non classificate di bambini. I test del dna evidenziano che i corpi – sepolti in una struttura divisa in 20 sezioni – avevano un’età compresa tra le 35 settimane e i 3 anni.

    L’orfanotrofio venne chiuso nel 1965. Per il ministro dell’Infanzia Katherine Zappone si tratta di una notizia “triste e disturbante”, ma non inaspettata. La vicenda era stata denunciata negli anni scorsi da uno storico locale e poi, anche dopo il ‘mea culpa’ della chiesa cattolica irlandese, si era passati a far luce su quegli eventi. Ne è emerso che chi viveva nelle strutture come quella di Tuam ha sofferto malnutrizione, malattie e miseria, con altissimi livelli di mortalità.

    In un comunicato la commissione pubblica si è detta “scioccata” per quanto scoperto sino ad ora e ha chiesto l’intervento delle autorità competenti per dare degna sepoltura ai resti. “Finora avevamo soltanto dei sospetti – ha detto la ministra Zappone – Adesso abbiamo la conferma che i resti sono lì e che risalgono ai tempi della Mother and Baby Home, attiva a Tuam dal 1925 to 1961″. Negli istituti come quello di Tuam si sono consumati anche numerosi abusi su donne e bambini, come denunciato nei film Magdalene e Philomena.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/03/irlanda-confermata-la-presenza-di-800-bambini-sepolti-nellistituto-delle-suore-di-tuam/3429242/

  • Trovata una fossa comune in un ex orfanotrofio “Sepolti 800 bambini”. Choc in Irlanda

    Trovata una fossa comune in un ex orfanotrofio “Sepolti 800 bambini”. Choc in Irlanda

    Confermati i sospetti di uno storico locale. La struttura per ragazze era gestita da suore ed è stata attiva fino al 1965.

    Una fossa comune in un ex orfanotrofio cattolico è stata trovata in Irlanda. Un gruppo di esperti ha comunicato la scoperta, confermando il sospetto che vi siano state centinaia di sepolture non classificate – 800 secondo i certificati di morte – di bambini. I test del dna evidenziano che i corpi – sepolti in una struttura divisa in 20 camere – avevano una età tra le 35 settimane e i 3 anni. L’orfanotrofio venne chiuso nel 1965.

    Si è arrivati a questa scoperta grazie al lavoro svolto da una commissione di inchiesta sulle “case” per ragazze madri gestite da religiose. La struttura dove sono stati ritrovati i resti umani si trova a Tuam, nell’Irlanda nord occidentale, e fu attiva tra il 1925 e il 1961.

    La vicenda era stata denunciata negli anni scorsi da uno storico locale e poi anche dopo il “mea culpa” della chiesa cattolica irlandese si era passati a far luce su quegli eventi. Ne è emerso che chi viveva nelle “case” ha sofferto malnutrizione, malattie e miseria, con altissimi livelli di mortalità. In un comunicato la commissione pubblica si è detta «scioccata» per quanto scoperto sinora e ha chiesto l’intervento delle autorità competenti per dare degna sepoltura ai resti.

    http://www.lastampa.it/2017/03/03/esteri/trovata-una-fossa-comune-in-un-ex-orfanotrofio-sepolti-bambini-choc-in-irlanda-BkeP1CyX73RfvUgDvlZ1DN/pagina.html

  • Pedofilia, parlano le vittime australiane: “Noi sopravvissuti agli abusi, ma tanti non ce l’hanno fatta”

    Pedofilia, parlano le vittime australiane: “Noi sopravvissuti agli abusi, ma tanti non ce l’hanno fatta”

    David Ridsdale, 49 anni, nipote di Gerald Ridsdale, il prete pedofilo che non ha risparmiato nemmeno un familiare. Abusato dallo zio dagli 11 ai 15 anni, oggi è il portavoce del gruppo di vittime ed è uno di quelli che hanno fatto scoppiare il caso Ridsdale, nel 1993.  “Vedo qui il cardinale Pell – dice David- ma io lo conoscevo come George, che viveva con mio zio e un altro prete. Nel 1993 ho fatto una cosa molto dolorosa, ho chiamato tutti gli amici di famiglia anche George Pell che era l’aricvescovo ausiliario di Melbourne in quel periodo e gli ho chiesto aiuto, se mi potevano aiutare a trovare medici e psicologi per uscire dal dolore che avevo per quello che mi avevano fatto e Pell mi ha chiesto, come poteva farmi stare tranquillo. Allora ho chiamato la polizia e ho denunciato tutto e ho scoperto che avevano già una inchiesta in corso”. Nel 2001 è esploso il caso di Boston con il Boston Globe e il Papa è intervenuto dicendo che era una cosa che riguardava i preti americani. “Quando dici che sei di Ballarat la prima domanda che ti fanno è a che scuola andavi? Perché c’erano molte scuole coinvolte”, continua Paul. “Io ho provato a uccidermi varie volte. Molti miei compagni si sono suicidati, solo in classe mia, sei persone”. Più che la verità chiedono aiuto: “La nostra città è sotto shock noi vogliamo che il Vaticano si prenda la responsabilità, smetta di coprire queste gli abusi e aiuti i sopravvissuti a riprendersi perché ci vogliono lunghe cure per riprendersi e non è giusto che debba pagarle lo Stato e non la Chiesa” di GERALDINE SCHWARZ 
    http://www.repubblica.it/vaticano/2016/03/02/foto/pedofilia_parlano_le_vittime_australiane-134609505/#1