Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: World

  • Seminaristi denunciano un altro prete di Mendoza per abuso sessuale

    Seminaristi denunciano un altro prete di Mendoza per abuso sessuale

    • Si tratta del prete Carlos Buela, fondatore dell’Istituto del Verbo Incarnato.
    • Circa 20 giovani ed attuali sacerdoti hanno fatto l’accusa formale.
    • Buela aveva dovuto rinunciare al suo incarico nel 2010 per denunce di abuso.

    Seminaristi dell’ Istituto del Verbo Incarnato (IVE) della città di San Rafael hanno riattivato le denunce pubbliche per abuso sessuale contro il fondatore di questa congregazione, il sacerdote Carlos Buela, quando è in corso l’indagine per i casi perpetrati contro bambini sordi in un altro istituto di Mendoza.

    Giovani che si sono formati nel seminario della congregazione ed attuali sacerdoti hanno dichiarato di essere stati vittime di Buela, il quale ha dovuto rinunciare in maggio del 2010 a seguito di una serie di denunce per abusi sessuali che sono arrivati al Vaticano.

    “È come sentire che è il tuo proprio papà quello che ti sta violentando”, ha detto un giovane che è stato vittima del fondatore dell’IVE, ed ha assicurato che nel 2005 i superiori della congregazione lo hanno ascoltato ma “mai” hanno portato il caso al Vaticano.

    I casi di abuso nell’IVE sono tornati a salire alla luce a radice di che un sacerdote si è posto di fronte ai reclami di circa venti vittime del fondatore della congregazione religiosa.

    “È stata una canagliata che non gli abbiano preso la denuncia formale, dovrebbero avere comunicato a Roma il caso di pedofilia dove c’è un protocollo molto severo da seguire, ma nel Verbo Incarnato è stato nascosto tutto questo”, ha avvisato oggi il religioso in dichiarazioni al portale di Mendoza MDZ Online.

    “Le vittime del padre Buela sono maggiori di 18 anni, quindi uno si domanda “Perché non gli danno uno pugno?”. Ma non è tanto facile, lui esercita una specie di manipolazione spirituale molto forte in questi gruppi chiusi”, ha sostenuto.

    Il religioso ha precisato, tuttavia, che Buela aveva sotto la sua tutela adolescenti di 12 anni che si sono avvicinati al seminario con l’intenzione di formarsi come sacerdoti una volta che hanno terminato gli studi secondari. Buela ha fondato l’ IVE in marzo del 1984 e da più di un anno è stato recluso dal papa Francisco in un monastero di San Isidro de Dueñas de Palencia, Spagna, dopo che si confermeranno le denunce contro di lui “per certi abusi in materia sessuale, di autorità e di coscenza”.

    La Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica del Vaticano ha riconosciuto opportunamente “la veradicità delle denunce” contro Buela ed ha stabilito la sua “imputabilità, confermata in modo specifico da parte di due sommi pontefici (Benedetto XVI e Francesco)”.

    L’Istituto del Verbo Incarnato conta nell’attualità con 424 religiosi con voti perpetui (388 di loro sono sacerdoti) e 210 con voti temporali, oltre a 60 novizi ed 84 seminaristi minori. La congregazione ha  143 case religiose distribuite in 88 diocesi di 39 paesi, e l’Argentina è presente nelle diocesi di San Rafael (Mendoza), Añatuya (Santiago del Estero) e La Plata (Buenos Aires).

    http://www.lavoz.com.ar/sucesos/seminaristas-denuncian-otro-cura-de-mendoza-por-abuso-sexual

  • Una storia di abusi nel Verbo Encarnado (Verbo Incarnato)

    Una storia di abusi nel Verbo Encarnado (Verbo Incarnato)

    Luis è riuscito ad uscire dal suo tormento a 18 anni dall’essere entrato nel Verbo Encarnado (IVE), polemica congregazione religiosa fondata nel 1984 dal religioso Carlos Buela in San Rafael. Oggi è riuscito a rifarsi una vita ed anche perdonare coloro che lo hanno aggredito, ma ha voluto raccontare tutto per far sì che non succeda a nessun altro.

    La drammatica testimonianza arriva in momenti di intenso turbamento sociale per le denunce di abusi dei religiosi contro i bambini sordi nell’Istituto Provolo di Luján de Cuyo.

    “È successo a me, ma ho conoscenza di ciò che è successo ad altri bambini “, ha indicato Luis, il quale si è presentato come “vittima di abuso dell’Istituto Minore nel Verbo Encarnado”. (altro…)

  • Bambini sordomuti abusati da preti a Verona: arrestati due sacerdoti

    Bambini sordomuti abusati da preti a Verona: arrestati due sacerdoti

    Padre Corradi , 82 anni, e padre Corbacho, 56, sono stati arrestati in Argentina: il primo aveva lavorato per anni all’Istituto Provolo a Verona, in Italia. A incastrarli, le testimonianze shock di alcune delle vittime.

    Arrestati in Argentina due sacerdoti accusati di aver abusato sessualmente di decine di bambini sordomuti di un istituto a Lujàn de Cuyo, nella diocesi di Mendoza. Uno dei due è un nostro connazionale: si tratta di padre Nicola Corradi, 82 anni, denunciato per la prima volta negli anni Ottanta sempre per casi di pedofilia presso l’Istituto Antonio Provolo di Verona, ora agli arresti domiciliari a causa della sua età avanzata. L’altro è Horacio Corbacho, 56 anni. Si ritiene che i due abbiano violentato decine di bambini diversamente abili di età compresa tra i 10 e i 12 anni tra il 2005 e il 2009. Fermato con loro, con le stesse accuse, anche un laico.

    Gli abusi dei due sarebbero proseguiti fino ad oggi, dopo il loro rientro in Argentina dall’Italia, sempre in una casa di proprietà dell’istituto Antonio Provolo. Per ora i casi di abuso su cui si indaga sono una decina ed il procuratore generale argentino Alejandro Gullè ha stabilito l’arresto in seguito alle testimonianze di alcune delle vittime, considerate decisive. Almeno venticinque i testimoni finora ascoltati e 12 i casi dal 2007 presi in considerazione. Da incubo i loro racconti fatti al magistrato attraverso un interprete che traduceva in linguaggio dei segni.

    Un portavoce dell’arcivescovo di Mendoza, diocesi dove hanno continuato ad operare indisturbati i due sacerdoti, precisamente nella località di Carrodilla, continuando ad avere contatti con i bambini, ha commentato gli arresti dicendo che “la Chiesa prova molta tristezza ed indignazione”, che la magistratura non ha riferito particolari dettagli delle indagini e che l’arcivescovo “solidarizza con le vittime e le famiglie” e che “collaborerà con la giustizia”. Il portavoce ha anche affermato di aver immediatamente informato degli arresti i vertici dell’Istituto Antonio Provolo, a Verona.

    Il precedente a Verona: “Sodomizzato da 15 preti”
    Non è la prima volta che l’Istituto Antonio Provolo di Verona finisce nell’occhio del ciclone a causa di presunti scandali sessuali ad opera dei sacerdoti che operano nella struttura sugli ospiti sordi, e sempre con padre Nicola Corradi tra i protagonisti. È del marzo scorso la testimonianza shock di un ex allievo, oggi sessantenne, su alcuni episodi di pedofilia che si sarebbero verificati tra le mura della scuola. “Sono stato sodomizzato e costretto ad avere rapporti sessuali da almeno quindi preti e fratelli”, ha raccontato alla stampa. E ha continuato: “Sono senza udito da quando avevo 8 anni e sono entrato al Provolo l’anno successivo. Praticamente dalle prime settimane a quando, a 15 anni, uscii da quell’inferno, sono stato abusato in ogni modo”.

    Lo Snap, l’associazione che tutela le vittime di abusi sessuali, è convinto che don Corradi abbia potuto espatriare dopo aver comprato il silenzio di alcune vittime. “Protestiamo la nostra indignazione per aver permesso a questi religiosi di avvicinare altri minori in condizioni di particolare fragilità, contando sulla prescrizione delle accuse – fanno sapere in una nota -. Ci domandiamo come abbia potuto Papa Francesco, ex arcivescovo di Buenos Aires, non prendere provvedimenti contro i sacerdoti trasferiti a due passi dalla sua sede episcopale”.

    http://www.fanpage.it/minori-sordomuti-abusati-da-preti-a-verona-arrestati-due-sacerdoti/

  • Pedofilia; Fuggì dall’istituto Provolo di Verona dopo le denunce di abusi. Arrestato in Argentina insieme a un collega

    Pedofilia; Fuggì dall’istituto Provolo di Verona dopo le denunce di abusi. Arrestato in Argentina insieme a un collega

    Arrestano due preti ed un civile per abusi sessuali in un istituto di Luján

    di Ricardo Montacuto

    Due sacerdoti cattolici ed un civile impiegato del luogo sono stati arrestati nella notte di venerdì, accusati in un’oscura trama di corruzione di minori, abusi, violenze e pratica di sesso orale commesse su degli internati dell’Istituto per bambini sordi Antonio Próvolo, ubicato in Luján de Cuyo. Alcune delle vittime sarebbero stati minori d’età al momento dei fatti.

    Gli arresti sono stati confermati al POST da fonti sicure.

    Gli accusati per ora sono tre. Un prete italiano di 82 anni residente in Argentina, chiamato Nicola Corradi (“Il padre Nicola”), un altro sacerdote di 56 anni chiamato Horacio Corbacho, ed un terzo individuo internato o impiegato nell’Istituto, anch’egli sordo.

    I detenuti sono: Nicola Corradi (82) era stato denunciato nel 1984. Ma stava in Mendoza. Horacio Corbacho (foto) è l’altro prete incarcerato. 

    Il caso è atroce. La storia si è conosciuta quando una senatrice di Mendoza si mise in contatto con l’autorità giudiziaria, per informarla che una ragazza che soffre di sordità e problemi di linguaggio, voleva fare una dichiarazione. Lo ha fatto con il linguaggio gestuale davanti ad un pubblico ministero, una psicologa e ausiliari. Ha dichiarato attraverso un interprete, dopo che il Procuratore Generale Alejandro Gullé, informato del caso, ha disposto un’immediata indagine.

    La ragazza ha raccontato che da quando era bambina era stata testimone degli abusi, le violenze e le pratiche di fellatio (sesso orale) per anni nell’istituto Antonio Próvolo, diretto da sacerdoti. L’istituto dipende dall’Arcidiocesi di Mendoza. È la prima della lista delle organizzazioni di educazione cattolica cattolica. E dipende anche dalla DGE, per l’educazione formale che provvede.

    L’Antonio Próvolo ha la dipendenza ecclesiastica dalla “Compagnia di Maria per l’educazione dei sordomuti”, Decanato Luján de Cuyo.

    La ragazza non è stata vittima personalmente. Ma attraverso la sua testimonianza, le autorità hanno potuto trovare una persona che è stata vittima degli abusi nell’istituto, dove le persone sono in un regime di internamento.

    I detenuti fino adesso sono tre. Due di loro sono sacerdoti. Uno ha 82 anni e l’altro circa 56 anni. I tre sono imputati di volenza ed abusi e i loro nomi non sono stati trascesi. Per ora restano detenuti in un’unità di polizia in Carrodilla. “Stanno cercando la maniera di mettere agli arresti domiciliari il prete di 82 anni. L’altro andrà in carcere” ha detto una fonte.

    Il terzo imputato è una persona interna all’istituto, che sarebbe stato obbligato a commettere gli abusi.

    L’informazione per ora è breve, ma significa uno scandalo di grandi proporzioni. Si sa che altri testimoni sfileranno davanti alla giustizia nelle prossime ore, e che questo  “istituto dell’orrore”, ecclesiastico, sará notizia nazionale in poche ore.

    Gli abusi sarebbero durati vari anni.

    Strani giri che fa il destino. Il caso è accaduto in Luján ed il pubblico ministero in carico è Fabricio Sidoti, lo stesso pubblico ministero che ha lavorato nel caso di Ayelén Arroyo, la ragazza abusata che ha finito per morire. C’è da sperare che questa volta, il pubblico ministero protegga le vittime.

    Nicola Corradi (82) era stato denunciato nel 1984. Ma stava in Mendoza. Horacio Corbacho (foto) è l’altro prete arrestato. Altri testimoni dell’orrore nell’Istituto Antonio Próvolo, di Luján de Cuyo. La storia completa.

    http://www.mendozapost.com/nota/50178-quienes-son-los-curas-presos-por-violaciones-a-ninos-sordos-en-lujan/

  • Chi sono i preti arrestati per abusi su bambini sordi in Luján

    Chi sono i preti arrestati per abusi su bambini sordi in Luján

    di Ricardo Montacuto

    Violenze. Abusi spaventosi con rapporti sessuali. Sodomia nei bagni e nelle stanze. Sesso orale con bambini molto probabilmente per anni, nella solitudine e l’oscurità dei fine settimana, in particolare, o quando meno gente c’era nella casa. Le storie di bimbi abusati nell’Istituto Antonio Próvolo per Bambini Sordi di Mendoza possono essere decine ed appena si conosce la punta dell’iceberg. Casi evitabili, inoltre: Uno dei preti detenuti trascina denunce di abusi sessuali su bambini sordi dal 1984, a Verona. Ed il suo caso viene presentato da una rete di vittime in Washington, l’anno scorso. Tuttavia, il prete stava lavorando in Mendoza, con decine di bimbi e bimbe indifesi e a sua disposizione.

    La storia, spaventosa, è stata rivelata da il POST sabato nella notte, e tratta di abusi sessuali a bambini e bambine sordomuti, internati nell’Istituto Próvolo, un collegio cattolico con collegio ubicato in Luján de Cuyo. Gli imputati per ora sono tre. Un prete italiano di 82 anni radicato in Argentina, chiamato Nicola Corradi (“Il padre Nicola”), un altro sacerdote di 56 anni chiamato Horacio Corbacho, ed un terzo individuo del quale ancora non è chiaro se sia un internato o un impiegato dell’Istituto, ma che è anch’egli una persona sorda. I tre uomini sono in arresto preventivo in un commissariato di  Carrodilla, dove il pubblico ministero Fabricio Sidoti –lo stesso del caso Ayelén Arroyo- sta prendendo le dichiarazioni. Potrebbe esserci un quarto detenuto, anch’egli impiegato dell’Istituto, anche se questo dato non è stato confermato.

    Le vessazioni sessuali intense e ripetute nel tempo su bambini sordomuti internati nell’Istituto Próvolo racchiudono nel mezzo alcune storie di coraggio. Di coloro che hanno vinto la paura per denunciare l’orrore che accadeva dentro le pareti del collegio  religioso.

    Una ex alunna maggiorenne –il suo nome di fantasia sarà “Ayelén” agli effetti di questa nota- è stata colei che ha rotto il cerchio la settimana passata, nell’ambito meno pensato di tutti, la Magistratura de Mendoza. “C’era un’attività pubblica nella Magistratura e partecipavano membri di un’associazione di persone sordomute. Una di loro si è avvicinato e ci ha chiesto aiuto. Fortunatamente contiamo con l’interprete ufficiale della Legislatura, che con il linguaggio gestuale ci ha facilitato la comunicazione con queste persone” ha raccontato la senatrice Daniela García, UCR Cambia Mendoza. Con l’aiuto dell’interprete poterono trovare Ayelén, la testimone dall’identità riservata che ha dato inizio a questa indagine.

    Vedere anche: L’Arcivescovato di Mendoza. Riconosce gli abusi dei preti nell’Istituto di Luján

    La senatrice García e la vicegovernatrice Laura Montero sono state coloro che hanno dato a Ayelén appoggio, protezione ed un “ponte” per dichiarare, armando il contatto con il Procuratore Generale Alejandro Gullé. E per giurisdizione, la causa è caduta sulla magistratura di Fabricio Sidoti, il pubblico ministero “messo alla gogna” per morte di Ayelén Arroyo. Sidoti non ha dormito venerdì notte dopo avere preso le prime dichiarazioni e di avere detenuto i due preti dell’Istituto ed il terzo sospetto. Ed il sabato ha dormito solo due ore. È a tempo pieno sul caso per evitare dispersione di possibili testimoni. Secondo quanto ha potuto sapere questo giornale, varie persone si sono messe in contatto per offrire testimonianze. Alcuni sarebbero i genitori dei bambini vittime dei sacerdoti accusati di pedofilia che vivevano nell’ Istituto Antonio Próvolo.

    La testimonianza di Ayelén

    “Ayelén” è un’ ex alunna del collegio cattolico nel quale hanno violentato bambini e bambine sordi per anni. È uscita dalla casa sei anni fa, ai 18 anni, ed ora è maggiorenne. Lei non è stata vittima diretta degli abusi, ma è stato testimone di violenze sessuali. Con la sua testimonianza si è potuto arrivare ad una delle vittime, un ragazzo che è stato oggetto sessuale dei sacerdoti e del terzo detenuto. “C’era di tutto… violenze sessuali… sesso orale… la testimonianza è terribile” ha detto una fonte.

    La testimonianza di “Ayelén” è riservata, soprattutto perché c’è segreto d’ufficio. E perché lei ha chiesto questo. Figlia di una famiglia agiata, nemmeno i suoi genitori sanno che ha deciso di testimoniare in questo caso. Ciò che ha raccontato venerdì a mezzogiorno con l’aiuto degli interpreti, insieme alla testimonianza del ragazzo vittima, è stato sufficiente per rinchiudere i due preti e la terza persona, sulla quale ci sono molti dubbi rispetto al suo ruolo. Anche se un’informativa dice che è imputabile, si crede che uno o i due sacerdoti arrestati gli davano indicazione su cosa fare ai bambini. I tre sono stati accusati e nessuno di loro ha ancora fatto dichiarazioni.

    I preti accusati di pedofilia hanno selezionato bene le loro vittime. L’Istituto Antonio Próvolo, che ha sedi in La Plata e dipende da “La Compagnia delle Sorelle di Maria”, un’ordine religioso dedicato ai bambini sordomuti, funziona come un collegio con internato. Gli internati in generale sono bimbi di altre province, specialmente del nord dell’Argentina, o di zone lontane da Gran Mendoza. “Hanno violentato bambini e bambine che non si poteva difendere per se stesso, e che inoltre avevano i genitori lontani” ha detto una fonte.

    La causa è appena cominciata. L’Istituto è a carico di una direttrice e si sa che un avvocato si è presentato a chiedere gli arresti domiciliari per il sacerdote Nicola Corradi, di 82 anni. È molto probabile che il pubblico ministero Sidoti gliela conceda ma non potrà essere nell’Istituto dove probabilmente ci sono ancora vittime. Oggi lunedì, nonostante il giorno feriale ci saranno ronde di testimoni. Già hanno dichiarato gli impiegati dell’Istituto e poi lo faranno docenti, non docenti ed altre persone relazionate alla casa. Dichiareranno anche persone che hanno saputo la notizia attraverso la nostra pubblicazione sul POST, e che offriranno la loro testimonianza.

    Cosa dice la chiesa

    Il caso è realmente un orrore. La chiesa cattolica ha perso centinaia di milioni di dollari per indennizzare le vittime dei preti nel corso degli anni, ed è un problema ricorrente di ogni papa di turno. Bisognerà vedere cosa farà ora il papa Francesco, argentino, con questo Istituto ed i preti arrestati accusati di pedofilia, cioè, violenza sui minori nel senso più crudo possibile.

    Intanto, l’arcivescovato di Mendoza ha inviato ieri ai media un comunicato nel quale cercano di essere vicini alle vittime, ma non riconoscono nessuna colpa. Sí, questi sono i fatti. “Ci intristiscono ed indignano questi accadimenti. Manifestiamo la nostra solidarietà e la vicinanza alle vittime dei fatti oggetto della denuncia” dice. “Appena saputa la notizia di questi accadimenti sono state informate le legittime autorità dell’Istituto (che è di Diritto Pontificio), i quali dovranno iniziare il debito processo canonico stabilito dalla chiesa per questi delitti denunciati” assicurano. “Per quanto sia alla portata di questo arcivescovato, si fornirà tutta la cooperazione che corrisponde alle autorità giudiziarie per fare rapida chiarezza dei fatti denunciati” hanno detto. Un dettaglio, che non è minimo. Alla prima chiamata di un’autorità giudiziaria, nell’arcivescovato di Mendoza avrebbero detto che non avevano giurisdizione sull’Istituto Antonio Próvolo. Ora le autorità ecclesiastiche di Mendoza dovranno spiegare perché viveva in un internato con bambini un prete che si trascinava dietro denunce di pedofilia dal 1984. Piccolo compito per il vescovo Franzini.

    Il “Padre Nicola”

    Nicola Bruno Corradi ha 82 anni. Era già stato accusato di abusare di bambini sordi tra il 1955 ed il 1984, nell’ Istituto Próvolo di Verona (Italia). Una sopravvissuta di vittime di abusi dei preti pederasti, Julieta Añazco, ha presentato il suo caso insieme agli altri dieci preti argentini accusati di pedofilia, nella Conferenza Internazionale della Rete di Sopravissuti di Abusi Ecclesiastici relizzata nel luglio dell’anno scorso in Washington. Questa informativa ha dati sul “Padre Nicola”, che sono stati presentati nella maniera seguente:

    “Nicola Bruno Corradi. Accusato di abusare tra il 1955 ed il 1984, nell’ Istituto Próvolo, di Verona (Italia), di bambini e bambine sordomuti. Davanti alle autorità ecclesiatiche sono state presentate denunce di violenze sessuali, masturbazioni obbligate dai preti e relazioni di sodomia commesse nei dormitori. I preti coinvolti sono stati approssimativamente 130. Alcuni di loro sono stati trasferiti in Argentina, in particolare a La Plata e Mendoza. In questa ultima città è arrivato il prete Corradi, attualmente ottantenne, che ha commesso abuso di potere contro docenti ed alunni. In via non ufficiale si sa che c’è stato abuso sessuale contro alcuni alunni. Quando i genitori hanno reclamato è stato “comprato” il loro silenzio con indennizzi” dice l’informativa.

    È realmente lapidario. Ora, il “Padre Nicola” è detenuto in Carrodilla. Le principali accuse indicherebbero lui. Nella web inoltre ci sono varie pubblicazioni datate 1984, in Verona, dove ex alunni della sede originale dell’Istituto -circa 60- hanno denunciato gli abusi.

    Il “Padre Horacio”

    Horacio Hugo Corbacho, l’altro sacerdote arrestato, è professore di Teologia ed oriundo di Castelar, Buenos Aires, dove è nato l’ 8 di aprile del 1960. Vive in Mendoza dal 2001. La comunità del collegio lo conosce come “Il Padre Horacio”. In un’antica pubblicazione, l’agenzia cattolica di notizie AICA ha detto di Corbacho “è il primo sacerdote argentino della Compagnia di Maria per l’Educazione dei Sordomuti”, annunciando la prima messa del prete in La Plata. Una curiosità: Corbacho è stato ordinato sacerdote da José María Arancibia, quando era arcivescovo di Mendoza. La cerimonia è stata fatta nell’ Istituto Antonio Próvolo de Luján de Cuyo. Lo stesso nel quale hanno violentato decine di bambini.

    Nell’ Istituto non ci sono ancora voci ufficiali. Si sa che c’è una direttrice incaricata, e che c’è una vera agitazione per l’arresto dei due preti. Inoltre, che qualcuno dei bambini alunni hanno chiesto di prendere contatto con il pubblico ministero.

    Questa storia di orrore, da molti anni, comincia recentemente ad essere conosciuta. Le reti sociali riproducono l’informazione a tutta birra. Di fatto, una lettrice del POST ha raccontato che aveva fatto una denuncia anni fa alla Magistratura 11 di Luján. La donna è madre di un ex alunno del collegio. Ieri, su richiesta di questo giornale, le autorità giudiziarie hanno cercato e trovato il procedimento, iniziato nella Magistratura di Mercedes Moya. La denuncia ha anni.

    Questi giorni saranno intensi per le dichiarazioni ed il movimento giudiziario. Il prete Corradi, il più anziano, sarà trasferito in qualche domicilio privato. Ed il “Padre Horacio” potrebbe essere inviato al carcere, mentre si sommano le testimonianze di quella che è possibile che sia la storia più terribile conosciuta nella Mendoza degli ultimi anni.

    http://www.mendozapost.com/nota/50189-una-argentina-denuncio-que-su-ex-secuestro-a-sus-hijos-en-chile/

  • Abusa di una minore. Prete salvato dal linciaggio

    Abusa di una minore. Prete salvato dal linciaggio

    DI ARMANDO GUZMÁN , 22 NOVEMBRE 2016

    VILLAHERMOSA, Tab. (apro).- Il sacerdote Juan García Pascual è stato riscattato dalla Polizia in seguito ad un tentato linciaggio da parte della popolazione a causa delle sue relazioni sessuali con una minore d’età.

    I fatti sono accaduti ieri nel paese di Macuspana, quando i genitori della minore Leidy Laura, di 14 anni, hanno scoperto che la loro figlia aveva relazioni sessuali con il parroco di 44 anni, mediante i messaggi che si inviavano per WhatsApp.

    I genitori, che già sospettavano della minore, a sua insaputa hanno controllato i suoi messaggi dove hanno trovato dialoghi con il prete di alto contenuto sessuale. In uno di essi, il clerico ha proposto alla minore un incontro.

    Dopo averla portata a casa sua, ubicata in via Roberto Madrazo nella colonia Josefa Ortiz de Domínguez, dove i suoi genitori già la aspettavano, hanno affrontato irosamente il  religioso, il quale, da dentro l’appartamento, alla fine ha ammesso di avere relazioni sessuali  con Leydi Laura, che ha anche ammesso la relazione sentimentale.

    Durante l’accalorata discussione, i genitori hanno mostrato al prete i messaggi di WhatsApp nel cellulare di Leydi Laura, nei quali García Pascual le raccomandava: “Prudenza con tutti, tu sei solo mia!”.

    E lei aveva risposto: “‘Chiaro amore, sono sempre prudente. E sempre mi prendo cura di ciò che è tuo. Solo tua, amore, di nessun altro”.

    Il sacerdote ha messo immagini di cuori ed ha aggiunto la frase: “Insieme per sempre”.

    Leidy Laura ha confermato: “Sì amore, insieme per tutta la vita. Solo tu ed io. E prossimamente il nostro bambino, amore. Famiglia felice e perfetta, amore”.

    In un altro messaggio, l’adolescente avvisa il prete che già se ne andava a casa sua e questi le risponde: “Ok, bimba. Io sono qui a confessare in parrocchia”.

    E lei risponde: “Che bene, amor mio. Ti amo”’.

    Quando i vicini si sono resi conto delle recriminazioni che i genitori della minore facevano al sacerdote, che era dentro a casa sua, hanno cominciato a riunirsi di fronte al suo domicilio e, gridando, chiedevano di tirarlo fuori “per linciarlo”.

    L’ira è aumentata di tono e, quando i vicini accennavano ad entrare nella casa e tirare fuori il sacerdote, è intervenuta la polizia e lo ha impedito.

    Il parroco Juan García Pascual, che officia nella chiesa San Isidro Labrador de Macuspana, è stato portato fuori dai militari, ammanettato e tra gli spintoni, e messo a disposizione della Magistratura Generale dello stato (Fiscalía General del Estado, FGE).

    I genitori della minore esigono il massimo della pena per il prete perché, assicurano, rappresenta un pericolo per le ragazzine nella Chiesa Cattolica di questa località.

    Il sacerdote Roberto Sánchez Cabrera, collegamento con la Comunicazione Sociale della Diocesi di Comunicazione Sociale della Diocesi di Tabasco, ha avvisato che se il prete García Pascual risulta colpevole sarà destituito dall’incarico ecclesiastico.

    “Il Papa ha detto che la persona che commette pedofilia è irreversibile e ciò che si deve fare è la destituzione dall’incarico ecclesiastico o l’allontanamento dal ministero, indipendentemente dalle sanzioni che vengano imposte dalla legge”, ha manifestato.

    Ha detto che la chiesa ha le sue procedure ed ha confermato che il Papa ha detto che le persone che cadono nel delitto della pedofilia devono pagare “ma non sappiamo con certezza se questo prete ha commesso questo reato, bisogna fare un’indagine, è la prima cosa da fare”, ha indicato.

    http://www.proceso.com.mx/463470/salvan-a-cura-linchado-tener-relaciones-sexuales-una-menor-en-tabasco

  • “Perdonare lo stupratore se sposa la vittima”: proposta di legge shock in Turchia

    “Perdonare lo stupratore se sposa la vittima”: proposta di legge shock in Turchia

    Proteste nel paese contro quella che viene vista come una “legittimazione delle spose bambine” e un “condono sessuale”. La proposta di legge è stata avanzata dal partito del presidente Erdogan.

    Suscita polemiche in Turchia una nuova proposta di legge avanzata dall’Akp, il partito del presidente Recep Tayyip Erdoğan, che permetterebbe all’autore di una violenza sessuale su minore di evitare la condanna se i rapporti sono avvenuti in maniera consensuale e se questi accetta di sposare la vittima.

    Dura la protesta sia delle opposizioni sia dell’opinione pubblica. In molti si sono scagliati contro quella che viene vista come una “legittimazione delle spose bambine” e un “condono sessuale”.

    Su Twitter migliaia di utenti hanno commentato con l’hashtag  #TecavuzMesrulastirilamaz, ovvero “lo stupro non può essere legittimato”. Il governo ha replicato alle critiche, definendole una “distorsione strumentale della finalità con cui è stato concepito il disegno di legge.

    Per il ministro della Giustizia, Bekir Bozdag, “l’obiettivo è scongiurare le conseguenze legali in cui si imbattono le coppie che hanno rapporti consenzienti e vogliono sposarsi prima della maggiore età”.

    “I matrimoni che coinvolgono i minori sono sfortunatamente una realtà in Turchia – ha aggiunto Bozdag – ma gli uomini coinvolti non sono violenti stupratori”.

    http://www.today.it/mondo/turchia-legge-depenalizzare-stupro-minori.html?er

     

  • Abusatori di una setta religiosa vengono aggrediti in carcere.

    Abusatori di una setta religiosa vengono aggrediti in carcere.

    Il ‘Maestro’ della setta ha abusato vari bambini.

    Il capo della setta religiosa ‘Verità Celestiale’, accusato di abusi sessuali su nove bambini, è già stato aggredito varie volte nel carcere di Setúbal. La rivelazione al CM è stata fatta da un parente stretto, che aggiunge che Rui Pedro ha dovuto anche essere assistito nell’infermeria de carcere. Lui  ed un altro degli imputati che si trova nello stesso carcere. Martedì, a Setubal, era in programma la prima sessione del processo, ma uno degli avvocati si è dimesso ed un imputato era assente. È stata rinviata al 10 di gennaio. (Gli appartenenti al) la setta sono stati catturati nel giugno dello scorso anno e Rui Pedro era considerato il ‘maestro’ della setta. Ha abusato vari bambini ed ha filmato gli atti sessuali.

    http://www.cmjornal.pt/portugal/detalhe/violadores-de-seita-religiosa-agredidos-dentro-da-cadeia

  • Il Papa richiama monsignor Hon. A Guam un coadiutore da Detroit

    Il Papa richiama monsignor Hon. A Guam un coadiutore da Detroit

    Si è conclusa la missione dell’arcivescovo salesiano cinese Savio Hon Tai-Fai quale amministratore apostolico “sede plena” della diocesi di Agana in Guam, un piccolo arcipelago dell’Oceano Pacifico nei pressi delle Isole Marianne Settentrionali che fa parte degli Stati Uniti. Il Papa ha nominato, infatti, oggi arcivescovo coadiutore con facoltà speciali di Agana (Guam), nelle Isole del Pacifico, il vescovo statunitense Michael Jude Byrnes, finora ausiliare di Detroit.

    Il salesiano Hon – che, come ricorda l’Agi, il Papa Emerito Benedetto XVI aveva voluto alla Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli su suggerimento del cardinale Tarcisio Bertone – formalmente aveva mantenuto anche l’incarico di Curia a Roma. L’arcivescovo di Agana il francescano minore Anthony Sablan Apuron, 70 anni, era stato accusato di recente di aver compiuto molestie sessuali su minori prima di diventare vescovo. In seguito a queste accuse, alcuni membri della commissione diocesana hanno rassegnato le proprie dimissioni. In passato lo stesso prelato paragonò l’attivismo per i diritti gay al terrorismo islamico. Il vescovo francescano è di fatto rimosso anche se gli rimane il titolo, in quanto i pieni poteri erano andati prima all’amministratore inviato dal Vaticano e vanno ora al nuovo coadiutore.

  • Don Luciano Cominotti; archiviato per mancanza di prove il procedimento in Mozambico

    Don Luciano Cominotti; archiviato per mancanza di prove il procedimento in Mozambico

    Nel marzo del 2014 il quotidiano portoghese Pùblico dava notizia che due sacerdoti italiani che dirigevano un orfanotrofio in Mozambico erano stati indagati con l’accusa di abuso.

    A dare il via alle indagini era stato João Paulo Gomes de Oliveira, un veterinario che nel 2010 insegnava nel Centro Polivalente Leão Dehon di Gurue, Mozambico.

    In una lettera pervenuta oggi presso la nostra sede di Savona, l’avvocato di don Luciano Cominotti, chiedendo rettifica comunica che la Procura Provinciale di Zambezia in Mozambico ha archiviato “per mancanza di legittimità riscontrata dal pubblico ministero nel proseguire l’azione penale per il crimine di attentato al pudore” nei confronti del suo assistito. Nella missiva si smentisce anche la notizia che il suo assistito sia stato denunciato in Italia, come invece aveva dichiarato João Paulo Gomes de Oliveira.

    Nel ribadire l’assoluta estraneità dei fatti imputati al suo assistito fornisce copia del documento ottenuto dalla Procura Provinciale di Zambezia dove si legge; “La informo che, in funzione della sua richiesta di chiarimento sul proscioglimento del procedimento penale instaurato per la denuncia di Joao Paulo Oliveira contro Luciano Cominotti, il pubblico ministero (Procura Provinciale da Zambezia) ha deciso per il non proseguimento del procedimento criminale per mancanza di prove sufficienti a determinare chi siano stati gli autori del crimine di tentato omicidio e furto praticato contro la vittima Joao Paulo Oliveira, da una parte e dall altra per la mancanza di legittimita del Pubblico ministero a continuare con l azione penale per il crimine di attentato al pudore nel quale la vittima è Aires G Muhuo”.

    L’Ufficio di Presidenza