Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • PAPA: SGOMENTO PER ABUSI COMMESSI IN GERMANIA

    PAPA: SGOMENTO PER ABUSI COMMESSI IN GERMANIA

    (AGI) – CdV, 12 mar. – Benedetto XVI ha “preso atto con grande sgomento, attento interesse e profonda commozione” dei casi di abusi commessi da sacerdoti in Germania. Lo ha riferito il presidente dei vescovi tedeschi, mons. Robert Zollitsch. Non vi e’ altro gruppo in Germania che sta reagendo come la Chiesa”, ha aggiunto il presule assicurando che i vescovi sono pronti ad assumersi le nostre responsabilita’, non vogliono scusare nulla e rilevano che le attuali norme ecclesiastiche possono essere migliorate ma gia’ ora sono severe e non ostacolano affatto la giustizia penale dello Stato. Subito dopo l’incontro, Benedetto XVI ha parlato del sacerdozio al Convegno teologico promosso dalla Congregazione del clero in occasione dell’Anno Sacerdotale, sottolineando che la Chiesa intende mantenere il celibato e ricorda che anche l’abito e’ una forma di testimonianza. “Quella del sacerdote – ha ribadito – e’ un’altissima vocazione, che rimane un grande Mistero anche per quanti l’abbiamo ricevuta in dono. I nostri limiti e le nostre debolezze devono indurci a vivere e a custodire con profonda fede tale dono prezioso, con il quale Cristo ci ha configurati a Se’, rendendoci partecipi della Sua Missione salvifica. Infatti, la comprensione del Sacerdozio ministeriale e’ legata alla fede”. In proposito, il Pontefice ha lamentato che oggi troppe volte il sacerdote viene presentato “quasi come un ‘operatore sociale”, con cio’ rischiando di “tradire lo stesso Sacerdozio di Cristo”. Ed ha esortato i 400 mila sacerdoti della Chiesa Cattolica a non conformarsi alla mentalita’ del mondo. “In un contesto di diffusa secolarizzazione, che esclude progressivamente Dio dalla sfera pubblica, e, tendenzialmente, anche dalla coscienza sociale condivisa, spesso il sacerdote – ha spiegato – appare ‘estraneo’ al sentire comune, proprio per gli aspetti piu’ fondamentali del suo ministero, come quelli di essere uomo del sacro, sottratto al mondo per intercedere a favore del mondo, costituito, in tale missione, da Dio e non dagli uomini”. “Per tale motivo – ha scandito il Pontefice – e’ importante superare pericolosi riduzionismi”. Lo stesso Papa Ratzinger ha fatto sapere subito dopo – attraverso la Sala Stampa della Santa Sede – di aver deciso di rinunciare quest’anno alle consuete vacanze in montagna, che si riteneva volesse trascorrere nel seminario di Bressanone, trattenendosi per l’intero periodo estivo nell’austera residenza estiva di Castelgandolfo, secondo la tradizone seguita dai suoi predecessori fino a Papa Wojtyla. Da parte sua, incontrando i giornalisti dopo l’udienza concessagli da Benedetto XVI, mons. Zollitsch ha rivelato oggi anche di aver avuto un colloquio con la Congregazione della Dottrina della Fede, che riguardo agli abusi commessi da sacerdoti “sta raccogliendo proposte e usi in atto nei singoli Paesi, dal quale pensa poi di elaborare proprie norme”. Come vescovi tedeschi, intanto, ha promesso, “vogliamo portare alla luce tutta la verita’ sullo scandalo degli abusi sessuali senza riguardi per nessuno, anche rispetto ad eventi accaduti alcuni decenni fa”. E questo anche se, ovviamente, lo scandalo pedofilia non e’ un problema specifico della Chiesa Cattolica.
    “Tutti i numeri che abbiamo – ha osservato mons. Zollitsch – ci dicono che non e’ un problema particolare della Chiesa Cattolica. Certo – ha ammesso – e’ particolarmente terribile quando gli abusi vengono compiuti da educatori, persone di riferimento e di responsabilita’ morale”. Ma, “non vi e’ altro gruppo in Germania che sta reagendo come la Chiesa”, ha detto mons. Robert Zollitsch. “Quando c’e’ un sospetto di abuso, c’e’ sia il procedimento penale da parte dello Stato che quello interno da parte della Chiesa”, ha chiarito in una conferenza stampa il presidente dei vescovi, rispondendo alle critiche rivolte dal ministro tesdesco della giustizia riguardo alle norme volute da Papa Wojtyla nel 2001, quando su suggerimento dell’allora card. Ratzinger e’ stata assegnata alla Congregazione della Dottrina della Fede la competenza sui procedimenti riguardanti casi di pedofilia proprio per evitare che i vescovi locali continuassero a sottovalutare la gravita’ del fenomeno finendo col coprire i responsabili. “Sono ambiti giudiziari differenti – ha aggiunto il presule – totalmente separati e indipendenti”. “Il procedimento statale non e’ subordinato a quello della Chiesa e l’esito dell’uno non influisce su quello dell’altro, ne’ sul sostegno della Chiesa alle autorita’ giudiziarie”. La Conferenza Episcopale Tedesca, ha ricordato, riferisce all’autorita’ giudiziaria i sospetti salvo che “in circostanze eccezionali”, come quando questo viene esplicitamente chiesto dalla vittima oppure quando la sicurezza della vittima potrebbe ancora essere messa a repentaglio da una denuncia. “Sono grato a Benedetto XVI – ha concluso – per il suo sostegno positivo alla decisa azione della Conferenza Episcopale Tedesca”. (AGI) .

    www.agi.it/cronaca/notizie/20100312…ssi_in_germania

  • Abusi sessuali e botte a studenti minorenni

    Abusi sessuali e botte a studenti minorenni

    Abusi sessuali e botte a studenti minorenni

    10 marzo, 14:14

    BERLINO – Si allarga in Germania lo scandalo degli abusi sessuali commessi in passato negli ambienti cattolici del Paese: secondo quanto è emerso oggi, violenze su minori sarebbero state commesse anche in una scuola della diocesi di Magonza (sudovest), negli anni ’60 e ’70. Secondo quanto ha reso noto oggi il portavoce della diocesi, i sospetti si concentrano sul direttore dell’istituto e su un prete, che avrebbero abusato sessualmente dei ragazzi. Gli studenti, ha aggiunto il portavoce, sarebbero stati anche picchiati per motivi futili. La scuola in questione, a Bensheim, in Assia, è stata poi chiusa nel 1981. Questo ennesimo caso di abusi su minori giunge in un momento particolarmente delicato per la Chiesa cattolica tedesca, che da giorni è sotto i riflettori dei media internazionali per le centinaia di episodi risalenti agli anni passati ed emersi solo nelle ultime settimane. Proprio questo tema, sarà oggetto di un incontro in Vaticano – venerdì – tra il Papa e il presidente della Conferenza episcopale tedesca, Robert Zollitsch.

    www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mo…1732036492.html

  • Pedofilia, il fratello del papa si scusa con gli ex alunni

    Pedofilia, il fratello del papa si scusa con gli ex alunni

    Pedofilia, il fratello del papa si scusa con gli ex alunni

    di Alessandro Bongarzone

    ROMA – Dopo quelle del vescovo di Ratisbona, arrivano – oggi – anche le scuse pubbliche del fratello di Benedetto XVI, monsignor Georg Ratzinger, già direttore del “Regensburger Domspatzen”, il coro delle voci bianche della Cattedrale di Ratisbona, dal 1964 al 1993.
    Monsignor Ratzinger racconta
    Lo fa con un’intervista, rilasciata al quotidiano tedesco “Passauer Neue Presse”, con cui chiede perdono agli ex ragazzi del coro, vittime di abusi sessuali da parte di alcuni sacerdoti della scuola e del collegio, ribadendo, però, di non essere mai stato a conoscenza di tali episodi.
    Il fratello del pontefice, invece, ha raccontato nell’intervista di essere a conoscenza delle punizioni corporali che erano in uso nel collegio e che, lui stesso, in taluni casi ha “dovuto” distribuire qualche schiaffo ai ragazzi del coro affermando, infine, di essere stato “sollevato” quando questa pratica venne vietata da legislatore tedesco nel 1980 precisando, dopo aver rinnovato le scuse, questa volta per gli schiaffi assestati per intemperanza verso “manchevolezze o per un consapevole rifiuto di prestazioni”, di essersi in seguito sempre attenuto a tale divieto.

    L’86 enne monsignor Ratzinger ha anche affermato che alcuni ragazzi gli avevano raccontato degli episodi che si verificavano nel convitto di Etterzhausen, da dove venivano reclutati i cantori, soprattutto da parte del direttore John M., ma niente che gli facesse presumere fatti di tale gravità: “Se avessi saputo – ha detto – dell’eccessiva violenza con cui si agiva, già allora avrei detto qualcosa” anche se – ha spiegato – non sarebbe servito a modificare la prassi in atto visto che la scuola è “un istituto a parte” e non si può intervenire sulla sua gestione.

    Le iniziative del Governo
    La ministra federale della Famiglia, Kristina Schröder e quella dell’Istruzione, Annette Schavan hanno organizzato, intanto, per il prossimo 23 aprile una tavola rotonda sul tema degli abusi sui minori dove – hanno annunciato – saranno discusse anche le questioni degli aiuti alle vittime e le misure preventive. All’incontro dovrebbero partecipare rappresentanti di varie istituzioni che si occupano dell’infanzia, dalle famiglie, alle scuole, alla Chiesa cattolica e protestante.

    L’incaricato della Conferenza episcopale tedesca per le vicende di abuso sui minori, monsignor Stephan Ackermann, ha accolto con favore tale iniziativa, definendo “molto utile” un incontro di questo tipo tra realtà associative e istituzioni che operano nel settore dell’infanzia e della gioventù.

    La posizione del ministro della giustizia
    Non si placano invece le critiche della ministra federale della Giustizia, Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, nei confronti della Chiesa cattolica che la stessa ministra accusa di aver coperto colpevolmente i casi di abuso verificatisi all’interno delle sue strutture.
    Già nei giorni scorsi tale posizione era stata motivo di frizione con il presidente della conferenza episcopale e solo l’intervento diretto della cancelliera Angela Merkel era riuscito a riportare un minimo di “serenità” tra le due istituzioni.

    Oggi, però, dalle colonne della “Suddeutsche Zeitung”, la titolare della Giustizia torna ad attaccare la Chiesa tedesca chiedendo, perdippiù, che la Chiesa risarcisca le vittime degli abusi sessuali anche nei casi in cui siano scaduti i termini di prescrizione (20 anni dalla maggiore età).
    “Sarebbe questo – afferma la ministra – un “segnale chiaro” e una “parte di giustizia, anche se le ingiustizie sofferte non possono essere compensate mai del tutto”.

    Dello stesso avviso si dice il segretario della SPD, Andrea Nahles, cattolico praticante, che propone di estendere questa richiesta anche agli istituti scolastici secolari, nei quali ugualmente stanno cominciando a emergere casi sistematici di abuso, come a Odenwald. Un risarcimento, anche simbolico, “sarebbe una offerta adeguata per le vittime di allora”.

    Sul versante vaticano, intanto, resta confermato il viaggio del prossimo 12 marzo di monsignor Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca per l’incontro con Benedetto XVI. Si tratta di un’udienza fissata da tempo – in coincidenza con i lavori dell’assemblea generale dei vescovi – in cui, ovviamente, è entrato di prepotenza il tema degli abusi: argomento su cui il pontefice sembra intenzionato ad intervenire personalmente e con decisione come ha già dimostrato nel caso “Irlanda”.

    http://www.dazebao.org/news/index.php?option=com_content&view=article&id=9049:pedofilia-il-fratello-del-papa-si-scusa-con-gli-ex-alunni&catid=81:europa&Itemid=198

  • PRETI PEDOFILI: 20 CASI NELLA DIOCESI DI TREVIRI IN GERMANIA

    PRETI PEDOFILI: 20 CASI NELLA DIOCESI DI TREVIRI IN GERMANIA

    PRETI PEDOFILI: 20 CASI NELLA DIOCESI DI TREVIRI IN GERMANIA

    fonte repubblica it

    Sono venti tra attuali ed ex sacerdoti della diocesi di Treviri in Germania i religiosi accusati di abusi sessuali. Lo ha dichiarato il vescovo Stephan Ackermann: ‘Da parte mia vorrei incoraggiare queste vittime che non hanno ancora trovato il coraggio di denunciare questi abusi di farlo’, ha esortato il presule. Dieci dei preti accusati sono morti ed altri due si sono ritirati, ha spiegato Ackermann .

  • Scandalo pedofilia: diocesi di Monaco sapeva di Peter H.

    Scandalo pedofilia: diocesi di Monaco sapeva di Peter H.

    http://www.uaar.it/news/2010/03/20/scandal…sapeva-peter-h/

    Scandalo pedofilia: diocesi di Monaco sapeva di Peter H.

    Intervistato dal New York Times (1), lo psichiatra Werner Huth, che nei primi anni Ottanta seguì il caso del prete pedofilo Peter H. (Ultimissima del 16 marzo), ha affermato di aver ripetutamente avvertito l’arcidiocesi di Monaco di Baviera sulla problematicità di quel sacerdote. Huth pose tre condizioni affinchè Peter H. potesse tornare alla sua attività: non fargli bere alcool, farlo sorvegliare da altri parroci e non metterlo più a contatto con i bambini. L’arcidiocesi invece avrebbe comunque deciso di far continuare l’attività pastorale al sacerdote senza tener conto delle indicazioni dello psichiatra, dopo un periodo di terapia. Il prete venne poi arrestato nel 1986, proprio per abusi su minori, ma rimosso dal suo incarico solo recentemente. Huth precisa di non aver mai contattato direttamente Joseph Raztinger, all’epoca arcivescovo di Monaco, e di non sapere se egli fosse al corrente o meno dei suoi avvertimenti, ma di aver avuto colloqui diretti con l’allora vescovo Heinrich Graf von Soden-Fraunhofen e con altri esponenti della diocesi. Huth è stato inoltre intervistato dal quotidiano Sueddeutsche Zeitung.
    Secondo il settimanale tedesco Der Spiegel (2) invece, lo stesso Ratzinger avrebbe avuto notizia dei problemi di padre Peter H., che venne accolto a Monaco nonostante la segnalazione di precedenti abusi, da parte della diocesi di Essen. Sotto la presidenza di Ratzinger, il consiglio dell’ordinariato diocesano bavarese si sarebbe occupato del caso in questione, il 15 gennaio 1980: nel verbale – riporta Der Spiegel – è scritto che Peter H. aveva richiesto un alloggio in una parrocchia di Monaco e che era stato sottoposto ad un trattamento psico-terapeutico. Der Spiegel critica direttamente la diocesi per non aver segnalato il prete pedofilo alla polizia, accogliendolo nonostante il suo passato fosse noto.
    (1) http://www.nytimes.com/2010/03/19/world/eu…&sq=huth&st=cse
    (2) www.spiegel.de/panorama/gesellschaft/0,1518,684720,00.html

  • PEDOFILIA: IN CONVENTO TEDESCO SPOGLIARELLI PER GIOC

    PEDOFILIA: IN CONVENTO TEDESCO SPOGLIARELLI PER GIOC

    www.agi.it/rubriche/ultime-notizie-…relli_per_gioco

    PEDOFILIA: IN CONVENTO TEDESCO SPOGLIARELLI PER GIOC

    (AGI) – Berlino, 17 mar. – Lo scandalo della pedofilia investe anche i francescani tedeschi, con due frati di Lingen, nella Bassa Sassonia, che negli anni ’70 organizzarono un gioco di spogliarello insieme ad adolescenti. Uno dei due francescani ha rivelato all’emittente Norddeutscher Rundfunk che insieme al confratello ed a diversi ragazzi eseguiva il gioco del cosiddetto “Klamotten-Knobel”, in cui giocando a dadi chi otteneva il numero maggiore doveva ubriacarsi, spogliarsi o baciare gli altri sulla guancia e sul petto. Cle-Bia

  • Pedofilia. Dopo trent’anni sospeso il prete accusato di abusi nella diocesi di Ratzinger. C’è voluto uno scandalo.

    Pedofilia. Dopo trent’anni sospeso il prete accusato di abusi nella diocesi di Ratzinger. C’è voluto uno scandalo.

    http://gaynews24.com/?p=10706

    Pedofilia. Dopo trent’anni sospeso il prete accusato di abusi nella diocesi di Ratzinger. C’è voluto uno scandalo.
    16 mar
    2010

    L’arcivescovado di Monaco di Baviera e Freising ha sospeso il prete che aveva compiuto abusi sessuali su minori quando il papa era arcivescovo proprio a Monaco. La decisione è stata annunciata dallo stesso arcivescovado in un comunicato. Il sacerdote è stato sospeso per avere violato il divieto di occuparsi di bambini e adolescenti. Il suo diretto superiore, Josef Obermaier, ha rassegnato le dimissioni. Il prete, 62 anni, era stato trasferito nel 1980 dalla diocesi di Essen (in Westfalia), dove aveva commesso violenze su minori, a quella di Monaco di Baviera: all’epoca Joseph Ratzinger era arcivescovo del capoluogo bavarese e di Freising.

  • Pedofilia in Germania, Der Spiegel: il Papa sapeva

    Pedofilia in Germania, Der Spiegel: il Papa sapeva

    http://www.vitadidonna.org/in-primo-piano/…apeva-4048.html

    Pedofilia in Germania, Der Spiegel: il Papa sapeva

    Sabato 13 Marzo 2010 14:10

    Pedofilia in Germania, Der Spiegel: il Papa sapevaLa questione è delicata e di difficile gestione. Ci sono due elementi che da soli bastano ad innalzare l’allarme: abusi sessuali e Chiesa.

    E’ il 1980 a Monaco di Baviera, in quel periodo Papa Benedetto XVI è l’arcivescovo di Monaco e Freising. Succede che un prete tedesco, con precedenti abusi sessuali ai danni di minori, viene assegnato a lavorare nella comunità della chiesa locale.

    In Baviera il prete pregiudicato, secondo la stampa, cede di nuovo a violenze pedofile, ma non durante il periodo di Ratzinger.

    E’ un quotidiano tedesco a scriverlo. Il caso, si legge, assume una forza particolarmente esplosiva poiché vede coinvolto l’attuale Papa.

    Bemedetto XVI sarebbe stato coinvolto nella decisione di sostituire il prete sospettato di pedofilia per una cura presso la sua diocesi, pur non sapendolo. Ma non era d’accordo che lavorasse in una parrocchia locale. Questa è la precisazione della diocesi di Monaco e Freising: il sacerdote venne trasferito nella diocesi di Monaco nel gennaio del 1980, su richiesta di quella di Essen.

    I documenti mostrano che verosimilmente la ragione di un trasferimento per la cura in una canonica, fosse l’aver intrattenuto relazioni sessuali con minori, hanno spiegato le autorità religiose.

    L’allora arcivescovo partecipò alla decisone, ha spiegato la diocesi in una nota, aggiungendo che l’allora vicario generale Gerhard Gruber, assegnò poi il prete alla parrocchia di Monaco senza restrizioni.

    Gruber ha la piena responsabilità per le decisioni sbagliate, precisa la nota che segue di poco un’altre precisazione della Santa Sede. Ed è padre Federico Lombardi ha spiegare che l’allora vicario generale, mons. Gruber, ha riconosciuto l’errore di avere affidato il sacerdote a nuovi incarichi pastorali e si è assunto la piena responsabilità di quel che è accaduto.

    E padre Lombardi attacca, “falliti tutti i tentativi di coinvolgere il Papa nella questione degli abusi”. Il caso sembra chiuso, ma in realtà non è così, perché solo ad avvicinare le due parole genera un terremoto.

    I giornali tedeschi rilanciano le notizie con diverse interpretazioni. Il Der Spiegel attacca pesantemente il Papa: sapeva. Più morbido invece il Rheinische Post: Papa profondamente scosso dalla vicenda.

    13-03-2010

    PEDOFILIA: ”FALLITI I TENTATIVI DI COINVOLGERE IL PAPA”

    Il direttore della Sala Stampa vaticana Padre Federico Lombardi, ha criticato gli sforzi di chi ”negli ultimi giorni” ha cercato ”con un certo accanimento, a Regensburg e a Monaco, elementi per coinvolgere personalmente il Santo Padre” nello scandalo pedofilia che non accenna a placarsi in Germania e che ha sfiorato anche papa Benedetto XVI in riferimento al periodo in cui era arcivescovo di Monaco di Baviera, sottolineando come sia evidente che tali tentativi siano ”falliti”.

    In una nota alla Radio Vaticana, Lombardi ha affermato che la linea di Papa Ratzinger di fronte ai casi di pedofilia dei preti, sia da pontefice che quando era alla guida della Congregazione vaticana per la Dottrina della Fede, e’ ”stata sempre quella del rigore e della coerenza nell’affrontare le situazioni anche piu’ difficili”.

    Il direttore della Sala Stampa vaticana ha evidenziato la ”importante e ampia intervista concessa dal promotore di giustizia della Congregazione per la Dottrina della Fede, mons. Charles Scicluna” che ”spiega dettagliatamente il significato delle norme canoniche specifiche stabilite dalla Chiesa negli anni scorsi per giudicare i gravissimi delitti di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di ecclesiastici”.

    ”Diventa assolutamente chiaro – ha osservato Lombardi – che tali norme non hanno inteso e non hanno favorito alcuna copertura di tali delitti, ma anzi hanno messo in atto un’intensa attivita’ per affrontare, giudicare e punire adeguatamente questi delitti nel quadro dell’ordinamento ecclesiastico”. ”E’ giusto ricordare – ha spiegato – che tutto cio’ e’ stato impostato e avviato quando il cardinale Ratzinger era prefetto della Congregazione. La sua linea e’ stata sempre quella del rigore e della coerenza nell’affrontare le situazioni anche piu’ difficili”.

    ”Nonostante la tempesta, la Chiesa vede bene il cammino da seguire, sotto la guida sicura e rigorosa del Santo Padre”. ”Come abbiamo gia’ avuto modo di osservare – aggiunge padre Lombardi -, speriamo che questo travaglio possa essere alla fine di aiuto alla societa’ nel suo insieme per farsi carico sempre meglio della protezione e della formazione dell’infanzia e della gioventu”’.

    Nell’intervista ad Avvenire, segnalata dalla Sala Stampa vaticana, mons. Scicluna, ha definito ”un’accusa falsa e calunniosa” quella secondo cui il card. Joseph Ratzinger, oggi papa, e’ stato il responsabile oggettivo di una politica di occultamento dei reati di pedofilia dei preti da parte della Santa Sede quando era prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

    Secondo Scicluna, Promotore di giustizia della Congregazione per la Dottrina della Fede, ovvero il pubblico ministero del tribunale dell’ex sant’Uffizio che ha il compito di indagare sui cosiddetti delicta graviora, in Italia, il fenomeno della pedofilia dei preti ”non sembra abbia dimensioni drammatiche”, anche se ”preoccupa” una ”certa cultura del silenzio che vedo ancora troppo diffusa nella Penisola”.

    PROCURATORE VATICANO, 3000 CASI IN 9 ANNI, SOLO 300 SU BAMBINI

    Dal 2001 al 2010 sono state complessivamente 3000 le segnalazioni di ‘delicta graviora’ commessi negli ultimi 50 anni da preti arrivate alla Congregezione per la Dottrina della Fede, ha spiegato Scicluna.

    I ‘reati piu’ gravi’, per cui il Sant’Uffizio ha la competenza esclusiva, comprendono non solo la pedofilia ma anche i reati contro l’Eucaristia, quelli contro la santita’ del sacramento della penitenza, oltre ai crimini contro il sesto comandamento (”non commettere atti impuri”) di un chierico con un minore di diciotto anni.

    Dei 3000 casi segnalati, mons. Scicluna sottolinea che solo per una minoranza del 10% si tratta di casi di ”vera e propria pedofilia, cioe’ determinati da una attrazione sessuale per bambini impuberi”. C’e’ poi un 60% di casi di efebofilia, ”cioe’ dovuti ad attrazione sessuale per adolescenti dello stesso sesso”, e un 30% di rapporti eterosessuali. ”I casi di preti accusati di pedofilia vera e propria sono quindi circa trecento in nove anni – ha sottolineato il procuratore vaticano -. Si tratta sempre di troppi casi – per carita’! – ma bisogna riconoscere che il fenomeno non e’ cosi’ esteso come si vorrebbe far credere”.

    Di questi casi, ”un processo vero e proprio, penale o amministrativo, si e’ svolto nel 20% dei casi e normalmente e’ stato celebrato nelle diocesi di provenienza – sempre sotto la nostra supervisione – e solo rarissimamente qui a Roma. Facciamo cosi’ anche per una maggiore speditezza dell’iter”. In un 60% dei casi, invece, per l’eta’ avanzata degli accusati, non c’e’ stato processo, nei cui confronti sono stati emanati dei provvedimenti amministrativi e disciplinari, come l’obbligo a non celebrare messa coi fedeli, a non confessare, a condurre una vita ritirata e di preghiera. ”E’ bene ribadire – ha precisato mons.

    Scicluna – che in questi casi, tra i quali ce ne sono alcuni particolarmente eclatanti di cui si sono occupati i media”, come quello del fondatore dei Legionari di Cristo Marcial Maciel Degollado, ”non si tratta di assoluzioni. Certo non c’e’ stata una condanna formale, ma se si e’ obbligati al silenzio e alla preghiera qualche motivo ci sara’…”. In un 10% di casi particolarmente gravi e con prove schiaccianti,il papa ha firmato la dimissione dallo stato clericale del prete accusato, ”un provvedimento gravissimo, preso per via amministrativa, ma inevitabile”, mentre nel restante 10% ”sono stati gli stessi chierici accusati a chiedere la dispensa dagli obblighi derivati dal sacerdozio”, ”prontamente accettata”.

    Quanto alla provenienza delle segnalazioni di abusi, negli anni 2003-2004 quelle proveniente dagli Usa rappresentavano circa l’80% del totale di casi, mentre nel 2009 lo ‘share’ statunitense e’ sceso a circa il 25% dei 223 nuovi casi segnalati da tutto il mondo. ”Negli ultimi anni (2007-2009), infatti, la media annuale dei casi segnalati alla Congregazione dal mondo e’ stata proprio di 250 casi”, spiega mons. Scicluna, a fronte di un numero complessivo di sacerdoti diocesani e religiosi nel mondo e’ di 400mila: ”Questo dato statistico – ha aggiunto – non corrisponde alla percezione che si crea quando questi casi cosi’ tristi occupano le prime pagine dei giornali”.

    Nella maggior parte dei casi, i processi ”sono finiti con una condanna dell’accusato. Ma non sono mancati quelli dove il sacerdote e’ stato dichiarato innocente o dove le accuse non sono state ritenute sufficientemente provate”. Ingiusto, quindi, accusare la giustizia vaticana di lentezza: smaltita la valanga di segnalazioni arrivate dagli Usa nel 2003 e 2004, ”negli ultimi anni, grazie a Dio, il fenomeno si e’ di gran lunga ridotto. E quindi adesso cerchiamo di trattare i casi nuovi in tempo reale”, conclude Scicluna.

    PEDOFILIA: DER SPIEGEL, ABUSI IN CORO RATISBONA FINO AL 1992

    Stamane il settimanale tedesco Der Spiegel rivela che sarebbero durati fino al 1992 gli abusi all’interno del coro Domspatzen, i ‘Passeri del Duomo’ di Ratisbona, diretto per 30 anni, dal 1964 al 1994, dal fratello di papa Benedetto XVI, mons. Georg Ratzinger. Der Spiegel ha raccolto la testimonianza di un ex corista, Thomas Mayer, che racconta di essere stato abusato da colleghi piu’ anziani, mentre anche nell’abitazione di uno degli educatori del convitto avrebbero luogo sodomizzazioni tra i coristi stessi.

    Sarebbero stati proprio gli alunni piu’ grandi a costringere i piu’ giovani a subire ”la pressione di un sistema totalitario”.

    La diocesi di Ratisbona, riferisce Der Spiegel, non ha voluto rilasciare dichiarazioni su queste nuove accuse, cosi’ come l’ex-direttore, mons. Georg Ratzinger. Secondo gli ex-membri del coro interpellati dal settimanale, il fratello del papa era una persona ”estremamente collerica e irascibile”. Ancora alla fine degli anni, avrebbe lanciato sedie contro i cantanti durante degli eccessi di rabbia.

    Intanto il dibattito sul celibato nella Chiesa cattolica, dopo il crescere degli scandali di pedofilia, si allarga e il presidente dell’influente Comitato centrale dei cattolici tedeschi, che riunisce tutte le associazioni laiche cattoliche della Chiesa in Germania, ha chiesto una revisione dell’obbligo di non sposarsi per i preti cattolici di rito latino.

    In una intervista alla Sueddeutsche Zeitung di oggi, il presidente Alois Glueck, politico del partito conservatore bavarese Csu, ha invitato la Chiesa a trarre le conseguenze ”strutturali” della crisi legata agli abusi sessuali. A questo tema, spiega, ”e’ legato senza dubbio il confronto con tutto il tema della sessualita’, cominciando dal rapporto che si ha con essa fino alla scelta del personale ecclesiastico”. Anche l’allentamento dell’obbligo del celibato potrebbe essere ”una strada” per affrontare il problema, anche se non basterebbe questo solo per risolverlo.

  • Pedofilia: Austria, 3 sacerdoti sospesi Uno di loro ha ammesso violenze su studenti scuola monastero

    Pedofilia: Austria, 3 sacerdoti sospesi Uno di loro ha ammesso violenze su studenti scuola monastero

    Pedofilia: Austria, 3 sacerdoti sospesi (ANSA) – BERLINO, 11 MAR – Sospesi per presunti abusi sessuali su ragazzi 3 preti cattolici del monastero di Kremsmuenster, nel distretto di Kirchdorf in Austria. Sollevati dalle loro funzioni sacerdotali, i religiosi avrebbero compiuto negli anni ’80 maltrattamenti nei confronti di alcuni ragazzi della scuola gestita dal monastero. L’abate di Kremsmuenster, Ambros Ebhart ha riferito che uno dei tre sacerdoti, un padre di 75 anni, ha ammesso gli abusi. ‘Un chiarimento su questi casi e’ dovuto’, ha aggiunto.

    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/03/11/visualizza_new.html_1732184330.html

    Pedofilia/ Austria, in due settimane denunciati 174 casi abusi
    di Apcom
    Il sistema educativo cattolico in Austria riassunto in “sadismo”

    Vienna, 2 apr. (Apcom) – Sono 174 i casi di maltrattamenti o di abusi sessuali all’interno delle istituzioni cattoliche in Austria denunciati nel corso delle ultime due settimane, da quando cioè è stato istituito un numero telefonico speciale a disposizione delle vittime. Lo ha reso noto l’associazione “Piattaforma delle vittime della violenza nella Chiesa”. Il numero è stato chiamato da 150 persone e “siamo venuti a conoscenza di 174 casi”, ha spiegato Holger Eich, psicologo, membro dell’associazione durante una conferenza stampa alla quale ha preso parte anche una delle vittime. “Ogni giorno ne veniamo a sapere di nuove sui metodi di educazione nelle istituzioni cattoliche in Austria negli anni ’60 e ’70”, ha commentato Eich, prima di aggiungere: “Tutto si può riassumere con una sola parola: sadismo”. Nel 43% dei casi registrati si tratta di violenze fisiche, nel 34% di aggressioni sessuali, nel 23% di violenze morali. Secondo le statistiche dell’associazione il 68% delle vittime sono uomini, come il 74% degli autori delle violenze. Al momento tutte le denunce sono sotto esame e i fatti in corso di verifica. Si valuta anche la possibilità di presentare una denuncia collettiva contro la Chiesa. In Austria, l’arcivescovo di Vienna, cardinale Christoph Schoenborn, ha istituito una commissione d’inchiesta laica e indipendente, presieduta da una donna, Waltraud Klasnic, incaricata di esaminare le diverse denunce. (fonte afp)

    www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=903239

    Austria Critiche alla «inquisitrice»: troppo legata al clero, non è adatta

    Ha provocato sorpresa, ma anche una serie di critiche la decisione dell’arcivescovo di Vienna Schoenborn di nominare una donna, l’ex governatore della Stiria, Waltraud Klasnic, alla testa di una commissione indipendente sugli abusi sessuali dei preti in Austria. Molti dicono che né preti né politici debbano farne parte e giudicano la Klasnic, del partito popolare Oevp (cattolico), troppo vicina alla Chiesa e inadatta a lavorare in modo indipendente. Scettica l’organizzazione «Wir sind Kirche» (Noi siamo chiesa), mentre la «Laieniniziative» (Iniziativa laica) dà un giudizio positivo. È «il tipico tentativo di mettere la cosa su un binario non pericoloso» ha detto Schermann, parroco ed editore di «Kirche-In»: dalla Klasnic, legatissima alla Chiesa, non ci si può aspettare indipendenza e «deve essere recisamente respinta». Per lui bisognerebbe dare più ascolto alle vittime e cooptare i loro rappresentanti nella commissione.

  • Gli abusi nella Chiesa cattolica Olanda, 137 religiosi sospettati di pedofilia

    Gli abusi nella Chiesa cattolica Olanda, 137 religiosi sospettati di pedofilia

    Lo rivela l’inchiesta di un’emittente radiofonica. E intanto si scioglie il partito dei pedofili

    Bruxelles – Secondo un’inchiesta condotta da Radio Netherlands su sacerdoti, suore e insegnanti che avrebbero molestato minori, i religiosi coinvolti nello scandalo dei presunti casi di abusi nelle scuole cattoliche olandesi negli anni ’50, 60 e 70 sarebbero 137. Secondo l’emittente, che ha raccolto almeno 128 testimonianze di ex studenti molestati, il picco degli abusi si sarebbe verificato negli anni ’50 (43 denunce) e ’60 (62). La Commissione consultiva episcopale “Aiuto e diritto” parla di 350 denunce.

    Nelle stesse ore è giunta anche la notizia dello scioglimento, proprio in Olanda, del controverso e criticato (ma mai messo fuori legge) partito dei pedofili. Fondato quattro anni fa, il `Partito dell’Amore fraterno, della libertà e della diversità’ (Pnvd) sosteneva teorie inquietanti come l’impunibilità degli adulti che hanno rapporti sessuali con bambini di 12 anni. Nel corso di un’assemblea tenuta domenica scorsa, si è preso atto di non aver raggiunto, per la seconda volta consecutiva, le firme necessarie per potersi presentare alle elezioni politiche.

    http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=47904&titolo=Olanda,%20137%20religiosi%20sospettati%20di%20pedofilia