Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: World

  • Pedofilia, governo tedesco in campo oggi piano d’azione

    Pedofilia, governo tedesco in campo oggi piano d’azione

    Teologo tedesco accusa il Papa di insabbiamenti

    ROMA (24 marzo) – Il tema degli abusi sessuali su minori approda al consiglio dei ministri tedesco con un piano d’azione omnicomprensivo non solo per gestire i numerosi casi emersi negli ambienti della Chiesa cattolica, ma per far fronte a un problema che interessa tutta la società.

    La questione è stata inserita all’ordine del giorno della riunione settimanale del gabinetto Merkel. Obiettivo della cancelliera è dire ai cittadini la verità indipendentemente dagli ambienti in sui sono stati commessi gli abusi. Il piano vuole anche avviare un dibattito istituzionale sulla prevenzione, i risarcimenti ed i termini di prescrizione del reato. Il governo dovrebbe nominare un “delegato indipendente” che si dovrà occupare di questi casi, sia fuori che dentro la Chiesa. In particolare, il delegato dovrà anche fornire raccomandazioni all’esecutivo sul modo migliore per aiutare le vittime degli abusi. Parallelamente a questa iniziativa, il governo avvierà una tavola rotonda interministeriale il 23 aprile prossimo alla quale parteciperà anche la Chiesa tedesca, per gettare le basi del dibattito ed individuare le principali linee guida.

    Intanto non si fermano le accuse verso il pontefice. Un professore di teologia tedesco, nonchè prete sospeso dal sacerdozio, Gotthold Hasenhuettl, ha accusato papa Benedetto XVI di essere il «principale responsabile dell’insabbiamento» degli abusi sessuali su minori commessi negli ambienti cattolici. Lo scrive il quotidiano Saarbruecker Zeitung. Hasenhuettl insegna teologia a Saarbruecken (Sud) ed è stato sospeso dal sacerdozio nel 2003 per avere celebrato una messa secondo il rito cattolico in una chiesa protestante di Berlino. Parlando con un giornalista del quotidiano, Hasenhuettl ha detto che l’allora cardinale Joseph Ratzinger nel 2001 – nella sua veste di prefetto della Congregazione della fede – aveva inviato una lettera a tutti i vescovi minacciando pene ecclesiastiche per chi avesse reso pubblici casi di abusi sessuali negli ambienti della Chiesa. Il teologo ha inoltre criticato la scelta della Conferenza episcopale tedesca di nominare il vescovo di Treviri, Stephan Ackermann, principale investigatore sui casi di abuso sessuale nelle istituzioni cattoliche in Germania.

    http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=95750&sez=HOME_NELMONDO

  • Danimarca. Chiesa cattolica sotto accusa per i preti pedoifli, aperta indagine

    Danimarca. Chiesa cattolica sotto accusa per i preti pedoifli, aperta indagine

    La Danimarca è quasi interamente luterana. I battezzati cattolici, secondo il Vaticano, sono appena lo 0,7%; ancor meno i praticanti, ovviamente. C’è un’unica diocesi (Copenhagen) e i preti in tutto sono 82.

    PEDOFILIA – Notizie
    ANCHE IN DANIMARCA INCHIESTA IN CHIESA CATTOLICA

    (ANSA) – COPENAGHEN, 22 MARZO – Il vescovo Czeslaw Kozon, che siede a capo della Chiesa Cattolica in Danimarca (37 mila membri), ha informato di voler avviare un’inchiesta sugli eventuali casi di pedofilia fra i preti danesi. Precedentemente il vescovo aveva riferito di essere a conoscenza di alcuni casi avvenuti qualche decennio fa. Secondo il quotidiano cristiano Kristeligt Dagbladet si tratterebbe di quattro o cinque casi negli anni Ottanta o prima di allora.
    In un primo momento, Kozon aveva detto di non avere intenzione di promuovere alcuna indagine. Quel diniego però aveva scatenato una serie di proteste sia fuori che all’interno della stessa chiesa e così ha deciso di procedere. In un comunicato stampa emesso dalla Chiesa Cattolica danese si dice che il 27 marzo, al ritorno da una sua visita al Papa, il vescovo formerà un gruppo di persone competenti cui affiderà il compito di indagare a fondo. (ANSA).
    COR

    Martedì 23 Marzo,2010 Ore: 06:30

  • Pedofilia: premier, solidarieta’ al Papa Distinguere tra gli errori umani e gli enormi frutti di bene

    Pedofilia: premier, solidarieta’ al Papa Distinguere tra gli errori umani e gli enormi frutti di bene

    22 marzo, 15:40

    Pedofilia: premier, solidarieta’ al Papa (ANSA) – ROMA, 22 MAR – Una risposta molto efficace: Berlusconi definisce cosi’ la lettera del Papa agli irlandesi dopo le denunce di pedofilia a carico di preti.

    ‘A nome del governo italiano – sottolinea – voglio esprimere a Benedetto XVI tutto l’affetto, la vicinanza e la solidarieta’ che ha verso di Lui il nostro popolo. La nostra gente, infatti, sa distinguere tra gli errori umani, di cui la storia e’ piena, e gli enormi frutti di bene che sono nati e continuano a nascere dalla radice cristiana’.

    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/03/22/visualizza_new.html_1735791151.html

  • Ratisbona. Pure le suore sono pedofile

    Ratisbona. Pure le suore sono pedofile

    Abusi, accusati 4 preti e due suore
    Nuovi casi di pedofilia a Ratisbona

    Il portavoce della diocesi di Ratisbona, Clemens Neck, ha reso noti nuovi casi di pedofilia. Si tratta di quattro preti e due suore, accusati di aver commesso abusi dal 1969 al 1970. Tra le persone molestate ci sarebbero anche due ex “voci bianche” del famoso coro del duomo di Ratisbona, diretto dal 1964 al 1994 dal fratello di Benedetto XVI, Georg. Uno dei sacerdoti era già stato sospeso la settimana scorsa dalle autorità ecclesiastiche.

    www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo477176.shtml

    Abusi, relazione diocesi Ratisbona: Accusati sei religiosi

    Roma, 22 mar (Velino) – Sei persone – quattro sacerdoti e due suore – sono accusate di abusi sessuali contro minori, per fatti avvenuti nella diocesi di Ratisbona a metà degli anni ’70 (e uno nel 1984): lo ha riferito il portavoce, Clemens Neck, presentando una relazione intermedia della diocesi sulle inchieste relative ai casi di abuso. “Vogliamo ringraziare tutte le vittime per la fiducia con cui si sono rivolte a noi. Il lavoro degli ultimi 14 giorni ci ha mostrato una grave ingiustizia che ha commesso la Chiesa. Tutta la nostra solidarietà va alle vittime di questi crimini e alle loro famiglie. Siamo profondamente dispiaciuti (…) e chiediamo perdono” si legge in una nota della diocesi. Attualmente, “sette persone hanno riferito accuse nei confronti di sei persone”. Tre dei quattro accusati vivono attualmente fuori dalla diocesi di Ratisbona, e le rispettive diocesi sono state avvisate, riferisce una nota. La maggior parte delle accuse riguardano il collegio di Etterzhausen, che ospitava i ragazzi del coro di Ratisbona, anche se tra le due istituzioni non c’è un legame istituzionale, né amministrativo, né di personale.

    Le accuse sono mosse in particolare contro padre Sturmius W., 61 anni, che nei giorni scorsi è stato sospeso “con effetto immediato” dai suoi incarichi pastorali. Il sacerdote operava attualmente nella diocesi di Eichstätt, ma i fatti risalirebbero ai primi anni ’70, quando prestava servizio a Ratisbona, come assistente degli studenti nel collegio. L’incarico di W. Sturmius a Ratisbona terminò nel 1972 anche se all’epoca non c’erano denunce a suo carico. Tra gli imputati per abusi ci sono anche due suore di due ordini diversi, di cui una ancora residente in diocesi.Entrambe soffrono di problemi psichici. Nuove accuse sono emerse – anche a mezzo stampa – verso sacerdoti già condannati: Federico Z., che è stato condannato nel 1958, e George Z., condannato nel 1969. Quest’ultimo è stato per otto mesi direttore del Coro della Cattedrale (Domspatzen Regensburger) nel 1959, anche se non ci sono accuse a suo carico per questo periodo. Gli abusi sarebbero avvenuti a Eslarn e non a Ratisbona.

    (ban) 22 mar 2010 12:23

    www.ilvelino.it/articolo.php?Id=1086493

     

  • PEDOFILIA: AUSTRIA, VITTIME UNITE PER CAUSA MASSA CONTRO CHIESA

    PEDOFILIA: AUSTRIA, VITTIME UNITE PER CAUSA MASSA CONTRO CHIESA

    (AGI) – Vienna, 20 mar. – In Austria le vittime di maltrattamenti e abusi sessuali si uniscono per intentare una causa di massa contro i preti pedofili e la Chiesa. Un avvocato viennese, Werner Schostal, ha annunciato la costituzione di una associazione che minaccia azioni legali con richieste di risarcimento fino a 80mila euro (nel caso di abusi prolungati) per vittima. “Il primo passso – ha spiegato l’avvocato – sara’ quello di cercare di arrivare ad accordi extra giudiziali. Ma se la Chiesa – ha aggiunto – non dimostrera’ la volonta’ di arrivare agli accordi o offrira’ risarcimenti non adeguati, si avvieranno le azioni formali”. L’associazione, che conta di riunire centinaia di vittime, “vuole portare in tribunale i preti autori dei presunti abusi ma anche la Chiesa come responsabile delle loro azioni”, ha precisato l’avvocato. Al vaglio ci sono azioni legali contro il vescovo di Eistendstadt, Paul Iby, e quello di Graz, Johann Weber, sospettato di aver abusto di una ventina di bambini tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 ed e’ stato sospeso all’jnizio di marzo. –

    http://www.agi.it/estero/notizie/201003201153-est-rt10024-pedofilia_austria_vittime_unite_per_causa_massa_contro_chiesa

  • Prete pedofilo, la diocesi sapeva I responsabili erano al corrente dei suoi precedenti

    Prete pedofilo, la diocesi sapeva I responsabili erano al corrente dei suoi precedenti

    19 mar 2010 14:41 | Confederazione / Cronaca

    BERNA – La diocesi di Basilea cerca di far luce nel caso del prete svittese autore di abusi sessuali su minori. In seguito a ricerche in archivio è giunta alla conclusione che i responsabili erano al corrente dei precedenti del padre.

    Quando quest’ultimo è entrato in servizio a Schübelbach (Canton Svitto), «i responsabili della diocesi di Basilea apparentemente sapevano che egli aveva dovuto lasciare le precedenti parrocchie a causa di atti sessuali illeciti», scrive oggi la diocesi sul suo sito internet dopo ricerche della trasmissione d’informazione «10vor10» della televisione svizzerotedesca.

    In accordo con il superiore dell’ordine «è stato approvato il suo impegno alle seguenti condizioni: cure mediche e accompagnamento da parte del prete responsabile quale superiore e ‘padre spirituale’». «Sebbene i vertici della diocesi finora non sapessero che il prete, durante i suoi 16 anni di attività in seno alla diocesi di Basilea, si fosse reso responsabile di atti pedofili, dal punto di vista attuale le circostanze del suo impiego dal 1978 vanno definite una valutazione errata ingiustificabile», scrive ancora la diocesi.

    Allora vescovo della diocesi di Basilea era Otto Wüst, e quello di Coira, responsabile della parrocchia svittese, il controverso vescovo Wolfgang Haas. Il primo è deceduto nel 2002, il secondo oggi non era raggiungibile per una presa di posizione.

    La diocesi di Coira indaga su altri casi di abusi

    COIRA – La diocesi di Coira sta esaminando una decina di altri casi di sospetti abusi sessuali. Lo ha detto oggi all’ATS il vicario episcopale Christoph Casetti. La diocesi ha ricevuto segnalazioni da vittime, parenti di vittime e terzi.

    Stando a Casetti, nessuno dei casi riguarda il prete di Schübelbach. Due dei casi sono stati notificati dopo che è emersa la storia del padre svittese, gli altri già prima. I fatti risalgono in parte a diversi decenni fa.

    In un caso l’autore degli abusi nel frattempo è morto. La diocesi chiede ad eventuali altre vittime di rivolgersi ai sei interlocutori dell’organo diocesano specializzato «Abusi sessuali nella cura d’anime». Si tratta di psicologi, teologi e giuristi.

    «In primo luogo ora vogliamo aiutare le vittime», ha sottolineato Casetti. Nel contempo la diocesi cerca però di ottenere una visione d’insieme degli ultimi 50 anni. Nella sua funzione di vicario episcopale, che svolge dal 1982, egli è venuto a conoscenza di una mezza dozzina di casi, ha aggiunto.

  • Pedofilia: Dublino sotto choc, aspetta la parola del Papa Infuria la polemica sul cardinal Brady, le vittime chiedono le sue dimissioni

    Pedofilia: Dublino sotto choc, aspetta la parola del Papa Infuria la polemica sul cardinal Brady, le vittime chiedono le sue dimissioni

    18 marzo, 21:39

    (dell’inviata Carolina Stupino)

    DUBLINO, 18 MAR – Choc e rabbia, paura per il futuro e voglia di difendersi: a Dublino, qualsiasi domanda sullo scandalo dei preti pedofili, che infuria ormai da mesi, suscita nei fedeli, e non solo, tutte queste reazioni. E intanto, in attesa della lettera pastorale di Papa Benedetto XVI, domina in tutta Irlanda – nel Nord come nella Repubblica – la polemica sul ruolo che il cardinale Sean Brady ebbe negli incontri in cui, nel 1975, venne chiesto ad alcune vittime degli abusi di un noto prete pedofilo, padre Brendan Smyth, di mantenere il silenzio su quanto accaduto. Le scuse ufficiali fatte ieri dal cardinale durante la sua omelia nella cattedrale di San Patrizio ad Armagh (Irlanda del Nord), non hanno convinto e non sono bastate a più di una delle vittime degli abusi, che continuano a chiedere le sue dimissioni. Andrew Madden, che nel 1995 denunciò quanto aveva subito è stato durissimo: “Se la Chiesa Cattolica in Irlanda deve essere guidata da un uomo che la riflette in quale è la sua condizione, allora forse è giusto e adatto che sia guidata da un uomo che ha insabbiato gli abusi sessuali sui bambini da parte di un prete”. Più conciliante invece è stata Bernice Donoghue, una delle vittime dello stesso Smyth, secondo la quale le scuse di Brady sembravano sincere e sentite. Tuttavia, ha aggiunto la donna, in quanto primate della Chiesa d’Irlanda il cardinale dovrebbe dare il buon esempio e dimettersi. Un’altra vittima di Dublino, Marie Collins, ha ricordato che nel dicembre scorso il cardinale – commentando allora le dimissioni del vescovo Donal Murray – aveva detto che se fosse stato al corrente di non aver agito per prevenire ulteriori abusi sui bambini, allora lui stesso avrebbe lasciato il posto. Alla luce della sua nuova ammissione, chiede la Collins “perché dunque non mantiene la sua parola e si dimette?”. Sulla posizione difficile in cui ora si trova il cardinale e sulle continue richieste di dimissioni, oggi l’Arcidiocesi di Dublino non ha voluto fare commenti. “Aspettiamo la lettera del Papa di sabato. Fino ad allora qualsiasi nuova dichiarazione sarebbe prematura”, ha detto oggi una portavoce raggiunta telefonicamente dall’ANSA. In Irlanda del Nord, dove i cattolici da tempo fanno quadrato per difendere la propria fede da quella protestante, la reazione alle scuse di Brady è stata molto diversa. A detta di una donna presente alla messa, i fedeli di Armagh pare abbiano accolto l’omelia del cardinale con un applauso. “E’ stato davvero fantastico. E’ un uomo veramente buono”, ha detto all’Irish Times la donna. “Sono contenta che abbia chiesto scusa e abbia ammesso di aver sbagliato. La Chiesa Cattolica deve riflettere”, ha detto, più cauta, un’altra. La maggior parte dei fedeli nordirlandesi sembra non volersi esprimere su cosa debba fare ora il cardinale e pare molto più preoccupata del futuro della chiesa cattolica. “E’ una situazione molto triste. Speriamo che si aggiusti, ma sarà molto doloroso”, ha detto un uomo. La pioggia di rivelazioni scioccanti sugli abusi e su come per decenni il clero sia riuscito ad insabbiarli, sembra infatti non avere fine. Proprio oggi il Belfast Telegraph rivela che il vescovo di Derry (Irlanda del Nord), Seamus Hegarty, sarebbe stato coinvolto in un accordo per un pagamento che fu fatto per coprire un presunto abuso pedofilo da parte di un sacerdote. Hegarty, secondo il giornale, viene infatti menzionato nell’accordo extragiudiziale del dicembre 2000 sul caso di una bambina che fu abusata per 10 anni a partire dal 1979. Per chiudere il caso, le furono pagate 12.000 sterline.

    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/03/18/visualizza_new.html_1734839702.html

  • Ricordiamo che già in passato ci fu uno scandalo, quello di don Italo Casiraghi, da Gordola, diocesi di Lugano, trasferito di nascosto in Italia

    Ricordiamo che già in passato ci fu uno scandalo, quello di don Italo Casiraghi, da Gordola, diocesi di Lugano, trasferito di nascosto in Italia

    Ricordiamo che già in passato ci fu uno scandalo, quello di don Italo Casiraghi, da Gordola, diocesi di Lugano, trasferito di nascosto in Italia

    In Svizzera, subito dopo la denuncia degli abusi a Ratisbona, 60 persone si sono fatte avanti puntando il dito contro membri del clero. A renderlo noto Martin Werlen, abate di un monastero benedettino nel centro della Svizzera.

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/preti-pedofili-casi-pera-ratzinger-288497/

    SVITTO
    Luci e ombre sul prete pedofilo

    Il racconto choc delle vittime: “Di notte ce lo ritrovavamo sotto le nostre coperte”. Il prete svittese è reo confesso

    Monsignor Grampa: “Grande tristezza e sofferenza, si faccia chiarezza una volta per tutte”
    Articolo

    SVITTO – “Un uomo piccolo. Non più alto noi che avevamo 10 anni. Parlava con uno strano accento svizzero, che tuttavia comprendevamo molto bene. Padre G. mi chiamò nella sua stanza. Mi afferrò pe ri capelli e tentò di baciarmi. Gli morsi il viso e inizia ad urlare. Lui mi picchiò col bastone”. È la confessione choc di una delle vittime del prete svittese che ha abusato sessualmente di alcuni minori. Il caso è venuto alla luce dopo la denuncia di una vittima, secondo cui i fatti sono avvenuti negli anni Settanta in Germania, a Birnau, e nei pressi di Bregenz, in Austria.

    Ed è proprio in Austria che una delle vittima ha deciso di parlare. “Di notte era ancora peggio – raccontato alla tv austriaca – era solito sedersi vicino ai nostri letti. Eravamo terrorizzati dalla paura e non riuscivamo a prendere sonno. Non parlava. Stava lì seduto in silenzio. Ci svegliavamo e ce lo ritrovavamo sotto le coperte che si strusciava sui nostri corpi”.

    Un racconto che ha scosso la comunità cattolica austriaca, dove negli scorsi giorni sono stati riportati dai media diversi i racconti di alcune vittime di abusi sessuali da parte di preti. Un racconto che ovviamnete ha avuto ripercussioni anche nel mondo cattolico in Svizzera.

    Il prete svittese ha confessato di aver abusato sessualmente di alcuni minori. Fino al 15 marzo il vescovo di Coira Vitus Huonder non era a conoscenza dei fatti, ha indicato all’ATS il vicario Christoph Casetti. Su raccomandazione del vescovo, il prete 69enne si è dimesso subito dopo la confessione e si è denunciato alle autorità di Bregenz, che hanno già avviato un’inchiesta. Nel Voralberg, in Austria, le querele si stanno nel frattempo moltiplicando: alla fine della scorsa settimana, 16 vittime si erano rivolte alle autorità, portando a 27 le denunce contro presunti preti pedofili.

    I media d’oltralpe oggi sono andati a scavare nel passato del prete, e riferiscono di feste di carnevale all’interno della parrocchia. Feste che furono ad un certo punto fermate direttamente dal vescovo di Coira. Un divieto che il prete svittese non gradì affatto, tanto da esprimere pubblicamente sui media svizzeri contrarietà alla decisione del vescovo.

    http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=539989&idsezione=9&idsito=1&idtipo=290

    Pedofilia, Chiesa svizzera pronta a far luce, lo ha dichiarato l’abate di Einsiedeln

    L’abate di Einsiedeln Martin Werlen
    L’abate di Einsiedeln, Martin Werlen, in un’intervista apparsa oggi sulla stampa svizzerotedesca, ha affermato che la Chiesa cattolica svizzera si impegna a fare piena luce su eventuali abusi sessuali compiuti da religiosi elvetici. Le diocesi finora hanno ricevuto una sessantina di denunce, ancora tutte da verificare.

    Anche in casi di rilevanza penale, la Chiesa non sporgerà denuncia, specie se rivelati in un confessionale. Avvierà però inchieste interne e raccomanderà alla vittima di rivolgersi alla giustizia. La questione della sospensione dei colpevoli rimane per ora aperta.

    http://info.rsi.ch/home/channels/informazione/svizzera/2010/03/13/abusi-chiesa.html

  • Pedofilia: arrestato il prete di Aadorf

    Pedofilia: arrestato il prete di Aadorf

    La magistratura turgoviese ha avviato un’indagine nei confronti del parroco, uno svizzero 40enne sospettato di abusi sessuali su minori

    La magistratura turgoviese ha avviato un’indagine penale nei confronti del parroco di Aadorf (TG), uno svizzero di 40 anni sospettato di abusi sessuali su minori, in carcere da venerdì scorso.

    L’indagine ha già permesso di confermare un episodio di abuso, ha indicato oggi la polizia turgoviese. Il Ministero pubblico ha già richiesto la detenzione preventiva.

  • Pedofilia. Dopo trent’anni sospeso il prete accusato di abusi nella diocesi di Ratzinger. C’è voluto uno scandalo.

    Pedofilia. Dopo trent’anni sospeso il prete accusato di abusi nella diocesi di Ratzinger. C’è voluto uno scandalo.

    http://gaynews24.com/?p=10706

    Pedofilia. Dopo trent’anni sospeso il prete accusato di abusi nella diocesi di Ratzinger. C’è voluto uno scandalo.
    16 mar
    2010

    L’arcivescovado di Monaco di Baviera e Freising ha sospeso il prete che aveva compiuto abusi sessuali su minori quando il papa era arcivescovo proprio a Monaco. La decisione è stata annunciata dallo stesso arcivescovado in un comunicato. Il sacerdote è stato sospeso per avere violato il divieto di occuparsi di bambini e adolescenti. Il suo diretto superiore, Josef Obermaier, ha rassegnato le dimissioni. Il prete, 62 anni, era stato trasferito nel 1980 dalla diocesi di Essen (in Westfalia), dove aveva commesso violenze su minori, a quella di Monaco di Baviera: all’epoca Joseph Ratzinger era arcivescovo del capoluogo bavarese e di Freising.