Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: abusi sessuali

  • Pedofilia, Usa: sospesi 21 sacerdoti

    Pedofilia, Usa: sospesi 21 sacerdoti

     

    09 Marzo 2011 – 08:49
    Il provvedimento è scattato perchè 37 preti accusati di condotta impropria verso i minorenni erano ancora impegnati nei loro incarichi pastorali

    L’arcidiocesi di Filadelfia ha sospeso dai loro incarichi Ventuno preti accusati di abusi sessuali nei confronti di minorenni sono stati sospesi dall’arcidiocesi di Filadelfia che, con 1,5 milioni di fedeli, è la sesta comunità cattolica più grande degli Stati Uniti. Il provvedimento è scattato dopo che un gran giurì aveva trovato in febbraio 37 preti accusati di condotta impropria verso i minorenni ancora impegnati nei loro incarichi pastorali. Dopo il verdetto del grand giurì l’arcidiocesi aveva designato una ispettrice esterna con l’incarico di esaminare la situazione dei 37 preti menzionati dal gran giurì; le indagini hanno quindi portato alle denunce nei confronti di un ex sacerdote e di un insegnante, che avrebbero aggredito due ragazzi. Una delle vittime avrebbe denunciato anche il cardinale Anthony Bevilacqua, che al tempo degli abusi era il capo dell’arcidiocesi, perchè avrebbe taciuto per non esporre l’istituzione allo scandalo.

    Philadelphia
    Pedofilia, sotto accusa il cardinale Bevilacqua
    Da quando lo scandalo è esploso, circa 10 anni fa, la chiesa romana ha pagato 2 miliardi di dollari per i risarcimenti
    Stefano Buda 07 Marzo 2011, 21:46

    Nuove accuse di abusi sessuali chiamano in causa l’arcidiocesi di Philadephia, che con 1,5 milioni di fedeli è la sesta comunità cattolica più grande degli Stati Uniti. Un prete protagonista di un caso di pedofilia sarebbe stato coperto dal cardinale Anthony Bevilacqua, che al tempo era il capo dell’arcidiocesi. La vittima sostiene di essere stata al centro delle attenzioni del religioso per tre anni, dal 1994 al 1997. Il porporato sarebbe stato messo a conoscenza di quanto avvenuto dallo stesso prete accusato, fin dal tempo dei primi abusi, ma avrebbe taciuto per non esporre l’istituzione allo scandalo. Questa la ricostruzione della pubblica accusa.

    Bevilacqua era già stato tirato in ballo il mese scorso, nell’ambito di un processo che ha per parte lesa un uomo di 28 anni: è accusato di avere occultato l’identità e i crimini di alcuni preti pedofili, insieme all’attuale arcivescovo di Philadelphia, Justin Rigali. Un gran jury formatosi a Philadelphia ha fatto sapere che almeno 37 preti sono ancora in attività, nonostante prove credibili ed evidenti del loro coinvolgimento in casi di abusi sessuali. L’attività investigativa del gran jury ha portato alle denunce nei confronti di un ex sacerdote e di un insegnante, che avrebbero aggredito due ragazzi, e di un monsignore, che non sarebbe riuscito a proteggere le vittime.

    In risposta alla relazione del gran jury, Rigali ha dichiarato la disponibilità dell’arcidiocesi a riaprire 37 casi di abusi sessuali e ha aperto all’eventualità di mettere a riposo tre sacerdoti, con congedo amministrativo. Da quando lo scandalo dei sacerdoti cattolici è esploso a Boston, quasi dieci anni fa, l’arcidiocesi cattolica romana è stata costretta a pagare circa 2 miliardi di dollari come risarcimenti per le vittime.

    http://www.america24.com/news/pedofilia-so…nale-bevilacqua

    [Esplora il significato del termine: lA DIOCESI DI FILADELFIA Pedofilia, sospesi 21 preti in Usa Sono accusati di abusi sessuali nei confronti di minorenni lA DIOCESI DI FILADELFIA Pedofilia, sospesi 21 preti in Usa Sono accusati di abusi sessuali nei confronti di minorenni MILANO – L’arcidiocesi di Filadelfia ha sospeso dai loro incarichi 21 preti accusati di abusi sessuali nei confronti di minorenni. L’iniziativa della arcidiocesi è scattata dopo che un grand giurì aveva trovato in febbraio 37 preti accusati di condotta impropria verso i minorenni ancora impegnati nei loro incarichi pastorali. Dopo il verdetto del grand giurì l’arcidiocesi aveva designato una ispettrice esterna con l’incarico di esaminare la situazione dei 37 preti menzionati dal gran giurì. «So che la fiducia di molte persone verso la Chiesa è stata scossa – afferma una dichiarazione del cardinale Justin Rigali – Prego che gli sforzi della nostra arcidiocesi nell’affrontare i casi che destano preoccupazione contribuisca a riguadagnare fiducia nella verità e nella giustizia». L’arcidiocesi non ha identificato i preti sospesi dai loro incarichi. (Fonte Ansa) 08 marzo 2011(ultima modifica: 09 marzo 2011)] lA DIOCESI DI FILADELFIA
    Pedofilia, sospesi 21 preti in Usa
    Sono accusati di abusi sessuali nei confronti di minorenni

    LA DIOCESI DI FILADELFIA

    Pedofilia, sospesi 21 preti in Usa

    Sono accusati di abusi sessuali nei confronti di minorenni

    MILANO – L’arcidiocesi di Filadelfia ha sospeso dai loro incarichi 21 preti accusati di abusi sessuali nei confronti di minorenni. L’iniziativa della arcidiocesi è scattata dopo che un grand giurì aveva trovato in febbraio 37 preti accusati di condotta impropria verso i minorenni ancora impegnati nei loro incarichi pastorali. Dopo il verdetto del grand giurì l’arcidiocesi aveva designato una ispettrice esterna con l’incarico di esaminare la situazione dei 37 preti menzionati dal gran giurì. «So che la fiducia di molte persone verso la Chiesa è stata scossa – afferma una dichiarazione del cardinale Justin Rigali – Prego che gli sforzi della nostra arcidiocesi nell’affrontare i casi che destano preoccupazione contribuisca a riguadagnare fiducia nella verità e nella giustizia». L’arcidiocesi non ha identificato i preti sospesi dai loro incarichi. (Fonte Ansa)

    08 marzo 2011(ultima modifica: 09 marzo 2011)

    http://www.corriere.it/esteri/11_marzo_08/…c80ef41f5.shtml

     

  • «Don Mauro non merita clemenza e il ragazzo è pienamente credibile»

    «Don Mauro non merita clemenza e il ragazzo è pienamente credibile»

    Mercoledì 09 Marzo 2011
    Pesanti le motivazioni del collegio d’Appello che ha confermato la condanna a otto anni
    (m.pv.) Poche pagine, tante bordate. A don Mauro Stefanoni, alla sua condotta processuale, a quanto avvenuto prima e dopo i processi di primo e secondo grado, che l’ha portato alla condanna di otto anni per la presunta violenza sessuale ai danni di un ragazzo dell’oratorio di Laglio che, all’epoca dei fatti, era quindicenne. È questa l’estrema sintesi delle 31 pagine contenenti le motivazioni che hanno spinto il collegio d’Appello del tribunale di Milano – composto interamente da donne – a ribadire la sentenza di condanna rimediata dall’ex parroco davanti ai giudici di Como. Una ricostruzione dei fatti che parte da una considerazione perentoria: quella della «piena credibilità delle dichiarazioni accusatorie del minore, che non hanno trovato alcuna smentita nell’ampia acquisizione del materiale probatorio, neppure quella della sbandierata e inesistente patologia dell’imputato» che, secondo la difesa, avrebbe reso impossibile la consumazione di rapporti sessuali. «Plurimi riscontri – proseguono i giudici nelle motivazioni – al racconto della vittima che non può che riferirsi a circostanze ed avvenimenti realmente accaduti», fornendo dunque un «quadro accusatorio univoco e concordante in ogni sua parte».
    «Non merita clemenza»
    La parte più pesante delle 31 pagine redatte dal collegio d’Appello, riguarda però l’attacco diretto a don Mauro Stefanoni e alle sue «doglianze» per il «mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche». «A questo proposito – proseguono i giudici – il comportamento complessivamente tenuto dall’imputato non risulta affatto meritevole di clemenza». E in ogni caso «la capacità criminale di Stefanoni, desumibile dalla stessa gravità delle condotte considerate», sarebbe di per sé «sufficiente a escludere il riconoscimento del beneficio». E non è tutto, perché «emerge nitidamente dalla lettura degli atti, come l’appellante non si sia limitato a quella che è la consentita anche vivace foga difensiva, ma nello sparare contro tutto e tutti sia andato ben oltre passando dalla pur consentita e macroscopica menzogna, sino alla denigrazione dei testi per arrivare alla vera e propria manipolazione dei dati istruttori».
    La discussa perizia
    Molti riferimenti delle motivazioni, puntano il dito contro la presunta patologia di don Mauro Stefanoni che avrebbe impedito – come sostenuto dalla difesa – le pratiche sessuali raccontate dalla vittima. Patologia riconosciuta in primo grado dal perito del giudice, ma su cui il collegio d’Appello ha voluto vederci chiaro, disponendo nuovi esami. Una rinnovazione dibattimentale «che ha dissipato» ogni residuo dubbio, in quanto il «collegio peritale», al proposito, «ha escluso l’esistenza di una patologia» concludendo con «una plateale smentita sulla dedotta impossibilità di attività sessuali».
    I compagni di classe
    Altro elemento cui viene dato molto spazio, è il modo in cui emersero le “confessioni” del minore su quanto sarebbe avvenuto nella casa parrocchiale. Dichiarazioni sentite dai compagni di classe nello spogliatoio, e poi registrate su cassette. Modalità e contesto duramente attaccati dalla difesa in questi anni di udienze. «Una rivelazione che uscì d’impulso, destando l’immediata attenzione dei compagni che sulle prime pensarono persino ad una burla, salvo poi capire che l’amico si riferiva davvero a una esperienza sessuale dirompente e completamente diversa da quelle su cui fino a quel momento si era scherzato».
    La rivelazione della presunta vittima, secondo il collegio, «non ricalcava le comuni vanterie sessuale vere o presunte dei maschi alle loro prime esperienze con l’altro sesso, come sarebbe avvenuto se anch’egli avesse voluto vantarsi con una sbruffonata al pari degli altri, ma era riferita ad un rapporto con un adulto per giunta pure prete». «Un fatto così insolito – è la tesi – che a giudizio della Corte esprime di per sé il crisma della genuinità, anche tenuto conto delle ridotte capacità cognitive del minore e della pregressa limitata esperienza sessuale». E non è meno pesante la posizione dei giudici sul perché la presunta vittima non abbia raccontato quanto avveniva con don Mauro nelle sue confessioni con un prete amico di famiglia.
    «Un fatto del tutto irrilevante – concludono le motivazioni d’Appello – perché semmai ciò prova quanto reticenti ed inveritiere possano essere le cristiane confessioni». Insomma, un quadro probatorio «univoco e concordante in ogni sua parte, tale da rendere a posteriori del tutto credibile» il racconto del ragazzo, rendendo pertanto inevitabile «l’intera conferma della sentenza di primo grado» e la conseguente condanna a otto anni.

    “Nessuna clemenza
    per don Mauro”
    Le motivazioni
    della condanna

    I Giudici della Prima Corte d’Appello di Milano, il 23 novembre scorso hanno confermato gli otto anni di carcere per l’ex parroco di Laglio processato con l’accusa di abusi sessuali verso un ragazzo della parrochia
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    tratta dai dizionari Zanichelli ascolta l’articolo
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    Laglio, 9 marzo 2011 – «Il comportamento tenuto dall’imputato non risulta meritevole di alcuna clemenza». Parole durissime che sono solo la premessa di quanto scritto dai giudici della Prima Corte d’Appello di Milano, che il 23 novembre scorso hanno confermato la condanna a otto anni di carcere per Mauro Stefanoni, 42 anni, ex parroco di Laglio processato con l’accusa di abusi sessuali verso un ragazzo frequentatore della sua parrocchia, che all’epoca aveva 16 anni, tra agosto 2003 e dicembre 2004.

    Stefanoni era stato condannato per violenza sessuale aggravata dall’età della vittima, dall’aver commesso i fatti in qualità di ministro di culto, dall’abuso di autorità, dalla condizione di inferiorità psicofisica del ragazzo. In una trentina di pagine di motivazioni, depositate in questi giorni, i giudici milanesi rigettano con fermezza il ricorso presentato dai legali, aggiungendo considerazioni eloquenti sul comportamento processuale tenuto dall’imputato. «Emerge infatti – si legge nella sentenza – che l’appellante non si è limitato ad una vivace foga difensiva, ma ha sparato contro tutti e tutto, gridando al complotto giudiziale… È andato ben oltre della pur consentita e macroscopica menzogna. È arrivato fino alla denigrazione dei testi, e a una vera e propria manipolazione degli atti istruttori raccolti».

    Il riferimento è anche alla calunnia di cui dovrà rispondere a luglio, nei confronti di un suo parrocchiano chiamato a testimoniare nel processo di primo grado a settembre 2007: sentito in merito a una donazione di videocassette per l’oratorio, una quarantina di titoli in tutto tra cartoni animati e qualche poliziesco, gli fu chiesto dal sacerdote di sottoscrivere una dichiarazione nella quale spiegava di aver regalato quei film a don Mauro, salvo poi ritrovare quell’elenco con l’aggiunta di una pellicola pornografica omosessuale. Ribadendo la credibilità di quel ragazzino, che era stata abbondantemente attaccata dai difensori del sacerdote, i giudici affermano che «il giovane non è meritevole delle numerose censure mosse dall’imputato. E la sua dichiarazione accusatoria non resta scalfita, anche se i particolari dei luoghi delle violenze non sono sempre stati convergenti e precisi. Ma solo su particolari di mero contorno».

    L’ex sacerdote – ora sospeso e con un lavoro impiegatizio fuori dalla Chiesa – ha sempre rigettato le accuse, sostenendo di non poter svolgere gli atti sessuali contestati a causa di un problema anatomico. Tuttavia la perizia disposta dai giudici d’Appello, aveva confermato la presenza della patologia lamentata da Stefanoni, escludendo però che tale problema potesse precludere gli atti ipotizzati. Nel frattempo sono state archiviate tutte le denunce di falsa testimonianza, che i legali di Stefanoni avevano man mano inoltrato a carico dei testimoni del processo di primo grado, che aveva fatto affermazioni di qualsiasi natura accusatoria, a partire dagli inquirenti che avevano indagato su di lui.

    di Paola Pioppi

    http://www.ilgiorno.it/como/cronaca/2011/0…_clemenza.shtml

     

  • Condannato per abusi sessuali Sacerdote trovato senza vita

    Condannato per abusi sessuali Sacerdote trovato senza vita

    Marone (Brescia) – Sulla Corna Trentapassi, sopra il Sebino, trovato il corpo senza vita di don Matteo Diletti, il sacerdote scomparso a fine settembre e condannato per abusi sessuali nei confronti di una tredicenne.

    Condannato per abusi sessuali
    Sacerdote trovato senza vita

    E’ stato trovato nella zona della Corna Trentapassi, in territorio di Marone (Brescia), sul lago d’Iseo, dalla V Delegazione Bresciana del Soccorso Alpino il corpo senza vita di don Matteo Diletti, il sacerdote di 39 anni scomparso alla fine di settembre.
    Il sacerdote una settimana dopo la scomparsa era stato condannato definitivamente dalla Cassazione a quattro anni di reclusione per abusi sessuali nei confronti di una ragazzina tredicenne, commessi quando il prete alcuni anni fa ricopriva il ruolo di curato della parrocchia di Vilminore di Scalve.
    Quando è arrivata la conferma della condanna don Diletti era irreperibile da una settimana: la sua auto era stata trovata abbandonata vicino a una spiaggetta di Vello di Marone, paesino che si affaccia sulla sponda bresciana del lago d’Iseo.
    Temendo un insano gesto, le ricerche nel lago erano scattate subito con l’ausilio dei sommozzatori, per poi essere interrotte 48 ore dopo. I carabinieri avevano impiegato anche le unità cinofile, che avrebbero portato alla vicina stazione dei treni. Nessuno però lo avrebbe visto salire su uno dei rari convogli di passaggio.
    Due ipotesi erano state avanzate: don Diletti, gravato dal peso dell’imminente sentenza della Cassazione, si era spinto fino a un gesto disperato. Oppure aveva deciso di fuggire per evitare il carcere
    La Curia di Bergamo, subito dopo la scomparsa aveva emesso un comunicato in cui esprimeva preoccupazione. Sacerdote dal 1996, don Matteo era stato responsabile della pastorale giovanile in alcune parrocchie della val d’Oneta e, successivamente, della Val di Scalve, fino al 2005. Dal 2005 risiedeva a Bergamo. Don Diletti, aveva spiegato il delegato alla comunicazione della Curia, monsignor Alberto Carrara “aveva riconosciuto i suoi errori consistiti nell’intrattenere una relazione con una sua allieva tredicenne”.
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    Lunedi 7 Marzo 2011

    www.bergamonews.it/bergamo/articolo.php?id=38903

  • Pedofilia: Da Chiesa Tedesca 5.000 Euro a Vittime, ”e’ Una Vergogna”

    Pedofilia: Da Chiesa Tedesca 5.000 Euro a Vittime, ”e’ Una Vergogna”

    (ASCA-AFP) – Berlino, 3 mar – La Chiesa cattolica tedesca ha offerto 5.000 euro di risarcimento a ogni vittima degli abusi sessuali commessi dai sacerdoti, anche se ”in casi particolarmente gravi” la somma potrebbe essere piu’ alta. Lo ha reso noto un comunicato della Conferenza Episcopale della Germania, che ha gia’ informato della proposta la Commissione governativa che si occupa dei casi di pedofilia avvenuti nelle istituzioni cattoliche. Le vittime sono state invitate a presentare le loro richiesta a partire dal 10 marzo. La compensazione di 5.000 euro era gia’ stata offerta dall’ordine dei Gesuiti tedeschi e dalla Abbazia di Benedectine a Ettal, in Bavaria. Ma le associazioni che rappresentano le vittime giudicano insufficiente il risarcimento. ”E’ una vergogna, e’ un’offerta da tirchi”, ha detto Matthias Katsch, portavoce del gruppo Eckiger Tisch, secondo il quale il livello delle compensazioni dovrebbe essere di 80 mila euro a vittima, mentre un deputato di un partito alleato del Cancelliere Angela Merkel, il liberale Christian Ahrendt ha detto che la somma dovrebbe essere di almeno 25 mila euro. Diocesi e ordini religiosi stanno gia’ pagando i costi della terapia a cui si sono dovute sottoporre le vittime e la Chiesa dovra’ istituire un fondo di 500 mila euro per finanziare dei programmi di prevenzione degli abusi.

    http://it.notizie.yahoo.com/19/20110303/tw…eu-b689c2c.html

  • Preti pedofili. La mano indulgente della giustizia vaticana, In 9 anni solo 300 preti a processo e solo il 20% di condanne

    Preti pedofili. La mano indulgente della giustizia vaticana, In 9 anni solo 300 preti a processo e solo il 20% di condanne

     

    Da l’Avvenire del 02 marzo 2011 pag. 18

    300 i casi di sacerdoti nel mondo coinvolti in procedimenti canonici per pedofilia negli ultimi 9 anni

    20% i processi conclusi con una condanna

    60% quelli conclusi con provvedimenti amministratici o disciplinari

    10% i casi più gravi per cui il papa ha deciso le dimissioni dallo stato clericale

    10% quelli in cui i sacerdoti stessi hanno chiesto di “lasciare”

    Rigore e impegno: la Chiesa in campo

    le misure del Vaticano

    Dalla rivoluzione del diritto canonico alle condanne esplicite della pedofilia nel clero, fino all’incontro e al dialogo con le vittime: negli ultimi vent’anni la Chiesa si è sforzata più d’ogni altro di combattere le violenze sui minori. A partire da papa Benedetto XVI, che con le nuove “Norme” del 2010 ha snellito le procedure per arrivare a sentenze più rapide

    DA ROMA GIANNI CARDINALE

    L a Chiesa cattolica è forse l’organismo che più di ogni altro negli ultimi anni si è sforzata di combattere al proprio interno il triste fenomeno degli abusi sessuali nei confronti di minori perpetrati da sacerdoti o religiosi. E in questo un ruolo di primo piano lo ha avuto Joseph Ratzinger, dapprima come prefetto della Congregazione per la dottrina della fede e poi come Pontefice. La «decisa azione del cardinale Ratzinger» è stata «determinante» nel ventennale rinnovamento della «disciplina penale» riguardante anche i casi dei sacerdoti accusati di abusi minori nei confronti di minori. Lo ha ricordato il vescovo Juan Ignacio Arrieta, segretario del pontificio Consiglio per i testi legislativi, in un articolo scritto per La Civiltà Cattolica dello scorso 4 dicembre. È il cardinale Ratzinger infatti, negli anni Novanta, ad appoggiare la richiesta della Conferenza episcopale statunitense di poter “bypassare” alcune norme canoniche – ritenute eccessivamente garantiste – in modo tale da poter intervenire più rapidamente e efficacemente nel contrastare il fenomeno degli abusi. Ed è sempre il cardinale Ratzinger a predisporre poi il Motu proprio promulgato da Giovanni Paolo II con il quale, nel 2001, questo tipo di delitti viene avocato all’ex Sant’Uffizio. E come ha spiegato su queste colonne il 13 marzo 2010 monsignor Charles J. Scicluna, il “pm” del dicastero, «il cardinale Ratzinger ha mostrato saggezza e fermezza nel gestire questi casi. Di più. Ha mostrato anche grande coraggio nell’affrontare alcuni casi molto difficili e spinosi, sine acceptione personarum». Senza eccezioni o riguardi per alcuno, insomma. Basti pensare al caso del fondatore, Marcial Maciel, di una pur importante realtà ecclesiale come sono i Legionari di Cristo. Diventato Benedetto XVI, Ratzinger ha poi promulgato lui stesso – è successo il 15 luglio 2010 – la nuova versione delle ‘Norme sui delitti più gravi’ ( delicta graviora, in latino), tra i quali è compreso quelli degli abusi sui minori. Il che, ha spiegato il portavoce vaticano padre Federico Lombardi nell’occasione, è «un grande contributo alla chiarezza e alla certezza del diritto in un campo in cui la Chiesa è fortemente impegnata oggi a procedere con rigore e con trasparenza, così da rispondere pienamente alle giuste attese di tutela della coerenza morale e della santità evangelica che i fedeli e l’opinione pubblica nutrono verso di essa, e che il Santo Padre ha continuamente ribadito». Le norme, che recentemente sono state pubblicate anche negli ‘Acta Apostolicae Sedis’ – la “gazzetta ufficiale” vaticana – sono molto ferme, tanto da prevedere che sacerdoti accusati di abusi, in particolari casi, possano essere condannati senza processo giudiziale ma con un semplice decreto amministrativo o con un atto personale del Pontefice. Senza contare che per questo tipo di delitti si annulla, di fatto, la prescrizione. Ma l’impegno del Papa non si è risolto esclusivamente nel promuovere un impianto normativo atto a perseguire efficacemente il fenomeno da un punto di vista del diritto canonico. Benedetto XVI non ha mancato di incontrare le vittime di questi abusi. Lo ha fatto nel corso dei suoi viaggi negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e a Malta. E anche a Roma quando ha ricevuto alcune vittime canadesi. Benedetto XVI ha promosso anche una importante visita apostolica in Irlanda, Paese particolarmente colpito da questo dramma. E lo ha fatto con una appassionata lettera pastorale ai cattolici dell’isola. In essa, tra l’altro, ha avuto parole particolarmente ferme per i sacerdoti e i religiosi che hanno abusato dei ragazzi: «Avete tradito la fiducia riposta in voi da giovani innocenti e dai loro genitori. Dovete rispondere di ciò davanti a Dio onnipotente, come pure davanti a tribunali debitamente costituiti». L’impegno e l’attenzione della Santa Sede non finiscono qui. Lo scorso 19 novembre in occasione del Concistoro il cardinale William J. Levada, attuale prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, ha ribadito «la più ampia responsabilità dei Vescovi per la tutela dei fedeli loro affidati». Ispirandosi al Papa, «al suo esempio di ascolto e di accoglienza per le vittime», ha evidenziato la «necessità di un efficace impegno di protezione dei bambini e dei giovani e di un’attenta selezione e formazione dei futuri sacerdoti e religiosi». E infine ha anticipato la « preparazione di una Lettera circolare della Congregazione alle Conferenze episcopali sulle linee guida da offrire per un programma coordinato ed efficace nella direzione sopra descritta». Lettera che dovrebbe vedere la luce tra non molto.

    Quel male “cavalcato” dai media. Per screditare il bene

    DA ROMA

    I l triste fenomeno degli abusi sessuali nei confronti di minori perpetrati da chierici ha avuto negli ultimi anni una amplissima ricaduta mediatica specialmente nel mondo occidentale. Non certo perché il fenomeno sia statisticamente più significativo nel clero cattolico rispetto ad altri organismi. Né tantomeno perché l’azione dei media «fosse guidata solamente dalla pura ricerca della verità», come ha riconosciuto da Benedetto XVI nel suo ultimo libro intervista con Peter Seewald (è «evidente» che «vi fosse anche un compiacimento nel mettere alla berlina la Chiesa e, se possibile, screditarla»). Ma lo stesso Pontefice sottolinea che «non avrebbero potuto dare quei resoconti se nella Chiesa stessa il male non ci fosse stato. Solo perché il male era dentro la Chiesa, gli altri hanno potuto rivolgerlo contro di lei».

    Insomma, per usare ancora le parole del Papa, il fenomeno dei sacerdoti accusati di abusi è stata come «una grossa nube di sporcizia». Una «nube di sporcizia» che è stata sollevata da molti Paesi. Negli Stati Uniti e in Irlanda in special modo ma, in particolar modo dallo scorso anno, anche in Germania, in Olanda, in Belgio. In quest’ultimo Paese lo scandalo ha riguardato anche un vescovo che ha ammesso di aver compiuto abusi nei confronti di un proprio nipote. Il vescovo, Roger Joseph Vangheluwe di Brugge, si è dimesso. Sempre in Belgio la magistratura locale ha avuto un atteggiamento molto aggressivo nei confronti della Chiesa locale, accusata di voler adottare una politica di “copertura” nei confronti degli abusi operati da sacerdoti. Sono state addirittura violate e ispezionate nella cattedrale di Malines le tombe di alcuni vescovi per cercare prove in questo senso, il che ha provocato una risentita risposta diplomatica da parte della Santa Sede. Comunque in tutti questi Paesi gli episcopati locali hanno messo in campo delle procedure per accogliere le accuse da parte delle vittime di abusi e per evitare che quanto avvenuto in passato non si ripeta più. In questo quadro uno dei nodi della questione riguarda l’obbligatorietà o meno per un vescovo di denunciare alle autorità civili un proprio sacerdote accusato di abusi.

    Come spiegò monsignor Charles J. Scicluna, il “pm” dell’ex Sant’Uffizio, nella sua intervista ad Avvenire del 13 marzo 2010 nei Paesi in cui vige questo obbligo l’indicazione «è di rispettare la legge». Altrimenti, aggiunse, «non imponiamo ai vescovi di denunciare i propri sacerdoti, ma li incoraggiamo a rivolgersi alle vittime per invitarle a denunciare quei sacerdoti di cui sono state vittime».

    LE NORME

    PEDOFILIA: PER IL DIRITTO CANONICO DI FATTO È UN REATO IMPRESCRITTIBILE

    Rispetto a molte legislazioni civili quella canonica sulla prescrizione nei confronti degli abusi sui minori è molto più severa. Le nuove Norme pubblicate nel luglio 2010 infatti ampliano il termine di prescrizione da dieci a venti anni, che, nel caso del delitto di abuso è sempre da calcolarsi dal compimento dei 18 anni da parte della vittima. Non solo. La Congregazione per la dottrina della fede acquisisce il diritto di derogare anche ai vent’anni, il che tende a rendere di fatto – per la legge interna della Chiesa – “imprescrittibile” l’abuso sui miniri da parte dei chierici. Si tratta, commentò nell’occasione il ‘pm’ dell’ex Sant’Uffizio, monsignor Charles J.

    Scicluna, di «un passo in avanti per garantire la giustizia sostanziale e il bene pubblico della Chiesa».

    «Riconoscete la vostra colpa, ma non disperate della misericordia di Dio»

    DA ROMA

    L a questione degli abusi sessuali nei confronti di minori da parte di chierici è stato affrontato in modo particolare dall’Assemblea generale della Cei del maggio 2010. Nella sua prolusione il cardinale presidente Angelo Bagnasco ha ribadito che l’episcopato italiano «ha prontamente recepito» le «direttive chiare e incalzanti che da tempo sono impartite dalla Santa Sede» e che «confermano tutta la determinazione a fare verità fino ai necessari provvedimenti, una volta accertati i fatti». In quella stessa occasione il segretario generale della Cei, il vescovo Mariano Crociata, ha spiegato che sono «un centinaio» i casi di sacerdoti accusati di abusi sessuali, «rilevati in Italia con procedimenti canonici nell’ultimo decennio». Si tratta di «un dato che indica il quadro complessivo della situazione», ricordando comunque – ha aggiunto – che «anche un solo caso è sempre di troppo». Dal punto di vista canonico la Congregazione per la dottrina della fede e da quello civile le autorità competenti «hanno nei responsabili della vita della Chiesa – ha assicurato – tutta la collaborazione possibile per accertare la verità dei fatti». Crociata ha ribadito che «la normativa italiana non prevede l’obbligo di denuncia». «Evidentemente – ha proseguito – questo non esclude, ma anzi richiede per nostra specifica iniziativa che ci sia tutta la collaborazione per rendere possibile l’accertamento dei fatti, incoraggiando le denunce da parte di chi è a conoscenza e di chi ha subito eventuali abusi». Il tutto nel solco della redenzione: «Riconoscete la vostra colpa – ha scritto il Papa ai sacerdoti irlandese che si sono macchiati –, sottomettetevi alle esigenze della giustizia, ma non disperate della misericordia di Dio».

    BENEDETTO XVI

    Avete tradito la fiducia riposta in voi da giovani innocenti e dai loro genitori. Dovete rispondere di ciò davanti a Dio, come pure davanti a tribunali costituiti

    LETTERA AI CATTOLICI IRLANDESI

  • Pedofilia: sacerdote indagato per abusi si toglie la vita in Cile

    Pedofilia: sacerdote indagato per abusi si toglie la vita in Cile

    SANTIAGO DEL CILE – Un sacerdote salesiano, sotto inchiesta per presunti abusi sessuali nei confronti di un suo alunno in un liceo di Valdivia, 900 chilometri al sud di Santiago, si è tolto la vita impiccandosi nella stanza di una casa di riposo di Santiago del Cile, dove il suo ordine lo aveva trasferito a causa della sua profonda depressione. Lo ha reso noto in un comunicato la stessa Congregazione salesiana.

    Padre Rimsky Rojas, 54 anni, dopo essere stato a lungo missionario in Africa, era ritornato in patria ed era diventato il direttore del liceo salesiano di Valdivia. Lo scorso ottobre, però, un ex alunno lo ha denunciato assicurando alla polizia che il sacerdote aveva ripetutamente abusato di lui tra il 1985 ed il 1989. Ciò, precisa il comunicato dei salesiani, ha provocato in lui una profonda depressione, tanto che, secondo quanto scrivono i media locali, aveva già tentato di togliersi la vita due volte, l’ultima lo scorso gennaio.

    Il suicidio di Rimsky Rojas ha dato il via a una serie di commenti nelle reti sociali, in cui c’è chi lo descrive come ”un bravissimo sacerdote” e chi inveisce contro di lui. Solo due settimane fa, in Cile è ritornato alla ribalta un altro noto caso di pedofilia avvenuto in un liceo religioso del quartiere bene di Santiago.

    Dopo lunghe indagini, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha infatti reso noto di aver dichiarato colpevole di abusi sessuali nei confronti di vari giovani, l’influente sacerdote Fernando Karima di 80 anni. Anche in questo caso le denunce erano state presentate da quattro ex alunni, attualmente tutte persone tra i 35 ed i 40 anni. Il legale di Karima ha però assicurato che presenterà ricorso.

    2 marzo 2011 | 22:17

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mond…e-abusi-770170/

  • Svezia: tre preti colpevoli di abusi sessuali su minori

    Svezia: tre preti colpevoli di abusi sessuali su minori

    SVEZIA PRETI PEDOFILI – Tre sacerdoti sono stati riconosciuti colpevoli di abusi sessuali su minori: è questo il risultato a cui è arrivata l’inchiesta interna condotta dalla chiesa cattolica svedese. Nei confronti di un quarto prete non è stato possibile portare l’indagine fino in fondo.

    Gli abusi sarebbero stati commessi molti anni fa in un arco di tempo che va al 1940 al 1970: i reati sono dunque caduti in prescrizione.

    Secondo quanto venuto a galla durante l’inchiesta interna avviata nell’aprile dell’anno scorso, un sacerdote avrebbe abusato di due ragazzi, costringendone uno a masturbarsi per lui; il secondo di due sorelle abusate durante un campo giovanile; il terzo di una ragazza addirittura per quattro anni. In quest’ultimo caso che non è stato possibile identificare il prelato. Negli altri due casi, uno dei sacerdoti è morto mentre l’altro non è più prete e ha negato qualunque addebito.

    Anders Arborelius, vescovo di Stoccolma, ha pronunciato nei loro confronti parole di condanna: “non ci può essere redenzione” ha detto al quotidiano Svenska Dagbladet: “Molestare un minorenne è un crimine efferato che provoca una vita di sofferenza. Per me non c’è prescrizione per gli abusi sui minori”. La Chiesa ha comunque aggiunto di non avere intenzione di tentare nessuna via legale.

    Nei confronti di un quarto prelato, accusato di stupro, le indagini non sono state in grado di confermare il fatto perché gli investigatori non sono riusciti a parlare con la presunta vittima: il prete è stato dunque dichiarato innocente.

    Antonio Scafati

    http://www.direttanews.it/2011/02/28/svezi…uali-su-minori/

  • Imperia: assolti perchè il fatto non sussiste ispettore della Questura e medico

    Imperia: assolti perchè il fatto non sussiste ispettore della Questura e medico

    Sono stati assolti perché il fatto non sussiste l’ispettore della Questura Federico Licciardello ed il dottor Francesco Bianchi, medico di fiducia di Padre Francesco Di Rienzo, ex cappellano dell’ospedale di Imperia. Come scrive oggi La Stampa i fatti risalgono al 2007, quando il presule venne indagato per abusi sessuali su un minore.

    I due erano accusati di favoreggiamento, visto che secondo l’accusa avrebbero avvisato Padre Di Rienzo dell’indagine che lo vede coinvolto. Il prete venne scagionato nel 2010 ed ora anche Federico Licciardello, che lavorava al posto di polizia dell’ospedale, ed il medico, sono stati scagionati.

    http://www.sanremonews.it/2011/02/24/leggi…a-e-medico.html

  • Don Gelmini, una fiction con Michele Placido sugli abusi sessuali

    Don Gelmini, una fiction con Michele Placido sugli abusi sessuali

    Il fondatore della Comunità Incontro al centro di una nuova produzione televisiva

    Scritto il 22/2/11 • Categoria: Attualità
    Don Gelmini, una fiction con Michele Placido sugli abusi sessuali

    Michele Placido

    Sarà Michele Placido ad interpretare una fiction su Don Pierino Gelmini, dal titolo “La stanza del silenzio”. Lo riferisce un comunicato stampa del regista Folco Napolini. Il lavoro intende fare luce sui fatti legati al processo Gelmini, che vede l’ex parroco indagato per abusi sessuali.

    La trama Prodotto dalla Taodue, la trama racconta di un giornalista che scoprirà i segreti delle molestie sessuali che il Don sembra aver perpetrato nei confronti di alcuni ospiti della Comunità Incontro, messi poi a tacere dalla figura autoritaria dell’ex sacerdote.

    Il cast Il lavoro è tratto da una rappresentazione teatrale: nel cast anche Mariano Rigillo e Gabriele Greco. Scritto da Roberto Vallerignani, sarà diretto dal regista Folco Napolini.

    http://www.umbria24.it/don-gelmini-una-fic…uali/23815.html

  • Olanda, il cardinale Simonis ha protetto un prete pedofilo?

    Olanda, il cardinale Simonis ha protetto un prete pedofilo?

    Lo scorso anno il cardinale Simonis suscitò scalpore quando asserì che la Chiesa cattolica olandese nulla avrebbe saputo circa gli abusi sessuali commessi, secondo le accuse, da membri del clero citando in tedesco la scusa usata dei nazisti dopo la seconda guerra mondiale (cfr. Ultimissima del 5 aprile 2010). Ora, informa il sito della BBC*, è accusato dai media olandesi di aver protetto un prete pedofilo. Il cardinale ha ammesso di essere stato a conoscenza delle accuse a carico del prete quando ne ordinò il trasferimento alla parrocchia di Amersfoort, senza però informarne la nuova parrocchia né monitorare il comportamento dell’accusato, ha sostenuto Radio Netherlands. Qui il prete, stando alle accuse, si sarebbe reso colpevole di un nuovo abuso. Il cardinale, che ha definito l’evento “deplorevole”, ha dichiarato che il prete si era sottoposto a un percorso terapeutico e di averlo creduto cambiato. Non gli risultano anzi accuse dalla parrocchia prima dello scorso mercoledì.
    Secondo Erwin Meester, dichiaratosi vittima del prete, il cardinale avrebbe tuttavia protetto consapevolmente un pedofilo. Sei persone, riporta ancora Radio Netherlands, hanno denunciato alla polizia abusi subiti fra il 1987 e il 2008.
    * www.bbc.co.uk/news/world-europe-12429539

    Gianluca Giachè

    http://www.uaar.it/news/2011/02/15/olanda-…prete-pedofilo/