Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: abusi sessuali

  • Svizzera: prete indagato per pedofilia si toglie la vita

    Svizzera: prete indagato per pedofilia si toglie la vita

    Ginevra, 13 feb. (Adnkronos/Ats) – Si e’ tolto la vita uno dei due preti della diocesi di Losanna, Friburgo e Ginevra sospettati di abusi sessuali su minori commessi nel canton Ginevra. I fatti sono emersi la scorsa settimana e i due sacerdoti erano sono stati sospesi dalle loro funzioni fino al termine dell’inchiesta.La polizia cantonale ginevrina ha preso conoscenza del suicidio, ha affermato oggi il portavoce Patrick Pulh, confermando una anticipazione di “Matin Dimanche”, senza essere in grado di dire quando l’imputato si e’ tolto la vita.

    GINEVRA / Erano 2 i preti della diocesi di Losanna, Friburgo e Ginevra, e sono stati coinvolti in indagini su presunte molestie sessuali a danni di minori nel canton Ginevra, ma uno di loro non ha retto allo scandalo e si è tolto la vita. Entrambi i sacerdoti erano stati sospesi dalle loro finzioni fino al termine dell’inchiesta, successivamente la polizia ha appreso della morte di uno dei “ministri di Dio”. Non si conoscono i nomi delle vittime che sarebbero state abusate, né la loro età. Per uno dei 2 sacerdoti i fatti di cui è stato accusato sarebbero ormai caduti in prescrizione, ma la comunità ha chiesto alla Santa Sede di revocare la prescrizione canonica che impedisce di perseguire fatti accaduti più di 20 anni fa. Il caso è stato registrato dalla Commissione “SOSprevenzione” che dal 2008 ha esaminato 40 segnalazioni, per alcune delle quali sono scattati provvedimenti.

    http://www.cronacalive.it/svizzera-morto-s…-pedofilia.html

  • USA. 3 preti accusati di pedofilia, Ma non avevano preso le contromisure?

    USA. 3 preti accusati di pedofilia, Ma non avevano preso le contromisure?

    Pedofilia: tre sacerdoti e un insegnante accusati di molestie sessuali a danni di minori a Filadelfia

    PEDOFILIA CHIESA – Due sacerdoti, un ex sacerdote ed un insegnante sono stati incriminati ieri dalla giustizia americana per atti di pedofilia su alcuni bambini, mentre un ex dirigente della Chiesa Cattolica di Filadelfia è stato imputato per aver cercato di mettere a tacere la vicenda. Monsignore William Lynn occupava un’alta posizione all’interno dell’arcivescovado di Filadelfia e sarebbe spettato a lui segnalare e investigare sulle accuse di abusi sessuali contro sacerdoti incaricati dell’istruzione dei bambini.

    Secondo il procuratore Seth William, Monsignor Lynn “non molestò i bambini”, ma era al corrente di accuse credibili contro i sacerdoti e continuò a lasciarli a contatto con dei bambini. Il responsabile “aveva tutte le informazioni necessarie per proteggere i bambini. Ma mentì ai suoi parrocchiani e mise pedofili riconosciuti a contatto con adolescenti, cosa che provocò molestie contro altri due ragazzini”, si legge nel comunicato del procuratore. Monsignor Lynn rischia fino a 14 anni di carcere. Secondo l’accusa due ragazzini furono violentati in un periodo dal 1996 al 2000 dai due sacerdoti, da un insegnante e da un ex prete.

    In un comunicato l’arcivescovo di Filadelfia, cardinale Justin Rigali, afferma di non aver avuto il tempo di esaminare l’incriminazione dei cinque.”Per questo non sono in grado di commentare il contenuto. È mia intenzione esaminare attentamente e prendere sul serio le osservazioni e i commenti formulati”, precisa il cardinale.

    http://www.direttanews.it/2011/02/11/pedof…i-a-filadelfia/

  • Usa: nuovi gravi accuse di abusi sessuali per la Chiesa americana

    Usa: nuovi gravi accuse di abusi sessuali per la Chiesa americana

    Secondo il Grand Jury «è noto che nel corso degli anni il cardinale venne costantemente informato delle attività di mons. Lynn, ma per il momento non è possibile procedere in modo efficace anche nel perseguimento penale del cardinale». Da parte sua, l’attuale arcivescovo di Philadelphia, Justin Rigali, ha osservato: «È mia intenzione di considerare attentamente e prendere molto sul serio le osservazioni e le raccomandazioni del grand jury». L’incriminazione però non si ferma a quella contro mons. Lynn. Nell’attuale procedimento, insieme a lui, sono finiti sotto accusa altri tre sacerdoti -uno dei quali però ridotto allo stato laicale nel 2006- e un insegnante. La vicenda processuale riguarda in particolare due vittime; di queste una era all’epoca dei fatti un bambino che sarebbe stato abusato da due sacerdoti e da uno dei suoi insegnanti nella scuola primaria. Il bambino, di 10 anni, era chierichetto nel 1998.

  • Anche in Sudafrica abusi sessuali dei preti

    Anche in Sudafrica abusi sessuali dei preti

    28 gennaio 2011

    Arrivato nel paese nel 1998, avrebbe commesso un abuso contro un ventenne: arrestato, ma rilasciato su cauzione.

    La notizia arriva praticamente dagli antipodi: a Mthatha, cittadina orientale del Sudafrica, un nuovo caso di abusi nel clero cattolico. Un sacerdote 68enne è stato arrestato con l’accusa di aver violentato un ragazzo di 20 anni nella casa di accoglienza che gestiva.

    ABUSI AFRICANI – Sono i media africani a raccontare la notizia.

    La procura di Mthatha ha concesso una cauzione di 1000 rupie martedì e il sacerdote riapparirà presso la corte il 2 febbraio”, ha detto il procuratore nazionale Luxolo Tyali. Il prete, 68 anni, è stato arrestato domenica e ha chiesto la cauzione già lunedì. La violenza sarebbe stata perpetrata nel 2009.

    Subito arriva la reazione della Chiesa locale: sapevamo, e abbiamo agito.

    Un portavoce per la Chiesa, Padre Chris Townsend afferma che gli abusi sessuali furono visti in una luce molto seria dal vescovo di Mthatha, Sithembele Siphuka. “Tutte le lamentele verso il clero e i lavoratori religiosi nella Diocesi di Mthatha sono stati gestiti secondo il protocollo per le indagini sulle lamentele contro sacerdoti…riguardo agli abusi sessuali su minori, una linea guida della Conferenza Sudafricana dei Vescovi. I vescovi hanno già aperto una indagine preliminare sul caso, ha detto.

    http://www.giornalettismo.com/archives/111…e-violentatore/

  • GERMANIA: ABUSI PRETI, GESUITI INDENNIZZANO LE VITTIME

    GERMANIA: ABUSI PRETI, GESUITI INDENNIZZANO LE VITTIME

    18:54 24 GEN 2011

    (AGI) -erlino – I gesuiti tedeschi sono pronti ad indennizzare le vittime di abusi sessuali commessi negli anni e decenni scorsi dai religiosi dell’ordine. Lo annuncia al “Berliner Zeitung’ il padre Klaus Mertes, preside del “Canisius Kolleg”, il liceo berlinese nel quale esattamente un anno fa scoppio’ lo scandalo, che poi assunse una dimensione nazionale. Si tratta del primo indennizzo messo in atto in Germania da parte di un’istituzione ecclesiastica, che dovrebbe ammontare “ad oltre un milione di euro”, in modo da risarcire ognuna delle 205 vittime berlinesi con una somma a quattro cifre .

    www.agi.it/iphone/notizie/201101241…zano_le_vittime

     

  • PEDOFILIA, PRESO PRETE IN FUGA DA 15 ANNI: ERA IN BELGIO

    PEDOFILIA, PRESO PRETE IN FUGA DA 15 ANNI: ERA IN BELGIO

    Giovedì 20 Gennaio 2011 – 22:44

    Eric Dejaeger

    TORONTO – È finita la fuga di un sacerdote canadese sfuggito per 15 anni al processo per accuse di crimini sessuali nei confronti di bambini Inuit. Eric Dejaeger (foto), 63 anni, è dovuto rientrare in Canada per aver violato le leggi sull’immigrazione in Belgio, dove viveva. Dejaeger è stato accompagnato a Iqaluit, nel territorio di Nunavut, dove deve affrontare sei capi d’accusa per abusi sessuali compiuti su bambini almeno 30 anni fa. Il sindaco di Igloolik, cittadina di circa duemila abitanti vicino all’Isola di Baffin, dove i crimini sarebbero stati compiuti, ha dichiarato che i cittadini sono sollevati dall’arresto di Dejaeger. Sembra che il prete sia riuscito a sfuggire alla giustizia per tutti questi anni perchè il governo belga non era al corrente del fatto che aveva preso cittadinanza canadese nel 1977, anche se questo risulta dai documenti dell’Rcmp, la polizia canadese. Dopo aver vissuto nell’Artide dagli anni Settanta, Dejaeger era stato condannato nel 1990 a cinque anni per nove imputazioni di abusi sessuali su bambini a Baker Lake, nella costa occidentale della Baia di Hudson. Nel 1995, dopo aver terminato il periodo di carcere, altre presunte vittime provenienti da Igloolik lo hanno denunciato. Ma Dejaeger non si è presentato in tribunale ed è scappato in Belgio, suo paese natio. Dejaeger è nella lista dei ricercarti dall’Interpol dal 2002. Ma il Belgio ha un limite di dieci anni sui crimini sessuali sui bambini, dopo che la vittima ha compiuto 18 anni e perciò non ha estradato il sacerdote – che ritenevano essere ancora un cittadino belga – per essere processato in Canada, dove non c’è alcun limite di tempo per essere processati. Dejaeger ha vissuto da uomo libero fino allo scorso autunno, quando le autorità hanno scoperto che gli era scaduto il passaporto nel 1997 facendone un immigrato illegale nel suo paese di nascita.

    www.leggo.it/articolo.php?id=101887&sez=ESTERI

     

  • Wojtyla beato subito, nonostante tutti i preti pedofili che ha coperto

    Wojtyla beato subito, nonostante tutti i preti pedofili che ha coperto

    13 gennaio 2011

    Domani mattina Ratzinger apporrà la firma sul decreto per la beatificazione di Giovanni Paolo II. E la memoria ritorna a padre Degollado

    Domani mattina, se non ci saranno ulteriori sorprese dell’ultim’ora, Benedetto XVI dovrebbe approvare il decreto con il quale si riconosce la validita’ del miracolo attribuito all’intercessione di Giovanni Paolo II. Si tratta di una suora francese, Marie Simon-Pierre, guarita dal morbo di Parkinson. E’ infatti previsto che proprio nella mattinata di domani il prefetto della Congregazione per le cause dei santi, il cardinale Angelo Amato, vada da Benedetto XVI per sottoporgli il documento. Se tutto andrà per il verso giusto, Wojtyla sara’ beatificato nel 2011, a sei anni dalla morte, un record che condividera’ con Madre Teresa di Calcutta.

    BEATO A TEMPO DI RECORD – La causa di beatificazione di Giovanni Paolo II e’ infatti partita immediatamente dopo l’elezione al soglio di Pietro di Benedetto XVI, nel maggio del 2005. Una notevole eccezione alla legge della Chiesa che prevede siano passati almeno cinque anni dalla morte del servo di Dio prima che cominci il processo. Ora, trascorsi 6 anni, Wojtyla diventera’ beato. Fecero scalpore, all’epoca dei funerali, le richieste che partirono dalla folla e da alcuni movimenti cattolici radunatisi in Piazza San Pietro, che invocarono Giovanni Paolo II ‘santo subito’. La corsia preferenziale di cui ha goduto Wojtyla nel percorso verso gli altari non è l’unica eccezione clamorosa in questo senso.

    IL 16 OTTOBRE – Con ogni probabilita’ verra’ rapidamente resa nota anche la data in cui si svolgera’ la beatificazione di Karol Wojtyla. Il prossimo 16 ottobre, data della sua elezione a Pontefice, potrebbe essere il giorno prescelto. Si tratta infatti di una domenica per altro che coincide con la ricorrenza di Santa Edvige di Polonia. Da parte polacca, tuttavia, si spingeva per una beatificazione ultrarapida gia’ nel mese di maggio, il primo per l’esattezza. In quei giorni infatti si celebra la ricorrenza della divina misericordia e di suor Faustina Kowalska, santa polacca elevata agli onori degli altari proprio da Wojtyla. Inoltre in Polonia intorno al primo maggio, c’e’ qualche giorno di vacanza, un ponte, che permetterebbe a migliaia di fedeli di raggiungere Roma. In ogni caso per la beatificazione si assistera’ a un’affluenza di fedeli e di gente da ogni parte del mondo senza precedenti, e per questo sara’ necessario un notevole sforzo organizzativo sul piano logistico.

    PERPLESSITA’ SUPERATE – Evidentemente, insomma, Wojtyla ha superato l’esame nonostante le molte perplessità sui suo comportamenti con i preti pedofili. Delle quali ha parlato una settimana fa il Guardian:

    Mentre il posto di Papa Giovanni Paolo nella storia è assicurato, dato il suo ruolo nella caduta del comunismo, i suoi notevoli sforzi per migliorare le relazioni fra la chiesa Cattolica e gli Ebrei, il suo carisma globale e la sua abilità di chiedere scusa per gli errori del passato, c’è una particolare e gigante macchia sul suo papato che lancia dubbi per quanti, inclusi i cattolici, confidano sulla sua santità: la sua relazione con Padre Marcial Maciel Degollado, che ha fondato il movimento dei Legionari di Cristo per i sacerdoti e la sua branca laica, Regnum Christi.

    Secondo il Guardian, dunque, la santità di Papa Giovanni sarebbe messa in seria discussione dalle sue frequentazioni: con padre Degollado il papa condivideva la stessa visione del mondo, e supportò in maniera entusiastica la fondazione dei Legionari. Ma una verità oscura si celava dietro la vita di padre Marcial. Avevamo raccontato l’ultima puntata dell’oscura storia dei Legionari quando il Vaticano aveva deciso di spiccare la misura della damnatio memoriae contro il loro fondatore, appunto padre Degollado.

    Marcial Maciel Degollado, fondatore dell’ordine dei Legionari di Cristo, deve essere cancellato dalla storia “limpidissima” della Chiesa Cattolica e persino la sua immagine deve scomparire dai ritratti dell’organizzazione che lo rese famoso. Questo è un ordine del Vaticano, che corre in questi giorni nelle università, nei seminari e nei collegi che la Congregazione ha sparso in tutto il mondo, a cominciare della Spagna. Tra le fotografie più gettonate c’è, in particolare, quella che lo ritrae abbracciato con Papa Giovanni Paolo II. Per la chiesa, a distanza di due anni dalla morte dello stesso Maciel, il fondatore della Legione non è un “modello e una guida per i giovani”. Verrebbe da dire, “Sia lodato Gesù Cristo”

    Wojtyla beato subito, nonostante tutti i preti pedofili che ha coperto
    Ferma Restando

    ABUSI SESSUALI – Il sacerdote messicano si era reso colpevole di plurimi abusi sessuali.

    Protetto da Giovanni Paolo II e ammirato dai cardinali della Curia romana per la sua capacità di mobilitare e di fare affari, il fondatore dei legionari originario del Messico dopo un’inchiesta canonica durata più di un anno, fu sospeso a divinis dal prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, il cardinale William Joseph Levada, per gli atti di pedofilia compiuti su seminaristi della sua congregazione e per averne successivamente assolti alcuni in confessione.

    Così, spiegano dall’Inghilterra, beatificare chi è stato così vicino al prete del quale si sono poi svelati gli atti di violenza sessuale non sarebbe una buona idea, anche dal punto di vista dell’immagine di una Chiesa già straziata – parole di Papa Ratzinger – dalle storie di abusi sessuali dei sacerdoti a danno, molto spesso, dei minorenni.

    http://www.giornalettismo.com/archives/109…che-ha-coperto/

  • SVIZZERA “Il pedofilo non deve trovare rifugio nel confessionale”

    SVIZZERA “Il pedofilo non deve trovare rifugio nel confessionale”

    Notizia del 12/01/2011

    Sta facendo discutere l’iniziativa parlamentare lanciata da Carlo Sommaruga. Il consigliere nazionale socialista chiede l’abolizione del segreto confessionale degli ecclesiastici in materia di reati sessuali su minori. La reazione di Padre Callisto Caldelari: “Idea fuori di testa”

    BERNA – “Un prete che riceve una confessione da parte di un pedofilo, deve denunciare i fatti alla polizia. Basta col segreto”. Lo chiede il consigliere nazionale socialista Carlo Sommaruga con l’iniziativa parlamentare presentata a metà dicembre a Berna. Una modifica del Codice penale che spazzerebbe via il segreto professionale e confessionale degli ecclesiastici in materia di reati sessuali nei confronti di minori. La proposta sta suscitando le reazioni più disparate, sia per la schiettezza utilizzata da Sommaruga, sia per le contraddizioni che la stessa iniziativa contiene.

    Carlo Sommaruga, lei presenta questa iniziativa parlamentare includendo solo i reati sessuali nei confronti dei minori. Non sarebbe stato meglio allora includere tutti i reati gravi, come ad esempio l’omicidio e lo stupro?
    “Ma sono soprattutto i reati sessuali su minori a scivolare nel silenzio e nell’omertà. Per fare davvero giustizia e per fare in modo che le vittime abbiano un risarcimento questo silenzio bisogna romperlo. È in questo contesto che si inserisce la mia iniziativa parlamentare”.

    Di questo passo andrebbe ridiscusso anche il segreto professionale di avvocati e medici?
    “No. L’avvocato è un ausiliario di giustizia. Con la sua attività permette di difendere la vittima come l’autore. È consultato nell’ottica dell’azione giudiziaria. I medici hanno il compito di consigliare e di prendere a carico gli autori di abusi sessuali con un trattamento psicologico o psichiatrico. Infatti sappiamo che la maggior parte degli autori di reati hanno una personalità affettiva turbata e i loro comportamenti possono essere ‘corretti’ con un trattamento medico mirato. L’intervento di un religioso, invece, non evita la recidiva e non contribuisce al funzionamento della giustizia”.

    La sua, viste le considerazioni, sembra sempre più una proposta anticlericale. Soprattutto nei confronti dei cattolici. Sbaglio?
    “Sì, sbaglia. Perché si sa benissimo che in passato ci sono stati abusi sessuali da parte di religiosi oppure religiosi che hanno contribuito a nascondere i fatti. È una triste realtà. E comunque la mia iniziativa coinvolge tutti gli ecclesiastici, non solo i cattolici. Anche se, indubbiamente, visti i fatti emersi nell’ultimo anno, i cattolici sono fortemente coinvolti. A mio avviso la Chiesa in Svizzera non ha svolto un lavoro completo di introspezione, di riconoscimento pubblico degli errori, di scuse collettive e individuali, come è stato fatto in Irlanda, negli Stati Uniti o come si sta facendo in Germania. Io, comunque, ho deciso di lanciare questa iniziativa dopo essere venuto a conoscenza del grave occultamento di fatti tra i testimoni di Geova”.

    Quali saranno ora le prossime tappe?
    “L’iniziativa seguirà le tappe ordinarie. Sarà trattata in commissione e poi dal Consiglio nazionale. Spero che chi solitamente si scaglia sistematicamente contro gli autori degli abusi, spesso con proposte altamente repressive, stavolta colga l’opportunità”.

    Patrick Mancini

    Foto d’archivio Keystone
    Padre Callisto: “Ma i preti fanno il possibile per spingere verso l’autodenuncia”

    “È un’idea fuori di testa, che dimostra anche una certa ignoranza in materia”. Padre Callisto Caldelari non le manda a dire a Carlo Sommaurga. Per il frate della parrocchia del Sacro Cuore di Bellinzona non c’è alcun bisogno di toccare il segreto confessionale e professionale degli ecclesiastici: “Perché un prete che riceve la confessione di un reato grave ha già il dovere di fare di tutto per convincere l’autore del reato a costituirsi. Addirittura, in caso di rifiuto, può arrivare a negargli l’assoluzione dai peccati”. Poi Padre Callisto cita un’esperienza personale. “Una volta – racconta – è arrivato da me un uomo che mi ha confessato di avere abusato della figlia della sua compagna. Io l’ho esortato ad autodenunciarsi, spiegandogli che visto il suo pentimento avrebbe anche avuto qualche sconto di pena. Lui ha accettato. L’ho accompagnato io, di persona, dal procuratore”. E nel caso di religiosi che commettono reati di pedofilia? Padre Callisto non ha dubbi: “I vescovi devono esortare il prete ad autodenunciarsi alle autorità. È successo anche in Ticino, in passato”. Infine, una riflessione sul valore della confessione: “La confessione è finalizzata alla conversione e al cambiamento di vita. Se non c’è un segreto, uno rischia di non convertirsi più. Non bisogna, infine, dimenticare che una proposta come quella di Sommaruga dovrebbe passare perlomeno anche dal Vaticano, non solo da Palazzo federale”.

    http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articol…to=1&idtipo=290

  • PRETI PEDOFILI: CHIESA BELGA SOSPENDE 22 DI 134 COINVOLTI – 12.01.11 – 12:00

    PRETI PEDOFILI: CHIESA BELGA SOSPENDE 22 DI 134 COINVOLTI – 12.01.11 – 12:00

    (AGI) – Bruxelles, 12 gen. – La Chiesa belga ha sospeso 22 dei 134 preti coinvolti in presunti casi di pedofilia. La lista dei 134 e’ stata stilata dalla Conferenza episcopale del Paese. Dei 134, 90 sono ancora vivi. A questi andranno aggiunti una cinquantina di nomi, secondo le denunce presentate dalla presunte vittime negli ultimi mesi. .

    www.blitzquotidiano.it/italia/agi/p…nvolti-1285260/

    Belgio: solo un prete pedofilo su sei viene allontanato dalla Chiesa

    BRUXELLES – Un rapporto ufficiale pubblicato dalla Chiesa Cattolica belga ha annunciato che solo un prete per ogni sei sacerdoti responsabili di abusi sessuali contro i minorenni sono stati puniti con l’allontanamento dalla Chiesa. Il documento diffuso dalla Chiesa belga alla fine di dicembre, ha rivelato dettagliatamente i 134 casi di abusi e maltrattamenti sessuali commessi dai sacerdoti pedofili nel corso dei diversi decenni.
    Stando al documento, riportato martedì dal quotidiano belga Le Soir, nel 70 per cento dei casi delle violenze sessuali, la chiesa o la magistratura belga ha ricevuto le denunce da parte delle vittime tuttavia solamente un prete ogni sei ha ricevuto la pena massima ovvero la sospensione definitiva dalle funzioni. Il drammatico rapporto giunge poco dopo le rivelazioni fatte sui nuovi casi degli scandali sessuali scoppiati largamente in un paese a grande maggioranza cattolica. A partire dal nuovo anno cristiano, la Chiesa Cattolica in Belgio è nuovamente stata sottoposta alle accuse di abusi sessuali questa volta avvenuta nell’istituto scolastico “Stella Maris”, gestito da suore. Un gruppo di suore sono state accusate di aver abusato di molti minori in un collegio del sudovest del Paese, nella cittadina di Courtrai. Secondo i media del paese, gli avvenimenti risalirebbero ai decenni fra il 1960 ed il 1990.

     

  • FONDÒ UNA COMUNE, TRE DENUNCE PER ATTI COMMESSI TRA 1985 E 1995

    FONDÒ UNA COMUNE, TRE DENUNCE PER ATTI COMMESSI TRA 1985 E 1995

    8/1/2011
    Abusi,gesuita indagato in Belgio

    FONDÒ UNA COMUNE, TRE DENUNCE PER ATTI COMMESSI TRA 1985 E 1995
    GIACOMO GALEAZZI
    Il prete gesuita fiammingo Luc Versteylen, molto noto in Belgio per il suo impegno in campo ambientalista e contro la pedofilia, è sotto inchiesta per abusi sessuali commessi tra il 1985 ed il 1995 su tre teenager tra i 15 ed i 20 anni all’epoca dei fatti. Lo riportano i media belgi. Il Tribunale di Anversa ha confermato che ieri è stata depositata una denuncia in tal senso. Versteylen ha replicato pubblicando una lettera aperta in cui ha scritto che la denuncia è scattata a causa di «un comportamento che ha passato la misura» ed ha ammesso di avere probabilmente «deluso ed anche ferito involontariamente alcune persone» ma di averlo sostanzialmente fatto «per il loro bene». Nella lettera ammette che «negli anni ’70 la ricerca di una nuova esperienza corporea aveva certi limiti, ma non ha oltrepassato quelli». «Spero che ci sia un numero sufficiente di persone – è la conclusione della lettera del sacerdote – che possa testimoniare come io abbia cercato già da molti anni di essere il contrario di un violentatore di bambini». Il prete gesuita ambientalista, 83 anni, durante la guerra mondiale partecipò alla resistenza contro il nazismo. È stato ordinato sacerdote nel 1959. Precursore dell’ecologismo negli anni ’60 e attore di primo piano nella rivoluzione culturale del ’68 e degli anni ’70, è stato il fondatore del movimento verde fiammingo Agalev (abbreviazione di ‘Anders Gaan Leven’, vai e vivi in modo diverso) dal quale nel 2003 è nato l’attuale partito ‘Groen!’. Negli anni ’70 ha anche dato vita ad un centro di accoglienza chiamato ‘Liever Leven’, una sorta di ‘comunè realizzata in una ex fabbrica di birra nella località fiamminga di Viersel, dedicata a ritiri spirituali. Nel 1995 è stato insignito del Premio per l’etica e la tolleranza in politica, nel 1998 ha vinto il Premio Humamitas. Subito dopo la diffusione della notizia sulle accuse per abusi sessuali, nate da una lettera arrivata al centro ‘Liever Leven’ il gesuita si è dimesso dal consiglio di amministrazione ed oggi ha scritto una lettera aperta per spiegare i suoi comportamenti. Secondo quanto reso noto dal portavoce del centro d’accoglienza, Walter Lever, la lettera spiega «in termini molto dettagliati» quanto avvenuto tra il 1985 ed il 1995. «In seguito alla lettera – ha detto Lever – altre due persone si sono manifestate. Esse hanno parlato di manipolazioni e di contatti corporali». Il portavoce, secondo quanto riportato dall’agenzia Belga, si è detto stupefatto che potesse essere accusata di abusi una persona come Versteylen che ha «dedicato la vita» a combattere contro qualsiasi forma di maltrattamento dell’infanzia, tanto da creare il centro ‘Witte Kinderbos’ per la lotta contro la pedofilia.

    www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubr…ne=524&sezione=