Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: abuso sessuale

  • Morto Francesco Zappella, il prete pedofilo pregiudicato protetto da mons. Borghetti

    Morto Francesco Zappella, il prete pedofilo pregiudicato protetto da mons. Borghetti

    È venuto a mancare nella tarda mattinata di ieri don Francesco Zappella, il sacerdote che già negli anni novanta era stato condannato dal tribunale di Pinerolo per abuso sessuale ai danni di due infraquattordicenni.

    Il caso di don Zappella era stato risollevato dalle Rete L’ABUSO nel 2015, quando un giovane uruguagio Luis Mario Acuna Gonzales, si era messo in contatto con l’associazione segnalando anche la sua esperienza e quella di alcuni coetanei. In quella occasione la Rete L’ABUSO riuscì a portare in Italia lo sventurato uruguagio dando il via ad una seconda inchiesta, successivamente archiviata per l’intervento dei termini di prescrizione.

    Malgrado tutto il vescovo della diocesi di appartenenza, mons. Guglielmo Borghetti, nulla fece per tentare di evitare che Zappella reiterasse il reato anzi, gli permise di trasferirsi in Uruguay dove ieri è morto.

    L’Ufficio di Presidenza


    Di seguito il comunicato divulgato stamane dalla Diocesi di Albenga.

    Da: Segreteria Generale <segreteriagenerale@diocesidialbengaimperia.it>
    A:
    Data: 24 agosto 2018 alle 12.04
    Oggetto: Decesso don Francesco Zappella

    Nella tarda mattinata di ieri 23 agosto (ora italiana) è deceduto in Uruguay presso una struttura ospedaliera il Reverendo Sacerdote don Francesco Zappella.

    Era nato a Milano il 26 giugno 1959 e venne ordinato da Sua Eccellenza Monsignor Mario Oliveri nella chiesa cattedrale di Albenga il 17 maggio 1997.

    Trascorse a più riprese parecchi anni in missione in Uruguay dove ebbe modo di fondare a Trenta y Tres la “Fradernidad Reina de la Paz”.

    In Diocesi ricoprì i seguenti incarichi:

    Vicario parrocchiale di san Vincenzo Ferreri in Alassio;

    Vicario Parrocchiale di Santa Maria Maggiore in Castelvecchio di Imperia;

    Responsabile dell’Ufficio Missionario Diocesano;

    Arciprete di San Fedele in Albenga;

    Arciprete di Verzi;

    Arciprete di Sant’Antonio in Borghetto S. Spirito.

    Non avendo ancora altre informazioni si raccomanda vivamente di elevare al Signore preghiere di cristiano suffragio e la celebrazione della Santa Messa (come d’uso) per i sacerdoti defunti, perché il Signore gli doni di poter contemplare il suo Volto nell’eternità beata.

    Can. Tiziano Gubetta

    Cancelliere Vescovile

  • Sopravvissuti del mondo a Papa Francesco: 3 cose deve fare ora per porre fine all’abuso del clero

    Sopravvissuti del mondo a Papa Francesco: 3 cose deve fare ora per porre fine all’abuso del clero

    Le parole richiedono piano e azione. Queste 3 azioni, dice il gruppo, agiranno contro abusi sessuali del clero e insabbiamenti

    Riconosciamo nuovi linguaggi e concetti nella lettera del Papa. L’abuso sessuale è un crimine e non solo un peccato. La copertura e il silenzio dei vescovi e della gerarchia sono complicità e devono essere trattati dalla giustizia criminale locale. Il Papa, per la prima volta, parla dell’importanza dell’eliminazione dei limiti della prescrizione degli abusi sessuali su minori, perché “il dolore e la verità non finiscono”. Questi nuovi concetti nella lettera di un Papa sono un passo, ma non un vero piano per porre fine alla “cultura dell’abuso e della copertura”, come ha affermato in una recente comunicazione all’inizio di quest’anno.

    Tuttavia, nella sua “Lettera al Popolo di Dio” da 2.000 parole, Papa Francesco non menziona né si impegna in un singolo passo concreto per risolvere la crisi degli abusi.

    Annunciando questa mancanza di specificità, l’organizzazione globale ECA (Ending Clergy Abuse), un gruppo di sopravvissuti e attivisti mondiali, provenienti da oltre 18 paesi e 4 continenti, chiede al Papa di impegnarsi immediatamente in un piano d’azione in 3 punti che agirà contro gli abusi sessuali del clero e gli insabbiamenti che sono una epidemia mondiale.

    “Questo è il momento decisivo per Papa Francesco”, ha dichiarato Mark Vincent Healy, membro di ECA e sopravvissuto agli abusi sessuali di due preti irlandesi. “È venuto nel nostro paese nel bel mezzo di un tumulto mondiale per gli abusi sessuali del clero. Non dovrebbe andarsene fino a quando non ci darà un piano per porre fine a questa crisi “.

    Secondo ECA, qualsiasi piano del Papa deve includere queste 3 azioni:

    1. Promulgare nel mondo tolleranza zero per ogni chierico abusatore e per la complicità di ogni superiore. Ciascun atto di abuso o copertura sessuale su minori, indipendentemente da quando si è verificato, comporterà la loro rimozione permanente dal ministero o dall’ufficio.
    2. Creare un registro pubblico mondiale di tutto il clero con accuse fondate di abusi sessuali. Ciò comincerebbe con la pubblicazione immediata dei 3.400 chierici giudicati colpevoli dalla Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF). Questo proteggerà i nostri bambini e le nostre comunità.
    3. Dichiarare l’obbligo di denunciare abusi sessuali su minori attuali e passati alle autorità civili. Non segnalarlo dovrebbe significare la scomunica immediata

    Queste tre misure sono fondamentali per la promessa di non “risparmiare sforzi” per “creare una cultura in grado di impedire che tali situazioni accadano” e “di impedire la possibilità che queste vengano coperte e perpetuate”.

    Nessuna organizzazione può proteggersi da sola. La Chiesa cattolica non è un’eccezione e deve essere ritenuta responsabile. Secondo Matthias Katsch, membro di ECA e sopravvissuto in Germania, “qualunque cosa il Papa faccia internamente, la sua promessa può essere raggiunta solo con l’aiuto delle autorità civili. Una pulizia completa avverrà solo se si intensificheranno indagini e procedimenti a livello internazionale e statale “.

    CHI SIAMO

    Ending Clergy Abuse (ECA) è un’organizzazione mondiale di sopravvissuti e attivisti per i diritti umani che costringe la Chiesa cattolica romana a porre fine all’abuso del clero, in particolare agli abusi sessuali su minori, al fine di proteggere i bambini e cercare giustizia per le vittime. I membri dell’assemblea della Corte rappresentano oltre 18 paesi e 4 continenti. http://ecaglobal.org – @ENDCLERGYABUSE – contactus@ecaglobal.org

    LINK:

    https://www.cbsnews.com/news/vatican-reveals-how-many-priests-defrocked-for-sex-abuse-since-2004/

  • Pedofilia, Chiesa Usa nella bufera, scandalo Pennsylvania

    Pedofilia, Chiesa Usa nella bufera, scandalo Pennsylvania

    Di Alessandro Fioroni – Pedofilia nella Chiesa americana

    All’inizio fu il caso Spotlight. Quando nel 2001 una squadra di giornalisti investigativi del giornale statunitense Boston Globe iniziò un’inchiesta sugli abusi sessuali ai danni di minori perpetrati da oltre 70 sacerdoti dell’arcidiocesi di Boston. Dei casi di pedofilia all’interno della chiesa si parlava a malapena e con grande difficoltà. Coperture ed omertà delle alte sfere ecclesiastiche insabbiavano qualsiasi tentativo di far trapelare la verità nonostante le denunce delle vittime.
    Nella vicenda fu coinvolto lo stesso arcivescovo Bernard Francis Law, accusato di aver coperto molte violenze in diverse parrocchie L’indagine valse il Premio Pulitzer di pubblico servizio al quotidiano nel 2003 e aprì a numerose indagini su alcune tragiche vicende all’interno della Chiesa cattolica.

    Il caso Spotlight

    Dal lavoro dei giornalisti del Boston Globe venne tratto anche un film che nel 2016 vinse il premio Oscar. Ma è proprio alla fine della pellicola che si scopre quanto la pedofilia sia ramificata e praticata dai preti cattolici.
    Nei titoli di coda una lunga lista di luoghi, sia negli Stati Uniti che nel resto del mondo, nei quali la Chiesa cattolica è stata coinvolta.
    Inoltre in seguito all’emersione dello scandalo il cardinale Bernard Francis Law è stato rimosso dal suo incarico a Boston ma promosso alla Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma dove è morto nel 2017.

    Scandalo in Pennsylvania

    Ora dopo Boston un altro caso, che si snoda per oltre 70 anni, colpisce lo stato della Pennsylvania. E’ stata la Corte Suprema dello Stato, il 14 agosto, a pubblicare un’inquietante informativa nella quale si parla di circa 300 preti cattolici responsabili per l’abuso sessuale di oltre 1000 bambini in sei diocesi dello stato americano. Lo stesso arcivescovo Donald Wuerl ha inviato ai preti della Pennsylvania una lettera nella quale si avvertiva del contenuto “profondamente inquietante” del rapporto.
    I magistrati in oltre 1300 pagine parlano esplicitamente di minori manipolati attraverso alcool e droghe. Vengono descritti particolari precisi e crudeli sulle violenze sessuali, sulle loro modalità. Le vittime sono principalmente maschi anche se non mancano bambine coinvolte. Ma gli abusi si estendono anche ad adolescenti e preadolescenti.

    Insabbiamento sistematico

    Finora la Chiesa cattolica non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali circa le accuse all’indomani della pubblicazione del rapporto.
    Da quest’ultimo emerge soprattutto quello che il Procuratore di Stato Josh Shapiro ha descritto come “un insabbiamento sistematico da parte di alti funzionari della Chiesa in Pennsylvania e in Vaticano”.
    Dal testo si può ancora leggere: “i preti stavano violentando i bambini e gli uomini di Dio che erano responsabili di loro non solo non hanno fatto nulla, hanno nascosto tutto, per decenni”.

    Legge di limitazione

    La conseguenza peggiore, al di là della pubblicità che ha ora il caso, è che l’insabbiamento, così resistente in tutti questi anni, ha reso i casi quasi tutti troppo vecchi per essere giudicati, poiché la maggior parte di essi è anteriore all’anno 2000. Inoltre, in Pennsylvania è in vigore la cosiddetta”legge di limitazione” che impedisce alle vittime di abusi sessuali durante l’infanzia di presentare cause civili contro la Chiesa dopo aver compiuto 30 anni. Ma la corte ha potuto rinviare e giudizio solo due sacerdoti accusati di abusi sui minori avvenuti nell’ultimo decennio.
    Per questo Shapiro non ha escluso che il numero vero delle vittime possa superare la cifra attuale. Infatti è possibile che le accuse di alcuni minori siano andate perse o che molti abbiano scelto di rimanere in silenzio. Il Procuratore ha anche puntato l’indice contro alcuni esponenti della Chiesa che si sono limitati a minimizzare gli accadimenti qualificandoli come “giochi bruschi”, “scontri e comportamenti inappropriati”. “Non era nessuna di quelle cose – ha ribadito nel rapporto Shapiro -, erano abusi sessuali su minori, incluso lo stupro”.

    Un lavoro durato due anni

    Il rapporto ha richiesto un lavoro di due anni, è stato esaminato mezzo milione di pagine di documenti delle diverse diocesi. Sono stati ascoltati decine di testimoni e vittime. Alcune di queste hanno raccontato di essere stati picchiati dai loro stessi familiari che non credevano ai racconti. Una delle vittime ha tentato il suicidio mentre era ancora in corso l’indagine.
    Le autorità giudiziarie definiscono questa inchiesta la più ampia mai condotta finora da un’agenzia governativa negli Stati Uniti sugli abusi sessuali su minori nella Chiesa cattolica. Una dimensione molto più grande proprio del caso Spotlight o di quella che ha  portato alle dimissioni il mese scorso dell’arcivescovo di Washinghton, Theodore McCarrick, accusato di abusi durati decenni.

    PAPA FRANCESCO

    Pedofilia, Chiesa Usa nella bufera, scandalo Pennsylvania

  • Pedofilia, il rapporto-shock sui preti in Pennsylvania riapre le ferite nella Chiesa Cattolica

    Pedofilia, il rapporto-shock sui preti in Pennsylvania riapre le ferite nella Chiesa Cattolica

    New York – Per la Chiesa Cattolica americana – e non solo – è arrivato un nuovo momento nero. Un giorno del giudizio tutto umano e che non perdona: un Gran Giurì della Pennsylvania questa settimana ha redatto un rapporto-shock che condanna il comportamento dei vertici ecclesiastici dell’intero stato, denunciando come oltre mille bambini nell’arco di 70 anni siano stati brutalmente molestati da sacerdoti e come gli abusi siano stati nascosti e i perpetratori protetti. Un’accusa in grado adesso di scuotere nuovamente e profondamente la Chiesa, che sperava di aver superato il peggio di un lungo e traumatico scandalo.

    Per dare un senso della nuova crisi che aggrava il dramma degli abusi per mano di prelati: si tratta della condanna piu’ ampia e drammaticamente circostanziata mai avvenuta nel Paese. Finora simili rapporti avevano infatti riguardato singole o poche diocesi alla volta, non intere regioni. Questa volta il documento di ben 900 pagine analizza assieme sei diocesi su otto totali della Pennsylvania e porta, almeno moralmente, alla sbarra più di 300 sacerdoti trovati responsabili di abusi sessuali.

    «E’ il più ampio e comprensivo rapporto su abusi sessuali ai danni di bambini all’interno della Chiesa Cattolica mai proposto negli Stati Uniti» ha dichiarato esplicitamente il procuratore generale dello stato Josh Shapiro. Il documento aggiunge che le vittime, data la quantità di documentazione andata persa e la paura che spinge ancora molti a tacere, potrebbero essere in realtà “migliaia”. E che, purtroppo, la maggior parte dei casi portati alla luce è ormai troppo vecchia per poter portare a azioni legali. Ma non sempre: in almeno due casi è scattata un’incriminazione per violenza contro minori e numerosi altri casi sono possibili in futuro perchè le «indagini continuano», ha indicato il rapporto.

    L’atto d’accusa è dirompente tanto per le accuse che per la cruda chiarezza delle rivelazioni. Ecco un estratto: «Preti stupravano bambini e bambine e i superiori responsabili del loro operato non solo non facevano nulla; hanno nascosto tutto. Per decenni – si legge nel testo -. Monsignori, vescovi ausiliari, vescovi, arcivescovi, cardinali sono stati per la maggior parte protetti; molti, compresi alcuni nominati in questo rapporto, sono stati promossi». La Chiesa, continua, si è comportata come «da manuale nel nascondere la verità» anche dopo che agenti dell’Fbi avevano identificato documentazione e prove relative a simili “pratiche”.

    Le descrizioni concrete sono spesso agghiaccianti e dettagliate. C’e’ l’uso di alcolici per facilitare molestie e un crudo elenco di abusi sessuali di ogni genere. In un caso viene descritto un prete che mise in cinta una ragazzina di 17 anni e non venne mai punito. In un altro un sacerdote che violentò cinque sorelle e fece collezione, tra l’altro, del loro sangue mestruale. Ancora: a Pittsburgh le gerarchie ecclesiastiche arrivarono ad accusare un quindicenne di aver “sedotto” un prete, che aveva invece ammesso lui stesso pratiche sado-masochistiche ai danni di numerosi ragazzini. Altrove un prete abusò bambini nonostante fosse da anni sieropositivo.

    Le sei diocesi messe in croce dal rapporto sono quelle di Allentown, Erie, Greensburg, Harrisburg, Pittsburgh e Scranton. Le due rimanenti nello stato, quelle di Philadelphia e di Altoona-Johnstown, erano già state al centro di rapporti di altri Gran Giurì conclusisi con simili j’accuse seppure meno vasti. Le autorità cattoliche americane – impegnate ormai da anni, come lo stesso Vaticano, a cercare di fare i conti con il dramma – hanno espresso vergogna e rammarico per la tragedia raccontata del documento. «Il rapporto del Gran Giuri’ della Pennsylvania illustra il dolore di coloro che sono stati vittima dei crimini di abuso sessuale da parte di membri individuali del clero e da parte di chi ha protetto i molestatori, facilitando così un male che è proseguito per anni e anche decenni» ha affermato il cardinale Daniel DiNardo, che guida la Conferenza dei vescovi cattolici statunitensi. «Ci vergogniamo e siamo addolorati per i peccati di omissione da parte di sacerdoti e vescovi cattolici».

    http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/mondo/2018-08-16/pedofilia-rapporto-shock-preti-pennsylvania-riapre-ferite-chiesa-cattolica-074000.shtml?uuid=AEaZfZbF&refresh_ce=1

  • Non è una caccia alle streghe… ma LA FIDUCIA VA RIGUADAGNATA!

    Non è una caccia alle streghe… ma LA FIDUCIA VA RIGUADAGNATA!

    In questi giorni si legge ovunque la notizia relativa a quello che sta succedendo in Pennsylvania: più di 1000 vittime di 300 preti pedofili, un rapporto presentato dal Gran Giurì della Procura frutto di due anni di indagini.

    Due “sfumature” mi hanno colpito in modo particolare: il tema sempre ricorrente dei termini di prescrizione, e una specie di “decalogo” per come comportarsi nelle Diocesi.

    Come cattolica non riesco a “digerire” quello che sto leggendo, e non voglio accontentarmi di essere indignata. Mi risulta difficile comprendere, ma credo di essere in buona compagnia – per lo meno di tutte le famiglie delle vittime sparse nel mondo – coma mai non vi sia la volontà SERIA di affrontare il tema della prescrizione. Subire un abuso sessuale è un trauma che spesso viene alla luce dopo anni e anni, e si trova il coraggio di denunciare dopo anni e anni… come mai nessuno ha mai pensato di abolire i termini temporali della prescrizione? Oppure creare periodicamente, in ogni Stato, delle “finestre di tempo” per azzerare questi termini? (In Svizzera è stato fatto, qualche anno fa, se non ricordo male). Sarebbe troppo semplice?

    L’articolo “Abusi sessuali, un rapporto accusa la Chiesa della Pennsylvania” mi fa invece molto riflettere: nel Rapporto vengono esplicitate quelle che sarebbero le modalità EFFETTIVE – non quelle emanate dalla Santa Sede o le Linee Guida UFFICIALI delle varie Conferenze Episcopali – per la gestione dei casi di pedofilia.

    È incredibile lo scollamento tra la teoria (documenti della Santa Sede e delle Conferenze Episcopali) e la pratica (ciò che avviene nelle Diocesi). Non si può tacere!

    Vengono addirittura elencati sei punti:

    • Assicurarsi di usare eufemismi anziché le vere parole che descrivono gli assalti sessuali nei documenti diocesani: non dire mai “stupro” ma “contatto inappropriato” o “questione limite”

    Già… meglio che non rimanga traccia che io Vescovo sapevo… meglio minimizzare… meglio una questione nebulosa…

    Che scandalo. Da cattolica mi vergogno!

    • Non fare una vera inchiesta con personale professionale adeguato, ma svolgere indagini discrete

    Ottima indicazione! In questo modo le prime indagini (Indagine Previa) svolte a livello diocesano, produrranno del materiale “utilissimo” alla Congregazione per la Dottrina della Fede, che ha il compito di valutare se e come iniziare il processo canonico. Che documentazione arriverà a Roma?

    Che beffa. Da cattolica mi vergogno!

    • Inviare il sacerdote per una “valutazione” in un centro per il trattamento psichiatrico gestito dalla Chiesa e stabilire se il sacerdote sia pedofilo basandosi principalmente sulle dichiarazioni dello stesso prete e a prescindere dal fatto che ci siano stati contatti sessuali con un bambino

    Una vera ricerca della verità, approfondita e scrupolosa. Chiaro che ogni pedofilo ammette subito “Sì, sono colpevole, arrestatemi, non sono degno di essere un sacerdote, devo risarcire queste e quelle vittime”… E dunque la “valutazione” è obiettiva: perché nutrire qualche dubbio?

    Che tristezza. Da cattolica mi vergogno!

    • Quando un prete viene rimosso, non spiegare perché ma dire ai parrocchiani che è per “motivi di salute” o “esaurimento nervoso”

    La gente, non dico quella che passa per strada e magari non mette mai piede in chiesa, no, parliamo della gente della parrocchia, quella che frequenta, che magari collabora in qualche attività, che si fida, che condivide un cammino di Fede… quella gente lì, che È CHIESA (!), non deve sapere! Deve essere tenuta all’oscuro.

    Ottimo modo per allontanare le vittime di quel prete: non verrebbero credute da nessuno proprio nell’ambiente che hanno frequentato finora.

    Che indignazione. Da cattolica mi vergogno!

    • Se un predatore viene scoperto “non rimuoverlo” ma “spostarlo ad una nuova destinazione dove nessuno saprà che è un abusatore di minori”

    Tutto ciò è fantastico! Così il prete può, indisturbato, in un altro luogo, cercare altri bambini da violentare. Nessuno è allertato, nessuno sa. Perché dovrebbe fermarsi? Non avrebbe altrimenti cominciato… e la giostra continua a girare…

    Non vi è una sorta di concorso di colpa?

    Che rabbia. Da cattolica mi vergogno!

    • Non dire nulla alla polizia

    E qui siamo al culmine. Sentirsi al di sopra della giustizia, al di sopra di tutto, impuniti e ingiudicati. Non importa se hai commesso un reato, non importa se hai cambiato per sempre la vita di chissà quanti bambini che si fidavano di te… non importa… importante è “farla franca”.

    Non ho altre parole. Da cattolica mi vergogno infinitamente!

    Ma quale sarebbe il fine di tutto ciò? Forse salvaguardare il “buon nome” della chiesa?

    Nessuno si pone il dubbio, ai vertici, che una chiesa così non ha tanto da salvaguardare ed è lontanissima dal Vangelo? Nessuno si domanda cosa si sta perdendo ad agire in questo modo?

    I cattolici non sono più disponibili ad avere le “fette di salame” sugli occhi, e non si può più tacere.

    Qualche timido germoglio positivo? Qua e là c’è qualche sacerdote che si esprime, che un po’ si espone. Nell’articolo si cita che uno dei preti indagati è stato segnalato dalla Diocesi stessa, ci si augura possa essere un ESEMPIO per tutte le Diocesi del mondo: chi commette un reato, e parliamo di un reato tra i più diabolici, va denunciato, senza esitazione.

    Ma la FIDUCIA nel cambiamento VA CONQUISTATA, i tempi della fiducia incondizionata nella chiesa, come istituzione, sono finiti: ma non per il mondo – che già non aveva questa fiducia – per i cattolici stessi, per quella parte di Chiesa per cui è ancora valido il discorso della “macina al collo per chi scandalizza anche solo uno di questi piccoli” (Vangelo di Matteo 18, 6 – 7).

    Solo con i FATTI CONCRETI e NON SPORADICI, in ogni parte del mondo, si potrà ricominciare  a costruire un rapporto di fiducia.

    Una mamma della Rete L’ABUSO. Lettera firmata

  • Pedofilia nella Chiesa: pubblicato un rapporto choc sui monaci inglesi

    Pedofilia nella Chiesa: pubblicato un rapporto choc sui monaci inglesi

    Alcuni monaci benedettini sono finiti nella bufera in Inghilterra. Un rapporto choc ha svelato l’esistenza di abusi perpetrati per anni ai danni di minori

    Alcuni monaci benedettini sono finiti nella bufera a causa di reati attinenti alle attività sessuali o alla pornografia.

    Dieci, compresi i religiosi, sono le persone già incriminate o condannate.

    La Chiesa ha deciso d’intervenire sull’ennesimo scandalo che rischia di compromettere la credibilità delle istituzioni e degli ambienti cattolici in Inghilterra. I fatti contestati, in realtà, risalgono a circa settant’anni fa. Alcuni episodi, tuttavia, sarebbero avvenuti in tempi più recenti. Le medie emerse lascerebbero pensare che il fenomeno abbia avuto una certa continuità. Il rapporto choc sugli episodi di abusi ai danni di adulti e minori, che è stato stilato dalla Independent Inquiry into Child Sexual Abuse, è stato pubblicato solo pochi giorni fa.

    I vescovi delle diocesi d’Inghilterra, attraverso la diffusione di una nota ufficiale, hanno chiesto che i consacrati colpevoli di reati sessuali vengano consegnati al più presto nelle mani della giustizia: “Ogni abuso sessuale su bambini e adulti vulnerabili – hanno tuonato i presuli, come riportato dalla Sir – è un atto criminale e doloroso”. All’interno del comunicato stampa viene ribadita una ferma condanna nei confronti di questa tipologia di crimini.

    Nel dossier si parla di “un ampio spettro di abusi fisici, molti dei quali con sfumature sadiche e sessuali” e del coinvolgimento di un “gran numero di bambini”. Abusi che sarebbero stati perpetrati per molto tempo. Tanto, in alcuni casi, da arrivare a sette anni continuativi di violenze. Il tutto condito da presunti insabbiamenti e coperture.

    L’inchiesta, secondo quanto si legge su Sky News, è stata condotta dal professor Alexis Jay e si è soffermata su quanto accaduto in due abbazie specifiche: quella di Ampleforth e quella di Downside. Tutti e due questi luoghi di culto sono “legati” alla Congregazione dei benedettini. L’indagine, inoltre, segnala come sia sempre più necessario dividere le abbazie dagli istituti scolastici.

    Il professore a capo dell’inchiesta ha dichiarato, sempre stando a quanto si legge su SkyNews, che: “Per decenni Ampleforth e Downside hanno cercato di evitare di fornire informazioni riguardo alla violenza sessuale infantile alla polizia e ai servizi sociali”. E ancora: “Salvaguardare i bambini era considerato meno importante della reputazione della chiesa e del benessere dei monaci abusanti. Anche dopo l’introduzione delle nuove procedure, nel 2001… il loro approccio poteva essere sintetizzato come un atteggiamento finalizzato a ‘non dire niente’”.

    L’episcopato ha rassicurato sul fatto di essere impegnato a seguire alla lettera le linee guida. Specie dopo la pubblicazione di questo rapporto. Altri casi di pedofilia nella Chiesa cattolica: dopo lo scandalo cileno, quello austrialiano e le prove a carico di trecento sacerdoti in Pennsylvania, ecco il caso dei monaci benedettini in Inghilterra.

    http://www.ilgiornale.it/news/mondo/pedofilia-nella-chiesa-pubblicato-rapporto-choc-su-monaci-1563560.html

  • L’ECA si unisce alle richieste pubbliche che questi Cardinali siano indagati, non onorati

    L’ECA si unisce alle richieste pubbliche che questi Cardinali siano indagati, non onorati

    I Sopravvissuti agli abusi del Clero e attivisti all’Arcivescovo di Dublino: chiedere al Papa di rimuovere tre cardinali legati alla copertura degli abusi sessuali del clero dal WMOF (World Meeting of Families – Incontro Mondiale delle Famiglie n.d.r.)

    L’ECA si unisce alle richieste pubbliche che questi Cardinali siano indagati, non onorati

    I sopravvissuti irlandesi meritano più rispetto da visita papale, dice l’organizzazione

    Organizzazione apprezza gli sforzi di Martin per ottenere il tema degli abusi del clero nell’agenda papale

    Vedi: Lettera aperta al Arcivescovo Martin disponibile in http://www.ecaglobal.org/open-letter-to-archbishop-martin-from-eca/   (riportiamo traduzione in fondo n.d.r.)

    I sopravvissuti al clero e gli attivisti per i diritti umani stanno consegnando oggi una lettera aperta all’arcivescovo Diarmuid Martin di Dublino tramite un’organizzazione globale che ritiene il Vaticano responsabile per porre fine agli abusi del clero.

    Gli attivisti stanno spingendo Martin a chiedere al Papa di compiere tre azioni decisive, tra cui la rimozione dal World Meeting of Families (WMOF) di tre cardinali di fronte a seri interrogativi circa la protezione dei Vescovi sui loro fratelli sacerdoti che hanno commesso abusi sessuali.

    I cardinali devono essere indagati, non onorati, dice il gruppo.

    “Siamo sbalorditi viste le recenti dichiarazioni del Papa di cambiare la cultura di abuso e copertura della chiesa, che questi cardinali non abbiano già volontariamente abbandonato i loro ruoli al WMOF”, ha detto Peter Isely, membro fondatore e portavoce del nuovo gruppo

     “Il loro risalto, in occasione della conferenza, non rispetta la sofferenza dei sopravvissuti irlandesi”.

    Il gruppo sta chiedendo a Martin di intensificare i suoi sforzi pubblici per rendere la crisi dell’abuso sessuale del clero un punto centrale nella prossima visita papale nel suo paese.

    La lettera a Martin è sponsorizzata dalla nuova organizzazione internazionale Ending Clergy Abuse (ECAglobal.org). ECA è un team globale di sopravvissuti, leader e attivisti, che ha avuto inizio con la visione e la concezione di sopravvissuta e attivista di fama internazionale, Barbara Blaine. Blaine è morta prima della prima assemblea di membri riuniti a Ginevra a giugno per il lancio dell’organizzazione (che rappresenta 15 paesi di 4 continenti).

    Il gruppo esorta Martin a richiedere tre azioni da parte del Papa prima della sua visita in Irlanda. Il Papa dovrebbe:

    1. Ordinare che tre cardinali di fronte a seri interrogativi e proteste pubbliche riguardo alla protezione dei Vescovi verso sacerdoti che hanno commesso abusi sessuali, vengano rimossi dai loro ruoli di spicco nel WMOF. Dovrebbero essere indagati, invece. I tre sono Cardinale Óscar Maradiaga dell’Honduras e cardinali Kevin Farrell e Donald Wuerl degli Stati Uniti (vedi sotto).
    2. Riconoscere e incontrare pubblicamente i leader dei sopravvissuti dell’Irlanda durante la sua visita.
    3. Annunciare che il prossimo WMOF sarà dedicato all’impatto e alla prevenzione della violenza sessuale, in particolare della violenza sessuale del clero, sulle famiglie.

    Nella lettera, l’ECA sottolinea l’importanza di Francesco dimostrando che non tollererà nulla o nessuno, connesso al suo viaggio, che congedi, silenzi o mini l’esperienza dei traumi irlandesi dei sopravvissuti e la loro continua lotta per la giustizia. Ciò è particolarmente importante perché il Papa viene in Irlanda per l’Incontro mondiale delle famiglie (WMOF), che si concentra sull’importanza della famiglia come pietra angolare della vita, della società e della chiesa.

    “Nessuna singola forza ha devastato la vita familiare cattolica più dello stupro e della violenza sessuale dei bambini cattolici in tutto il mondo, da parte di sacerdoti, e la copertura di quei crimini da parte del Vaticano e dei membri della gerarchia”, ha affermato Isely.

    Riguardo ai tre cardinali, l’organizzazione scrive nella lettera a Martin: “Nessun vescovo che copra un altro vescovo dovrebbe essere considerato di fiducia per salvaguardare le famiglie cattoliche, e ancor meno per predicare al mondo la sacra e intrinseca dignità e significato della vita familiare”

    Riguardo alla sua richiesta di incontrare i leader dei sopravvissuti in Irlanda, il gruppo scrive: “Incontri privati con sopravvissuti anonimi sono sempre benvenuti, se condotti correttamente, ma non possono sostituire un dialogo pubblico con i leader dei sopravvissuti di tutto il mondo”.

    Riguardo alla loro terza raccomandazione, che il prossimo WMOF sia dedicato agli abusi sessuali del clero, il gruppo scrive: “La violenza sessuale è un’epidemia nel mondo moderno. La chiesa non può pretendere di affrontarla a meno che non affronti la violenza sessuale che è stata e viene perpetrata all’interno dei suoi meccanismi strutturali globali. Tale argomentazione, onesta e difficile, è perfettamente inserita nel prossimo WMOF”.

    Rappresentanti dell’ECA provenienti da Germania, Belgio, Stati Uniti e Regno Unito si recheranno in Irlanda da martedì 21 agosto fino a lunedì 27 agosto per unirsi ai sopravvissuti irlandesi per costringere l’azione della gerarchia cattolica a rispondere globalmente a questo problema mondiale.

    ECA sarà:

    (1) condividere un messaggio dei sopravvissuti di tutto il mondo sull’impatto degli abusi sessuali del clero sulle famiglie,

    (2) discutere della responsabilità del Papa, dei diplomatici e dell’attuale Pontificia Commissione per la protezione dei minori per arrestare la piaga degli abusi

    (3) la richiesta di intervento da parte della gerarchia cattolica e

    (4) la risposta come voce globale unificata alle diverse attività intorno al WMOF e alla visita del Papa in Irlanda.

    I membri dell’assemblea dell’ECA hanno viaggiato da 15 nazioni per affrontare la crisi degli abusi del clero e recentemente si sono riuniti con i funzionari dell’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite e con il Comitato dei Diritti del Fanciullo per esplorare gli sforzi congiunti della Comunità Internazionale.

    CONTATTO

    Peter Isely

    ECA Socio Fondatore, Stati Uniti sopravvissuto.

    peterisely@gmail.com

    +14144297259

    CHI SIAMO

    Ending Clero Abuse (ECA) è un’organizzazione mondiale di sopravvissuti e attivisti per i diritti umani che costringono la Chiesa Cattolica Romana per porre fine abusi del clero, in particolare abusi sessuali, al fine di

    proteggere i bambini e per chiedere giustizia per le vittime. Membri dell’assemblea ECA rappresentano 15 paesi e 4 continenti. http://ecaglobal.org – @ENDCLERGYABUSE – contact@ecaglobal.org

    LINK

    INFORMAZIONE

    Nel mese di luglio, stretto collaboratore del cardinale Maradiaga e vescovo ausiliare in Honduras, il vescovo Juan José Pineda, è stato rimosso a causa di abuso sessuali a seminaristi . Secondo i rapporti, il comportamento di Pineda era di vecchia data e ben conosciuto da funzionari della chiesa, tra cui Maradiaga . Maradiaga sta affrontando anche le accuse di cattiva condotta finanziaria.

    Negli Stati Uniti, l’ex cardinale arcivescovo Theodore McCarrick di recente è stato rimosso dal ministero e del Collegio Cardinalizio. Egli è stato accusato di aver abusato sessualmente di almeno due minorenni  e di abusare e molestare sessualmente seminaristi e giovani preti. Le rivelazioni hanno portato a richieste da parte di cattolici di spicco per un’inchiesta indipendente sugli abusi sessuali dei seminaristi, inclusi i presunti crimini di McCarrick e la rete di funzionari della chiesa che ha coperto la sua condotta illecita.

    Come soci di McCarrick, cardinali Farrell e Wuerl si trovano ad affrontare le domande valide su ciò che sapevano di cattiva condotta di McCarrick. Sebbene i presunti abusi ai bambini da parte di McCarrick sono stati resi pubblici solo di recente, il suo comportamento predatorio nei confronti di seminaristi era un segreto di Pulcinella nella chiesa cattolica americana; è stato pubblicamente discusso e documentato on-line per anni. Nel 2005 e nel 2007, le diocesi del New Jersey pagati due risarcimenti alle sue vittime adulte. [Vedere questa utile linea temporale .] Sia Farrell che Wuerl negano di aver saputo della condotta illecita di McCarrick, ma le loro affermazioni sono state contestate dai commentatori cattolici ed esperti (vedere gli articoli 1 , 2 e 3 ).

    Kevin Farrell era vicario generale della McCarrick nella DC dell’arcidiocesi di Washington, ed a quanto riferito il suo protetto. Secondo un editorialista del National Review, una pubblicazione statunitense di stampo conservatore, “Farrell ha condiviso un appartamento con McCarrick per sei anni, anni in cui i risarcimenti venivano pagati nel New Jersey per i misfatti di McCarrick.” Farrell dice che non è vero che lui e McCarrick vivevano insieme.

    Il cardinale Wuerl è succeduto a McCarrick come Arcivescovo di Washington DC nel 2006, nel periodo in cui le diocesi del New Jersey si stavano sistemando con le vittime di McCarrick. Su una questione separata ma altrettanto grave: come vescovo di Pittsburgh 1988-2006, quando migliaia di  vittime degli Stati Uniti stavano segnalando il loro abuso alle diocesi, Wuerl non ha mai reso pubblico un elenco degli autori di reati, a differenza di più di 30 altri vescovi degli Stati Uniti e superiori religiosi. Si prevede che un rapporto della giuria, che sarà pubblicato la prossima settimana, indicherà  circa 90 preti accusati di Pittsburgh, molti dei quali sicuramente sono stati segnalati a Wuerl.

    Articoli correlati circa McCarrick e la sua rete:

    La verità su Cardinal McCarrick: La Chiesa cattolica ha bisogno di un’inchiesta in quello che i colleghi del cardinale pederasta sapevano, e quando , da Ross Douthat, New York Times, 25 luglio 2018

    Ultimi membri recensione di bordo: un’inchiesta indipendente sugli abusi seminarista necessari , da Heidi Schlumpf, National Catholic Reporter, 7 agosto 2018

    Il Cardinal McCarrick: tutti sapevano , da Rod Dreher, l’American Conservative (blog), 20 giugno 2018

    McCarrick, i Vescovi e Unanswered Question s, di JD Flynn, Catholic News Agency attraverso il National Catholic Register, 24 Luglio 2018

    Rete del cardinale McCarrick , da Rod Dreher, l’American Conservative, 20 luglio 2018

    Episcopale Beg per una politica chiara contro il Male , da Michael Dougherty Brendan, National Review, 26 luglio 2018

    Intervistare il cardinale Wuerl su McCarrick: Impossibile WTOP e gli altri fare di meglio? da Julia Duin, Get Religione blog, 30 luglio 2018

    Editoriale: vescovi dell’America non dovrebbero essere indagando uno di loro , New York Post, 9 agosto 2018

    Rivelazioni di US abusi sessuali cardinale forzeranno la mano del papa, da Nicole Winfield, Associated Press, 21 luglio 2018

    Timeline sulla vita, ministero, denunce di abusi Arcivescovile McCarrick mosse contro di lui , dal Catholic News Service via Catholic Register, 9 ago 2018

    Articoli correlati su Maradiaga:

    Papa Francesco Dimissioni del Vescovo honduregno accusati di abusi sessuali , National Catholic Register, da Edward Pentin, 20 Luglio, 2018

    Habla La Viuda estafada: “Maradiaga sabe todo lo que hace el obispo Pineda ” [La vedova condannato parla: “Maradiaga sa tutto ciò che il vescovo Pineda fa”], Criterio, 12 giugno 2018

    Gli ex seminaristi sostengono gravi illeciti sessuali da honduregno Vescovo Pineda , National Catholic Register, 4 marzo 2018

    Cardinale Maradiaga accusato di cattiva gestione finanziaria , Catholic News Agency 17 Dic 2017

    (traduzione Lettera aperta all’Arcivescovo Martin di Dublino):

    Lettera aperta all’Arcivescovo Martin di Dublino a nome dei sopravvissuti globali degli abusi sessuali del clero

    Dott.ssa Denise Buchanan – contact@ecaglobal.org – Sopravvissuto giamaicano, membro del Consiglio ECA Peter Isely – peterisely@gmail.com – Sopravvissuto degli Stati Uniti, membro fondatore della ECA e portavoce Fernando Brierley – fbrierley@gmail.com – Sopravvissuto cileno, membro fondatore della ECA

    10 agosto 2018

    Caro Arcivescovo Martin,

    Ending Clergy Abuse (ECAglobal.org) ti sta facendo appello a nome dei sopravvissuti agli abusi sessuali del clero di tutto il mondo.

    Siamo un’organizzazione che parla a nome dei sopravvissuti di diverse parti del mondo in cui si può trovare la Chiesa cattolica.

    I sopravvissuti all’abuso del clero formano insieme una comunità globale di dolore e solidarietà, memoria e testimonianza. Parlano in tutte le lingue della terra; sono di ogni colore della pelle; sono di tutte le età. Sono maschi e femmine; sono di diversi orientamenti sessuali; provengono da luoghi di privilegio e povertà. Ciò che condividono è che ognuno di loro è stato preso come un bambino dalla chiesa in un luogo di afflizione sessuale. Molti di loro sono ancora silenziosi e noi cerchiamo di essere la loro voce.

    ECAGlobal.org è grato per il fatto che insiste sul fatto che Papa Francesco debba affrontare la questione degli abusi sessuali del clero mentre si trova nel vostro paese. Ci sono tre cose che puoi chiedere al Papa prima di arrivare in Irlanda per dimostrare che non tollererà nulla o qualcuno connesso al suo viaggio che congeda, silenzia o mina l’esperienza delle sofferenze dei superstiti irlandesi e la loro continua lotta per la giustizia.

    Vi esortiamo, Arcivescovo, a chiedere al Papa di:

    1. Ordinare che tre cardinali che affrontano gravi domande e proteste pubbliche riguardo alla protezione dei vescovi fratelli che hanno commesso abusi sessuali siano rimossi dai loro ruoli di spicco nel WMOF. Dovrebbero essere investigati invece. I tre sono il cardinale Óscar Maradiaga dell’Honduras e i cardinali Kevin Farrell e Donald Wuerl degli Stati Uniti (vedi sotto).
    2. Riconosci e incontra pubblicamente i capi sopravvissuti dell’Irlanda durante la sua visita.
    3. Annuncia che il prossimo WMOF sarà dedicato all’impatto e alla prevenzione della violenza sessuale, in particolare della violenza sessuale del clero, sulle famiglie.

    In primo luogo, qualsiasi vescovo che copra un altro vescovo non dovrebbe essere considerato di fiducia per salvaguardare le famiglie cattoliche, e ancor meno per predicare al mondo la sacra e intrinseca dignità e significato della vita familiare. Siamo profondamente turbati dal fatto che tre cardinali che potrebbero aver protetto i vescovi violenti abusati (vedi sotto) stanno svolgendo ruoli significativi nel World Meeting of Families. I tre cardinali sono il cardinale Óscar Maradiaga dell’Honduras e i cardinali Kevin Farrell e Donald Wuerl degli Stati Uniti. Maradiaga sta conducendo un importante workshop presso WMOF. Farrell è un celebrante principale e un homilist. Wuerl è un oratore principale. Siamo stupiti di fronte al recente voto del Papa di cambiare la cultura di abuso e insabbiamento della chiesa, che questi cardinali non hanno già volontariamente abbandonato i loro ruoli di spicco nel WMOF.

    In secondo luogo, gli incontri privati ​​con sopravvissuti anonimi sono sempre benvenuti se condotti correttamente, ma non possono sostituire un dialogo pubblico con i leader sopravvissuti su come affrontare la crisi in Irlanda e nel mondo.

    In terzo luogo, la violenza sessuale è un’epidemia nel mondo moderno. La chiesa non può pretendere di affrontarla a meno che non affronti la violenza sessuale che è stata e viene perpetrata all’interno dei suoi meccanismi strutturali globali. Tali conversazioni oneste e difficili sono perfettamente posizionate nel prossimo WMOF.

    La sofferenza dei sopravvissuti irlandesi ha spostato il mondo e lo farà di nuovo, quando il Papa visiterà il tuo paese. Queste tre azioni di Francesco prima del suo arrivo, sollecitate da voi, onoreranno i loro sforzi storici e valorosi e daranno loro una misura del rispetto e della gratitudine che meritano.

    Cordialmente,

    Ending Clergy Abuse (ECA)

    contact@ecaglobal.org

    Membri fondatori della ECA

    Barbara Blaine (deceduta) – Stati Uniti

    Lieve Halsberghe – Belgio

    Evelyn Korkmaz – Canada

    Catalina Venegas – Cile

    Fernando Brierley – Cile

    José Andrés Murillo – Cile

    Juan Carlos Claret Pool – Cile

    Benjamin Kitobo – Congo

    Sara Oviedo – Ecuador

    Alexandre Hezez – Francia

    François Devaux – Francia

    Nadia Debbache – Francia

    Matthias Katsch – Germania

    Francesco Zanardi – Italia

    Simone Padovani – Italia

    Denise Buchanan – Giamaica

    Adalberto Méndez – Messico

    Alberto Athie – Messico

    Marek Lisińki – Polonia

    Miguel Hurtado – Spagna

    Jacques Nuoffer – Svizzera

    Jean-Marie Fürbringer – Svizzera

    Peter Saunders – Regno Unito

    George Mead – Stati Uniti

    Peter Isely – Stati Uniti

    Timothy Law – Stati Uniti

    INFORMAZIONI

    A luglio, lo stretto collaboratore del Cardinale Maradiaga e il vescovo ausiliare in Honduras, il vescovo Juan Jose Pineda, è stato rimosso a causa dei seminaristi che abusavano sessualmente. Secondo i rapporti, il comportamento di Pineda era di vecchia data e ben noto ai funzionari della chiesa, incluso Maradiaga. Maradiaga sta anche affrontando accuse di cattiva condotta finanziaria.

    Negli Stati Uniti, l’ex cardinale Arcivescovo Theodore McCarrick è stato recentemente rimosso dal ministero e dal Collegio cardinalizio. È stato accusato di aver abusato sessualmente di almeno due minorenni e di molestare e abusare sessualmente di seminaristi e giovani sacerdoti. Le rivelazioni hanno portato a richieste da parte di importanti cattolici per un’inchiesta indipendente sull’abuso sessuale dei seminaristi, inclusi i presunti crimini di McCarrick e la rete di funzionari ecclesiastici che hanno coperto la sua azione illecita.

    Come soci di McCarrick, i cardinali Farrell e Wuerl stanno affrontando domande valide su quello che sapevano della cattiva condotta di McCarrick. Sebbene i presunti assalti di bambini di McCarrick siano stati resi pubblici solo di recente, il suo comportamento predatorio nei confronti dei seminaristi era un segreto aperto nella chiesa cattolica americana; è stato discusso pubblicamente e documentato online per anni. Nel 2005 e nel 2007, le diocesi del New Jersey hanno pagato due insediamenti alle sue vittime adulte. [Vedi questa timeline utile.] Sia Farrell che Wuerl negano di aver saputo della trasgressione di McCarrick, ma le loro affermazioni sono state contestate da commentatori ed esperti cattolici (vedi articoli 1, 2 e 3).

    Kevin Farrell era vicario generale di McCarrick nell’arcidiocesi di Washington DC e, a quanto riferito, era il suo protetto. Secondo un editorialista della National Review, una pubblicazione conservatrice basata negli Stati Uniti, “Farrell ha condiviso un appartamento con McCarrick per sei anni, anni in cui gli insediamenti venivano pagati nel New Jersey per le misfatte di McCarrick.” Farrell dice che non è vero che lui e McCarrick vivevano insieme.

    Il cardinale Wuerl è succeduto a McCarrick come arcivescovo di Washington DC nel 2006, nel periodo in cui le diocesi del New Jersey si stavano sistemando con le vittime di McCarrick. Su una questione separata ma ugualmente seria: come vescovo di Pittsburgh dal 1988 al 2006, quando migliaia di vittime degli Stati Uniti riportavano i loro abusi sulle diocesi, Wuerl non ha mai reso pubblico un elenco di criminali, a differenza di oltre 30 altri vescovi e superiori religiosi statunitensi. Si prevede che un rapporto della giuria che sarà rilasciato la prossima settimana indicherà circa 90 preti di Pittsburgh accusati, molti dei quali sicuramente riferiti a Wuerl.

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    Il Cardinal McCarrick: tutti sapevano , da Rod Dreher, l’American Conservative (blog), 20 giugno 2018

    McCarrick, i Vescovi e Unanswered Question s, di JD Flynn, Catholic News Agency attraverso il National Catholic Register, 24 Luglio 2018

    Rete del cardinale McCarrick , da Rod Dreher, l’American Conservative, 20 luglio 2018

    Episcopale Beg per una politica chiara contro il Male , da Michael Dougherty Brendan, National Review, 26 luglio 2018

    Intervistare il cardinale Wuerl su McCarrick: Impossibile WTOP e gli altri fare di meglio? da Julia Duin, Get Religione blog, 30 luglio 2018

    Editoriale: vescovi dell’America non dovrebbero essere indagando uno di loro , New York Post, 9 agosto 2018

    Rivelazioni di US abusi sessuali cardinale forzeranno la mano del papa, da Nicole Winfield, Associated Press, 21 luglio 2018

    Timeline sulla vita, ministero, denunce di abusi Arcivescovile McCarrick mosse contro di lui , dal Catholic News Service via Catholic Register, 9 ago 2018

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    Gli ex seminaristi sostengono gravi illeciti sessuali da honduregno Vescovo Pineda , National Catholic Register, 4 marzo 2018

    Cardinale Maradiaga accusato di cattiva gestione finanziaria , Catholic News Agency 17 Dic 2017

  • La fine del silenzio delle vittime della pedofilia della Chiesa cattolica italiana

    La fine del silenzio delle vittime della pedofilia della Chiesa cattolica italiana

    ANA MARQUES MAIA

    Francesco. Diego. Emilio. Roberta. Hanno un nome, hanno una faccia. Sono stati vittime di pedofilia da parte del clero italiano ed hanno condiviso le loro storie con il fotografo Tommaso Clavarino, che li ha riuniti nel progetto Confiteor (Io confesso), un documento che vuole causare disagio.

    Il fotografo italiano Tomaso Clavarino è interessato a soggetti controversi, poco documentati, difficili da tradurre in immagine. Per questo motivo, ha deciso di concentrarsi sul tema della pedofilia in un contesto ecclesiastico in Italia. L’influenza del Vaticano su Roma, che il fotografo dice: “contaminare tutti i livelli della società italiana”, fa sì che la cosa abbia poca presenza nei media del paese – una tendenza che ci piacerebbe infrangere con la pubblicazione del progetto di Confiteor (I Confess) nei media e poi nel formato del fotolibro. Decine di casi e testimonianze di vittime di atti di pedofilia da parte dei membri del clero saranno raccolte in un documento che desidera causare disordini all’interno della società italiana e il Vaticano.

    “Era il prezzo da pagare per l’affetto”

    Francesco Zanardi aveva 12 anni quando ha subito il primo abuso sessuale. “Siamo andati tutti nella stessa parrocchia di Savona”, ha detto al fotografo italiano. “Eravamo tre ragazzi e venivamo tutti da famiglie non strutturate: c’erano quelli che non avevano un padre, che avevano una madre alcolizzata; io non avevo né uno nè l’altro “. I minori erano accolti della chiesa locale e il prete li portava regolarmente al campo. “Era normale pernottare e lui ci ha chiesto di dormire con lui. Pensavamo che fosse il prezzo che dovevamo pagare per l’affetto che ci dava. Dopotutto, ci ha dato una famiglia, ci ha ascoltato, ci ha trattato come se fosse nostro padre …  noi che non avevamo nessuno … “

    Per anni, Francesco visse “con la vergogna di questi ricordi”. “Ancora oggi”, aggiunge, “alcune vittime considerano sbagliato denunciarlo perché ci ha amato, anche se in modo distruttivo; perché ci ha dato l’affetto che un ragazzo ha bisogno per crescere “. Francesco ha mantenuto il segreto di questo passato per 30 anni ma, nel 2009, dopo aver condiviso la storia con un amico, ha deciso di renderlo pubblico. “Oltre a riferire il suo caso alle autorità, Francesco ha fondato l’associazione Rete L’Abuso, che descrive come” un gruppo di attivisti volontari, vittime e professionisti “, che si dedicano a segnalare casi di abuso violenza sessuale perpetrata dai sacerdoti della Chiesa cattolica e alla protezione legale e psicologica delle vittime.

    Senza l’aiuto di Francesco e del suo voluminoso archivio di casi in Italia negli ultimi decenni, il progetto fotografico Confiteor (I Confess) non avrebbe mai conosciuto la luce del giorno. Tomaso Clavarino ha detto a P3, tramite Skype, che ha dedicato due anni e mezzo di lavoro continuo al lavoro che sta pubblicando per la prima volta su un supporto di comunicazione sociale. “Non è stato facile trovare vittime di abusi ed è stato ancora più difficile convincerli a partecipare”, ha affermato. “Non si fidano delle persone, per non parlare di fotografi e giornalisti. Si vergognano, hanno paura, non vogliono rivivere o condividere i loro ricordi. In molti casi, anche la stessa famiglia non conosce il loro passato. “

    Clavarino ha fatto decine di contatti per poter dare forma al suo progetto. “In ogni dieci persone, in media solo tre hanno accettato di partecipare.” Il primo ritratto è stato Francesco. “Dopo gli abusi sessuali di cui era stato vittima, ha iniziato a usare droghe. È una fuga comune tra le vittime della pedofilia “, dice il fotografo. Tossicodipendenza, alcolismo, depressione, tentativi di suicidio sono alcune delle conseguenze a lungo termine dell’abuso sessuale infantile.

    Diego, ad esempio, anche lui vittima di pedofilia da un membro della Chiesa cattolica italiana, prende un “cocktail di compresse antidepressive al giorno” e nessuno di questi è in grado di liberarlo dai sintomi del dolore. Non c’è lavoro. “Le sue condizioni cliniche hanno fatto sì che gli fosse ritirato il porto d’armi, uno strumento necessario per l’adempimento della sua funzione, quello della guardia privata”, spiega il fotografo. “Nella vita delle persone, tutti gli eventi sono intrecciati. Le cicatrici dell’abuso sessuale infantile non scompaiono mai “.

    “L’abbraccio è diventato una porta chiusa”

    Emilio ha lo stesso sogno ogni notte: “La mano pelosa del prete lo afferra e lo porta in una stanza buia”. È cresciuto in Calabria, nel sud Italia, in una piccola città di montagna, con il sogno di diventare un giorno un prete. È stato in seminario che ha incontrato il suo aggressore. “È stato il primo insegnante a prestare maggiore attenzione ai bambini”, ha detto Emilio al fotografo. “L’attenzione si è trasformata in un abbraccio e l’abbraccio è diventato una porta chiusa di notte”.

    Emilio era solo uno dei tanti ragazzi che il sacerdote segretamente visitava. “Ci sono molte vittime che mi raccontano di preti che li hanno abusati come persone molto importanti nella loro vita”, spiega il fotografo. “Per il bambino, è bello essere tra i preferiti del sacerdote, è qualcosa che lo rende felice. Significa che puoi andare a casa sua, guardare la TV in sua compagnia. Forse il prete li ha persino nominati il suo capitano o capitana di una partita di calcio. C’è un gioco di potere, di privilegio, stabilito nel tempo tra il prete e il minore.”

    “L’abuso sessuale che sorge nella relazione costituisce un atto di violenza fisica, sì, perché il contatto è fisico, ma la violenza psicologica alla base di quell’atto è ugualmente rilevante. È particolarmente seria perché i bambini si fidano di quest’uomo. Oltre l’abuso sessuale, vengono traditi. E quando viene da qualcuno che è spesso il sostituto del padre o della madre, il danno diventa esponenziale. È molto importante non dimenticarlo. “

    “Il lupo caccia sempre le pecore più deboli”

    Secondo la ricerca di Tommaso Clavarino, ci sono tratti comuni tra tutte le vittime di abusi sessuali che ha conosciuto: “All’epoca erano bambini poveri che vivevano in piccoli villaggi o villaggi dove la Chiesa e il sacerdote giocavano ancora un ruolo di grande rilevanza sociale “.

    “Quando penso in questi casi, ricordo sempre la storia che i miei genitori mi hanno detto da bambino sulle pecore e il lupo” racconta. “Il lupo caccia sempre le pecore più deboli della mandria, dicevano. I bambini più poveri, quelli meno istruiti, che hann una storia di problemi familiari, in questo contesto verranno sempre scelti.  La ragione è semplice:” Perché è più facile “. Nei villaggi e borghi italiani,” il sacerdote è una delle persone più importanti della comunità “, afferma il fotografo. “Attraverso l’istituzione, distribuisce beni per le famiglie, li aiuta. Inoltre, gode di uno status che facilita la loro integrazione : E ‘una persona di benvenuto nei pranzi domenicali, è l’illustre ospite di un pranzo di Natale “e lascia un avvertimento:” A volte, le persone sanno che il prete è il ‘lupo’, ma non possono – o non vogliono – cacciarlo fuori perché i legami creati con esso sono troppo importanti. Ci sono casi in cui la Comunità è, infatti, consapevole degli abusi, ma sceglie di non vedere, non sentire, non reagire. Perché è meglio per tutti che non cambi nulla. “Il fattore economico può essere decisivo nel seno di una comunità svantaggiata. “E ‘più facile per un prete pedofilo ‘cacciare’ in questo ambiente che nel bel mezzo della alta società di Milano, dove non c’è necessità e dove i fedeli non dipendono dalla Chiesa o dal rapporto con il sacerdote in alcun modo.”

    Roberta, una siciliana di Augusta – una città che Clavarino ha definito “difficile” – aveva 16 anni quando è stata vittima di abusi sessuali. “È stata violentata all’interno della chiesa dal prete”, ha detto Tomaso. “Ha deciso di andare alla polizia per denunciarlo. La polizia ha suggerito di portare con sé una telecamera nascosta e filmare il nuovo abuso. Lo ha fatto. Il prete è stato arrestato “. Quello che è successo al suo arresto è stato inaspettato. “La comunità di Augusta ha isolato Roberta, l’ha disprezzata. È stata la sua stessa famiglia a dare il via ad una manifestazione di sostegno del sacerdote. La gente le gridava per strada che era una prostituta, che aveva denunciato il prete per soldi. Questo è un caso illustrativo del sostegno che un sacerdote colpevole può ricevere da una comunità. E dagli effetti collaterali imprevisti che possono derivare da una denuncia, per una vittima di abusi sessuali “.

    “Essere un prete aiuta a non essere arrestato”

    Tommaso Clavarino non sa se essere un prete è un vantaggio per un molestatore sessuale, ma è sicuro che “essere un prete aiuta a non essere arrestato” quando commette tali crimini. Il potere economico della Chiesa e del Vaticano è, secondo il fotografo, un fattore importante ma non sempre decisivo. “Il potere finanziario determina la qualità della difesa”, spiega. “E quando dico che le vittime provengono da ambienti socio-economici svantaggiati, significa che non hanno mezzi per sostenere le spese di una difesa forte e competente. Gli avvocati d’ufficio sono quasi sempre assegnati alle vittime e il risultato è prevedibile “.

    Ma, in realtà, pochi casi arrivano nei tribunali italiani. Perché? “Perchè la Chiesa, l’istituzione, è la prima ad essere informata quando accade un caso di pedofilia che coinvolge un religioso in Italia.” Secondo l’accordo tra lo Stato italiano e la Santa Sede nel 1984 (addendum al punto 2 , comma b), “la Repubblica italiana provvede affinché l’autorità giudiziaria comunichi all’autorità ecclesiastica dell’area in cui si svolgono i procedimenti penali contro gli ecclesiastici”. Questo preavviso con l’azione impostata dal documento rilasciato dal Vaticano nel 1962, dal titolo Crimen Sollicitationis – un documento inviato a tutti i vescovi italiani che indica il modus operandi in casi cattiva condotta sessuale da parte dei membri del clero -, ostacola il progresso del processo giudiziario. “Quello che succede di solito è che il prete viene trasferito in un altro distretto. Di solito è collocato in un’altra città, dove non è conosciuto. Tuttavia, il nuovo parroco e gli altri membri della Chiesa intervengono per convincere la vittima a ritirare la denuncia o per dissuaderli dal fare la denuncia, anche ricorrendo ad un risarcimento monetario in cambio del silenzio. “

    La dichiarazione del fotografo è corroborata dal rapporto del Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia, pubblicato il 25 febbraio 2014, nel quale si afferma che, nel contesto in questione, “i bambini e le loro famiglie erano spesso accusate e screditate dalle autorità religiose, scoraggiate dal presentare una denuncia e, in alcuni casi, umiliate pubblicamente “. “Il silenzio e la riservatezza sono imposte alle vittime e alle loro famiglie come precondizione per il risarcimento finanziario”.

    Casi “volontariamente dimenticati”

    Nel caso in cui il processo sia strettamente interno – quando il bambino e la famiglia comunicano solo con l’istituzione ecclesiastica e non con le autorità civili – la possibilità di lasciare il parroco della sua professione o il verificarsi di una punizione può diventare ancora più remota. Il summenzionato rapporto delle Nazioni Unite afferma che “grazie a un codice di silenzio imposto [dalla Santa Sede] a tutti i membri del clero – a pena di scomunica – i casi di abusi sessuali su minori sono stati segnalati raramente alle autorità dei paesi in cui sono stati commessi i crimini “. “Al contrario”, continua, “ci sono stati casi di suore e preti che sono stati ostracizzati, retrocessi, allontanati dall’istituzione, per non aver rispettato l’obbligo del silenzio; così come ci sono stati casi di sacerdoti che sono stati congratulati o premiati per aver rifiutato di denunciare i loro colleghi violentatori sessuali “.

    Le Nazioni Unite accusano anche la Santa Sede di ” dare sistematicamente priorità alla conservazione della reputazione della Chiesa e del presunto autore del reato a scapito dell’interesse e della protezione delle vittime minorenni [degli abusi sessuali]”.

    C’è un altro fattore nel diritto italiano che è un deterrente alla denuncia e che riguarda lo statuto delle limitazioni. “Molte delle vittime capiscono quello che è successo solo quando sono adulti. Capiscono di essere stati vittime di un atto criminale solo molti anni dopo il verificarsi dell’evento. In molti casi, il coraggio e la volontà di denunciare questi crimini vanno contro la legge italiana, che ritiene che, dopo 20 anni, un atto di pedofilia smette di essere un crimine.

    “In Italia ci sono materie intoccabili”

    Secondo l’autore di Confiteor (I Confess), i media italiani sono condizionati a trattare “attentamente” tutte le questioni che coinvolgono la Chiesa e il Vaticano, motivo per cui in così tanti paesi già “esploderanno scandali” legati alla pedofilia e la Chiesa cattolica e in Italia c’è il silenzio. “Esiste una sorta di censura più profonda e complessa di un divieto”, afferma Tommaso Clavarino. “Fa parte della cultura italiana. È inscritto subliminalmente nel nostro modo di pensare, come se il suo adempimento dipendesse dalla nostra stabilità sociale. In Italia, ci sono questioni che sono intoccabili. È così che si vive da secoli. “

    In 10 anni (tra il 2004 e il 2014), “il Vaticano ha ricevuto oltre 3.400 denunce credibili di abusi sessuali su minori”, ha detto l’osservatore permanente della Santa Sede presso l’ONU, Silvano Maria Tomasi, nel maggio 2014 davanti al comitato di organizzazione mondiale. “Solo nel 2013 sono stati segnalati 401 casi”.

    Nel luglio 2015, Papa Francisco avrebbe raccontato al controverso giornalista di La Repubblica Eugenio Scalfari, in una conversazione informale, che “il due percento dei pedofili sono preti, vescovi e cardinali”. L’affermazione non sarebbe mai contestata o corretta dal pontefice; il Vaticano doveva pronunciarsi ufficialmente poche ore dopo la pubblicazione del notiziario: “Le frasi che Scalfari attribuisce al Papa, che sono poste tra virgolette, sono un prodotto della sua memoria [della conversazione che hanno tenuto] e non di una trascrizione accurata o di una registrazione. “

    Confiteor (I Confess), ancora in formato modello, può essere ordinato dal sito Web dell’editrice Zine Tonic Editions. Il progetto, che non è ancora terminato, è stato recentemente premiato dal Festival di fotografia di Atene, il Festival europeo della fotografia (Italia) ed è stato proiettato nella settimana di apertura degli incontri fotografici di Arles nel luglio 2018. Di recente è stato vincitore del Zine Tonic Dummy Award e del Voglino Young Talent Award in Italia. Il fotografo torinese ha già ricevuto una borsa di studio dal Pulitzer Center su Crisis Reporting e il suo lavoro è già stato pubblicato su giornali e riviste di tutto il mondo, come The Atlantic, Der Spiegel, Al Jazeera, The Guardian, Courrier International, PUBLIC, Newsweek Japan , La Repubblica, tra gli altri.

    Casi di pedofilia in altri paesi

    Australia, 2017. In un’indagine iniziata nel 2013, la Commissione reale australiana sulle risposte istituzionali all’abuso sessuale di bambini ha rivelato che 4444 bambini sono stati oggetto di abusi sessuali in più di 1.000 istituzioni della Chiesa cattolica in tutta l’Australia tra il 1950 e il 2010 Ha anche concluso che il 7% dei preti cattolici nel paese ha commesso atti di pedofilia.

    Paesi Bassi, 2011. Una commissione d’inchiesta indipendente ha concluso che tra il 1945 e il 2010 “più di 20.000 minori sono stati abusati da 800 sacerdoti della Chiesa cattolica olandese”.

    Irlanda, 2009. Dopo tre anni di inchiesta, la Commissione dell’Arcidiocesi di Dublino ha concluso che la Chiesa cattolica irlandese aveva tentato di nascondere migliaia di casi di pedofilia perpetrati dai sacerdoti dell’istituzione tra il 1975 e il 2004.

    Stati Uniti, 2004. Un rapporto pubblicato il 27 febbraio riporta l’esistenza di oltre 11.000 accuse di abusi sessuali su minori da parte di 4450 preti della Chiesa cattolica – circa il 4% dei 110.000 sacerdoti che hanno prestato servizio tra il 1950 e il 1950 nel paese.

    https://www.publico.pt/2018/08/05/p3/noticia/o-fim-do-silencio-das-vitimas-de-pedofilia-da-igreja-catolica-italiana-1836142

  • Usa, abusi su minori: università annullano lauree ad ex cardinale

    Usa, abusi su minori: università annullano lauree ad ex cardinale

    Due università hanno annullato le lauree ad honorem assegnate all’ex cardinale di Washington Theodore McCarrick, accusato di abusi su minori. Adesso si chiede di fare luce sul cardinale Kevin J. Farrell

    Negli Stati Uniti due università cattoliche hanno annullato le lauree ad honorem assegnate all’ottantottenne arcivescovo emerito di Washington Theodore McCarrick, accusato di abusi su minori, che per tale motivo è stato indotto da papa Francesco a rinunciare alla dignità cardinalizia, cessando di far parte del Collegio Cardinalizio ed avendo l’obbligo del domicilio coatto fino alla conclusione del suo processo canonico.

    Sia la Catholic University of America che la Fordham University, dopo avere espresso la loro solidarietà e il loro dolore ai sopravvissuti di tali abusi, hanno annunciato il ritiro delle laurea honoris causa che diversi anni fa avevano concesso all’allora cardinale. È la prima volta nella storia di queste università cattoliche che un alto prelato riceva una revoca di tale livello.

    Con un messaggio pubblicato sul sito web dell’università, don Joseph McShane presidente della Fordham University, ha scritto che l’azione di revoca della laurea honoris causa e di altri onori che l’Università gli ha conferito, è stata intrapresa per “riconoscere il danno straordinario e duraturo fatto ai bambini che sono stati abusati sessualmente dai membri del clero. Anche se non possiamo mai riparare completamente i peccati del passato, dobbiamo rispettare l’esperienza degli abusati sopravvissuti e accordare loro tutto l’amore e la compassione di cui siamo capaci”.

    Nella sua dichiarazione la Catholic University, dopo avere “riconosciuto la tragedia dell’abuso sessuale per mano del clero e il dolore profondo e duraturo e la sofferenza dei sopravvissuti”, ha informato che il Comitato Esecutivo del Board of Trustees della Catholic University of America, “ha votato all’unanimità il ritiro della laurea honoris causa a McCarrick”, che era stata concessa nel 2006, ed ha incoraggiato i superstiti degli abusi a contattare l’Arcidiocesi di Washington e il suo Ufficio per la protezione dell’infanzia e della gioventù, che offrono risorse e supporto confidenziale a chiunque abbia subito abusi e che chieda aiuto.

    Da quando le accuse contro l’arcivescovo McCarrick sono diventate un caso internazionale, il McCarrick Family Center, precedentemente gestito dalla Catholic Charities dell’arcidiocesi di Washington, è stato ribattezzato Catholic Charities Center.

    Adesso si chiede alle autorità del Vaticano di fare luce sull’intera vicenda che ha riguardato McCarrick. Il noto vaticanista, e critico su certe scelte di Papa Francesco, Sandro Magister ha invitato ad investigare anche sugli ecclesiastici “a lui più legati, anch’essi beneficiari di carriere al limite del miracoloso. Uno di questi, in particolare, fa sorgere seri interrogativi. È Kevin J. Farrell, 71 anni, nel 2016 fatto cardinale da papa Francesco e prefetto del nuovo dicastero per i laici, la famiglia e la vita”.

    Magister rileva anche che nel C9, il consiglio dei 9 cardinali chiamati dal Papa a coadiuvarlo, ci sono già tre porporati “azzoppati” da “motivi di abusi sessuali”.

    Si tratta del cardinale australiano George Pell, sotto processo in Australia, del cileno Francisco Javier Errázuriz Ossa, “accusato d’aver difeso fino all’estremo, contro ogni evidenza, il sacerdote abusatore seriale Antonio Karadima e il vescovo suo discepolo Juan de la Cruz Barros Madrid, sulla cui innocenza anche papa Francesco in persona ha speso tutta la sua autorità fino all’inizio di quest’anno, salvo poi riconoscerne la colpevolezza e rimuoverlo” e dell’honduregno Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga, il cui vescovo ausiliare Juan José Pineda è stato costretto alle dimissioni dalla Santa Sede lo scorso 20 luglio, a causa “di abusi sessuali continuati accertati da una visita apostolica”.

    http://www.ilgiornale.it/news/mondo/usa-abusi-su-minori-universit-annullano-lauree-ad-ex-1561709.html

  • Pedofilia e Chiesa: il processo Pell, la prima privazione della porpora per abusi sessuali e le nuove leggi australiane (parte 7)

    Pedofilia e Chiesa: il processo Pell, la prima privazione della porpora per abusi sessuali e le nuove leggi australiane (parte 7)

    Si staglia il primo segnale forte e chiaro in mezzo alla nebbia confusa della politica a tolleranza zero – tanto pubblicizzata durante gli ultimi due pontificati in ordine temporale – contro la pedofilia.

    Se, dunque, il caso che vedremo a breve può considerarsi in linea con la dichiarata intransigenza di Bergoglio a punire chi ha abusato di minori e chi ne ha insabbiato le azioni, la vicenda del cardinale George Pell rimane avvolta da uno spesso alone di nebbia. Infatti, il prefetto della

    Segreteria per l’Economia, nonché membro del C9, considerato l’uomo di punta del pontificato di papa Francesco, è attualmente sotto processo presso la magistratura australiana, accusato di abusi sessuali ai danni di minori avvenuti tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta a Ballarat, suo paese natale, e tra la fine degli anni Novanta e gli inizi del 2000 nella diocesi di Melbourne, quando Pell ne era alla guida. Il giudice di Melbourne, Belinda Wallington, dopo aver raccolto una notevole quantità di testimonianze incrociate, ha stabilito che ci sono prove sufficienti per il rinvio a giudizio del cardinale: la sentenza definitiva è prevista entro la fine del 2018. Nel frattempo Pell continua a proclamarsi innocente e prosegue nella gestione dei suoi incarichi a stretto contatto con il pontefice.

    La prima privazione della porpora per abusi sessuali

    La scorsa settimana Bergoglio ha concluso le pratiche di privazione del cardinalato riguardanti l’arcivescovo emerito di Washington, Theodore McCarrick (88 anni), accusato di pedofilia, per la precisione di aver abusato di un adolescente 45 anni fa, quando era ancora un semplice sacerdote dell’arcidiocesi di New York.

    Un’azione decisa che non si verificava dal 1927, quando papa Achille Ratti privò della porpora Louis Billot per tutt’altri motivi: questi aveva infatti aderito a un articolo dell’Action françaiseche aveva criticato duramente la Chiesa cattolica.

    Già nel 2015 Francesco aveva privato il “cardinale molestatore” Keith Michael Patrick O’Brien, arcivescovo emerito di Saint Andrews and Edinburgh, dei diritti e delle prerogative del cardinalato. Ma O’Brien, scomparso recentemente, era rimasto comunque cardinale, seppure solo formalmente.

    Nel 1977, McCarrick divenne, per volontà di Paolo VI, vescovo ausiliare e poi nel 1981, fu nominato da Giovanni Paolo II primo vescovo della diocesi di Metuchen (New Jersey) e successivamente promosso ad arcivescovo di Newark. Nel 2000 sempre Wojtyla lo nominò arcivescovo di Washington.

    La comunicazione di allontanamento e dimissioni dell’arcivescovo è arrivata la scorsa settimana dalla Sala Stampa della Santa Sede: «nella serata di ieri è pervenuta al Santo Padre la lettera con la quale il cardinale Theodore McCarrick, arcivescovo emerito di Washington, ha presentato la rinuncia da membro del Collegio Cardinalizio. Papa Francesco ne ha accettato le dimissioni da cardinale e ha disposto la sua sospensione dall’esercizio di qualsiasi ministero pubblico, insieme all’obbligo di rimanere in una casa che gli verrà indicata, per una vita di preghiera e di penitenza, fino a quando le accuse che gli vengono rivolte siano chiarite dal regolare processo canonico».

    Il mese scorso l’arcivescovo era già stato rimosso dal ministero pubblico e così commentava l’avvenimento: «Alcuni mesi fa, mi è stato riferito dall’arcivescovo di New York, il cardinale Timothy Dolan, che sia stata avanzata contro di me un’accusa di abuso sessuale su un adolescente quasi cinquant’anni fa. A quel tempo ero un prete dell’arcidiocesi di New York. Seppur sia sconvolto dal rapporto, e pur dichiarando la mia innocenza, ho ritenuto essenziale che le accuse fossero segnalate alla polizia, accuratamente investigate da un’agenzia indipendente, e consegnate al comitato di revisione dell’arcidiocesi di New York. Ho collaborato pienamente al processo. La mia tristezza è divenuta profonda quando sono stato informato che le accuse erano state ritenute credibili e motivate. In obbedienza accetto la decisione della Santa Sede, a non esercitare più alcun ministero pubblico. Mi rendo conto che questo doloroso sviluppo sconvolgerà i miei molti amici, familiari e persone che sono stato onorato di servire nei miei sessant’anni come sacerdote prete. Mentre non ho assolutamente alcun ricordo di questo abuso segnalato, e credo nella mia innocenza, sono dispiaciuto per il dolore che la persona che ha avanzato le accuse ha attraversato, così come per lo scandalo che tali accuse causano al nostro popolo».

    Intorno alla figura di McCarrick ruotano storie diverse, venute a galla in seguito allo scandalo dell’abuso sessuale ai danni di un minore. Come riporta il cardinale di Newark, Joseph William Tobin, «in passato ci sono state accuse secondo le quali egli che era coinvolto in relazioni sessuali con adulti. Questa arcidiocesi e la diocesi di Metuchen, hanno ricevuto tre accuse di cattiva condotta sessuale con adulti decenni fa; due di queste accuse hanno portato a dei risarcimenti».

    Il cardinale di New York, Timothy MichaelDolan, ha affermato che l’accusa contro McCarrick è “la prima segnalazione di una violazione della Carta per la protezione dei bambini e dei giovani mai fatta contro di lui di cui l’arcidiocesi sia a conoscenza”.

    Bergoglio ha inoltre deciso di riaprire, presso la Congregazione per la dottrina della fede, anche il caso del prete dell’arcidiocesi di Napoli, don Silverio Mura, accusato da anni di pedofilia senza che il suo arcivescovo, il cardinale Crescenzio Sepe, assumesse provvedimenti adeguati. La Congregazione ha deciso di far processare penalmente il sacerdote napoletano presso il Tribunale ecclesiastico metropolitano di Milano.

    Australia, un nuovo reato da ottobre

    Questione spinosa in cui si scontrano, senza incontrarsi, i precetti della religione cattolica e l’etica sociale: da ottobre i sacerdoti che ricevono una confessione circa un abuso sessuale ai danni di minori dovranno denunciare il fatto alle autorità.

    Già ad agosto 2017 i vescovi australiani, pur ribadendo la linea della tolleranza zero e la disponibilità a collaborare con le autorità, rinnegavano fermamente l’eventualità di rompere il segreto della confessione, in nome dell’inviolabilità del sigillo sacramentale.

    La Royal Commision, incaricata dal governo australiano per indagare il comportamento delle istituzioni ecclesiastiche rispetto agli abusi sessuali sui minori, aveva prescritto 122 raccomandazioni e tra queste la volontà di rendere reato la mancata denuncia di molestie o violenze su minori apprese da un sacerdote in confessione.

    «La Confessione nella Chiesa cattolica – affermava, in un comunicato, l’arcivescovo di Melbourne, Denis J. Hart, presidente della Conferenza episcopale australiana – è un incontro spirituale con Dio attraverso il sacerdote. È una parte fondamentale della libertà religiosa ed è riconosciuta dalla legge in Australia e in molti altri Paesi. Deve rimanere così anche qui nel nostro Paese. Al di fuori di essa, ogni offesa contro i bambini deve essere denunciata alle autorità. Siamo assolutamente impegnati a farlo».

    Anche il gesuita Frank Brennan, docente di diritto all’Università cattolica australiana e di diritti umani e giustizia sociale all’Università di Notre-Dame, oltre a spiegare cosa comporta per un sacerdote il segreto confessionale, ha anche fatto notare come «sia ancora meno probabile che un abusatore possa presentarsi in confessionale sapendo che il sigillo sacramentale non sarà rispettato».

    Dopo un anno, in Australia, sono ancora 600 i preti contrari a questa ipotesi di legge. La norma viene vista come “un’intrusione dello stato nel dominio del sacro”, una legge che minaccia la libertà di religione. “Ogni sacerdote degno del suo nome farebbe tutto il necessario per proteggere i bambini, un simile obbligo non sarebbe comunque di alcun aiuto per loro” ha detto il presidente dell’Australian Confraternity of Catholic Clergy, padre Scot Armstrong.

    In ogni caso, a ottobre il South Australia sarà il primo stato ad abolire l’esenzione finora accordata al segreto del confessionale dall’obbligo di denuncia. L’obbligo per i sacerdoti di denunciare chi si reca in confessionale entrerà in vigore il 31 marzo 2019. I sacerdoti saranno passibili di multe di 10mila dollari (6.500 euro) se non riferiranno informazioni su casi di abusi apprese in confessione. Leggi simili sono state annunciate anche in Western Australia, in Tasmania e nel Territorio della capitale federale Canberra.

    La validità della legge è dimostrata anche dal recente caso di cronaca che vede protagonista l’arcivescovo di Adelaide, Philip Wilson. Lavorava con un prete finito in carcere per abusi su minori negli anni ‘70 e i giudici hanno stabilito che il presule era a conoscenza dei fatti e all’epoca non ha informato le autorità civili: per questo motivo è stato condannato a 12 mesi di reclusione, mentre il prete che abusò è morto nel 2006 in carcere dopo circa un anno di detenzione all’età di 65 anni.

    Pedofilia e Chiesa: il processo Pell, la prima privazione della porpora per abusi sessuali e le nuove leggi australiane (parte 7)