Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Asti

  • Prete pedofilo incarcerato

    Prete pedofilo incarcerato

    Un PRETE che più di vent’anni fa ha abusato sessualmente “sistematicamente” di una serie di ragazzi mentre insegnava in una scuola cattolica di alto livello a Manchester, è stato incarcerato per sei anni.

    Padre William Green, 67 anni, si era dichiarato colpevole di 27 aggressioni a sei – ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 15 anni presso la St Bede’s School di Alexandra Park mentre erano a capo dell’educazione religiosa, e un vice prefetto lì, e aggressione a un bambino di otto anni in una scuola diversa in cui aveva precedentemente insegnato.

    È stato condannato in totale a 30 anni, ma sconterà solo sei anni dietro le sbarre poiché i termini scadranno contemporaneamente.

    Green, che ha assunto la sua nomina nel 1973 dopo aver studiato per il sacerdozio a Roma, ha avuto anche una particolare responsabilità per il convitto degli alunni al St Bede’s e ha operato una politica delle porte aperte, incoraggiando l’amicizia con gli alunni che lo vedevano come una “figura paterna”.

    Emettendo la sentenza, il giudice Clement Goldstone gli ha detto: “Hai abusato sistematicamente e sessualmente di questi ragazzi, che erano vulnerabili e impressionabili, e sono stati curati da te ai fini della tua gratificazione sessuale.

    “Hai abusato di loro a scuola, durante le gite scolastiche e durante le attività legate alla chiesa, e ti sei procurato la fiducia e il rispetto delle famiglie di molte delle tue vittime. Hai violato la loro fiducia e amicizia con rimorso e ripetutamente.

    “Sapevi che a causa della tua posizione non avrebbero o non avrebbero potuto dire di no, e se hanno resistito hai spento il fascino e la gentilezza e sei diventato severo, distante e li hai ostracizzati.

    “Questi erano ragazzi che ritenevi bisognosi del tuo aiuto – in effetti lo avevano. Ma non avevano bisogno né apprezzavano né avevano bisogno delle tue attenzioni ingiustificate o del tuo comportamento depravato. Hai lasciato sulla tua scia devastazione e rovina per quanto riguardava le vite delle tue vittime, gli effetti doveva durare molti anni, e in alcuni casi rimanere”.

    Gli disse: “Il mio dovere principale è punirti e dissuadere gli altri in posizioni di fiducia e responsabilità dal comportarsi in modo simile. Non hai mostrato pietà per le tue vittime mentre le abusavi”.

    Alaric Bassano, procuratore presso il Manchester Crown Court, ha affermato che gli alunni del collegio di Bede erano particolarmente vulnerabili, poiché erano separati dalle loro famiglie.

    Ha detto che c’era stato un modello distinto di toelettatura da parte di Green, che sembrava amichevole, disponibile e rilassato in contrasto con la relativa severità degli altri membri del personale della scuola.

    Gli alunni spesso trascorrevano del tempo nei suoi alloggi dove venivano trattati cibo, dolci, tè, televisione e, in alcuni casi, sigarette e alcol.

    Molte vittime hanno descritto l’attrazione di trascorrere del tempo con il sacerdote, il cui comportamento nei loro confronti sembrava “attenuare l’austerità delle regole scolastiche e la solitudine lontano da casa”.

    Alla corte è stato detto che l’abuso sessuale ha seguito uno schema simile in tutti i casi: giochi di wrestling che sono passati ad atti di rapporti sessuali simulati che spesso hanno coinvolto Green che ha aggredito sessualmente le sue vittime.

    Il signor Bassano ha affermato che in quattro dei casi gli abusi sono stati sistematici, con reati commessi in numerose occasioni per un certo numero di anni contro ciascuna vittima.

    C’era anche una significativa violazione della fiducia, in quanto non solo era il maestro, prefetto e sacerdote dei ragazzi, ma in alcuni casi era un amico di famiglia, godeva dell’amicizia con i genitori dei ragazzi.

    Una delle vittime aveva appena otto anni quando è stata aggredita indecentemente da Green che insegnava in una scuola media prima della formazione per il sacerdozio.

    Green in seguito ha continuato ad aggredirlo quando ha frequentato il St Bede’s come allievo diurno.

    Alla corte è stato detto che si era sentito incapace di resistere alle avances del suo insegnante o di dire a qualcuno cosa stava succedendo.

    Più tardi nella vita ha lottato per venire a patti con quello che era successo, soffrendo di ansia e depressione e assumendo overdose di compresse in due occasioni a causa della sua angoscia.

    Un’altra vittima che era una pensionante a Bede’s, ha cercato aiuto da Green quando è stato vittima di bullismo da parte di altri ragazzi.

    Ha fatto amicizia con il prete, il bullismo è cessato, ma è stato ripetutamente abusato sessualmente – circa 100 volte.

    La vittima, che ha detto di essere stato spesso rifornito di bevande e sigarette, ha descritto il “terribile fardello” che portava, dicendo: “Penso che influisca su tutto ciò che faccio….l’infanzia e l’innocenza rubate”.

    Un’altra delle vittime ha detto che l’abuso ha predato la sua mente per anni, ha visto il sesso come sporco e ha lottato nelle sue relazioni personali.

    Ha anche provato il senso di colpa per non essersi fatto avanti prima.

    Peter Turner, difendendosi, ha detto alla corte che lo stesso Green era stato vittima di abusi fisici per mano del suo patrigno da bambino.

    Ha detto che Green provava una profonda vergogna per le sue azioni e che a un certo punto aveva creduto che quello che aveva fatto fosse così terribile che Dio non lo avrebbe perdonato.

    Aveva ammesso di contemplare già il suicidio ed era “un uomo molto distrutto e malato”.

    Il sig. Turner ha sottolineato che da quando aveva lasciato St Bede’s nel 1990, il sacerdote aveva servito con lode presso la Holy Family Roman Catholic Church a Wigan, dove era considerato un uomo devoto e altruista, il cui ministero non era secondo a nessuno.

    https://www.manchestereveningnews.co.uk/news/greater-manchester-news/pervert-priest-jailed-968872

  • Non si capisce perché il giornalista che ha scritto l’articolo parli di ex parroco.

    Non si capisce perché il giornalista che ha scritto l’articolo parli di ex parroco.

    Non si capisce perché il giornalista che ha scritto l’articolo parli di ex parroco. Non risulta che il prete sia un ex. Anzi, a quel che pare era in peina attività. Un modo per rendere meno grave il fatto?

    09-04-10
    PEDOFILIA: AVVENIRE A ‘LE IENE’, DICANO NOME DI PRETE MOLESTATORE

    (ASCA) – Roma, 9 apr – ”Se non si e’ trattato di una volgare recita, ma di una ancora piu’ volgare e insopportabile realta’, le ‘Iene’ dopo aver azzannato e masticato con palese disgusto hanno un dovere morale: sputare il nome del prete corruttore”. Lo chiede il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, in una breve nota pubblicata nella pagina degli editoriali del giornale della Cei, dopo la messa in onda di un servizio delle ”Iene” in cui un ex parroco ha raccontato la sua storia di vittima abusata da un altro prete e costretta al silenzio dai suoi superiori ecclesiastici.

    ”Sputino quel nome – scrive Tarquinio – e noi testimonieremo che le ‘Iene’ non intendevano sputare in faccia a decine di migliaia di preti italiani e al loro servizio disinteressato alle comunita’ cristiane e agli ultimi della nostra societa”’. Se cosi’ faranno, conclude Tarquinio, ”faranno un servizio alla verita’ e non solo un misero spettacolo su una miseria umana”.

    asp/mcc/bra

  • I vescovi olandesi aprono un’inchiesta sugli abusi sessuali commessi dal clero

    I vescovi olandesi aprono un’inchiesta sugli abusi sessuali commessi dal clero

    I vescovi olandesi aprono un’inchiesta sugli abusi sessuali commessi dal clero
    La conferenza episcopale olandese e la conferenza degli istituti religiosi olandesi hanno annunciato la prossima apertura di una inchiesta “vasta, esterna e indipendente” su dei presunti abusi sessuali commessi da membri del clero.
    “Una inchiesta sarà aperta il prima possibile”, ha detto all’Afp Will van de Ven, una portavoce della conferenza degli istituti religiosi olandesi. In un comunicato pubblicato a conclusione di una riunione, la conferenza episcopale e la conferenza degli instituti religiosi hanno riferito che “il numero di casi di abusi in ex istituti scolastici e di formazione cattolica necessita una inchiesta più approfondita”.
    L’ordine dei Salesiani di Don Bosco aveva annunciato il primo marzo che un’inchiesta sarebbe stata aperta su presunti abusi sessuali commessi da membri del clero su degli studenti di un internato della regione di Arnhem (est) negli anni ’60. Da allora, la commissione consultiva episcopale “Aiuto e diritto”, creata nel 1995 per aiutare le vittime degli abusi sessuali commessi da membri del clero, ha ricevuto 200 testimonianze, secondo van de Ven.

    http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?tit…&idSezione=6143

  • Il testo completo del rapporto sugli abusi di preti e suore in Irlanda

    Il testo completo del rapporto sugli abusi di preti e suore in Irlanda

    Mi diceva: “Sarà il nostro piccolo segreto, se lo dirai a qualcuno ti manderemo in adozione”. Ero spaventata a morte, non dissi mai niente. Successe più di una volta.

    Ogni volta che poteva entrare si masturbava sopra di me e mi faceva fare lo stesso con lui. Smise di farmi vedere i miei genitori: aveva paura che lo dicessi.

    Venne, mi buttò giù dal letto e mi portò in camera sua, accese la radio a tutto volume e disse: “Togliti quel pigiama di dosso, ora puoi gridare quanto vuoi, piccolo bastardo!” Si masturbava con la sinistra e intanto mi frustava con la sua cintura.

    Un prete guardava mentre l’altro mi violentava, poi si scambiavano i posti. Ogni volta finiva con forti percosse. Quando lo raccontai in confessione, il sacerdote mi disse che ero un bugiardo. Non ne parlai mai più.

    Un giorno stavo giocando a basket; venne da me e mi disse “Ho dei dolci per te, in camera mia”. Io pensai davvero che li avesse. Lui andò in camera sua e tornò nudo, mi disse di spogliarmi e mi cosparse di olio. Mi portò in camera sua e chiuse la porta. Poi mi fece fare sesso orale e altre cose del genere. Non mi piace parlarne.

    E’ appena il caso di aggiungere che il primo ministro irlandese Brian Cowen, dopo aver preso visione di questo schifo, ha dichiarato che il paese riformerà i servizi sociali per l’infanzia, esprimendo vergogna per l’incapacità dello Stato di fronteggiare la situazione nel passato, e chiedendo agli ordini ecclesiastici di aumentare le somme stanziate per risarcire le vittime.
    Intanto, in Italia, la CEI chiede allo Stato di aumentare i fondi per le scuole cattoliche.
    Lo vedi, alle volte, come si incastrano le notizie?

  • Chioggia. “Io abusato a 16 anni da mons. Giuliano Marangon chiedo giustizia”, Che fine ha fatto il processo canonico?

    Chioggia. “Io abusato a 16 anni da mons. Giuliano Marangon chiedo giustizia”, Che fine ha fatto il processo canonico?

    Al Signor Vicario Giudiziale della Diocesi di Chioggia
    (Ufficio del tribunale ecclesiastico)

    M o n s . G i u l i a n o M a r a n g o n

    Egregio Signore,

    Quando avevo sedici anni e lui più di trenta, il sacerdote diocesano Giuliano Marangon usò nei miei confronti delle attenzioni di carattere sessuale.

    Di ritorno da un viaggio in macchina (mi aveva invitato perché gli tenessi compagnia, e a me piaceva molto vedere luoghi nuovi: era capitato altre volte), ebbe ad allungare una mano, in modo inequivocabile, sulla mia persona: da me prontamente respinto. Lo fece quando si era nelle vicinanze di Chioggia, sicché l’imbarazzo durò solo per qualche minuto. Ma non così poco da non consentirgli di chiedermi che facessi a lui quello che gli avevo impedito di fare a me. Il viaggio ebbe termine poco dopo il mio no.
    Per qualche giorno, comprensibilmente, non pensai ad altro. Ma alla fine mi limitai a evitare le occasioni di incontro personale, e dimenticai. Non sentii mai nei suoi confronti rabbia o rancore, ma solo pena e compassione. Col tempo dentro di me lo perdonai.

    A partire da tre o quattro anni a questa parte devo subire, da parte dello stesso, un atteggiamento ispirato platealmente alla derisione, alla menzogna, e persino allo sberleffo. So perché lo fa, e le ragioni, oltre che essere gratuite, non sono nobili: perciò le tralascio, anche perché non interessano qui. L’uomo continua a insolentirmi, e in modo anche piuttosto plebeo. Io ho ‘dimenticato’, ma lui dovrebbe ricordarselo: perché allora continua? non gli ho fatto niente. Un po’ esasperato, un giorno gli dico sorridendo davanti ad altra gente che sto scrivendo le mie memorie (il che peraltro è vero), e che a lui è dedicato un intero capitolo. Coglie, ma l’uomo non cambia. All’ennesimo episodio di grave insolenza, scrivo al vescovo e glielo dico. Non ricevo risposta (1).

    Oggi scrivo a Lei, Signor Vicario Giudiziale della Diocesi di Chioggia. A cui auguro discernimento e serenità di giudizio.

    Chioggia 29 gennaio 2009

    http://chioggiaazzurro.blogspot.it/2011/09/al-signor-vicario-giudiziale-diocesi-di.html

  • Curie e Curiali La Chiesa polacca dice sì alla castrazione chimica. Anche sui preti pedofili

    Curie e Curiali La Chiesa polacca dice sì alla castrazione chimica. Anche sui preti pedofili

    di Andrea Bevilacqua 

    Questa è bella: la Chiesa polacca, quella del defunto Papa Giovanni Paolo II, ha preso nei giorni scorsi un’iniziativa davvero singolare. In sostanza, si è schierata a favore della castrazione chimica.

    Certo, non con un documento ufficiale, ma semplicemente con le dichiarazioni bomba di un importante suo rappresentante. Proprio così. Dopo i recenti casi di pedofilia e incesto che hanno sconvolto l’opinione pubblica – l’ultimo è stato scoperto tre settimane fa: una ragazza di 21 anni era stata tenuta segregata dal padre per sei anni e aveva messo al mondo due bambini – e di fronte alla proposta del governo di approvare una severa legge contro questo tipo di crimini, è stato l’arcivescovo polacco Tadeusz Goclowski a esprimersi a favore della castrazione chimica obbligatoria: «Deve essere intesa come una cura e non come un castigo – ha detto il prelato durante un intervento a Radio Zet – e il progetto del governo va nella direzione giusta».

    È stata la scorsa settimana che il governo polacco ha presentato un progetto di legge che prevede la castrazione chimica per i reati di pedofilia e incesto. Il premier Donald Tusk ha specificato che «il metodo può essere utilizzato con l’approvazione del paziente», ma gli ultimi sondaggi dimostrano che l’80 per cento dei polacchi sarebbe favorevole alla castrazione chimica obbligatoria. La dichiarazione di Tadeusz Goclowski suona come singolare non soltanto in Polonia ma anche all’interno delle mura vaticane. La Santa Sede, infatti, si è sempre dichiarata contraria al metodo della castrazione chimica.

    E anche nei confronti dei “propri” pedofili (ovvero dei tanti sacerdoti che in varie parti del mondo, soprattutto negli Stati Uniti, si sono macchiati di abusi sessuali perpetrati su minori) non ha mai portato avanti una politica particolarmente repressiva. È vero: da qualche anno, complici le direttive impartite da Ratzinger quando era prefetto dell’ex Sant’Uffizio, si è chiesto ai vari vescovi del mondo di non ammettere al sacerdozio nessuno che non mostri stabilità affettiva e una maturità psicologica, ma in generale la politica preventiva della Santa Sede non è mai arrivata a prevedere la castrazione chimica.

    A parte qualche eccezione: stando infatti a riviste specialistiche come The Howard journal of criminal justice, la Chiesa cattolica approverebbe il trattamento farmacologico e centri come il Saint Luke Institute, in Usa, lo praticherebbero sui religiosi pedofili. Secondo uno studio del gesuita Curtis Bryant, «il maggior numero di preti pedofili è efebofilo, ossia è attratto da ragazzi nella fase post-puberale in età tra 15 e 17 anni». Nell’approccio al ragazzo di solito essi non ricorrono alla forza fisica, ma sono groomers, ricorrono cioè all’adescamento, alla persuasione e all’intrappolamento. Egli poi rileva che il 50 per cento dei preti curati presso il Saint Luke Institute a loro volta avevano subìto violenza sessuale quando erano bambini. In questi casi la percentuale è molto più alta di quella stimata per i maschi molestatori, la quale, secondo questo studio, si aggira sul 30 per cento.

    http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1571810&codiciTestate=1&sez=giornali

  • Preti Pedofili. Diocesi S. Diego patteggia 198 milioni di dollari per 144 vittime

    Preti Pedofili. Diocesi S. Diego patteggia 198 milioni di dollari per 144 vittime

    Los Angeles (California), 21:54
    PRETI PEDOFILI: DIOCESI SAN DIEGO 198 MLN PER LE VITTIME
    Dopo il maxirisarcimento da 600 milioni di dollari pagato due mesi fa dalla diocesi di Los Angeles alle 508 vittime dei preti pedofili oggi e’ la volta di San Diego. La prelatura della citta’ costiera californiana ha accettato di versare 198 milioni di dollari a 144 vittime degli abusi sessuali commessi dai suoi sacerdoti oltre venti anni fa. Lo hanno annunciato i legali delle parti specificando che la somma che sara’ pagata e’ il doppio di quella offerta solo cinque mesi fa. La diocesi di San Diego, finita nel mirino da oltre quattro anni, ha chiesto a febbraio l’applicazione dell’art.11 della legislazione sulla bancarotta che abitualmente e’ impiegata dalle aziende vicine al fallimento per salvaguardare i cespiti patrimoniali. L’accordo di oggi e’ solo l’ultimo di una lunga serie di risarcimenti che diverse diocesi statunitensi sono state costrette a pagare da quando nel 2002 a Boston emerse il primo scandalo a lungo tenuto nascosto dalle autorita’ ecclesiastiche e che creao’ grave imbarazzo in Vaticano.

  • In manette il parroco e il professore Hanno abusato di una sedicenne

    In manette il parroco e il professore Hanno abusato di una sedicenne

    VITERBO – All’ inizio erano soltanto increduli, poi sono rimasti senza parole alla notizia dell’ arresto del parroco.

    Poco dopo è arrivata anche quella del fermo del professore.

    Per tutta la giornata di ieri non si è parlato d’ altro a Vitorchiano, piccolo centro alle porte di Viterbo. Secondo le accuse, i due avrebbero abusato di una ragazzina di 16 anni.

    Il sacerdote è Giuliano Medori, 59 anni, esorcista. Il professore insegna scienze al liceo pedagogico di Viterbo e si chiama Massimo Sonno, ha 47 anni. Entrambi sono stati arrestati ieri mattina dalla squadra mobile su ordine del gip e richiesta del procuratore generale, Giancarlo Armati, e del sostituto, Donatella Ferranti.

    L’ accusa è violenza sessuale continuata ed aggravata su una minorenne. Dietro la vicenda “una storia d’ amore”, un rapporto tra il professor Sonno e la ragazzina. Durava da tre anni, da quando lei, appena tredicenne, aveva iniziato a frequentare il liceo pedagogico. I due sono riusciti a tenere nascosta a lungo la loro relazione. Ma qualche mese fa la storia è stata scoperta dalle compagne di banco della ragazza, che l’ hanno riferita ai professori. è quindi intervenuto il preside che, d’ intesa con la madre della giovane, ha avvertito il provveditore agli studi e affidato la ragazza alle cure di una sociologa- psicologa.

    Sarebbe stata quest’ ultima a denunciare la vicenda alla polizia determinando l’ avvio delle indagini. Benchè si trattasse di una relazione, per il docente è scattata l’ accusa di violenza così come prevede il codice penale per rapporti sessuali con persone così giovani. Per quanto riguarda invece don Giuliano Medori, l’ incontro con la giovane sarebbe avvenuto soltanto alcuni mesi fa quando la ragazza lo ha avvicinato per cercare conforto alla sua situzione. è stato in questo periodo che il sacerdote, secondo l’ accusa, avrebbe cercato di approfittare della ragazza.

    Da indiscrezioni, sembrerebbe che gli inquirenti abbiano fatto largamente uso di intercettazioni ambientali nei confronti del sacerdote, piazzando anche microtelecamere nella canonica. Medori e Sonno sono stati rinchiusi nel carcere di Mammagialla, dove saranno ascoltati dai magistrati. Per il sacerdote l’ ordine di custodia prevede anche un altro reato, quello di maltrattamento. “Siamo amareggiati ma sereni ed abbiamo piena fiducia nell’ operato della magistratura”, dice monsignore Pietro Concioli vicario generale della diocesi di Viterbo. “I reati contestati a don Giuliano sono assai gravi – prosegue – ma ugualmente sono tutti da verificare e fino a prova contraria nessuno può essere giudicato colpevole prima di una sentenza. Se don Giuliano ha sbagliato dovrà pagare”. La notizia dell’ arresto di don Medori, a sua volta insegnante di religione nella scuola media di Vitorchiano, è arrivata in Curia nella tarda mattinata mentre era in corso una riunione presieduta dal vescovo Lorenzo Chiarinelli. Lo sconcerto è stato totale.

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1998/06/17/in-manette-il-parroco-il-professore-hanno.html

  • Per un episodio legato alla vicenda del marocchino El Arrag Don Mignatta ha patteggiato una multa di oltre 6 milioni

    Per un episodio legato alla vicenda del marocchino El Arrag Don Mignatta ha patteggiato una multa di oltre 6 milioni

    ASTI. Nuovi guai giudiziari per don Pietro Mignatta, 70 anni, l’ex canonico della Collegiata di San Secondo già condannato ad un anno di reclusione per le presunte avances ad un giovane cittadino marocchino, Khalid El Arrag.

    Il sacerdote ha patteggiato davanti al gup Franca Carpinteri una condanna per un episodio legato alla stessa vicenda: secondo l’accusa durante le indagini don Mignatta avrebbe esercitato pressione su un teste, cercando di fargli rilasciare dichiarazioni false a suo favore.

    Per i reati di subornazione di testimone e minaccia, gli sono stati inflitti tre mesi di reclusione sostituiti da una multa di sei milioni 750 mila lire, senza la sospensione condizionale.
    Una vicenda nata nell’estate ’94: don Mignatta, all’epoca canonico in San Secondo, si era presentato in questura segnalando di aver fatto visita al marocchino nella sua abitazione: pare che il giovane avesse più volte chiesto aiuto al sacerdote per un lavoro.

    Il canonico aveva inoltre dichiarato di essere rimasto in canottiera a causa del caldo e di essere stato fotografato dal marocchino: le istantanee, sempre stando alle affermazione del religioso, erano destinate ad un gruppo fondamentalista islamico impegnato a screditare l’immagine del mondo cristiano. Interrogato, El Arrag aveva negato, accusando invece il sacerdote di avances sessuali. Nei confronti di don Mignatta era scattata la denuncia per calunnia e violenza privata. Per provare le accuse, la magistratura aveva sentito alcuni testi i quali avevano dichiarato di aver ricevuto proposte dal canonico in cambio di piccole somme.

    Tra le persone interrogate dagli inquirenti sulla vita privata del sacerdote c’era anche V. T.: durante le indagini sarebbe successivamente emerso che don Mignatta lo avrebbe contattato consegnandogli in più riprese circa 4 milioni per ottenere dichiarazioni compiacenti. Da qui la nuova vicenda giudiziaria conclusasi con il patteggiamento.

    La Stampa – Asti