Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Chiesa tedesca, Der Spiegel accusa: 7 preti pedofili nella diocesi di Treves

    Chiesa tedesca, Der Spiegel accusa: 7 preti pedofili nella diocesi di Treves

    Secondo lo Spiegel, ci sono almeno sette sacerdoti, ancora nelle loro funzioni. Di questi , uno, responsabile di un internato all’epoca dei fatti contestati,  aveva costretto un ragazzo ad avere relazioni sessuali, mentre a casa di altri due era stato rinvenuto materiale pedopornografico. Ma il caso più scioccante riguarderebbe un prete condannato, nel 1995, per ben 40 casi di abusi sessuali e che oggi celebra regolarmente messe, battesimi e matrimoni.

    Sono numerosi i cattolici che si sono dichiarati scioccati dalla tolleranza dell’arcivescovo Stephan Ackermann. A sei mesi di distanza dalla visita di Papa Benedetto XVI, in cui Josip Ratzinger aveva promesso pieno sostegno alle vittime della pedofilia ecclesiastica, le rivelazioni del settimanale tedesco rischiano di mandare in frantumi la credibilità della Chiesa in Germania.

    Secondo il governo tedesco, più di 20mila vittime di abusi sarebbero state ascoltate nelle audizioni concordate tra Chiesa e istituzioni pubbliche, a seguito della scoperta, nel 2009, di atti di pedofilia commessi dai sacerdoti in molte regioni. A causa dello scandalo, più di 180mila cattolici tedeschi hanno abbandonato la Chiesa già nel 2010.

    Eva Signorile

  • Collevalenza, parroco trovato con tre dosi di cocaina scompare e poi si fa vivo via mail

    Collevalenza, parroco trovato con tre dosi di cocaina scompare e poi si fa vivo via mail

    Una seconda vita non esattamente casta e pura come richiederebbe l’abito che indossa. E’ quanto  emergerebbe da un articolo pubblicato da Panorama.it su un sacerdote di Collevalenza, padre Alberto Bastoni, fermato il 30 gennaio scorso dai carabinieri di Todi e trovato in possesso di tre dosi di cocaina. Per questo sarebbe stato segnalato in prefettura come assuntore.

    Coca da sei anni Secondo quanto riportato dal sito del settimanale, sarebbe stato lo stesso sacerdote a consegnare «spontaneamente» le dosi di droga ai carabinieri che avrebbe detto di aver pagato 200 euro. Ai carabinieri avrebbe consegnato anche dieci grammi di «tolylacetoethyle-thylamine»: un «fertilizzante» con effetti eccitanti.  Sempre secondo quanto riporta Panorama, ai militari il prete avrebbe detto: «Fumo la cocaina, tale metodo prevede che la droga venga sciolta con il calore in un cucchiaio, poi si versa in una bottiglia e si aspira». E ancora: «Ho iniziato a fare uso di droga da sei anni, da quando mi trovavo a Roma per motivi professionali».

    Dal sacerdote nomi di pusher Padre Alberto Bastoni, 48enne originario di Rimini, è stato anche rettore del Santuario dell’Amore misericordioso di Collevalenza, oltre che attualmente parroco di Collevalenza. Ai militari avrebbe anche detto: «Voglio dichiarare la mia disponibilità a collaborare» e lo avrebbe fatto fornendo numeri e riferimenti di molti pusher, alcuni dei quali arrestati nell’indagine ancora in corso.

    L’istruttore e la chat gay La stessa sera sarebbe stato fermato insieme a lui anche un istruttore di Torgiano che avrebbe dichiarato di aver conosciuto il sacerdote nella chat line per omosessuali «Gay Romeo»: «Utilizzavano casa mia perché lui non ha la piena disponibilità di un’abitazione. A volte aveva con sé droga che consumava coi suoi amici, offrendone occasionalmente anche a me».

    La lettera a La Nazione Da quella notte del 30 gennaio padre Alberto Bastoni è scomparso nel nulla. A Collevalenza nessuna  sa niente di lui. Era stata La Nazione a scrivere un articolo sulla sua strana scomparsa nell’edizione di martedì. E in quella di mercoledì ha riportato una mail ricevuta dallo stesso sacerdote in cui afferma che «ci sono momenti e situazioni che ti inducono a ripensare un po’ a tutto, a rimetterti in discussione non tanto sul piano vocazionale quanto su quello umano e spirituale. Motivi di famiglia e altre circostanze di cui non sono tenuto a dire hanno fatto sì che le cose andassero in questo modo». E a Collevalenza lo sgomento aumenta. Mentre dai vertici ecclesiastici non arriva nessun chiarimento.

    Collevalenza, parroco trovato con tre dosi di cocaina scompare e poi si fa vivo via mail

  • Sono i bambini a chiedere di fare sesso. Parola di Vescovo.

    Sono i bambini a chiedere di fare sesso. Parola di Vescovo.

    Il vescovo di Tenerife Bernardo Alvarez, è sulle prima pagine di tutti i giornali spagnoli.
    Il motivo? Una sua lunga intervista su due temi per lui assimilabili: pedofilia e omosessualità.
    Sulla seconda parole dure e di condanna (“è un vizio da cui deriva poi la pederastia”), sulla prima parole altrettanto “locas”, folli. Prima di riportarvele ripeto una cosa detta alcuni giorni fa in un post simile con una dichiarazione di Sgarbi.
    Noi cerchiamo sempre di mettere la vittima al centro, affinchè abbiano le dovute attenzioni. Soggetti simili pure mettono la vittima al centro: ma del loro mirino. Puntare, mirare, fuoco.
    Dichiara infatti il Vescovo” (sic) Bernardo Alvarez:
    ci sono bambini di 13 anni che ti provocano, anche se tu non ti prendi cura di loro”;  con quale scopo? vi chiederete. Semplice, avere con gli adulti rapporti sessuali. “La gente cerca l’omosessualità come una novità in campo sessuale e la pratica come poi pratica l’abuso sui minori”, che ad una certa età sono già consenzienti: questo l’illuminante pensiero.
    Di un Vescovo.

  • Olanda-shock: quando il vescovo “organizza” i pedofili

    Olanda-shock: quando il vescovo “organizza” i pedofili

    19/12/2011
    Ancora una bufera per la Chiesa olandese: il presule Philippe Bär, per dieci anni alla guida della diocesi di Rotterdam , accusato di supporto organizzativo a un’associazione pedofila
    GIACOMO GALEAZZI CITTÀ DEL VATICANO

    Vescovo e capo di una «gang» di pedofili. Il presule Philippe Bär (che per un decennio ha guidato la diocesi più importante dei Paesi Bassi, dal 1983 al 1993) è sospettato di aver fornito supporto organizzativo ad un’associazione la cui finalità era quella di abusare sessualmente di minori. E di averne a sua volta fatto parte.

    Nel 1993 il capo della diocesi di Rotterdam lasciò improvvisamente il suo incarico per ritirarsi in nell’abbazia benedettina di Chevetogne, in Belgio. In Olanda la Chiesa è sempre più nella bufera. Dopo la deriva d’Irlanda, nel «clero infedele» si allarga il fronte olandese. Prima le conclusioni-choc della commissione indipendente sulla pedofilia (molestato un bambino su cinque entrato in contatto con istituzioni ecclesiastiche), adesso l’accusa di abusi sessuali rivolta al vescovo emerito di Rotterdam.

  • I seminaristi sono gay? Il collegio li sospende, e a Fiume scoppia la polemica

    I seminaristi sono gay? Il collegio li sospende, e a Fiume scoppia la polemica

    15 novembre 2011

    Questa la decisione dei vertici ecclesiastici di Fiume
    Alcuni giovani seminaristi sono stati allontanati dal Collegio cattolico di Fiume (Rijeka), in Croazia, che frequentavano per diventare sacerdoti. Tutto ciò è avvenuto perché si è scoperto che erano gay.

    LA DENUNCIA – La vicenda, avvenuta qualche settimana fa, in corrispondenza all’inizio del nuovo anno accademico, è stata rivelata oggi dal quotidiano Novi List. I ragazzi, di cui non si precisa né l’identità né quanti fossero, sono stati denunciati da un loro collega che aveva cercato e trovato materiale e contenuti di carattere omosessuale sui loro computer privati, per poi mostrarlo ai dirigenti del Collegio. Il primo ad essere espulso è stato proprio lui “per aver violato in modo inaccettabile la privacy di altri seminaristi”, spiega comunque una nota dell’ufficio stampa dell’Arcivescovado di Fiume, impartendo una lezione non da poco al ficcanaso in questione.

    DICHIARAZIONI UFFICIALI – Nella dichiarazione dell’Arcivescovado di Fiume, rilasciata su richiesta di precisazioni da parte del giornale Novi List, si dice che “le regole ecclesiastiche relative ai candidati per diventare sacerdoti sono chiare: la Congregazione per l’educazione cattolica ha emesso nel 2005 una direttiva che prevede, tra l’altro, che non possono diventare sacerdoti persone per le quali sono state accertate inclinazioni omosessuali profondamente radicate”. L’Arcivescovado ha aggiunto che si tratta di persone giovani e che “una decisione definitiva nei loro riguardi non sarà presa frettolosamente, per non arrecare loro un’ingiustizia”. I ragazzi sono per ora sospesi e ogni singolo caso sarà sottoposto al vaglio del loro vescovo locale. Nella nota si sostiene che si tratti di una questione intra-ecclesiale, e pertanto si invita il giornale a non renderla pubblica. Il Novi List ha invece deciso di parlarne, dedicando oggi l’intera prima pagina al caso. Tutti i portali d’informazione, dopo aver appreso i dettagli, stanno dando notevole rilievo all’argomento. (ANSA).

    http://www.giornalettismo.com/archives/168…esi-perche-gay/

    I seminaristi sono gay? Il collegio li sospende, e a Fiume scoppia la polemica

    I seminaristi sono gay? Allora vanno sospesi! E’ questa la decisione presa in un Collegio cattolico di Fiume (Rijeka), in Croazia, dove alcuni seminaristi sarebbero stati sospesi dopo che la loro omosessualità era stata resa nota. Ma facciamo un passo indietro, e torniamo al giorno in cui, un collega dei ragazzi incriminati, ha deciso di “fare la spia”, e di mostrare del materiale che dimostrava inequivocabilmente l’omosessualità dei compagni di corso. Il ragazzo in questione ha pensato bene di mostrare il materiale ai dirigenti del Collegio, che per tutta risposta hanno deciso di espellere il collega spione, “per aver violato in modo inaccettabile la privacy di altri seminaristi”.

    Purtroppo però la querelle non si è conclusa qui, e per i ragazzi “accusati” di essere omosessuali, i guai continuano! Dopo essere stati smascherati i ragazzi sono stati espulsi, come riporta il giornale Novi List.

    Sin dal 2005 la congregazione cattolica avrebbe adottato una legge secondo cui, le persone che dimostrano di avere delle inclinazioni omosessuali non possono diventare sacerdoti, quindi – a causa di desolanti pregiudizi – i seminaristi gay potrebbero dover rinunciare alla loro vocazione.

    “Una decisione definitiva nei riguardi dei giovani non sarà presa frettolosamente, – si legge in una dichiarazione dell’Arcivescovado di Fiume – per non arrecare loro un’ingiustizia. I ragazzi sono per ora sospesi e ogni singolo caso sarà sottoposto al vaglio del loro vescovo locale“.

    In merito alla vicenda, la congregazione aveva chiesto il massimo riserbo, ma nonostante tale richiesta, il giornale Novi List ha ugualmente deciso di pubblicare la notizia, una notizia destinata a creare parecchio scalpore.

  • Estorsione al prete: 3000 euro per non rivelare “la loro relazione”, il caso in tribunale

    Estorsione al prete: 3000 euro per non rivelare “la loro relazione”, il caso in tribunale

    PADOVA / Ha chiesto il patteggiamento il 52enne padovano accusato di aver estorto denaro ad un sacerdote sotto la minaccia di rivelare una loro presunta relazione. Il ricatto durato un paio di anni era stato scoperto dalla polizia municipale. Il prete aveva ammesso di aver pagato 3000 euro al 52enne per evitare di essere infangato dalle accuse non vere. E così è stata rinviata al prossimo 19 gennaio l’udienza preliminare apertasi nelle scorse ore nei confronti del 52 enne.
    Durante l’udienza preliminare in tribunale l’uomo ha chiesto di patteggiare e il processo è stato rinviato a gennaio. L’imputato, che ha chiesto di essere ammesso al patteggiamento della pena, avrebbe minacciato più volte scottanti rivelazioni ai superiori ecclesiastici del sacerdote che avrebbe pagato per “comperare” quel silenzio.

    Leggi tutto: http://www.cronacalive.it/estorsione-al-pr…l#ixzz1eYZ9tU88

    http://www.cronacalive.it/estorsione-al-pr…l#axzz1eYYjFqhR

  • DIARIO SEGRETO DEI MIEI GIORNI FEROCI

    DIARIO SEGRETO DEI MIEI GIORNI FEROCI

    EMANUELA VIOLANI

    DIARIO SEGRETO DEI MIEI GIORNI FEROCI

    CLAUDIANA EDITORE,TORINO,2011,PAG.244,EURO 13,90

    www.claudiana.it

    E’ un testo autobiografico anonimo scritto dalla vittima di uno stupro clericale perpetrato da un vice-parroco ai danni di una minorenne che frequentava la sua chiesa. Vi è poi l’ulteriore aggravante dei traumi psichici subiti in famiglia dalla

    vittima quando era bambina e ragazzina, per risollevarsi dai quali cercava aiuto e solidarietà nell’ambiente religioso: il prete quindi approfittò non solo della sua minore età  ma anche del suo oggettivo stato di malessere mentale.

    Il prete viene indicato dall’autrice come “l’assassino della mia purezza.dei miei sogni,delle mie speranze,della mia fede,lui è l’assassino del mio corpo”. Per occultare l’illecita relazione il sacerdote induceva la minore ad appartarsi con lui in parcheggi isolati, spesso cimiteriali, o in boschi lontani accentuandone così i traumi psichici e i sensi di colpa tanto da farla sentire “una prostituta gratuita”.

    Alla vittima non restava che trovare sfogo in droghe,psico-farmaci,etilismo, discorsi  paranoici logorroici durante i residui contatti con i familiari. Il testo è pervaso da una satira anticlericale rancorosa, frutto inevitabile dei gravi torti ricevuti nell’ambiente chiesastico:

    -”Avrei voluto rispondere che i lupi cattivi non si trovano nei boschi,ma nelle chiese”

    -”Come posso non pensare che,usando le parole di Gesù,la chiesa cattolica sia solo un sepolcro imbiancato”

    -”Dalla mia casa ho tirato via tutti i simboli cristiani,dalla croce della mia prima comunione al crocefisso fatto da me”

    -”Ora non ci credo più.Tu credi in Dio?Non esiste,non c’è il paradiso e se non è inferno questo”

    L’autrice denuncia  complicità e connivenze degli altri preti con cui si era confidata in confessione ricevendone solo accuse e  ulteriori danni psichici. La vittima vi riceveva “dei massi enormi e non sapevo come difendermi”. L’atteg-giamento palesemente fazioso dei confessori scatenò nell’autrice forti risentimenti:“Ho pensato delle cose orribili su quel prete anziano che mi aveva giudicato”. Molto interessanti,in quanto testimonianza delle deviazioni psico-patologiche degli ambienti religiosi, sono gli ampi riferimenti che il testo riserva alla tematica del suicidio e dell’auto-tortura. In copertina il disegno sfumato della vittima intenta a tagliarsi le vene in bagno a causa del trauma psico-fisico subito.

    Da segnalare l’Introduzione a cura del professor Duccio Demetrio,docente all’Università di Milano Bicocca.

    Pierino Marazzani,ottobre 2011

  • “Il mio assistito è vergine”. Ma la Congregazione ricusa l’elemento…

    “Il mio assistito è vergine”. Ma la Congregazione ricusa l’elemento…

    La difesa esibisce apposita perizia di parte ma il Tribunale non ne tiene conto spiegandone il perché

    SIDERNO (RC) – Dalle carte del processo a carico del reverendo Francesco Rutigliano, a discolpa dell’imputato, c’è un significativo passaggio in cui la difesa invoca la sua, presunta, innocenza adducendo dei motivi di carattere…anatomico! Nel senso più stretto del termine, in considerazione del fatto che si vorrebbe dimostrare “l’integrità del frenulo del pene dell’accusato invocando il fatto come indice della sua verginità” – si legge in maniera netta ed inequivocabile al capo g) del punto 3.

    Una singolare evidenziazione che però non turba più di tanto il costituito Tribunale atteso che “Questo elemento va però ricusato – si precisa con dovizia di dettagli – perché è facilmente riscontrabile nella letteratura medica che la lacerazione del frenulo non è un evento contestuale ad ogni primo rapporto sessuale: anzi, se i rapporti – anche anali – avvengono senza foga o con opportune precauzioni, essa potrebbe non verificarsi mai”.

    Un particolare, questo, di non poco conto che la Congregazione della Dottrina della Fede fermamente respinge anche quando si adduce circa “i segni particolari sul corpo dell’accusato debbano essere stati necessariamente notati dal presunto abusato, il quale ha invece affermato di non aver mai notato detti segni” – dando ulteriormente spazio all’analisi anatomica di cui sopra.

    Che si intreccia ancora una volta con la sudditanza psicologica nei confronti dell’accusato, per parte dell’adolescente C. A., tendente a legare a sé le persone nell’ambito del ministero pastorale “un lungo vagabondaggio vocazionale, con assenza di una verifica costante ed approfondita del percorso di maturazione da parte di formatori e direttori spirituali e forte di rischio di autoreferenzialità – scrive per esteso il Tribunale ecclesiastico – il bisogno di sentirsi costantemente confermato dall’approvazione degli altri, le affermazioni di autorità effettuate mediante l’esibizione di amicizie potenti o altolocate, che depongono nella direzione di un quadro di debolezza e fragilità personale dell’accusato, profilo di un bisogno di relazioni impari vissute in maniera totalizzante”.

    Antonio Baldari

    *tratto da “Calabria Ora” dell’8 ottobre 2011    

  • Vittime abusi clero, denuncia sia obbligo Linee guida all’esame della Cei, chiesta commissione indipendente

    Vittime abusi clero, denuncia sia obbligo Linee guida all’esame della Cei, chiesta commissione indipendente

    01 ottobre, 15:37

    Vittime abusi clero,denuncia sia obbligo (ANSA) – ROMA, 1 OTT – Non “parole vuote e pubblico rammarico” ma l’istituzione di una commissione indipendente, obbligo di denuncia e rimozione immediata del colpevole dallo stato clericale: sono alcune delle richieste fatte da un gruppo di vittime di abusi al Consiglio permanente della Commissione episcopale, che proprio in questi giorni sta esaminando una bozza di linee guida contro gli abusi.

    Tra i firmatari dell’appello anche il gruppo che ha fatto ricorso alla Corte dell’Aja chiamando in causa anche il Papa.

    www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cr…_696377526.html


    Verità e giustizia per i sopravvissuti e le vittime degli abusi sessuali sui minori da parte del clero, dei religiosi e delle religiose della chiesa cattolica. Direttive CEI.

    Sulle annunziate direttive della CEI sugli abusi sessuali sui minori nella chiesa cattolica il movimento di sostegno ai sopravvissuti e alle vittime chiede verità e giustizia.

    Chiediamo che la CEI si dichiari favorevole e sostenga la richiesta dell’istituzione di una Commissione indipendente sui crimini sessuali sui minori da parte del clero, di religiosi e religiose cattolici in Italia. I membri di questa Commissione siano scelti tra giuristi, operatori sanitari, operatori dell’informazione, uomini di scienza di provata capacità, indipendenza e obiettività, con la rappresentanza di sopravvissuti e vittime.

    Chiediamo che la CEI e la chiesa cattolica si adoperino affinché la Congregazione per la dottrina della fede assieme alle diocesi, le istituzioni, gli enti, le congregazioni e comunità religiose mettano a disposizione della Commissione, della magistratura e dell’opinione pubblica, nel rispetto delle consuete norme di garanzia, i loro archivi con tutte le notizie di reato perseguibili di ufficio sugli abusi sessuali sui minori da parte del clero, di religiosi e religiose, anche per quei reati caduti in prescrizione.

    Chiediamo che le direttive CEI impongano alle autorità ecclesiastiche l’obbligo di denuncia delle notizie di reato perseguibili di ufficio. Obbligo da estendersi, tramite anche analoghe direttive della chiesa cattolica, ai membri della Curia Romana, ai responsabili diocesani e ai responsabili degli ordini, congregazioni e comunità religiose, fino a tutti i membri del clero, degli istituti di vita consacrata e delle società di vita apostolica.

    Chiediamo che la CEI si faccia promotrice di direttive e norme che prevedano l’imprescrittibilità dei reati sessuali nei confronti di minori compiuti dal clero e da membri degli istituti di vita consacrata e delle società di vita apostolica, per evitare che i crimini restino impuniti.

    Chiediamo che le direttive della CEI impongano la rimozione dallo stato clericale di tutti i responsabili di abusi sessuali su minori, seppur caduti in prescrizione, senza alcuna eccezione, rigettando l’infondata distinzione tra casi più gravi e meno gravi. Chiediamo che le direttive impongano le dimissioni di tutti i vescovi che, seppur informati degli abusi, non abbiano trasmesso le relative notizie di reato alla magistratura. Chiediamo altresì, alle massime autorità della chiesa cattolica, la destituzione da tutti gli incarichi, di qualunque genere essi siano (spirituali, di governo, pastorali ecc.), in Italia e nel governo della chiesa cattolica, del card. Bernard Francis Law.

    Chiediamo che le direttive CEI impongano altresì alle diocesi, agli istituti di vita consacrata e alle società di vita apostolica di risarcire o indennizzare spontaneamente le vittime, in misura adeguata rispetto al danno subito. Questo perché il più delle volte il responsabile degli abusi non può e non vuole risarcire quello che la magistratura gli impone.

    Chiediamo infine che la CEI promuova una seria e approfondita riflessione sul perché si verificano questi crimini sui minori nella chiesa cattolica. Crimini che non dovrebbero essere compiuti se i membri del clero, degli istituti di vita consacrata e delle società di vita apostolica si attenessero al rispetto della regola del celibato, del voto, dell’impegno e del vincolo alla castità. Chiediamo che la CEI operi una riflessione sul legame tra la repressione affettiva e sessuale del clero, di religiosi e religiose in genere e gli abusi da essi compiuti.

    Questo perché sopravvissuti e vittime hanno bisogno di verità e giustizia e non di parole vuote e pubblico rammarico, che lasciano il tempo che trovano. Se veramente si vogliono ascoltare le vittime e i sopravvissuti, agendo di conseguenza, è necessario che tutto quanto chiediamo sia effettivamente attuato.

    Associazione piccolo Alan ONLUS
    Associazione sordi “Antonio Provolo” ONLUS
    Democrazia Atea
    Fondazione Protege A Tus Hijos
    Il Dialogo – Periodico di cultura, politica, dialogo interreligioso
    Rete L’ABUSO
    Survivors Network of those Abused by Priests – SNAP – USA
    Survivors Voice Italy – La Colpa
    Survivors Voice Europe
    Vittime di don Cantini

  • Milazzo (ME). Ragazza 17enne denuncia prete per molestie in sacrestia, Manomorta ecclesiastica

    Milazzo (ME). Ragazza 17enne denuncia prete per molestie in sacrestia, Manomorta ecclesiastica

    Messina (05/05/2011)

    Prete accusato da una diciassettenne di averla molestata sessualmente Anche la Curia sta valutando la veridicità di quanto denunciato

    Leonardo Orlando
    Milazzo
    La Settimana Santa, appena conclusa, vissuta nella parrocchia di una frazione dell’opulenta Piana di Milazzo, è stata turbata da un episodio che avrebbe visto protagonisti – su opposti versanti – un giovane parroco di campagna e una dicassettenne parrocchiana, presunta vittima di una molestia a sfondo sessuale. La vicenda, denunciata dai genitori della ragazza ancora minorenne e che ha turbato non poco la serenità dei parrocchiani, è adesso al vaglio dell’Autorità giudiziaria, tanto che nei giorni scorsi tanti sono stati visti sfilare dinanzi agli inquirenti chiamati a verificare le accuse mosse dalla ragazza, sul comportamento che sarebbe stato tenuto dal reverendo nella sacrestia della piccola chiesa di cui è il pastore.
    Più che allo sceneggiato televisivo “Uccelli di rovo”, la storia che ha oramai preso una piega giudiziaria assomiglia alle vicende del prete descritto in un film di Carlo Verdone, “Un sacco Bello”. E in un clima di festa si sarebbe verificato quanto denunciato dalla ragazza che non ha esitato ad informare subito i suoi genitori. Secondo il racconto della giovane, conosciuto oramai da tutti i parrocchiani, il prete durante un pomeriggio trascorso in sacrestia assieme ad altri giovani avrebbe palpeggiato i glutei della ragazza, ancora diciassettenne. La reazione della giovane non si è fatta attendere. Dopo essersi rifugiata dalle amiche in uno degli ambienti della stessa sacrestia, dove è stata colta da una crisi di pianto, si è recata dai genitori. Tornata a casa ha informato dell’accaduto mamma e papà, tanto che lei stessa assieme ai genitori, è tornata in sacrestia dove ad aprire la porta è stato lo stesso reverendo che avrebbe subìto la reazione della ragazza.
    Poi la denuncia e l’avvio delle indagini da parte della Procura di Barcellona, dove la vittima ha potuto raccontare la sua versione e indicato come testimoni una sfilza di fedeli che nei pomeriggi che hanno preceduto la Santa Pasqua si erano ritrovati nei locali della parrocchia, teatro della vicenda. Ed i parrocchiani della Piana si sono suddivisi in colpevolisti e innocentisti, tra coloro che ritengono il parroco al di sopra di ogni sospetto e tra quelli che invece hanno avanzato riserve sulla vicenda che di giorno in giorno si propaga sempre di più negli ambienti, non solo religiosi, ma anche dei giovani essendo la presunta vittima una ragazza di appena 17 anni.
    Intanto, la Curia sta valutando la veridicità dei fatti e ha ascoltato la famiglia della ragazza. Il reverendo tra l’altro fino allo scorso anno ha anche rivestito un incarico istituzionale pubblico dal quale si è poi dimesso in quanto ha denunciato gravi minacce per la sua incolumità fisica, tanto da avere presentato dettagliate denunce all’Autorità giudiziaria che, dopo le verifiche necessarie, sono state archiviate perché non sono emersi gli elementi necessari per individuare un giovane col capo coperto da casco che avrebbe proferito minacce all’indirizzo del prete per indurlo a compiere atti amministrativi contro la sua volontà. Adesso il giallo della violenza che vedrebbe testimoni gli stessi parrocchiani della Piana, culla di una ricca agricoltura e del vivaismo.