Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Liz Taylor: “James Dean violentato da un prete”, Il grande segreto di Liz

    Liz Taylor: “James Dean violentato da un prete”, Il grande segreto di Liz

    Nel 1997 l’attrice l’aveva confidato durante un’intervista, chiedendo espressamente che la notizia fosse tenuta segreta fino alla sua morte.

    Così Kevin Sessums, giornalista e scrittore di New York che aveva registrato quella conversazione, ha potuto rivelare solo ieri, dopo la sua scomparsa, il grande segreto che Liz portava con sé. «Adoravo Jimmy», aveva detto Elizabeth Taylor parlando di James Dean.

    «Ti dico una cosa, ma non deve essere pubblicata finché non muoio, ok? Quando Jimmy aveva 11 anni e sua madre è morta, ha iniziato a essere molestato da un sacerdote. Credo che questo fatto lo abbia tormentato per il resto della sua vita.

    Ne avevamo parlato a lungo. Durante le riprese de `Il gigante’ siamo rimasti svegli per notti intere a parlare e parlare, e questa è una delle cose che mi aveva confessato».

    Anche se l’intervista era focalizzata sul suo impegno nella lotta all’Aids, l’attrice si era lasciata andare a lunghi ricordi su colleghi e amici.

    Di Tennessee Williams, autore teatrale e scrittore americano fra i più grandi del Novecento, aveva detto a Sessums: «Era uno dei miei migliori amici, ma era disperatamente ingenuo. Non aveva alcun senso per gli affari».
    25 marzo 2011

    http://www.unita.it/culture/il-grande-segr…-prete-1.278952

  • “Il prete mi spogliava sempre, mi fotografava nudo e mi molestava nella doccia”

    “Il prete mi spogliava sempre, mi fotografava nudo e mi molestava nella doccia”

    16 febbraio 2011 Le indagini sul collegio gesuita di Bonn dipingono un quadro di abusi e violenze raccapriccianti

    Torture, violenze e molestie sessuali. Per molti decenni i padri gesuiti e gli insegnanti del collegio Aloisius di Bonn hanno fatto passare l’inferno ai giovani studenti. Una scuola elitaria, che si è trasformata in un incubo di silenzio e violenza per le vittime, costrette dai preti ad umiliazioni che li hanno segnati per sempre. Ora si è conclusa l’indagine su quanto accaduto negli ultimi 50 anni nel collegio gesuita, e il quadro tracciato dalle indagine è raccapricciante. Il rettore della scuola si è detto mortificato e ha promesso un risarcimento economico alle vittime, che però l’hanno subito respinto: “I soldi offerti sono solo noccioline, per quello che abbiamo subito durante la nostra adolescenza”.

    PRETI MOLESTATORI – Il rapporto conclusivo delle indagini sul collegio gesuita Aloisius di Bonn accusa 23 dipendenti della struttura, 18 preti e cinque insegnati laici, di continue molestie sessuali, violenze fisiche e torture psicologiche nei confronti degli alunni della scuola. I casi si sono ripetuti per un lasso temporale di circa 60 anni, e si sono conclusi solo nel 2009, poco prima che grazie alle rivelazioni di una vittima scoppiasse lo scandalo, l’ennesimo che coinvolge la Chiesa tedesca. Le vittime sono state 58 studenti, e molte delle violenze sarebbero state perseguibili penalmente se fossero state scoperte quando si sono verificati. Ma i responsabili hanno preferito tacere per non compromettere il buon nome della scuola.

    UN MOSTRO IN TONACA – Metà delle violenze sono poi attribuite ad un solo sacerdote, Padre Georg, che è stato una figura storica del collegio gesuita. Nel 1968 è diventato insegnante, per poi fare carriera fino a diventarne il direttore nel 1992. Il prete è poi rimasto attivo come docente fino al 2006, ed è morto l’anno scorso, così che non sarà più perseguibile, anche se la gran parte dei suoi reati sono ormai prescritti. Padre Georg avrebbe molestato oltre 30 ragazzi, costringendoli ripetutamente al sesso orale, facendoli spogliare in palestra davanti a lui, per poi osservarli lussuriosamente mentre eseguivano esercizi ginnici davanti a lui. Padre George decideva anche la disposizione delle camere del collegio, così che faceva alloggiare le sue prede vicino alla sua residenza. Il sacerdote si presentava spesso nelle docce quando gli alunni si lavavano, per toccarli nelle parti intime e costringerli a rapporti sessuali. Un’ulteriore usanza dell’ex direttore del collegio gesuita era la misura della febbre per via rettale, dopo che aveva costretto le vittime a denudarsi ulteriormente. L’uomo era il padre padrone della struttura scolastica, e manipolava i voti e utilizzava comportamenti violenti durante le lezioni per incutere terrore ai giovani studenti, così che la pressione psicologica era così forte che un rifiuto di fronte alle sue perversione era quasi impossibile. Chi si opponeva veniva convinto in modo disgustoso, costretto ad entrare in vasche ripiene di escrementi e topi. Le vittime di padre Georg erano poi continuamente fotografate, ed il sacerdote collezionava gli scatti con i corpi nudi dei suoi studenti preferiti.

    SCUSE RESPINTE – Oltre a padre Georg almeno altri 10 sacerdoti avrebbe compiuto ripetute molestie. L’indagine privata commissionata dallo stesso collegio indica che le violenze sono state continue negli anni, e che gli altri gesuiti abbiano preferito tacere di fronte all’evidenza per non danneggiare la fama dell’istituto. Il collegio Aloisius, che si trova nel quartiere di Bad Godesberg, era una delle scuole più esclusive nell’allora capitale tedesca Bonn. Il responsabile dei gesuiti tedeschi, Stefan Kiechle, ha rimarcato di essere profondamente costernato e di provare un profondo senso di vergogna dopo la pubblicazione del rapporto. L’ordine vuole risarcire simbolicamente ogni vittima delle violenze con 5 mila euro, ma secondo la Die Zeit questa somma viene definita “noccioline” da chi ha subito ogni angheria dai sacerdoti.

    http://www.giornalettismo.com/archives/114…a-nella-doccia/

  • GERMANIA: ABUSI PRETI, GESUITI INDENNIZZANO LE VITTIME

    GERMANIA: ABUSI PRETI, GESUITI INDENNIZZANO LE VITTIME

    18:54 24 GEN 2011

    (AGI) -erlino – I gesuiti tedeschi sono pronti ad indennizzare le vittime di abusi sessuali commessi negli anni e decenni scorsi dai religiosi dell’ordine. Lo annuncia al “Berliner Zeitung’ il padre Klaus Mertes, preside del “Canisius Kolleg”, il liceo berlinese nel quale esattamente un anno fa scoppio’ lo scandalo, che poi assunse una dimensione nazionale. Si tratta del primo indennizzo messo in atto in Germania da parte di un’istituzione ecclesiastica, che dovrebbe ammontare “ad oltre un milione di euro”, in modo da risarcire ognuna delle 205 vittime berlinesi con una somma a quattro cifre .

    www.agi.it/iphone/notizie/201101241…zano_le_vittime

     

  • Alda Franchetto, ex istituto Provolo, Italia

    Alda Franchetto, ex istituto Provolo, Italia

    «Al Provolo sono entrata che avevo solo quattro anni, mi chiamavano Marcellino pane e vino per la mia vitalità, ero la più piccola. All’inizio è stato il freddo dell’inverno a mettermi nei guai: non c’era riscaldamento e noi portavamo delle calze di lana spesse, che pungevano la pelle, e io mi grattavo sempre le gambe per il fastidio. “Che fai?” mi ha detto un giorno la suora, “non lo sai che è peccato?”. Mi ha dettato un biglietto e mi ha spedita dal prete per la confessione. “Mi sono toccata”, c’era scritto. Il prete l’ha letto e mi ha toccata lui, sotto quelle dannate calze. Da quel giorno io e le mie compagne siamo state palpeggiate regolarmente una volta alla settimana, era la nostra personale versione del sacramento. A 21 anni, quando sono finalmente potuta uscire dall’Istituto, il segretario dell’ente internazionale sordomuti di Verona, proprio quello che avrebbe dovuto darmi una mano per inserirmi nella società, mi ha violentata. Sono rimasta incinta e i miei mi hanno buttata fuori di casa; dicevano che non ero in grado di occuparmi di un bambino. Invece ho tirato su lui e anche i due figli del mio convivente, morto alcolizzato. Degli abusi non ho mai parlato. Ma mio figlio era tossicodipendente, entrava e usciva dalle comunità, non sapevo più come aiutarlo e allora poco tempo fa gli ho raccontato tutto. Lui ascoltava e mi stringeva forte il ginocchio. Ora sta bene. E io mi sono resa conto di quanto sono riuscita a dare agli altri senza pensare a me».

    http://www.marieclaire.it/Attualita/news-appuntamenti/Fuori-dall-ombra2#1

  • Le accuse di pedofilia a Don Elice, Romeo: “Non tocca a me denunciare”

    Le accuse di pedofilia a Don Elice, Romeo: “Non tocca a me denunciare”

    “Non spettava a me denunciare don Roberto”. Lo afferma l’ex arcivescovo di Palermo, il cardinale Paolo Romeo, rispondendo alle critiche arrivate contro la Curia che fin dall’ottobre 2014 era a conoscenza degli abusi commessi da Roberto Elice – il prete della chiesa Maria Santissima Assunta di via Perpignano – arrestato nei giorni scorsi dalla polizia.

    Romeo in un’intervista a Repubblica rievoca quei giorni in cui il parroco confessò in Curia di aver abusato di alcuni bambini. “Non spetta al vescovo denunciare – dice Romeo – all’epoca ci siamo comunque mossi con tempestività: abbiamo subito contattato la madre dei bambini, informandola del suo diritto/dovere di denunciare. Ci disse che l’aveva già fatto.Noi abbiamo seguito le regole previste dal diritto canonico. In otto giorni sono stati adottati alcuni importanti provvedimenti canonici nei confronti di Elice: è stato rimosso dall’ufficio che ricopriva e invitato a seguire un percorso particolare in una clinica di Roma specializzata in questo tipo di situazioni. A don Roberto è stato anche vietato di celebrare messa in pubblico.

    “Alla Chiesa non tocca fare alcuna denuncia alla procura – ha concluso -, semmai informare le vittime del loro diritto dovere di denunciare. Ci siamo offerti anche di sostenere economicamente la mamma dei bambini. E con don Roberto si è adottata la massima severità. Certo, un padre non può abbandonare il proprio figlio, anche in questa situazione così grave. E il vescovo è un padre. La Chiesa ha i suoi procedimenti ecclesiastici, che non sono meno gravi di quelli penali”.

    http://www.palermotoday.it/cronaca/abusi-sessuali-prete-elice-intervista-paolo-romeo.html

     

  • “Io, abusata da un prete a 11 anni vi racconto una vita di vergogna”

    “Io, abusata da un prete a 11 anni vi racconto una vita di vergogna”

    ROMA – “Erano giovani, belli, intelligenti, puliti. Molti li ho ritrovati su Facebook, sono rimasta annichilita nel sapere che erano ancora in contatto con quel prete. Soprattutto se penso a quello che hanno subito, più grave e pesante ancora di quel che è toccato a me, forse perché ero una bambina e loro dei maschietti. Gli abusi e le violenze che abbiamo patito hanno cambiato per sempre la nostra vita, non c’è risarcimento per qualcosa che ti impedisce di essere te stesso, ti fa perdere la fiducia, stravolge per sempre la tua vita amorosa”.

    Laura M. ha 35 anni, un compagno, un lavoro da insegnante in un piccolo centro del nordest. Insieme a quello di molti altri sconosciuti che hanno risposto all’appello il suo sarà uno dei racconti che oggi a Verona vorrebbe cambiare la storia italiana delle vittime della pedofilia nelle chiese, nei seminari, nei collegi. Quelle vittime di preti pedofili che – secondo il gruppo ‘La colpà (infolacolpa. it) che ha organizzato l’incontro al Palazzo della Gran Guardia, scegliendo non per caso uno dei luoghi più visibili della città – in Italia fanno ancora così fatica a denunciare gli abusi subiti, a essere creduti, a ottenere giustizia. Il racconto di Laura è arrivato prima con una timida mail: “Gentili signori, ho visto il vostro annuncio su Internet.

    Non so se il mio caso vi può interessare perché non mi sono mai rivolta alla polizia e ancora oggi non ho il coraggio di svergognare quel prete, che sia pure molto anziano è ancora presente nella sua comunità”. Dall’altra parte, la donna ha trovato incoraggiamento e comprensione: “È capitato anche a noi, a volte si convive tutta la vita col peso di un’ingiusta vergogna”. Così, è riuscita a continuare: “Avevo 11 anni quando ho sentito per la prima volta su di me il sesso di un uomo. Era il mio parroco, e ogni scusa era buona per restare solo con me e attirarmi in casa sua, sopra la sacrestia. Io resistevo, ma ero debole, indifesa, non capivo quanto fossero gravi quelle molestie e non avevo il coraggio di ribellarmi a un adulto del quale mi fidavo ciecamente. Lo scandalo scoppiò quell’estate, un ragazzino più piccolo raccontò a casa quel che gli stava capitando e scoprimmo così che la cosa andava avanti da anni, che alcune famiglie avevano cambiato parrocchia senza però mai pensare a proteggere i figli degli altri…”.

    Ma, come in molti altri casi, le gerarchie locali scelsero di insabbiare il caso: “Quel prete lo trasferirono per due anni al Tribunale ecclesiastico, poi gli affidarono un’altra parrocchia, poi ancora un’altra, neppure troppo lontana. Andai dal padre spirituale del collegio, mi disse di non parlare e che potevo continuare a volere bene al mio parroco… Dopo, venne un altro prete, un uomo di grande moralità, è grazie a lui se non ho smesso di credere in Dio. Ma per anni e anni non ho potuto avvicinare un uomo, non sopportavo neppure l’idea e soffrivo ancor di più pensando ai miei amici, quelli con cui ho diviso gli anni che dovevano essere i più belli. Ora so che molti di loro non hanno potuto farsi una famiglia né essere felici, e non riesco a perdonare”.

    Resta un peso difficile da cancellare: “Ho cambiato città, mi sono allontanata, a trent’anni mi sono fidanzata, ma ancora non riesco a pensare a dei figli. E vorrei far qualcosa per non lasciare più che la vita di un bambino sia compromessa per un sistema malato, che la vita di un adulto sia sprecata. Naturalmente non farò il nome dei miei amici. Vorrei poter dir loro del mio affetto, ma consegno la mia esperienza come la denuncia del nostro male”.

    Storie come quella di Laura hanno convinto il gruppo originario dei fondatori di ‘La colpa’, perlopiù ex allievi del ‘Provolo’, la scuola per bambini sordi di Verona dove decine di allievi sarebbero stati abusati, che era giunto il momento di uscire allo scoperto. “Vogliamo offrire a tutte le vittime di preti pedofili italiani il sostegno psicologico che è indispensabile, perché queste violenze sono paragonabili a quelle familiari anche per le conseguenze che lasciano – spiega Salvatore Domolo, 45 anni, il portavoce, che ha alle spalle una storia di bambino abusato e di ex prete – e il sostegno legale. Ma non ci interessano i risarcimenti, quanto l’urgenza di un’azione legale verso la Chiesa cattolica per crimini contro l’umanità. E il 31 ottobre saremo a Roma, insieme alle vittime da tutto il mondo, per manifestare con le nostre facce e le nostre storie quello che è accaduto anche in Italia, a centinaia di bambini e di ragazzi”.

    http://www.repubblica.it/cronaca/2010/09/25/news/abusata_vergogna-7409409/

  • Parroco pedofilo, c’é stupore e incredulità tra i fedeli

    Parroco pedofilo, c’é stupore e incredulità tra i fedeli

    C’é stupore e incredulità tra i fedeli e i cittadini a San Giorgio a Cremano (Napoli) dopo la denuncia di un sacerdote sorpreso in una piazzola della tangenziale dalla polizia stradale mentre consumava un rapporto sessuale con una 15enne conosciuta in chat.

    L’episodio è accaduto nella serata di ieri a Napoli. La ragazzina non sapeva di trovarsi in compagnia di un prete; lui l’aveva corteggiata per mesi, sostenendo di essere un professore, secondo quanto ha raccontato la quindicenne, e diventando un punto di riferimento per lei, figlia di genitori separati.

    Nell’auto dell’uomo gli agenti hanno trovato anche l’abito talare. “Credevo fosse mio amico – avrebbe detto la minorenne all’assistente sociale con cui si è confrontata dopo la denuncia prima di essere riaffidata alla madre – non immaginavo fosse un prete”. Per il sacerdote è scattata una denuncia a piede libero per violenza sessuale in danno di minore. Intanto la notizia nel centro vesuviano viene commentata per tutto il giorno, quasi ad un’unica voce: “Siamo sorpresi”. Basta fare un giro nei pressi della parrocchia in cui opera il sacerdote per capire l’umore che tira. “Siete sicuri che è lui? Non posso crederci” dice un fedele.

    “Sono sorpreso ed è difficile commentare quando lo conosci… mi risulta che abbia organizzato di recente una festa parrocchiale – dice un conoscente – . Siamo però in una epoca di caccia al prete”. “Lo conosco come impegnato con i giovani, nelle parrocchie cittadine e non voglio se ne faccia una caccia all’untore” aggiunge un altro conoscente, anchéegli cittadino di San Giorgio. Un sacerdote del Vesuviano raggiunto al telefono commenta con amarezza quanto sta avvenendo.

    “Ho appreso solo in serata la notizia – dice – e non so cosa rispondere… Non so ancora come si sono svolti i fatti”. Poi però aggiunge: “Prima di condannare, bisogna capire”. Voci divergenti tra i responsabili delle associazioni impegnate a difesa dei minori. C’é chi chiede misure drastiche come il presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, Antonio Marziale, consulente della Commissione Parlamentare per l’Infanzia.

    “Per conferire credibilità allo sforzo che la Chiesa sta producendo per arginare il fenomeno della pedofilia tra i sacerdoti, sarebbe necessario spretare l’uomo”. Intanto, la presidente dell’Associazione antipedofilia ‘Un patto per la vita’, Vincenza Calvi, ha presentato una denuncia contro i poliziotti “che non hanno arrestato il sacerdote, come prevede la legge, colto in flagranza mentre consumava un rapporto sessuale”.

    http://www.metropolisweb.it/Notizie/Campania/Cronaca/parroco_pedofilo_c_e_stupore_e_incredulita_fedeli.aspx

  • Il prete accusato di pedofilia frequentò Sacile, Zoppola, Pordenone e Castelnovo

    Il prete accusato di pedofilia frequentò Sacile, Zoppola, Pordenone e Castelnovo

    Il sacerdote salesiano Titian James Miani, accusato di pedofilia negli Stati Uniti, non solo è stato a Pordenone, ma anche a Castelnovo, Sacile e Zoppola prima di attraversare l’Atlantico.

    Lo si è appreso ieri da ambienti legali americani: nato a Zoppola il 23 marzo 1927, da Ernesto (morto nel 1963) e Maria Quattrin (deceduta nel 1952), frequentò il seminario di Pordenone dall’ottobre 1943 al giugno 1948. Due anni di superiori e tre di collegio.

    Entrò nella casa dei salesiani, a Castelnovo, nel settembre 1948 come assistente vi restò per un anno e fece il noviziato a Villa Moglia (Asti) prima di ottenere la vestizione, nel seminario di Pordenone, assistito dal superiore monsignor Pascotto, nel maggio 1947; la professione perpetua la effettuò in California nel 1954, l’ordinazione, a Watsonville l’anno successivo.

    Prima di entrare a fare parte del clero, il sacerdote prestò servizio militare a Sacile, dal marzo 1943 al settembre dello stesso anno, quando ottenne la dichiarazione di esonero. C’è anche un giallo sui suoi percorsi di studio. Il preside del Don Bosco di Pordenone di allora, Alfredo Toschi, su richiesta dell’interessato (il 12 novembre 1956) certificò che l’allora studente aveva completato come privatista il ginnasio dall’anno 1939 al 1944.

    Tale certificazione è accompagnata da una lettera scritta a mano dal prete, indirizzata a fratel Luois nella quale, nel 1956, domandando di accedere all’Università, annota che «ora qui è tutto bene» (a Pordenone), dopo una broncopolmonite, e puntualizza di allegare il certificato di studi del direttore di Pordenone «che è stato disposto ad aiutarmi nella migliore maniera possibile».

    A questo aggiunge: «Ha deciso di figurare che io abbia fatto il liceo nel suo collegio e mi ha permesso, come vede, di fare il certificato in regola. Si sa che qui in Italia il liceo è solo di tre anni, però lui mi spiegò che si può dire che io ho fatto anche il noviziato (come privato) nel suo collegio. Le spiego questo caso mai le chiedessero come mai han messo quattro anni di liceo».

    Tra i documenti dell’avvocato americano che difende le presunte vittime di abusi, Jeff Anderson, figura anche la nota per la quale il sacerdote oggi 83enne sarebbe stato protagonista di un episodio non chiaro anche in Friuli: «1947, Miani è accusato di avere molestato un ragazzo a Pordenone. Miani fu mandato in Brasile e poi in Canada». E, a proposito del presunto fatto di Pordenone, la procura della Repubblica non intenderebbe aprire alcun procedimento: si tratta di ipotetici episodi già caduti in prescrizione. A meno che, filtra, non siano eventuali vittime a presentare esposti. E allora l’apertura di un fascicolo tornerebbe obbligatoria.

  • Dal Corriere: L’ennesimo moralista con le brache calate, Predica l’astinenza, ma ha l’amante

    Dal Corriere: L’ennesimo moralista con le brache calate, Predica l’astinenza, ma ha l’amante

    Deputato repubblicano si dimette
    Mark Souder: «Ho peccato contro Dio e la mia famiglia»

    WASHINGTON – Da gennaio, il deputato repubblicano Mark Souder, sposato e con figli, ha guidato la campagna del suo partito per l’astinenza sessuale dei giovani. Assieme alla sua assistente Tracy Jackson, Souder, un conservatore e un evangelico, ha girato un video a favore del sesso soltanto dopo le nozze, diffondendolo in tutti gli Usa: «L’astinenza sessuale prima del matrimonio è difficile» ha sostenuto tra l’altro, «ma i valori familiari costituiscono le fondamenta della nostra società». Un classico caso del leader politico che predica bene ma si comporta male. Ieri infatti Souder, l’apostolo della fedeltà coniugale, si è dovuto dimettere perché coinvolto nell’ultimo scandalo sessuale al Congresso, trasgressione che la cosiddetta maggioranza morale degli americani non perdona. Tracy Jackson, ha scoperto l’America con grande scalpore, era da anni la sua amante. Il deputato ha recitato il mea culpa: «Ho peccato contro Dio, contro mia moglie e contro la mia famiglia» ha detto. «Ho tradito la fiducia degli elettori». Ma ha denunciato «i veleni di Washington» e le violazioni dei diritto alla riservatezza dei parlamentari.

    BIPARTISAN- Il caso ha incuriosito il Washington Post. Assieme ad altri 72 volti nuovi repubblicani, Mark Souder era stato eletto parlamentare nel ’94, una ondata che aveva sottratto ai democratici il controllo della Camera e messo in gravi difficoltà il presidente Clinton. Allora si era parlato di una rivoluzione conservatrice evangelica. Ma in realtà, ha scritto il giornale, «fu una rivoluzione sessuale». Perché mai? Perché, ha spiegato il Washington Post, molti di quei volti nuovi erano tentati dal sesso, e nel corso degli anni successivi quindici di loro, tra cui tre donne, sono stati protagonisti di scandali e molti sono stati costretti ad andarsene. Non che i democratici, ha precisato, siano stati dei santi: hanno avuto vittime eccellenti del sesso, dall’ex senatore e candidato alla Casa Bianca John Edwards all’ex governatore dello stato di New York Eliot Spitzer.

    DOPPIE VITE – Ma la percentuale dei trasgressori repubblicani rappresenta un record piuttosto difficile da battere, e fa pensare che i loro valori siano fittizi. Il Washington Post si è divertito a citare le vicende più clamorose. Quella del deputato gay Mark Foley, che inseguiva i paggetti della Camera. Quella del senatore John Ensign, che stipendiava il marito dell’amante. E quella della deputatessa Helen Chenoweth, che negli anni Novanta crocefisse Clinton per la sua love story con la stagista della Casa Bianca Monica Lewinski, e che fu fatta fuori dal partito quando emerse che da un decennio aveva un rapporto adulterino. Il giornale ha anche sottolineato che alle elezioni parlamentari del prossimo novembre l’epidemia di tradimenti coniugali potrebbe nuocere ai repubblicani: gli elettori, ha ammonito, sono in rivolta, ritengono ipocriti o corrotti molti dei politici al potere e sono pronti a defenestrarli. Un giudizio confermato dall’esito di quattro primarie tenute ieri: è caduta persino la testa di Arlen Specter, un ottuagenario senatore, prima repubblicano poi democratico, a Washington da quasi mezzo secolo.

    Ennio Caretto
    19 maggio 2010

    Ormai non fa quasi più notizia. Prendiamo atto che i sessuofobi e i predicatori dell’astinenza sono tutti quantomeno sospetti.

    http://www.corriere.it/esteri/10_maggio_19/repubblicano-amante_05dafdd0-635d-11df-8b63-00144f02aabe.shtml

  • LA PARTE CIVILE NEL PROCESSO CONTRO IL SACERDOTE CHE AVREBBE INFASTIDITO 4 BAMBINE TRUFFATI ANZIANI

    LA PARTE CIVILE NEL PROCESSO CONTRO IL SACERDOTE CHE AVREBBE INFASTIDITO 4 BAMBINE TRUFFATI ANZIANI

    LA PARTE CIVILE NEL PROCESSO CONTRO IL SACERDOTE CHE AVREBBE INFASTIDITO 4 BAMBINE TRUFFATI ANZIANI
    «Molestate dal prete a pagare i danni ora sia l’Arcidiocesi»
    Imputato è l’ex viceparroco del Sacro Cuore

    Il difensore dei genitori di una delle presunte vittime chiede al gup di poter citare come responsabili civili l’Arcidiocesi e i Salesiani. I genitori di una delle bambine che sarebbero state molestate in chiesa da un prete si costituiranno parte civile contro il sacerdote; il legale intende citare come responsabili civili, per ottenere il risarcimento, l’Arcidiocesi di Foggia e i Salesiani quali «datori» di lavoro del presunto molestatore.

    http://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it….&view=ZW50aXR5