Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Asti

  • Festival di Berlino 2015, El Club di Larraìn sui preti pedofili film favorito

    Festival di Berlino 2015, El Club di Larraìn sui preti pedofili film favorito

    di “Il seme del prete è santo, se lo ingoi vai direttamente in paradiso”. Senza troppo sforzo alcuni abiti talari cileni riuscivano a convincere i ragazzi alle sacre fellatio, completate da penetrazioni e svariati giochetti erotici spacciandoli per ovvietà. Ma della Salò di certe frange ecclesiastiche santa madre Chiesa non sempre ha finto ignoranza, confinando queste anime perse in case “d’espiazione” distanti da occhi, lingue e orecchie. El Club è una di queste villette, lungo la costa del Cile, ed è il titolo del nuovo sconvolgente film di Pablo Larraìn, talento del cinema cileno e da ieri uno dei favoriti alla corsa per l’Orso d’oro alla 65ma Berlinale.

    La sua opera nasce per contraddire l’assunto della Genesi per cui “Dio vide che la Luce era cosa buona e separò la Luce dalle Tenebre”: nell’abitazione dei quattro sacerdoti peccaminosi e penitenti luce e tenebre si sovrappongono e mescolano. Pedofilia,alcolismo, gioco d’azzardo, omosessualità che lungi da essere un crimine non è gradita alle purpuree gerarchie.

    Tutto questo convive(va) con preghiere, santa Messa e rosario, ed è ancora ivi residuale in alcune pratiche come la forsennata corsa dei cani (con scommesse) in cui il levriero di padre Vidal (l’attore feticcio Alfredo Castro) è un campione. Ma c’è un giovane freak, Sandokan, che li tortura sotto casa: è stato vittima della pedofilia di un nuovo “ospite” che appena capisce l’andazzo sceglie il suicidio.Ne segue l’indagine di un inviato dal Vaticano che diventa la narrazione del film. Larraìn educato in scuole cattoliche non mette in scena demoni o mostri bensì semplici uomini della Chiesa.

    Se la pellicola non si dichiara quale “denuncia alla Chiesa” tout-court, a detta del regista 39enne intende manifestare il panico di un’organizzazione timorosa di farsi vedere per quella che è. “Per questo il Vaticano non colpirà il mio film, gli farebbe promozione”.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/10/festival-berlino-2015-el-club-pablo-larrain-sui-preti-pedofili-favorito/1412301/

  • Prete sospettato di abusi, i testimoni: “Ci stordiva con l’alcool e si mostrava in accappatoio”

    Prete sospettato di abusi, i testimoni: “Ci stordiva con l’alcool e si mostrava in accappatoio”

     Nuovi sviluppi circa la vicenda di don Vito Cantò, l’ex parroco di Villa Raspa di Spoltore indagato con l’accusa di aver abusato di un ragazzo all’epoca ancora minorenne.

    L’indagine a carico del parroco, 42 anni, sospeso dall’esercizio delle funzioni sacerdotali, è tuttora in corso sia a livello penale che a livello ecclesiastico, ed per quanto riguarda questo secondo contesto si potrebbe giungere a verdetto già all’inizio del 2015.

    La squadra mobile di Pescara, intanto, oltre ad aver accolto la testimonianza del ragazzo che sarebbe stato vittima del prete dalla quale ha avuto inizio l’inchiesta, ha ascoltato anche alcuni coetanei del giovane, che a quel che risulta non avrebbero parlato di presunti abusi da parte di don Vito maavrebbero raccontato in maniera praticamente speculare le serate in casa del parroco.

    Tutti i ragazzi ascoltati avrebbero concordato, difatti, nel sostenere che il parroco, mostrandosi loro in accappatoio o anche nudo, li avrebbe invitati a raggiungerli sotto la doccia, dopo aver loro parlato di omosessualità ed aver offerto loro bevande alcooliche.

    Alcuni dei testimoni avrebbero ammesso di essere rimasti turbati da tali comportamenti, uno di essi avrebbe invece confessato di aver accettato l’invito in un momento di scarsa lucidità, un altro ancora avrebbe affermato che il prete avrebbe lasciato aperta la porta del bagno al preciso scopo di essere visto nudo. Tutti, però, avrebbero frequentato il parroco spinti dalla fiducia dei genitori nei riguardi del sacerdote, che dal canto suo sarebbe poi pian piano riuscito a conquistare anche quella dei ragazzi.

    Al contempo, sarebbe inoltre emerso che don Vito avrebbe rilasciato una prima parziale ammissione di tali episodi all’arcivescovo di Pescara Tommaso Valentinetti: a riferirlo agli inquirenti è stato uno dei testimoni che lo stesso Valentinetti avrebbe ascoltato prima di decidere per l’allontanamento del sacerdote dalla chiesa di Villa Raspa.

    http://www.abruzzo24ore.tv/news/Prete-sospettato-di-abusi-i-testimoni-Ci-stordiva-con-l-alcool-e-si-mostrava-in-accappatoio/147812.htm

  • Prete molesta 17 enne sul tram, denunciato

    Prete molesta 17 enne sul tram, denunciato

     Clero nella bufera dopo il caso del prete 54enne che ha molestato un ragazzino sul tram accarezzandolo nelle parti intime. Una vicenda sulla quale sono in corso indagini da parte della Polizia ma che ha già alcuni punti fermi come la denuncia scattata nei confronti del prelato per molestie sessuali.

    Tutto è accaduto martedì pomeriggio sul tram a poche centinaia di metri dal capolinea dell’Annunziata.  La bagarre è scoppiata all’altezza della fermata antistante gli imbarcaderi della Caronte Tourist. Il 17enne improvvisamente ha prima spintonato e poi schiaffeggiato il prete prima di essere calmato da altri passeggeri. Il giovane ha  urlato tutta la sua rabbia all’indirizzo del sacerdote. Poi ha chiesto l’intervento della Polizia.

    Quando sono giunte le Volanti il minore ha raccontato agli agenti di essere stato molestato durante il tragitto. Il prete, approfittando della calca, avrebbe iniziato a palpeggiarlo e ad accarezzarlo nelle parti intime. Il ragazzo si è subito mostrato infastidito ma inizialmente non ha avuto nessuna reazione eclatante.

    Ha tentato di spostarsi ma il 54enne prelato ha continuato ad insidiarlo. Finchè il minore non è passato alle maniere forti mollandogli due sonori ceffoni. La Polizia ha quindi sentito alcuni passeggeri testimoni della vicenda. I due sono poi stati condotti in caserma per essere sentiti. Della vicenda potrebbe ora occuparsi la Procura.

    http://www.gazzettadelsud.it/news/114567/Prete-molesta-17-enne-sul-tram.html

  • Sul tram prete  molesta ragazzino  che lo schiaffeggia

    Sul tram prete molesta ragazzino che lo schiaffeggia

    L’incredibile episodio si è verificato martedì mattina. Un sacerdote di 54 anni è stato bloccato dagli agenti delle Volanti.

     Un prete denunciato dalla polizia per aver molestato un ragazzino sul tram. È questa la vicenda ancora tutta da ricostruire su cui stanno lavorando all’Ufficio prevenzione generale della Questura, dopo quanto è successo nella tarda mattinata di martedì.

    I fatti a quanto pare si sono verificati su una vettura del tram in servizio lungo la classica tratta, che era arrivata all’altezza degli imbarcaderi privati quando è “scoppiato” tutto. Si tratta di un sacerdote cinquantaquattrenne, G.B., che dopo i primi accertamenti degli agenti di alcune Volanti che sono intervenute sul posto, è stato denunciato per molestie sessuali ai danni di un minorenne.

    Un primo dettagliato rapporto su quanto è accaduto è stato già inviato dagli agenti delle Volanti in Procura, al magistrato di turno, per le valutazioni del caso. Alla base di tutto c’è in ogni caso il racconto circostanziato della vittima degli abusi, un minorenne, e i poliziotti stanno verificando in queste ore anche alcune testimonianze tra i passeggeri della vettura e alcuni passanti, che potrebbero rivelarsi fondamentali per ricostruire ogni minimo aspetto della vicenda. I fatti si sono svolti intorno alle 13 di martedì nei pressi della fermata del tram che fronteggia gli imbarcaderi privati della Caronte&Tourist.

    A quanto pare il prelato avrebbe più volte palpeggiato il ragazzino nelle parti intime, il quale avrebbe subito reagito, molto infastidito da queste “attenzioni”, quindi lo avrebbe prima spintonato e poi schiaffeggiato. Una reazione che ha destato l’attenzione di molti passanti e di alcuni passeggeri del tram, in un punto molto frequentato come la fermata che fronteggia gli imbarcaderi privati.

    Dopo attimi molto concitati sono intervenute sul posto due Volanti della polizia, e gli agenti dopo aver faticato non poco per sedare gli animi, hanno condotto il prete e il ragazzo nella sede dell’Upg, per ricostruire tutta la vicenda attraverso il loro racconto. Al termine è scattata la denuncia nei confronti del sacerdote 54enne, con l’invio degli atti in Procura per eventuali nuovi sviluppi.

    http://www.gazzettadelsud.it/news/114495/Sul-tram-prete-molesta-ragazzino-che.html

  • La paura dell’uomo “in nero”

    La paura dell’uomo “in nero”

    Diego Dalla Palma da qualche anno ha preso coraggio e ha raccontato pubblicamente la sua storia di ragazzino abusa­to da un prete del collegio in cui viveva e studiava. «Spero che le proporzioni che posso fare io non siano uno specchio del fenomeno. Da me, su 19 preti, 11 veniva­no di notte nelle camere a farci i servizi. E sceglievano i più piccoli. I grandi sa­pevano, tutti sapevano». Ma nessuno parlava. «No, non ho parlato nemmeno io, anche se un mio compagno di scuola si è ucciso, sfinito dalle emorragie e dal­la vergogna che quegli abusi gli procura­vano. Non posso parlare dell’omertà degli altri senza parlare della mia, io ho rimosso, cercato di dimenticare. Che i ragazzini non parlino è normale: chi cre­derebbe mai che un prete possa fare cer­te cose? Se io l’avessi detto a mia madre lei non mi avrebbe creduto, e allora non dici niente. Più grave è invece tacere da grandi, più grave è il silenzio degli altri adulti che sanno e lasciano che le cose succedano».

    Lui il coraggio di dire l’ha trovato qua­rant’anni dopo, e insieme gli è venuto anche quello di perdonare. «Penso che 1’80 per cento dei preti siano omosessua­li. Probabilmente sentono qualcosa di diverso dentro di loro e sposano la Chie­sa per darsi una disciplina, con l’idea di fare qualcosa di buono, per sfuggire con il voto di castità a qualcosa che non san­no comprendere. Naturalmente non fun­ziona. La pedofilia è una cosa che non c’entra niente con l’omosessualità, e io non me la so spiegare. Ho avuto un ami­co che ho scoperto essere pedofilo, lo ricordo in una piscina termale in Maroc­co, giocava con un ragazzino. lo e altri lo fissavamo increduli, dopo piangeva lacri­me lunghe fino al collo. È una malattia psichiatrica, perché così diffusa tra i preti non lo so. Forse quei corpi lisci fan­no sentire il gesto meno impuro, il desi­derio per una persona del tuo stesso ses­so meno sbagliato».

    Da quando ha raccontato la sua storia Dalla Palma, ogni volta che presenta un libro o va in televisione, riceve moltissime lettere. «Le più strazianti sono state quel­le di un prete che mi parlava delle sue pul­sioni. E quella di un ragazzo con un han­dicap: mi ha lasciato un bigliettino alla fine di un incontro pubblico, mi racconta­va di un abuso. L’ho cercato poi, ma nes­suno pareva saperne niente. C’è tanta omertà, tanta connivenza. I preti tacciono e, tacendo, non danno valore alla loro stessa vita. Chi tace non si vuole bene».

    http://www.vanityfair.it/news/italia/14/10/03/vittime-pedofilia-preti

  • Turchia, stretta sui diritti con Erdogan: amnistia di fatto per gli aguzzini delle spose-bambine e pedofilia ‘depenalizzata’

    Turchia, stretta sui diritti con Erdogan: amnistia di fatto per gli aguzzini delle spose-bambine e pedofilia ‘depenalizzata’

    L’Alta Corte di Istanbul ha eliminato di fatto il reato di abusi su minori indifesi con il ‘perdono’ concesso agli uomini che violentano bambine e poi le sposano. Dai 13 anni in su le vittime sono considerate adolescenti consapevoli della natura di un atto sessuale. E niente più pena a 16 anni per chi è condannato per pedofilia
  • Il prete che ha drogato e violentato cento bambini “protetto dalla Chiesa”

    Il prete che ha drogato e violentato cento bambini “protetto dalla Chiesa”

    Il prete che ha drogato e violentato cento bambini “protetto dalla Chiesa”
    „
    Le accuse contro il prelato, ben circostanziate, originate da indagini della magistratura locale: il sacerdote sarebbe stato “coperto” dalla gerarchia ecclesiastica per oltre 30 anni
    “

    Sarebbero oltre cento i bambini vittime degli stupri di Eduardo Cordoba, un prete cattolico messicano. Le accuse, circostanziate, sono state originate da indagini delle autorità giudiziarie locali, che hanno chiesto all’arcivescovo di Città del Messico di consegnare alla giustizia civile tutti gli archivi che riguardano le denunce presentate contro il religioso.

    Dai primi dettagli emersi, il prelato narcotizzava le vittime prima di violentarle, e sarebbe stato “coperto” dalla gerarchia ecclesiastica per oltre 30 anni.

    Magistrati e cittadini cercano in queste ore di ottenere nuove informazioni, anche attraverso cartelloni pubblicitari che, sotto la foto del sacerdote, recitano: “Sei stato vittima? Denuncialo”

    http://www.today.it/rassegna/prete-drogato-violentato-bambini-chiesa.html
  • Abusi, Provolo: «Chiederemo risarcimenti alla diocesi»

    Abusi, Provolo: «Chiederemo risarcimenti alla diocesi»

    Gli ex allievi dell’Istituto per sordomuti Provolo, che hanno dichiarato di aver subito abusi da parte di sacerdoti in un periodo che va dagli anni Cinquanta fino al 1984, attiveranno richieste di risarcimento nei confronti della diocesi di Verona, per poi arrivare fino alla Santa Sede se necessario. È quanto annunciato da Maurizio Turco dei Radicali nel corso di una conferenza stampa alla Camera dell’Associazione Sordi Antonio Provolo. «Si voleva evitare la politica dei risarcimenti – ha detto Turco – ma evidentemente è l’unico linguaggio che li porta a più miti consigli», ha detto riferendosi alle autorità ecclesiastiche. «Visto che non abbiamo avuto giustizia – ha aggiunto il presidente dell’associazione Giorgio Dalla Bernardina – chiediamo i risarcimenti per i danni e le sofferenze subite per tanti anni».

    Le richieste sono dirette alle autorità ecclesiastiche in quanto nel momento in cui le vittime decisero di denunciare pubblicamente le presunte violenze subite, qualche anno fa, i reati erano già «abbondantemente prescritti da tempo», spiega l’avvocato Giuseppe Rossodivita. «Si trattava di bambini sordi, che vivevano in istituto e che spesso non avevano famiglia», aggiunge il legale. Lo stesso presidente dell’associazione Dalla Bernardina riferisce di aver tentato di fare sapere che cosa accadeva ma per molti anni non è stato capito. «Mia mamma veniva a trovarmi una volta al mese – afferma potendo oggi comunicare a parole e non solo a gesti come quando era bambino -, io cercavo di farle capire le violenze che subivo ma non ero compreso. Sono anche scappato due volte dal collegio ma mi hanno riportato dentro e picchiato. Sono stato all’Istituto Provolo fino all’età di 22 anni e ne ho visti tanti di ragazzi che subivano violenze sessuali e fisiche».

    Secondo l’associazione sarebbero dodici i sacerdoti accusati ancora in vita per i quali non sono stati presi provvedimenti. C’è infine anche un contenzioso sull’utilizzo della Tenuta Cervi, nel Comune di San Zeno di Montagna a Verona, che «nelle intenzioni della Fondazione che l’ha lasciata in eredità doveva essere a disposizione dei bambini sordomuti e non nelle mani di coloro che invece li hanno violati», ha concluso Turco.

    http://szenoinstampa.blogspot.it/2014/08/abusi-provolo-chiederemo-risarcimenti.html

  • Il Vaticano non consegnerà all’ONU i documenti sugli abusi sessuali

    Il Vaticano non consegnerà all’ONU i documenti sugli abusi sessuali

    La commissione per l’infanzia li aveva chiesti per verificare il rispetto della convenzione sui diritti del bambino, ratificata nel 1989

    Il Vaticano si è rifiutato di comunicare a una commissione dell’ONU le informazioni relative a una indagine interna sugli abusi sessuali commessi sui bambini e sulle bambine da parte dei membri del clero: ha fatto sapere che i vari casi sono di competenza dei sistemi giudiziari dei paesi in cui gli abusi hanno avuto luogo e che la prassi non prevede di rivelare informazioni se non espressamente richieste dalle autorità del paese a cui servono. La Chiesa ha poi spiegato che le sue procedure disciplinari «non sono aperte al pubblico» – questo anche per proteggere «i testimoni, gli imputati e l’integrità dell’intero procedimento» – e che è «profondamente rattristata dalla piaga degli abusi sessuali».

    Il Vaticano ha spiegato inoltre di aver cambiato i criteri per l’ammissione dei candidati al sacerdozio, di aver aggiornato il diritto canonico e di aver chiesto alla Conferenza episcopale di stabilire le linee guida per combattere gli abusi.
    Lo scorso luglio la Commissione dell’ONU sui diritti dell’infanzia aveva chiesto informazioni dettagliate su tutti i casi di abusi sessuali noti al Vaticano dal 1995. Si trattava della prima volta che una richiesta così ampia e precisa veniva formulata da un dipartimento delle Nazioni Unite. Le domande riguardavano casi specifici e anche le omissioni e le coperture delle gerarchie ecclesiastiche, oltre alle violenze e le intimidazioni subite dalle vittime. La Commissione chiedeva di spiegare come la Chiesa aveva condotto le indagini, se le vittime degli abusi avevano ricevuto sufficiente e adeguata assistenza legale, se le persone colpevoli di reati sessuali erano state autorizzate a rimanere in contatto con i bambini e se il clero avesse l’obbligo di riferire gli abusi alla polizia.

    In sostanza le domande presentate dall’ONU avevano l’obiettivo di valutare il rispetto da parte della Chiesa cattolica della Convenzione Internazionale sui Diritti del Bambino, firmata nel novembre del 1989 anche dal Vaticano. Tutte le informazioni avrebbero dovuto essere presentate entro il 30 novembre, in vista dell’audizione periodica che il Vaticano, come tutti i paesi che hanno ratificato la Convezione, dovrà sostenere di fronte al Comitato nel gennaio del 2014.

    http://www.ilpost.it/2013/12/04/rifiuto-vaticano-documenti-abusi-onu/#

  • La chiesa che non risarcisce le vittime dei preti pedofili

    La chiesa che non risarcisce le vittime dei preti pedofili

    La chiesa polacca è sempre più cpoinvolta dagli scnadali dei preti pedofili, per i quali si scusa, ma non è disposta a risarcire le vittime.

    NON PAGHIAMO – Pochi giorni fa il segretario dell’episcopato polacco, il vescovo Wojciech Polak, si era scusato con le vittime dei preti pedofili e aveva offerto solidarietà e supporto piscologico e terapeutico, oggi però un altro presule, Jozef Kloch, ha confermato ufficialmente che la chiesa polacca non intende pagare risarcimenti alle loro vittime.

    MONTA LO SCANDALO – Sono circa 27 i preti accusati di attività pedofile in Polonia, ai quali di recente se ne sono aggiunti altri due, tra i quali un arcivescovo, ricercati a Santo Domingo e per i quali il paese caraibico ha chiesto l’estradizione. Proprio ieri è arrivato in giudizio il primo caso nel quale è stata presentata una richiesta di risarcimento in sede penale, ma gli avvocati dell’episcopato hanno negato ogni repsonsabilità e di conseguenza ogni risarcimento.

    NON RESPONSABILI? – Il ragionamento dei vescovi polacchi e dei loro avvocati probabilmente faticherà ad affermarsi, sia perché resta aperta la via del giudizio civile, sia perché igiudici potrebbero convenire diversamente e allinearsi all’interpretazione emersa in altri paesi, nei quali la responsabilità dei sacerdoti incriminata è risultata condivisa anche dall’istituzione ecclesiastica, sia per il frote legame gerarchico al quale è sottomesso il clero, sia per i numerosi episodi di favoreggiamento e persino inquinamento delle indagini messi in atto dalle gerarchie, che hanno provocato ulteriori sofferenze alle vittime nell’evidente tentativo di difendere il buon nome dell’istituzione prima che la lor integrità dagli assalti degli orchi in tonaca.