Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Aversa

  • La Diocesi di Aversa chiarisce | “Don Graziano da anni assente dalla comunità”

    La Diocesi di Aversa chiarisce | “Don Graziano da anni assente dalla comunità”

    Aversa (Ce) – “Sebbene incardinato in questa Diocesi, da ormai molti anni, il sacerdote don Livio Graziano aveva intrapreso un suo percorso di attività personali che esulavano dalla vita e dalla pastorale di questa comunità ecclesiale”. Così in una nota la Diocesi di Aversa chiarisce la posizione del prete arrestato oggi per abusi su minore nell’ambito di un’indagine della Procura di Avellino.

    “Esprimendo grande solidarietà e vicinanza a chi è stato vittima della violenza, la Diocesi attende con fiducia che l’azione investigativa dei competenti organi giudiziari faccia il suo corso e nella preghiera affida ogni fratello e sorella alla carità di Dio”, conclude il comunicato della Diocesi guidata da Angelo Spinillo.

  • Sacerdote arrestato per abusi sessuali su un 13enne: chi è don Livio Graziano

    Sacerdote arrestato per abusi sessuali su un 13enne: chi è don Livio Graziano

    È don Livio Graziano il prete arrestato ad Aversa, con l’accusa di abusi sessuali su un bambino di 13 anni. Nella mattinata di martedì 26 ottobre, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Avellino hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Avellino, su richiesta di questa Procura, nei confronti di un sacerdote (fondatore e responsabile di una Cooperativa Sociale preposta all’assistenza di tipo terapeutico di persone con problemi di ansia, depressione e disturbi dell’alimentazione, nonché finalizzata a offrire opportunità ed esperienze sociali e spirituali).

    Prete arrestato ad Aversa, chi è don Livio Graziano

    Il sacerdote, il 50enne don Livio Graziano, è gravemente indiziato di atti sessuali con un minorenne di età inferiore ai 14 anni. L’indagine, avviata a seguito della denuncia presentata dal genitore del 13enne, ha consentito di accertare il compimento di atti sessuali con il minore da parte del religioso, che aveva ospitato l’adolescente presso la citata struttura il tredicenne nel periodo giugno-settembre 2021.

    La comunità di Montevergine

    Il sacerdote risulta incardinato presso la Diocesi di Aversa da cui si era allontanato qualche anno fa. In passato ha vissuto in ritiro spirituale presso il Santuario di Montevergine. Ad Avellino il sacerdote ha fatto sorgere un ufficio di consulenza nutrizionista. Ha poi fondato la cooperativa sociale “Effatà, Apriti” con sedi in due comuni a pochi chilometri da Avellino.

    Decisiva la denuncia del padre

    Decisiva – ai termini delle indagini coordinate dal procuratore della Repubblica di Avellino Domenico Airoma – la denuncia del padre del 13enne che sarebbe stato vittima di abusi sessuali. Il bambino sarebbe stato ospite della cooperativa sociale fondata dal sacerdote per l’assistenza alle persone con problemi di depressione e disturbi dell’alimentazione.

  • Avellino: abusi su 13enne accolto nella comunità, arrestato un sacerdote. Aveva vinto il premio Padre Pio

    Avellino: abusi su 13enne accolto nella comunità, arrestato un sacerdote. Aveva vinto il premio Padre Pio

    Un sacerdote è stato arrestato dai Carabinieri del nucleo investigativo di Avellino in quanto gravemente indiziato di atti sessuali compiuti su un 13enne.

    I militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Avellino su richiesta della Procura irpina. Il sacerdote è fondatore e responsabile di una cooperativa sociale preposta all’assistenza di tipo terapeutico di persone con problemi di ansia, depressione e disturbi dell’alimentazione, nonché finalizzata a offrire opportunità ed esperienze sociali e spirituali.

    L’indagine, avviata a seguito della denuncia presentata dal genitore del 13enne, ha consentito di accertare il compimento di atti sessuali con il minore da parte del religioso, che aveva ospitato l’adolescente nella struttura da lui gestita nel periodo tra giugno e settembre di quest’anno. II sacerdote risulta incardinato presso la Diocesi di Aversa.

    Il provvedimento è stato firmato dal Gip del Tribunale di Avellino su richiesta del Procuratore capo, Domenico Airoma. Le indagini, avviate dopo la denuncia presentata dal padre di un ragazzo di tredici anni, ospite della cooperativa da giugno a settembre scorsi, avrebbero accertato gli abusi. Il sacerdote, don Livio Graziano, 50 anni, non è alle dipendenze della Diocesi di Avellino ma è incardinato in quella di Aversa (Caserta). Dopo aver trascorso alcuni anni in ritiro spirituale presso il Santuario di Montevergine ( Avellino), don Livio aprì ad Avellino un ufficio di consulenza nutrizionista e successivamente ha fondato la cooperativa sociale «Effatà, Apriti» con sedi in due comuni a pochi chilometri da Avellino. La sua permanenza nella Diocesi irpina, come ricordano le cronache, è stata «contestata» a più riprese dall’allora Vescovo di Avellino, monsignor Francesco Marino, originario di Caserta come il sacerdote arrestato. Per la sua «intensa attività sociale e umanitaria» a don Livio è stato assegnato nel 2014 a Benevento il premio «Padre Pio da Pietrelcina». 

    https://www.ilmattino.it/avellino/sacerdote_pedofilo_abusi_su_ragazzo_13_anni_avellino_aversa_caserta-6282175.html

  • Atti sessuali con un bambino di 13 anni: carabinieri Avellino arrestano un sacerdote

    Atti sessuali con un bambino di 13 anni: carabinieri Avellino arrestano un sacerdote

    I carabinieri del Nucleo Investigativo operativo del comando provinciale di Avellino stamane hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Avellino su richiesta della Procura agli ordini del Procuratore Airoma.

    Destinatario un sacerdote (fondatore e responsabile di una cooperativa sociale preposta all’assistenza terapeutica di persone con problemi di ansia, depressione e disturbi dell’alimentazione e ad offrire opportunità ed esperienze socali e spirituali), indiziato di atti sessuali con un 13enne.

    Le indagini sono cominciate dopo la denuncia della famiglia del ragazzo ed hanno appurato il compimento di atti sessuali del religioso con il minorenne, il quale era stato ospite della struttura da giugno a settembre di quest’anno. Il sacerdote risulta incardinato presso la diocesi di Aversa.

    Atti sessuali con un bambino di 13 anni: carabinieri Avellino arrestano un sacerdote

  • LA SCUOLA CATTOLICA (2021) Trailer del Film di Crimine con Riccardo Scamarcio e Valeria Golino

    LA SCUOLA CATTOLICA (2021) Trailer del Film di Crimine con Riccardo Scamarcio e Valeria Golino

    Diretto da Stefano Mordini Con Benedetta Porcaroli, Giulio Pranno, Federica Torchetti, Fabrizio Gifuni, Fausto Russo Alesi e Valentina Cervi, e con la partecipazione di Valeria Golino, Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca #LaScuolaCattolia arriva al cinema dal 7 Ottobre In un quartiere residenziale di Roma sorge una nota scuola cattolica maschile dove vengono educati i ragazzi della migliore borghesia.

    Le famiglie sentono che in quel contesto i loro figli possono crescere protetti dai tumulti che stanno attraversando la società e che quella rigida educazione potrà spalancare loro le porte di un futuro luminoso. Nella notte tra il 29 e il 30 settembre del 1975 qualcosa si rompe e quella fortezza di valori inattaccabili crolla sotto il peso di uno dei più efferati crimini dell’epoca: il delitto del Circeo. I responsabili sono infatti ex studenti di quella scuola frequentata anche da Edoardo, che prova a raccontare cosa ha scatenato tanta cieca violenza in quelle menti esaltate da idee politiche distorte e un’irrefrenabile smania di supremazia

  • Per Don Francesco Spagnesi, il prete tutto orge e cocaina, arrivano le scuse del vescovo ai fedeli

    Per Don Francesco Spagnesi, il prete tutto orge e cocaina, arrivano le scuse del vescovo ai fedeli

    “Vi chiedo perdono per non avervi protetto a sufficienza. Sono consapevole che la vostra sofferenza è grandissima e il danno morale che avete subito, più ancora di quello materiale, è incommensurabile. Qui c’era un abisso, di fronte al quale non si può provare che dolore e raccapriccio per l’abbandono di ogni riferimento valoriale alla dignità della persona, tanto più grave perché a finire nel fondo di quell’abisso è stato, purtroppo, un ministro di Cristo”. Lo ha detto il vescovo di Prato, monsignore Giovanni Nerbini, questa mattina nella chiesa dell’Annunciazione alla Castellina, dopo l’arresto nei giorni scorsi dell’ex parroco di don Francesco Spagnesi, 40 anni, per spaccio e importazione di sostanze stupefacenti utilizzati in festini hard con il suo compagno.

    Don Francesco Spagnesi e quel vizio delle orge e della cocaina

    “Ho voluto essere presente qui oggi con voi per condividere insieme il difficilissimo momento che la nostra Chiesa attraversa e la vostra comunità parrocchiale sente come una bruciante ferita sulla propria pelle, nella vostra anima, come del resto, vi garantisco è nella mia – ha spiegato il vescovo durante l’omelia nella chiesa gremita – Sono venuto con il cuore in mano per ascoltare la vostra sofferenza, il vostro dolore, la vostra indignazione: sono la mia sofferenza, il mio dolore, la mia indignazione”.

    Il vescovo ha confessato: “Ho lottato per non perdere don Francesco Spagnesi, per non lasciarlo andare a fondo. Ho sbagliato? Credo di avere fatto molti errori. Di questi, sono qui, fra voi, a chiedere scusa. Non mi sono reso conto certamente dell’abisso in cui don Francesco era precipitato, inimmaginabile nei terribili aspetti in cui è venuto alla luce in questi giorni. Ma ancora oggi, conosciuta tutta la storia, Io continuo a soffrire, a sperare ed a pregare per lui. Cercherò di fare quel poco, pochissimo, che ormai è in mio potere fare per aiutarlo ancora. Spero che un giorno, col cuore in mano, lui possa domandare perdono, non a me ma a voi e sarebbe un grande passo”.

    In attesa di questo, ha aggiunto il vescovo, “so bene quanto grave sia – sotto il profilo della giustizia divina ma anche di quella umana -ciò per cui don Francesco è accusato. Come Diocesi non possiamo fare altro che rimetterci – come ho subito affermato – alle indagini dell’autorità giudiziaria, a cui chiedo di fare piena luce sulla vicenda e di fare presto. Ribadisco anche in questo momento la piena collaborazione con la Magistratura, peraltro avviata già prima del clamore della notizia”.

    Il riscatto promesso da Monsignor Nerbini

    Monsignor Nerbini ha poi annunciato: “Dobbiamo intraprendere fin da subito un cammino di redenzione e di riscatto su molteplici piani. Uno dei primi atti compete soprattutto a me e consiste nell’accertamento puntuale del danno economico che la parrocchia ha subito, per quanto questo sarà possibile. È già in corso una dettagliata verifica e nei prossimi giorni tutto il materiale raccolto verrà presentato al sostituto procuratore che si occupa del caso con cui, ripeto, stiamo doverosamente collaborando già da tempo”.

    La Diocesi, d’intesa con la parrocchia, si impegna fin d’ora – sulla base degli esiti di questa verifica – “a mettere a disposizione dei poveri della nostra città una somma di denaro congrua a riparare quanto estorto a tante persone, della Castellina e di altre zone della città” dal sacerdote arrestato.

    Il vescovo ha annunciato anche che sarà necessario l’arrivo di un nuovo parroco per “ritrovare una vita comunitaria capace di far sentire a tutti l’esperienza autentica che in essa si fa del Signore”. “Mi preme richiamare un’altra esigenza, indicare un’altra prospettiva. Questa vicenda terribile chiama tutti noi, consacrati e laici insieme, a riflettere con serietà e urgenza anche sul ruolo dei parroci e dei sacerdoti tutti: sulle loro potenzialità, sulle loro difficoltà, sulle loro solitudini, su come stare loro vicini – ha concluso mons. Nerbini – E sulla costruzione di una Chiesa che chiama tutti noi, nessuno escluso, non solo ad annunciare ma anche a testimoniare una buona novella di cui c’è, nel mondo, grande bisogno”.

  • Abusi sessuali, ex seminarista indagato: la ragazzina è finita in ospedale

    Abusi sessuali, ex seminarista indagato: la ragazzina è finita in ospedale

    di ANDREA GIANNI – Milano, 17 luglio 2021 – Era incaricato di seguire i ragazzi come educatore, e durante le attività in parrocchia ha conosciuto quella ragazzina di 15 anni che poi sarebbe diventata la sua vittima. Abusi sessuali, approfittando di un momento di difficoltà che la giovane stava attraversando, con conseguenze fisiche e psicologiche tali da portare al ricovero in ospedale della minorenne. Il presunto responsabile delle violenze è un ex seminarista di 26 anni, molto conosciuto nella zona e attivo nell’ambiente della parrocchia e dell’oratorio di Cuggiono, dove per un periodo ha seguito il suo percorso di formazione come aiuto del parroco. Nei suoi confronti è stata emessa una misura dell’obbligo di allontanamento e divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla sua giovane vittima. In questo caso l’oratorio, la parrocchia e la scuola del paese. A firmare il provvedimento è stato il giudice per le indagini preliminari di Milano Alessandra Clemente, che ha rigettato la richiesta di arresto avanzata dal pm Alessia Menegazzo.

    Da quanto si è saputo l’ex seminarista (espulso dal Seminario di Venegono non appena sono emerse le ipotesi di reato), incaricato di seguire i giovani come educatore, nei mesi scorsi, approfittando delle insicurezze della ragazzina legate all’adolescenza e della sua fragilità, ha cominciato con l’invio insistente di messaggini, molti dei quali con i canali social, per poi andare oltre. La scoperta delle violenze e degli abusi è avvenuta dopo che la 15enne è finita in ospedale, dove è rimasta ricoverata per parecchie settimane a causa delle gravi conseguenze psicologiche e fisiche per quello che era stata costretta a subire.

    Lì, pian piano, la giovane vittima ha preso coraggio e ha raccontato quel che era accaduto, dando il via alle indagini coordinate dalla Procura di Milano. Immediatamente il seminarista è stato trasferito in una località lontana dall’oratorio dove gli è stata notificata la misura disposta dal giudice con le accuse di violenza sessuale aggravata e produzione di materiale pedopornografico. Lunedì si terrà l’interrogatorio di garanzia, e il 26enne avrà la possibilità di fornire la propria versione dei fatti.

    Un episodio che ancora una volta accende un faro su presunti abusi sessuali commessi in ambienti legati alle parrocchie, in un paese distante pochi chilometri da Busto Garolfo, scosso dall’arresto di don Emanuele Tempesta. Il sacerdote si trova agli arresti domiciliari per violenza sessuale ai danni di sette bambini, tra i sette e gli undici anni. Risalgono al 2011, invece, gli abusi commessi dall’allora parroco di Rozzano, don Mauro Galli, su un ragazzino di 15 anni. Abusi avvenuti nella casa del prete, dove il minorenne aveva trascorso la notte “in vista delle attività di preghiera” previste per il giorno dopo. Recentemente la Corte d’Appello di Milano ha ridotto da 6 anni e 4 mesi a 5 anni e 6 mesi la condanna, riconoscendo le attenuanti generiche. Leonardo Gualdoni

  • L’aspirante sacerdote-orco cacciato dal seminario di Venegono

    L’aspirante sacerdote-orco cacciato dal seminario di Venegono

    di GIOVANNI CHIODINI – Cuggiono (Milano) – A parte l’ambiente oratoriano, che conosce il protagonista di questa storia proprio per averlo visto operare, ieri in paese erano poche le persone che commentavano (perché ne erano venuti a conoscenza) la notizia del divieto di avvicinamento nei confronti dell’ex seminarista che avrebbe abusato sessualmente di una quindicenne, approfittando di un momento di difficoltà che la giovane stata attraversando. Il giovane indagato, che oggi ha 26 anni, aveva frequentato l’oratorio per diversi anni quando era ragazzo. Poi col lavoro si era staccato e non era più un frequentatore assiduo. Nel settembre del 2019, con un diploma in tasca, aveva deciso di entrare in seminario, a Venegono. L’avevano accompagnato un gruppetto di giovani oratoriani e sui social della parrocchia si leggeva “tutti noi ti sosterremo sempre nelle preghiere per il cammino che vivrai”.

    Al termine del primo anno il giovane seminarista – come prassi consolidata – è tornato nella sua parrocchia per trascorrere i mesi estivi e vivere nuovamente in quell’ambiente che ben conosceva, ovvero l’oratorio. Lo scorso anno, a causa del Covid, l’oratorio estivo era stato organizzato in maniera differente, con i ragazzi divisi in piccoli gruppi e assegnati in luoghi differenti, e per un periodo inferiore rispetto al passato. La violenza sarebbe accaduta proprio in quel periodo. Dapprima con l’invio insistente di messaggini, anche sui canali social. Poi con gli abusi veri e propri.

    La ragazza, superato il momento più critico, ha poi svelato quella relazione. “Non appena è emersa, nello scorso mese di gennaio, l’ipotesi di reato a carico del seminarista, il suo percorso formativo seminaristico è stato interrotto e il ragazzo è stato espulso dal seminario”, precisa l’Arcidiocesi di Milano. “Contestualmente, il parroco si è rivolto ai genitori della vittima informandoli dell’ipotesi emersa e informandoli del loro diritto di adire alle vie legali”. Sulla vicenda il parroco di Cuggiono, don Angelo Sgobbi, preferisce non commentare. Dopo l’arresto del viceparroco di Busto Garolfo, venerdì, l’Arcivescovado si era premurato di comunicare l’episodio.

    Per questo caso invece nulla. Forse in considerazione che la persona indagata non è un sacerdote ma semplicemente un ex seminarista che aveva da poco iniziato il suo cammino di studio. Oggi in paese si celebra la patronale. Non è escluso che per l’occasione il parroco dica qualcosa in merito. C’è un collegamento tra l’episodio di Cuggiono e quello di Busto Garolfo? Il fatto che i provvedimenti restrittivi siano stati emessi, seppur da due differenti Procure, nello stesso giorno e che per entrambi lunedì si terrà l’interrogatorio di garanzia lo lascia presumere. I due è dato per certo che si conoscevano. E forse qualche contatto è stato rintracciato anche nelle loro conversazioni. leonardo gualdoni

  • Caserta, abusò di parrocchiana 13enne: sacerdote condannato a 9 anni

    Caserta, abusò di parrocchiana 13enne: sacerdote condannato a 9 anni

    Condanna a nove anni per don Michele Mottola, il sacerdote napoletano arrestato per abusi sessuali su una bambina di tredici anni a Trentola Ducenta, nel casertano. La sentenza, emessa quest’oggi dal tribunale di Napoli Nord, gip Vera Iaselli, accoglie in toto il complesso quadro accusatorio messo insieme dalla procura diretta da Francesco Greco. Il verdetto è frutto della denuncia della vittima che, in un primo momento, non fu creduta neanche dai familiari.

    Successivamente, la bimba registrò di nascosto gli incontri col prete con un telefonino. Mottola confessò poi dinanzi al vescovo di Aversa, Angelo Spinillo. La Diocesi provvide ad informare la Procura di quanto accaduto. Di qui l’indagine lampo sfociata nella condanna di oggi. La richiesta del pm, Paolo Martinelli, era stata di  9 anni e 6 mesi. Il tribunale ha anche riconosciuto alla parte lesa un risarcimento danni a carico dell’imputato.

    https://www.ilmattino.it/caserta/prete_pedofilo_caserta_trentola_ducento_13enne_sacerdote_condannato_a_9_anni-5482831.html

  • Venezuela. Era un pedofilo il prete ucciso da un minore a San Cristobal. Misure insufficienti dal vescovo Moronta

    Venezuela. Era un pedofilo il prete ucciso da un minore a San Cristobal. Misure insufficienti dal vescovo Moronta

    “Nella diocesi di San Cristóbal sono state adottate le norme della Chiesa universale per trattare i casi di abusi sui minori da parte del clero. Nel caso di p. Jesus Manuel Rondon Molina, “sono state ricevute diverse denunce contro di lui, sono state condotte le relative indagini e sono state prese le misure precauzionali… Nonostante le molteplici richieste di attenzione, ha disobbedito agli ordini e alle misure precauzionali stabilite nella legge della Chiesa”. Lo afferma in un comunicato il vescovo di San Cristobal, Mario Moronta che ammette dunque l’insufficienza delle misure da lui adottate per prevenire nuovi crimini di padre Jesus Manuel Rondon Molina, il sacerdote pedofilo scomparso il 16 gennaio e ritrovato ucciso il 21 gennaio.

    Nel testo del 22 gennaio, pervenuto all’Agenzia Fides, il vescovo spiega: “Secondo le informazioni fornite dalle autorità, il suddetto sacerdote sarebbe stato ucciso da un minore, che era stato vittima di abusi sessuali da parte del chierico, un’azione che ripudiamo. Lamentiamo la tragica morte del sacerdote e chiediamo che la giustizia divina si manifesti con misericordia. Preghiamo per lui, per sua madre e per la sua famiglia che stanno attraversando un momento di dolore e tristezza”.

    Mons. Moronta scrive che questo fatto “ci riempie di tristezza e preoccupazione”, chiede alle autorità “di chiarire cosa è successo senza usare questo triste evento per scopi politici o di altro tipo”, ricorda che la stragrande maggioranza dei sacerdoti si dedica generosamente al servizio della popolazione, “nonostante le difficoltà e le mancanze i fallimenti che alcuni possono avere”. Nessuna autocritica insomma per aver lasciato libero di agire un individuo così pericoloso.