Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Aversa

  • Presunti abusi, parroco sospeso Lui si difende: «Qui inviso ai fedeli»

    Presunti abusi, parroco sospeso Lui si difende: «Qui inviso ai fedeli»

    Quel parroco non è mai stato simpatico ad alcuni fedeli. Ora, è stato sospeso. Don Michele Mottola della chiesa di San Giorgio Matire a Trentola Ducenta è stato raggiunto da un provvedimento disciplinare cautelativo a firma della diocesi di Aversa. «Dopo la segnalazione di una minore di 14 anni e della famiglia di quest’ultima in diocesi di atti configurabili come abuso su una persona di minore età – si legge nel comunicato stampa della Diocesi – nei confronti del sacerdote il 25 maggio è stato emanato un provvedimento disciplinare con immediata interdizioni dalle funzioni di parroco. Nello stesso tempo sono state avviate tutte le procedure previste dal Codice canonico per accertare la gravità delle responsabilità del sacerdote per assicurare ogni tutela alla persona minore coinvolta in questa situazione».

    LO SHOCK
    Un macigno sulla parrocchia di San Giorgio, molto cara ai fedeli di Trentola Ducenta. «Non ho parole, non ho mai avuto problemi nelle altre parrocchie in cui sono stato, da Crispano a Cardito, da Qualiano ad Aversa – spiega don Michele raggiunto al telefono – da quando sono qui sono arrivati persino i carabinieri che si occupano di tutela dei beni archeologici perché io avevo fatto restaurare un tabernacolo. E alcuni cittadini aveva segnalato la cosa alla Soprintendenza. Finalmente in quel caso la verità venne a galla e poi ho anche ricevuto i complimenti in seguito».

    L’ACCUSA
    Ma perché stavolta son Michele è stato addirittura interdetto? Stando al racconto di una bambina che frequentava la chiesa e i corsi, il parroco avrebbe abusato di lei nei giorni di metà maggio. La piccola si sarebbe confidata con una coetanea che avrebbe poi raccontato il tutto ai genitori. E così, la famiglia della piccola si è in seguito recata in curia per segnalare al vescovo Angelo Spinillo l’accaduto. Il vescovo il 25 maggio ha convocato in Diocesi don Michele chiedendo spiegazioni. Dopo il colloquio Spinillo avrebbe così deciso di intraprendere il provvedimento disciplinare, allontanando il sacerdote dalla parrocchia.

    LA DENUNCIA
    Una mossa che ha un duplice effetto: la sospensione dalle funzioni di don Michele ma anche una denuncia ufficiale. La Curia, dunque, fa la sua parte. Non è ancora chiaro se la famiglia della piccola si sia però rivolta alle forze dell’ordine per sporgere denuncia nei confronti del sacerdote.

    IL PRECEDENTE
    Intanto, don Michele si dice sereno. Ha cambiato la sua immagine su Facebook e ha scritto una frase di Madre Teresa di Calcutta sulla sua bacheca multimediale, ieri sera. E pensare che solo nel 2018 i grattacapi gli erano arrivati per colpa del restauro del tabernacolo antico del 1777 che la Soprintendenza bloccò. Ai fedeli Mario Andolfi, dalla Soprintendenza casertana ai beni culturali, dichiarò: «Il parroco non ha chiesto ai nostri uffici nessuna autorizzazione per il restauro. Inoltre, non doveva estrapolare il tabernacolo per l’intervento di restauro, non è la tecnica indicata, ma al contrario il lavoro va effettuato sul posto». L’episodio acuì le incomprensioni tra il parroco, giunto da poco nella parrocchia di Ducenta, anche se è originario del posto, e i fedeli. Ma i dissapori sembravano terminati, col tempo. Ora, don Michele dovrà vedersela con accuse ben più pesanti.

    https://www.ilmattino.it/caserta/ha_abusato_di_una_minorenne_parroco_sospeso-4527145.html?fbclid=IwAR03Z_XZc_EE4jwDBPttoVkRToybf231F0w2aMyLwZuRw_bNwAIekCo1zuo

  • Caserta, parroco sospettato di pedofilia: la diocesi di Aversa lo sospende

    Caserta, parroco sospettato di pedofilia: la diocesi di Aversa lo sospende

    Un sacerdote del Casertano è stato sospeso dalla diocesi di Aversa, sospettato di pedofilia. La decisione a seguito di una segnalazione inviata dai fedeli che riguarda la parrocchia di San Giorgio Martire di Ducenta, per “atti configurabili come abuso su una persona di minore età”. Avviate le procedure previste dal Codice canonico.

    di Alessia Rabbai

    La diocesi di Aversa ha sospeso un parroco sospettato di pedofilia nel Casertano. Il provvedimento è arrivato  circa una settimana fa, a seguito di una segnalazione fatta da alcuni fedeli della parrocchia di San Giorgio Martire di Ducenta, giunta a destinazione lo scorso 24 maggio. Un racconto che ha posto all’attenzione dei rappresentanti ecclesiastici “atti configurabili come abuso su una persona di minore età nei confronti dello stesso sacerdote” si legge in una nota diffusa dalla diocesi di Aversa. Una decisione presa preventivamente dalla chiesa che ha rimosso, almeno temporaneamente, il sacerdote dalle sue funzioni, in attesa che vengano svolti gli accertamenti necessari per verificare in maniera opportuna, la veridicità delle informazioni ricevute. Nel frattempo, ha informato la diocesi, sono state avviate le procedure previste dal Codice canonico per accertare la gravità delle responsabilità del sacerdote e per assicurare ogni tutela alla persona di minore età coinvolta in questa situazione”.

    Don Mura assolto per pedofilia

    Don Silverio Mura è stato assolto dalle accuse di pedofilia. Secondo il tribunale ecclesiastico di Milano il parroco non ha abusato sessualmente di Arturo Borrelli, alias Diego Esposito. Il quarantenne di Ponticelli, ex allievo del sacerdote che gli insegnava Religione, ha accolto la decisione come un fulmine a ciel sereno, ancora convinto e sostenendo di non essere l’unica vittima del parroco. “Questa sentenza non toglie e non mette nulla rispetto al giudizio civile in corso” ha commentato la sentenza del tribunale ecclesiastico Carlo Grezio, l’avvocato che da anni assiste Borrelli.

    https://napoli.fanpage.it/caserta-parroco-sospettato-di-pedofilia-la-diocesi-di-aversa-lo-sospende/

  • Abusi su un minore, sospeso un prete della diocesi di Aversa

    Abusi su un minore, sospeso un prete della diocesi di Aversa

    L’accusa è grave: abusi su un minore. A commetterli sarebbe stato un sacerdote. Per questo il vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo ha sospeso  don Michele Mottola, parroco della chiesa di “San Giorgio Martire” di  Ducenta (Ce). La notizia è stata diffusa dalla stessa Diocesi.

    “A seguito della segnalazione pervenuta alla Diocesi di Aversa, in data 24 maggio 2019 da parte di alcuni fedeli della Parrocchia “S. Giorgio M.” in Ducenta (Ce), – è scritto nella nota dell’ufficio comunicazioni –  che attribuiva al Parroco della stessa chiesa, Sac. Michele Mottola, atti configurabili come abuso su una persona di minore età, nei confronti dello stesso Sacerdote, in data 25 maggio 2019, è stato emanato un Provvedimento Disciplinare Cautelativo con l’immediata interdizione dalle funzioni di Parroco”.

    Nei confronti del sacerdote sono state avviate tutte le procedure previste dal Codice canonico per accertare la gravità delle responsabilità e per assicurare ogni tutela alla persona di minore età coinvolta in questa situazione.

    https://napoli.repubblica.it/cronaca/2019/05/31/news/caserta_interdetto_parroco_accusato_di_abuso_sessuale_su_minore-227612204/?fbclid=IwAR2Zz9NJYi0LAgAE5rwNQry6sqDSzPG6p1sMBSHiKDp3U6Y2mT88UigHvMw

  • Don Carmine Zaccariello cacciato dalla Chiesa: ridotto allo stato laico per sesso con minori

    Don Carmine Zaccariello cacciato dalla Chiesa: ridotto allo stato laico per sesso con minori

    “Invitiamo il reverendo sacerdote Carmine Zaccariello a vivere la vita che il signore gli vorrà ancora donare impegnato in un cammino di revisione, di conversione e di riparazione dei danni causati nelle persone di coloro che sono stati segnati ed hanno ricevuto un’immagine distorta della Chiesa nostra madre”. Con queste parole l’arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, rivolgeva il suo appello a don Carmine Zaccariello, parroco di Ameglio (frazione di Marzano Appio, in provincia di Caserta). Era il 18 luglio 2013 e, al termine di un processo ecclesiastico, il sacerdote veniva allontanato e obbligato a seguire un percorso terapeutico per aver avuto rapporti sessuali con adulti e persino con un minorenne.

    L’epilogo della vicenda che riguarda questo prete pedofilo è arrivato nel gennaio scorso quando don Carmine è stato definitivamente dimesso dalla Chiesa per volere di Papa Francesco che ha firmato il decreto di espulsione. “Il sacerdote Carmine Zaccariello incardinato nella nostra diocesi di Teano-Calvi è stato dimesso dallo stato clericale. Al tempo stesso, gli è stata concessa la dispensa dal sacro celibato e da tutti gli oneri connessi alla sacra Ordinazione con decisione suprema e irrevocabile e a nessun ricorso subordinata”. Recitava così il provvedimento del vescovo Cirulli della diocesi di Teano-Calvi, pubblicato lo scorso 14 gennaio, senza tuttavia specificarne il motivo dell’espulsione di Zaccariello.

    Il sacerdote originario di Frignano, alcuni anni fa, era già finito al centro di uno scandalo di prostituzione e sesso con minori dopo un’inchiesta di Pino Grazioli, dell’emittente campana Paradise Tv. Inoltre, a don Carmine, oggi 62enne, è dedicato anche un ampio capitolo del libro di Francesco Mangiacapra ‘Il numero uno. Confessioni di un marchettaro’. Mangiacapra, noto come “l’escort dei preti”, ha rivelato a LaRampa.it come tra i suoi clienti ci fosse proprio il sacerdote casertano. Gli incontri avvenivano sia nell’appartamento di Frignano sia nell’Oasi di Santa Maria degli Angeli gestita all’epoca da Zaccariello. “La prima volta che ci incontrammo mi fece andare a casa sua, un appartamento in un condominio familiare – scrive Mangiacapra – non mi disse che era un prete, ma riconobbi sulla sua automobile il logo di quella che poi appresi essere la comunità da lui stesso fondata con il presunto scopo di reinvestire i soldi derivanti dal suo supposto patrimonio familiare”. La comunità di cui parla Mangiacapra altro non sarebbe che l’Oasi di Santa Maria degli Angeli, un presidio socio-assistenziale per persone in difficoltà sorto nel 1998 sulle colline a Ameglio di Marzano Appio. “Amava vantarsi delle sue grandi opere di bene – prosegue Mangiacapra nel suo libro – e solo dopo molte chiacchiere arrivava finalmente a dire timidamente: ʻCi riposiamo? Sotto le lenzuola’. L’espressione non è figurativa, perché realmente voleva che ci coprissimo durante l’atto, forse per non far osservare tutto ai santi e alle Madonne presenti nella sua camera da letto”.

    La decisione del Pontefice di cacciare Zaccariello dalla Chiesa con un provvedimento irrevocabile, ha preceduto un’altra espulsione: quella dell’esorcista don Michele Barone, accusato di violenze sessuali ai danni di una ragazzina di 13 anni. Il 6 maggio, infatti, la diocesi di Aversa ha reso noto che Papa Francesco ha decretato la dimissione dallo stato clericale di don Michele Barone. E ad inizio giugno entreranno in vigore le nuove norme volute dal Santo Padre per combattere gli abusi sessuali commessi da sacerdoti. Nel Motu proprio papale, intitolato “Vos esist lux mundi”, letteralmente “Voi siete la luce del mondo”, frase presa dal Vangelo di Matteo, sono introdotte nuove procedure che rappresentano una rivoluzione, come l’obbligo per preti e religiosi di segnalare gli abusi alle autorità religiose. Il documento papale inoltre indica che ogni diocesi si doti di un sistema facilmente accessibile al pubblico per ricevere le segnalazioni e affinché anche l’operato dei vescovi venga messo sotto osservazione in quanto primi responsabili di ciò che avviene nelle loro comunità.

    https://www.fanpage.it/don-carmine-zaccariello-cacciato-dalla-chiesa-ridotto-allo-stato-laico-per-sesso-con-minori/

  • Casapesenna, Papa Francesco riduce allo stato laicale il prete accusato di violenza sessuale

    Casapesenna, Papa Francesco riduce allo stato laicale il prete accusato di violenza sessuale

    Don Barone, arrestato insieme ad un poliziotto e ai genitori di una ragazzina sulla quale praticava esorcismi senza alcuna autorizzazione del vescovo, è  ancora in carcere e sotto processo al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere

    Papa Francesco ha ridotto allo stato laicale don Michele Barone, il prete di Casapesenna, appartenente alla diocesi di Aversa e membro dell’Associazione “Piccola Casetta di Nazareth”. Don Barone, arrestato  il 23 febbraio del 2018, insieme ad un poliziotto e ai genitori di una ragazzina sulla quale praticava esorcismi senza alcuna autorizzazione del vescovo, è  ancora in carcere e sotto processo al Tribunale di Santa Maria CV  perché accusato di violenza sessuale aggravata e di maltrattamenti.

    A dare comunicazione del provvedimento nei confronti di don Michele Barone, è stata la stessa Diocesi di Aversa. “con Decreto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il Santo Padre Francesco – è scritto nella nota – con suprema e inappellabile decisione, ha decretato la dimissione dallo stato clericale del Rev. Michele Barone, di questa Diocesi di Aversa e membro dell’Associazione “Piccola Casetta di Nazareth”.

    In conseguenza del provvedimento adottato don Barone “non potrà più esercitare il ministero sacerdotale ed è dispensato dagli obblighi e dagli oneri derivanti dalla Sacra Ordinazione”.

    “La Chiesa – fa sapere l’ufficio comunicazioni della Diocesi di Aversa –  anche quando applica la legge canonica nella sua legittima severità, ha come fine la salvezza delle anime, rimane in preghiera continuando a sostenere con fraterna carità quanti sono nella sofferenza”.

    https://napoli.repubblica.it/cronaca/2019/05/06/news/casapesenna_papa_francesco_riduce_allo_stato_laicale_il_prete_che_praticava_esorcismi-225579171/
  • Don Barone, clan e abusi «Era amico di Belforte jr»

    Don Barone, clan e abusi «Era amico di Belforte jr»

    Piove sul bagnato al processo al prete Michele Barone. Piove a dirotto, per la precisione, proprio sul sacerdote che rischia incriminazioni nuove, questa volta di profilo mafioso, qualora le accuse del cugino camorrista pentito, nonché omonimo, dovessero essere riscontrate. Le accuse di abusi sulla minorenne trattata per possessione demoniaca e sottratta alle cure mediche di cui aveva bisogno si sono incanalate su binari abbastanza blindati dal punto di vista dell’accusa, ma il profilo che del sacerdote traccia il pentito getta nuove ombre su Barone. Che, dice suo cugino, non solo era dedito alla bella vita, ma «frequentava anche assiduamente diversi malavitosi, tra i quali Camillo Belforte, figlio del capoclan di Marcianise, Salvatore». «A casa del padre, – continua il pentito nel verbale acquisito ieri – riuniva gruppi di preghiera di 20-30 persone ma non so cosa facessero perché non me ne sono mai occupato». Non solo esorcismi, dunque, ma anche camorra. «Mio cugino portava imbasciate fuori dalle carcere – continua il pentito – non solo a Santa Maria Capua Vetere, ma anche dai penitenziari di Taranto e Secondigliano per conto di detenuti di San Cipriano D’Aversa e Casapesenna»: di lui, stando a quanto dice il collaboratore di giustizia «si servì anche Nicola Panaro» oggi pentito, ma in passato reggente dell’ala Schiavone del clan dei Casalesi. AI pm Daniela Pannone e Alessandro Di Vico, coordinati dall’aggiunto Alessandro Milita, il pentito ha anche parlato dei «viaggi organizzati a Medjugorje e a Lourdes» affermando che «Barone si serviva della tunica per i suoi interessi» anche per avere rapporti «con esponenti delle forze dell’ordine e in particolar con un finanziere di San Marcellino».

    «BIMBA SOTTRATTA ALLE CURE»
    L’udienza di ieri è servita anche ad ascoltare la psicologa Vinciguerra che ha affermato di avere appreso da entrambi i genitori ella minorenne al centro della vicenda «che non volevano proseguire con la terapia e le cure farmacologiche perché avevano intenzione di seguire un prete esorcista, il quale li avrebbe posti di fronte a una scelta: o seguite me o seguite la medicina e la psicologia». Così i due, sotto processo e con la responsabilità genitoriale già sospesa «hanno scelto di interromperete le cure mediche e psicologiche per seguire il prete». Dopo l’interruzione della psicoterapia la sorella della bimba ha più volte contattato la psicologa per chiederle aiuto perché disperata per come stavano andando le cose col prete.

    https://www.ilmattino.it/caserta/don_barone_clan_e_abusi_era_amico_di_belforte_jr-4296060.html

  • Nuove accuse a Don Barone, il prete pedofilo: «Era tutto un teatrino, mi toccava spesso il seno»

    Nuove accuse a Don Barone, il prete pedofilo: «Era tutto un teatrino, mi toccava spesso il seno»

    «Oggi definirei teatro tutto quello che vedevo fare a Don Michele – ha detto ai giudici – mentre allora mi sembrava tutto frutto di un dono che lui aveva. Era tutto folclore e bugie. Compresa la sua promessa di guarirmi dalla celiachia, cosa che ovviamente non è avvenuta». Queste alcune dichiarazioni rilasciate da una delle vittime di Don Michele Barone, il parroco del Tempio di Casapesenna accusato di molestie sessuali, falso e pedofilia. La donna che è stata ascoltata dai giudici ha ricostruito alcune vicende che hanno dell’incredibile. Vissute tutte in prima persona, sulla propria pelle. La lettura dei verbali processuali riescono a rendere fedelmente l’immagine di Don Barone. Soprattutto quella nascosta sotto la maschera del parroco sensitivo, esorcista e amico della gente.

    Non erano esorcismi, era una farsa costruita ad hoc da Don Barone

    La donna, all’epoca dei fatti, era solo una ragazza. Era riuscita a laurearsi senza andare oltre il tempo prestabilito. Aveva progetti importanti per se, come tutti i ragazzi della sua età. Si era iscritta anche ai corsi per conseguire la laurea magistrale. Ma, poi, Don Barone le mise i bastoni tra le ruote. «In quel periodo ebbi una crisi spirituale. Avevo interrotto la relazione con il mio fidanzato. Mi parlarono di un prete carismatico e vicino alla gente: decisi di rivolgermi a lui. Cominciò a dirmi che ero impossessata dal demonio. Mi costrinse ad abbandonare gli studi. Durante gli esorcismi che faceva alla gente insisteva sulle parti intime e, spesso, eccedeva con la violenza vera e propria». Ovviamente, non esisteva nessun demonio: era tutto un teatrino messo in atto per soddisfare il suo piacere sadico.

    Lessi un sms che inviò ad un’altra fedele: “Ti amo, mi manchi”

    Un giorno, la fedele stava usando il cellulare di Don Barone. Le capitò di leggere un sms che il prete inviò ad un’altra fedele. Era un messaggio d’amore, una manifestazione di affetto intimo. Il problema era che Don Barone era un prete. Quando fu scoperta, cominciò la campagna di odio contro di lei. Don Barone convinse la schiera di fedeli ad emarginare la ragazza, colpevole di aver visto la vera faccia del prete. Addirittura, ha raccontato ai giudici, il parroco chiese ad uno dei suoi fedeli di bruciare la pizzeria di proprietà della ragazza (ad Aversa, nda). L’impunità del prete cominciò a franare solo grazie all’inchiesta de Le Iene, che ha fatto emergere gli atti di pedofilia su una ragazzina di appena 13 anni di Maddaloni. A febbraio, Don Michele Barone verrà ascoltato dai giudici per l’ennesimo atto del processo a suo carico. Prima, però, verrà ascoltato Michele Barone, cugino omonimo del parroco e parte integrante del clan dei Casalesi (oggi, collaboratore di giustizia).

    https://internapoli.it/accuse-don-barone-pedofilo-seno/

  • Don Barone tradito da uno Sms. L’adepta lo scopre e viene minacciata

    Don Barone tradito da uno Sms. L’adepta lo scopre e viene minacciata

    “Mi manchi, ti amo”. Questo l’Sms inviato da don Michele Barone a quella che era la sua amante. Un messaggio visualizzato da un’altra fedele sul cellulare del prete e che per questo venne accusata di essersi inventata tutto e venne allontanata dalla schiera di adepti per volere del sacerdote del Tempio di Casapesenna. Ma non solo l’espulsione: il sacerdote voleva vendetta arrivando addirittura a chiedere ad un suo seguace di bruciare la pizzeria ad Aversa di proprietà della ragazza. Quella fedele stamattina è stata ascoltata dinanzi al collegio presieduto dal giudice Maria Francica del tribunale di Santa Maria Capua Vetere nel processo he vede alla sbarra oltre a don Barone, accusato di maltrattamenti e lesioni nei confronti di una ragazzina di 13 anni di Maddaloni e di violenza sessuale verso altre due vittime, il dirigente del commissariato di Maddaloni Luigi Schettino ed i genitori della bambina picchiata durante presunte pratiche esorcistiche.

    “NON MI HA FATTO LAUREARE”

    L’ex fedele ha raccontato ai giudici di essersi avvicinata a Don Barone nel gennaio del 2016 quando, in crisi personale anche per essersi lasciata con il fidanzato, si recò al Santuario di Casapesenna perché le avevano parlato di un prete carismatico. Da credente – la donna non ha perso la fede ed oggi è catechista – cominciò il suo percorso spirituale con Don Barone e con il suo gruppo. Un percorso lungo ed al quale bisognava dedicare tempo. La donna, infatti, ha raccontato che il sacerdote “pretendeva” una frequenza assidua ai suoi fedeli al punto che la donna decise di non proseguire con la laurea magistrale dopo aver conseguito quella triennale.

    GLI ESORCISMI E L’ACCUSA: “MI HA TOCCATA”

    L’ex adepta ha poi parlato di esorcismi violenti in cui il sacerdote non placava il proprio impeto anche quando la persona “posseduta” gli chiedeva di fermarsi, che non era il Diavolo a parlare in quei momenti. Ma non solo. La giovane ha parlato anche di atteggiamenti ambigui da parte del prete. Le sembrava strano che su una delle ragazze ritenute possedute il sacerdote passasse e ripassasse con il suo pollice sul basso ventre facendo una croce all’altezza dell’inguine. Ma ha anche ammesso di essere stata lei stessa vittima delle “attenzioni” particolari di don Barone. Una volta, secondo quanto ha riferito ai giudici, don Barone le avrebbe toccato il seno durante una confessione in cappellina e quando la ragazza si ritrasse il prete le avrebbe detto che la Madonna acconsentiva a simili pratiche.

    SMS ALL’AMANTE

    La donna ha, poi, riferito come nell’autunno 2016, maneggiando il cellulare di don Barone, avrebbe visualizzato uno Sms sospetto, inviato ad una donna. Un messaggio in cui il prete, nonostante l’abito talare indossato, mostrava i suoi sentimenti dichiarandole il proprio amore e che gli mancava. La ragazza parlò di quel messaggio anche ad altri fedeli scatenando l’ira del prete che disse che si era inventata tutto, che quel messaggino se l’era sognato, che lei non era l’Immacolata Concezione. Parole che portarono alla reazione del “branco” dei fedeli che di fatto misero alla porta la giovane.

    “ERA TUTTO UN TEATRO”

    E l’espulsione venne giustificata anche attraverso le parole di un’altra ragazza posseduta che parlando con voce di diavolo o voce di angelo riferì pubblicamente quanto la giovane avesse raccontato a don Barone in sede di confessione. Una circostanza che ha spinto la donna a pensare che quanto accadeva sotto gli occhi dei fedeli fosse tutta una montatura messa in scena dal prete che suggeriva alle persone possedute cosa dire. “Oggi definirei teatro tutto quello che vedevo fare a Don Michele – ha detto ai giudici – mentre allora mi sembrava tutto frutto di un dono che lui aveva. Era tutto folclore e bugie. Compresa la sua promessa di guarirmi dalla celiachia, cosa che ovviamente non è avvenuta”. Quando poi il caso è esploso con “Le Iene”, la ragazza si è sentita in dovere di appoggiare la sorella maggiore della vittima nella sua denuncia: “E’ stata la più coraggiosa di noi”, ha detto ai magistrati. Il processo è stato dunque rinviato a febbraio quando sul banco dei testimoni comparità Michele Barone, cugino omonimo del prete ed affiliato al clan dei Casalesi (oggi collaboratore di giustizia). Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Carlo De Stavola, Giuseppe Stellato, Umberto Pappadia, Rocco Trombetti, Maurizio Zuccaro e Camillo Irace. Le ragazze che avrebbero subito la violenza sessuale si sono costituite parti civili, assistite dagli avvocati Rossella Calabritto e Luigi Mordacchini.

    http://va.newsrepublic.net/a/6649384449064567302?

  • Pubblicò rivelandone l’identità, ben 8 volte il nome della vittima del prete pedofilo. La curia di Napoli sul banco degli imputati

    Pubblicò rivelandone l’identità, ben 8 volte il nome della vittima del prete pedofilo. La curia di Napoli sul banco degli imputati

    Inizierà il 29 gennaio prossimo, il processo che vede la curia di Napoli sul banco degli imputati, rea secondo l’accusa di aver rivelato – in barba ai diritti che la legge sulla privacy garantisce alle vittime di violenze sessuali – e a nostro avviso in modo piuttosto esagerato – in un solo testo ben 8 volte – la vera identità della presunta vittima del prete Silverio Mura, sul quale sta indagando anche la Procura della Repubblica di Pavia, alla quale è stato denunciato dalla Rete L’ABUSO nel 2018, dopo che è emerso che il sacerdote accusato a Napoli, svolgeva le sue attività a contatto con minori, nel piccolo paesino di Montù Beccaria, ma in quella occasione il suo nome non era più don Silverio Mura, ma don Saverio Aversano.

    Redazione

  • Processo a Don Barone. Ascoltato il Vescovo di Aversa. Mostrati i video degli esorcismi

    Processo a Don Barone. Ascoltato il Vescovo di Aversa. Mostrati i video degli esorcismi

    Procede il processo carico di don Barone

    CASAPESENNA / MADDALONI – E’ ascoltato anche il vescovo della Diocesi di Aversa, Angelo Spinillo, al processo che vede alla sbarra don Michele Barone.

    Nel corso dell’udienza presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, i pubblici ministeri hanno mostrato uno dei video, trovati sul pc di don Michele, di un presunto esorcismo praticato dal religioso.

    Nel video appariva don Barone mentre praticava un esorcismo dando schiaffi alla persona ritenuta posseduta e sputandole anche in bocca. Il vescovo Spinillo ha detto senza mezzi termini che tali pratiche non sono assolutamente da ricondurre ad un esorcismo.

    Il vescovo ha anche spiegato perché i provvedimenti nei confronti del prete sono arrivati dopo il servizio delle Iene chiarendo che in certi casi sono necessarie le verifiche del caso.

    Don Barone è accusato di violenza sessuale nei confronti di due ragazze e di maltrattamenti e lesioni nei confronti di una 13enne di Maddaloni. A giudizio sono finiti anche i genitori della vittima ed il dirigente del commissariato di polizia di Maddaloni Luigi Schettino.

    https://www.cronacacaserta.it/processo-don-michele-barone-testimonianza-vescovo/38522