Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Banda della Magliana

  • Le chat, l’ex Nar e Londra. Pietro Orlandi: “C’è una nuova pista su Emanuela”

    Le chat, l’ex Nar e Londra. Pietro Orlandi: “C’è una nuova pista su Emanuela”

    “Non smetterò mai di cercare mia sorella”. Da quarantuno anni Pietro, il fratello di Emanuela Orlandi, si batte per la verità. Era il 22 giugno 1983, quando l’allora 15enne cittadina vaticana uscì dalla scuola di musica, in piazza Sant’Apollinare a Roma, per poi svanire nel nulla. L’inizio di un giallo infinito che, nel tempo, ha aperto scenari inquietanti, dalla pista del rapimento a sfondo sessuale a quella del terrorismo internazionale. E poi una sfilza di nomi e presunti testimoni: la banda della Magliana, i “lupi grigi” e i servizi segreti. Sullo sfondo il Vaticano e l’immagine di quella che la stampa ha ribattezzato come “la ragazza con la fascetta”.

    E ora che sul misterioso cold case, da sempre legato alla scomparsa di Mirella Gregori, prova a tirare le fila la Commissione bicamerale d’inchiesta, partita lo scorso autunno, si rafforza l’ipotesi della “pista inglese”. “Sono stato contattato via mail da un uomo che mi ha fatto capire di essere un ex Nar. È a conoscenza di informazioni che avvalorano l’ipotesi che Emanuela sia passata da Londra”, rivela Pietro Orlandi alla redazione de IlGiornale.

    Pietro Orlandi, è soddisfatto di come stanno procedendo i lavori della Commissione di inchiesta?

    “Come ho detto tempo fa, sono molto contento che un organo collegiale della Repubblica italiana si stia occupando della vicenda di Emanuela. Non era mai successo in quarant’anni. La scorsa estate, quando la situazione era in fase di stallo, fu diramato un comunicato da Palazzo Chigi in cui il governo si esprimeva favorevolmente riguardo all’istituzione della Bicamerale d’inchiesta. E per noi, parlo di me e dei miei familiari, quello è stato un segnale importante di cambiamento rispetto al passato. Inoltre i lavori sono cominciati prima di quanto mi aspettassi, un motivo in più per essere fiducioso e ottimista”.

    Oggi ci sarà l’audizione delle amiche di Emanuela. Pensa che potrebbero saltare fuori dettagli interessanti?

    “Sicuramente è un fatto positivo che vengano interpellate le amiche di Emanuela. Però mi piacerebbe che le indagini non ripartissero da zero, ma dalle novità più recenti. Come ho detto anche alla Commissione, quando sono stato convocato in audizione assieme alle mie sorelle, lo scorso maggio, ci sono tre piste che meritano di essere approfondite”.

    Quali sono?

    “Parlo della presunta trattativa tra il magistrato Giancarlo Capaldo e il Vaticano ai tempi dell’apertura della tomba di Enrico De Pedis (detto Renatino) nella basilica di Sant’Apollinare; dei messaggi WhatsApp che si scambiarono Francesca Immacolata Chaouqui e monsignor Lucio Vallejo Balda, quando erano entrambi membri della Cosea e, infine, la pista di Londra. Ho consegnato alla Commissione tutta la documentazione nelle mie disponibilità”.

    “Mi riferisco alle chat intercorse tra Francesca Chaouqui e monsignor Lucio Vallejo Balda, che mi sono state consegnate dalla stessa Chaouqui, e ai documenti relativi alla cosiddetta ‘pista di Londra’”.

    Che c’è scritto nelle chat?

    “In parte sono quelle pubblicate dal quotidiano Domani: ‘A settembre dobbiamo far sparire quella roba della Orlandi e pagare i tombaroli. Di questo devi parlare con il Papa’, uno dei messaggi. Ho consegnato otto pagine alla Commissione, anche se ovviamente non tutte parlano di Emanuela”.

    Riguardo alla “pista inglese” invece, ci spiega di cosa si tratta e come è nata?

    “Tutto nasce da cinque fogli trovati in una cassaforte del Vaticano, di cui mi parlò Chaouqui, dove vengono elencate le spese che le autorità ecclesiastiche avrebbero sostenuto per assistere Emanuela a Londra. Il Vaticano sostiene che quei documenti siano un falso, per tutta una serie di errori di testo. Ciò non toglie che quelle informazioni andrebbero quantomeno verificate”.

    Ma lei ha avuto qualche riscontro in merito all’eventualità che Emanuela sia stata portata in Inghilterra?

    “Tempo fa, sono stato contattato via mail da un uomo che mi ha fatto capire di essere un ex Nar. Per un periodo abbiamo avuto un fitto scambio di messaggi poi, tutto d’un tratto, è sparito”.

    Ritiene che questa persona sia credibile?

    “Posso dirle che era a conoscenza di alcune informazioni che, dal mio punto di vista, avvalorano la pista di Londra”.

    Lo ha mai incontrato di persona?

    “No. Abbiamo comunicato solo tramite email e via chat, su Telegram. Durante l’audizione a Palazzo San Macuto, ho consegnato il suo recapito telefonico, il probabile indirizzo di casa e quello di posta elettronica. Magari la Commissione o la Procura riescono a rintracciarlo. Almeno per capire chi è e se realmente, come sostiene, può confermare che Emanuela si trovasse a Londra per un periodo”.

    Restando in tema di novità, di recente una perizia fonica ha evidenziato che la voce del famoso “Americano”, uno dei telefonisti che contattò la sua famiglia successivamente alla scomparsa di Emanuela, sarebbe compatibile all’83% con quella del fotografo Marco Fassoni Accetti. Lei cosa ne pensa?

    “Durante l’ultima inchiesta, la Procura di Roma aveva ordinato la perizia fonica. L’accertamento è stato poi ripetuto in occasione del documentario Vatican girl da tecnici forensi, regolarmente iscritti all’albo, quali Marco Perino e Paolo Del Checco. In entrambi i casi è stato escluso che la voce di Accetti potesse essere compatibile con quella dell’americano che chiamò le prime volte a casa nostra. Mentre c’è una similitudine con il telefonista che telefonò all’avvocato Egidio nell’agosto del 1983, quando la vicenda di Mirella Gregori fu legata a quella di Emanuela. La persona che di recente avrebbe esaminato la voce di Accetti, mettendola a confronto con quella dell’americano, non è un perito forense. Ragion per cui quelle analisi non hanno valore”.

    Ritornando alla Commissione d’inchiesta, cosa si aspetta?

    “Spero che si riesca ad arrivare alla verità e chiudere il cerchio sul rapimento di Emanuela. Ma se ciò non dovesse accadere, ovviamente non me lo auguro, non mi fermerò. La Commissione per me non è l’ultima spiaggia, ma una preziosa opportunità per provare ad aggiungere un’altra tessera di questo complicatissimo puzzle”.

    In quarantuno anni ha sempre parlato di “rapimento” e mai di scomparsa. Ne è ancora convinto?

    “Non si tratta solo di un mio convincimento, ci sono fatti evidenti che lo provano. Emanuela non si è allontanata volontariamente, ma è stata trattenuta contro la sua volontà. E, non meno importante, c’è stata una rivendicazione. Tanto più che, come ripeto spesso, nessuno svanisce nel nulla. Non è una magia, le persone non spariscono. C’è sempre qualcosa, una storia dietro”.

    Dalla sera della scomparsa fino ad oggi, lei non ha mai smesso di cercare sua sorella. C’è mai stato un momento in cui ha pensato di mollare oppure ha provato una sensazione di stanchezza?

    “Di mollare mai. La stanchezza c’è sempre e qualche volta si fa sentire più delle altre. Ma il desiderio di conoscere la verità e dare giustizia a Emanuela mi danno la forza di andare avanti. Vale per me, quanto per le mie sorelle e mia madre”.

    A proposito di sua madre, Maria Pezzano, come sta e cosa le ha detto riguardo agli ultimi risvolti?

    “Nonostante i suoi 93 anni, mia madre è una donna molto forte. Per fortuna, a parte qualche piccolo acciacco, sta bene. È molto credente e penso che proprio la fede l’abbia aiutata a sopportare questa lunga attesa. Non sapere dove sia la propria figlia, non vederla più da un giorno all’altro, credo sia un dolore atroce per un genitore, il più grande. Eppure lei non ha mai perso la speranza e il sorriso”.

    Pietro, lei incontra spesso i ragazzi nelle scuole e nelle università, dove porta la sua testimonianza. Che riscontro riceve dalle nuove generazioni?

    edificante. Noto sempre che ascoltano con grande interesse e partecipazione. Loro sono il futuro. Il mio auspicio è che possano raccogliere l’eredità della mia testimonianza, perché quella di Emanuela è la storia di noi tutti”.

    https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-nera/chat-lex-nar-e-pista-inglese-pietro-orlandi-prove-rapimento-2335643.html

  • Morto Maurizio Giorgetti, il testimone chiave del caso Orlandi che chiamò in causa la banda della Magliana

    Morto Maurizio Giorgetti, il testimone chiave del caso Orlandi che chiamò in causa la banda della Magliana

    Scompare per sempre un altro tassello della misteriosa vicenda di Emanuela Orlandi. Pochi giorni fa è venuto a mancare uno dei testimoni più importanti sul caso della cittadina vaticana sparita dal centro di Roma il 22 giugno del 1983 e mai più ritrovata. Si tratta di Maurizio Giorgetti che ha legato per primo la sua scomparsa alla banda della Magliana. Il suo primo appello risale al 2010, quando ancora non era stata rinvenuta la tomba di Enrico “Renatino” de Pedis, capo della fazione testaccina del gruppo criminale, nei sotterranei della Basilica di Sant’Apollinare.

    Giorgetti rilasciò delle dichiarazioni al programma televisivo “Chi l’ha visto” in merito alla “ragazza con la fascetta” e fu convocato in seguito dalla Procura. Ai magistrati romani rivelò di aver sentito parlare del rapimento della ragazza da due membri della banda ma le sue dichiarazioni non vennero ritenute attendibili dai magistrati. Mancavano riscontri materiali e testimoniali. L’uomo finì anche imputato per falsa testimonianza ma lui non si arrese e tentò in tutti i modi di portare avanti la sua ipotesi. Giorgetti arrivò anche a evadere i domiciliari per recarsi dai carabinieri a riferire ciò che riteneva di sapere su Emanuela Orlandi. Ha presentato esposti sul caso anche negli ultimi suoi anni di vita. Il titolare della seconda inchiesta sul caso Orlandi, il magistrato Giancarlo Capaldo, lo ha indicato come “completamente inaffidabile”.

    Chi era Giorgetti?
    Maurizio Giorgetti era vicino agli ambienti di estrema destra di Paolo Signorelli e Adriano Tilgher (Movimento Sociale, Ordine Nuovo). Gravitava intorno a quella zona grigia comune a crimine romano ed estremismo politico, in cui convivevano banditi e militanti. Fu lo stesso Capaldo a dichiarare all’epoca delle indagini: “Siamo Convinti che la banda della Magliana sappia che fine abbia fatto Emanuela Orlandi” (da “Repubblica” dell’8 ottobre 2010). Agli inquirenti, Giorgetti disse di aver ascoltato le conversazioni su Emanuela Orlandi al ristorante “Il Porto” di Lungotevere a Ripa e all’”Antica Pesa”, in due distinte occasioni. Fece i nomi degli interlocutori coinvolti: Giuseppe “Sergione” de Tomasi, che dalle indagini emerse come colui che si celava dietro al telefonista “Mario” e Angelo Cassani detto “er Ciletto”. Quest’ultimo, Cassani, fu tirato in ballo anche dall’amante di de Pedis, Sabrina Minardi che lo indicò come uno dei presunti responsabili del rapimento al procuratore Capaldo. Giorgetti riferì di aver sentito che de Pedis aveva in passato detto loro di aver partecipato al rapimento di una ragazza per recuperare del denaro appartenuto a Manlio Vitale, detto “Er ngappa”. Raccontò anche di essere stato, nel 1983, a cena con de Pedis e Franco Giuseppucci, altro membro di spicco della banda, pochi giorni prima del rapimento di Emanuela. Durante quella serata di 41 anni fa, sentì – ha poi dichiarato agli inquirenti durante la seconda inchiesta – i due banditi discutere di un appartamento vicino al Vaticano dove poter segregare la ragazza nei primi giorni della sua prigionia.

    La morte
    Giorgetti è deceduto nella sua casa di Soriano nel Cimino all’età di 70 anni. Con la sua dipartita svanisce la relativa possibilità di fare luce su uno degli innumerevoli misteri che caratterizzano quest’assurda vicenda. “Con la sua morte cala definitivamente il silenzio su qualche verità sul rapimento di Emanuela”, commenta Pietro Nicotera, l’avvocato che lo ha seguito negli ultimi, difficili, tempi. La sua scomparsa chiude un capitolo ma lascia aperte tante, troppe domande.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/06/17/morto-maurizio-giorgetti-il-testimone-chiave-del-caso-orlandi-che-chiamo-in-causa-la-banda-della-magliana/7590719

  • Corpus Dei:  Abusi sessuali e crimini del Vaticano e della Chiesa italiana, uno studio sulle percezioni pubbliche e la copertura mediatica.

    Corpus Dei: Abusi sessuali e crimini del Vaticano e della Chiesa italiana, uno studio sulle percezioni pubbliche e la copertura mediatica.

    Raviglione Barbara

    UP2066699

    Data: 2 maggio 2024

    Supervisore: Veronika Carruthers

    Conteggio parole: 10.481

    Tesi presentata in parziale adempimento dei requisiti della laurea in Criminologia BSC (Hons) con laurea in Psicologia.

    UNIVERSITÀ DI PORTSMOUTH

    SCUOLA DI CRIMINOLOGIA E GIUSTIZIA PENALE

    • Dichiaro che la presente tesi è sostanzialmente opera mia;
    • Acconsento che la mia tesi in questo formato attribuito (non anonimo), soggetto all’approvazione finale della Commissione d’esame, sia resa disponibile elettronicamente nell’archivio tesi della Biblioteca e/o negli archivi digitali del Dipartimento. Le tesi verranno conservate di norma per un massimo di dieci anni;
    • Comprendo che se acconsento, questa tesi sarà accessibile solo al personale e agli studenti solo come riferimento;
    • Questa autorizzazione può essere revocata in qualsiasi momento inviando un’e-mail a data-protection@port.ac.uk .

    FIRMATO:

    NOME IN STAMPATELLO: Raviglione Barbara

    DATA: 2 maggio 2024

    Ringraziamenti

    Vorrei ringraziare i miei supervisori, la dottoressa Leah Fox e Veronika Carruthers, per il supporto che mi hanno fornito lo scorso anno, dal mio primo passo fino al completamento di questa tesi. Inoltre, un ringraziamento speciale va all’Università di Portsmouth, alla Scuola di Criminologia e Giustizia Penale e al personale dell’Università.
    Con gratitudine ringrazio la mia famiglia, per il sostegno anche a chilometri di distanza, per le infinite chiamate a superare la distanza, e per accogliermi sempre a casa con un abbraccio. Senza di te, niente di tutto questo sarebbe possibile.
    Inoltre, voglio ringraziare i miei amici, coloro con cui ho condiviso momenti preziosi, di felicità e di tristezza, dalle serate di gioco alle interminabili sessioni in biblioteca, e una menzione speciale va a Edward, che è stato il mio primo amico in questo nuovo Paese e non se n’è mai andato. il mio lato.

    Infine, una menzione particolare va ad Atlante, Astolfo, Orlando e Luna, che ora solcano i cieli e mi osservano dall’alto: mi avete mostrato che c’è bellezza e speranza nella vita.

    Parla di equità, ce ne fosse la metà

    Saremmo già da un pezzo in fuga in mare aperto,

    Parla di onestà, ce ne fosse la metà

    Sareste già da un pezzo prossimi all’arresto.

    • Willie Peyote, “Io non sono razzista ma…”.

    Astratto

    La questione degli abusi sessuali clericali è stata importante fin dal Medioevo; tuttavia, è stato considerato un crimine minaccioso solo dagli anni ’80. Casi come l’articolo Spotlight del Boston Globe, le inchieste sul mandato del governo irlandese e le scoperte nel giornalismo spagnolo hanno portato alla luce le ramificazioni di questo crimine nella Chiesa cattolica romana. Tuttavia, la letteratura riguardante la penisola italiana è scarsa e nuova e si concentra principalmente sulla storia degli abusi sessuali da parte dell’Ecclesiaste o sul racconto delle esperienze delle vittime. Questa tesi mira a colmare le lacune relative agli atteggiamenti pubblici e alla copertura mediatica, al fine di scoprire se uno influenza l’altro e le eventuali questioni circostanti. È stato realizzato attraverso l’utilizzo di un approccio metodologico misto, ovvero un’indagine dedicata alla popolazione italiana e un’intervista ad un’importante associazione di sopravvissuti. I principali risultati evidenziano la mancanza di misure per prevenire il verificarsi di abusi, la collaborazione tra Chiesa e Stato e la ridotta presenza di segnalazioni di abusi sessuali clericali nei principali media italiani. Attraverso l’impiego delle teorie della Criminologia Critica, in particolare correlandole al clericalismo e all’egemonia dei media, questo articolo ha scoperto che la classe dirigente influenza fortemente la pubblicazione di articoli che circondano questa violenza sessuale, poiché non si adattano all’agenda politica. Pertanto, l’assenza di denunce lascia la popolazione, soprattutto gli anziani e i cattolici, ignari dei crimini che si verificano nel loro Paese d’origine. Per realizzare uno sviluppo sostanziale, i media mainstream in Italia hanno bisogno di riforme, poiché la loro voce è lo strumento principale che può portare il pubblico a chiedere cambiamenti politici.

    Sommario

    Ringraziamenti…………………..…………. 3

    Riassunto………………………………………….. 4

    Elenco delle figure…………………

    Elenco delle tabelle…………………………………………………………………………………………………………. 6

    Glossario ed elenco delle abbreviazioni…………………..……….. 6

    1. Introduzione…………………………..……….. 7

    1.1 Scopi e obiettivi………………

    1. Revisione della letteratura …………………

    2.1 Definizioni…………………..……………..……….. 12

    2.1.1 Legislazione del Regno Unito in materia di reati sessuali………………….. 12

    2.1.2 La legislazione italiana in materia di reati sessuali……………………………………….. 13

    2.1.3 Abusi sessuali da parte di esponenti del clero……………..……………. 15

    2.1.4 Clericalismo……………..……………..…………….. 16

    2.2 Letteratura globale……………………………………… 17

    2.3 Letteratura italiana…………………..……………..……………. 20

    1. Metodologia……………………………………………………………………………………………………. 24

    3.1 Indagine………………………

    3.2 Intervista…………………………. 26

    3.3 Etica…………………..……………. 27

    1. Riscontri …………………..…………….. 29

    4.1 Risultati dell’indagine…………………………………………………………………………………………. 29

    4.1.1 Dati demografici…………………………………………………………………………… 29

    4.1.2 Opinione pubblica…………………………………………………………………………… 30

    4.1.3 Copertura mediatica……………..………..……….. 32

    4.2 Risultati del colloquio………………

    1. Discussione…………………..……………..……….. 36

    5.1 Consapevolezza e atteggiamenti del pubblico nei confronti del CSA………………… 36

    5.1.1 Criminologia critica, politica italiana e clericalismo……………. 38

    5.2 Copertura mediatica……………………………….. 39

    5.2.1 Criminologia critica ed egemonia dei media……………. 40

    5.2.2 Aumentare la consapevolezza pubblica sui CSA………………….. 41

    5.3 Sostegno alle vittime di CSA e implicazioni……………………………… 42

    1. Conclusione………………………………..……………….. 46

    6.1 Raggiungimento degli scopi e degli obiettivi…………………………………………. 46

    6.2 Limitazioni…………………..…………. 48

    6.3 Raccomandazioni………………………………………………………………………… 48

    Riferimenti……………

    Appendice………………………………………………………………………………………………………………. 78

    Appendice 1. Approvazione Etica…………………………………………………………………………… 78

    Appendice 2. Domande dell’intervista……………………………………………………………………… 79

    Appendice 3. Domande del sondaggio……………………………………………………………………… 79

    Lista delle figure

    Figura 1:  Religione VS età. 30

    Figura 2:  Credo che i CSA non siano un problema in Italia VS Religione. 31

    Figura 3:  Credo che il CSA non sia un problema in Italia VS Età. 31

    Figura 4 : Tipo di supporto attendibile VS Età. 33

    Elenco delle tabelle

    Tabella 1: Analisi del contenuto dell’intervista . 34

    Glossario ed elenco delle abbreviazioni

    CSA Abusi sessuali clericali
    cCSA Abuso sessuale clericale su minori
    RCC Chiesa cattolica romana
    penisola italiana Italia, San Marino e Città del Vaticano
    L’associazione Rete L’ABUSO

     

     

     

    1. Introduzione

    La consapevolezza riguardo alla correlazione tra abuso sessuale, pedofilia, criminalità e Chiesa, soprattutto quella cattolica, è straordinariamente nuova (Marotta, 2021; Madu & Madu, 2021; Tallon & Terry, 2013). In particolare, prima delle campagne sugli abusi sessuali e sull’incesto degli anni ’70, con particolare attenzione agli Stati Uniti, la questione degli abusi sessuali sui minori non era considerata degna di nota (Clites, 2023). In particolare, è stato nei due decenni precedenti il ​​nuovo millennio che le voci dei sopravvissuti ai CSA hanno iniziato a occupare l’ambiente socioculturale (Clites, 2023; Tallon & Terry, 2013). Durante questi vent’anni, resoconti di attività criminali nella Chiesa cattolica sono emersi in tutto il mondo, attirando l’attenzione di paesi europei come Irlanda, Francia e Spagna (Donnelly & Inglis, 2010; Pereda & Segura, 2021; Terry, 2015). Tuttavia, è fondamentale considerare che l’abuso sessuale all’interno del personale ecclesiastico esiste fin dall’antichità (Benadusi & Lagioia, 2022; Rashid & Barron, 2018). Costituisce un problema di lunga data all’interno dell’ordine ecclesiastico cattolico romano e dei suoi rappresentanti (Benadusi & Lagioia, 2022). Tuttavia, i continui insabbiamenti perpetuati dalla Chiesa, volti a mantenere la rispettabilità e la purezza intrinseche alla dottrina cristiana, hanno portato a considerare questi crimini solo un problema moderno (Blasi & Oviedo, 2020; Frawley-O’Dea, 2007; Marchlewska et al., 2023). Tuttavia, i recenti scandali e le testimonianze hanno fatto riemergere questo reato, come l’inchiesta Spotlight del Boston Globe del 2002, l’attuale campagna sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e le risultanze sulla situazione irlandese (Bisantz, 2023; Pilgrim, 2012; Pupilli, 2016). Il coinvolgimento ecclesiastico in altre attività illegali, come la corruzione e le correlazioni con la criminalità organizzata, racchiude una questione cruciale che è altamente sottovalutata (Faggioli, 2019; Terry, 2015). Proprio i casi sopra menzionati hanno avuto un forte impatto sul processo legale e sull’attenzione mediatica in materia di CSA, che hanno provocato una crisi nel RCC (Doyle, 2012; Formicola, 2020). L’incapacità di gestire la superficie delle sue attività criminali nel corso della sua storia ha messo in luce i numerosi insabbiamenti gerarchici, l’ipocrisia e la debole facciata di questa organizzazione religiosa (Faggioli & O’Reilly-Gindhart, 2021; Formicola, 2016).

    Tre esempi principali sono pilastri fondamentali dell’emergenza degli abusi all’interno della Chiesa: le prime testimonianze di Scott Gastal contro padre Gauthe, lo scandalo di Boston e le indagini irlandesi (Benigno & Lavenia, 2021; Donnelly & Inglis, 2010; Moran, 2019; Pang et al., 2022). Il primo è caratterizzato dal processo della Louisiana del 1985 contro padre Gauthe, e la sua importanza risiede nel fatto che è stata la prima volta che un caso di cCSA è stato discusso in tribunale, coperto dai media ed esposto al pubblico (Benigno & Lavenia, 2021; Lytton, 2022). Gastal, all’epoca 11enne, testimoniò contro Gauthe, che da un anno abusava sessualmente di lui in una casa parrocchiale (D’Antonio, 2013). Nonostante la paura, le minacce e le complicazioni derivanti dal farsi avanti, la famiglia Gastal accusò il religioso, che fu poi processato e scoperto per aver molestato 37 bambini (D’Antonio, 2013; Nordheimer, 1985).

    Inoltre, l’articolo Spotlight del Boston Globe del 2002 ha rivelato le ramificazioni della pedofilia nella Chiesa cattolica americana, svelando l’allarmante prevalenza di questo crimine, trovando oltre settanta ecclesiastici colpevoli di cCSA nell’arcidiocesi cattolica romana di Boston (Bisantz, 2023; Faggioli, 2023 ). In particolare, la maggior parte degli abusi erano conosciuti dall’arcidiocesi locale, che li considerava non abbastanza gravi, e quindi ha scartato i resoconti e le accuse delle vittime (Hilary & Huang, 2023; Boston Globe Spotlight Team). Questo evento è particolarmente cruciale quando si tratta di attenzione mediatica, poiché lo scandalo ha esplorato quanto sia radicata la questione dei CSA e, di conseguenza, ha esposto a livello mondiale la gravità della questione (Renzetti & Yocum, 2013).

    Quest’ultimo è caratterizzato dalle numerose inchieste avviate dal governo irlandese riguardo al cCSA tra il 1990 e il 2010, in particolare dopo la condanna di p. Brendan Smyth nel 1994 (Gleeson & Jones, 2015; Ring, 2018; Terry, 2015). Precisamente, è stato riconosciuto colpevole di aver molestato 72 bambini mentre era nell’Ordine Norbertino ed è stato condannato a 12 anni di prigione (Powell & Scanlon, 2014). La copertura mediatica è stata eccezionale, poiché gli articoli di giornalismo investigativo di Chris Moore hanno inondato le notizie irlandesi e hanno rivelato come gli Ecclesiaste fossero a conoscenza degli abusi di Smyth ma non li avessero denunciati ad alcuna autorità (Hargaden, 2022; Powell & Scanlon, 2014). A seguito di questa calunnia, la percezione pubblica dell’autorità della Chiesa cattolica in Irlanda venne interrotta e la sua reputazione offuscata (Rosie, 2022).

    Seguendo questo esempio, recenti studi, indagini e ricerche sono stati condotti in diversi Paesi, come Paesi Bassi, Canada, Australia, Germania, Spagna e Portogallo (Death, 2018; Gleeson, 2016).

    Tuttavia, le ricerche riguardanti la penisola italiana sono estremamente scarse, soprattutto considerando che lì si trova il Vaticano. Inoltre, la pubblicità dei CSA in Italia è diminuita, poiché la Chiesa nasconde facilmente la maggior parte dei chierici accusati e nega la complicità (Benigno & Lavenia, 2021). È qui che trova fondamento la presente tesi, che mira a colmare le lacune presenti nell’attuale scenario letterario italiano.
    Il più ampio rapporto sulla portata dei CSA è realizzato dall’associazione no-profit Rete L’ABUSO, che comprende vittime, accuse, condanne, religiosi negazionisti e spazi di sostegno sia per i sopravvissuti che per gli autori di reato, descrivendo 15 anni di indagini in corso (Rete L’ ABUSO, 2023; Zanardi, 2018). È evidente che, con oltre 166 sacerdoti accusati nel 2023 e solo 164 condanne dal 2008, si tratta di una questione trascurata e sottovalutata (Rete L’ABUSO, 2023). Confrontando questo con l’esempio irlandese, è evidente la mancanza di indagini affidate al governo, e quindi l’assenza di riconoscimento da parte della classe dirigente.

    1.1 Scopi e obiettivi.

    Scopo :

    Comprendere la consapevolezza e l’interpretazione delle persone riguardo ai crimini perpetrati dalla Chiesa cattolica nella penisola italiana.

    Obiettivi :

    1. Scopri l’atteggiamento della popolazione italiana nei confronti della prevalenza del cCSA sia a livello mondiale, nel contesto europeo, che in Italia.
    2. Determinare l’entità della copertura mediatica italiana sul CSA.
    3. Valutare l’efficacia dei servizi di supporto disponibili per le vittime di CSA in Italia.

    La metodologia utilizzata per questa ricerca prevede metodi misti, riguardanti sia un sondaggio che un’intervista semi-strutturata. Il primo sarà condiviso con la popolazione italiana chiedendo quale sia la loro posizione e il loro atteggiamento nei confronti della prevalenza di questo crimine e quanto il CSA sia rappresentato nei media nazionali. Inoltre, quest’ultima, condotta con un’associazione italiana, servirà per ottenere una prospettiva esaustiva sulle denunce e sulle circostanze relative a questo delitto.
    Gli obiettivi della tesi saranno raggiunti analizzando innanzitutto la letteratura sull’argomento, concentrandosi prevalentemente sulle definizioni, sulla letteratura globale e sulle indagini con sede in Italia. Inoltre, verrà esposta la metodologia, dichiarando le motivazioni per un approccio con metodi misti come struttura di ricerca. Successivamente i risultati verranno presentati ed esaminati. Inoltre, si discuterà l’interconnessione tra i dati raccolti e la letteratura analizzata in precedenza, con l’obiettivo di spiegare i risultati attraverso un approccio teorico critico. Infine, verranno valutati i punti sopra menzionati, chiarendo limitazioni e raccomandazioni.

    2. Revisione della letteratura

    2.1 Definizioni

    2.1.1 Legislazione britannica sui reati sessuali

    Innanzitutto è indispensabile delineare cosa comprenda il termine “reati sessuali”. La definizione legale di stupro nel Regno Unito è quando una persona penetra con il pene nella vagina, nella bocca o nell’ano di un individuo non consenziente (CPS, 2022; Sexual Offenses Act, 2003, c. 1). Inoltre, l’aggressione mediante penetrazione avviene quando un individuo penetra la vagina o l’ano di una persona riluttante con una parte del suo corpo o un oggetto (CPS, 2022; Sexual Offenses Act, 2003, c. 2). Inoltre, si definisce violenza sessuale quando l’autore del reato tocca sessualmente un’altra persona senza la sua approvazione (CPS, 2022; Sexual Offenses Act, 2003, c. 3). Inoltre, costringere un altro individuo a partecipare ad attività intime, condividere o produrre materiale privato, comprende altri casi di ciò che è considerato un reato sessuale (Sexual Offenses Act, 2003, c. 4; Sexual Offenses Act, 2003, c. 66). In particolare, è fondamentale comprendere che la mancanza di consenso è un aspetto determinante del crimine, poiché le vittime non sono disposte a compiere o prendere parte ad attività sessuali (CPS, 2021; Sjölin, 2015; Sprague, 2021). Inoltre, questa tipologia di reato è prevalente sia tra le vittime adulte che tra quelle minorenni (CPS, 2022). Pertanto, è imperativo indagare su cosa comportano i reati sessuali contro i bambini. La legge sui reati sessuali (2003) distingue tra i bambini sotto i 13 anni e quelli sotto i 18 anni. Per gli individui sotto i 13 anni di età, la distinzione tra stupro, aggressione con penetrazione e violenza sessuale è la stessa di cui sopra, con l’unica differenza del età della vittima. La dicotomia tra le due età, cioè sotto i 13 e i 18 anni, esiste per sottolineare che si ritiene che i minori di 13 anni non siano in grado di consentire legalmente qualsiasi atto sessuale (Ministero della Giustizia, 2013). La separazione garantisce inoltre una maggiore tutela ai minori che non hanno ancora compiuto 14 anni (CPS, 2022; Ministero della Giustizia, 2013; Robinson, 2017).

    Per quanto riguarda i minori di 18 anni, la legislazione descrive l’autore del reato come qualcuno di età pari o superiore a 18 anni che intraprende attività sessuali, ovvero penetrazione vaginale, anale e orale, o tocca sessualmente un minore non consenziente (Hollin et al., 2010; Sexual Offenses Act, 2003, c.9). Tuttavia, l’adulto può anche essere colpevole di un reato quando non abusa sessualmente personalmente del bambino. Ad esempio, possono comunicare sessualmente con il minore e costringere, forzare, incitare o indurre la vittima a partecipare ad attività intime contro la volontà di quest’ultimo (Sexual Offenses Act, 2003, c. 10; Sexual Offenses Act, 2003, c. 14; Legge sui reati sessuali, 2003, c. Nella legge, casi più moderni, come l’adescamento sessuale online, sono stati chiariti nella sezione Note esplicative di ogni comma. Per quanto riguarda la comunicazione sessuale, si precisa che essa può avvenire attraverso conversazioni telefoniche, Internet o incontri volti a conquistare la fiducia del minore (Klimek, 2020; Sexual Offenses Act, 2003). Un altro reato si verifica quando l’adulto che compie atti sessuali lo fa in presenza di un bambino o costringe il minore a guardare l’atto (Sexual Offenses Act, 2003, c. 11, Sexual Offenses Act, 2003, c. 12). Direttamente, l’ampia gamma di descrizioni e gli esami dei numerosi contesti in cui può aver luogo un abuso intimo, che implichi o meno il contatto fisico, forniscono solide basi affinché le forze dell’ordine possano indagare sui crimini.

    2.1.2 La legislazione italiana sui reati sessuali

    Tuttavia, poiché questa ricerca si concentra sull’ambiente italiano, è imperativo analizzare e confrontare il modo in cui la rispettiva legislazione definisce l’abuso sessuale. Nello specifico, nel codice penale italiano non esiste la distinzione tra stupro, aggressione con penetrazione e violenza sessuale. Proprio le virgole dell’art. 609 si dividono tra violenza sessuale, violenza sessuale su minori e violenza sessuale di gruppo, con il rispetto delle circostanze aggravanti (Codice Penale, 2022, art. 609; Fedorczyk, 2020). La violenza sessuale coinvolge chi, con l’uso della forza, della minaccia o dell’abuso di autorità, spinge altri a compiere atti sessuali (Codice Penale, 2022, art. 609-bis; Di Giovanni, 2023; Trotta, 2023). Alla definizione si aggiungono altre contestualizzazioni, come l’approfittare dello stato mentale o fisico della vittima (Codice Penale, 2022, art. 609-bis.). Inoltre, le circostanze aggravanti riguardano l’uso di armi o sostanze, se l’autore del reato esercita autorità sulla vittima, ad esempio un genitore, o se l’autore del reato è un pubblico ufficiale (Codice Penale, 2022, art. 609-ter.). Per quanto riguarda gli atti sessuali non consensuali con soggetti minorenni, quando la vittima ha meno di 14 anni la pena per il reato aumenta (Codice Penale, 2022, art. 609-ter, comma 5; Codice Penale, 2022, art. 609-quater). Questa età è cruciale in quanto rappresenta l’età del consenso in Italia (Cena & Tattoli, 2021; Macrì, 2010). Inoltre, viene menzionato il sedicesimo anno di età in quanto rappresenta l’aumento dell’età del consenso quando è coinvolta una figura che esercita autorità sulla vittima, come un educatore o un genitore (Codice Penale, 2022, art. 609-quater). In particolare, la pena aumenta se l’abuso è commesso per motivi pecuniari, se partecipano più persone, se lo compiono organizzazioni criminali, se il minore subisce conseguenze pericolose per la vita e se le reiterazioni reputazionali sono gravi (Codice Penale, 2022, art. 609-quater, comma 1-5). Le attività sessuali testimoniate da un minore di 14 anni, allo scopo di farsi vedere dalla vittima, o di mostrare materiale pornografico per costringerla a compiere atti intimi sono menzionate nell’articolo 609-quinquies, Corruzione di minori (Codice Penale, 2022). Inoltre, costituisce reato quando un adulto costringe, con minacce e violenza o con la promessa di doni e ricompense, un minore di 16 anni a compiere le predette attività illecite, anche tramite piattaforme online (Bernasconi, 2017; Codice Penale, 2022, art. 609-undecies).

    Confrontando la legislazione italiana e quella britannica, la definizione complessiva di violenza sessuale è simile. Tuttavia quest’ultima offre definizioni e differenziazioni tra penetrazione vaginale e anale, cioè stupro, aggressione mediante penetrazione e contatto sessuale indesiderato. Quello italiano si riferisce solo ad “atti sessuali”, che è un termine ampio che rende la sua circoscrizione molto vaga (Lorusso & Manna, 2007; Magliocca, 2017). Inoltre, quando si tratta di minori, l’Italia è più descrittiva rispetto alle differenziazioni legate all’età: nel Regno Unito l’età del consenso è 13 anni, mentre quella italiana è 14, e sale a 16 quando l’autore del reato è qualcuno vicino alla vittima (Bernardi, 2022). Inoltre, un’altra differenza è la menzione e la descrizione dell’abuso della posizione di fiducia nella legislazione inglese, soprattutto in materia di abusi sessuali su minori, mentre quella italiana menziona solo l’abuso di autorità.

    2.1.3 Abusi sessuali da parte del clero

    Successivamente, dopo aver presentato ed esaminato come la violenza sessuale viene rappresentata nella legislazione, è estremamente utile analizzare i CSA nella Chiesa cattolica riguardo a queste descrizioni. Precisamente, comprende qualsiasi attività sessualizzata che coinvolga un membro di un ordine ecclesiastico nei confronti di qualcuno sotto la sua cura religiosa (Ballano, 2023; Clergy Sexual Misconduct Information & Resources, 2021; Markowitz et al., 2021). La cattiva condotta del clero riguarda le molestie, attraverso contatti, baci, rapporti sessuali, conversazioni inappropriate e allusioni (Martin, 2023; MCC, 2022). È significativo notare che lo squilibrio di potere e autorità tra le due parti gioca un ruolo fondamentale nella realizzazione dell’abuso (Clergy Sexual Misconduct Information & Resources, 2021). Pertanto, dinamiche di potere squilibrate sono al centro di questi crimini, poiché l’autore abusa della fiducia religiosa e della giurisdizione che ha sulla vittima (Clergy Sexual Misconduct Information & Resources, 2021; Edelman, 2020; Marotta, 2021; MCC, 2022). Si tratta di un caso significativo rappresentato in tutta la letteratura, poiché viene descritto come un aspetto intrinseco dell’abuso sessuale minore. Precisamente, Dressing et al. (2000) descrivono l’uso improprio del potere clericale come fattore che contribuisce alla violenza intima e una spiegazione di come la Chiesa cattolica abbia affrontato in modo improprio questi crimini e abbia tentato di nasconderli alla vista del pubblico. Inoltre, Haker (2023) considera l’abuso sistemico dell’autorità, della responsabilità e della cura spirituale una questione fondamentale all’interno della gerarchia della Chiesa cattolica. Ciò viene esercitato non solo prendendo di mira le vulnerabilità generali delle vittime, ma soprattutto concentrandosi sull’autorità che il sacerdote ha sulla spiritualità del credente (De Weger & Death, 2017). Precisamente, la strategia è comunemente utilizzata quando si adescano bambini che intendono successivamente abusarne sessualmente (De Weger & Death, 2017).

    2.1.4 Clericalismo

    Un’altra istanza teorica fondamentale verso la facilitazione dei CSA è il clericalismo. Questo termine si riferisce alla gerarchia religiosa tra il personale ecclesiastico, dove pochi selezionati detengono il più alto potere legislativo e l’autorità decisionale (Plante, 2020). Nella RCC, questo potere è detenuto dal clero ordinato, che amministra le scelte finanziarie, liturgiche e spirituali, senza consultare alcun membro del clero esterno (Plante, 2020; Seasoltz, 2010). Questo ordine gerarchico sostiene l’idea che solo gli ecclesiastici, visti come superiori, detengono l’autorità di dettare come i laici dovrebbero vivere la loro vita personale e privata (Plante, 2020). Tuttavia, l’insegnamento religioso non appare sempre congruente con le decisioni clericali, come l’impiego del clericalismo riguardo al continuo insabbiamento degli abusi sessuali perpetrati da parte degli ecclesiastici (De Weger & Death, 2017; Seasoltz, 2010). Il clericalismo, inoltre, è stato riscontrato soprattutto tra le donne religiose, come le suore, e le loro controparti maschili (McPhillips & McEwan, 2022). Precisamente, la violenza di genere è altamente presente all’interno della gerarchia ecclesiastica, come spiegato da McPhillips e McEwan (2022), il che si traduce in espressioni comportamentali dannose volte a mantenere il sacerdozio al vertice della piramide ecclesiastica. In particolare, poiché, prevalentemente, gli ecclesiastici e le vittime violenti sono identificati come maschi, la disuguaglianza di genere si traduce anche nella convinzione che le donne non possano essere vittime o autori di CSA (Cimbolic & Cartor, 2006; McPhillips & McEwan, 2022; Winters et al., 2022 ). Tuttavia, gli eccezionali insabbiamenti perpetrati dalla Chiesa riguardo a questi casi influiscono ancora fortemente sulla quantità di letteratura che circonda sia le parti maschili che quelle femminili.

    2.2 Letteratura globale

    Come accennato nell’introduzione, il CSA è stato preso in considerazione solo negli anni ’70, quando l’incesto, la violenza domestica e l’abuso sessuale cominciavano a essere considerati atti criminali dalla criminologia femminista (Gleeson & Jones, 2015). Le femministe in quel periodo sostenevano che le loro voci venissero ascoltate, il che diede coraggio alle sopravvissute al CSA di farsi avanti e denunciare i crimini (Clites, 2023). Ecco perché la ricerca su questo argomento è relativamente nuova, anche se si tratta di una questione di vecchia data, presente nella Chiesa cristiana fin dal Medioevo (Minnis, 2021; Rashid & Barron, 2018). Tuttavia, la rilevanza della denuncia dei casi americani, che sembravano i più documentati e significativi, ha convinto il grande pubblico europeo che gli abusi sessuali ecclesiastici fossero solo un affare straniero (Minguet-Civera, 2021; Weatherred, 2015).

    Tuttavia, negli ultimi due decenni, sono state condotte ricerche degne di nota sui territori europei, come l’Irlanda. Ad esempio, la già citata denuncia degli abusi sessuali su minori perpetrati dal sacerdote di Belfast Brendan Smyth ha rappresentato un importante passo avanti nella rappresentazione mediatica del cCSA (Kerrigan & Pramaggiore, 2022; Scutari, 2018). Considerando che la maggior parte della ricerca proveniva dagli Stati Uniti o da altri paesi di lingua inglese, ciò ha portato a giudicare erroneamente gli altri territori europei come sicuri dai CSA e ha aiutato la Chiesa a coprire gli abusi perpetrati in queste ultime aree (O’Reilly & Chalmers, 2014 ). Tuttavia, è solo di recente che le indagini si sono spostate verso le prospettive di nuovi Paesi, come la Polonia (Fordham University, 2023; Guzik, 2020; Mandes, 2020). Proprio l’incremento delle accuse in questo territorio cristiano, patria dell’ex Papa Giovanni Paolo II, ha generato un’ulteriore indagine sulla legittimità della Chiesa e sulla prevalenza della violenza sessuale al di fuori dei paesi anglofoni (Guzik, 2020; Mandes, 2020; Paszenda & Rogoż , 2023). Attraverso la letteratura accademica sugli eventi polacchi, è stato affermato che è necessaria una normativa dedicata alla tutela delle vittime del cCSA (Mandes, 2020). È fondamentale avere giudici e agenti della legge imparziali, in grado di affrontare la gerarchia religiosa e mirare a consegnare i delinquenti alla giustizia senza favoritismi (Mandes, 2020; Motak, 2021; Przeciszewski, 2022). Inoltre, è stato riscontrato che i media polacchi mancano di comprensione critica e credibilità, il che genera un’inclinazione pubblica verso la vittimizzazione dei sopravvissuti (Mandes, 2020; Sadlon & Nowotny, 2022). Tuttavia, la maggior parte di questi cambiamenti può essere attuata solo a seguito di una riforma all’interno della Chiesa cattolica e del Vaticano (Guzik, 2020).

    Per quanto riguarda gli aggiustamenti tentati in seno al Vaticano, nel 2021, Papa Francesco ha rivisto l’abuso sessuale sui minori e la pedofilia come crimini contro la persona e la sua dignità, e non più contro l’obbligo clericale del celibato (Benadusi & Lagioia, 2022). Tuttavia, ciò ha rappresentato solo uno spostamento nella comprensione filosofica del reato, poiché la letteratura mostra continue nuove accuse e l’assenza di condanne (Rete L’ABUSO, 2023). Tuttavia, molti di questi casi risalgono generalmente a due decenni fa, il che descrive come gli studi attuali si concentrino principalmente sul passato, piuttosto che sulle denunce attuali (Böhm et al., 2014).

    Tuttavia, pochi di loro hanno considerato l’impatto dei media sullo sviluppo della consapevolezza pubblica e, quindi, la reazione e la colpevolezza della Chiesa (Dubec et al., 2023). Coloro che trattano questo argomento illustrano come l’ampia copertura dei notiziari e del giornalismo investigativo sui CSA abbia portato grandi cambiamenti nel processo legislativo e nella consapevolezza pubblica, in particolare in Irlanda con il caso Brendan Smyth (Powell & Scanlon, 2015; Waller et al., 2020). Tuttavia, nessuno di essi si concentra sulla popolazione italiana e sulla sua ricezione dei media e delle notizie. Soprattutto come l’importanza della consapevolezza pubblica e la messa in discussione dell’autorità della Chiesa possano portare ad aggiustamenti e responsabilità sostanziali.

    Inoltre, dopo aver analizzato la letteratura, è evidente che la domanda principale che si pongono i ricercatori è come evitare che ciò accada e come fornire supporto alle vittime (Fordham University, 2023). Ciò ha avuto origine con i primi casi negli anni ’80 ed è ora oggetto di ricerca su scala più ampia, considerando le nuove prospettive date dalle affermazioni emergenti delle vittime (Böhm et al., 2014; Fordham University, 2023). Per quanto riguarda le motivazioni alla base degli atti di violenza sessuale da parte del clero, il risultato principale mostrato dagli studi è l’incapacità del personale religioso di aderire al celibato (Gorrell, 2015; Tamarit & Balcells, 2022; Rashid & Barron, 2018). Precisamente, Tamarit e Balcells (2022) affermano che esso è generalmente combinato con l’abuso di potere, il narcisismo, l’immaturità psicosessuale, il clericalismo e la rigida struttura gerarchica dell’Ecclesiaste. Tuttavia, le opinioni degli studi differiscono notevolmente, poiché da un lato si sostiene che la causa principale del cCSA è il celibato obbligatorio e, pertanto, il celibato facoltativo eliminerebbe il problema, mentre dall’altro si afferma che non esiste alcun legame tra astinenza e violenza sessuale (DeGroat , 2020; La valutazione critica descrive che la correlazione tra i due dipende dall’approccio psicologico che si ha nei confronti del celibato, dividendoli tra persone che accettano e rifiutano il celibato (De Weger, 2022; Tamarit & Balcells, 2022). Pertanto, coloro che incontrano difficoltà nel mantenere l’astinenza, sono più propensi a individuare altri metodi per soddisfare i propri bisogni (De Weger, 2022; Tamarit & Balcells, 2022).

    2.3 Letteratura italiana

    In particolare, gli esami preminenti riguardanti l’attività criminale del tribunale ecclesiastico da parte di autori italiani e sulle prospettive italiane sono libri, come “In Segreto: Crimini sessuali e clero tra età moderna e contemporanea” [In Secret: Sexual crimes and clergy between the modern ed età contemporanea], “Agnus Dei: gli abusi sessuali del clero in Italia”, e “Peccato o crimine: la Chiesa di fronte alla pedofilia”. della pedofilia] (Benigno & Lagioia, 2021; Benadusi & Lagioia, 2022; Scarrafia et al., 2022). Rispettivamente, l’indagine presentata in questi libri riguarda principalmente la storia del clero e i suoi abusi, come in In Segreto e Peccato o Crimine, o raccontando le esperienze personali delle vittime, come in Agnus Dei. Inoltre, è evidente come questi testi siano straordinariamente recenti, il che è possibile risultato dell’interesse che ha guadagnato solo negli anni precedenti, dell’incapacità della Chiesa di nascondere molti dei suoi crimini e del coraggio delle vittime che finalmente parlano fuori (Borowik & Grygiel, 2023; Formicola, 2023).

    Inoltre, quando si parla della presenza di crimini legati alla Chiesa nei media, è improbabile trovare alcuna correlazione con la discussione contemporanea. Infatti, il cold case italiano di Emanuela Orlandi è quello che domina le cronache. Proprio il rapimento di Orlandi, cittadino quindicenne della Città del Vaticano, avvenuto il 22 luglio 1983, rappresenta un enorme scandalo per l’intera penisola italiana (Di Battista, 2023; Orlandi, 2018). Quarant’anni di indagini hanno portato alla luce rapporti criminali tra il Vaticano e la criminalità organizzata che ha contribuito al rapimento, come la Banda della Magliana, un’organizzazione criminale con sede a Roma (Nazio, 2012). Inoltre, tra le recenti scoperte che hanno fatto notizia c’è la dichiarazione di un cardinale vaticano coinvolto in sfruttamento sessuale minorile durante il periodo della scomparsa di Emanuela (Rete L’ABUSO, 2024). Nei media, questo caso è stato trattato dalla docuserie Netflix “Vatican Girl: The Disappearance of Emanuela Orlandi” (Pandey, 2023). I media italiani però non sono stati particolarmente coinvolti, dato che la produzione è stata realizzata da una società di produzione britannica.

    Inoltre, la ricerca in Italia è stata favorita dagli effetti di una contestazione da parte dell’opinione pubblica nei confronti dell’autorità della Chiesa all’estero, che ha portato alla stesura dei rapporti della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) sulla pedofilia. Nello specifico, il primo studio copre due anni, ovvero il 2020-2021, e raffigura le vittime che le hanno contattate in questa finestra temporale, mostrando 89 sopravvissuti, l’82% del totale dei minorenni, e 68 delinquenti del clero, di età compresa tra 40 e 60 anni ( Aperto, 2022; Giro, 2022). Tuttavia, è evidente come la scelta del biennio abbia prodotto risultati minimi, in quanto la pandemia di Covid-19 e i rispettivi lockdown non hanno consentito interazioni sociali tra vittime e abusatori (Benigno & Lavenia, 2022; Di Niro, 2022). Inoltre, considera solo le segnalazioni effettuate tramite i servizi ecclesiastici, trascurando quelle alle autorità italiane o alla Rete L’ABUSO (Tourn, 2022). Il secondo rapporto annuale, pubblicato nel novembre 2023 e che copre gli eventi del 2022, scopre 32 sacerdoti abusatori e 54 vittime (Giansoldati, 2023; Zanardi, 2023). La maggioranza delle vittime sono donne e ragazze, cioè 44 anni, e in maggioranza minorenni, cioè 35 anni (Di Gregorio, 2023). Tuttavia, l’Associazione Italiana Vittime di CSA “Rete L’ABUSO” afferma di aver ricevuto un numero maggiore di denunce nello stesso periodo oggetto dello studio CEI (Zanardi, 2023). Precisamente, hanno ricevuto segnalazioni di 418 Qohelet abusivi attivi, per un totale di circa 10.002.960 vittime nell’ultimo quindecennio (Rete L’ABUSO, 2023). Inoltre, i reati denunciati dalla CEI non solo non vengono denunciati alle autorità, ma il documento non condivide informazioni preziose sugli abusi, come la localizzazione geografica, e quindi non hanno la possibilità di essere verificati (Zanardi, 2023). . È quindi evidente che tale esame, condotto da un’assemblea di personalità ecclesiastiche, dipinge solo risultati parziali, mirando a mantenere la facciata positiva della sua organizzazione (Benigno & Lavenia, 2022).

    Nel complesso, è osservabile che la letteratura attuale è ancora in costante sviluppo, in particolare a causa della denuncia della cattiva condotta del clero e della rilevanza che sta acquisendo a livello globale. Mettendo in discussione l’autorità e la legittimità, la popolazione in generale inizia a mettere in discussione i valori, l’immunità e i messaggi da asporto della Chiesa (Dubec et al., 2023; Paszenda & Rogoż, 2023). Tuttavia, questo si sta sviluppando solo di recente, poiché le culture di diversi Paesi radicate nel cattolicesimo, come Spagna, Portogallo e Polonia, stanno proprio ora creando una dicotomia tra Stato e Chiesa (Tamarit et al., 2023). L’Italia, tuttavia, è ancora legata alla Chiesa, conseguenza della sua storia cristiana, del conservatorismo e del fascismo, soprattutto con i Patti Lateranensi, che concessero benefici e poteri eccezionali alla Santa Sede (Blancarte, 2023; Ozzano, 2019; Schwörer, 2018). Pertanto, potrebbe essere più difficile per la popolazione e la classe dirigente di questo Paese mettere attivamente in discussione la legittimità della Chiesa.

    In conclusione, le lacune presenti nell’attuale letteratura italiana devono essere colmate, e quindi questa ricerca mira a comprendere la percezione pubblica della popolazione della penisola italiana sulla questione, in particolare per quanto riguarda la loro comprensione della prevalenza sia all’interno del proprio Paese che a livello globale, e come essi interagire con i notiziari, prendendo di mira quanto spesso lo vede riportato e su quali piattaforme. Di conseguenza, l’analisi di questi risultati aggiornati può aiutare l’esame della gravità degli abusi e dei crimini sessuali del Vaticano e della Chiesa italiana.

    3. Metodologia

    Al fine di colmare le lacune presenti nella letteratura in materia di abusi sessuali clericali, risulta fondamentale la necessità di valutare l’atteggiamento della popolazione della penisola italiana nei confronti dei reati della Chiesa. Questa sezione esaminerà l’approccio basato sul metodo misto scelto per raccogliere dati: un’indagine per analizzare la percezione della popolazione, rispondendo agli obiettivi 1 e 2, e un’intervista con un’associazione italiana che studia la questione, concentrandosi principalmente sugli obiettivi 2 e 3. In primo luogo, analizzerà perché i sondaggi rappresentano l’approccio più appropriato per raccogliere informazioni su un campione su larga scala di partecipanti, considerando vantaggi e svantaggi. Successivamente si valuterà perché l’intervista semistrutturata costituisce una tecnica opportuna per indagare l’analisi associativa degli abusi sessuali all’interno della Chiesa italiana.

    3.1 Sondaggio

    Tenendo conto che l’area geografica è particolarmente estesa, comprendendo tre Paesi (Italia, Città del Vaticano e San Marino), e, quindi, che il campione è ragionevolmente abbondante, l’approccio più idoneo è attraverso un’indagine (Nayak & Narayan, 2019; Rahman, et al., 2022; Questo metodo è suggerito quando si indaga su un gran numero di partecipanti (Goodfellow, 2023; Groves et al., 2011; Disman et al., 2017). Inoltre, i questionari generano dati quantitativi, descrivendo la prospettiva della popolazione e ottenendo valori demografici dalle rispettive risposte (Ponto, 2015). Il metodo selezionato è particolarmente vantaggioso in quanto non richiede molto tempo e consente una raccolta dati piuttosto rapida e numerosa (Johnson, 2022; Nardi, 2018; Ponto, 2015). Questo è il motivo per cui la finestra temporale limitata durante la quale verranno raccolti i dati, ovvero dal 4 dicembre al 15 gennaio , non consente approcci approfonditi a un numero maggiore di partecipanti (Alamri, 2019; Prasanna, 2023; Tracy, 2019). Tuttavia, ci sono svantaggi specifici legati all’uso di metodi quantitativi. Precisamente, i dati numerici ottenuti attraverso i sondaggi mancano di esperienza personale, soggettività e significato, poiché le informazioni sono ottenute attraverso domande a scelta multipla generalmente ampie e non tengono conto delle diverse risposte individuali (Queirós et al., 2017; Smith, 2021). Per mitigare questo inconveniente, invece di utilizzare una semplice scala dicotomica di risposte negative/positive, i dati saranno ottenuti attraverso la tecnica della scala Likert (Jebb et al., 2021). Trattandosi di ricerca nel campo delle scienze sociali, il suo utilizzo è appropriato considerando il suo impiego comune nei campi della sociologia, della psicologia e della politica (Batterton & Hale, 2017; Birkett, 2022; Taherdoost, 2019). Inoltre, poiché il sondaggio sarà condiviso con persone dai 18 anni in su, una risposta a 5 livelli, che va da “fortemente in disaccordo” a “fortemente d’accordo”, sarà più facile per le persone anziane comprendere e considerare la loro risposta (Nemoto & Beglar , 2014). Inoltre, offre l’opportunità per una certa interpretazione critica e lascia spazio per un’analisi più dettagliata, piuttosto che opzioni sì o no (Bhat, 2019; Mohn, 2023). Ad esempio, altre scale, come la scala dicotomica, presenterebbero solo risposte binarie, impedendo una comprensione più esaustiva (Birkett, 2022).

    Infine, il questionario sarà condiviso attraverso gli account personali dei ricercatori sui social media, invitando i loro conoscenti a condividerlo con i loro amici e familiari, creando quindi un effetto di campionamento a valanga (Dragan & Isaic-Maniu, 2013). Nello specifico, questa tipologia di campionamento prevede di chiedere ai partecipanti di suggerire il sondaggio ai loro collegamenti, che soddisfano i criteri e sono disposti a prendere parte alla ricerca, che possono poi continuare questa reazione a catena (Parker et al., 2019). Ciò è particolarmente prezioso in quanto l’intenzione è quella di avere una varietà tra età e provenienza per raccogliere risposte diverse.

    3.2 Intervista

    Oltre al questionario volto a raccogliere dati generalizzati su larga scala, questa ricerca includerà anche un’intervista. Precisamente, lo farà con un’associazione con sede in Italia che sostiene le vittime e osserva i comportamenti criminali, le condanne e il modo in cui la giustizia penale italiana affronta questo CSA. La scelta di utilizzare le interviste come metodo selezionato per questa sezione è perché i dati ottenuti sono qualitativi e offrono una panoramica più dettagliata ed enciclopedica della questione (Busetto et al., 2020; Jamshed, 2014). In particolare, ciò aiuterà a chiarire eventuali lacune lasciate dai dati quantitativi raccolti dall’indagine.

    Sarà semi-strutturato, cioè con una serie di domande predeterminate, ma con la garanzia di una certa flessibilità per ulteriori indagini (Doody & Noonan, 2013). Ciò consentirà sia all’intervistato che all’intervistatore di cercare qualsiasi tipo di chiarimento e raccogliere ulteriori informazioni (Al Balushi, 2016; Doody & Noonan, 2013; Ruslin et al., 2022). Infatti, a differenza delle interviste strutturate, quelle semistrutturate danno spazio all’espressione (Al Balushi, 2016). Tuttavia, le interviste richiedono molto tempo, soprattutto a causa della loro durata, trascrizione e rispettiva analisi delle informazioni raccolte (McGrath et al., 2019; Rädiker, 2020). Pertanto, l’ideale è la scelta di dirigerne uno singolo con un’associazione preminente, piuttosto che multipli con contributori meno informati. I risultati dell’intervista verranno interpretati utilizzando l’analisi del contenuto, al fine di classificare i risultati attraverso codici e avere una comprensione esaustiva delle informazioni trovate (Ungvarsky, 2023).

    3.3 Etica

    Le implicazioni etiche quando si conduce la ricerca primaria sono particolarmente vitali. Precisamente, i principi etici comprendono il consenso informato e la partecipazione volontaria alla ricerca primaria, l’anonimato e la riservatezza, la trasparenza sull’argomento e lo scopo dello studio, la responsabilità verso i benefici dell’esame e il diritto di recesso (Anabo et al., 2019 ; Haley, 2017; Questa ricerca è stata approvata dal Comitato Etico SCCJ dell’Università di Portsmouth (Appendice 1), riferimento della domanda 1196.
    Nel modulo di approvazione è stato esposto che nel sondaggio sarà garantito l’anonimato, poiché non saranno richiesti dati personali, e nessuna email con cui i partecipanti completano il questionario sarà condivisa con il ricercatore. Inoltre, lo scopo dello studio sarà esposto nella prima pagina del sondaggio online, seguito da un consenso obbligatorio, che i contributori dovranno barrare se vorranno prendere parte allo studio. Inoltre, il diritto di recesso durerà fino al momento in cui si clicca sul pulsante “invia”, poiché successivamente le risposte saranno rese anonime e non sarà possibile risalire a chi le ha inviate.

    Per quanto riguarda l’intervista, è stata condivisa con l’associazione una lettera di invito e una scheda informativa dei partecipanti, in cui si espone in cosa consiste la ricerca e quale sarà il risultato del loro contributo. Inoltre, è stato condiviso con loro ed è stato firmato un modulo di consenso, al fine di avviare la raccolta dei dati.

    Infine, la valutazione del rischio e il debriefing sull’oggetto dello studio sono cruciali, poiché l’abuso sessuale è un argomento delicato e il benessere degli esseri umani è fondamentale da salvaguardare (Miller et al., 2012; Panicker & Stanley, 2021). Tutta la raccolta dei dati si concluderà ringraziando per il contributo, chiarendo l’eventuale servizio di supporto disponibile e comunicando la disponibilità del ricercatore e del supervisore a chiarire ogni dubbio.

    4. Risultati

    In questa sezione verranno presentati ed esposti i risultati dell’indagine inviata alla popolazione italiana e l’intervista all’Associazione sostegno alle vittime di CSA. L’indagine prenderà in considerazione le 165 risposte ricevute nell’arco temporale compreso tra il 4 dicembre 2023 e il 15 gennaio 2024. Questa sezione indagherà innanzitutto i dati demografici rilevati nell’indagine, presentando le risposte prevalenti. Successivamente verrà esaminata la consapevolezza e il riconoscimento del CSA da parte della popolazione sia a livello globale che all’interno del proprio Paese, confrontandolo anche con i valori demografici. Inoltre, verranno esposti i risultati della copertura mediatica, considerando l’entità delle segnalazioni sia nei mainstream che nei social media, indagando anche quale sia più affidabile. Inoltre, i risultati dell’intervista saranno valutati attraverso l’analisi del contenuto, illustrando le scelte di codici e prove, concentrandosi sul sostegno dello Stato, sulla copertura mediatica e sulle reazioni delle persone.

    4.1 Risultati del sondaggio

    4.1.1 Dati demografici

    In primo luogo, i dati demografici sono fondamentali nella ricerca, poiché differenziano il campione in diverse variabili (Connelly, 2013; Veroff, ND). In questo caso sono stati utilizzati età, sesso, provenienza e religione. La maggioranza degli intervistati ha tra i 18 ei 30 anni, ovvero il 68,29%. Seguito da 45-60, 30-45 e infine 60+. Inoltre, il 75% sono donne. Inoltre, la maggior parte dei partecipanti proviene dal Nord Italia (80,49%). Gli intervistati atei sono predominanti, ovvero il 56,71%. Successivamente i cattolici rappresentano il 25,61%, infine i credenti spirituali, i buddisti e gli “altri” sono in fondo.

    Il grafico sopra (Fig. 1) mostra un’evidente correlazione tra religiosità ed età in Italia. La tendenza dimostra che gli anziani hanno maggiori probabilità di essere cristiani, mentre i giovani sono più inclini a non avere una fede religiosa. Lo dimostra anche l’indagine Doxa (2019) sulle credenze religiose in Italia, che ha rilevato che gli anziani sono più cattolici rispetto ai giovani.

    4.1.2 Opinione pubblica

    Le domande successive riguardano i livelli di accordo, utilizzando la scala Likert, tra le dichiarazioni riguardanti il ​​CSA e le opinioni dei rispondenti.

    Alla domanda se questi crimini siano prevalenti in Europa e su scala globale, la risposta prevalente indica una consapevolezza riguardo ai CSA al di fuori del proprio Paese d’origine.

    Alla domanda se il CSA sia un problema in Italia, l’88,42% lo ritiene tale. Se si confrontano le variabili demografiche, in questo caso età e religione, si nota che più la popolazione è anziana, più è probabile che concordino con l’affermazione “Credo che il CSA non sia un problema in Italia” (Fig. 3 ). Inoltre, è più probabile che gli atei considerino fermamente il CSA un problema rispetto a coloro che hanno altre credenze religiose (Fig. 2).

    Figura 2 :
    Credo che il CSA non sia un problema in Italia VS Religione

    Figura 3 :
    Credo che il CSA non sia un problema in Italia VS Età

    4.1.3 Copertura mediatica

    Infine, le domande riguardanti la copertura mediatica mirano a capire se la popolazione in generale vede questi crimini riportati nelle notizie, nei media mainstream e nei social media. La stragrande maggioranza degli intervistati non vede i crimini generalmente riportati nei media mainstream, rispettivamente il 43,90% è in disaccordo e il 30,49% fortemente in disaccordo. La maggioranza non lo trova spesso riportato nei mezzi di informazione, come le trasmissioni televisive, e sui giornali sia nazionali che locali, ovvero il 51,22% è in disaccordo e il 31,71% fortemente in disaccordo. Una percentuale più piccola, il 10,37%, vede spesso i reati denunciati, e solo il 6,71% rimane incerto.

    Tra coloro che sono d’accordo, il 70,59% ritiene che TV News sia il reporter più importante, seguito dal 17,65% nei giornali nazionali e dall’11,76% non specificato. Nessuno degli intervistati ritiene che se ne parli principalmente nei giornali locali.

    Considerando i social media, le risposte predominanti (56,1%) ritengono che se ne parli spesso su queste reti. Le risposte neutre sono successive e poi seguite da quelle in disaccordo.

    Tra coloro che sono d’accordo, Twitter (41,76%) è la piattaforma predominante per la denuncia di reati, seguita da Instagram. Inoltre, TikTok è stato scelto dal 12,09% e Facebook dal 10,99%.

    L’ultima domanda del sondaggio chiede ai partecipanti di scegliere quale sia più affidabile tra mainstream e social media. La risposta prevalente è quest’ultima, con una percentuale del 70,7%.

    Figura 4 :
    Tipo di supporto attendibile VS Età

    È evidente nella Fig. 4 che la popolazione giovane si fida maggiormente dei social network, il che può essere una conseguenza della fonte di notizie con cui tipicamente interagiscono. Ofcom (2023) ha scoperto che nel Regno Unito i giovani adulti ottengono le notizie principalmente attraverso i social media, mentre la popolazione più anziana si affida maggiormente alle trasmissioni televisive.

    4.2 Risultati del colloquio

    Attraverso l’analisi del contenuto, le categorie riguardano l’interconnessione tra Stato e Chiesa, il ruolo dei media e gli atteggiamenti pubblici. Facendo riferimento alla tabella seguente (Tabella 1), è evidente come lo Stato non offra sostegno e sia invece complice degli autori di abusi. Inoltre, le questioni relative ai resoconti mediatici comprendono l’incapacità di pubblicare articoli che sfidano Ecclesiaste, poiché non si adattano all’agenda politica, e la mancanza di copertura che non aumenta la domanda pubblica di cambiamento. Infine, l’intervista ha evidenziato come il pubblico non sia informato sulla rete di sostegno dell’associazione, stigmatizzi le vittime, soprattutto all’interno della loro comunità, e si schieri con i carnefici.

    Tabella 1 :
    Analisi del contenuto dell’intervista .

    Categoria Codice Prova Traduzione Frequenza
    Rapporto tra Chiesa e Stato Conformità all’attività criminale della Chiesa “Abbiamo inviato 420 segnalazioni di preti pedofili e non hanno (il governo) risposto. Palesemente essendo consenzienti sul fatto di non fare prevenzione”.

     

    “Abbiamo inviato 420 accuse contro preti pedofili e loro (il governo) non hanno risposto. Ovviamente concordi nel non fare prevenzione”. 30
    Mancato riconoscimento della portata dei CSA in Italia “Lo Stato non interviene, la magistratura non indaga”.

     

    “Lo Stato non interviene; i magistrati non indagano”. 18
    Copertura mediatica del CSA Articoli inediti “Ci sono degli articoli che in Italia per forza sono censurati, no? Certo, se parli e metti in mezzo un cardinale o i prelati, la chiesa non ti è grata”. “Ci sono alcuni articoli che in Italia vengono censurati, vero? Certo, se scrivi e coinvolgi un cardinale o dei prelati, la Chiesa non ti è grata”.

     

    10
    Adattamento all’agenda politica “I più sono regionali, locali, vengono finanziati poi alla fine dai segretari di partito”. “La maggior parte dei giornali sono regionali, locali, poi alla fine vengono finanziati dai segretari dei partiti”.

     

    8
    Coscienza pubblica “La copertura mediatica è l’unica cosa che fa, dà consapevolezza alle persone”.

     

    “La copertura mediatica è l’unica cosa che fa, dà consapevolezza alla gente”. 15
    Atteggiamento del pubblico nei confronti del CSA Conoscenza pubblica delle agenzie di sostegno “In genere le vittime non passano dalla rete”. “In genere, le vittime non passano attraverso la rete associativa”.

     

    6
    Mancanza di reazioni contrastanti nei confronti della Chiesa “Là (all’estero) scendono in piazza per la tutela dei figli, qui scendono in piazza per la tutela del prete”. “Là (all’estero) protestano per proteggere i figli, qui protestano per proteggere il prete”.

     

    6
    Colpa della vittima “ll ragazzino perché ha tentato il prete”. “Perché il ragazzo ha tentato il prete”.

     

    7

    5. Discussione

    È quindi fondamentale analizzare i dati raccolti e confrontare i risultati con la letteratura esposta analizzata nella sezione 2. Serve precisamente a rispondere agli scopi della tesi e valutare il raggiungimento degli obiettivi esposti nell’introduzione. In primo luogo, verrà discusso l’obiettivo 1, intrecciando l’intervista, i sondaggi e la revisione della letteratura, esaminando la consapevolezza del pubblico e le reazioni all’esposizione al CSA e applicando le teorie critiche della criminologia per spiegarlo. Successivamente, verranno esaminate la portata e le implicazioni della copertura mediatica in Italia, utilizzando le risposte del pubblico dall’indagine, la valutazione e le questioni circostanti confluite dall’intervista. Verranno prese in considerazione la criminologia critica e l’egemonia dei media, seguite dall’interconnessione tra resoconti mediatici e coscienza pubblica. Inoltre, verrà presa in considerazione la portata del sostegno fornito alle vittime, esaminando le difficoltà che si trovano ad affrontare nella penisola italiana. Verranno infine riepilogati i punti esposti.

    5.1 Consapevolezza e atteggiamenti del pubblico nei confronti del CSA

    Innanzitutto, la revisione della letteratura ha esposto i punti chiave riguardanti l’emersione dei CSA in tutto il mondo, concentrandosi soprattutto sui casi che hanno messo in luce la cattiva condotta della Chiesa. Proprio il rapporto Spotlight del Boston Globe e il processo dell’irlandese Brendan Smyth rappresentano le principali scoperte (Doyle, 2011; Kerrigan & Pramaggiore, 2022). Ciò ha causato uno scisma tra l’opinione pubblica e la fiducia nella Chiesa su scala globale, che ha comportato una richiesta di cambiamento nel processo decisionale (Guzik, 2020; Mancini & Shields, 2014). Come accennato nell’intervista, gli altri Paesi europei, anche i più religiosi, come la Spagna o la Francia, hanno chiesto alla Chiesa di fare chiarezza sui suoi abusi sessuali. La popolazione italiana, tuttavia, non contesta questa istituzione e ne difende comunque i comportamenti scorretti (intervistato). Non si verifica quindi una reazione contrastante, poiché i credenti non mettono in discussione l’autorità della Chiesa. In particolare, l’azione pubblica tende a proteggere l’autore dell’abuso, a incolpare la vittima e a segregare i sopravvissuti dalla loro comunità (intervistato). Questa è una ripercussione di quanto discusso nella sezione 2.3, ovvero l’incapacità di considerare il Vaticano e i suoi funzionari come capaci di atti criminali è il risultato della lunga storia di complicità tra Stato e Chiesa (Ozzano, 2019). Proprio il populismo di destra degli ultimi anni, l’eredità storica fascista e i Patti Lateranensi salvaguardano ancora l’integrità della Chiesa, insieme alla fiducia dei credenti in essa (Intervistato; Mammone & Veltri, 2010).

    A livello europeo, come esposto nella sezione 2.2, le inchieste affidate al governo hanno aiutato la popolazione a sfidare la facciata innocente dell’Ecclesiaste. In Irlanda i cattolici hanno sfidato le proprie convinzioni e le proprie autorità, spiega l’interlocutore. Tuttavia, la popolazione italiana si schiera dalla parte dei criminali. Precisamente, nell’aprile 2010, mentre l’Irlanda e il resto d’Europa producevano rapporti, il governo italiano Berlusconi parla per la prima e unica volta di CSA (Intervistato). La dichiarazione è però a favore della Chiesa, scusandosi per la “campagna diffamatoria contro la Chiesa e il Papa” (Rete L’ABUSO, 2021).
    I numerosi casi di complicità con la cattiva condotta del clero aumentano le possibilità del personale della Chiesa di nascondere con successo i propri misfatti. Ad esempio, le forze dell’ordine non indagano sulle denunce loro rivolte, sul silenzio del Garante della Costituzione, cioè il Presidente della Repubblica, di fronte alle rivendicazioni dell’associazione, e sul mancato rispetto della Convenzione di Lanzarote e della UNCRC, in particolare dell’art. 19 e dell’art. 34 (UNICEF, ND).

    Prendendo in considerazione l’indagine, la maggior parte degli intervistati considera il CSA un problema nel proprio Paese, non solo su scala globale. Tuttavia, l’assenza di risposte da parte di chi detiene il potere si traduce nell’incapacità di farsi ascoltare e di realizzare cambiamenti politici tangibili. Infatti, quando lo status quo viene messo in discussione, la reazione principale del governo è quella di mettere a tacere le accuse (intervistato).

    Nel complesso, l’analisi presentata nella revisione della letteratura sull’incapacità dello Stato di separare la propria giurisdizione da quella della Chiesa è stata confermata dalle informazioni raccolte dall’indagine e dall’intervista. In particolare, la popolazione appare per lo più consapevole della prevalenza del problema, ma non è in grado di contestarla e di opporvisi. Si nota, infatti, che la popolazione cattolica è più propensa a trascurare questi crimini che riguardano altri Paesi, cioè Irlanda e Spagna, e continua a sostenere la Chiesa.

    5.1.1 Criminologia critica, politica italiana e clericalismo

    I concetti teorici della criminologia critica, sviluppati sulla base del marxismo, offrono un’analisi approfondita della società, della comprensione del crimine e delle relazioni di potere (DeKeseredy, 2021). Considera la correlazione tra le persone al potere e la classe operaia, quelle socialmente ed economicamente svantaggiate (DeKeseredy, 2021). Ai fini di questo studio, le principali teorie utilizzate sono quelle riguardanti la retorica del potere e gli squilibri, che rappresentano una circostanza fondamentale nel CSA, come spiegato nella sezione 2.1 (Carrabine, 2014; Presser & Sandberg, 2019). Proprio l’intreccio tra clericalismo e la manovra delle idee popolari sul CSA. La gerarchia ecclesiastica, in quanto istituzione di potere globale, è in grado di mantenere la sua candida facciata davanti ai suoi credenti. Ad esempio, il rapporto CEI esposto nella sezione 2.3 ha ostacolato la portata dei CSA in Italia segnalando solo una piccola percentuale di abusi, trascurando dettagli cruciali per dimostrare l’affidabilità dei dati (Zanardi, 2023). Di conseguenza, ciò aiuta coloro che detengono il potere a mantenere la propria posizione, poiché la reazione pubblica, soprattutto quella cattolica, non contesta tali dichiarazioni (Benkert & Doyle, 2009; Traina, 2023). Inoltre, diminuisce il sostegno disponibile ai sopravvissuti, la portata della giustizia fornita e la tutela delle future vittime (Benkert & Doyle, 2009; Traina, 2023). Pertanto, lo squilibrio di potere tra l’istituzione cattolica e il grande pubblico non consente una richiesta critica di cambiamento. Precisamente, coprendo gli abusi, la Chiesa non dà ai suoi seguaci motivo di credere che sia necessario un cambiamento (intervistato; Traina, 2023). Inoltre, l’intervistato spiega che l’attuale governo italiano di destra è strettamente legato al Vaticano e, di conseguenza, le possibilità di riforma sono minime (Tabella 1). Proprio il riconoscimento da parte della classe dirigente è determinato a essere messo a tacere, poiché non rientra nell’agenda politica (intervistato). Pertanto, il potere detenuto dalla classe politica segrega le voci contrastanti del pubblico, determinando ulteriori insabbiamenti e disprezzo del CSA come questione critica (Benkert & Doyle, 2009; Jewels, 2015; Traina, 2023).

    5.2 Copertura mediatica

    Come esposto nell’introduzione, l’obiettivo 2 di questa ricerca è determinare l’entità della copertura mediatica in Italia. La revisione della letteratura ha illustrato la gigantesca svolta negli Stati Uniti e nei paesi europei fornita dalla rappresentazione mediatica successiva alla comparsa dei CSA. Precisamente, ha aumentato la consapevolezza pubblica e diminuito la fiducia nell’istituzione ecclesiale, abbattendo la facciata innocente costruita su decenni di evasione delle accuse (Blasi & Oviedo, 2020; Marchlewska et al., 2023). Nella penisola italiana, la ricerca non ha tenuto conto della mancanza di analisi sulla correlazione tra consapevolezza del tema e quantità di segnalazioni mediatiche. Le risposte al sondaggio racchiudono un grande silenzio sull’argomento da parte dei media mainstream. Di conseguenza, ciò conferma le ipotesi formulate nella Sezione 2 sulla mancanza di copertura contemporanea del CSA da parte dei principali punti vendita consumati dagli italiani. Tuttavia, la minoranza che è d’accordo con la dichiarazione ha scoperto che la copertura dei notiziari televisivi è quella principale.

    5.2.1 Criminologia critica ed egemonia dei media

    La mancanza di notizie sui giornali locali e nazionali è il risultato della mancata pubblicazione di articoli che mettono in dubbio l’autorità della Chiesa. L’interlocutore spiega che i giornalisti italiani sono prevalentemente freelance, e quindi evitano di scrivere articoli che non li facciano pagare. Inoltre, la principale fonte di finanziamento dei giornali proviene dai segretari dei partiti politici (Tabella 1). Di conseguenza, gli articoli che non sono d’accordo con l’agenda politica del giornale benefattore non verranno pubblicati (Tabella 1). La mancanza di copertura è quindi una conseguenza della censura nascosta causata dalle esigenze finanziarie dei giornalisti, che devono tendere a scrivere articoli che si adattino all’agenda sociale e politica, creando quindi una spirale di silenzio (intervistato).

    La criminologia critica, fondata sull’ideologia marxista e sulle aggiunte di Gramsci, è in grado di spiegare questo evento (Gioielli, 2015). In questo caso, le testate giornalistiche rappresentano uno strumento di proprietà della classe dirigente, dei politici e dei potenti, in grado di influenzare ciò che viene pubblicato (Carrabine, 2014; Jewels, 2015). Pertanto, la mancanza di sostegno finanziario quando i giornalisti scrivono polemiche si traduce nell’abbandono di scrivere articoli che mettono in discussione lo status quo, e di conseguenza producono solo ciò che piace a coloro che li pagano (Jewels, 2015; Murray, 2017; Ugwudike, 2015). L’interconnessione tra la ridotta portata della copertura mediatica e la mancanza di rivolta pubblica contro l’istituzione religiosa è evidente. I mass media cercano quindi di placare la popolazione concentrandosi su altre questioni, come la criminalizzazione della classe operaia, degli immigrati e altre istanze conformi all’agenda politica (DeKeseredy, 2015; Jewels, 2015; Presser & Sandberg, 2019). Ciò è stato dimostrato anche nell’intervista, poiché l’intervistato spiega che i media si concentrano sulle questioni dell’immigrazione e sulle persone di colore, piuttosto che sulle questioni attuali relative ai CSA. In questo contesto, il ruolo dell’egemonia, derivato dalle teorie di Gramsci, riguarda la capacità della classe dominante, soprattutto politica, di distogliere l’attenzione della popolazione dalle opinioni controverse sul governo e sulle altre istituzioni, ad esempio la Chiesa, verso altre questioni, ad esempio l’immigrazione ( Çoban, 2018; Gioielli, 2015). Questa censura nascosta, spiegata in modo esaustivo dall’intervistato, lascia la popolazione all’oscuro della questione e minaccia la democrazia. Inoltre, crea scetticismo nei confronti dell’Associazione quando riportano dati reali. Precisamente, l’assenza di stampa libera in una democrazia non consente alla popolazione di prendere le proprie decisioni e formarsi opinioni (Ofcom, 2022; Ukka, 2019).

    È quindi possibile spiegare che se le persone sono più propense ai media mainstream, di proprietà dei potenti, sono meno propense a mettere in dubbio la credibilità di coloro che presentano loro tali resoconti. Ciò è accaduto anche in Polonia, poiché i resoconti dei media mancavano di credibilità, ma il pubblico non ne era consapevole e le sue opinioni oscillavano verso la colpevolizzazione delle vittime (Mandes, 2020; Sadlon & Nowotny, 2022). Pertanto, la criminologia critica e l’egemonia di Gramsci spiegano come le persone anziane siano più propense a fidarsi dei media più tradizionali (Fig. 4) e credono che il CSA non sia un problema in Italia (Fig. 3).

    5.2.2 Aumentare la consapevolezza pubblica del CSA.

    Come illustrato nella Tabella 1, con l’aumento dei resoconti mediatici, è possibile modellare le opinioni e il riconoscimento delle persone. In particolare, l’intervistato dichiara che: “di fatto la popolazione non è istruita. Se c’è informazione, c’è reazione”. Quando i media informano il pubblico, sono in grado di cambiare le sue abitudini e mettere in discussione le persone al potere (intervistato). Ad esempio, “educando il pubblico, porti tuo figlio in chiesa e (quando scopri che c’è un abuso) non lo porti più” (Intervistato). Facendo riferimento alla sezione 4.2, la stampa può plasmare ideologie e proteste, poiché “crea una reazione a catena volta a proteggere i propri cari. Sono una reazione dal basso che diventa una mina” (intervistato). Tuttavia la mancanza di report “evita che si verifichino reazioni dal basso” (intervistato). Quando si indaga su altri Paesi, come la Spagna, è evidente che la copertura mediatica ha prodotto il malcontento del pubblico, che successivamente ha portato la procura spagnola ad aprire un’indagine (Intervistato; Nùñez & Domìnguez, 2024). Nello specifico, quello che è successo in Spagna è che “la stampa ha trascinato la politica, anche se non voleva essere coinvolta, e l’ha trascinata inevitabilmente” (intervistato). L’intervistato ne spiega la causa, cioè “(la stampa) è colui che ha il potere di forzare il governo […] su richiesta dei cittadini”. In Italia, al contrario, ciò non avviene, in quanto la stampa non riporta i reati (Intervistato; Paragrafo 4.1.2). Di conseguenza, ciò mantiene la popolazione all’oscuro di ciò che accade all’interno della giurisdizione della Chiesa, e quindi l’opinione pubblica non chiede un cambiamento radicale (Tabella 1).

    5.3 Sostegno alle vittime di CSA e implicazioni

    Attraverso le sezioni precedenti sono state delineate le circostanze relative al CSA e alle opinioni pubbliche. Precisamente, come la popolazione italiana è consapevole del problema, come il governo non si lascia coinvolgere e come la comunità cattolica reagisce a questi scandali. Ciò può essere correlato al supporto disponibile per i sopravvissuti, al modo in cui affrontano il trauma e alle conseguenze dell’abuso. L’associazione intervistata spiega che i suoi scopi sono aiutare le vittime, essendo una struttura creata dai sopravvissuti. Tuttavia, per poter fornire un supporto esaustivo, hanno avuto la necessità di informarsi sulla giurisdizione e sul diritto, perché “non esiste uno Stato, non ci sono leggi (sul CSA)” (intervistato). La continua complicità tra governo e Chiesa impedisce all’associazione di guidare le vittime verso la giustizia (Tabella 1). La Chiesa è protetta dai Patti Lateranensi, che ostacolano la portata del sostegno che l’associazione può dare, poiché la giurisdizione è della Santa Sede e non della legge italiana (intervistato; Sternalski, 2013).

    In particolare, il continuo insabbiamento da parte del Vaticano interrompe il sostegno a disposizione dei sopravvissuti. La denuncia di abuso sessuale cade in prescrizione dopo 12 mesi, ma l’associazione sostiene la differenza tra la data effettiva del reato e la data in cui la vittima è consapevole di aver subito un abuso (intervistato). Precisamente, il tempo per elaborare e considerare l’abuso sessuale come tale è soggettivo (intervistato).
    In questo modo, non solo l’istituzione religiosa si tutela dall’azione penale ma non mette la vittima nella condizione di essere assistita e aiutata (Intervistato). Quando le accuse di abuso emergono, la vittima non può essere supportata in un periodo prossimo all’abuso effettivo. Questa è una conseguenza del lungo periodo che intercorre tra l’abuso e l’effettivo compimento della giustizia. L’interlocutore chiarisce: «Questa omertà, questa mancata denuncia, in qualche modo, impedisce alla vittima di ricevere aiuto». Pertanto, le vittime, soprattutto bambini, non sono in grado di elaborare immediatamente il loro trauma, il che può portare ad una vita sconvolta e ad una regolazione emotiva imperfetta (intervistato).

    Correlate a ciò sono le reazioni della comunità esposte nella sezione 5.1, la stigmatizzazione di coloro che denunciano gli abusi interferisce con il supporto disponibile. In particolare, i cattolici tendono a schierarsi dalla parte del colpevole, poiché credono alla facciata che la Chiesa propone loro. Pertanto, lo scetticismo verso i dati dell’associazione e le accuse delle vittime aumenta le possibilità di non farsi avanti (Intervistato; Pope & Geske, 2019). Ciò che accade è che “le persone che hanno subito un trauma così violento non vengono nemmeno sostenute pubblicamente dopo aver trovato l’enorme coraggio di farsi avanti” (intervistato). Inoltre, coloro che trovano il coraggio si rivolgono solitamente ai sistemi di sostegno della Chiesa, il cui piano è solitamente quello di spostare l’aggressore in un’altra diocesi o struttura, tipicamente denominate “comunità per preti in difficoltà” (intervistato). Questi sono di proprietà della Chiesa nell’ambito della sua giurisdizione. Pertanto gli atti non vengono denunciati alle forze dell’ordine e gli imputati possono allontanarsi come desiderano, vista la mancanza di controlli (Intervistato). Di conseguenza, la tutela di altre vittime è assente e gli autori del reato non vengono perseguiti, istruiti o riabilitati.

    In conclusione, dopo aver discusso i risultati e aver confrontato le informazioni e i dati raccolti con la letteratura esaminata nella revisione della letteratura, concentrandosi sugli obiettivi delineati nella sezione 1.1, vale a dire la consapevolezza del pubblico, la copertura mediatica e il supporto disponibile, è evidente che la situazione italiana riguardo al CSA è problematico e richiede cambiamenti radicali. Precisamente, anche se la popolazione sembra consapevole della portata del CSA e lo considera principalmente un problema, non è in grado di chiedere un cambiamento poiché la classe dirigente trascura e mette a tacere le accuse. Inoltre, collabora strettamente con gli sforzi della Chiesa volti a coprire gli abusi, favoriti dall’attuale situazione politica e dall’agenda, e dalla portata del clericalismo all’interno della sua istituzione. Per quanto riguarda la copertura mediatica, l’assenza di notizie nei principali mezzi di informazione non informa il pubblico sulla questione in corso, e quindi non è in grado di creare una reazione e una richiesta di cambiamento. È stato dimostrato che in altri Paesi l’aumento delle segnalazioni, soprattutto nei media tradizionali, ha sfidato il governo a imporre inchieste. Tuttavia, l’egemonia italiana sulla carta stampata è strettamente correlata alla politica e, quindi, non tenta di mettere in discussione i suoi principali finanziatori. Ciò spiega anche perché i social media godono di maggiore fiducia, poiché non seguono un determinato programma e sono più inclini a denunciare. Infine, la portata del sostegno a disposizione delle vittime è estremamente limitata da quanto riconosciuto dal governo, poiché la sua collaborazione con i criminali e l’aiuto nell’insabbiamento ostacolano le vittime dall’accesso ai servizi e dall’elaborazione del trauma.

    6. Conclusione

    Come ultima sezione di questa tesi, i metodi di ricerca, i dati e le informazioni esposti nei capitoli precedenti saranno sintetizzati in correlazione con le finalità e gli obiettivi dello studio. In primo luogo, esporrà come questa tesi ha colmato le lacune presenti nella letteratura raggiungendo i suoi scopi e obiettivi. Successivamente, questa sezione esaminerà i limiti dello studio. Inoltre, verranno proposte raccomandazioni per ulteriori ricerche. Infine verranno riepilogati gli ultimi punti.

    6.1 Raggiungimento degli scopi e degli obiettivi.

    Innanzitutto, l’approccio innovativo all’abuso di CSA in Italia, ovvero un’indagine rivolta alla popolazione e un’intervista con un’associazione, ha generato risultati promettenti. Come spiegato nelle sezioni 1 e 2.3, la ricerca italiana si concentra principalmente sul racconto delle esperienze delle vittime. Per quanto importanti, gli atteggiamenti del pubblico e l’entità della copertura mediatica non sono stati considerati nella letteratura di quest’area geografica. Pertanto, questo studio ha mirato a colmare queste lacune, utilizzando sia un’indagine destinata alla popolazione per analizzare consapevolezza, conoscenza e consumo mediatico. Inoltre, l’adozione di un’intervista con un sopravvissuto al CSA è servita a raccogliere dati approfonditi sul sostegno alle vittime, sulla politica italiana e sulle questioni riguardanti i media italiani.

    Attraverso l’indagine è poi emerso come la maggioranza degli italiani, soprattutto giovani, siano consapevoli che questi abusi sessuali siano preminenti nel loro Paese d’origine e li considerino un problema. Tuttavia, l’intervista ha messo in luce come le credenze cattoliche appaiano come una tendenza a perpetrare gli abusi della Chiesa, attraverso la stigmatizzazione, la discriminazione e la colpevolizzazione delle vittime nei confronti di coloro che si fanno avanti. Di conseguenza, è stato utile comprendere lo spostamento tra le due diverse opinioni. Proprio l’intreccio tra religione ed età con la concezione del CSA in Italia ha suggerito un’antica e cattolica inclinazione verso l’ignoranza nel considerarla un problema in Italia. Pertanto, l’atteggiamento del pubblico varia a seconda dell’età, della religione e dell’ambiente socio-culturale.

    Inoltre, la copertura mediatica è stata innovativa in correlazione all’emersione del CSA. L’impatto che le istanze del Boston Globe, di Padre Gauthe e di Brendan Smyth hanno avuto sulla denuncia è ampiamente discusso in letteratura. Tuttavia, l’interesse mediatico italiano per la questione non è stato incluso nei resoconti della letteratura corrente. Pertanto, i dati primari raccolti hanno messo in luce una copertura inesistente nei media mainstream e una copertura predominante sui social media, che sono ampiamente più affidabili. Come spiegato nella sezione 5.1.1, la politica di destra collabora con gli insabbiamenti clericali, con l’obiettivo di mantenere la popolazione all’oscuro della questione, soprattutto i cattolici. Poiché la maggior parte dei giornali sono di proprietà di politici, ciò spiega che coloro che si fidano maggiormente dei media tradizionali sono anche più inclini a considerare il CSA non un problema in Italia. Tuttavia, quando i media tradizionali sfidano la politica di uno Stato, possono costringere il governo ad agire, come è successo in Spagna e Irlanda. Pertanto, il secondo obiettivo di questa tesi è stato raggiunto scoprendo la mancanza di copertura mediatica, soprattutto nei media tradizionali, che porta ad una comprensione distorta della portata del CSA in Italia da parte del pubblico.

    Strettamente correlato alla collaborazione tra governo e istituzioni ecclesiastiche, infine, è lo scarso sostegno fornito alle vittime. Con uno Stato complice di atti criminali, come nel caso dei CSA, il percorso verso la giustizia per le vittime è tedioso. Soprattutto per la mancanza di leggi, le ripercussioni delle loro accuse e l’assenza di un sostegno immediato. I continui insabbiamenti, infatti, impediscono alla vittima di essere aiutata in un periodo prossimo all’abuso.

    Pertanto, combinando la limitata rappresentanza mediatica, l’incapacità della popolazione di chiedere un cambiamento attraverso i principali organi di informazione, poiché non mettono in discussione lo status quo in quanto è la loro principale fonte di reddito finanziario, e la continua collaborazione ostacolata tra Stato e Chiesa, si ottengono risultati in un processo contorto per comprendere il CSA come un crimine noto, rilevante e minaccioso che accade in Italia. Con una copertura incessante, cioè con ciò che ha reso altri Stati consapevoli degli abusi e li ha portati a condannarli e a svolgere indagini su mandato dei governi nazionali, una politica del silenzio e un’assente richiesta di cambiamento, il CSA nella penisola è determinato a essere coperto da parte delle autorità, generando più vittime incapaci di riprendersi e trovare giustizia.

    6.2 Limitazioni

    La mancanza di riviste accademiche peer-reviewed basate sulla situazione italiana rappresenta un limite fondamentale nella realizzazione di questo studio, poiché le informazioni e i dati sono minimi. Pertanto, questa tesi ha tentato di colmare le lacune, tuttavia, ha dovuto confrontare principalmente i risultati con altri Paesi. Inoltre, la mancanza di precedenti approcci teorici ha portato all’assenza di basi su cui basare, analizzare e confrontare il presente studio.

    Inoltre, la presenza di una singola associazione di sostegno sul territorio italiano restringe la quantità di informazioni che i volontari hanno potuto raccogliere. Proprio la mancanza di una più ampia rete di comunicazione attraverso più agenzie fa sì che le informazioni non siano facilmente reperibili, soprattutto in un’area geograficamente estesa come l’Italia.

    6.3 Raccomandazioni

    Per realizzare la concezione del CSA come un reato rilevante che si verifica in Italia, è fondamentale aumentarne la copertura mediatica. Poiché questo è stato spiegato come il principale passo avanti in altri Paesi, la stampa e i media tradizionali sono alla base di un cambiamento di politica e di possibili richieste di mandato governativo. Inoltre, il riconoscimento da parte del governo è fondamentale, poiché la collaborazione con gli insabbiamenti della Chiesa ha portato a una politica di silenzio sull’argomento, con l’obiettivo di mantenere il pubblico nell’ignoranza. Pertanto, il potere della classe dirigente è fondamentale da tenere in considerazione quando si ricerca il CSA sul territorio italiano.

    In conclusione, questo articolo ha evidenziato l’interconnessione tra politica, media e consapevolezza pubblica sul CSA, e ha scoperto come i primi due possano manipolare il terzo. È quindi necessario implementare le sezioni sopra menzionate e tenerle in considerazione quando si ricerca questo argomento. L’egemonia dei media è strettamente correlata alla fluttuazione dell’atteggiamento del pubblico nei confronti di questi crimini. In particolare, la politica interna dell’Italia è intrecciata con ciò che viene pubblicato sui giornali e sui media tradizionali, che influenzano anche l’opinione della popolazione. Pertanto, al fine di ottenere trasparenza sull’attuale portata dei CSA nella penisola italiana, è imperativo riformare l’interazione tra le élite al potere e il monopolio dei media. Implementando ciò, la popolazione sarà in grado di formarsi una propria opinione e considerare il CSA un problema minaccioso nel proprio Paese d’origine.

    Riferimenti

    Al Balushi, K. (2016). L’uso delle interviste semistrutturate online nella ricerca interpretativa. Rivista internazionale di scienza e ricerca (IJSR) , 57 (4), 2319-7064. https://d1wqtxts1xzle7.cloudfront.net/80831308/ART20181393-libre.pdf?

    Alamri, WA (2019). Efficacia dei metodi di ricerca qualitativa: interviste e diari. Giornale internazionale di studi inglesi e culturali , 2 (1), 65-70. https://core.ac.uk/download/pdf/228085022.pdf

    Anabo, IF, Elexpuru-Albizuri, I., & Villardón-Gallego, L. (2019). Rivisitazione dei principi etici del Rapporto Belmont nella ricerca mediata da Internet: prospettive delle associazioni disciplinari nelle scienze sociali. Etica e informatica , 21 (2), 137-149. https://link.springer.com/article/10.1007/s10676-018-9495-z

    Ballano, VO (2023). Capitolo 5: Clericalismo, celibato e abusi sessuali clericali. In In difesa del sacerdozio sposato: un’indagine sociotologica sul celibato clericale cattolico . Londra e New York: Routledge. Ballano, http://dx.doi.org/10.2139/ssrn.4623939

    Batterton, KA e Hale, KN (2017). La scala Likert cos’è e come usarla. Falange , 50 (2), 32-39. https://www.jstor.org/stable/26296382

    Benadusi, L., & Lagioia, V. (2022). In segreto: Crimini sessuali e clero tra età moderna e contemporanea. Mimesis.

    Benigno, F., & Lavenia, V. (2021). Peccato o crimine: la Chiesa di fronte alla pedofilia. Gius. Laterza & Figli Spa. https://books.google.co.uk/books?hl=en&lr=&id=cLYYEAAAQBAJ&oi=fnd&pg=PT3&dq=pedofilia+chiesa&ots=QRUJaEsVEN&sig=oDSkIzMZogjV4pRHbCL2qJIbbeI&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false

    Benigno, F., & Lavenia, V. (2022). È uscito di recente un rapporto dei vescovi sulla pedofilia nella Chiesa italiana, definito lacunoso e reticente. In altri termini: un’occasione mancata. Poteva andare diversamente?. Rivista Il Mulino. https://www.rivistailmulino.it/a/la-pedofilia-ecclesiastica-e-la-cei-1

    Benkert, M. e Doyle, TP (2009). Clericalismo, costrizione religiosa e suo impatto psicologico sulle vittime di abusi sessuali da parte del clero. Psicologia pastorale , 58 (3), 223-238. https://link.springer.com/article/10.1007/s11089-008-0188-0

    Bernardi, S. (2022). Le Sezioni unite chiariscono i limiti della (ir) rilevanza della “pedopornografia domestica” ai sensi dell’art. 600-ter cp. Sistema penale. https://air.unimi.it/bitstream/2434/913786/2/S.%20Bernardi%20_%20Le%20SU%20chiariscono%20i%20limiti%20della%20%28ir%29rilevanza%20della%20%27pedopornografia%20domestica%27%20_%20Sistema%20Penale%20_%20SP.pdf

    Bernasconi, C. (2017). I rischi insiti nell’utilizzo del Web come possibile strumento di sfruttamento sessuale dei minori: l’attuazione in Italia della Convenzione di Lanzarote e il potenziamento degli strumenti repressivi. Annali online della Didattica e della Formazione Docente, 9(13), 59-71. https://annali.unife.it/adfd/article/view/1421

    Bhat, A. (2019). “Che cos’è la scala Likert: definizione e come utilizzarla.” QuestionPro . https://www.questionpro.com/blog/what-is-likert-scale/

    Birkett, A. (2022). Scale di risposta al sondaggio: come scegliere quella giusta per il tuo questionario. CLX. https://cxl.com/blog/survey-response-scales/

    Bisantz, L. (2023). Tradito dal Divino e trascurato dalla borsa di studio: un’indagine sull’abuso spirituale e sul trauma religioso. Giornale d’onore dell’Università del Colorado , 161-164. https://journals.colorado.edu/index.php/honorsjournal/article/view/1887/1669

    Blancarte, R. (2023). Populismo, religione e laicità in America Latina ed Europa: una prospettiva comparativa. Molteplici secolarità – Oltre l’Occidente, oltre le modernità 27. https://doi.org/10.36730/2020.1.msbwbm.27

    Blasi, AJ e Oviedo, L. (2020). L’abuso sui minori nella Chiesa cattolica: smantellare la cultura dell’insabbiamento . Routledge. https://books.google.co.uk/books?hl=it&lr=&id=0VfZDwAAQBAJ&oi=fnd&pg=PT7&dq=church+cover+ups+sessuali+abuse&ots=3RhClLUHRz&sig=OFO_DhYzqz2NqWOw2KrM_B2gWvo&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false

    Böhm, B., Hans Zollner, H., Fegert, JM, & Liebhardt, H. (2014). Abusi sessuali su minori nel contesto della Chiesa cattolica romana: una revisione della letteratura dal 1981 al 2013, Journal of Child Sexual Abuse, 23:6, 635-656 . https://doi.org/10.1080/10538712.2014.929607

    Borowik, I., & Grygiel, P. (2023). Differenziazione della religiosità e suoi effetti sugli orientamenti biopolitici tra i cattolici: prove dalla Polonia. Politica e religione , 1-33. doi:10.1017/S1755048323000093

    Boston Globe Spotlight Team, (2002, 6 gennaio). La Chiesa ha permesso per anni gli abusi da parte dei preti. Riflettori sul Boston Globe. https://www.bostonglobe.com/news/special-reports/2002/01/06/church-allowed-abuse-priest-for-years/cSHfGkTIrAT25qKGvBuDNM/story.html

    Busetto, L., Wick, W., & Gumbinger, C. (2020). Come utilizzare e valutare metodi di ricerca qualitativa. Ricerca e pratica neurologica , 2 , 1-10. https://link.springer.com/article/10.1186/s42466-020-00059-z

    Carrabine, E. (2014). Criminologia: un’introduzione sociologica: vol. Terza edizione . Routledge. https://eds.p.ebscohost.com/eds/ebookviewer/ebook/bmxlYmtfXzczMzY5MF9fQU41?sid=ad462e18-e398-4ba3-bc0b-82963ae81518@redis&vid=2&format=EB&rid=2

    Cena, G., & Tattoli, L. (2021). Definizione medico-legale. In La trascuratezza dentale e il maltrattamento all’infanzia (pp. 24-42). Esculapio. https://books.google.co.uk/books?hl=en&lr=&id=tko6EAAAQBAJ&oi=fnd&pg=PA19&dq=et%C3%A0+del+consenso+14+anni+abusi+sessuali&ots=ZhgMbCEJph&sig=e8o4laTx8wMDAFvJVUsr-pIn3vc&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false

    Cimbolic, P. e Cartor, P. (2006). Guardare l’efebofilia attraverso la lente dell’abuso sessuale del clero. Dipendenza sessuale e compulsività , 13 (4), 347-359. https://doi.org/10.1080/10720160601011257

    Informazioni e risorse sulla cattiva condotta sessuale del clero (2021). Definizioni. https://clergysessualemisconduct.com/definitions

    Clites, BJ (2023). Alla ricerca di una storiografia degli abusi sessuali del clero. Storico cattolico statunitense , 41 (2), 79-102. https://d1wqtxts1xzle7.cloudfront.net/108158398/2023_Clites_In_Search_of_a_Historiography_USCH-libre.pdf?1701455523=&response-content-disposition=inline%3B+filename%3DIn_Search_of_a_Historiography_of_Clergy.pdf

    Çoban, S. (2018). Media, ideologia ed egemonia (Vol. 122). Brillante. https://www.researchgate.net/profile/Lee-Artz/publication/240812063_Lee_Arts_Yahya_R_Kamalipour_eds_The_media_globe_Trends_in_international_mass_media_Oxford_Rowman_Littlefield_2006/links/63c1a90de922c50e99910a8b/Lee-Arts- Yahya-R-Kamalipour-eds-The-media-globe-Trends-in-international-mass- media-Oxford-Rowman-Littlefield-2006.pdf

    Codice Penale (2022). https://www.studiocataldi.it/codicepenale/codicepenale.pdf

    Connelly, LM (2013). Dati demografici negli studi di ricerca. Medsurg Nursing , 22 (4), 269-271. https://go.gale.com/ps/i.do?id=GALE%7CA341687270&sid=googleScholar&v=2.1&it=r&linkaccess=abs&issn=10920811&p=AONE&sw=w&userGroupName=anon%7E2613640f&aty=open-web-entry

    Procura della Corona (2022). Reati sessuali. https://www.cps.gov.uk/crime-info/sessuali-offences

    Crown Prosecution Service (CPS), (2021). Stupro e reati sessuali – Capitolo 6: Consenso. Orientamento legale, Reati sessuali. https://www.cps.gov.uk/legal-guidance/rape-and-sessuale-offences-chapter-6-consent

    Procura della Corona, (2022). Stupro e reati sessuali – Capitolo 7: Legislazione chiave e reati. Orientamento legale, Reati sessuali. https://www.cps.gov.uk/legal-guidance/rape-and-sessuale-offences-chapter-6-consent

    D’Antonio, M. (2013). Peccati mortali: sesso, crimine e l’era dello scandalo cattolico. Stampa di San Martino. https://libraryaware.com/940/Records/ViewFirstChapter?key=kycsixdgtapm7qkb3ob1bgfs5c

    De Weger, SE (2022). Celibati non casti: cattiva condotta sessuale del clero contro gli adulti: espressioni, definizioni e danni. Religioni , 13 (5), 393. https://www.mdpi.com/2077-1444/13/5/393

    De Weger, S., e Morte, J. (2017). Cattiva condotta sessuale del clero contro gli adulti nella Chiesa cattolica romana: l’abuso del potere professionale e spirituale nell’abuso sessuale degli adulti. Giornale per lo studio accademico della religione , 30 (3), 227-257. https://doi.org/10.1558/jasr.32747

    Morte, J. (2018). Abusi sessuali su minori perpetrati dal clero. Nel Routledge International Handbook of Violence Studies (pp. 385-393). Routledge. https://www.taylorfrancis.com/chapters/edit/10.4324/9781315270265-36/clergy-perpetrated-child-sessuali-abuse-jodi-death

    DeGroat, C. (2020). Quando il narcisismo arriva in chiesa: guarire la tua comunità dall’abuso emotivo e spirituale . InterVarsity Press. https://books.google.co.uk/books?hl=it&lr=&id=I0e4DwAAQBAJ&oi=fnd&pg=PP1&dq=church+abuse+&ots=ePQ2zG9hmu&sig=4QG-L5C_HYq-1l2G-CXcpPKYWfQ&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false

    DeKeseredy, WS (2015). Criminologia critica. Il manuale della devianza , 237-258. DOI: 10.1093/acrefore/9780190264079.013.549

    DeKeseredy, WS (2021). Criminologia critica contemporanea . Routledge. https://www.taylorfrancis.com/books/mono/10.4324/9781003009429/contemporary-critical-criminology-walter-dekeseredy

    Di Battista, E. (2023). Emanuela Orlandi, un mistero lungo 40 anni. Ansa. https://www.ansa.it/sito/notizie/speciali/2023/04/14/emanuela-orlandi-un-mistero-da-40-anni_cbf2def1-694e-4204-ad08-58adf060afb0.html

    Di Giovanni, S. (2023). Il reato di violenza sessuale: riflessioni costituzionalmente orientate in tema di consenso. Gruppo di Pisa 2023(1), 37-59. https://air.unimi.it/handle/2434/955771

    Di Gregorio, M. (2023). L’ultimo rapporto sulla pedofilia nella Chiesa parla di 54 vittime presunte, in maggior parte femmine. Virgilio Notizie. 

    Di Niro, C. (2022, November). Abusi nella Chiesa, il deludente primo rapporto Cei: “Segnalazioni su 89 vittime”, ma solo nel biennio 2020-21. Il Riformista. https://www.ilriformista.it/abusi-nella-chiesa-il-deludente-primo-rapporto-cei-segnalazioni-su-89-vittime-ma-solo-nel-biennio-2020-21-330334/

    Disman, D., Ali, M., & Barliana, MS (2017). L’uso del metodo di ricerca quantitativa e dell’analisi statistica dei dati nella tesi: uno studio di valutazione. Giornale internazionale dell’educazione , 10 (1), 46-52. https://www.learnechlib.org/p/208961/

    Donnelly, S. e Inglis, T. (2010). I media e la Chiesa cattolica in Irlanda: denuncia degli abusi sessuali su minori da parte del clero. Giornale di religione contemporanea , 25 (1), 1-19. https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/13537900903416788

    Doody, O. e Noonan, M. (2013). Preparazione e conduzione di interviste per la raccolta dei dati. Infermiera ricercatrice , 20 (5). https://journals.rcni.com/doi/pdfplus/10.7748/nr2013.05.20.5.28.e327

    Doxa (2019). Sondaggio Doxa su religiosità e ateismo. Indagine Doxa per Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti. https://www.uaar.it/doxa2019/

    Doyle, TP (2012). Abusi sessuali nella Chiesa cattolica: un decennio di crisi, 2002-2012 . Università di Santa Chiara. https://www.childabuseroyalcommission.gov.au/sites/default/files/IND.0589.001.0018.pdf

    Dragan, IM e Isaac-Maniu, A. (2013). Completamento del campionamento a valanga. Giornale di studi in scienze sociali , 5 (2).  https://infinitypress.info/index.php/jsss/article/view/355

    Dressing, H., Dölling, D., Hermann, D., Kruse, A., Schmitt, E., Bannenberg, B. & Salize, HJ (2021). Abusi sessuali su minori da parte di preti cattolici, diaconi e membri maschi di ordini religiosi sotto l’autorità della Conferenza episcopale tedesca 1946–2014. Abusi sessuali , 33 (3), 274-294. https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/1079063219893371

    Dubec, S., Morin, C., & Atlani-Duault, L. (2023). Copertura stampa sugli abusi sessuali da parte di membri della Chiesa cattolica in Francia (2016-2020). Giornale Europeo della Comunicazione , 02673231221142550. https://doi.org/10.1177/02673231221142550

    Edelman, MR (2020). Giudicare la Chiesa: sistemi legali e responsabilità per gli abusi sessuali da parte del clero sui bambini . L’Università Nazionale Australiana. https://openresearch-repository.anu.edu.au/bitstream/1885/203443/1/MEdelman%20Thesis%20Judging%20the%20Church%20Full%20Draft%20FINAL.pdf

    Faggioli, M. (2019). La crisi degli abusi sessuali cattolici come crisi teologica: questioni emergenti. Studi Teologici , 80 (3), 572-589. https://journals.sagepub.com/doi/pdf/10.1177/0040563919856610

    Faggioli, M. (2023). La necessità di un approccio storiografico per comprendere e affrontare la crisi degli abusi sessuali nella Chiesa cattolica. Journal of Moral Theology , 3 (Serie di libri CTWEC, n. 3), 265-280. https://doi.org/10.55476/001c.72070

    Faggioli, M., & O’Reilly-Gindhart, MC (2021). Una nuova ondata nella storia moderna della crisi degli abusi nella Chiesa cattolica: panoramica della letteratura, 2018-2020. Studi Teologici , 82 (1), 156-185. https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/0040563921995848

    Fedorczyk, F. (2020). Attendibilità della vittima e accertamento del consenso nel reato di violenza sessuale. Sistema Penale. https://www.iris.sssup.it/bitstream/11382/558995/1/6%29%20Attendibilita%CC%80%20vittima%20e%20consenso%20nella%20violenza%20sessuale%20%7C%20Sistema%20Penale%20%7C%20SP.pdf

    Università Fordham (2023). Esaminando la letteratura accademica sugli abusi sessuali da parte del clero nella Chiesa cattolica. Progetto di assunzione di responsabilità. https://takingresponsibility.ace.fordham.edu/wp-content/uploads/2023/01/TR-Literature-Review.pdf

    Formicola, JR (2016). La politica degli abusi sessuali da parte del clero. Religioni , 7 (1), 9. https://www.mdpi.com/2077-1444/7/1/9

    Formicola, JR (2020). Abusi sessuali clericali: i Papi e la politica del peccato. Giornale della Chiesa e dello Stato , 62 (1), 135-157. https://academic.oup.com/jcs/article/62/1/135/5735712

    Formicola, JR (2023). La gerarchia cattolica e gli abusi sessuali clericali. Una società civile senza gerarchia: il modello sociale del Patto , 287. https://books.google.co.uk/books?hl=en&lr=&id=y7i6EAAAQBAJ&oi=fnd&pg=PA287&dq=pedophilia+church+recent&ots=gKSsvnumut&sig=KGYa0CT0dFukaRJbduP- Iz6MW80&redir_esc=y#v=unapagina&q=pedofilia%20chiesa%20recente&f=false

    Frawley-O’Dea, MG (2007). Perversione del potere: abusi sessuali nella Chiesa cattolica . Stampa dell’Università di Vanderbilt. https://books.google.co.uk/books?hl=it&lr=&id=5CcXgmzHmcAC&oi=fnd&pg=PA1&dq=church+cover+ups+sessuale+abuse&ots=mco9VXHJGu&sig=a-fds-Yn20BH6PXBroehpF7kG2s&redir_esc=y#v=onepage&q&f= falso

    Giansoldati, F. (2023). Abusi nella Chiesa, il report della Cei: nel 2022 due bambini violentati da preti. Il Messaggero. https://www.ilmessaggero.it/vaticano/abusi_sessuali_bambini_minori_pedofilia_chiesa_rapporto_cei_papa_francesco-7760087.html

    Gleeson, K. (2016). Responsabilità e riparazione: teorizzare la giustizia di genere nel contesto degli abusi sessuali sui minori da parte del clero cattolico in Irlanda e Australia. Giornale giuridico dell’Università del New South Wales, The , 39 (2), 779-812. https://search.informit.org/doi/abs/10.3316/ielapa.795559045191032

    Gleeson, K. e Jones, TW (2015). Contributi femministi alla giustizia per i sopravvissuti agli abusi sessuali su minori da parte del clero. Rivista di diritto femminista australiano , 41 (2), 201-205. https://doi.org/10.1080/13200968.2015.1079355

    Goodfellow, LT (2023). Una panoramica della ricerca sul sondaggio. Terapia respiratoria . https://rc.rcjournal.com/content/early/2023/04/18/respcare.11041.abstract

    Gorrell, P. (2015). La crisi della pedofilia cattolico-romana e l’appello alla conversione erotica. Teologia e sessualità , 12 (3), 251-262. https://doi.org/10.1177/1355835806065380

    Groves, RM, Fowler Jr, FJ, Couper, MP, Lepkowski, JM, Singer, E., & Tourangeau, R. (2011). Metodologia di indagine . John Wiley & Figli. https://books.google.co.uk/books?hl=it&lr=&id=ctow8zWdyFgC&oi=find&pg=PR15&dq=survey+dissertation+methodology&ots=fhcE2F_jVg&sig=ZIdM1OzW-84qmTATqLRwbhVHIzU&redir_esc=y#v=onepa ge&q&f=fal se

    Guzik, P. (2020). Una storia di conversione incompiuta: abusi sessuali da parte del clero in Polonia: un caso di studio sulla comunicazione su tradimento, guarigione e recupero della fiducia. Chiesa, comunicazione e cultura , 5 (3), 417-455. https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/23753234.2020.1827963

    Guzik, P. (2020). Una storia di conversione incompiuta: abusi sessuali da parte del clero in Polonia: un caso di studio sulla comunicazione su tradimento, guarigione e recupero della fiducia. Chiesa, comunicazione e cultura , 5 (3), 417-455. https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/23753234.2020.1827963

    Hadebe, N. (2022). La crisi dello scandalo degli abusi sessuali come catalizzatore della riforma nella Chiesa cattolica. Riforma sessuale?: Riflessioni teologiche ed etiche sulla sessualità umana , 45. https://books.google.co.uk/books?hl=en&lr=&id=VmBiEAAAQBAJ&oi=fnd&pg=PA45&dq=celibacy+and+child+abuse+church&ots= MwvJTfZaxu&sig=od76W9ml_3UYmAcVYY9QatqEbFE&redir_esc=y#v=una pagina&q&f=false

    Haker, H. (2023). Abusi sessuali clericali rivisitati – Dal 2004 al 2023. Concilium (00105236) , 4 , 12–22. https://eds.p.ebscohost.com/eds/detail/detail?vid=0&sid=ab73df2b-daa1-42f8-93ad-04ad538d6c6f%40redis&bdata=JnNpdGU9ZWRzLWxpdmU%3d#AN=172266145&db=asn

    Haley, J. (2017). Etica nella ricerca primaria (focus group, interviste e sondaggi). Unità Sfida per l’uguaglianza. https://forms.docstore.port.ac.uk/A816773.pdf

    Hargaden, K. (2022). Home Truths: l’eclissi del cattolicesimo irlandese da parte del neoliberalismo irlandese. Studi: An Irish Quarterly Review , 111 (443), 225-238. https://muse.jhu.edu/pub/420/article/866576/summary

    Ilario, G. e Huang, S. (2023). Fiducia e contrattazione: prove degli scandali sessuali nella chiesa. Giornale di etica aziendale , 182 (2), 421-442. https://link.springer.com/article/10.1007/s10551-021-04996-w

    Hollin, CR, Palmer, EJ e Hatcher, RM (2010). Reati sessuali contro i bambini. In Manuale sulla criminalità (pp. 525-541). Willan. https://www.taylorfrancis.com/books/edit/10.4324/9781843929680/handbook-crime-fiona-brookman-mike-maguire-harriet-pierpoint-trevor-bennett?refId=7b234720-6b02-4936-9d88-1e5a195459b9&context= ubx

    Jamshed, S. (2014). Metodo di ricerca qualitativa: interviste e osservazioni. Giornale di farmacia clinica e di base , 5 (4), 87. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4194943/

    Jebb, AT, Ng, V. e Tay, L. (2021). Una revisione dei principali progressi nello sviluppo su scala Likert: 1995–2019. Frontiere in psicologia , 12 , 637547. https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fpsyg.2021.637547/full

    Gioielli, Y. (2015). Teorizzare i media e il crimine in Media e Crimine. Pubblicazioni SAGE. https://us.sagepub.com/sites/default/files/upm-assets/86857_book_item_86857.pdf

    Johnson, GH (2022). Indagini campione. Salem Press Enciclopedia della scienza . https://eds.s.ebscohost.com/eds/detail/detail?vid=1&sid=15a78ca6-4a2b-4a60-9b1b-81f801847ff5%40redis&bdata=JnNpdGU9ZWRzLWxpdmU%3d#AN=94982041&db=ers

    Kerrigan, P., & Pramaggiore, M. (2022). Queer dal pulpito: clero cattolico e celebrità mediatica nella Repubblica d’Irlanda. Studi sulle celebrità , 13 (1), 73-89. https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/19392397.2020.1842775

    Klimek, L. (2020). Risposte europee che criminalizzano l’adescamento online di minori a fini sessuali. Revisione delle scienze sociali balcaniche , 16 , 7–19. https://doi.org/10.46763/bssr201607k

    Lorusso, S., & Manna, A. (2007). L’abuso sessuale sui minori: prassi giudiziarie e novità normative introdotte dalla legge 38/2006 sulla pedopornografia (Vol. 32). Giuffre Editore. https://books.google.co.uk/books?hl=en&lr=&id=cnQWpaaEaWEC&oi=fnd&pg=PA3&dq=&ots=5owcPmbrYV&sig=XmYcv_md4upkVfTBCcS3705mC3o&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false

    Lytton, TD (2022). Reclami per insabbiamento di abusi sessuali su minori: contenzioso privato, responsabilità aziendale e riforma istituzionale. DePaul Law Review , 72 (2), 289. https://via.library.depaul.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=4223&=&context=law-review&=&sei-redir=1&referer=https%253A%252F %252Fscholar.google.com%252Fscholar%253Fstart%253D0%2526q%253Dfather%252Bgauthe%252Bsessuale%252Babuse%2526hl%253Den%2526as_sdt%253D0%252C5%2526as_ylo%253D2022#search=%22 padre%20gauthe%20sessuale%20abuso%22

    Macrì, F. (2010). La rilevanza penale delle interrelazioni sessuali consensuali con minorenni. In Verso un nuovo diritto penale sessuale : diretto vivente, diritto comparato e prospettive di riferoma dalla disciplina dei reati sessuali in Italia. Firenze University Press. https://www.torrossa.com/en/resources/an/2442839

    Madu, JC e Madu, CE (2021). Sfide dell’abuso sessuale clericale: i ruoli critici della famiglia. Journal for Peace and Justice Studies , 30 (1/2), 208-227. https://www.researchgate.net/profile/Jonathan-Madu/publication/358753502_Challenges_of_Clerical_Sexual_Abuse_The_Critical_Family_Roles/links/646cab4e8db9113c86b2af80/Challenges-of-Clerical-Sexual-Abuse-The-Critical-Family-Roles.pdf? _sg%5B0%5D= Starting_experiment_milestone&origin=journalDetail&_rtd=e30%3D

    Magliocca, D. (2017). Il delitto di atti persecutori. Premiceri Editore. https://books.google.co.uk/books?hl=en&lr=&id=IOTvDQAAQBAJ&oi=fnd&pg=PA5&dq=&ots=3F76HZTA5W&sig=Ryqj8El0Rn1MWSKfa6ftuvLhC8c&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false

    Mammone, G. & Veltri, GA (2010). Italia Oggi: il malato d’Europa . Routeledge.

    Mancini, C., & Shields, RT (2014). Note su uno scandalo (crimini sessuali): l’impatto sull’opinione pubblica della copertura mediatica degli abusi sessuali nella Chiesa cattolica. Giornale di giustizia penale , 42 (2), 221-232. https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0047235213000457

    Mandes, S. (2020). Abusi sessuali clericali in uno Stato illiberale: il caso della Polonia. Giornale della Chiesa e dello Stato , 62 (1), 110-134. https://academic.oup.com/jcs/article-abstract/62/1/110/5735711

    Marchlewska, M., Górska, P., Molenda, Z., Lipowska, K., & Malinowska, K. (2023). La paura della confessione? L’elevato narcisismo collettivo cattolico e la scarsa identificazione sicura con i cattolici prevedono una maggiore accettazione del mito della pedofilia. Giornale europeo di psicologia sociale , 53 (2), 354-366. https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1002/ejsp.2907

    Markowitz, L., Hedley, M., & Puchner, L. (2021). Cattiva condotta sessuale del clero e strutture di senso competitivo: lealista, ribelle, razionalista e processatore. Focus sociologico , 54 (3), 186-200. https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/00380237.2021.1921640

    Marotta, G. (2021). Abusi sessuali su minori da parte di membri della Chiesa cattolica in Italia e Francia: una revisione della letteratura degli ultimi due decenni. Giornale di abusi sessuali su minori , 30 (8), 911-931. https://doi.org/10.1080/10538712.2021.1955790

    Martin, J. (2023). Riflessioni critiche sul clericalismo e sulla cattiva condotta del clero: un approccio sociologico. Giornale di sociologia e cristianesimo , 13 (2), 56-71. https://www.sociologyandchristianity.org/index.php/jsc/article/view/261

    MCC (2022). Che cos’è l’abuso sessuale da parte del clero?. https://abuseresponseandprevention.ca/clergy-sessuale-misconduct/what-is-clergy-sessuale-misconduct/

    McGrath, C., Palmgren, PJ e Liljedahl, M. (2019). Dodici consigli per condurre interviste di ricerca qualitativa. Insegnante di medicina , 41 (9), 1002-1006. https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/0142159X.2018.1497149

    McPhillips, K. e McEwan, T. (2022). Le economie sessuali del clericalismo: donne religiose e violenza di genere nella Chiesa cattolica. Religioni , 13 (10), 916. https://www.mdpi.com/2077-1444/13/10/916

    Miller, T., Birch, M., Mauthner, M. & Jessop, J. (2012). Etica nella ricerca qualitativa: vol. Seconda edizione . SAGE Publications Ltd. https://eds.s.ebscohost.com/eds/ebookviewer/ebook/bmxlYmtfXzY4Mzk4MV9fQU41?sid=301b1577-20f1-4347-93ba-d1522be5731b@redis&vid=1&format=EB&rid=3

    Minguet-Civera, C. (2021). Trattamento informativo della crisi della pedofilia nella Chiesa cattolica: analisi della storia di El País dal punto di vista dell’inquadramento. Studi sul messaggio giornalistico 47( 4). https://revistas.ucm.es/index.php/ESMP/article/view/71760

    Minguet-Civera, C. (2021). Trattamento informativo della crisi della pedofilia nella Chiesa cattolica: analisi della storia di El País dal punto di vista dell’inquadramento. Studi sul messaggio giornalistico 47( 4). https://revistas.ucm.es/index.php/ESMP/article/view/71760

    Ministero della Giustizia (2013). Linea guida sui reati sessuali: reati in cui la vittima è un minore. https://consult.justice.gov.uk/sentencing-council/victim-is-a-child/

    Minnis, A. (2021). Il corruttore dei ragazzi: sodomia, scandalo e clero medievale. Aevum medio , 90 (1), 156-157. https://www.proquest.com/openview/ff458002351aaa755077a77bc3803042/1?pq-origsite=gscholar&cbl=36851

    Mohn, E. (2023). Scala Likert. Enciclopedia della stampa di Salem . https://eds.s.ebscohost.com/eds/detail/detail?vid=6&sid=15a78ca6-4a2b-4a6

    Moran, M. (2019). Peccati cardinali: come la crisi degli abusi sessuali nella Chiesa cattolica ha cambiato il diritto privato. Geo. J. Gender & L. , 21 , 95. https://heinonline.org/HOL/Page?handle=hein.journals/grggenl21&div=7&g_sent=1&casa_token=&collection=journals

    Motak, D., Krotofil, J., & Wójciak, D. (2021). La battaglia per il potere simbolico: Cracovia come fase di rinegoziazione della posizione sociale della Chiesa cattolica in Polonia. Religioni , 12 (8), 594. https://www.mdpi.com/2077-1444/12/8/594

    Murray, K. (2017). “Perché abbiamo finanziato questa ricerca?”: Sulla politica, la ricerca e la criminologia dell’informazione. Criminologia e giustizia penale, 17(5), 507-525. https://doi.org/10.1177/1748895816685766

    Nardi, PM (2018). Fare ricerche tramite sondaggi: una guida ai metodi quantitativi . Routledge. https://books.google.co.uk/books?hl=it&lr=&id=lFgPEAAAQBAJ&oi=fnd&pg=PP1&dq=quantitative+analysis+survey&ots=J5ofloQ9W3&sig=oXAi0Mr_tdST_wFr6_19E684bDM&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false

    Nayak, MSDP e Narayan, KA (2019). Punti di forza e di debolezza dei sondaggi online. Tecnologia , 6 (7), 0837-2405053138. https://www.researchgate.net/profile/Mudavath-Nayak/publication/333207786_Strengths_and_Weakness_of_Online_Surveys/links/61176e5a0c2bfa282a42253b/Strengths-and-Weakness-of-Online-Surveys.pdf

    Nazio, P. (2012). Il segreto di Emanuela Orlandi: Papa Wojtyla, la tomba del boss e la banda della Magliana. Sovera edizioni. https://books.google.co.uk/books?hl=en&lr=&id=Ikm4AYaYfQ0C&oi=fnd&pg=PA7&dq=Il+segreto+di+Emanuela+Orlandi:+Papa+Wojtyla,+la+tomba+del+boss+e+la+banda+della+Magliana&ots=oKFkUQrfIz&sig=D82rYyL19-949J5rzkOAWQsSZ60&redir_esc=y#v=onepage&

    Nemoto, T. e Beglar, D. (2014). Questionari su scala Likert. Negli atti del convegno JALT 2013 (pp. 1-8). https://jalt-publications.org/sites/default/files/pdf-article/jalt2013_001.pdf

    Nordheimer, J. (1985, 20 giugno). Accuse sessuali contro un prete coinvolgono i genitori della Louisiana . Il New York Times. https://www.nytimes.com/1985/06/20/us/sex-charges-against-priest-embroil-louisiana-parents.html

    Nùñez, J., & Domìnguez, I. (2024). Il Governo approverà un piano per risarcire le vittime della pedofilia da parte del clero, con o senza la collaborazione della Chiesa. Paese. https://elpais.com/sociedad/2024-04-23/el-gobierno-aprobara-un-plan-para-indemnizar-a-las-victimas-de-pederastia-del-clero-con-o-sin- la-collaborazione-della-chiesa.html?event=go&event_log=go&prod=SUSDIGCRART&o=cerrsus

    O’Reilly, JT e Chalmers, MS (2014). “Introduzione a un problema complesso”. In La crisi degli abusi sessuali nel clero e le risposte giuridiche . La stampa dell’università di Oxford. https://academic.oup.com/book/4520/chapter/146587020

    Ofcom (2022). Pluralità dei media e notizie online. https://www.ofcom.org.uk/__data/assets/pdf_file/0030/247548/discussion-media-plurality.pdf

    Ofcom (2023). Consumo di notizie nel Regno Unito: 2023.  https://www.ofcom.org.uk/__data/assets/pdf_file/0024/264651/news-consumption-2023.pdf

    Open. (2022, November). Pedofilia, il primo report dei vescovi italiani: in 2 anni 89 vittime di abusi, quasi tutti minorenni. Redazione Open. https://www.open.online/2022/11/17/cei-report-pedofilia-abusi-sessuali/?refresh_ce-cp

    Orlandi, P. (2018). Mia sorella Emanuela dentro una rete di ricatti vaticani. MicroMega, (4), 1. https://dialnet.unirioja.es/servlet/articulo?codigo=6477306

    Orsi, RA (2017). Cosa c’è di cattolico nella crisi degli abusi sessuali del clero? L’antropologia del cattolicesimo: un lettore , 282-92. https://books.google.co.uk/books?hl=it&lr=&id=yaowDwAAQBAJ&oi=fnd&pg=PA282&dq=pedophilia+church+only+american+issue&ots=dRXL25kwnY&sig=d2dWVsZq2rTK_ath37qZM7doSkQ&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false

    Ozzano, L. (2019). Religione, divisioni e partiti populisti di destra: il caso italiano. The Review of Faith & International Affairs , 17 (1), 65-77. https://doi.org/10.1080/15570274.2019.1570761

    Pandey, N. (2023). Papa Francesco vuole la verità su “Vatican Girl”, resa popolare dal documentario Netflix. NDTV. https://www.ndtv.com/feature/pope-francis-wants-truth-about-vatican-girl-popularised-by-netflix-documentary-3945362

    Pang, A., Hogan, E., & Andrasevic, I. (2022). Lo scandalo degli abusi della Chiesa cattolica in Irlanda: due passi avanti e uno indietro di Papa Francesco?. Comunicazioni aziendali: un giornale internazionale , 27 (1), 15-33. https://www.emerald.com/insight/content/doi/10.1108/CCIJ-12-2020-0166/full/html

    Panicker, S. e Stanley, B. (2021). Manuale di etica della ricerca nelle scienze psicologiche . Associazione Americana di Psicologia. https://eds.s.ebscohost.com/eds/ebookviewer/ebook/bmxlYmtfXzMwMDEyODBfX0FO0?sid=301b1577-20f1-4347-93ba-d1522be5731b@redis&vid=1&format=EB&rid=1

    Parker, C., Scott, S. e Geddes, A. (2019). Campionamento a palle di neve. Fondamenti dei metodi di ricerca SAGE .  https://eprints.glos.ac.uk/6781/

    Paszenda, J., & Rogoż, MM (2023). Mascherare o smascherare il male? Settimanali polacchi di formazione d’opinione sulla crisi della Chiesa cattolica romana in Polonia. Religioni , 14 (2), 141. https://www.mdpi.com/2077-1444/14/2/141

    Pereda, N. e Segura, A. (2021). Abusi sessuali su minori all’interno della Chiesa cattolica romana in Spagna: uno studio descrittivo sulle caratteristiche dell’abuso, sulla fede delle vittime e sulla spiritualità. Psicologia della violenza , 11 (5), 488–496. https://doi.org/10.1037/vio0000390

    Pellegrino, D. (2012). Abusi sui minori negli ambienti cattolici irlandesi: un resoconto non riduzionista. Revisione sugli abusi sui minori , 21 (6), 405-413. https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1002/car.2239

    Plante, TG (2020). Il clericalismo contribuisce alle lotte religiose, spirituali e comportamentali tra i preti cattolici. Religioni , 11 (5), 217. https://www.mdpi.com/2077-1444/11/5/217

    Ponto, J. (2015). Comprendere e valutare la ricerca del sondaggio. Giornale del professionista avanzato in oncologia , 6 (2), 168. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4601897/

    Pope, SJ e Geske, JP (2019). Rabbia, perdono e giustizia riparativa alla luce degli abusi sessuali clericali e del loro insabbiamento. Studi teologici, 80(3), 611-631. https://doi.org/10.1177/0040563919856869

    Powell, F. e Scanlon, M. (2015). I media e gli abusi sui minori. Scopri la società . https://archive.discoversociety.org/2014/09/30/the-media-and-child-abuse/

    Prasanna. (2023). Interviste Vantaggi e svantaggi | Cos’è un’intervista? 6 Meriti e demeriti dell’intervista. AplusTopper. https://www.aplustopper.com/interviews-advantages-and-disadvantages/

    Presser, L. e Sandberg, S. (2019). La criminologia narrativa come criminologia critica. Criminologia critica , 27 , 131-143. https://link.springer.com/article/10.1007/s10612-019-09437-9

    Przeciszewski, M. (2022). Contrastare gli abusi sessuali nella Chiesa cattolica: il sistema in Polonia. La persona e le sfide. Il giornale di teologia, educazione, diritto canonico e studi sociali ispirato da Papa Giovanni Paolo II , 12 (1), 137-159. https://doi.org/10.15633/pch.4239

    Pupilli, L. (2016). Donne nella sfera pubblica. Centro e Periferie, 1-2016. https://d1wqtxts1xzle7.cloudfront.net/52570316/Recensione_Peronaci-1-libre.pdf?1491837044=&response-content-disposition=inline%3B+filename%3DF_PERONACI_Il_ganglio_Il_sequestro_Orlan.pdf

    Queirós, A., Faria, D., & Almeida, F. (2017). Punti di forza e limiti dei metodi di ricerca qualitativa e quantitativa. Giornale europeo di studi sull’educazione . https://www.academia.edu/34501083/STRENGTHS_AND_LIMITations_OF_QUALITATIVE_AND_QUANTITATIVE_RESEARCH_METHODS

    Rädiker, S. (2020). Analisi mirata delle interviste qualitative con MAXQDA: passo dopo passo . MAXQDA Premere. https://www.maxqda-press.com/wp-content/uploads/sites/4/978-3-948768072.pdf

    Rahman, MM, Tabash, MI, Salamzadeh, A., Abduli, S., & Rahaman, MS (2022). Tecniche di campionamento (probabilità) per ricercatori quantitativi di scienze sociali: linee guida concettuali con esempi. Seeu Recensione , 17 (1), 42-51. https://doi.org/10.2478/seeur-2022-0023

    Rashid, F. e Barron, I. (2018). La Chiesa Cattolica Romana: una storia secolare di consapevolezza degli abusi sessuali sui minori da parte del clero (dal I al XIX secolo). Giornale di abusi sessuali su minori , 27 (7), 778-792. https://doi.org/10.1080/10538712.2018.1491916

    Renzetti, CM, & Yocum, S. (2013). Abusi sessuali da parte del clero: prospettive delle scienze sociali . Stampa della Northeastern University. https://ebookcentral.proquest.com/lib/portsmouth-ebooks/reader.action?docID=1093573#

    Rete L’ABUSO (2021). Azioni e omissioni, il nostro report dal 2010. Osservatorio Permanente. 

    Rete L’ABUSO, (2024). Emanuela Orlandi, il fratello accusa di nuovo il Vaticano: “Mi dicono che il cardinale Casaroli si faceva portare ragazzine di 12 anni”. Rete L’Abuso TG e News. https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webp2024/01/18/emanuela-orlandi-il-fratello-accusa-di-nuovo-il-vaticano-mi-dicono-che-il-cardinale-casaroli-si-faceva-portare-ragazzine-di-12-anni/

    Rete L’ABUSO. (2023). Osservatorio permanente della Rete L’ABUSO – Database, statistiche e proiezioni aggiornate sulla situazione in Italia. Visited: 15th May 2023. https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webppreti-pedofili-dati-database-statistiche-e-proiezioni-aggiornate-sulla-situazione-in-italia-osservatorio-permanente/

    Anello, S. (2018). “Il nostro bene più prezioso di tutti”: il sopravvissuto a un abuso sessuale infantile non recente come vittima ideale?. In Rivisitare la ‘vittima ideale’ (pp. 141-158). Stampa politica. https://bristoluniversitypressdigital.com/edcollchap/book/9781447339151/ch007.xml

    Robinson, DL (2017). Abusi sessuali su minori. Prove forensi pediatriche: una guida per medici, avvocati e altri professionisti , 187-205. https://doi.org/10.1007/978-3-319-45337-8_9

    Rosie, M. (2022). Perdere la fede nell’Isola Sorella. Affari scozzesi 31 (2).   https://www.euppublishing.com/doi/full/10.3366/scot.2022.0414

    Ross, PT e Bibler Zaidi, NL (2019). Limitato dai nostri limiti. Prospettive sull’educazione medica , 8 , 261-264. https://link.springer.com/article/10.1007/s40037-019-00530-x

    Ruslin, R., Mashuri, S., Rasak, MSA, Alhabsyi, F., & Syam, H. (2022). Intervista semi-strutturata: una riflessione metodologica sullo sviluppo di uno strumento di ricerca qualitativa negli studi educativi. IOSR Journal of Research & Method in Education (IOSR-JRME) , 12 (1), 22-29. http://repository.iainpalu.ac.id/id/eprint/1247/1/Saepudin%20Mashuri.%20Artkel%20inter..pdf

    Sadlon, W. e Nowotny, S. (2022). Come studiare gli abusi sessuali sui minori nel quadro istituzionale? L’esperienza della Chiesa cattolica in Polonia. La persona e le sfide. Il giornale di teologia, educazione, diritto canonico e studi sociali ispirato da Papa Giovanni Paolo II , 12 (1), 111-135. DOI: https://doi.org/10.15633/pch.4238

    Scarraffia, L., Foa, A. & Giansoldati, F. (2022). Agnus Dei: gli abusi sessuali del clero in Italia. Solferino.

    Schwoerer, J. (2018). Partiti populisti di destra come difensori del cristianesimo?: il caso della Lega Nord italiana. Giornale di religione, società e politica . https://www.diva-portal.org/smash/record.jsf?pid=diva2%3A1533892&dswid=7896

    Scutari, T. (2018). Perdere la mia religione: il ruolo dei media nel declino della religione e nell’ascesa del secolarismo in Irlanda (tesi di dottorato, Griffith College di Dublino). https://go.griffith.ie/223/1/MAJMC-Tatiana%20Scutari%20(2018).pdf

    Seasoltz, K. (2010). Clericalismo: una malattia nella Chiesa. Il solco , 61 (3), 135-142. https://www.jstor.org/stable/pdf/27809007.pdf?casa_token=Z2yR3RVkiNkAAAAA:IZY0UxYlvP3Kiw_GkFHDyuwJCg9IzYavWkkDV53F2BuAjLU5aIPzGlCVqjtypTeKnZNDZtlrPm5icvniKNNw49mQwL8aWZ Un5dtIbQspFKSYo0bHc16VdA

    Legge sui reati sessuali del 2003. Note esplicative . https://www.legislation.gov.uk/ukpga/2003/42/notes/division/5/1/15#:~:text=La%20sezione%20è%20destinata%20a,di%20impegnativa%20a%20 %E2%80%9Reato%20pertinente

    Legge sui reati sessuali del 2003. https://www.legislation.gov.uk/ukpga/2003/42/part/1

    Sjolin, C. (2015). Dieci anni dopo: consenso ai sensi della legge sui reati sessuali del 2003. The Journal of Criminal Law , 79 (1), 20-35. https://doi.org/10.1177/0022018314566744

    Smith, T. (2021). Ricerca qualitativa e quantitativa. Enciclopedia della stampa di Salem . https://eds.s.ebscohost.com/eds/detail/detail?vid=4&sid=15a78ca6-4a2b-4a60-9b1b-81f801847ff5%40redis&bdata=JnNpdGU9ZWRzLWxpdmU%3d#AN=89164394&db=ers

    Sprague, C. (2021). Aggressione sessuale e stupro. Enciclopedia della stampa di Salem . https://eds.p.ebscohost.com/eds/detail/detail?vid=2&sid=41f3f468-057c-4883-96c9-63077d29e394%40redis&bdata=JnNpdGU9ZWRzLWxpdmU%3d#AN=89185694&db=ers

    Sternalski, P. (2013). Patti Lateranensi. Un accordo tra lo Stato Fascista e la Santa Sede. Studia nad Autorytaryzmem i Totalitaryzmem, 35(1). https://www.repozytorium.uni.wroc.pl/Content/108242/PDF/04_Sternalski_P_Patti_Lateranensi_Un_accordo_tra_lo_Stato_Fascista_e_la_Santa_Sede.pdf

    Taherdoost, H. (2019). Qual è la migliore scala di risposta per la progettazione di sondaggi e questionari; revisione delle diverse lunghezze della scala di valutazione/scala di atteggiamento/scala Likert. Hamed Taherdoost , 1-10. https://hal.science/hal-02557308/document

    Tallon, J. e Terry, KJ (2013). Abusi sessuali sui minori: una revisione della letteratura. Servizio nazionale di riferimento per la giustizia penale , 152-285. https://www.bishop-accountability.org/reports/2004_02_27_JohnJay/LitReview/2004_06_Literature_Review_Complete_Optimized.pdf

    Tamarit, JM e Balcells, M. (2022). Tra santità e vita reale: gli abusi sessuali sui minori nella Chiesa cattolica in Spagna. Abuso sessuale , 34 (7), 806-829. DOI: 10.1177/10790632221078292

    Tamarit, JM, Aizpitarte, A., & Arantegui, L. (2023). Abusi sessuali su minori nelle istituzioni religiose: uno studio comparativo basato su sentenze in Spagna. Rivista europea di criminologia , 20 (1), 63-76. https://doi.org/10.1177/1477370820988830

    Terrell, SR (2022). Scrivere una proposta per la tua tesi: Linee guida ed esempi . Pubblicazioni di Guilford. https://books.google.co.uk/books?hl=it&lr=&id=9I-GEAAAQBAJ&oi=fnd&pg=PP1&dq=quantitative+research+survey+guidelines&ots=Dr1lrNoBEW&sig=Qxxz-EFcmJtSQFcY_H8L5zXLgLM&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false

    Terry, KJ (2015). Abusi sessuali sui minori all’interno della Chiesa cattolica: una revisione delle prospettive globali. Giornale internazionale di giustizia penale comparata e applicata , 39 (2), 139-154. https://www.tandfonline.com/doi/pdf/10.1080/01924036.2015.1012703

    Tourn, F. (2022, November). Pedofilia e Chiesa, la Cei ha escluso dall’indagine diocesi con preti sotto processo. Domani. https://www.editorialedomani.it/politica/italia/pedofilia-e-chiesa-la-cei-ha-escluso-dallindagine-diocesi-con-preti-sotto-processo-xu9wqdfl

    Tracy, SJ (2019). Metodi di ricerca qualitativa: raccolta di prove, elaborazione di analisi, comunicazione dell’impatto . John Wiley & Figli. http://okt.kmf.uz.ua/atc/oktat-atc/Bakalavr/Basics_of_research_methodology/Tracy_2013_qualitative_research_methods_collecting_evidence_crafting_analysis_communication.pdf

    Traina, CLH (2023). La crisi degli abusi sessuali nella Chiesa – Consultazione. Atti della Catholic Theological Society of America , 77 , 146–147. https://web.p.ebscohost.com/ehost/pdfviewer/pdfviewer?vid=1&sid=5e0b898d-881e-46f5-b47e-9a648b88b25b%40redis

    Trotta, F. (2023) Affrontare la violenza sulle donne: la violenza domestica in Italia con uno sguardo sull’Europa. Università di Padova. https://thesis.unipd.it/bitstream/20.500.12608/62112/1/Francesco%20Trotta.pdf

    Ugwudike, P. (2015). Un’introduzione alla criminologia critica . Stampa politica. https://eds.p.ebscohost.com/eds/ebookviewer/ebook/bmxlYmtfXzE1NzM0ODRfX0FO0?sid=f861b46f-c4ec-4e15-9d79-977dd71a63de@redis&vid=1&hid=http://eds.p.ebscohost.com/&format= EB

    Ukka, IT (2019). Il ruolo dei media in un paese democratico. Giornale internazionale di ricerca applicata nelle scienze sociali , 1 (6), 228-236. https://doi.org/10.51594/ijarss.v1i6.73

    Ungvarsky, J. (2023). Analisi del contenuto. Enciclopedia della stampa di Salem . https://eds.p.ebscohost.com/eds/detail/detail?vid=1&sid=14abea02-d93f-420c-9965-17e3f44e2e0c%40redis&bdata=JnNpdGU9ZWRzLWxpdmU%3d#AN=119214043&db=ers

    UNICEF (ND) La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia. https://www.unicef.org.uk/wp-content/uploads/2016/08/unicef-convention-rights-child-uncrc.pdf

    Veroff, D. (ND). Cosa puoi imparare sulla tua comunità dai dati demografici. Università del Winsconsin. https://leadershipdevelopment.extension.wisc.edu/articles/what-you-can-learn-about-your-community-from-demographics/#:~:text=Demographic%20data%20can%20help%20provide,policy% 20sviluppo%20o%20decisione%20processo.

    Waller, L., Dreher, T., Hess, K., McCallum, K., & Skogerbø, E. (2020). Gerarchie di attenzione dei media: valori delle notizie e Commissione reale australiana nelle risposte istituzionali agli abusi sessuali sui minori. Studi sul giornalismo , 21 (2), 180-196. https://doi.org/10.1080/1461670X.2019.1633244

    Weatherred, JL (2015). Abusi sessuali sui minori e media: una revisione della letteratura. Giornale di abusi sessuali su minori , 24 (1), 16-34. https://doi.org/10.1080/10538712.2015.976302

    Winters, GM, Jeglic, EL e Terry, KJ (2022). La prevalenza di comportamenti di adescamento sessuale in un ampio campione di clero. Abuso sessuale , 34 (8), 923-947. https://doi.org/10.1177/10790632211070803

    Yip, C., Han, NLR e Sng, BL (2016). Questioni giuridiche ed etiche nella ricerca. Giornale indiano di anestesia , 60 (9), 684. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5037952/

    Zanardi, F. (2018). Quanti sono i preti pedofili in Italia? Dalle proiezioni l’Italia ha il potenziale più alto di qualsiasi paese. Il punto della Rete L’ABUSO. https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webp2018/10/07/quanti-sono-i-preti-pedofili-in-italia-dalle-proiezioni-litalia-ha-il-potenziale-piu-alto-di-qualsiasi-paese/

    Zanardi, F. (2023). BLA BLA BLA… CEI presenta il secondo report. Il punto della Rete L’ABUSO, Istanze alle Istituzioni. https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webp2023/11/16/bla-bla-bla-cei-presenta-il-nuovo-report/

    Appendice

    Appendice 1. Approvazione Etica

     

    Sezione Approvazione – completata dal Comitato Etico SCCJ
     Data revisione: 15/11/2023

     

    Recensito da: David Shepherd

    Record dei risultati del parere etico della CE SCCJ
    Approvazione etica – parere etico favorevole

    Puoi iniziare la raccolta dei dati con il consenso del tuo supervisore.

     X
    Approvazione etica condizionata: parere etico favorevole provvisorio soggetto a requisiti.

    La sezione “Commenti” di seguito stabilisce i requisiti condizionali, le azioni che devi intraprendere prima di iniziare a raccogliere dati.

    Una volta che il tuo supervisore avrà accertato che tu abbia soddisfatto questi requisiti, potrai iniziare la raccolta dei dati con il suo consenso .

    Non approvato – non è possibile fornire un parere etico favorevole per la proposta nella sua forma attuale.

    Non è necessario iniziare la raccolta dei dati.

    La sezione “Commenti” di seguito ti consiglierà cosa è necessario affrontare.

    È necessario rivedere la proposta consultandosi con il proprio supervisore. Una volta che il tuo supervisore avrà ritenuto che tu abbia risposto a tutti i commenti riportati di seguito, potrai inviare nuovamente un parere etico.

    Commenti del Comitato Etico
    Barbara,

     

    Grazie per il tuo contributo sull’etica. Le fornisco un parere etico favorevole provvisorio. Una volta che il tuo supervisore avrà accertato che tu abbia soddisfatto questi requisiti, potrai iniziare la raccolta dei dati con il suo consenso. Non è necessario ripresentarsi al Comitato Etico. C’è solo una condizione:

     

    1. L’approvazione del colloquio è subordinata all’ottenimento del nulla osta da parte di Rete L’Abuso.

     

    Si prega di notare il riferimento etico (1196) nella parte superiore del modulo.

     

    Buona fortuna con la tua ricerca.

     

    Davide Pastore

     

     

    Appendice 2. Domande dell’intervista

    • INTRODUZIONE
    • presentazione
    • Di che associazione sei?
    • Quali sono gli obiettivi dell’associazione?
    • Qual è il problema? È un problema?
    • Quanto è diffuso?
      • Americhe, Europa, nel mondo, Italia
    • Quali sono le circostanze che circondano questi crimini?
    • Come raccogli i tuoi dati?
    • Come reagiscono la Chiesa e i suoi dipendenti alla vostra ricerca?
    • Copertura mediatica : cosa viene denunciato, come e quali sono i più focalizzati sulla denuncia di questi crimini (mainstream o social media)
    • Con l’aumento della copertura mediatica si potranno ottenere cambiamenti concreti?
    • Lei è a conoscenza di altri problemi riguardanti questi crimini e la Chiesa?

    Appendice 3. Domande del sondaggio

    • Domande demografiche
      • Età
      • Genere
      • Provenienza
      • Religione
    • Domande sull’atteggiamento (scala Likert)
      • “Credo che la CSA sia prevalente in Europa”.
      • “Credo che la CSA sia prevalente in tutto il mondo”.
      • “Credo che il CSA sia più diffuso negli Stati Uniti che in Europa”.
      • “Credo che il CSA sia più diffuso in Europa che in Italia”.
      • “Credo che il CSA non sia un problema in Italia”.
    • Domande sulla copertura mediatica (scala Likert)
      • “Vedo questi casi rappresentati nei media mainstream”.
      • “Credo che questi casi siano spesso rappresentati nei media mainstream”.
      • “Se sì, in quali è maggiormente rappresentato?”
      • “Credo che questi casi siano spesso rappresentati sui social media”.
      • “Se sì, su quali è maggiormente rappresentato?”
      • “Ritieni che i media mainstream o i social media siano più affidabili?”

     

  • Emanuela Orlandi, il fratello Pietro: “Domani parte la Commissione, un altro passo importante”

    Emanuela Orlandi, il fratello Pietro: “Domani parte la Commissione, un altro passo importante”

    “Un altro passo avanti”. È secco il commento di Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, la ragazzina vaticana scomparsa nel nulla a Roma il 22 giugno 1983, sulla convocazione domani a San Macuto dei membri della commissione di inchiesta bicamerale sui casi Orlandi e Mirella Gregori. Nata sull’onda di un forte dibattito nazionale, a detta dello stesso Orlandi sollevato persino dal fragore suscitato dalla serie Vatican girl, la commissione è stata approvata all’unanimità il 23 marzo dello scorso anno ma per lungo tempo la sua effettiva partenza è andata a rilento. Domani con l’elezione della presidenza, che è previsto vada a Fratelli d’Italia, si dovrebbe invece finalmente entrare nel vivo. “Sarà una commissione neutra” dicono fonti di Fdi, “l’idea è di sentire testimonianze, acquisire documenti per arrivare magari dove in 40 anni non è arrivata la magistratura”.

    “Siamo contenti”, commenta anche con l’ANSA l’avvocato della famiglia, Laura Sgrò, “si va avanti nel percorso di fare luce sul mistero d’Italia per eccellenza”. I membri della Commissione sono 40, tra loro anche tanti big dei vari schieramenti politici. Ci sono, tra gli altri, Tommaso Foti di Fratelli d’Italia, Carlo Calenda di Azione, Enrico Borghi d’Italia Viva, Maurizio Gasparri di Forza Italia (che aveva espresso comunque forti dubbi), Alessandra Maiorino dei Cinque stelle, Simona Malpezzi e Roberto Morassut del Pd.

    Alla stessa istituzione della commissione si era opposto con un intervento in audizione al Senato, il promotore di giustizia vaticano, Alessandro Diddi, titolare di un’inchiesta aperta in Vaticano per volere di papa Francesco nel gennaio dello scorso anno, quasi contestualmente alla scomparsa del Papa emerito Benedetto XVI. Diddi aveva chiesto al Senato di “soprassedere” o almeno di dare più tempo alla Procura vaticana in collaborazione con quella romana, per effettuare indagini. Al momento comunque il pm d’Oltretevere non è arrivato a nuovi sviluppi se non quelli trapelati sulla stampa riguardo un dossier della Segretaria di stato sullo zio paterno di Emanuela, Paolo Meneguzzi.

    Si vedrà se la Commissione si limiterà ad approfondire le tante piste che in questi anni si sono affastellate sul caso Orlandi, piste che vanno dall’ipotesi del rapimento, a quella del ricatto, da quella del presunto coinvolgimento della Banda della Magliana, dello Ior, del terrorista turco Alì Agcà, passando per quella sostenuta dal giornalista investigativo Pietro Nicotri, audito dal pm Diddi, e cosiddetta parentale amicale, cioè quella secondo cui il caso Orlandi sarebbe da assimilare a un caso per così dire, ordinario di violenza sfondo sessuale, finito male.

    O se invece la Commissione vorrà approfondire con consulenti e testimoni come comunque sembra essere l’orientamento. Da parte sua, si era detto già da tempo disposto ad essere ascoltato il magistrato romano Giancarlo Capaldo, titolare dell’inchiesta per quattro anni, dal 2008 al 2012, quando poi si era proceduto anche all’apertura della tomba del boss della Magliana, Renatino De Pedis, tumulato, in modo del tutto inusuale, nella cripta della basilica di Sant’Apollinare, proprio vicino al luogo dove Emanuela è stata vista per l’ultima volta.

    https://roma.repubblica.it/cronaca/2024/03/13/news/emanuela_orlandi_commissione_inchiesta_presidente-422304362/

  • Emanuela Orlandi, il fratello accusa di nuovo il Vaticano: “Mi dicono che il cardinale Casaroli si faceva portare ragazzine di 12 anni”

    Emanuela Orlandi, il fratello accusa di nuovo il Vaticano: “Mi dicono che il cardinale Casaroli si faceva portare ragazzine di 12 anni”

    L’infinita battaglia – ultradecennale – di Pietro Orlandi per sua sorella Emanuela arriva a un’altra svolta. Da una parte c’è una novità sulla commissione parlamentare d’inchiesta sul caso della sparizione di Vatican Girl, rapita e sparita nel nulla il 22 giugno 1983 appena finita una lezione di musica. Dall’altra le nuove accuse del fratello della ragazza al Vaticano sui “vizi” di Agostino Casaroli, cardinale Segretario di Stato e già numero 2 di Papa Wojtyla.

    Ma procediamo con ordine. Prima la politica: a due mesi dal voto in Senato, la maggioranza a trazione meloniana ha deciso che sarà proprio un esponente di Fratelli d’Italia a presiedere i lavori. Nessuna chance per il Pd, come si era ipotizzato in un primo momento. Ad annunciare la decisione è stato Lucio Malan, capogruppo di FdI al Senato.

    L’organismo in questione ha poteri che vanno di pari passo con quelli di un magistrato e avrà l’obiettivo di fare luce su un giallo irrisolto, forse il più importante della storia d’Italia nel dopoguerra. Di sicuro il più ricco di colpi di scena: da Ali Agca alla Banda della Magliana, passando per il coinvolgimento dei servizi segreti.

    Con quali tempi si proverà a fare luce sul caso Orlandi? Dopo l’approvazione a Montecitorio datata marzo 2023, avevano fatto rumore – rallentando i lavori – gli attacchi di Pietro Orlandi al Papa in diretta tv: “Usciva la sera con due monsignori, e certo non per benedire le case”. Polemiche, indignazione della Chiesa. Poi l’approvazione della commissione parlamentare d’inchiesta.

    Ora, però, piovono nuove accuse. Questa volta su Agostino Casaroli, basate su presunte rivelazioni di un religioso arrestato per legami con la Sacra corona unita e per traffico di opere d’arte.

    “Lui mi ha detto che ci sono cose gravi e poi anche cose che fanno sorridere. Allora io gli ho chiesto: cosa? E lui: “Ti racconto questa… c’è un cardinale molto importante, soprattutto all’epoca, hai capito di chi parlo, veniva subito dopo il Papa. Si riferiva a Casaroli. Mi ha detto che si faceva portare da due o tre massoni che aveva sempre attorno tre o quattro ragazzine sui 12-13 anni, consenzienti… si faceva dare le mutandine, e faceva da solo… poi gli dava qualche soldino e loro contente se ne andavano… non le toccava… erano ragazzine che andava a prendere in certi ambienti, zingarelle…”.

    Altre rivelazioni “più gravi” sarebbero rimaste segrete, non confessate dal religioso con cui racconta di aver parlato Pietro Orlandi. In ogni caso la nuova spallata al Vaticano è stato assestato.

    https://roma.repubblica.it/cronaca/2024/01/17/news/emanuela_orlandi_vaticano_pietro_accusa_cardinale_casaroli_ragazzine-421905110/

  • Emanuela Orlandi, che fine ha fatto la commissione parlamentare d’inchiesta

    Emanuela Orlandi, che fine ha fatto la commissione parlamentare d’inchiesta

    Il 14 gennaio sarà il compleanno di Emanuela Orlandi, la cittadina vaticana scomparsa misteriosamente il 22 giugno del 1983. In occasione dei quarant’anni da allora il parlamento aveva deciso di avviare una commissione d’inchiesta, che però, a quasi un anno di distanza dalla prima approvazione a Montecitorio ancora non si è formata. Proprio in queste ore, come appreso da Domani, finalmente Camera e Senato stanno cominciando a decidere i componenti, in tutto 40. Il fratello di Emanuela, Pietro, ha organizzato anche quest’anno una manifestazione per chiedere verità, e sollecita l’avvio dei lavori in parlamento, chiedendo la partecipazione di tutti: «Sarebbe un bel segnale per la politica – ha detto in un video messaggio – affinché accelerino i tempi di questa commissione. Il diritto alla giustizia è un diritto che non possono toglierci».

    LE INCHIESTE E IL VATICANO

    Nel 2023, anno del quarantesimo anniversario, sono partite due inchieste giudiziarie: una della procura di Roma e una, per la prima volta, tra le mura vaticane. Mentre l’Italia e il mondo si interrogavano sul destino di Emanuela, complice anche il successo della serie Netflix “Vatican girl”, il parlamento ha deciso di provare a fare la sua parte. La legge, che riguarda la scomparsa di Orlandi e di Mirella Gregori, è stata approvata alla Camera a febbraio tra gli applausi. Le polemiche sono nate in Senato dove i parlamentari hanno deciso di ascoltare sia il Vaticano sia la procura romana, e insieme a loro il giornalista oggi scomparso Andrea Purgatori, e Laura Sgrò, l’avvocata della famiglia che non smette di cercare la verità.

    Il promotore di giustizia Vaticano, Alessando Diddi, ha risposto di no all’ipotesi di istituire l’organo, una posizione che ha fatto vacillare i senatori di destra. Alla fine, anche palazzo Madama ha deciso di non tirarsi indietro, e il testo è stato approvato senza modifiche rispetto a Montecitorio il 9 novembre. In questo caso si sono registrate delle astensioni, tra cui quella rumorosa del senatore ex Dc Pier Ferdinando Casini.

    LE INCHIESTE E IL VATICANO

    Nel 2023, anno del quarantesimo anniversario, sono partite due inchieste giudiziarie: una della procura di Roma e una, per la prima volta, tra le mura vaticane. Mentre l’Italia e il mondo si interrogavano sul destino di Emanuela, complice anche il successo della serie Netflix “Vatican girl”, il parlamento ha deciso di provare a fare la sua parte. La legge, che riguarda la scomparsa di Orlandi e di Mirella Gregori, è stata approvata alla Camera a febbraio tra gli applausi. Le polemiche sono nate in Senato dove i parlamentari hanno deciso di ascoltare sia il Vaticano sia la procura romana, e insieme a loro il giornalista oggi scomparso Andrea Purgatori, e Laura Sgrò, l’avvocata della famiglia che non smette di cercare la verità.

    Il promotore di giustizia Vaticano, Alessando Diddi, ha risposto di no all’ipotesi di istituire l’organo, una posizione che ha fatto vacillare i senatori di destra. Alla fine, anche palazzo Madama ha deciso di non tirarsi indietro, e il testo è stato approvato senza modifiche rispetto a Montecitorio il 9 novembre. In questo caso si sono registrate delle astensioni, tra cui quella rumorosa del senatore ex Dc Pier Ferdinando Casini.

    Il 3 luglio, papa Giovanni Paolo II espresse durante l’angelus la sua vicinanza ai familiari per la scomparsa della giovane, e ha chiesto senso di umanità in chi aveva «responsabilità» in questo caso. Lui il primo ad aprire alla possibilità del rapimento piuttosto che alla fuga o a un incidente.

    Due giorni dopo, la sala Stampa Vaticana ricevette la telefonata di un uomo dall’accento anglosassone, ribattezzato dalla stampa l’Americano. Disse di avere in ostaggio la ragazza e che l’avrebbe liberata solo dopo che a Mehmet Alì Agca, l’uomo che sparò a Karol Wojtyla il 13 maggio 1981, fosse stata concessa la libertà. Agca sarebbe dovuto uscire dal carcere entro il 20 luglio.

    Intanto si sono aggiunte altre piste. Una legherebbe il rapimento a un presunto rapporto tra Banda della Magliana e Vaticano per questioni economiche irrisolte, tra la crisi dello Ior, lo scandalo del Banco Ambrosiano e l’omicidio del banchiere Roberto Calvi. Nel frattempo si è fatta spazio l’ipotesi di episodi di pedofilia ai livelli più alti del clero. Secondo alcuni documenti rinvenuti da Emiliano Fittipaldi (oggi direttore di questo giornale), Emanuela Orlandi sarebbe stata portata a Londra a spese del Vaticano. Nessuna ricostruzione finora è risultata decisiva.

    Il promotore Diddi ha detto pochi giorni fa: «Stiamo continuando a lavorare, e a differenza dell’Italia noi non abbiamo limiti di tempo, il sistema è più garantista per la persona offesa: per cui finché il caso non è chiuso continueremo a lavorarci».

    Parole che la famiglia teme tengano ancora lontana la verità. Sabato 13 gennaio, come ogni anno, Pietro Orlandi, fratello di Emanuela ha organizzato a Roma una manifestazione affinché non si spenga la memoria della sorella. In un video ha chiesto la partecipazione di tutti per spingere ad agire, fuori e dentro il parlamento.

     

    Visualizza questo post su Instagram

     

    Un post condiviso da Pietro Orlandi (@pietrorlandiofficial)

    Il Movimento 5 stelle del Campidoglio ha deciso che parteciperà con il capogruppo alla Camera Francesco Silvestri: «Per ricordare che mesi fa è stata approvata in parlamento, su proposta del M5S (ma non solo, ndr), l’istituzione di una Commissione speciale di inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. Commissione che però a oggi attende ancora l’avvio dei lavori». L’avvocata Sgrò spera che non ci siano solo loro: «Auspico che sfilino accanto a noi tutte le forze politiche – dice a Domani -, perché la verità non ha né bandiere né colori politici. La verità su Emanuela la vuole, la pretende tutto il popolo italiano. E la politica deve essere a servizio di tutti i cittadini».

    https://www.editorialedomani.it/politica/italia/emanuela-orlandi-che-fine-ha-fatto-la-commissione-parlamentare-dinchiesta-iyhed6a4

  • Rete L’ABUSO NEWS – Edizione 15 del 16 dicembre

    Rete L’ABUSO NEWS – Edizione 15 del 16 dicembre

    • Francesco Zanardi – L’UE risponde all’istanza della Rete L’ABUSO. La comunicazione ai Membri

    Petizione n. 0354/2023 – Le osservazioni della Commissione Petizioni

    La Commissione è impegnata a combattere l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori. Il 24 luglio 2020, la Commissione ha pubblicato una strategia globale dell’UE per una lotta più efficace contro l’abuso sessuale di minori.

    La strategia definisce otto iniziative concrete per combattere questi crimini online e offline, utilizzando tutti gli strumenti disponibili a livello UE, legislativi e non legislativi, come finanziamenti. In particolare, un’iniziativa chiave della strategia è garantire la completa attuazione della normativa vigente.

    La Direttiva 2011/93/UE2 stabilisce norme minime relative alla definizione penale di reati e sanzioni in materia di abuso e sfruttamento sessuale di bambini, materiale di abuso sessuale e adescamento di minori a fini sessuali. Richiede agli Stati membri adottare una serie di misure per prevenire gli abusi sessuali sui minori, come programmi di intervento per gli autori di reato, campagne di educazione e sensibilizzazione. La Direttiva stabilisce inoltre degli standard e obblighi per gli Stati membri in relazione ai procedimenti giudiziari e all’assistenza e misure di supporto per i minori vittime. Gli Stati membri sono tenuti a recepire la direttiva nei propri sistemi legislativi nazionali.

    Quanto alla denuncia dei reati, l’art. 16 rimuove gli ostacoli che potrebbero impedire la segnalazione, ma lo fa senza imporre un obbligo. Le regole di riservatezza imposte dalla legislazione nazionale su alcuni i professionisti il ​​cui compito principale è lavorare con i bambini non devono costituire un ostacolo alla possibilità, per tali professionisti, di segnalare qualsiasi situazione ai servizi competenti dove hanno fondati motivi per ritenere che un minore sia vittima di reati commessi dalla direttiva. Inoltre, impone agli Stati membri di adottare le misure necessarie per incoraggiare chiunque sia a conoscenza o sospetti che siano stati commessi reati previsti dalla Direttiva, a segnalare l’accaduto ai servizi competenti.

    Un obbligo potrebbe essere considerato nell’imminente revisione della Direttiva.

    Per quanto riguarda il certificato, per contrastare i rischi che i delinquenti possano riottenere l’accesso ai minori attraverso attività di lavoro o di volontariato, l’art. 10 della Direttiva attribuisce questo diritto ai datori di lavoro e reclutamento per attività professionali e di volontariato che comportano uno stretto contatto con i bambini a richiedere i precedenti penali delle persone da assumere. Obbliga inoltre gli Stati membri a fornire il casellario giudiziale quanto più completo possibile in risposta a tali richieste, ricorrendo al sistema europeo di informazione sui casellari giudiziari, ove opportuno, e a qualsiasi altra fonte adeguata di informazioni.

    Per garantire il rispetto degli obblighi sopra menzionati, la Commissione monitora attentamente l’attuazione della Direttiva 2011/93/UE negli Stati membri, compresa l’Italia, continua ad avvalersi dei poteri conferiti loro dai trattati nella misura necessaria per garantire una piena e completa implementazione.

    La Commissione sta preparando una revisione della direttiva. In questo contesto si sta valutando una possibile inclusione dell’obbligo per gli Stati membri di introdurre un obbligo, almeno per professionisti che lavorano a stretto contatto con i bambini nei settori dell’istruzione, dell’assistenza all’infanzia e della sanità, a segnalare alle autorità competenti se hanno fondati motivi di ritenere che è stato commesso o rischia di essere commesso un reato ai sensi della presente direttiva.

    Un altra un’eventuale modifica potrebbe mirare a rendere obbligatoria la richiesta del casellario giudiziale a datori di lavoro che reclutano per attività professionali e di volontariato che comportano uno stretto contatto con bambini.

    • Conclusione

    Si raccomanda di informare il ricorrente che, pur non sussistendo ancora alcun obbligo derivante dalla legislazione dell’UE impone ai singoli individui di denunciare gli abusi sessuali su minori alle autorità competenti, creando un obbligo legale, almeno per le persone che hanno contatti regolari con i bambini in virtù della loro professione, è attualmente allo studio.

    Inoltre, la Commissione sta anche valutando controlli obbligatori dei precedenti personali per le persone assunte per attività professionali e volontarie attività che comportano un contatto stretto e regolare con i bambini.


    • Federica Tourn – Un vescovo svizzero accusato di abusi sessuali

    Non si ferma l’onda lunga delle denunce di abusi sessuali nella Chiesa cattolica svizzera. L’ultimo episodio in ordine cronologico è arrivato a toccare i vertici della gerarchia ecclesiastica. L’attuale vescovo di Losanna, Ginevra e Friburgo, Charles Morerod, ha dichiarato che in base ad una testimonianza, il suo predecessore Bernard Genoud – deceduto nel 2010 – avrebbe abusato sessualmente di una 19enne. La violenza si sarebbe ripetuta più volte, nel periodo in cui Genoud insegnava filosofia al Collège du Sud di Bulle (Friburgo). È il primo caso a coinvolgere una personalità di tale rango.

    Morerod ha specificato che la presunta vittima, che verserebbe in uno stato di “grande sofferenza”, ha chiesto di rimanere anonima e per questo la Chiesa non indica il periodo in cui si sarebbero verificati gli episodi. La donna ha contattato l’attuale vescovo alcuni mesi fa. Già vittima di abusi in passato in altre circostanze, la donna si era rivolta a Genoud – che era amico dei suoi genitori –  proprio per confidarsi sulle violenze, ma questi avrebbe abusato della situazione. Parlando con Morerod – lui stesso un ex allievo di Bernard Genoud – la donna avrebbe detto di “essersi liberata di un peso, anche se il percorso è doloroso da intraprendere”.

    L’attuale vescovo ha dunque lanciato un appello a testimoniare, perché la lunga carriera da insegnante del suo predecessore potrebbe celare ulteriori vittime. Ordinato prete nel 1968, Bernard Genoud ha insegnato al Collège du Sud dal 1976 al 1994, ma ha lavorato come docente anche in altre scuole fra gli anni Settanta e Novanta. È stato vescovo dal 1999 fino al suo decesso nel 2010. L’obiettivo, ha detto Morerod, è “liberare la verità”. Perché “è compito della Chiesa non lasciare senza risposta la sofferenza di vittime schiacciate dal peso di un silenzio insopportabile”.

    La Chiesa cattolica svizzera continua così a essere travolta da una bufera di rivelazioni sconcertanti. Dopo la pubblicazione, nello scorso settembre, del primo studio scientifico sulla materia, realizzato dall’Università di Zurigo, si sono infatti succeduti gli annunci di nuovi casi.

    A novembre Felix Gmür, vescovo di Basilea e presidente della Conferenza dei Vescovi svizzeri (CVS), e Joseph Maria Bonnemain, vescovo di Coira, sono stati ricevuti in Vaticano da Papa Francesco. L’incontro è stato l’occasione per presentare al pontefice un insieme di iniziative prese dai vertici della Chiesa cattolica svizzera per affrontare l’attuale situazione e per prevenire che casi analoghi possano verificarsi in futuro.

    Fonte:

    https://www.tvsvizzera.it


    • Pierelisa Rizzo – «Le chat non sono manipolate»: la conferma del perito nel processo al prete per violenze sessuali su minori a Enna

    Non ci sarebbe stata alcuna manipolazione, nessuna modifica e nessuna alterazione negli  screenshot della chat, che era stata ammessa dal tribunale di Enna nel processo per violenza sessuale aggravata a danni di minori in cui è imputato il sacerdote Giuseppe Rugolo. Lo ha certificato in aula un perito che ne ha confermato la corrispondenza con l’originale. La chat riguarda una conversazione tra l’archeologo Antonio Messina, che ha denunciato il prete per gli abusi subiti quando era minorenne, e che da ultimo è stato, a sua volta,  querelato dal sacerdote per diffamazione, e una sua amica. Un dialogo che proverebbe, all’epoca dei fatti, le violenze subite dalla vittima. Ancora una volta, come era già successo nel corso della scorsa udienza,  di un processo che si celebra a porte chiuse per «esigenze di riservatezza», è saltata la requisitoria della pm Stefania Leonte. Un ulteriore rinvio che, in questo caso, si è reso necessario per via dell’assenza,  giustificata per malattia ,  di uno dei giudici che compongono il collegio per cui la requisitoria è slittata alla prossima udienza che è già stata fissata per mercoledì 10 gennaio. In quella stessa data ci saranno le conclusioni degli avvocati delle parti civili. Appuntamento successivo per martedì 13 febbraio con i legali dei responsabili civili,  la diocesi di Piazza Armerina  e la parrocchia di San Giovanni Battista di Enna. e gli avvocati difensori dell’imputato. La sentenza, con le eventuali repliche,  è prevista per martedì 5 marzo.

    Fonte (meridionews.it)


    • Alessio Di Florio – Un anno fa la pubblicazione “Vatican Shock: le radici oscure del caso Orlandi”

    Il 9 dicembre 2022 sul canale youtube del blog d’inchiesta giornalistica Notte Criminale è stato pubblicato da Alessandro Ambrosini e Marco Milioni il video “Vatican Shock: le radici oscure del caso Orlandi” con l’audio di alcune dichiarazioni nel 2009 di Marcello Neroni. La scomparsa di Emanuela Orlandi «trova una nuova chiave di lettura attraverso le parole di un insider della Banda della Magliana» si legge nella presentazione del video.

    Dodici mesi dopo Ambrosini su facebook ha pubblicato un riassunto di quanto accaduto dopo la pubblicazione. «Dodici mesi fa, io e Marco Milioni, pubblicammo l’audio che “rubai” a Marcello Neroni. La “spia alla francese” della Banda della Magliana. Una registrazione sul “caso di Emanuela Orlandi”che costrinse il Vaticano ad aprire un’inchiesta, dopo 40 anni. Indignò il Papa, a tal punto da parlarne nell’Angelus domenicale. Spinse la Procura di Roma a riaprire un fascicolo chiuso alcuni anni prima, moralmente impegnò il Parlamento a istituire una commissione d’inchiesta per indagare sulla sparizione della giovane cittadina vaticana. Vero o falso, quel documento che ho trattenuto nei miei cassetti per 13 anni, ha svolto il suo ruolo. In questi dodici mesi, il Vaticano ha giocato a silenziare questa particolare registrazione. Ha nascosto l’argomento e il personaggio registrato, “sotto il tappeto”. Ha “secretato” l’intera inchiesta, dando pubblicamente esito solo di testimonianze inutili. Gettando fumo sugli occhi. Non si scorda niente».

    «E purtroppo non è finita – ha commentato Pietro Orlandi – La commissione è passata anche al Senato, è diventata legge, bene. Manca solo che tutti i partiti consegnino i nominativi ai presidenti di camera e senato. Dopo un mese ancora nulla. Chiedo, entro quanto tempo dal voto al Senato devono presentare i nomi? Mi rispondono che questa clausola non è inserita e quindi i partiti non hanno un limite di tempo. Quindi se qualcuno vuole ancora rallentare per non far partire questa commissione basta che ritarda ad oltranza la presentazione dei nominativi del proprio partito. Spero che il mio sia solo un cattivo pensiero».


    • Federico Tulli – Il potere e la colpa

    Cose che difficilmente vedrete accadere in Italia. Nel pieno del primo scandalo che travolse nel 2010 la Chiesa cattolica tedesca il primo canale televisivo pubblico ARD propose per diverse volte dei faccia a faccia tra vittime di una violenza e sacerdoti anche di alto rango. Uno dei più noti “duelli” avvenne nel corso di un programma dal titolo “I preti e il sesso. Quanta verità accetta la Chiesa (cattolica)?  Il quesito dava anche il titolo a un’inchiesta giornalistica. E anche qui a parte rarissimi casi in Italia raramente ne sono state proposte di simili.

    Abbiamo chiesto un commento alla psichiatra e psicoterapeuta Annelore Homberg, presidente di Netforp-Network europeo per la psichiatria psicodinamica: ”Trasmissioni come quelle di ARD hanno avuto il pregio di dimostrare come la Chiesa cattolica si arroghi il diritto di costruire uno Stato nello Stato. Ed è un discorso che ovviamente vale in Germania come altrove. Da psichiatra dico subito che si è vista la patologia della Chiesa, il suo cinismo, l’ipocrisia. E l’incompatibilità dell’impianto giuridico della Chiesa con uno Stato di diritto, per le modalità di gestione sia degli scandali, sia dei rapporti con le vittime. Oltre alla distruzione che il violentatore provoca nella vita delle vittime, e che una di queste seppur segnata profondamente è riuscita a denunciare pubblicamente con estrema lucidità, c’è la violenza e l’assoluta mancanza di senso civico dei vescovi che li hanno “coperti”. Approfittando del fatto che le vittime, dato che vengono dall’ambiente cattolico, si rivolgono spesso prima a loro che alle autorità civili”. Così il crimine viene immediatamente insabbiato, col pretesto che si devono fare delle indagini interne, diciamo noi.  «Ma ovunque nel mondo la pedofilia è un reato che deve essere perseguito dalle autorità preposte», osserva dal canto suo la dottoressa Homberg. E non da compiacenti vescovi, come quello apparso in un’altra trasmissione di ARD, che continuava a sostenere che il suo prete, scaricando materiale pedo-pornografico da Internet, era «caduto in una trappola», come se vi fosse stato spinto da quei bambini violentati. Commenta la psichiatra: “Allora il “male” sarebbe nei ragazzini? La pedofilia è “colpa” loro? Temo che questo sia un pensiero non tanto latente in seno alla Chiesa. Psichiatricamente un pensiero interessante però non è un pensiero tanto sano”.

  • Emanuela Orlandi, quell’audio su Giovanni Paolo II che rischia di far saltare la Commissione d’inchiesta

    Emanuela Orlandi, quell’audio su Giovanni Paolo II che rischia di far saltare la Commissione d’inchiesta

    Dopo il voto positivo alla Camera, la proposta di istituire una Commissione bicamerale di inchiesta sulle scomparse di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori sembra essersi arenata in Senato. “Prima gli emendamenti, che vorrebbero ridurre la durata della Commissione, adesso queste audizioni. Il clima evidentemente è cambiato”, ha dichiarato l’avvocata della famiglia Orlandi, Laura Sgrò, nel corso di un’audizione alla Commissione Affari costituzionali. La legale ha ricordato che il 23 marzo la Camera ha votato all’unanimità la proposta, ma adesso, dopo due mesi e mezzo, qualcosa è cambiato.

    Le presunte accuse di Pietro Orlandi a papa Giovanni Paolo II

    Questo è avvenuto, secondo Sgrò, a causa delle presunte accuse di Pietro Orlandi a Giovanni Paolo II. “Accuse che non ci sono state. Pietro non ha mai inteso offendere la memoria del Papa. Lo aveva anche scritto nella sua memoria consegnata al promotore di giustizia vaticano, glielo ha detto quando è stato ascoltato l’11 aprile scorso e lo ha sempre ripetuto a chiunque glielo chiedesse. Si è reso disponibile, mio tramite, immediatamente a chiarire al promotore di giustizia qualunque fraintendimento a seguito delle polemiche che hanno fatto il giro del mondo”, ha osservato Sgrò.

    “Abbiamo tutti udito le parole di Papa Francesco al Regina Coeli che difendeva la memoria di Giovanni Paolo II. E tutti gli abbiamo dato ragione. Anche Pietro Orlandi ha riferito che bene faceva il Santo Padre a difendere il Papa Santo. Non era stato lui, infatti, ad accusare Giovanni Paolo II, ma un audio di un sodale della banda della Magliana, audio che Pietro Orlandi aveva consegnato al promotore di giustizia nel corso del suo interrogatorio e che insieme avevano ascoltato”, ha continuato la legale.

    Sgrò ha ricordato che quell’audio, definito orribile, non è ingiurioso soltanto nei confronti di papa Wojtyła, ma anche nei confronti di Emanuela Orlandi, “vilipesa, oltraggiata, descritta come la peggiore delle donne”. Di questo “non è interessato quasi a nessuno. Una mezza frase di Pietro Orlandi, invece è stata manipolata, strumentalizzata, cucita in mezzo a tanti discorsi in cui il suo nome non era mai stato fatto ed è diventata il capo di imputazione da cui ha dovuto difendere sé stesso e anche la sua battaglia alla ricerca della sorella. Nessuna spiegazione, nessuna precisazione è bastata. Pietro Orlandi è finito sul banco degli imputati”.

    L’avvocata della famiglia Orlandi ha chiuso il suo intervento chiedendo di istituire al più presto la Commissione d’inchiesta, “perché il tempo che passa è nemico della verità.Il Parlamento ha la possibilità di dare l’ultima – probabilmente – speranza a Maria Pezzano Orlandi di sapere cosa sia successo a sua figlia”.

    L’audio su papa Wojtyła che rischia di bloccare la commissione Orlandi

    L’audio a cui ha fatto riferimento Sgrò nel suo intervento è, come noto, lo stralcio dell’intervista concessa dall’ex membro della banda della Magliana, Marcello Neroni, al giornalista Alessandro Ambrosini:

    “Wojtyla (audio incomprensibile) pure insieme se le portava a letto, se le portava, non so dove se le portava, all’interno del Vaticano. Quando è diventata una cosa che ormai era diventata una schifezza, il segretario di Stato ha deciso di intervenire. Ma non dicendo a Wojtyla ora le tolgo da mezzo. Si è rivolto a chi? Lui essendo esperto del carcere perché faceva il cappellano al riformatorio, si è rivolto ai cappellani del carcere. Uno era calabrese, un altro un furbacchione. Un certo Luigi, un certo padre Pietro: non hanno fatto altro che chiamare De Pedis e gli hanno detto sta succedendo questo, ci puoi dare una mano? Punto. Il resto so tutte caz*ate”.

    Nella parte non resa pubblica dell’audio (ma consegnata da Orlandi al promotore Diddi), si fa riferimento a Emanuela Orlandi in questi termini: “Emanuela e quell’altra ‘zozzetta’”, come rivelato da Federica Sciarelli nel corso di una puntata di Chi l’ha visto?.

    Sull’audio Pietro Orlandi si è espresso con queste parole nel corso di un intervento alla trasmissione Di Martedì, condotta da Giovanni Floris su La7:

    “Sono rimasti un po’ così, perché l’audio senza beep è molto più pesante, ci sono riferimenti molto precisi sul Papa, di come lo chiamavano all’interno del Vaticano, di come era conosciuto all’interno del Vaticano. Ho detto che questa persona o il Vaticano o la procura di Roma lo deve ascoltare, perché questa persona fa delle accuse molto gravi su una persona e bisogna capire se ha delle prove, chi gliel’ha detto”.”‘Lei che prove ha?’, mi hanno chiesto. Io non ho prove, ma sento quest’audio e sento nell’ambiente vaticano, dove le persone restano molto meno sconvolte quando faccio accenno a questa situazione rispetto a politici e giornalisti. Mi dicono che il Papa ogni tanto usciva di sera e andava in giro con due suoi amici polacchi, qualcuno mi dice non andava certo a benedire delle case. Non ho mai detto Papa Giovanni Paolo II era un pedofilo, ma ho detto che è giusto indagare a 360 gradi. Io penso che nel 2023 non possono esserci persone intoccabili”.

    Oggi Diddi in Senato contro l’istituzione della commissione parlamentare
    Oggi il promotore di giustizia Vaticano, Alessandro Diddi, incaricato di indagare sulla vicenda Orlandi, è intervenuto anch’egli in Senato dichiarando che l’istituzione della commissione d’inchiesta, a suo parere, “sarebbe una intromissione perniciosa per la genuinità di ciò che stiamo conducendo”. Parole, queste, alle quali Pietro Orlandi ha così risposto: “E’ arrivato un brutto segnale da queste audizioni, il Vaticano, per conto di chi lo rappresentava, fa chiaramente capire di non gradire l’apertura di una commissione d’inchiesta parlamentare perché la considera una ‘intromissione’ che potrebbe creare problemi e ‘inquinamento’ alle indagini. Parole molto gravi a mio giudizio. Mi auguro che il parlamento non si pieghi a questi ‘suggerimenti’ e continui sulla linea già indicata dal voto alla Camera”.

    https://www.fanpage.it/roma/emanuela-orlandi-quellaudio-su-giovanni-paolo-ii-che-rischia-di-far-saltare-la-commissione-dinchiesta/

  • Pietro Orlandi: “Se il Vaticano vuole l’inchiesta su Emanuela può durare pochissimo”

    Pietro Orlandi: “Se il Vaticano vuole l’inchiesta su Emanuela può durare pochissimo”

    L’inchiesta della Santa Sede va avanti ma le polemiche non si placano.

    «Quando sono usciti quei documenti tutti li hanno bollati come falsi, ridicoli, anche il Vaticano però non mi hanno mai risposto alla domanda come mai stavano in una cassaforte della Prefettura degli Affari economici. Non ho abbandonato quella pista, credo che Emanuela sia stata portata là e più che la Banda della Magliana c’entra Renatino De Pedis, Emanuela è stata presa per ricattare qualcuno, De Pedis è stato utilizzato come manovalanza».

    Lo dice Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, intervistato nella trasmissione «Verissimo», a proposito della pista di una Emanuela rapita e poi trasferita in un convento in Inghilterra.

    «Io ci credo al passaggio raccontato dalla Minardi – continua sulle dichiarazioni di Sabina Minardi nella serie documentario di Netflix «Vatican girl» -, in quel momento era stata consegnata al Vaticano, poi se un abuso abbia avuto luogo potrebbe essere stato per creare l’oggetto di un ricatto». Orlandi ha esordito nella trasmissione affermando che per lui Emanuela «è viva», «la sento viva».

    «Il Vaticano – ha infine accusato – da 40 anni fa di tutto per evitare che la verità possa uscire altrimenti non mi posso spiegare tutti i comportamenti di questi 40 anni». L’inchiesta aperta dai `pm´ d’Oltretevere, comunque, «io l’ho presa come cosa positiva – afferma -, da qualche parte dovrà portarci, questa inchiesta secondo me potrebbe durare pochissimo perché io l’ho sempre detto, con un po’ di buona volontà potrebbero farla durare pochissimo».

    Pietro Orlandi: “Se il Vaticano vuole l’inchiesta su Emanuela può durare pochissimo”

  • Caso Orlandi, Pietro: “Non chiedo scusa su Wojtyla, lui sapeva la verità su Emanuela e ha taciuto”

    Caso Orlandi, Pietro: “Non chiedo scusa su Wojtyla, lui sapeva la verità su Emanuela e ha taciuto”

    “Non mi scuso per le frasi su Giovanni Paolo II perchè non ho offeso mai nessuno, ho ritenuto opportuno fare ascoltare un audio, poi che io abbia detto quella frase, che Wojtyla usciva di nascosto, è una frase che dicevano tutti quanti, non era considerata una cosa grave però qualcuno ha voluto legare questa situazione alle parole di questo componente della banda della Magliana”.

    Lo dice Pietro Orlandi, fratello della 15enne scomparsa nel giugno del 1983, intervistato da “Verissimo”, tornando sulla bufera innescata dalle sue dichiarazioni sulle uscite notturne del papa polacco dopo l’audizione col promotore vaticano.

    “Io sono sempre stato convinto che lui sapesse che cosa era successo a Emenuela, ricordo quando venne a casa da noi e ci parlò di terrorismo internazionale, ci assicurò che avrebbe fatto il possibile ma poi permise al silenzio e all’omertà di calare su questa vicenda, ha mantenuto il silenzio fino alla fine, così è successo per Ratzinger e Papa Francesco lo ha fatto per dieci anni, forse ora hanno capito che il silenzio non è servito, questi 40 anni passati non posso però dimenticarli e la parola perdono l’ho cancellata dal vocabolario”.

    “Quando sento la dichiarazione del segretario di Stato, Parolin – ha quindi aggiunto – sono contento che dica che con questa inchiesta dobbiamo fare chiarezza per una madre che soffre, ma questa madre adesso ne ha 93 di anni e in questi 40 anni non mi sembra che nessuno si sia stracciato le vesti per lei”.

    “Emanuela è stata rapita e portata a Londra”

    “Quando sono usciti quei documenti”, prosegue Orlandi a proposito della pista del rapimento di Emanuela e del suo trasferimento a Londra,  “tutti li hanno bollati come falsi, ridicoli, anche il Vaticano però non mi hanno mai risposto alla domanda come mai stavano in una cassaforte della Prefettura degli Affari economici. Non ho abbandonato quella pista, credo che Emanuela sia stata portata là e più che la Banda della Magliana c’entra Renatino De Pedis, Emanuela è stata presa per ricattare qualcuno, De Pedis è stato utilizzato come manovalanza”.

    “Io ci credo al passaggio raccontato dalla Minardi – continua sulle dichiarazioni di Sabina Minardi nella serie documentario di Netflix “Vatican girl” -, in quel momento era stata consegnata al Vaticano, poi se un abuso abbia avuto luogo potrebbe essere stato per creare l’oggetto di un ricatto”.

    “Se il  Vaticano volesse l’inchiesta durerebbe pochissimo”

    Orlandi ha esordito nella trasmissione affermando che per lui Emanuela “è viva”, “la sento viva”. “Il Vaticano – ha infine accusato – da 40 anni fa di tutto per evitare che la verità possa uscire altrimenti non mi posso spiegare tutti i comportamenti di questi 40 anni”. L’inchiesta aperta dai ‘pm’ d’Oltretevere, comunque, “io l’ho presa come cosa positiva – afferma -, da qualche parte dovrà portarci, questa inchiesta secondo me potrebbe durare pochissimo perchè io l’ho sempre detto, con un pò di buona volontà potrebbero farla durare pochissimo”.

    “Mia madre mi chiede sempre: ‘Hai trovato Emanuela’”

    “Quando vado a trovare mia madre lei mi chiede sempre ‘ma allora Emanuela l’hai trovata?’ Lei aspetta sempre la bella notizia, che prima o poi arriverà, sono sempre ottimista” ha aggiunto. Quanto al presunto dossier, Pietro Orlandi ha affermato: “Lo vide il cameriere del Papa, Paolo Gabriele che era amico mio, e lo stesso padre Georg lo disse al mio avvocato, le disse ‘il dossier c’è ma sta in segreteria di Statò, quindi quando ora dice che lui non ce l’ha è vero”.

    https://roma.repubblica.it/cronaca/2023/04/30/news/emanuela_orlandi_pietro_accuse_pedofilia_wojtyla-398225570/