Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Busto Arsizio

  • Abusi sessuali, la Curia scende in campo per don Tempesta

    Abusi sessuali, la Curia scende in campo per don Tempesta

    di Ersilio Mattioni – BUSTO GAROLFO (MILANO) – La Curia scende in campo per don Emanuele Tempesta. Il coadiutore dell’oratorio del Sacro Cuore di Busto Garolfo, nel Milanese, dallo scorso venerdì 16 luglio è indagato per abusi sessuali su 7 minorenni. Le vittime sarebbero tutti ragazzi tra gli 8 e 12 anni che frequentano la parrocchia.

    Abusi sessuali, la strategia di don Tempesta

    Il religioso si professa innocente e, nel corso del primo interrogatorio davanti al Gip di Busto Arsizio, ha respinto tutte le accuse. Il don ha dichiarato di “non avere la minima idea” di ciò che gli viene contestato. Ma don Tempesta ha compiuto anche un altro passo. Nelle scorse settimane, infatti, ha revocato il mandato al suo avvocato per mettere la sua difesa nelle mani di Mario Zanchetti. Quest’ultimo è un legale di fama con studio a Milano e specializzato in questo tipo di reati. L’avvocato, infatti, difende moltissimi dei sacerdoti della diocesi di Milano che sono accusati (o sono stati accusati) di abusi e violenza sessuale sui minorenni.

    L’avvocato Zanchetti

    Anche di recente il nome di Zanchetti è salito alla ribalta delle cronache. L’avvocato penalista della Curia ha difeso don Mauro Galli, il prete (ex parroco di Rozzano con un passaggio a Legnano) che lunedì 5 luglio è stato condannato anche in Appello a 5 anni e 6 mesi di reclusione per abusi sessuali nei confronti di un minorenne. La particolarità di questa vicenda risiede nel tentativo di Zanchetti, per conto della Curia, di evitare che la famiglia della presunta vittima si costituisse parte civile al processo. Tentativo riuscito grazie al maxi risarcimento da 150.000 euro, pagato dal sacerdote con un assegno circolare ai genitori del ragazzo che sarebbe stato vittima di abusi.

    La strategia di Zanchetti

    Non sappiamo se la strategia di Zanchetti, nel caso di don Tempesta, possa essere la stessa (cioè risarcire le famiglie dei 7 bambini coinvolti), ma di certo questa appare un’ipotesi meritevole di approfondimento. Anche don Galli, infatti, si è sempre professato innocente (ammettendo di aver dormito con il minorenne, ma negando di aver abusato di lui sessualmente), eppure ciò non ha impedito che la strategia difensiva prevedesse l’erogazione di una somma consistente come risarcimento danni. Naturalmente questo scenario è ipotetico e don Tempesta dovrebbe essere d’accordo, mentre al momento il sacerdote dell’oratorio sembra intenzionato a difendersi negando tutto. Le denunce delle mamme, d’altra parte, non bastano per accertare una responsabilità, che deve essere provata oltre ogni ragionevole dubbio.
    https://www.liberastampa.net/abusi-sessuali-curia-in-campo-per-don-tempesta/
  • Sacerdote arrestato per abusi: ‘Su di me accuse infamanti’

    Sacerdote arrestato per abusi: ‘Su di me accuse infamanti’

    (ANSA) – VARESE, 19 LUG – “Accuse infamanti, sono scioccato e provato da quello che sta accadendo”. Queste le parole di don Emanuele Tempesta, il sacerdote di Busto Garolfo (Milano) arrestato venerdì con l’accusa di abusi sessuali su sette bambini di età compresa tra i 7 e gli 11 anni, durante l’interrogatorio di garanzia tenutosi oggi davanti al Gip di Busto Arsizio (Varese) Stefano Colombo.

    Il sacerdote ha quindi negato ogni addebito circa le pesanti accuse mosse a suo carico.
    Nessuna misura alternativa è stata chiesta, ad oggi, dalla difesa di don Emanuele, che si trova ai domiciliari. Lo ha confermato l’avvocato Mario Zanchetti, neo difensore subentrato al precedente d’ufficio. Il legale ha detto di non voler rilasciare dichiarazioni in merito all’interrogatorio di garanzia del suo assistito, tenutosi oggi in Tribunale a Busto Arsizio (Varese) data la vicenda “delicata e in corso di indagini”. (ANSA).
    https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2021/07/19/sacerdote-arrestato-su-di-me-accuse-infamanti_59288956-1344-4ff8-a960-51761d916c8b.html

  • Abusi sessuali su minori, don Emanuele Tempesta nega tutte le accuse

    Abusi sessuali su minori, don Emanuele Tempesta nega tutte le accuse

    Ha negato ogni accusa don Emanuele Tempesta, il 29enne vicario parrocchiale delle parrocchie Santa Geltrude e Santi Salvatore e Margherita di Busto Garolfo arrestato lo scorso giovedì 15 luglio mentre si trovava in campeggio con i ragazzi dell’oratorio a Bardonecchia con l’accusa di abusi sessuali su minori nel periodo che va da febbraio 2020 a maggio 2021. Oggi, lunedì 19 luglio, l’interrogatorio di garanzia del sacerdote davanti al giudice per le indagini preliminari di Busto Arsizio Stefano Colombo, durante il quale il 29enne si è detto «scioccato» e «provato» per gli addebiti che gli sono stati mossi.

    Secondo quanto è emerso dalle indagini della Squadra mobile di Milano, coordinate dal pubblico ministero Flavia Salvatore della Procura della Repubblica di Busto Arsizio, sarebbero almeno sette le vittime degli abusi sessuali, tutti minori di età compresa tra i 7 e gli 11 anni. L’inchiesta è partita dalle denunce di alcune mamme, che avevano notato segni di disagio nei figli, poi ascoltati durante le audizioni protette. Dopo la pausa estiva il pm di Busto Arsizio Flavia Salvatore ascolterà i minori (già sentiti in audizione protetta) con la formula dell’incidente probatorio.

    Dalla Diocesi di Milano, che ha preso atto «con stupore e dolore di questa notizia», è arrivata la massima disponibilità a collaborare con l’autorità giudiziaria per accertare la verità dei fatti: alla Curia non erano mai giunte segnalazioni rispetto ai fatti al centro dell’inchiesta, così come non ne avevano mai avuto notizia né il vicario episcopale di zona, né il parroco di Busto Garolfo don Ambrogio Colombo. Anche il sindaco Susanna Biondi, che si è detta senza parole e rimane in attesa di conoscere gli sviluppi dell’inchiesta, non aveva mai avuto notizia di episodi come quelli al centro delle indagini: il comune è pronto a fare il possibile per aiutare le famiglie che in queste ore sono state sconvolte dalla notizia.

    Abusi sessuali su minori, don Emanuele Tempesta nega tutte le accuse

  • Don Tempesta arrestato per abusi su minori, il sacerdote campanaro sorvegliato dalla Curia. Ma lui: finito in trappola

    Don Tempesta arrestato per abusi su minori, il sacerdote campanaro sorvegliato dalla Curia. Ma lui: finito in trappola

    di Andrea Galli

    Nell’obbligatoria e ampia analisi dei fatti, due distinte fonti del Corriere interne alla Curia parlano di un’«ansia di trasparenza» e di un’azione che è anche conseguenza di un’altra inchiesta. La narrazione dell’arresto di don Tempesta non può mancare nel suo incipit di un dato dirimente: il minuzioso comunicato stampa, diffuso in mattinata dall’Arcivescovado che, in relazione alla sensibilità delle indagini e alla presenza esclusiva di minorenni fra le presunte vittime — andavano coperti dal segreto e non resi identificabili — ha disatteso oppure eluso le raccomandazioni della Procura di Busto Arsizio, pare più volte condivise, di una prudente gestione informativa.

    Le notizie non hanno proprietari, d’accordo, le voci girano, insomma delle accuse di questi abusi – e, attenzione, dei primi riscontri della squadra Mobile tali da giustificare la cattura – si sarebbe presto venuti a conoscenza. Ma tutto ciò premesso, forse la modalità e la tempistica andavano modulate in forma diversa, almeno stando agli accordi a monte. A meno che, ed eccoci adesso a quella «conseguenza di un’altra inchiesta», a spingere senza rimedio non sia stata la recentissima sentenza in appello contro don Mauro Galli, condannato per abusi sessuali su un minorenne, che avrebbe innescato la scelta di dire tutto e subito, anche nel timore di attacchi, in futuro, su tentativi di occultamento. Una presa di posizione netta, nettissima, quella della Curia milanese, quasi anche avocando a sé la gestione degli effetti collaterali. Non tanto quelli mediatici, avendo la stessa Procura sollecitato una chiusura di ogni canale di «aggiornamento», bensì quelli pratici. A cominciare dal precipizio nel quale don Tempesta è inesorabilmente caduto, divenendo personaggio mediatico e, anzi, per molti già un «mostro» da punire: la circostanza che affronti i domiciliari in locali messi a disposizione proprio dalla Curia, che vigilerà su eventuali gesti autolesionistici, è conferma della volontà di governare il più possibile lo scandalo, al netto, conviene ribadirlo, di una linea dura, e come in quel comunicato ha rimarcato l’arcivescovo, monsignor Mario Delpini, della massima vicinanza alle comunità parrocchiali di Busto Garolfo.

    Ora, per smentire da subito ipotetiche teorie complottiste, don Tempesta non è finito suo malgrado in nessuna trappola intestina e, men che meno, avrebbe «pagato» esternazioni o mosse da irregolare. Non un ribelle, non un mestatore. Niente di tutto questo, anche in relazione alla giovane età e al peso specifico in eventuali trame. Come abbiamo detto, ci sono passaggi già cristallizzati dagli investigatori e suffragati dai magistrati di Busto Arsizio, pur rimarcando che l’inchiesta non è affatto terminata, in un senso come nell’altro: potrebbero aumentare il numero delle vittime e i dettagli resocontati, e altresì potrebbero emergere elementi a sostegno dell’innocenza del sacerdote. Mentre si ripete di un monsignor Delpini colpito, rattristato, e sostenitore di un radicale cambio di passo, sempre quelle due fonti del Corriere registrano forse esagerando un clima «da caccia alle streghe», mandando a sentenza definitiva i comportamenti del prete del quale, prima dell’inchiesta, si lodavano lo spirito d’iniziativa, la capacità d’esercitare una missione pratica e poco teorica, nel solco di una certa modernità; un prete però al contempo custode delle origini, essendo un campanaro capace di comporre melodie tirando le corde. Ulteriori fonti, queste su Busto Arsizio, sollecitano a insistere sulle pressioni, progressive nel tempo, dei genitori di quei minori, che pretendono giustizia, e insieme misure rapide e pesanti, adducendo la fisiologica osservazione che, se davvero tutto è avvenuto, i traumi per i figli saranno duraturi e potrebbero condizionarne l’esistenza.

    Chi conosce don Tempesta riferisce di un giovane oltre la disperazione, che giura d’essere lui la vittima. Eppure, rimane il materiale sequestrato nella sua abitazione, la cui analisi è iniziata ma non è breve, e sembra non soltanto per un semplice effetto dell’applicazione deontologica degli investigatori.

    https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_luglio_17/don-tempesta-arrestato-abusi-minori-sacerdote-campanaro-sorvegliato-curia-ma-lui-finito-trappola-1dff305c-e669-11eb-bb0b-66fa8228d756.shtml

  • Pedofilia, la verità di don Emanuele

    Pedofilia, la verità di don Emanuele

    Verrà interrogato domani, lunedì 19 luglio, don Emanuele Tempesta, il prete ventinovenne arrestato il 14 luglio con l’accusa di atti sessuali con bambini minori di dieci anni.

    Il sacerdote responsabile dell’oratorio è ai domiciliari in una struttura individuata di concerto tra la Curia e la polizia che l’altro giorno lo ha raggiunto in campeggio a Bardonecchia con l’ordinanza del gip Luisa Bovitutti in mano. Niente carcere, ma ciò di cui risponde è grave e potrebbe essere reiterato.

    «Le esigenze cautelari possono essere adeguatamente tutelate solo attraverso una misura che impedisca a Tempesta di entrare in contatto con minori», spiega il giudice nel provvedimento chiesto dal pubblico ministero Flavia Salvatore.

    Gli episodi contestati sono compresi tra il 2020 e poco prima della denuncia presentata dai genitori, ossia lo scorso 30 maggio in commissariato a Busto Arsizio. Qualcosa di ambiguo aveva però messo in allerta una mamma già nel 2019: il prete in vista del campeggio estivo avrebbe chiesto a due bambini di dormire nella sua tenda. La donna provò un fastidio istintivo davanti a questa proposta, quindi domandò alla figlia maggiore se Tempesta, durante le vacanze a cui aveva partecipato pure lei, invitasse di norma i piccoli a coricarsi con lui. «Assolutamente no», fu la risposta della ragazzina, «i preti dormono o con gi animatori o da soli». Il covid comunque mandò a monte la settimana organizzata dalla parrocchia a Bardonecchia e l’inquietudine si affievolì. Al momento comunque gli elementi probatori sono fondati sulle dichiarazioni di vittime e genitori, gli inquirenti stessi parlano di un quadro non definitivo e suscettibile di revisione critica. Domani don Emanuele potrà difendersi col gip.

    Sarah Crespi

    https://www.prealpina.it/pages/busto-garolfo-pedofilia-la-verita-di-don-emanuele-253380.html

  • Don Tempesta, le denunce choc dei genitori dell’oratorio: «Gli lasciavamo i nostri figli…»

    Don Tempesta, le denunce choc dei genitori dell’oratorio: «Gli lasciavamo i nostri figli…»

    Rabbia e incredulità. «Mando mio figlio in oratorio. Uno pensa che sia un posto sicuro, e invece…». Di sfoghi così ne hanno raccolti parecchi, gli investigatori della Squadra Mobile che, in un mese e mezzo di indagini, hanno parlato con i genitori dei bimbi coinvolti nel caso di don Emanuele Tempesta, il 29enne sacerdote a Busto Garolfo accusato di molestie sessuali nei confronti di sette bambini, tra gli 8 e i 12 anni.

    Sgomento, tra le madri e i padri della comunità che ruota attorno alla parrocchie intitolate a Santa Geltrude e ai Santi Salvatore e Margherita. E anche preoccupazione. «Ma adesso che conseguenze psicologiche potranno esserci per mio figlio?», è l’altra domanda che i poliziotti si sono sentiti fare. Gli agenti hanno proceduto il più celermente possibile.

    Le indagini della quarta sezione della Mobile sono andare spedite, a partire dalle denunce presentate alla fine di maggio, quando le prime due mamme hanno ascoltato le confidenze dei figli: «Il don ha toccato…», dicevano, aggiungendo in fondo alla frase il nome di un amico, di un compagno che si trovava con lui nell’abitazione del prete, (un immobile incorporato al complesso parrocchiale), per fare tornei alla Playstation o i giochi di ruolo.

    Da quel momento, l’inchiesta coordinata dal pm di Busto Arsizio Flavia Salvatore si è allargata presto ad altri bambini, man mano che le prime vittime raccontavano chi era presente in quegli incontri, andando a ritroso fino a febbraio dello scorso anno, appena prima del Covid e del lockdown. Richiesta e ottenuta la misura restrittiva, gli agenti, nei giorni scorsi, si sono presentati con il provvedimento in mano per arrestare il 29enne cresciuto a Cornaredo. Lo hanno raggiunto a Bardonecchia, in provincia di Torino, dove era appena arrivato per iniziare un campo estivo con alcuni ragazzi dell’oratorio di Busto Garolfo.

    Sette le vittime accertate fino a ora, in otto episodi distinti, anche se gli inquirenti avrebbero già raccolto altri elementi relativi a ulteriori casi. Le audizioni protette dei minori (che avvengono sempre alla presenza di psicologi) riprendono domani. Lo stesso giorno in cui il gip Luisa Bovitutti ha fissato l’interrogatorio di garanzia del vicario parrocchiale finito agli arresti domiciliari in una casa messa a disposizione dall’Arcidiocesi (che per trasparenza ha voluto diffondere la notizia in una dettagliata nota ufficiale, eludendo però le raccomandazioni dell’autorità giudiziaria, che chiedeva maggiore riservatezza per non turbare l’andamento delle indagini).

    Don Tempesta potrebbe avvalersi della facoltà concessagli dalla legge di restare in silenzio, oppure rispondere alle domande del magistrato, e magari facilitare il lavoro degli inquirenti. Le poche persone che lo hanno visto, parlano di un giovane uomo «disperato», che avrebbe giurato la propria estraneità alle gravissime accuse che gli vengono mosse. Ma gli elementi che, sino a questo momento, compongono il quadro accusatorio, e il numero non certo esiguo di parti offese individuate dai detective in queste settimane, non sembrano davvero giocare a suo favore.

    Altro fronte investigativo da esplorare, peraltro, sarà quello relativo all’analisi tecnica del materiale sequestrato nella canonica: un tablet, due telefoni cellulari, un computer e la consolle per i giochi, che si può collegare alla rete internet. Il lavoro della polizia, in questo scandalo di provincia, non è ancora finito.

    https://milano.corriere.it/notizie/lombardia/21_luglio_18/don-tempesta-arrestato-abusi-minori-genitori-dell-oratorio-sotto-choc-gli-lasciavamo-nostri-figli-403256f4-e736-11eb-9bf6-eea1575c4502.shtml

  • Sacerdote di 29 anni arrestato «Sette casi di abusi su minori»

    Sacerdote di 29 anni arrestato «Sette casi di abusi su minori»

    MILANO La notizia ma, prima ancora, come la notizia è uscita. Un minuzioso comunicato stampa diffuso in mattinata dalla Curia, a indagini aperte e con vittime sembra più numerose di quelle fin qui cristallizzate, ha svelato la cattura di don Emanuele Tempesta, 29enne vicario in due parrocchie di Busto Garolfo, cittadina di 13 mila abitanti a nord-ovest di Milano. L’impianto investigativo della squadra mobile coordinata dalla Procura di Busto Arsizio che aveva raccomandato una prudente gestione delle informazioni, venendo disattesa dalla mossa dell’Arcivescovado, poggia su almeno sette episodi, avvenuti nell’ultimo anno e mezzo, in piena pandemia, contro bambini di 8, 11 e 12 anni.

    Se le preoccupazioni dei magistrati vertevano sulla necessaria protezione dell’arrestato e dei minori, da non rendere potenzialmente riconoscibili come invece avvenuto con quel comunicato e la diffusione delle esatte coordinate geografiche, la Curia ha quasi avocato a sé la gestione degli effetti collaterali: il sacerdote trascorre infatti i domiciliari in locali della stessa Chiesa milanese. Il timore di gesti autolesionistici è alto, come di conseguenza la massima vigilanza. Fonti del Corriere interne alla Curia raccontano di un’accelerazione, sul tema degli abusi, che ha spinto l’Arcivescovado ad anticipare i tempi e condannare ben prima dell’iter della giustizia. A meno che le responsabilità di don Tempesta, del quale si elogiano lo spirito pratico e l’interpretazione di una moderna missione sacerdotale, non fossero notorie e alcune voci avessero già raggiunto la Curia, che con questa azione intende ribadire l’assenza di ogni minima esitazione e l’immediata vicinanza alle comunità parrocchiali.

    La lunghezza dell’analisi del materiale sequestrato nell’abitazione del prete potrebbe avvalorare l’ipotesi di un cerchio maggiore di abusi, che sarebbero avvenuti proprio in quella casa, dove in virtù della fiducia riposta nel giovane sacerdote da parte di un territorio che lo adorava e ora lo etichetta come mostro, i piccoli dell’oratorio trascorrevano pomeriggi a giocare. A lato delle indagini rimane il grave incidente diplomatico, poiché la Curia non avrebbe nemmeno avvisato la Procura
    del documento inviato alle agenzie di stampa, in ore sensibili per la progressione degli accertamenti e la dannosità dell’eco mediatica. Procura che è da mesi pressata dalle famiglie dei bambini (la prima denuncia porta la firma di una mamma): i genitori sono sicuri di prove inequivocabili, convinzione radicata negli uffici della Curia compresi quelli che portano all’arcivescovo Mario Delpini. In un clima generale sospeso tra la presa d’atto della recente condanna in Appello di un altro sacerdote, don Mauro Galli, colpevole di molestie nell’hinterland, e i timori di attacchi su presunti ritardi e omissioni.

    Al netto, comunque, della presunzione d’innocenza di don Tempesta e della difesa nell’interrogatorio di lunedì.
    Federico Berni
    Andrea Galli

    (Trascrizione da Il Corriere della Sera del 17 luglio 2021)

     

  • “VIENI A GIOCARE ALLA PLAY” – COSI’ DON EMANUELE TEMPESTA, IL PARROCO DI BUSTO GAROLFO ARRESTATO CON L’ACCUSA DI AVER ABUSATO DI SETTE MINORI, INVITAVA LE VITTIME A CASA SUA

    “VIENI A GIOCARE ALLA PLAY” – COSI’ DON EMANUELE TEMPESTA, IL PARROCO DI BUSTO GAROLFO ARRESTATO CON L’ACCUSA DI AVER ABUSATO DI SETTE MINORI, INVITAVA LE VITTIME A CASA SUA

    C’è un Superman in abito talare in un manifesto appeso ai muri gialli del cortile dell’oratorio. Perché in questa piccola comunità, Busto Garolfo, neanche 14 mila abitanti nella provincia di Milano, ma a due passi da Busto Arsizio, la chiesa è il punto di riferimento più importante per (quasi) tutti, bambini e famiglie.

    Davanti al cancello una giovane nonna dai capelli biondi è in lacrime. Cerca il nipote di 14 anni che fa l’educatore ai più piccoli: «L’altro mio nipotino, quello di 12 anni, è al campo estivo a Bardonecchia, con quello là, non ci posso credere. Quando ho sentito la notizia ho rotto un piatto e mi sono precipitata qui».

    Non solo la signora, tutti a Busto Garolfo sono impietriti da ieri mattina, quando dal telegiornale hanno scoperto che proprio il più giovane dei loro punti di riferimento, don Emanuele Tempesta, 29 anni, quello che gestiva le attività nell’oratorio e che era al campo estivo che la chiesa organizza a Bardonecchia, è finito ai domiciliari con l’accusa più infamante: da febbraio 2020 allo scorso maggio avrebbe abusato di almeno sette bambini, tutti di 12 e uno di 9 anni.

    Ma gli investigatori hanno già accertato un altro caso, che non è tra quelli elencati nell’ordine di cattura, e stanno lavorando su una decina di episodi sospetti. A fine maggio, a dare il via alle indagini della Squadra mobile di Milano, diretta da Marco Calì, sono state le denunce di due mamme.
    La sera prima a casa di una di loro, i ragazzini avevano fatto un pigiama party. E si erano messi a parlare di don Emanuele, di quelle strane cose che faceva quando li invitava, sempre in gruppo, a giocare alla playstation a casa sua. Il sacerdote chiedeva l’autorizzazione alle mamme nella chat dei genitori. «Mai abbiamo avuto un dubbio, immaginato qualcosa», hanno messo a verbale le signore.
    Solo una di loro ha raccontato che l’anno scorso girava voce che una famiglia avesse ritirato il figlioletto dal campo estivo. Una voce che in un paesino così non fa fatica a circolare ma a cui nessuno aveva dato peso. Tanto che oggi il parroco più anziano, don Ambrogio Colombo, tra i ragazzi dell’oratorio, non riesce a parlare: «Ha dato la notizia la Diocesi, è tutto nel comunicato. Che cosa posso dire? Sono rimasto a bocca aperta anch’io».
    Sono tutti singoli gli episodi contestati dal pm Flavia Salvatore di Busto Arsizio. Tranne uno, un 12enne che, con gruppi diversi, era stato invitato a casa del sacerdote tre o quattro volte. E a cui don Emanuele aveva anche scritto qualche messaggio: «Sei il migliore», «Il mio preferito».
    Neanche il sindaco Susanna Biondi si dà pace: «Non potevamo immaginare. I genitori sono preoccupati, faremo il possibile per stargli accanto: apriremo uno sportello di sostegno psicologico per le famiglie».
    In paese, ovviamente, non si parla d’altro, tra i tavolini dei bar e sulle panchine della piazza proprio davanti alla chiesa Santi Salvatore e Margherita, con le porte aperte da mattina a sera. «Sarà vero?», chiede un’anziana. «Quello lì mica mi piaceva: lo dicevo che aveva modi strani. Un po’ troppo».
    https://m.dagospia.com/vieni-a-giocare-alla-play-cosi-don-emanuele-tempesta-il-parroco-accusato-di-abusi-276884
  • Sacerdote arrestato: sette i casi contestati ai danni di bambini di età compresa tra i 7 e gli 11 anni

    Sacerdote arrestato: sette i casi contestati ai danni di bambini di età compresa tra i 7 e gli 11 anni

    16 Luglio , 14:45
    Sono sette i bimbi di età compresa tra i 7 e gli 11 anni che sarebbero stati vittime di violenza sessuale da parte del sacerdote di 29 anni Emanuele Tempesta, arrestato dagli agenti della Squadra Mobile di Milano a Busto Garolfo (Milano). Ordinato nel 2019, il 29enne era al suo primo incarico.

    Nei prossimi giorni il pm di Busto Arsizio Flavia Salvatore sentirà i minori (già ascoltati in audizione protetta) con la formula dell’incidente probatorio.

  • I diari di Eva, processo suor Mariangela Farè – Contiene i 3 servizi video integrali

    I diari di Eva, processo suor Mariangela Farè – Contiene i 3 servizi video integrali

    I diari di Eva – (1) processo Farè 

    Busto Arsizio: la mattina del 22 giugno 2011 Eva Sacconago, 27 anni, viene trovata impiccata nella propria abitazione.

    Il caso sembra semplice: suicidio. In realtà, immediatamente si scopre che le forze dell’ordine erano a conoscenza di uno strano rapporto tra la ragazza e una suora della Chiesa di Sant’Edoardo, suor Mariangela Faré. Partono le indagini che porteranno all’incriminazione della suora per violenza e molestie sessuali, violenza privata e stalking. La prima puntata racconterà di come tutto sia iniziato all’oratorio quando la ragazza aveva 15 anni e la suora, sua educatrice, 38. La relazione è stata svelata dai diari conservati da Eva, ma contenenti gli scritti a lei indirizzati da suor Mariangela Faré.

    I diari di Eva, processo Farè (I)


    La suora cattiva – (2) Processo Faré

    Siamo sempre nel Tribunale di Busto Arsizio presieduto dalla Dott.ssa Renata Peragallo, e continua il racconto del rapporto tra Eva Sacconago, quindici anni, e suor Mariangela Faré, trentotto. Dopo che i genitori di Eva, leggendo i diari della figlia avevano scoperto questa relazione malata, la suora era stata allontanata dall’oratorio di Sant’Edoardo e inviata in un convento di Catania con la scusa che doveva terminare gli studi di teologia. Suor Faré ritornerà al nord quando ormai Eva è maggiorenne, e la relazione riprende regolarmente. Anche se l’accusa riconosce che Eva era maggiorenne, ritiene che si possa e si debba parlare di violenza sessuale continuata, in quanto la ragazza era in condizione di inferiorità psichica. Ma c’è di più. Perché ad un certo punto Eva sembra subire con fastidio la presenza e le incursioni di suor Faré nella sua vita, incursioni che diventano sempre più insistenti e soffocanti. E’ da questo momento che nascono le ulteriori incriminazioni di violenza e molestie sessuali, violenza privata e stalking. Eva, anche dopo il rientro della suora, aveva continuato a frequentare l’oratorio di Sant’Edoardo, dove aveva costruito un gruppo che occupava totalmente la sua vita, e aveva incontrato don Alessandro Bonura che era diventato un valido sostegno per la sua anima. Ma tutto questo aveva fatto sempre di più ingelosire, infuriare e incattivire suor Mariangela Faré.

    La suora cattiva, Processo Faré (II)


    L’oratorio dei veleni – (3) Processo Faré

    Termina il processo celebrato nel Tribunale di Busto Arsizio, presieduto dalla Dott.ssa Renata Peragallo, che vede suor Mariangela Faré imputata di violenza sessuale continuata, molestie sessuali e stalking, reati tutti commesse ai danni di Eva Sacconago, suicidatasi il 22 giugno del 2011. La perdita di questa ragazza, figlia unica, ha gettato i genitori in uno sconforto e in un buio senza speranza. Prima di rifugiarsi nel terribile gesto, Eva con l’aiuto di don Alessandro Bonura aveva tentato di liberarsi dall’abbraccio mortale di suor Faré, denunciando le violenze subite. Ma ancora una volta, secondo l’accusa, la suora era riuscita ad esercitare la sua influenza negativa sulla ragazza costringendola a ritrattare. Eva si sente sempre più sola, chiusa in una gabbia da cui non riesce a liberarsi. Ed è proprio in questo momento che delle chiacchiere velenose vengono diffuse nell’oratorio di Sant’Edoardo e provocano l’allontanamento di don Bonura, quello che era stato il suo sostegno nell’ultimo periodo della sua breve vita. Rete L’ABUSO

    L’oratorio dei veleni, Processo Faré (III)