Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Busto Arsizio

  • Eva ora riposa in pace

    Eva ora riposa in pace

    Confermata in Cassazione la pena di tre anni e mezzo alla ex suora Maria Angela Farè

    È calato il silenzio tombale su Eva Sacconago e suor Maria Angela Farè: la cassazione ha confermato la condanna a tre anni e sei mesi per la religiosa accusata di violenza sessuale.

    La sentenza è definitiva, le parole, le congetture, le ricostruzioni non servono più.

    L’imputata – che è difesa dagli avvocati Fabrizio Busignani e Raffaella Servidio – potrebbe presto finire in carcere perché il reato di cui rispondeva è ricompreso in quelli ostativi, quindi anche se la pena è inferiore a quattro anni non sono previste scappatoie.

    Le conclusioni a cui erano giunti i giudici della corte d’appello di Milano – che a loro volta avevano recepito la decisione del tribunale di Busto Arsizio – hanno trovato quindi conferme non più scalfibili. «L’imputata, totalmente priva di alcun senso morale allorquando ha mischiato e piegato il tema religioso a quello amoroso per coinvolgere in un’insana relazione una giovane con carenze affettive, ha certamente esercitato un fascino malevolo e perverso su Eva, al quale lei si è sottratta solo quando ha potuto trovare appoggio e conforto in un’altra figura di riferimento. Indice questo non certo di disturbo della personalità, ma di fragilità emotiva della ragazza».

    Eva si suicidò impiccandosi il 22 giugno del 2011 ma «ogni tentativo di ricondurre il gesto estremo della ragazza ai reati commessi dalla religiosa è stato vanificato dalla mancanza di contestazione in tal senso», osservò la corte di secondo grado.

    A dicembre del 2015 il collegio giudicante presieduto da Renata Peragallo riconobbe un unico capo di imputazione, quello di violenza sessuale aggravata dall’uso delle manette.

    La ex responsabile del centro Primavera di Sant’Edoardo venne assolta dalle accuse di abusi sessuali, violenza privata e stalking.

    Alle motivazioni della sentenza arrivata da Roma, che verranno depositate entro i termini di legge, si potrà aggiungere la parola «fine».

    Sarah Crespi

    https://www.prealpina.it/pages/eva-ora-riposa-in-pace-212185.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook

  • La Cassazione conferma la condanna all’ex-suora Maria Angela Farè

    La Cassazione conferma la condanna all’ex-suora Maria Angela Farè

    La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 3 anni e 6 mesi per Maria Angela Farè, l’ex-suora accusata di aver abusato sessualmente di Eva Sacconago, una giovane oratoriana di Busto Arsizio, morta suicida a soli 26 anni nel 2011. A marzo di quest’anno la Corte d’Appello aveva confermato la pena comminata in primo grado dal Tribunale di Busto Arsizio.

  • Istituto “Maria Mazzarello delle Figlie di Maria Ausiliatrice e la posizione di Maria Angela Faré, il chiarimento degli avvocati

    Istituto “Maria Mazzarello delle Figlie di Maria Ausiliatrice e la posizione di Maria Angela Faré, il chiarimento degli avvocati

    I sottoscritti Prof. Avv. Mario Zanchetti quale difensore dell’Istituto “Maria Mazzarello delle Figlie di Maria Ausiliatrice –  Ispettoria Lombarda Sacra Famiglia” e avv. Fabrizio Busignani quale difensore di Maria Angela Faré preso atto del contenuto dell’articolo apparso su codesta testata giornalistica, circa gli esiti del dibattimento avanti la Corte di Appello di Milano Sez. 1° Penale in data di ieri, osservano con estremo stupore che i contenuti dell’articolo non rispondono a verità, come agevolmente rilevabile dal tenore del dispositivo che si allega.

    Per quanto riguarda la posizione dell’ente ecclesiastico, la sentenza ha, semplicemente, confermato il giudizio del Tribunale di Busto Arsizio, e quindi l’ESCLUSIONE DEL RESPONSABILE CIVILE, per difetto di legittimazione passiva. L’ente non può essere chiamato a rispondere dei fatti di Maria Angela Faré per carenza dei presupposti di legge.

    Per quanto riguarda la posizione di Maria Angela Faré, la Corte ha dichiarato inammissibile l’appello del P.M., e ha in gran parte respinto anche l’appello delle parti civili, modificando la sentenza di primo grado solamente riguardo ad una delle accuse: quella di “atti persecutori” (cd. stalking). La Corte ha, tuttavia, rilevato l’intervenuta prescrizione di tali fatti ed ha, pertanto, condannato Maria Angela Faré soltanto al risarcimento dei danni, commisurati nella cifra complessiva di euro 50 mila (comprendenti, definitivamente, anche i danni conseguenti alle condotte per cui vi era stata condanna in primo grado). Tutte le altre richieste del PM e delle parti civili sono state respinte: incluse, specificamente, quelle fondate su una supposta inferiorità psichica della giovane, che non è stata in alcun modo riconosciuta, all’esito della perizia disposta dalla Corte. La condanna penale, per Maria Angela Faré, resta quella disposta dal Tribunale di Busto Arsizio.

     Alla luce dei dati oggettivi di cui sopra, il contenuto della falsa notizia diffusa dovrà essere immediatamente smentito da codesta testata giornalistica, dando a detta smentita ampio risalto, in modo non inferiore a quello dato all’articolo erroneo apparso in data odierna. 

    https://internapoli.it/istituto-maria-mazzarello-delle-figlie-di-maria-ausiliatrice-e-la-posizione-di-maria-angela-fare-il-chiarimento-degli-avvocati/

  • Ex suora, violenza sessuale e stalking alla 26enne suicida: 3 anni e mezzo in appello alla Farè

    Ex suora, violenza sessuale e stalking alla 26enne suicida: 3 anni e mezzo in appello alla Farè

    Confermati 3 anni e mezzo in appello a Maria Angela Farè, ex suora accusata di violenza sessuale e stalking ai danni di Eva Sacconago, morta suicida a 26 anni. La Corte d’Appello di Milano ha confermato i tre anni e mezzo di carcere inflitti in primo grado a Maria Angela Farè. I giudici, ritoccando la sentenza del Tribunale di Busto Arsizio (Varese), hanno però stabilito un risarcimento da parte della congregazione di cui faceva parte l’imputata, e cioè le Figlie di Maria Ausiliatrice, di 50 mila euro nei confronti dei genitori della ragazza che si tolse la vita nel giugno del 2011, dopo essere stata vittima di un abuso sessuale da parte della suora con cui aveva avuto una relazione sentimentale. Il pg Maria Vittoria Mazza aveva chiesto sette anni di reclusione proponendo la continuazione tra l’episodio di violenza sessuale di otto anni fa e altri contestati dall’accusa ma non riconosciuti in secondo grado e che sarebbero cominciati nel 2006.

    https://www.ilmessaggero.it/italia/ex_suora_suicidio_maria_angela_fare_appello_eva_sacconago-4372360.html

  • Eva stuprata da una suora, perizia sui diari e i messaggi

    Eva stuprata da una suora, perizia sui diari e i messaggi

    di Giorgio Meroni

    La Corte d’Appello ha accettato la richiesta della Procura. Eva Sacconago si era uccisa nel 2011 dopo essere stata abusata da suor Maria Angela Farè.

    Nel giugno del 2011 la 26enne Eva Sacconago si era tolta la vita a Busto Arsizio. Poche settimane prima era stata abusata sessualmente da suor Maria Angela Farè. Lo ha stabilito il tribunale di Busto Arsizio che nel 2015 ha condannato in primo grado la religiosa a tre anni e mezzo di carcere. Ora la prima Corte d’Appello di Milano, riaprendo l’istruttoria nel processo di secondo grado, ha accettato la richiesta della Procura generale e della parte civile: ci sarà la perizia sui diari e le lettere della giovane. Lo riporta Fanpage.

    I documenti

    La perizia sarà discussa in aula il prossimo 29 gennaio da Franco Martinelli, consulente incaricato dal Tribunale. Sotto la lente d’ingrandimento i diari di Eva oltre a sms, appunti e tutta la corrispondenza con suor Farè a partire da quando la ragazza ha conosciuto la religiosa della Congregazione di Maria Ausiliatrice all’Oratorio di Sant’Edoardo a Busto Arsizio.

    Per la difesa, nello specifico gli avvocati Fabrizio Busignani e Raffaella Servidio, questa documentazione è priva di valore ai fini del processo. Il contenuto di alcuni sms inviati da suor Farè tuttavia sembra dimostrare il contrario.

    “Vorrei penetrarti”

    In alcuni messaggi la religiosa scriveva infatti alla ragazza: “Vorrei penetrati, baciarti e tenerti stretta a me”, “Denunciami appena puoi… solo la morte ci può separare e non è uno scherzo, ricordatelo”. La perizia servirà a stabilire se Eva pativa una condizione di “inferiorità psichica” nei confronti di Suor Farè e questo potrebbe portare a un inasprimento della pena come chiede la famiglia della giovane.

  • A processo l’ex suora Maria Angela Farè: chiesta perizia su biglietti e mail che scriveva alla sua vittima

    A processo l’ex suora Maria Angela Farè: chiesta perizia su biglietti e mail che scriveva alla sua vittima

    MILANO È tornata in aula Maria Angela Farè, l’ex suora condannata a tre anni e mezzo di carcere in primo grado per un episodio di violenza sessuale nei confronti di Eva Sacconago avvenuto poche settimane prima che la giovane si suicidasse a 26 anni, nel giugno 2011. Ora il sostituto pg di Milano Daniela Meliota punta a riaprire l’istruttoria nel processo d’Appello, perciò ha chiesto una perizia psichiatrica basata sull’analisi degli appunti, dei diari e dei messaggi ricevuti dalla vittima. Per dimostrare il suo stato di soggezione nei confronti dell’ex suora che avrebbe abusato di lei da quando era ancora minorenne, nel 2002, fino a un paio di settimane prima del suo suicidio.

    «RAPPORTO CONSENZIENTE»

    In sostanza la procura generale, anche attraverso la perizia sulla vittima, vuole arrivare alla condanna dell’ex suora anche per i reati di stalking e violenza privata, accertando le vessazioni di Maria Angela Farè fin da quando Eva aveva quindici anni. I giudici in primo grado hanno anche escluso la responsabilità della congregazione religiosa delle Figlie di Maria Ausiliatrice, alla quale apparteneva la suora. Le presunte violenze sono emerse dai diari della giovane e da decine di email, sms e lettere scritte in un lungo arco di tempo dalla religiosa di 23 anni più grande della ragazza, che nel frattempo era stata trasferita e insegnava in una scuola di formazione nel milanese. La donna, dopo aver trascorso un periodo agli arresti domiciliari e all’ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere (Mantova), è tornata in libertà. Secondo i pm, i diari, gli scritti e anche i video sequestrati dagli investigatori proverebbero le violenze sessuali, mentre per la difesa si trattò di un rapporto consenziente, senza alcun abuso da parte della religiosa che all’epoca era un punto di riferimento per la ragazza, assidua frequentatrice della parrocchia.

    CENTINAIA DI BIGLIETTINI

    Tutto comincia nell’oratorio di Sant’Edoardo a Busto Arsizio: l’attaccamento spirituale da parte della donna più anziana per l’adolescente si trasforma in relazione ossessiva e morbosa, con centinaia di bigliettini e dichiarazioni d’amore che, scrivono i giudici nelle motivazioni della sentenza di primo grado, avevano «avviluppato la quindicenne in un bozzolo di parole che conduceva a una totale confusione circa il significato di “amore”». Quella relazione tra Eva e suor Maria Angela Farè non era sfuggita ai genitori, Roberto Sacconago, funzionario di banca in pensione, e la moglie Giovanna Bozzolini. Un giorno di autunno del 1998 Eva tardava a rientrare per cena. La mamma l’ha cercata in oratorio, trovandola nella stanza di suor Maria Angela. Così ha iniziato a controllare il diario della figlia e ha scoperto i bigliettini, dapprima firmati «Suor Mary» e poi «Mamma Mary», alcuni che esprimevano affetto altri con espliciti riferimenti intimi. I giudici hanno escluso che nella decisione di Eva di togliersi la vita abbia pesato la volontà della suora di mantenere «una relazione ormai cessata, della quale l’imputata non ha accettato la fine».

    FOTO RUBATA DALLA TOMBA

    Ricostruiscono diversamente il dramma: «Quanto al “perdurante stato di ansia” che condurrà Eva al suicidio emerge chiaramente come non sia stato causato dal comportamento dell’imputata, ma da un complesso di fatti ai quali Maria Angela Farè appare estranea. L’unico problema che emerge e sembra affliggere profondamente Eva sono le chiacchiere dei ragazzi dell’oratorio, la presenza di persone che la controllano, la delusione cocente di vedere la sua vita spiata e giudicata, ma soprattutto la sordità di don Ale che relega i suoi sentimenti a una amicizia sia pure con la A maiuscola». Don Alessandro è il giovane prete dell’oratorio dove Eva fa la catechista e l’animatrice. La mamma non condivide le conclusioni della sentenza: «Fra Eva e don Ale c’era solo una grande, stupenda amicizia. C’erano i pettegolezzi, le cattiverie. C’era gente che diceva che fosse rimasta incinta del don. La seguivano, la spiavano. Un giorno ha trovato le quattro gomme dell’auto tagliate». E a quanto pare non è ancora finita. «Hanno rubato una foto dalla tomba di Eva, un’altra, quella di un raduno a Madrid dove si vedeva anche don Alessandro, l’hanno strappata per togliere l’immagine del prete», è la denuncia dei genitori.

    https://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/processo_appello_suora_maria_angela_fare_violenza_sessuale_eva_sacconago-3994596.html

  • Eva Sacconago, suicida dopo gli abusi di una suora: l’ex religiosa verso il processo d’appello

    Eva Sacconago, suicida dopo gli abusi di una suora: l’ex religiosa verso il processo d’appello

    Si aprirà il 24 settembre a Milano il processo d’appello nei confronti di Maria Angela Farè, ex suora condannata in primo grado per violenza sessuale. Vittima degli abusi Eva Sacconago, ragazza morta suicida nel 2011. I genitori della ragazza, abusata dall’ex religiosa fin da quando era minorenne, chiedono che sia fatta piena giustizia.

    Inizierà il 24 settembre a Milano il processo d’appello a Maria Angela Farè, l’ex suora adesso tornata agli abiti civili condannata in primo grado a tre anni e sei mesi di carcere per violenza sessuale. Vittima di quel singolo episodio condannato dai giudici del tribunale di Busto Arsizio è stata Eva Sacconago, morta suicida nel giugno del 2011 all’età di 26 anni. Per i genitori e anche secondo un’amica e confidente della ragazza, Eva si sarebbe uccisa proprio perché stanca di subire gli abusi della religiosa, che sarebbero iniziati quando Eva era minorenne. Dal processo di primo grado, conclusosi nel 2015, non è emersa però alcuna responsabilità dell’ex suora nel suicidio: è invece stato appurato dai giudici che tra la giovane catechista e la religiosa, più grande di 23 anni, era in essere una relazione omosessuale. Rapporto, durato 13 anni e iniziato quando Eva ne aveva solo 15, di cui la famiglia della ragazza è venuta a conoscenza grazie a bigliettini e messaggi trovati nei diari della figlia e nel suo telefonino dopo la morte della ragazza, ma di cui papà Roberto e mamma Giovanna sospettavano da tempo, fin dall’autunno del 1998.

    Proprio grazie ad alcuni bigliettini compromettenti trovati nel diario della figlia, i genitori di Eva erano riusciti a ottenere il temporaneo allontanamento di “siter Mary” o “suor Mary”, come si faceva chiamare, in Sicilia. Ma avevano sottovalutato la morbosità di un legame che era proseguito anche quando la loro figlia era diventata maggiorenne. Una relazione tutt’altro che normale: a provarlo anche il fatto che l’episodio di violenza per cui Maria Angela Farè è stata condannata risalga al maggio 2011, poche settimane prima del suicidio di Eva. Tutti gli altri abusi, avvenuti quando la ragazza era ancora minorenne, sono caduti in prescrizione: Maria Angela Farè è stata assolta anche dalle accuse di violenza privata e stalking. Da qui la decisione dei genitori di Eva di ricorrere un appello: “Un nuovo capitolo doloroso ma necessario”, aveva detto la mamma della ragazza all’associazione “Rete l’abuso”. In attesa del 24 settembre e nella speranza di una sentenza che possa fare pienamente giustizia su quanto accaduto alla figlia, la signora Giovanna come rivelato al “Corriere della sera” continua ogni sera a scrivere lettere a Eva, come fa da quando non c’è più: il 4 settembre sarà l’ottavo compleanno senza alcuna festa da celebrare.

    https://milano.fanpage.it/eva-sacconago-suicida-dopo-gli-abusi-di-una-suora-lex-religiosa-verso-il-processo-dappello/

  • Abusata da una suora a 14 anni, Eva Sacconago muore suicida

    Abusata da una suora a 14 anni, Eva Sacconago muore suicida

    Eva Sacconago si è uccisa a 26 anni nella sua abitazione di Busto Arsizio, nel giugno del 2011. Dopo la sua morte i genitori hanno scoperto lettere e mail scritte della suora che 13 anni prima aveva abusato di lei. Suor Maria Angela Farè viene processata e condannata per abusi sessuali a tre anni di reclusione.

    Ci sono incontri che possono rovesciare una vita intera e quello tra suor Maria Angela Farè e Eva Sacconago, è uno di questi. All’epoca, nel 1998, Eva ha poco più di dodici anni, è una bambina bionda ed esile; la suora della congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice, invece, è vicina ai cinquanta ed è la responsabile del Centro Primavera dell’oratorio di Busto Arsizio. Dal primo momento la religiosa mostra verso la ragazzina atteggiamenti affettuosi e materni, tanto da conquistarsi la fiducia della piccola. Via via quel rapporto diventò più caldo e intimo. Troppo. Eva comincia a manifestare segni di malessere, prende peso, abbandona lo sport, così mamma Giovanna decide di controllare il diario della ragazzina per scoprire quello che, evidentemente, sua figlia non trova le parole per dirle.

    Una scoperta sconcertante
    Nella ‘Smemoranda’ di Eva, Giovanna trova biglietti e lettere a firma di suor Maria Angela dove si rivolge alla ragazzina chiamandola “amore” e facendo riferimento a “baci sulle labbra”. È quanto basta per intervenire chiedendo alla stessa suora, prima, e ai suoi superiori, poi. Il parroco vorrebbe denunciarla, mentre la superiora si limita a disporre il trasferimento della religiosa a Catania. Arriva il giorno della partenza e papà Roberto e mamma Giovanna sono lì all’aeroporto a controllare di nascosto che la suora parta, per essere finalmente certi che l’incubo sia finito. È l’aprile del ’99, per Eva si prospetta una nuova vita, invece non è così. Le ferite scavate dalla relazione con quella donna sono profondissime e la ragazza, pur essendone vittima, non riesce a staccarsi da lei.

    La nuova vita
    I contatti proseguono con sms telefonate e lettere e nel 2006 suor Farè le trova addirittura un lavoro come segretaria presso l’Istituto di Pavia dove svolge la sua attività. Eva accetta. La sua vita sembra essere approdata a uno stato di calma, quando, una sera di giugno del 2011, dice alla sua amica di voler lasciare l’oratorio, dove i parrocchiani sono malevoli e pettegoli, tanto da aver messo in giro brutte voci su di lei e su don Alessandro. Per l’amica è il segno di un grande cambiamento, forse Eva sta lasciando andare demoni che l’hanno tormentata fin dall’adolescenza. Qualche giorno dopo, invece, la notizia del suicidio. A ventisette anni la bella Eva si è tolta la vita lasciando dietro di sé un oceano di lacrime e dolore, ma anche di parole.

    Amore e minacce nelle lettere della suora
    La sua voce continua a parlare attraverso lettere, mail e altro materiale che i genitori trovano in casa sua. Documenti sconvolgenti che hanno per protagonista, ancora una volta, suor Maria Angela. Così scrive a Eva:

    Non ci deve essere nessuno di più importante di me, sento che non è così ma non lo accetto. Combatterò con tutte le mie forze per portarti via. Tu sei tutto quello che avrei voluto essere io, legata all’oratorio ma libera di scegliere. Io ho scelto troppo in fretta una vita che mi ha legata troppo.

    E ancora:

    ‘non sono pensieri da suora. Le suore non sono tutte così, credo. Mi spiace per il cattivo esempio che ti do su questo fronte, ma davvero sento che l’amore che provo per te è incontrollabile, è l’amore che ho per te che mi spinge a fare un sacco di chilometri, a scappare di notte, per venirti a cercare. Io so che non è giusto ma non so come controllarmi. Ѐ lo stesso motore della gelosia. Impazzisco al pensiero che tu stia vicino al don, ho paura che lui possa portarti via da me. Impazzisco quando fai la vita comune perché so che tu ti spendi fino all’ultimo con i ragazzi, con il don, con i tuoi amici e invece vorrei essere lì io con te a raccogliere tutte quelle energie che hai per loro e che non usi con me’.

    Scattano le accuse: stalking e abusi
    Nel 2012 suor Farè viene arrestata con l’accusa di violenza sessuale, stalking e violenza privata. Per la Congregazione delle Ausiliatrici è uno scandalo enorme, per la famiglia Sacconago, il primo barlume di luce alla fine di un tunnel di soprusi e ingiustizia. Spogliata dell’abito monacale, Maria Angela Farè trascorre un periodo ai domiciliari e uno all’istituto psichiatrico di Castiglione delle Stiviere. Periziata, viene indicata come ‘socialmente pericolosa’ perché affetta da un disturbo borderline di personalità.

    La vicenda viene discussa a lungo, prima a Busto Arsizio dove c’è chi crede che la povera Eva sia stata istigata al suicidio e chi invece difende a spada tratta la religiosa, poi in tribunale dove sfilano sul banco dei testimoni le amiche di Eva, raccontando di come la ragazza avesse confidato loro di essere perseguitata dalla suora e di aver subito rapporti sessuali ‘sotto costrizione’. Nove anni è la richiesta di condanna per il pm, che si traduce, in sentenza, in una condanna a tre anni per la sola accusa di violenza sessuale su minore. Lo stalking, per i giudici, non sussiste.

    L’epilogo
    Dall’amara storia di Eva è nata ed è rimasta, l’associazione ‘La mia voce ovunque’, fondata dall’amica Monica Guanzini, in sua memoria e che si occupa di recupero di ragazzi adolescenti. Perché intervenire tempestivamente, a volte, può salvare la vita.

    https://www.fanpage.it/abusata-da-una-suora-a-14-anni-eva-muore-suicida/

  • Immigrazione clandestina e pedofilia, nei guai monaco cistercense

    Immigrazione clandestina e pedofilia, nei guai monaco cistercense

    Sesso con un minorenne straniero e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Sono pesanti le accuse per un abate, già guida della comunità monastica di Santa Croce in Gerusalemme a Roma e ora di casa a Caronno Pertusella, in provincia di Varese. La casa del sacerdote è stata perquisita dai carabinieri, su disposizione della Procura di Busto Arsizio. Sequestrato del materiale informatico.

    Sulla vicenda c’è il massimo riserbo, ma, secondo indiscrezioni raccolte dal giornale La Settimana, “la Procura starebbe indagando per sfruttamento dell’immigrazione clandestina. La denuncia sarebbe partita da un ragazzo, che all’epoca dei fatti aveva 17 anni, pare originario dell’Ecuador, che viveva con l’abate, che sarebbe stato il suo tutore”.

    “Il 17enne”, prosegue il settimanale saronnese, “avrebbe confidato a una persona a lui vicina di rapporti omosessuali con il religioso. Confidenza che è stata poi segnalata agli inquirenti, che hanno fatto partire le indagini”. Già in passato l’abbazia di Santa Croce, ove erano di casa politici e star della musica, era stata in passato chiusa per ordine di papa Ratzinger, secondo La Settimana,  per “regole non rispettate, abusi liturgici, scarsa disciplina morale e comportamenti discutibili, ma anche rapporti omosessuali”.

    L’uomo, monaco cistercense aveva poi dato scandalo per la vicenda di una suora, ex ballerina di lap dance, che ballava in chiesa. Sulla vicenda caronnese le autorità restano abbottonate, nell’attesa di accertare i fatti.

    http://www.ilpopulista.it/news/28-Marzo-2017/12405/immigrazione-clandestina-e-pedofilia-nei-guai-monaco-cistercense.html

    Simone Fioraso

  • PROCESSO ALL’EX SUORA DI SANT’EDOARDO, SI VA IN APPELLO

    PROCESSO ALL’EX SUORA DI SANT’EDOARDO, SI VA IN APPELLO

    Tragedia di Eva, “la prescrizione non dovrebbe esistere”

    BUSTO ARSIZIO – Per i genitori di Eva Sacconago, Giovanna Bozzolini e Roberto Sacconago, il processo d’appello che si celebrerà a Milano sarà “un nuovo capitolo doloroso ma necessario”, dice la mamma, della vicenda che ripercorre il dramma di loro figlia. La tragedia della giovane parrocchiana di Sant’Edoardo, morta suicida nel giugno 2011, si compì al culmine del suo rapporto controverso con suor Maria Angela Farè. “Dobbiamo andare fino in fondo, perché lo dobbiamo alla nostra Eva” prosegue la signora Giovanna che, col marito Roberto, si appresta a vivere un nuovo round processuale dopo un dibattimento di primo grado che è stato causa di turbamenti, angosce e spesso caratterizzato da conflitti e accese discussioni col difensore dell’ex religiosa, l’avvocato Fabrizio Busignani.
    Il 10 dicembre scorso (leggi qui), Maria Angela Farè è stata condannata a 3 anni e 6 mesi di reclusione per un unico episodio di violenza sessuale compiuto su Eva Sacconago nel maggio 2011. I giudici del Tribunale di Busto Arsizio hanno invece assolto l’ex religiosa dalla violenza privata e dallo stalking. Inoltre, non hanno considerato abusi sessuali i rapporti esistiti tra le due donne quando Eva era ancora una ragazzina poco più che quindicenne.
    “Le sentenze si possono criticare (lo abbiamo fatto anche noi). Ma la realtà, purtroppo, non la si può modificare. Nostra figlia è stata ripetutamente violentata quando aveva da poco compiuto 15 anni. Vi sono tre, quattro o più lettere e scritti al giorno per anni che lo dimostrano (alcuni dei quali ci sono serviti per allontanare la suora da Sant’Edoardo). ‘Lascia perdere – diceva la suora a nostra figlia – non lo dire, conservalo nel tuo cuore. Il tesoro è nel cuore essenziale e invisibile agli occhi. Lascia perdere, brucia le lettere, non conservarle, falle sparire. Non raccontare’.
    Eva ha vissuto per anni, nel silenzio, nella ‘calma apparente’ (come, poi, ha scritto) gli abusi e quando ha cercato di liberarsi è stata devastata dalla suora e da chi non l’ha mai amata e ha preferito il pettegolezzo alla verità”.
    Una violenza psicologica e fisica, seppur oramai prescritta, che per i genitori di Eva è una cosa impossibile da accettare.
    “La suora – proseguono – scriveva a nostra figlia ‘non ci deve essere nessuno di più importante di me, sento che non è così ma non lo accetto. Combatterò con tutte le mie forze per portarti via. Tu sei tutto quello che avrei voluto essere io, legata all’oratorio ma libera di scegliere. Io ho scelto troppo in fretta una vita che mi ha legata troppo’. E ancora ‘non sono pensieri da suora. Le suore non sono tutte così, credo. Mi spiace per il cattivo esempio che ti do su questo fronte, ma davvero sento che l’amore che provo per te è incontrollabile, è l’amore che ho per te che mi spinge a fare un sacco di chilometri, a scappare di notte, per venirti a cercare. Io so che non è giusto ma non so come controllarmi. Ѐ lo stesso motore della gelosia. Impazzisco al pensiero che tu stia vicino al don, ho paura che lui possa portarti via da me. Impazzisco quando fai la vita comune perché so che tu ti spendi fino all’ultimo con i ragazzi, con il don, con i tuoi amici e invece vorrei essere lì io con te a raccogliere tutte quelle energie che hai per loro e che non usi con me’.
    Per noi – chiudono i genitori di Eva Sacconago – è un dolore terribile aver letto e scoperto questi scritti dopo che Eva ci ha lasciati. Eva ha sempre detto e scritto la verità.
    Non dobbiamo tollerare gli abusi sui minori, dobbiamo difendere i minori e punire severamente coloro che commettono gli abusi, dice Papa Francesco. Per noi genitori la prescrizione di questi reati non dovrebbe esserci”. Per questo affronteranno il processo d’appello, “un capitolo doloroso ma necessario”. Per Eva.
    http://www.informazioneonline.it/LAY009/L00908.aspx?arg=1005&id=23800