Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Busto Arsizio

  • LE STORIE UN SACERDOTE HA DENUNCIATO E POI LASCIATO LA TONACA

    LE STORIE UN SACERDOTE HA DENUNCIATO E POI LASCIATO LA TONACA

    Il suicida, lo scomparso, la suora I casi che hanno sconvolto i fedeli.

    Agnese Pini Milano

    ERA IL 2003. Il parroco di Villa di Serio, seimila anime nella Bergamasca, è don Vittorio Damiani, 62 anni. Il 6 maggio i carabinieri bussano alla porta della canonica: il sacerdote è accusato di abusi sessuali su minori. Lui protesta la sua innocenza, ma non regge alla pressione. Si toglie la vita in cella, nel carcere di Bergamo, appena due mesi dopo l’arresto. È il primo clamoroso episodio di pedofilia in canonica a scuotere la diocesi di Bergamo e la Lombardia intera. Un episodio destinato a non restare isolato.

    I SUICIDI E IL CASO-BERGAMO Qualche anno dopo la morte di don Damiani, piove addosso alla diocesi una seconda inchiesta per pedofilia. Protagonista è don Matteo Diletti, di Bratto. L’8 ottobre 2010 viene condannato in Cassazione a 4 anni per violenza su una bambina. Il prete sparisce prima della sentenza: il suo corpo, quel che ne resta, viene trovato cinque mesi dopo in una scarpata nei boschi di Marone. Ecco i fantasmi della diocesi di Bergamo. Due preti morti. Un vice parroco rinviato a giudizio nella Val Brembana per aver palpeggiato una bambina dal 2001 al 2005. L’ultimo scandalo, quello che vede protagonista don Diego Rota di Solza, ai domiciliari dallo scorso 10 febbraio. Non basta. Nell’aprile del 2014 l’allora parroco di Endenna, don Alessandro, sale sul pulpito alla fine della messa. Stringe tra le mani un foglio: rivela gli abusi sessuali subiti quando ancora era giovanissimo, nel seminario vescovile Giovanni XXIII. Il presunto responsabile di quegli abusi era morto nel 2007. È l’ultima messa per don Alessandro. Da quel momento lascia il sacerdozio.

    LA SUORA A suicidarsi fu la vittima, in questo caso. Si chiamava Eva Sacconago e quando si tolse la vita, nel giugno del 2011, aveva 26 anni. La sua è una storia di «violenze fisiche e psicologiche» per cui, nel dicembre scorso, è stata condannata a tre anni e sei mesi di reclusione dal tribunale di Busto Arsizio Maria Angela Faré. Suora, oggi ridotta allo stato laicale. Secondo la procura, gli abusi iniziarono già nel 1997, quando Eva aveva solo 12 anni.

    IL CASO-ARESE Hinterland diMilano. Nel settembre 2012 la Corte d’Appello conferma la condanna a due anni e mezzo di carcere per don Marco Redaelli, salesiano, morto un anno dopo la sentenza. Secondo l’accusa, nel 2007 l’anziano parroco di Arese aveva molestato una bambina di sette anni. Il suo caso scosse profondamente i fedeli, spaccando l’opinione pubblica. Tre anni dopo, nel gennaio di quest’anno, una nuova inchiesta travolge la parrocchia: un educatore viene indagato per violenze sessuali su un adolescente.

    LO SCOMPARSO Due condanne per pedofilia e un comune denominatore: il seminario vescovile di Brescia. Erano entrambi vicerettori don Luigi Facchi e don Marco Baresi. Il secondo sostituì il primo, dopo che questo scomparve nel nulla pochi giorni dopo aver patteggiato sei anni per abusi sessuali. Ad accusarlo, un ragazzo di Gottolengo, dove il sacerdote svolgeva il suo ministero. Sparito: di lui si sono lerse le tracce dal 2002.

    IL CASO-BRESCIA Passano cinque anni, e i carabinieri tornano alla porta di una canonica: è quella di don Baresi, che di Facchi ha appunto raccolto il testimone. Anche lui vicerettore del seminario vescovile di Brescia. Il 23 giugno del 2011 la Cassazione lo condanna a 7 anni e sei mesi di carcere per violenze su un 14enne e detenzione di materiale pedopornografico.

    IL «RIABILITATO» Don Siro Invernizzi era parroco di Cergnago (Pavia), quando venne fermato. 6 settembre 2006: una pattuglia lo sorprende vicino al Cimitero Maggiore di Milano mentre è in macchina con un ragazzino di 13 anni, romeno. Il sacerdote patteggia due anni con la condi- zionale. È la primavera 2013 quando il suo nome torna alla ribalta: è mandato a sostituire il parroco di Cugliate (curia Comasca). I parrocchiani ci mettono poco a scoprire la pesante macchia nel suo passato. Si scatena un tumulto. Don Invernizzi viene sostituito.

    DON MERCEDES Lo chiamavano il «prete inMercedes» don Mauro Inzoli, della Parrocchia della Santissima Trinità di Crema: 65 anni, legato agli ambienti di CL, già presidente del Banco Alimentare. La procura per lui ha chiesto 12 anni: otto i casi contestati. Le accuse: violenza sessuale con abuso di autorità e violenza sessuale aggravata per abuso di minori. Nell’ottobre scorso la richiesta di rinvio a giudizio. Il 9 marzo in Aula.

    IL GIORNO del 7 marzo 2016 pag 19

  • Violenza sessuale, ex suora condannata. La vittima si suicidò a 26 anni

    Violenza sessuale, ex suora condannata. La vittima si suicidò a 26 anni

    Tre anni e sei mesi di carcere per violenza sessuale. Questa la condanna contro Maria Angela Faré, ex suora accusata di aver abusato per anni di Eva Sacconago, ancora minorenne quando sono iniziati gli episodi, che poi nel 2011 si è uccisa a soli 26 anni. I suoi genitori hanno pianto quando i giudici del Tribunale di Busto Arsizio (Varese) hanno letto la sentenza.

    E’ stata invece assolta dalle accuse di stalking e violenza privata, l’ex suora che in seguito all’inchiesta aveva rinunciato ai voti. Una condanna più bassa rispetto ai 9 anni e 9 mesi di reclusione chiesti nelle scorse udienze dai pm di Busto Arsizio Maria Cristina Ria e Francesca Gentilini. Maria Angela Faré dovrà versare, inoltre, un risarcimento di 50mila euro ai familiari della vittima, parti civili nel processo. I giudici hanno escluso però la responsabilità della congregazione religiosa delle Figlie di Maria Ausiliatrice, alla quale apparteneva la donna. Il legale dei genitori di Eva Sacconago, l’avvocato Tiberio Massironi, aveva chiesto di condannare la congregazione, responsabile civile, a versare assieme all’imputata un maxi-risarcimento “non inferiore a 500mila euro” per i danni morali subiti.

    Gli abusi, secondo le accuse, iniziarono in una parrocchia a Busto Arsizio tra il 1997 e il 1998, quando la vittima aveva 12 anni, e sarebbero poi proseguiti per diversi anni. Nel 2011 la ragazza si uccise. Le presunte violenze emersero dai diari della giovane e da decine di email, sms e lettere scritte in un lungo arco di tempo dalla suora di 55 anni, che nel frattempo era stata trasferita e operava in una scuola di formazione nel Milanese.

    La donna venne quindi arrestata dagli agenti della Squadra mobile di Varese. Dopo aver trascorso un periodo agli arresti domiciliari e all’ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere(Mantova), è tornata in libertà. Secondo i pm, diari, scritti e anche video sequestrati dagli investigatori proverebbero le violenze sessuali.

    Mentre per la difesa si trattò di un rapporto consenziente, senza alcun abuso da parte della religiosa che all’epoca era un punto di riferimento per la ragazza, assidua frequentatrice della parrocchia. “Questa sentenza è un segnale importante – ha spiegato l’avvocato Massironi – ma i giudici avrebbero dovuto dichiarare la responsabilità della congregazione religiosa, che secondo noi non ha vigilato sul comportamento della suora”.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/11/violenza-sessuale-ex-suora-condannata-la-vittima-si-suicido-a-26-anni/2295322/

  • Busto Arsizio, suora condannata per violenza sessuale: 3 anni e 50mila euro

    Busto Arsizio, suora condannata per violenza sessuale: 3 anni e 50mila euro

    È stata condannata dal Tribunale di Busto Arsizio (Varese) a tre anni e sei mesi di carcere Maria Angela Farè, una suora accusata di abusi sessuali su una ragazza, minorenne quando sono iniziati gli episodi, che si era poi uccisa all’età di 26 anni. La suora dovrà versare un risarcimento di 50 mila euro ai famigliari della vittima, parti civili nel processo. I giudici hanno escluso però la responsabilità della sua congregazione, citata come responsabile civile ai fini della richiesta di risarcimento.

    La donna è stata condannata per un episodio di violenza sessuale nei confronti di Eva Sacconago, oratoriana di Sant’Edoardo poi suicidatasi nel giugno del 2011 a soli 26 anni. L’episodio avvenne proprio quell’anno, poche settimane prima della morte della giovane, ed è stato descritto durante il dibattimento da don Alessandro Bonura, il prete a cui Eva aveva confidato i suoi patimenti nel rapporto ormai logoro con la suora.

    Gli abusi erano iniziati in una parrocchia a Busto Arsizio tra il 1997 e il 1998 ed erano emersi dai diari della giovane, che si era uccisa all’età di 26 anni, e da decine di lettere scritte dalla suora alla ragazza. La religiosa venne quindi arrestata dalla squadra mobile di Varese e, dopo aver trascorso un periodo ai domiciliari, era tornata in libertà in attesa degli esiti del processo. Fino alla sentenza di condanna.

    Abusò di una ragazza che poi si suicidò: condannata a tre anni una suora

  • Busto Arsizio, suora violentò una ragazzina minorenne che si uccise: chiesta condanna a 9 anni

    Busto Arsizio, suora violentò una ragazzina minorenne che si uccise: chiesta condanna a 9 anni

    I pm di Busto Arsizio (Varese) Maria Cristina Ria e Francesca Gentilini hanno chiesto la condanna a 9 anni e 9 mesi di reclusione per Maria Angela Farè, una suora di 55 anni accusata di abusi sessuali nei confronti di una ragazza, minorenne quando sarebbero iniziati gli episodi, che poi si è uccisa all’età di 26 anni. La richiesta è arrivata al termine di una requisitoria durata circa sette ore.

    Secondo le accuse, gli abusi iniziarono in una parrocchia a Busto Arsizio tra il 1997 e il 1998, quando la vittima aveva 12 anni, e sarebbero poi proseguiti per diversi anni. Nel 2011 la ragazza si uccise. I presunti abusi vennero alla luce quando i familiari trovarono i diari della giovane e decine di lettere scritte dalla suora, che nel frattempo era stata trasferita e operava in una scuola di formazione nel Milanese.

    La religiosa venne quindi arrestata dagli agenti della Squadra mobile di Varese, con l’accusa di violenza sessuale, stalking e violenza privata. Dopo aver trascorso un periodo agli arresti domiciliari e all’ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere (Mantova), la suora attualmente è in libertà, in attesa degli esiti del processo davanti al Tribunale di Busto Arsizio.

    Nel corso della loro requisitoria, i pm hanno letto numerose lettere, email ed sms che la suora inviò alla ragazza, oltre a frasi riportate nei diari della vittima che, secondo l’accusa, proverebbero gli abusi sessuali protratti nel corso degli anni e gli atti persecutori. Hanno chiesto quindi ai giudici di escludere le attenuanti generiche, e di condannare la donna a 9 anni e 9 mesi.

    Nella prossima udienza, il 24 novembre, sono previsti gli interventi delle parti civili (i parenti della ragazza, rappresentati dall’avvocato Tiberio Massironi) e dei difensori. Nel processo compare come responsabile civile la congregazione religiosa delle Figlie di Maria Ausiliatrice, alla quale apparteneva la suora, citata dal legale dei familiari della vittima in quanto «è mancata la vigilanza sul comportamento della suora».

    http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/busto_arsizio_suora_violenta_ragazzina_minorenne_suicida_chiesta_condanna/notizie/1685565.shtml

  • Chiesti nove anni per suora accusata di abusi su ragazza che si suicidò

    Chiesti nove anni per suora accusata di abusi su ragazza che si suicidò

    BUSTO ARSIZIO – È di 9 anni di carcere la richieste dei pm di Busto Arsizio (Varese) Maria Cristina Ria e Francesca Gentilini per Maria Angela Farè, una suora di 55 anni accusata di abusi sessuali nei confronti di una ragazza, minorenne quando sarebbero iniziati gli episodi, che poi si è uccisa all’età di 26 anni.
    La richiesta è arrivata al termine di una requisitoria durata circa sette ore.

    LA VICENDA Secondo l’accusa Suor Maria Angela Farè, 53 anni, abusò per anni di una ragazzina, a partire da quando questa aveva solo 12 anni. Per i suoi genitori – spiegò l’Ansa – la colpa però non fu solo della religiosa, ma di tutta la congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice, che per questo è stata citata per danni morali. Gli abusi iniziarono nel 1997. Nel giugno del 2011 la ragazza, all’epoca ventiseienne, si suicidò. Ma proprio allora venne fuori tutto quello che aveva subito nella parrocchia di Busto Arsizio (Varese): diari, video e lettere inviate dalla religiosa sono state le prove che hanno portato all’accusa di violenza sessuale aggravata e atti persecutori.

    Per i genitori della giovane vittima la colpa non è solo di Maria Angela Farè: hanno chiesto che la congregazione paghi i danni morali “perché secondo noi è mancata la vigilanza sul comportamento della suora”, spiegò all’Ansa l’avvocato della ragazza, Tiberio Massironi.

    http://www.corriereadriatico.it/ATTUALITA/suor_maria_angela_fare_condanna_9_anni_abusi_minori_suicidio/notizie/1685554.shtml

  • Processo alla suora, è il giorno di don Alessandro

    Processo alla suora, è il giorno di don Alessandro

    Nel processo alla ex-suora Mariangela Farè, accusata di stalking, violenza privata e abusi sessuali nei confronti di una parrocchiana, è stato il giorno del teste principale, don Alessandro Bonura, il prete confidente della vittima Eva Sacconago, morta suicida nel giugno del 2011. Il parroco è stato chiamato a ricostruire il complesso rapporto che ha definito “come tra fratello e sorella” costruito con la giovane oratoriana dal 2004 fino all’ultimo giorno della sua tormentata vita. Per ben 6 ore si è sottoposto alle domande dell’accusa, della parte civile e della difesa.

    La sua testimonianza era talmente importante, nella ricostruzione della vicenda, che la stessa presidente del collegio giudicante, Renata Peragallo, è intervenuta più volte per chiarire alcuni aspetti. «Eva mi raccontò almeno tre episodi di violenza sessuale subiti dalla suora – ha detto don Alessandro al pm Cristina Ria – risalgono tutti al 2011». Parole che hanno gelato l’aula e che raccontano di una vera e propria sottomissione da parte della ragazza nei confronti della suora che avrebbe imposto rapporti violenti, una volta con un cuscino i faccia, un’altra volta con l’uso di manette alle caviglie e un’altra ancora con i polsi legati: «Mi fece vedere i segni più volte – racconta il parroco – una volta mi disse: suor Mariangela ha voluto provare un nuovo giochino, riferendosi alle manette alle caviglie». L’accusa ha anche trattato il tema dei fax che giornalmente Eva inviava a don Bonura, centinaia di fax contenenti confidenze alternate a strisce di fumetti dei peanuts che per Eva avevano un senso: «In alcuni casi traspariva la restrizione della sua libertà personale da parte della suora – racconta – mi scriveva che Mariangela Farè si presentava a casa sua anche a sorpresa e soprattutto di notte. Erano notti insonni che lasciavano il segno sul viso di Eva». Anche lui ha confermato il fatto che la suora avesse le chiavi di casa di Eva e le numerose telefonate con le quali avrebbe tempestato la giovane: «Spesso mi faceva ascoltare quello che le diceva, i suoi pianti, le urla, i messaggi in cui insultava chiunque si metteva tra di loro».

    Don Alessandro, negli ultimi anni, dormiva a casa della giovane quasi tutti i venerdì sera: «Era il nostro rito del venerdì – racconta – mangiavo con lei, parlavamo, un po’ di tv e poi dormivamo». Un rito che aveva sottoposto i due al chiacchiericcio di alcuni frequentatori dell’oratorio, come ha sottolineato la difesa della suora che su questo punto ha incalzato il prete: «E’ vero che Eva non sopportava più questa situazione negli ultimi giorni prima del suicidio? – ha chiesto Fabrizio Busignani – e non è forse vero che poco prima di quel terribile gesto lei aveva detto ad Eva che stava valutando di trasferirsi?». Don Alessandro ha confermato entrambe le circostanze: «Dissi ad Eva che non dovevamo più frequentarci per mettere a tacere quelle voci e le dissi anche che stavo valutando il trasferimento». Ma la difesa non ha risparmiato riferimenti anche ad un atteggiamento affettuoso oltre il rapporto di fratellanza che li legava, soprattutto da parte di Eva nell’ultimo periodo, un fatto non smentito dallo stesso don.

    Don Alessandro ha anche parlato a lungo del primo tentativo di denunciare la suora alla Polizia nel 2009, inizialmente attraverso un colloquio con un’agente del commissariato di Busto Arsizio: «Eva inizialmente collaborò a far emergere sia gli abusi di quando era minorenne, risalenti al ’98-’99, di cui mi aveva parlato, sia gli atti persecutori più recenti ma poi si spaventò. Era preoccupata delle conseguenze sulla suora e su di lei, perchè avrebbe dovuto riaprire ferite di cui faceva fatica a parlare». Voleva aiutarla ma questa volontà si scontrava con il comportamento definito “ambivalente” da parte di Eva che da un lato voleva uscire dal giogo che la suora gli avrebbe imposto e dall’altro la proteggeva con tutte le conseguenze che ne derivavano. E proprio su questa sottile linea psicologica si gioca il processo: Eva era viva, dinamica, coinvolgente e partecipativa, amorevole e allegra ma anche fragile e debole davanti ad una figura di donna che avrebbe segnato la sua vita sin da quando aveva 15 anni e fino alla fine: «La suora è entrata nella sua vita prima come madre spirtuale, poi come madre surrogata in sostituzione di mancanze che lei riteneva ci fossero state da parte dei suo genitori e, infine, come schiava dei desideri della suora». Ma la difesa vuole scardinare questo disegno cercando di definire un quadro più ampio che coinvolgeva l’intero oratorio, le sue amicizie, la famiglia e lo stesso don Alessandro. Tutti sarebbero chiamati in causa nel grande disordine organizzato in mille fogli di diari, conversazioni via fax, lettere, chat, sms che Eva conservava metodicamente.

    http://www3.varesenews.it/busto/processo-alla-suora-e-il-giorno-di-don-alessandro-307679.html

  • Il prete sapeva che la suora violentava la ragazza 15enne ma non l’ha denunciata

    Il prete sapeva che la suora violentava la ragazza 15enne ma non l’ha denunciata

    BUSTO ARSIZIO – In aula le amiche del cuore di Eva Sacconago, Monica Guanzini e Manuela Falletta. Al processo a carico di Maria Angela Farè, l’ex suora di Sant’Edoardo finita a giudizio per violenza privata, abusi sessuali e stalking, mercoledì 7 gennaio è stato il turno delle amiche della ragazza che si tolse la vita nel giugno 2011, dopo 13 anni di relazione clandestina con la religiosa.
    Un’udienza che si è tutta concentrata sulla deposizione delle confidenti di Eva Sacconago in diversi periodi della sua vita. Dalle testimonianze sono emersi ancora una volta gli abusi e la sopraffazione fisica e morale che Maria Angela Farè esercitava sulla ragazza, appena quindicenne all’epoca dei primi incontri al centro “Primavera” dell’oratorio di Sant’Edoardo. Un’escalation di violenze e di atti persecutori che, secondo l’accusa rappresentata dai pubblici ministeri Maria Cristina Ria e Francesca Gentilini, portarono la giovane a togliersi la vita in preda ad una profonda crisi morale e psicologica.
    “No, lasciami stare”, urlava tormentata al cellulare. “Durante le attività in oratorio capitava spesso che Eva dovesse scappare via perché aveva fretta”. Particolari che sono stati riferiti in aula da Monica Guanzini. Dall’altra parte della cornetta o a casa c’era sempre Maria Angela Farè, che aveva estorto le chiavi dell’appartamento di Eva e che ci faceva irruzione a piacimento, soprattutto nell’ultimo anno di vita della giovane. Tentava di sottometterla e di isolarla da tutti, anche da don Alessandro Bonura che in quel tempo era diventato il confidente della giovane e il primo a darle sostegno morale. Tant’è che in parrocchia si “chiacchierava” su quel rapporto, voci malevole che davano Eva addirittura incinta di Bonura e che aumentavano le emozioni negative della ragazza già soggiogata dalla suora.
    “Io odio il prete, io odio la Monica”, ha invece detto la suora in una telefonata dopo la morte di Eva a Manuela Falletta, un’amica coetanea degli anni adolescenziali trascorsi all’oratorio di Sant’Edoardo, per indurla a pensare che fossero stati loro a provocare il tragico gesto della ragazza.
    Nel giugno del 2011 fu una fonte confidenziale a rivelare agli ispettori del Commissariato di Busto Arsizio le “attenzioni morbose” che la suora rivolgeva alla giovane. Ma solo dopo il suicidio di Eva le indagini presero una direzione precisa grazie al ritrovamento di un video a sfondo sessuale, foto e diari che ora compongono il fascicolo dei pubblici ministeri.
    Il confronto in aula proseguirà il 14 gennaio. L’imputata, difesa dagli avvocati Fabrizio Busignani e Raffaella Servidio, finora non si è mai palesata nell’aula “Falcone e Borsellino” del Tribunale di Busto Arsizio. Sempre presenti, invece, i genitori di Eva, Giovanna Bozzolini eRoberto Sacconago, che sono parte civile al processo.
    http://www.informazioneonline.it/LAY009/L00908.aspx?arg=1001&id=18379
  • Suor Maria Angela Farè abusò di una bimba. “La vittima si è impiccata: era disperata”

    Suor Maria Angela Farè abusò di una bimba. “La vittima si è impiccata: era disperata”

    VARESE – I fatti sono venuti a galla molti anni dopo, quando la vittima si è tolta la vita a causa del peso che portava dentro.  

    La congregazione religiosa delle Figlie di Maria Ausiliatrice è citata come responsabile civile nel processo a Busto Arsizio (Varese) a una suoraaccusata di abusi sessuali nei confronti di una ragazza, minorenne quando sarebbero avvenuti gli episodi, che poi si è suicidata all’età di 26 anni.

    Potrebbe trovarsi quindi a dover risarcire i danni morali ai genitori della giovane, che si sono costituiti parte civile. È quanto ha stabilito il gip di Busto Arsizio Luca Labianca, nel corso dell’udienza preliminare. La suora, Maria Angela Farè, 53 anni, è accusata di violenza sessuale aggravata e atti persecutori.  Gli abusi iniziarono in una parrocchia di Busto Arsizio tra il 1997 e il 1998, quando la vittima aveva solo 12 anni, e sarebbero poi proseguiti per diversi anni.

    Episodi che sono venuti alla luce nel giugno 2011, quando la ragazza si è suicidata e sono stati ritrovati diari, video e lettere scritte dalla suora, che nel frattempo era stata trasferita e operava in una scuola di formazione del Milanese.  «Chiederemo che la congregazione paghi i danni morali – ha spiegato il legale dei genitori della ragazza, Tiberio Massironi – perchè secondo noi è mancata la vigilanza sul comportamento della suora».

    La parte civile aveva chiamato in causa la congregazione alla quale apparteneva la religiosa, chiedendo che fosse coinvolta nel processo come responsabile civile.

    http://www.leggo.it/NEWS/ITALIA/suor_maria_angela_far_amp_egrave_abus_amp_ograve_bimba/notizie/404572.shtml

  • Busto Arsizio Suor Mariangela sceglie di non parlare

    Busto Arsizio Suor Mariangela sceglie di non parlare

    La religiosa accusata di aver abusato per anni di una giovane educatrice della parrocchia di Sant’Edoardo, poi suicidatasi, si è avvalsa della facoltà di non rispondere davanti al gip e al magistrato

    Suor Mariangela Farè ha scelto la via del silenzio, la religiosa accusata di aver violentato per anni e perseguitato una giovane catechista della parrocchia di Sant’Edoardo poi suicidatasi nel giugno dello scorso anno. La donna si è presentata questa mattina al secondo piano del palazzo del Tribunale di Busto Arsizio insieme al suo avvocato Raffaella Servidio e ad attenderla fuori c’erano alcuni parenti e una suora. L’interrogatorio è durato pochi minuti in quanto la linea difensiva scelta non ha permesso di porre le domande che da giorni il magistrato titolare dell’indagine Roberta Colangelo e il giudice per le indagini preliminari vorrebbero porgli in merito al rapporto con la ragazza di 27 anni.

    La suora, a detta del suo legale, è apparsa comunque tranquilla e lucida ma la scelta di non parlare sarebbe dovuta a quella che l’avvocato ha definito “lacune nelle indagini che non chiariscono molti aspetti di questa vicenda”. Nel frattempo c’è preoccupazione anche tra i genitori dei ragazzi e delle ragazze che hanno frequentato la parrocchia negli anni in cui la suora ha prestato servizio al centro Primavera di Sant’Edoardo. Una mamma, infatti, ha scritto una lettera a Varesenews chiedendo di far luce sulla vicenda e dicendosi preoccupata per quanto possa essere accaduto anche a suo figlio.

    LA LETTERA – “Come è stato possibile che una donna così disturbata gestisse il Centro Primavera, pre e post scuola del quartiere di Sant’Edoardo, in quegli anni affollatissimo di bambini di 3 scuole elementari e una media. Sembrerebbe che sia stata scoperta e cacciata da un giorno all’altro, ma se così è perchè nessuno ha fatto nulla? Perché si sarebbero limitati a spostarla in un altro luogo sempre a contatto con adolescenti? Tutte le mattine mettevo lo zainetto sulle spalle di mio figlio che nel 1998 frequentava la prima elementare e lo accompagnavo direttamente nella tana dell’orco! Abbiamo dovuto aspettare quasi 15 anni per sapere che portavamo i nostri figli non in un ambiente sicuro e protetto, ma in un luogo di abusi!” – scrive la donna in una lettera di fuoco.

    Le domande sono tante e le risposte poche, anche dalle gerarchie ecclesiastiche. Ora si sa che il parroco di allora aveva informato i suoi superiori dei suoi sospetti sulla donna e aveva ottenuto il trasferimento della suora a Catania, poi tornata a a Milano meno di un anno dopo. Un particolare emerso dagli scritti della giovane vittima degli abusi, però, farebbe pensare alla possibilità che si trattasse di un caso isolato: “Vuole me e non le altre” – scriveva sul suo diario quasi a far pensare che in quel rapporto la vittima si fosse sacrificata per salvare altre ragazze. Ora gli inquirenti stanno lavorando sui materiali informatici sequestrati a suor Mariangela, forse da quel computer potrebbero emergere novità interessanti.
    16/11/2012
    or.ma.orlando.mastrillo@varesenews.it

    http://www3.varesenews.it/busto/articolo.php?id=248263

    Busto Arsizio
    Suora arrestata, i parrocchiani: “Sparì all’improvviso”
    Per le vie del rione nessuno vuole commentare la notizia dell’arresto della religiosa accusata di violenze e abusi su una ragazza che poi si è suicidata. In pochi la ricordano e c’è anche chi non crede alle accuse
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    Nessuno ha voglia di parlare lungo le vie del quartiere Sant’Edoardo. La notizia della suora arrestata a seguito degli abusi perpetrati dal 1997 al 2011 nei confronti di una ragazza che si è suicidata nel giugno dello scorso anno, ha colto tutti alla sprovvista. Oggi nessuno lo ammette ma ciò che tutti pensavano all’epoca era che il suicidio fosse stato causato dal presunto rapporto tra la ragazza e un Vicario Parrocchiale, Don Alessandro, che pochi mesi dopo era stato trasferito a Sesto San Giovanni. In molti parlavano anche di una presunta gravidanza della giovane (mai dimostrata, ndr) che, con il suo estremo gesto, avrebbe deciso di porre fine alla vicenda tanto mormorata nel quartiere. «La gente che deve parlare per niente, tanto per parlare, e senza preoccuparsi delle conseguenze che possono avere le stronzate dette, mi fa veramente incazzare!», scriveva la ragazza sul proprio profilo Facebook un mese prima di impiccarsi.
    E con questa ricostruzione dei fatti la comunità aveva archiviato la storia, almeno fino ad oggi. Camminando per le strade del rione, infatti, in molti rimangono senza parole davanti alla nuova storia che la magistratura bustocca sta scrivendo. Gli abusi, il trasferimento della suora, le persecuzioni, il suicidio e le manette. «Quando era arrivata questa suora tutti eravamo contenti» ricorda una signora la cui figlia proprio in quegli anni frequentava l’oratorio «perchè era una ventata di giovinezza nel quartiere». E lo stupore è stato tanto quando «durante una domenica, a messa, ci avevano comunicato che sarebbe stata trasferita». La motivazione? «Era una questione legata a studi non ancora terminati», aveva detto il parroco dal pulpito.
    Sono tanti, comunque, quelli che non hanno nessuna voglia di parlare ma, tra i tanti, c’è anche qualcuno che proprio non ci crede. «La storia che so io è diversa» racconta un anziano signore che abita proprio dietro alla chiesa e incalza: «Voi come credete di conoscere la verità? E come fate a sapere che che quelle provesono vere? Quella suora aveva un’intelligenza fuori dalla norma».
    14/11/2012
    Marco Corsoredazione@varesenews.it

    http://www3.varesenews.it/busto/suora-arrestata-i-parrocchiani-spari-all-improvviso-248082.html

  • Non soli preti, anche alcune suore violentano ragazzine.

    Non soli preti, anche alcune suore violentano ragazzine.

    Andrea Sceresini per “la Stampa“

    L’avrebbe vessata per anni, fino a condurla all’esaurimento psicologico, e infine al suicidio. Avance sessuali, atti persecutori, violenze, morbosità: una triste storia di pedofilia, maturata nel silenzio della più profonda provincia lombarda, fino al drammatico epilogo. Siamo a Busto Arsizio, ottantaduemila anime nel cuore del Varesotto.

    Qui la vittima – una ragazzina all’epoca minorenne, con qualche problema relazionale – frequentava l’oratorio della parrocchia. Ed è lì, tra i campetti di pallavolo, le aule per il catechismo e le sagrestie, che conobbe la sua persecutrice: una insospettabile suora, oggi cinquantaduenne, anche lei nativa di Busto Arsizio.

    Il primo incontro avvenne nel lontano 1997, quando la giovanissima parrocchiana aveva solo 12 anni. Di lì a poco iniziarono i tormenti: il rapporto tra la religiosa e la ragazzina «assunse presto connotazioni sessuali – come si legge in una nota diramata ieri dai dirigenti della questura locale -, sino a trasmodare nel tempo in veri e propri atti persecutori e crescenti violenze fino a quando, nel giugno 2011, la ragazza, in preda ad una profonda crisi morale e psicologica, si tolse la vita all’età di ventisei anni».

    Il suicidio avvenne per impiccagione, e avviò a una serie di indagini. Gli agenti del commissariato di Busto, coordinati dal pm Roberta Colangelo, cominciarono a esaminare gli oggetti personali della ragazza: il suo diario, le lettere, gli scritti, i file contenuti nel computer, le fotografie. Pian piano, da quella corposa mole di fogli dattiloscritti emersero i contorni della terribile vicenda: fatti, circostanze, episodi, luoghi, date. E poi, soprattutto, il nome e il cognome dell’inimmaginabile persecutrice.

    Negli ultimi mesi, grazie all’esame di questo materiale, le indagini hanno subito una rapida accelerazione, fino a culminare, nel pomeriggio di ieri, con l’incriminazione della religiosa: il gip di Busto Arsizio ha immediatamente disposto che la suora venga sottoposta a regime di sicurezza attraverso il ricovero in una casa di cura designata dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, dove è stata scortata dai poliziotti di Busto Arsizio e della squadra mobile di Varese. La donna, nel corso degli ultimi anni, si era trasferita nel Milanese, dove dirigeva un centro di formazione professionale.

    Sottoposta a consulenza tecnica, è risultata pericolosa socialmente e affetta da un disturbo della personalità che incide parzialmente sulle sue capacità di intendere e di volere. L’accusa, nei suoi confronti, è di violenze private e atti persecutori. Un’imputazione gravissima, che ha immediatamente monopolizzato i titoli dei vari media locali. «Indagini shock»: strilla uno dei più quotati giornali online della provincia. Ci vorrà del tempo, prima che placida routine di questi sonnolenti paesotti tra il lago e la pianura torni a scorrere con la consueta calma.

    http://www.cappittomihai.com/non-soli-preti-anche-alcune-suore-violentano-ragazzine/