Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Pedofilia, fondi della chiesa cattolica Usa trasferiti per sottrarli alle richieste di risarcimento

    Pedofilia, fondi della chiesa cattolica Usa trasferiti per sottrarli alle richieste di risarcimento

    Il cardinale Timothy Dolan, capo dei vescovi americani, chiese al Vaticano – che autorizzò – di spostare 57 milioni di dollari in un fondo fiduciario per “proteggerli” dai ricorsi legali presentati da vittime di abusi sessuali in cui erano coinvolti 42 sacerdoti.

    Nuove rivelazioni sul fronte di uno degli scandali di pedofilia che in America vedono coinvolta la Chiesa cattolica. Alcuni file pubblicati dall’arcidiocesi di Milwaukee, in Wisconsin, rivelano come nel 2007 l’arcivescovo di allora, il cardinal Timothy Dolan – oggi arcivescovo di New York e capo dei vescovi americani – chiese al Vaticano il permesso di spostare circa 57 milioni di dollari in un fondo fiduciario. Questo – scriveva lo stesso Dolan, “per meglio proteggere questi fondi da eventuali ricorsi legali e richieste di risarcimento” presentati da vittime di abusi sessuali da parte dei sacerdoti dell’arcidiocesi.

    Dolan ha sempre respinto queste accuse, definendole “attacchi vecchi e tesi a screditare la sua immagine”. Fatto sta che il Vaticano – secondo quanto emerge dalle carte – si mosse rapidamente per dare l’ok alla richiesta dell’arcivescovo, anche se ci vollero spesso anni – scrive il New York Times – per la rimozione dei preti che si sapeva erano coinvolti in casi di abusi sessuali su minori. Dai file diffusi emerge il profilo di circa 42 sacerdoti coinvolti. Dolan fu arcivescovo di Milwaukee dal 2002 al 2009.

  • Servizio La Nuova Tg ” Preti pedofili, tra i nomi anche quello di un prete lucano” 28-06-2013

    Servizio La Nuova Tg ” Preti pedofili, tra i nomi anche quello di un prete lucano” 28-06-2013

    Un giro di giovani romeni reclutati per diversi preti pedofili. A denunciare il tutto un ex sacerdote, già condannato a 5 anni di reclusione proprio per reati sessuali e ora testimone in un’inchiesta della procura di Roma. Patrizio Poggi, 46 anni, ha fatto agli inquirenti nomi e cognomi, tirando in ballo anche Don Franco Camaldo, originario di Lagonegro e attuale cerimoniere del Papa. Sulla vicenda, ovviamente, i pm della capitale stanno cercando di mantenere il massimo riserbo, smentendo, almeno per il momento, che ci siano degli indagati. Secondo quanto raccontato dalla “talpa” diversi ragazzi romeni sarebbero stati adescati da un ex carabiniere nei locali notturni o nei pressi della stazione Termini, o addirittura fatti arrivare di proposito nella capitale, per poi prendere parte a dei festini con preti pedofili in cambio di poche centinaia di euro. Se confermata, la versione dell’ex sacerdote getterebbe nuove ombre sulla Chiesa. Dietro le rivelazioni, secondo quanto trapelato fino a questo momento, ci sarebbe anche la grande voglia di Papa Francesco di dare un netto segnale di rottura rispetto al passato e portare alla luce tutti i misteri che il Vaticano sembra custodire al suo interno. Per adescare i giovani romeni, l’ex carabiniere avrebbe utilizzato delle automobili con scritte dalla parvenza istituzionale. I minorenni avrebbero poi accettato l’assurda offerta pur di guadagnare un po’ di soldi. Negli anni scorsi Don Franco Camaldo era stato ascoltato dagli inquirenti in relazione ad una delle tante vicende oscure accostate al Vaticano, ovvero alla sparizione di Emanuela Orlandi, scomparsa 30 anni fa e mai più ritrovata. Nel 2006, infatti, quando era segretario particolare del cardinale Ugo Poletti, il sacerdote lucano era stato ascoltato in relazione alla presenza all’interno della basilica di Sant’Apollinare della tomba di Enrico De Pedis, uno dei capi storici della Banda della Magliana.
  • Pedofilia. Don Poggi: “Così un ex carabiniere seleziona i ragazzini per i sacerdoti clienti”

    Pedofilia. Don Poggi: “Così un ex carabiniere seleziona i ragazzini per i sacerdoti clienti”

    Pedofilia. Don Poggi: “Così un ex carabiniere seleziona i ragazzini per i sacerdoti clienti” Submitted by Izz on 26/06/2013 corruzione/mafia chiesa da il Fatto quotidiano Lo scorso 8 marzo, Don Patrizio Poggi si presenta agli uffici del Noe, il comando carabinieri per la Tutela dell’Ambiente, insieme a Don Marco Valentini, vicario presso la parrocchia Sant’Andrea Avellino a Roma e a Monsignor Luca Lorusso, consigliere della Santa sede, ma anche della Nunziatura in Apostolica in Italia e San Marino. Monsignor Luca Lorusso è anche l’avvocato canonico che ha difeso Don Patrizio Poggi durante il processo per abuso sessuali finito con una condanna a 5 anni di reclusione.

    Davanti al colonnello Sergio De Caprio, alias Ultimo, e ad altri tre agenti del Noe, Don Poggi, racconta nei dettagli un giro di prostituzione minorile. “MI SONO PRESENTATO a questo ufficio poiché sento il dovere di tutelare la Santa Chiesa e la comunità cristiana essendo a conoscenza di gravi fatti che ne minano l’integrità e le normative canoniche e penali. Mi sono deciso a fare questa denuncia e a collaborare con la giustizia dopo una lunga riflessione interiore e dopo un percorso doloroso di abusi e soprusi che ho superato grazie alla fede che mi guida e non sono mosso da rancori o rivalse nei confronti di alcuno in quanto sacerdote.

    Nel corso della mia permanenza a Roma quale seminarista dal 1986 al 1994 e come sacerdote della parrocchia San Filippo Neri dal maggio del 1994 fino al marzo 1999 (anno del mio arresto) quale vicario parrocchiale, ho avuto modo di conosce persone che a vario titolo e ricoprendo vari incarichi commettono reati di natura sessuale nei confronti di minori e inducono e favoriscono la prostituzione minorile e fenomeni riconducibili alla pedo-pornografia che diffondono nella rete web con cassette o dvd e più in generale compiendo azioni che offendono e vilipendono la religione cattolica. Sono a conoscenza che G.B. (un ex carabiniere) frequenta e dimora presso una cappella a La Pisana. Lo stesso è un organizzatore e promotore di incontri e attività legate alla prostituzione maschile e in particolare minorile attraverso la quale reperisce soggetti anche minori che introduce in Italia e che mette a disposizione di clienti, tra i quali conosco sacerdoti quali: Don G. F., Don R. C., Don N. C., Monsignor N. F. ,monsignor N. T., Don L. L., Don G. V., Don D. R., Mons. F. C.. L’ex carabiniere, unitamente a omissis e omissis. (un uomo di circa 40 anni il quale dovrebbe avere una agenzia di modelli e attori in Roma) presentano ai su citati clienti i ragazzi che ingaggiano in maniera disparata i quali esercitano poi la prostituzione dando compensi ai ragazzi ed ai promotori.

    L’ingaggio dei ragazzi da parte dei tre avviene essenzialmente utilizzando la disperazione e l’assenza di mezzi di sostentamento che caratterizzano la loro condizione sociale. Sono a conoscenza che l’ex carabiniere li incontra e li “seleziona” all’interno e nei pressi del locale ”Twink” sito in Roma adiacente alla stazione Termini. A. G. recluta i ragazzi o in locali e discoteche frequentate da persone prevalentemente omosessuali quali “Qube” (zona Portonaccio), saune e centri benessere ubicate in via Mecenate (altezza teatro Brancaccio), via Villari (altezza via Labicana) e in via Persio (nei pressi della caserma dei Carabinieri). Anche i poveri che chiedono aiuto alla parrocchia vengono utilizzati per fini di prostituzione. Omissis è una persona molto effeminata che svolge funzione di direttore di un’agenzia. Nei locali della società “recluta” ragazzi in prevalenza minorenni che sono attratti dalla falsa attività di modello o attore formalmente proposta.

    Tutti e tre i personaggi citati hanno realizzato un programmi televisivo, nel quale hanno utilizzato minori sia di sesso maschile e di sesso femminile che mi risulta essere collegati con i sacerdoti prima elencati. Sono a conoscenza del fatto che, all’interno dei locali di una chiesa alla Pisana avvengono incontri sessuali a cui partecipano l’ex carabiniere e soggetti minorenni e non provenienti dai paesi dell’est Europa. Ricordo che il 28 novembre 2012 fra le ore 23.00 alle ore 04.00, unitamente a don Marco Valentini ho visto l’ex carabiniere giungere unitamente a un ragazzo che ritenevamo essere di circa 16 o 17 anni, entrare dal cancelletto verde della chiesa”. Il verbale si interrompe e interviene Don Marco Valentini che conferma quanto detto da Don Poggi, indica una serie di persone che potrebbero fornire a chi svolge le indagini maggiori informazioni e precisa che “i sacerdoti citati pagano prestazioni dei minori e non con somme di danaro che vanno da 150 a 500 euro circa, ed in alcune occasioni anche oltre. Ho saputo che inoltre è coinvolto nel commercio clandestino di “ostie consacrate” acquistate da aderenti a sette sataniche”.

    Lo stesso Don Valentini poi racconta di essere stato vittima di aggressioni che a suo parere potrebbero esser state organizzate “dallo siano state organizzate e comunque promosse dall’ ex carabiniere nei suoi confronti. “E PIÙ IN GENERALE -aggiunge a verbale- ritengo che a causa del mio carattere un intransigente in termine di legalità e di aderenza ai principi della chiesa alcuni miei superiori gerarchici abbiano realizzato nel tempo situazioni di Mobbing al fine di indurmi ad abbandonare il sacerdozio. Emblematica è la situazione attuale e che vede un provvedimento di “Restitutio ad integrum ” firmato da sua Santità Benedetto XVI ancora pendente e mai notificatomi”. Questo è tutto ciò che è stato raccontato agli agenti. La denuncia è stata trasmessa alla procura di Roma, che ha già iscritto nel registro degli indagati tre persone. Don Patrizio Poggi a prova delle sue affermazioni, ha fornito al Noe anche due cartelle con materiale fotografico e una corrispondenza mail. In una di queste le foto utilizzate per il programma televisivo.

    DON POGGI: “VI RACCONTO CHI SONO I PRETI PEDOFILI” IL VICEPARROCO SVELA I DETTAGLI DELL’ORGANIZZAZIONE CHE RECLUTAVA MINORENNI PER INCONTRI PARTICOLARI di Marco Lillo e Rita Di Giovacchino da il Fatto quotidiano Eccola la denuncia del viceparroco che svela i nomi dei preti e monsignori pedofili. Oggi Il Fatto pubblica il testo della denuncia dell’8 marzo scorso – anticipata il 21 giugno dal nostro giornale – nella quale don Patrizio Poggi descrive un’organizzazione, guidata da un ex carabiniere, che recluterebbe – a suo dire – minori per metterli a disposizione di prelati e parroci a Roma. Quando don Patrizio si presenta davanti al colonnello Sergio De Caprio (conosciuto da tutti come il Capitano Ultimo che ha catturato il boss Riina) per fare i nomi non è solo. Don Patrizio è accompagnato da cinque persone per rafforzare la sua credibilità: monsignor Luca Leorusso, 51 anni, consigliere di nunziatura apostolica e avvocato canonico di Poggi nel procedimento di Restitutio ad Integrum di don Poggi sospeso a divinis dopo la condanna per abusi su minori nel 2002, con pena scontata di 5 anni. E poi don Marco Valentini, 46 anni, viceparroco della Chiesa di Sant’Andrea Avellino a Roma. L’ex viceparroco si fa accompagnare anche dal comandante del XVI gruppo della Polizia di Roma Capitale (Marco Giovagnorio) e da due vigili urbani. Nella denuncia sostiene che un ex carabiniere sarebbe “organizzatore e promotore di incontri e attività legate alla prostituzione maschile minorile attraverso la quale reperisce soggetti, anche minori, che introduce in Italia e che mette a disposizione dei clienti sacerdoti”. Poi don Poggi fa i nomi di quattro parroci in carica in altrettante parrocchie di Roma ovest e nord; due ex parroci; il segretario particolare di un cardinale importante; un cappellano militare; un insegnante di religione già coinvolto in un’indagine; e poi un monsignore con un ruolo importante nel Cerimoniale.

    Poggi poi racconta che l’ex carabiniere si serve di un’agenzia di modelli di due amici per reclutare i ragazzi dediti alla prostituzione. La selezione avverrebbe nei pressi del locale Twink vicino alla stazione Termini e nelle discoteche frequentate da omosessuali come il Qube al Portonaccio o in saune. Locali che nulla hanno a che fare con i reati ovviamente. Don Patrizio racconta di minori pagati fino a 500 euro, fa i nomi dei sacerdoti e degli extracomunitari pronti a confermare. Sono tutte accuse che provengono da un sacerdote condannato a 5 anni e infuriato con il Vaticano. Dopo avere espiato nel 2008 la pena, don Poggi aveva ottenuto nel maggio 2011 la Restitutio ad Integrum dal Papa, mentre la Congregazione della dottrina e della fede continua a tenerlo sospeso a divinis. Molti sacerdoti sono stati sentiti a verbale e alcuni pedinamenti avrebbero dato esito positivo. Sono accuse gravi che il pm Maria Monteleone e i carabinieri del Nucleo investigativo guidati dal colonnello Lorenzo Sabatino vogliono riscontrare in fretta. In un senso o nell’altro.

    www.infonodo.org/node/37579

  • Cardinale Crescenzio Sepe, don Antonio Lombardi, niente da dichiarare?

    Cardinale Crescenzio Sepe, don Antonio Lombardi, niente da dichiarare?

    Cardinale Crescenzio Sepe, don Antonio Lombardi, niente da dichiarare?

    Il Cardinale Arcivescovo Crescenzio Sepe ha nominato:

    26/06/2013 – Sac. Antonio Lombardi – nominato Parroco della SS. Annunziata in Pollena Trocchia (Na) – già Amm.re parr.le (decorr. 01/07/2013)

    http://www.chiesadinapoli.it/pls/napoli/v3_s2ew_consultazione.mostra_pagina?id_pagina=161


    A quanto pare l’abitudine di violentare ragazzini è diffusa nei secoli nelle parrocchie di Pollena Trocchia

    Un’altra vicenda scandalosa ci viene rivelata da un processo del 1599 in cui viene condannato un parroco di Pollena Trocchia per aver abusato di alcune penitenti vergini, adescate attraverso il sacramento della confessione, una abitudine che pare fosse molto diffusa a quei tempi

    http://www.guidecampania.com/dellaragione/articolo85/26.htm

  • Don Poggi: “Vi racconto chi sono i preti pedofili”

    Don Poggi: “Vi racconto chi sono i preti pedofili”

    Eccola la denuncia del viceparroco che svela i nomi dei preti e monsignori pedofili. Oggi Il Fatto pubblica il testo della denuncia dell’8 marzo scorso – anticipata il 21 giugno dal nostro giornale – nella quale don Patrizio Poggi descrive un’organizzazione, guidata da un ex carabiniere, che recluterebbe – a suo dire – minori per metterli a disposizione di prelati e parroci a Roma. Quando don Patrizio si presenta davanti al colonnello Sergio De Caprio (conosciuto da tutti come il Capitano Ultimo che ha catturato il boss Riina) per fare i nomi non è solo. Don Patrizio è accompagnato da cinque persone per rafforzare la sua credibilità: monsignor Luca Leorusso, 51 anni, consigliere di nunziatura apostolica e avvocato canonico di Poggi nel procedimento di Restitutio ad Integrum di don Poggi sospeso a divinis dopo la condanna per abusi su minori nel 2002, con pena scontata di 5 anni. E poi don Marco Va lentini, 46 anni, viceparroco della Chiesa di Sant’Andrea Avellino a Roma. L’ex viceparroco si fa accompagnare anche dal comandante del XVI gruppo della Polizia di Roma Capitale (Marco Giovagnorio) e da due vigili urbani. Nella denuncia sostiene che un ex carabiniere sarebbe “organizzatore e promotore di incontri e attività legate alla prostituzione maschile minorile attraverso la quale reperisce soggetti, anche minori, che introduce in Italia e che mette a disposizione dei clienti sacerdoti”. Poi don Poggi fa i nomi di quattro parroci in carica in altrettante parrocchie di Roma ovest e nord; due ex parroci; il segretario particolare di un cardinale importante; un cappellano militare; un insegnante di religione già coinvolto in un’indagine; e poi un monsignore con un ruolo importante nel Cerimoniale. Poggi poi racconta che l’ex carabiniere si serve di un’agenzia di modelli di due amici per reclutare i ragazzi dediti alla prostituzione. La selezione avverrebbe nei pressi del locale Twink vicino alla stazione Termini e nelle discoteche frequentate da omosessuali come il Qube al Portonaccio o in saune. Locali che nulla hanno a che fare con i reati ovviamente. Don Patrizio racconta di minori pagati fino a 500 euro, fa i nomi dei sacerdoti e degli extracomunitari pronti a confermare. Sono tutte accuse che provengono da un sacerdote condannato a 5 anni e infuriato con il Vaticano. Dopo avere espiato nel 2008 la pena, don Poggi aveva ottenuto nel maggio 2011 la Restitutio ad Integrum dal Papa, mentre la Congregazione della dottrina e della fede continua a tenerlo sospeso a divinis. Molti sacerdoti sono stati sentiti a verbale e alcuni pedinamenti avrebbero dato esito positivo. Sono accuse gravi che il pm Maria Monteleone e i carabinieri del Nucleo investigativo guidati dal colonnello Lorenzo Sabatino vogliono riscontrare in fretta. In un senso o nell’altro.

  • DA 15 ANNI, IL VATICANO NON RISPONDE ALLE NAZIONI UNITE SUI DIRITTI DEI BAMBINI

    DA 15 ANNI, IL VATICANO NON RISPONDE ALLE NAZIONI UNITE SUI DIRITTI DEI BAMBINI

    Questa settimana a Ginevra, il Comitato delle Nazioni Unite sui Diritti del Bambino sta ascoltando una testimonianza a porte chiuse sul compimento ufficiale del cattolicesimo della Convenzione del 1989 sui Diritti del Bambino. Uno dei circa 200 sottoscrittori della convenzione, la Santa Sede (il nome formale dello Stato del Vaticano), ha quindici anni di ritardo nel consegnare un rapporto che racconti se ha attuato per “proteggere il bambino contro ogni forma di violenza fisica o mentale”, come esige la convenzione. Le vittime di preti sessualmente attivi, i loro difensori, vari Grandi Giurati statunitensi, gli investigatori del governo irlandese e i loro omologhi negli altri paesi, hanno consegnato numerose prove che non é cosí.
    Lo scandalo internazionale di decadi di abuso sessuale e di copertura da parte delle autoritá superiori ecclesiastiche é tanto familiare che, oggi, non necessitano molti sforzi per evidenziarlo. É sufficiente dire che migliaia di sacerdoti sono stati giudicati in maniera credibile, accusati dalla loro stessa chiesa che ha pagato migliaia di dollari per risolvere le denunce giudiziarie imposte dalle vittime. Negli Stati Uniti, circa cinquecento sacerdoti sono stati condannati per delitti contro i bambini. In Irlanda, lo scandalo é tanto grande che é stato rotto il vincolo, storicamente molto stretto, tra lo stato e la chiesa. In Australia il parlamento ha cominciato un’ ampia indagine sui crimini sessuali commessi dal clero cattolico e il cardinale George Pell di Sydney recentemente ha qualificato gli stessi come “un terribile disordine generalizzato.”
    Un problema mondiale, il disastro ha eluso molti sforzi per ripulirlo, in parte a causa della strana situazione della chiesa. Diffusa in tutto il mondo e diretta da una gerarchia verticale, dall’alto al basso, che si compone di migliaia di entitá corporative, dalle parrocchie individuali alla banca del Vaticano. All’essere denunciati di abuso infantile, i funzionari della chiesa preferiscono che l’istituzione sia trattata come un’entitá locale, cosa che significa che le autoritá superiori, e la maggiore quantitá di denaro posseduta dalla varia burocrazia cattolica, sono protette. Tuttavia i vescovi accusati di copertura hanno a volte trovato conveniente segnalare (alcuni casi) alle autoritá nella lontana Roma, trasferendo il carico morale a loro, quando sembrava che i sacerdoti abusatori avessero il permesso o venissero addirittura aiutati a evadere le responsabilitá dei loro atti. (Di fatto, il Vaticano in generale ha l’ultima parola sulle risposte istituzionali alle denunce contro i sacerdoti.)
    Per complicare ulteriormente le cose, la chiesa cattolica é stata molto beneficiata dal fatto che, tra le religioni del mondo, é l’unica che gode della protezione legale – includendo l’immunitá diplomatica – che offre alle nazioni piú comuni. La sovranitá ha permesso alle autoritá cattoliche di scappare da processi e denunce civili relazionate all’abuso sessuale. Ha anche permesso il trasferimento dei documenti sensibili da un paese all’altro, mediante gli invii diplomatici chiusi ed inviolabili.
    Riconosciuto per la prima volta in un trattato con l’Italia di Mussolini, lo stato che é la Santa Sede puó vantare molto pochi cittadini e residenti, e il suo territorio si limita ai pochi ettari che compongono il Vaticano. Nonostante questo, mantiene un ruolo importante nei fatti mondiali. In questo scenario dove tanto la Chiesa Cattolica che lo Stato del Vaticano sono sotto un’intensa pressione. Due anni dopo le vittime dei sacerdoti abusatori hanno sollecitato alla Corte Penale Internazionale di aprire un’indagine sul problema mondiale degli abusi sessuali del clero. Questa richiesta é stata negata recentemente. Tuttavia, le deliberazioni del Comitato Internazionale dell’Infanzia offrono un nuovo foro al mondo per considerare il modello dei crimini delle  coperture.
    I difensori statunitensi che sono stati invitati a testimoniare in Ginevra sono Barbara Blaine e David Clohessy della Rete di Sopravvissuti agli Abusi dei Sacerdoti (SNAP per le sue sigle in inglese), che é la piú grande e piú antica organizzazione di appoggio alle vittime di abuso sessuale da parte del clero. In un rapporto scritto al Comitato, sviluppato in collaborazione con il Centro per i Diritti Costituzionali situato in New York, lo SNAP si riferisce alle migliaia di casi di abuso che coinvolgono fino a 100.000 vittime in tutto il mondo. Blaine e Clohessy possono dare testimonianza del persistente quadro di ritardi ed evasioni contro cui ci si scontra quando le accuse vengono alla luce. Nelle diocesi in tutto il mondo, le istruzioni sono di trasferire i sacerdoti accusati, trattative a porta chiusa con le vittime ed i padri, e accordi segreti. Altre risposte, viste nel mondo, hanno incluso misure aggressive per evitare le autoritá civili e la distruzione di documenti compromettenti.
    I due statunitensi possono anche dire al Comitato che, a prescindere dalle affermazioni ufficiali sul fatto che la chiesa ha riformato le sue pratiche, nuove accuse di abuso e copertura sorgono frequentemente. Nel 2011 un gran giurado in Filadelfia ha informato che anni dopo queste supposte riforme, decine di abusatori accusati in maniera credibile sono rimasti nel ministero. I fatti presentati nel Rapporto Philadelphia, prima impugnato ma piú tardi confermato da funzionari della chiesa, consistono nei casi piú recenti in Newark, Nuova Jersey e Australia.
    Infine, Clohessy e Blaine possono spiegare, in termini chiari, perché un’organizzazione che te gestisce migliaia di abusatori puó essere complice di ció che equivale a crimini contro l’umanitá. Nonostante alcuni funzionari della chiesa, e i loro difensori, minimizzino la natura di questi attacchi usando termini come “toccando” e “palpando”, molti (di questi attacchi) implicano atti di violenza e tutti costituiscono profonde violazioni dell’integritá fisica, emozionale e spirituale dei bambini. Simile all’ incesto, i sacerdoti vengono chiamati “padre”, l’abuso sessuale infantile puó essere un fattore importante in problemi di abuso di sostanze, depressione, isolamento sociale e altri, per tutta la vita.
    La distruzione causata dagli abusi sui bambini commessi da membri del clero é stata identificata. Fino adesso coloro che stanno nei livelli piú alti della gerarchia hanno evaso le responsabilitá, nonostante siano le autoritá decisionali della chiesa istituzionale. Con la firma apposta per rimanere alla convenzione sui diritti del bambino, la Santa Sede eserce la sua prerogativa come Stato – Nazione. Nella ricerca della veritá sulla risposta del Vaticano agli abusi sui minori commessi da sacerdoti, le Nazioni Unite hanno l’opportunitá di rendere la Santa Sede responsabile davanti alle norme accettate da tutti i firmatari.
  • Il cardinale Vallini: “Disinformazione calunniosa. A chi giova?”

    Il cardinale Vallini: “Disinformazione calunniosa. A chi giova?”

    In merito alla diffusione di parte del verbale di denuncia contenente i nomi di sacerdoti accusati dall’ex prete Patrizio Poggi in un servizio del Tg di La7 delle ore 20 di martedì 25 giugno il Cardinale Vicario Agostino Vallini, esprimendo profonda amarezza per la diffusione di simili notizie calunniose che sparano nel mucchio in maniera generalizzata, manifesta piena fiducia nella magistratura e si dice pienamente convinto che sarà smantellato il piano calunnioso, dimostrando non veritiere le affermazioni del Poggi, mosso forse da spirito di rivalsa o da risentimento personale

    Il Dottor Pignatone, Procuratore capo della Repubblica di Roma, nel telegiornale delle 20 della rete La7 di martedì 25 giugno, ha smentito categoricamente che sacerdoti della diocesi di Roma siano indagati per pedofilia sulla base della denunzia dell’ex-prete Patrizio Poggi, dimesso nel 2007 dallo stato clericale per reati di natura sessuale su minori e che ha scontato la condanna nel carcere di Rebibbia. La diffusione di parte del verbale di denuncia contenente i nomi di sacerdoti da lui accusati, ha suscitato sconcerto e indignazione in Vicariato.

    Il Cardinale Vicario Agostino Vallini esprime profonda amarezza per la diffusione di simili notizie calunniose che sparano nel mucchio in maniera generalizzata senza distinguere tra chi ha sbagliato, che deve pagare, e chi è calunniato. Egli rinnova ai sacerdoti vicinanza, stima e affetto per il loro generoso ministero. Condanna vivamente il fatto che organi di informazione si facciano megafono di notizie delittuose prive di riscontri oggettivi, violando le più elementari norme della deontologia giornalistica e del rispetto della privacy. «A chi giova – si domanda il cardinale – creare un nuovo caso scandalistico e infangare le persone e il ministero di sacerdoti? È questo il modo di fare informazione? È un modo per screditare la Chiesa e i suoi ministri. Ognuno darà conto a Dio del suo operato». Il Cardinale, che nel suo ministero episcopale si è impegnato da sempre per combattere i casi di eventuale immoralità del clero, all’inizio del suo mandato visitò il Poggi detenuto nel carcere di Rebibbia e non si spiega un comportamento simile. «Come mai – aggiunge il Cardinale – in quella circostanza e nei colloqui successivi in Vicariato il Poggi non ha sentito il bisogno di denunziare al Vescovo i suoi ex confratelli?».

    Il Cardinale esprime piena fiducia nella magistratura e si dice pienamente convinto che sarà smantellato il piano calunnioso, dimostrando non veritiere le affermazioni del Poggi, mosso forse da spirito di rivalsa o da risentimento personale.

    I sacerdoti calunniati si riservano ogni azione legale a tutela della loro personale onorabilità.

  • Orge gay, anche con minori, in Vaticano. Coinvolto cardinale papalibile, Prostituzione minorile. Un video girato durante gli incontri

    Orge gay, anche con minori, in Vaticano. Coinvolto cardinale papalibile, Prostituzione minorile. Un video girato durante gli incontri

    La Procura di Savona ha aperto un’indagine per accertare se esista davvero la lobby gay in Vaticano. Nel fascicolo sono confluite registrazioni nelle quali si parla di possibili casi di corruzione, ma soprattutto di orge in appartamenti romani e persino all’interno delle mura vaticane che avrebbero coinvolto ragazzi, alcuni forse minori, e un altissimo prelato.

    La riservatezza sulle indagini, seguite personalmente dal procuratore capo, è massima. Il fascicolo è stato aperto due mesi fa e contiene una dozzina di registrazioni di colloqui telefonici. Le conversazioni sono state raccolte da Francesco Zanardi, blogger e attivista della rete L’abuso, un movimento che si batte con toni molto accesi contro le molestie compiute da sacerdoti.

    A parlare nelle conversazioni registrate è il manager di una multinazionale che sostiene di aver avuto accesso al sistema informatico vaticano, di avere fatto affari con alcuni personaggi vicini alla Segreteria di Stato e di aver frequentato altissimi prelati e, soprattutto, di aver assistito personalmente o di avere visto video di incontri a luci rosse, alcuni dei quali sarebbero avvenuti all’interno della Santa Sede.

    LA STORIA COMINCIA oltre un anno fa quando Zanardi viene contattato dal manager. L’uomo ha lavorato per una società basata a Londra che fattura 600 mila sterline nel Regno Unito e ha aperto una branch in Italia. Si dice stufo di questo giro immorale e fornisce elementi che dovrebbero dimostrare le sue frequentazioni Oltretevere: numeri telefonici di personaggi importanti e indirizzi. Sostiene di poter provare il suo ingresso in Vaticano tramite il localizzatore del cellulare nelle ore serali. Mentre il manager racconta, Zanardi registra scrupolosamente. “In questi anni – racconta l’uomo – per ragioni di lavoro ho avuto occasione di avere accesso ad ambienti vaticani e anche ai personal computer riservati di alti prelati”.

    Un rapporto di fiducia che, sostiene il manager, sarebbe presto sconfinato nella sfera intima di sacerdoti e consulenti importanti della Curia. L’uomo mostra numeri di telefono che, secondo il racconto, sarebbero stati utilizzati per concordare incontri a sfondo sessuale e per scambiare sms con i ragazzi. Oltre alla verifica dell’attendibilità del manager, è questo il punto più delicato: il manager sostiene che alcuni ragazzi contattati per gli incontri non erano maggiorenni e fornisce anche numeri di telefono di uomini di spettacolo che si sarebbero rivolti a lui per incontri, anche con minori. I racconti ovviamente devono essere verificati con grande cautela. Riguardano avvenimenti che si sarebbero verificati anche all’interno di uno Stato straniero, la Città del Vaticano. Gli investigatori non escludono il rischio di un mitomane o di un complotto.

    Questo è il racconto, ripetuto più volte al telefono e di persona: “Visto che avevo dimostrato di essere una persona di fiducia e riservata, e che avevo conosciuto molti esponenti della Curia e loro amici manager, mi fu affidato il compito di reclutare uomini e ragazzi da accompagnare in Vaticano per serate a sfondo sessuale cui doveva partecipare un alto prelato che spesso si reca a Roma per la sua missione. La maggior parte aveva intorno ai vent’anni, ma alcuni almeno all’inizio mi risulta che fossero minorenni”.

    Zanardi chiede prove. Gli viene concessa l’occasione di parlare telefonicamente con un ragazzo che gli fornisce il proprio nome, nonché riferimenti per consultare la sua bacheca facebook: “Disse – racconta Zanardi – di essere un giovane in difficoltà, che per cercare di sopravvivere svolgeva il lavoro di posteggiatore abusivo nelle strade di Roma. Mi confermò di essere stato reclutato per partecipare agli incontri sessuali. Confermò anche che una sera alla settimana il manager lo passava a prendere per andare in Vaticano agli incontri con prelati”.

    I racconti del manager e del giovane sono dettagliati ma impossibili da verificare e descrivono vere e proprie orge: “All’inizio della serata si mangiava, si scherzava tutti insieme. Poi si passava in un’altra stanza dove l’alto prelato si spogliava e si faceva circondare da sei o sette ragazzi che avevano rapporti sessuali con lui”. Stando al racconto del manager, la situazione sarebbe sfuggita di mano: “Tra i ragazzi c’era qualcuno che portava con sé il telefonino: scattò fotografie e girò filmati in cui l’alto prelato compariva mentre aveva un rapporto sessuale durante un’orgia”. Il profilo della ricattabilità è un altro dei motivi dell’interesse degli investigatori.

    Il manager non ha mai mostrato il video a Zanardi né ai giornalisti del Fatto con i quali è entrato in contatto. Sostiene di aver depositato due copie del filmato presso notai, uno a Roma, l’altro in Svizzera: “Temo per la mia vita”, racconta e aggiunge: “Voglio denunciare tutto perché sono disgustato e pentito”. IL MANAGERha promesso più volte di fornire una copia del materiale ma non lo ha mai fatto. Di qui il dubbio che possa trattarsi di un ricatto. È un momento di grandissima fibrillazione per la Curia Romana. Anche il Papa, secondo le indiscrezioni di un sito cileno, per la prima volta nella storia, ha parlato di lobby gay e corruzione. Stasera va in onda su La7 lo speciale sul Vaticano di Servizio Pubblico nel quale si parla anche di sesso.

    La Segreteria di Stato è stata già toccata dallo scandalo Vatileaks nel quale fu pubblicata (in esclusiva sul Fatto ) una lettera di monsignor Carlo Maria Viganò nella quale l’ex segretario del Governatorato accennava a comportamenti omosessuali con tono di rimprovero che confinava con la minaccia.

    Le notizie riferite dal manager, se vere, potrebbero avere effetti dirompenti sugli equilibri vaticani. Addirittura toccando personaggi che qualcuno indica come possibili papabili. Per ora di certo in questa storia ci sono solo le registrazioni depositate alla Procura di Savona che sta valutando la sua competenza.

    Non ci sono indagati, ma i magistrati sono intenzionati a verificare se le informazioni contenute nei colloqui sono vere. E non è poco.

  • DIOCESI DI NOLA (NAPOLI), DUE AVEMARIA, UN PADRE NOSTRO E SI RICOMINCIA DA CAPO. ECCOLA QUA’, LA GIOSTRA DELLA PEDOFILIA.

    DIOCESI DI NOLA (NAPOLI), DUE AVEMARIA, UN PADRE NOSTRO E SI RICOMINCIA DA CAPO. ECCOLA QUA’, LA GIOSTRA DELLA PEDOFILIA.

    Un’altra storia di “ordinaria pedofilia” Che giunge a Rete L’ABUSO dalla provincia di Napoli, scegliamo di raccontarla perché particolarmente documentata (con tanto di video tra vittima e abusatore) e in grado di far comprendere quale è il dramma delle vittime di preti pedofili. E’ in grado anche, di lanciare un messaggio chiaro di civiltà e sensibilizzazione per chi lo vuole cogliere, a contrasto di questa inciviltà.
    Tutto comincia nel 1987 in una scuola del napoletano, la vittima un bambino di 11 anni che viene adescato a scuola da don S. M. il quale lo invita a casa, fuori dall’orario scolastico. Preso il ragazzino si rende conto di non essere il solo al quale don S. M. dedica le sue morbose attenzioni, sono almeno in 7.
    Passano anni prima che l’incubo finisca, finalmente il ragazzino riesce a tagliare il cordone ombelicale creatosi col carnefice, come da cliché passano ancora anni prima che maturi il dramma e comprenda che le sue crisi per le quali è in cura derivano da quello che ha subito da bambino. Quando realizza è già sposato e padre di famiglia. Ha tre figli e inorridisce all’idea che quel prete pedocriminale, amico di famiglia che non solo lo ha sposato, ma che ha anche battezzato i suoi tre figli, sia ancora in circolazione e a contatto con minori.  L’uomo è credente, di istinto si rivolge alle autorità ecclesiastiche scrive al Cardinale Crescenzio Sepe, riceve la notifica di lettura della mail, ma nessuna risposta. Un altro dramma dell’uomo è che non ha mai trovato la forza di raccontare alla moglie quello che aveva subito da quel prete, non può nemmeno spiegare a cosa sono dovute le sue frequenti crisi. Matura la situazione e sotto il consiglio dello psicologo racconta tutto alla moglie e ai genitori, i quali trovano fortunatamente la forza e l’amore per aiutarlo. Scrive nuovamente alla Diocesi, lo fa anche la moglie, ma nessuna risposta. Di sua iniziativa lo psicologo dell’uomo, comprendendo che buona parte del dramma è dovuta anche al fatto che il sacerdote sia un pericolo per i bambini, scrive al Vescovo Lucio Lemmo, in un passaggio della sua lettera scrive “Non mi pongo come il perito legale di XXXXX, ma il suo curante. Ho segnalato questo drammatico caso alla Chiesa perché ho ritenuto soprattutto utile per le strategie terapeutiche, oltre che un mio obbligo di cittadino morale e cattolico”. La Diocesi non risponde direttamente ma invia a casa dell’uomo due giovani che si presentano con una busta contenente 300€, a nome della Caritas, sottolineando, che non vi saranno altri aiuti.
    L’uomo non ha mai chiesto soldi, la sua unica preoccupazione sono i minori a rischio. Deluso dalla chiesa e impotente si reca alla Stazione dei Carabinieri di Napoli Ponticelli il 22/06/2010 e sporge regolare denuncia, ma i fatti sono prescritti, non ci sarà un’indagine nulla, quella denuncia finirà su uno scaffale.
    Il pedofilo, malgrado le denunce e le segnalazioni è tutt’ora a piede libero e insegna in una scuola nella Diocesi di Nola.
    Non si chiede di riparare un danno irreparabile, si chiede solo che questo non continui, che venga fermato, che il prete non stia più a contatto con minori, perché “non impedire un fatto che si ha il dovere di impedire,equivale a cagionarlo”. (Sentenza del Giudice del Tribunale di Savona Fiorenza Giorgi maggio 2012 contro Mons. Dante Lafranconi) .
     Per questo ci appelliamo al dovere civico di chi fa informazione e successivamente a quello dei genitori perché si chieda conto alla Diocesi, alla Chiesa e al Cardinale Sepe, della sicurezza dei propri figli.
    Francesco Zanardi
    Portavoce di Rete L’ABUSO
  • Papa Francesco: “Lobby gay e corruzione in Vaticano”, Ma la lobby della stampa omertosa italiana nasconde la notizia

    Papa Francesco: “Lobby gay e corruzione in Vaticano”, Ma la lobby della stampa omertosa italiana nasconde la notizia

    Lobby gay, il Papa denuncia. Ma i telegiornali non danno la notizia
    Le parole del Pontefice pronunciate il 6 giugno scorso durante un’udienza privata nel Palazzo Apostolico vaticano vengono ignorate dai principali tg italiani. Eppure la notizia aveva già fatto il giro del mondo
    di Francesco Antonio Grana | 11 giugno 2013

    La notizia che non c’è. L’affermazione di Papa Francesco sull’esistenza di una “lobby gay” in Vaticano fa il giro del mondo ma non c’è né nel Tg1 delle 20, né nel Tg2 delle 20,30 e nemmeno nel Tg5 delle 20 di questa sera. Il principale telegiornale della Rai nell’edizione delle 20 ha mandato in onda il servizio di Aldo Maria Valli, già trasmesso alle 13,30, sulle frasi di Papa Francesco sui soldi nella Chiesa pronunciate nella Messa mattutina delle 7 di oggi e rilanciate dall’agenzie di stampa intorno alle 11 di stamane. Anche per il Tg2 le notizie vaticane si fermano alle affermazioni di Bergoglio sulla povertà che deve caratterizzare la Chiesa cattolica.

    Nelle notizie del telegiornale che scorrono sullo schermo si fa menzione soltanto delle frasi della Messa mattutina a Santa Marta. Della “lobby gay” neanche l’ombra. Sulla stessa linea il Tg5 delle 20. Il conduttore Giuseppe De Filippi si limita a leggere le frasi del Papa sulla povertà della Chiesa mentre vanno in onda le immagini dell’udienza generale di mercoledì 5 giugno in piazza San Pietro e quelle dell’Angelus di domenica scorsa. Eppure mentre i tg Rai e Mediaset vanno in onda, le affermazioni forti di Papa Francesco, pronunciate il 6 giugno scorso durante un’udienza privata nel Palazzo Apostolico vaticano, e rese pubbliche dal sito cileno Reflection and Liberation, fanno il giro del mondo e vengono riprese dai principali siti dei quotidiani italiani e stranieri, oltre che dalle principali agenzie di stampa internazionali.

    @FrancescoGrana

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/11/lobby-gay-papa-denuncia-ma-telegiornali-non-danno-notizia/623690/

    La denuncia di papa Francesco: “In Vaticano esiste una potente lobby gay”
    La rivelazione di Bergoglio durante l’incontro con i rappresentanti della Confederazione latinoamericana e dei Caraibi dei religiosi e delle religiose (Clar), svoltosi a Roma il 6 giugno scorso. Padre Lombardi: “Riunione privata, no comment”
    di Francesco Antonio Grana | 11 giugno 2013

    Più informazioni su: Gay, Jorge Mario Bergoglio, Joseph Ratzinger, Papa Francesco, Vaticano, Vatileaks.
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    “In Vaticano esiste una ‘lobby gay‘”. Parola di Papa Francesco. Secondo quanto si legge sul sito cattolico latinoamericano Reflection and Liberation, infatti, durante l’incontro tra il Pontefice argentino e i rappresentanti della Confederazione latinoamericana e dei Caraibi dei religiosi e delle religiose (Clar), svoltosi in Vaticano il 6 giugno scorso, Bergoglio ha ammesso l’esistenza di una “lobby gay” in Vaticano, riconoscendo, inoltre, che esistono numerose difficoltà che ostacolano la riforma della Curia romana dove è presente anche una “corrente di corruzione”.

    La riforma della macchina curiale, auspicata dalla grande maggioranza dei cardinali durante le dieci congregazioni generali che hanno preceduto il conclave, è per Papa Francesco “un’impresa difficile”. Secondo la sintesi dell’incontro, durato quasi un’ora, riportata dal sito, il Pontefice ha confidato ai suoi interlocutori: “Nella Curia ci sono persone sante, davvero, ma c’è anche una corrente di corruzione. Si parla di una ‘lobby gay’, ed è vero, esiste. Noi dobbiamo valutare cosa si può fare”. Interpellato dalla France presse, il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha dichiarato: “E’ stato un incontro privato, non ho commenti da fare”.

    Non si sa se, non essendo il cardinale Bergoglio un assiduo frequentatore dei palazzi vaticani, queste informazioni l’attuale Papa le abbia tratte dal voluminoso dossier Vatileaks redatto dai tre “cardinali 007″ di Benedetto XVI, Julián Herranz, Josef Tomko e Salvatore De Giorgi. Già in quella vicenda si era parlato di una forte “lobby gay” presente in Vaticano, e in particolare nella Segreteria di Stato, notizia che alcuni vescovi italiani confermano a ilfattoquotidiano.it. Secondo alcune indiscrezioni emerse alla fine del febbraio scorso, tutto ruoterebbe attorno alla violazione di due comandamenti: non commettere atti impuri e non rubare, ovvero sesso e soldi.

    In particolare, proprio la scoperta della presenza di una “lobby gay” all’interno del Vaticano avrebbe scioccato maggiormente Benedetto XVI, già intenzionato a rinunciare al pontificato, come confidato diversi mesi prima della vicenda Vatileaks al fratello maggiore Georg. Anche don Andrea Gallo, nel suo libro-testamento su Papa Francesco, pubblicato subito dopo il conclave, aveva scritto che nella Chiesa esiste “una lobby omosessuale molto forte: un gruppo di vescovi che nasconde la propria omosessualità e la sublima non nella castità bensì nella ricerca del potere; cercano di allungare la catena che li unisce creando altri vescovi omosessuali”. Intanto, proprio oggi esce in libreria il nuovo volume di Papa Francesco intitolato “Non lasciatevi rubare la speranza” (Libreria Editrice Vaticana) che raccoglie tutte le catechesi del mercoledì e le riflessioni domenicali pronunciate prima del Regina Coeli nel tempo pasquale.

    @FrancescoGrana

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/11/vaticano-denuncia-di-papa-francesco-in-vaticano-esiste-lobby-gay-molto-potente/623370/