Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Caserta

  • Don Barone, clan e abusi «Era amico di Belforte jr»

    Don Barone, clan e abusi «Era amico di Belforte jr»

    Piove sul bagnato al processo al prete Michele Barone. Piove a dirotto, per la precisione, proprio sul sacerdote che rischia incriminazioni nuove, questa volta di profilo mafioso, qualora le accuse del cugino camorrista pentito, nonché omonimo, dovessero essere riscontrate. Le accuse di abusi sulla minorenne trattata per possessione demoniaca e sottratta alle cure mediche di cui aveva bisogno si sono incanalate su binari abbastanza blindati dal punto di vista dell’accusa, ma il profilo che del sacerdote traccia il pentito getta nuove ombre su Barone. Che, dice suo cugino, non solo era dedito alla bella vita, ma «frequentava anche assiduamente diversi malavitosi, tra i quali Camillo Belforte, figlio del capoclan di Marcianise, Salvatore». «A casa del padre, – continua il pentito nel verbale acquisito ieri – riuniva gruppi di preghiera di 20-30 persone ma non so cosa facessero perché non me ne sono mai occupato». Non solo esorcismi, dunque, ma anche camorra. «Mio cugino portava imbasciate fuori dalle carcere – continua il pentito – non solo a Santa Maria Capua Vetere, ma anche dai penitenziari di Taranto e Secondigliano per conto di detenuti di San Cipriano D’Aversa e Casapesenna»: di lui, stando a quanto dice il collaboratore di giustizia «si servì anche Nicola Panaro» oggi pentito, ma in passato reggente dell’ala Schiavone del clan dei Casalesi. AI pm Daniela Pannone e Alessandro Di Vico, coordinati dall’aggiunto Alessandro Milita, il pentito ha anche parlato dei «viaggi organizzati a Medjugorje e a Lourdes» affermando che «Barone si serviva della tunica per i suoi interessi» anche per avere rapporti «con esponenti delle forze dell’ordine e in particolar con un finanziere di San Marcellino».

    «BIMBA SOTTRATTA ALLE CURE»
    L’udienza di ieri è servita anche ad ascoltare la psicologa Vinciguerra che ha affermato di avere appreso da entrambi i genitori ella minorenne al centro della vicenda «che non volevano proseguire con la terapia e le cure farmacologiche perché avevano intenzione di seguire un prete esorcista, il quale li avrebbe posti di fronte a una scelta: o seguite me o seguite la medicina e la psicologia». Così i due, sotto processo e con la responsabilità genitoriale già sospesa «hanno scelto di interromperete le cure mediche e psicologiche per seguire il prete». Dopo l’interruzione della psicoterapia la sorella della bimba ha più volte contattato la psicologa per chiederle aiuto perché disperata per come stavano andando le cose col prete.

    https://www.ilmattino.it/caserta/don_barone_clan_e_abusi_era_amico_di_belforte_jr-4296060.html

  • Esorcismi e abusi: stop contatti tra la vittima 14enne e i genitori

    Esorcismi e abusi: stop contatti tra la vittima 14enne e i genitori

    Per il tribunale dei minori di Napoli non hanno più diritti sulla figlia 14enne. Perché, di fronte ai suoi malesseri, nonostante una diagnosi medica, hanno deciso che doveva essere assistita da un esorcista e, con questa scelta, le hanno da un lato negato le terapie cliniche di cui necessitava, dall’altro hanno consentito che venisse sottoposta a rituali religiosi che i giudici di Santa Maria Capua Vetere hanno definito «pratiche da tortura medievale». E che, ancora, si sono tradotte in accuse di maltrattamenti, circostanze per le quali è in corso un processo che vede alla sbarra il sacerdote, un poliziotto e gli stessi genitori della ragazzina. Decade su decisione del tribunale presieduto da Maurizio Baruffo, la responsabilità genitoriale per il padre e la madre della 14enne al centro dello scandalo esorcismi e abusi a Casapesenna. Con la minore delle loro tre figlie, ha stabilito il tribunale, non potranno avere alcun tipo di rapporto. Negato anche il solo contatto telefonico. La misura cautelare della sospensione della responsabilità genitoriale fu disposta già dal Riesame che scarcerò i genitori della 14enne dopo l’arresto avvenuto nel febbraio scorso. I due finirono ai domiciliari insieme al commissario di polizia Luigi Schettino, poi a sua volta scarcerato, mentre per il prete fu deciso il carcere, misura tutt’ora in vigore.

    Il tribunale dei minori, decretando la revoca della responsabilità genitoriale, attribuisce alla coppia di coniugi di San Marcellino responsabilità gravi nella gestione della figlia adolescente che inizialmente fu curata presso il Bambin Gesù di Roma, sottoposta a terapie farmacologiche e seguita da specialisti perché affetta da disturbo della conversione, depressione e atteggiamenti di autolesionismo. Dopo alcuni mesi, la famiglia decise che bisognava consultare anche un prete ritenendo che la ragazzina non migliorasse perché in preda a un maleficio. Da quel momento, la piccola fu affidata alle sole cure di don Michele Barone. Durante gli esorcismi, sempre secondo l’accusa, veniva picchiata e immobilizzata con l’utilizzo di un tutore e il prete la teneva ferma mettendole un piede sulla testa. Quasi sempre, stando a quanto sta emergendo nel corso del processo, ai rituali erano presenti i genitori che hanno accettato quelli che per i pm Alessandro Di Vico e Daniela Pannone erano maltrattamenti e non rituali di liberazione dal demonio. Alla luce di tutto ciò, evidentemente, il tribunale per i minori ha ritenuto inopportuno consentire la ripresa dei rapporti tra l’adolescente e i suoi genitori. Questi ultimi, peraltro, sono stati anche allontanati dalla loro primogenita. Si tratta della ragazza che per prima fece incontrare la ragazzina e il sacerdote e che poi, ritenendo le pratiche del don violente, denunciò tutto alla polizia. Secondo il prete, peraltro, tra le cause de malessere spirituale dell’adolescente c’era l’omosessualità di sua sorella maggiore. È quanto emerso sia in fase di indagini preliminari che durante il dibattimento a porte chiuse tutt’ora in corso, che vede imputati Michele Barone, i genitori della ragazzina e il poliziotto Luigi Schettino. Proprio al processo sono stati sentiti numerosi testimoni, tra i quali anche i parenti della famiglia coinvolta, che hanno confermato la violenza dei riti cui veniva sottoposta la piccola e non solo lei. Oltre che per i maltrattamenti sulla minore, il sacerdote è sotto processo anche per abusi sessuali su due ventenni. Il processo riprenderà a gennaio.

    https://www.ilmattino.it/caserta/esorcismi_e_abusi_stop_contatti_tra_la_vittima_14enne_e_i_genitori-4187607.html

  • PROCESSO A DON BARONE. In aula parla una mamma: “Mia figlia soggiogata dal sacerdote. Sesso orale per liberarsi dal demonio”

    PROCESSO A DON BARONE. In aula parla una mamma: “Mia figlia soggiogata dal sacerdote. Sesso orale per liberarsi dal demonio”

    CASAPESENNA – Nell’udienza di ieri del processo a carico di don Michele Barone è stata ascoltata in aula, tra gli altri, la mamma di una ragazza, convinta di essere posseduta dal demonio. Da qui il suo completo affidarsi al religioso. La giovane percorreva ogni giorno i chilometri di distanza che separano Maddaloni e Casapesenna, pur di pregare con lui.

    Con i rituali, però, c’erano anche i rapporti sessuali.

    “Mia figlia è stata costretta ad avere rapporti orali col sacerdote – ha dichiarato la donna – Secondo Barone, tramite mia figlia parlava papa Giovanni Paolo II. Le aveva fatto un tale lavaggio del cervello che quando l’altra mia figlia ha partorito, la convinse a chiamare il figlio Karol, come il papa.”

    E ancora “Appresi dall’amica di mia figlia, che anche lei era costretta a atti sessuali della stessa natura. Io l’ho sempre saputo che era tutto finto, che mia figlia si è fatta completamente soggiogare. Tant’è che simulavo quello che faceva il prete gettandole acqua della fontana addosso, e lei sobbalzava lo stesso, come faceva con quella benedetta“.

    Sugli abusi ha detto: “Un giorno mia figlia ricevette un messaggio dalla sua amica. Poi si videro a casa mia, entrambe piangevano, le costrinsi a raccontarmi che stava succedendo e mi dissero che il prete le costringeva a rapporti orali. Il sacerdote diceva loro che era Gesù a ordinare di fare sesso orale perché da questo dipendevano la liberazione spirituale di mia figlia e del cognato della sua amica“.

    Entrambe le ragazze hanno denunciato il sacerdote per abusi sessuali avvenuti sia a Casapesenna che durante i pellegrinaggi a Medjugorje.

    PROCESSO A DON BARONE. In aula parla una mamma: “Mia figlia soggiogata dal sacerdote. Sesso orale per liberarsi dal demonio”

  • Processo a Don Barone. Ascoltato il Vescovo di Aversa. Mostrati i video degli esorcismi

    Processo a Don Barone. Ascoltato il Vescovo di Aversa. Mostrati i video degli esorcismi

    Procede il processo carico di don Barone

    CASAPESENNA / MADDALONI – E’ ascoltato anche il vescovo della Diocesi di Aversa, Angelo Spinillo, al processo che vede alla sbarra don Michele Barone.

    Nel corso dell’udienza presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, i pubblici ministeri hanno mostrato uno dei video, trovati sul pc di don Michele, di un presunto esorcismo praticato dal religioso.

    Nel video appariva don Barone mentre praticava un esorcismo dando schiaffi alla persona ritenuta posseduta e sputandole anche in bocca. Il vescovo Spinillo ha detto senza mezzi termini che tali pratiche non sono assolutamente da ricondurre ad un esorcismo.

    Il vescovo ha anche spiegato perché i provvedimenti nei confronti del prete sono arrivati dopo il servizio delle Iene chiarendo che in certi casi sono necessarie le verifiche del caso.

    Don Barone è accusato di violenza sessuale nei confronti di due ragazze e di maltrattamenti e lesioni nei confronti di una 13enne di Maddaloni. A giudizio sono finiti anche i genitori della vittima ed il dirigente del commissariato di polizia di Maddaloni Luigi Schettino.

    https://www.cronacacaserta.it/processo-don-michele-barone-testimonianza-vescovo/38522

  • Don Michele Barone a processo per lesioni e violenza su minore/ Don Aversano: “Non poteva praticare esorcismo”

    Don Michele Barone a processo per lesioni e violenza su minore/ Don Aversano: “Non poteva praticare esorcismo”

    Don Michele Barone a processo per lesioni e violenza su minore. Ultime notizie, il commento di Don Aversano: “Non poteva praticare esorcismo”, il commento degli avvocati

    CARMINE MASSIMO BALSAMO

    Don Michele Barone a processo per lesioni e violenza su minore: il sacerdote dei vip è stato arrestato per maltrattamenti su ragazze minorenni, utilizzando la pratica dell’esorcismo per adescarle. Nelle ultime settimane ha voluto chiarire a più riprese di non essere un esorcista, ma dalle indagini emerge ben altro. Carlo Aversano, esorcista di Caserta, ha commentato ai microfoni di Storie Italiane: “Un prete in galera non fa piacere a nessuno, speriamo che si sappia prima o poi quello che è successo. Le accuse sono pesantissime, siamo dispiaciuti che lui usava l’esorcismo che non poteva praticare. Qualcuno si era lamentato, ma come fai a dare credito a chi accusa un confratello? Alcune cose non erano proprio accettabili: non poteva fare esorcismo, non aveva alcun diritto”. E a proposito dell’accusa di violenza sessuale su minorenni: “Si sta indagando su questo, speriamo venga fatta chiarezza perchè questa povera chiesa ne sta perdendo molto su questa vicenda”.

    LA REPLICA DEGLI AVVOCATI DI DON MICHELE BARONE

    Il processo va avanti ed è emerso che don Michele Barone abbia ordinato l’interruzione delle cure mediche su una ragazzina, evidenziando che fosse indemoniata, dettaglio non risultato assolutamente veritiero. Presenti in studio gli avvocati del sacerdote, che hanno commentato: “Il parroco è sottoposto a processo per lesioni e altri reati, don Michele non ha mai fatto esorcismi: le due pratiche sono tra loro sovrapponibili, la differenza è minimale rispetto a una preghiera di guarigione”. E a proposito dell’aver tolto i farmaci alla ragazza: “Non è vero che abbia interrotto le cure mediche, ma anzi chiese che queste fossero farmacologiche: chiese ai familiari che le cure fossero coordinate, sottolineando che l’interruzione avrebbe avuto conseguenze”.

  • Esorcismi e abusi, il vescovo è all’estero e non testimonia in aula

    Esorcismi e abusi, il vescovo è all’estero e non testimonia in aula

    Il vescovo di Aversa, Angelo Spinillo, avrebbe dovuto testimoniare stamane al processo a don Michele Barone, ma ha inviato al tribunale di Santa Maria Capua Vetere una giustifica. È in pellegrinaggio all’estero, Spinillo, per cui non è stato presente all’udienza in cui avrebbe dovuto raccontare quanto in sua conoscenza in merito alla storia del sacerdote finito sotto processo per abusi e violenze. Religioso che il vescovo ha sospeso dopo che la storia è diventata di dominio pubblico perché avrebbe praticato esorcismi senza autorizzazione.

    Sul banco dei testimoni è invece salito quest’oggi l’esorcista ufficiale della Diocesi di Aversa, Carlo Aversano. Ai pm Alessandro Di Vico e Daniela Pannone e agli avvocati, il religioso ha spiegato quali pratiche sono autorizzate dalla Chiesa nei riti di esorcismo e quali no. Del collegio difensivo fanno parte, tra gli altri, i penalisti Carlo De Stavola, Maurizio Zuccaro, Camillo Irace, Giuseppe Stellato. Per le parti civili, l’avvocato Rossella Calabritto.

    https://www.ilmattino.it/caserta/esorcismi_e_abusi_il_vescovo_da_forfait_e_non_testimonia_al_processo-4027815.html

  • Processo a DON BARONE. L’orribile racconto della sorella della presunta vittima: “Faceva sesso con le seguaci, si strusciava su mia sorella e poi…”

    Processo a DON BARONE. L’orribile racconto della sorella della presunta vittima: “Faceva sesso con le seguaci, si strusciava su mia sorella e poi…”

    CASAPESENNA – (g.g.) Udienza importantissima, e rigorosamente a porte chiuse, quella svoltasi l’altro ieri, mercoledì, in un’aula del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, per il processo che vede imputato, principale imputato, il sacerdote di Casapesenna don Michele Barone. Fondamentale perchè sul banco dei testimoni è salita N.T., sorella della presunta vittima degli esorcismi e degli atti di violenza, perpetrati da don Michele e autorizzati, purtroppo dai genitori della ragazzina C.T. e L.C., e principale accusatrice degli imputati, tra cui ci sono gli stessi genitori e anche il poliziotto Luigi Schettino del commissariato di Maddaloni.

    N.T. è stata una ragazza determinata, affrancata evidentemente dall’ignoranza, dall’arretratezza generale, riguardante anche la concezione della fede che fa da sfondo ma è anche la ragione d’essere di questa bruttissima vicenda.

    Se il programma Le Iene ha scoperchiato questo autentico verminaio, di cui si parlava da anni, senza però che fosse emersa mai qualche prova, ciò è stato dovuto alla determinazione della sorella della vittima.

    N.T. nella realizzazione del rito ordinario di questo processo, è stata chiamata a confermare, davanti alle parti, quello che ha denunciato, quello che ha dichiarato ai magistrati e alla polizia giudiziaria nella fase delle indagini. E sostanzialmente l’ha fatto.

    N. ha riferito che la sorella le aveva fatto leggere uno scritto dove raccontava di un episodio avvenuto a casa, allorquando il sacerdote dormiva nello stesso letto con la sorella e con altre seguaci. Si sarebbe strofinato sulla vittima che non aveva sensibilità dal bacino in giù e pertanto non sa dire cosa accadde, salvo ricordare che il prete si alzò per andare in bagno.

    La mattina dopo, la presunta vittima, si era accorta che il sacerdote stava avendo un rapporto con l’altra seguace che aveva dormito nel medesimo letto.

    Altre cose N. ha detto, ma questa ci è sembrata quella più importante, perchè va a precisare che il sacerdote si relazionava alla sua vittima, anche al di la delle farlocche pratiche esorcistiche.

    In questo processo c’è un altro fenomeno: la socializzazione delle tesi difensive. Evidentemente c’era sfuggito che don Michele Barone avesse cambiato avvocato. Adesso a sostenerlo c’è il professionista napoletano, Maurizio Zuccaro, il quale si è lasciato andare a una serie di post, utilizzando anche il sistema dello slogan ingrandito e colorato per esprimere tutta la sua soddisfazione perchè i fatti processuali starebbero dimostrando la piena innocenza del suo assistito, sottoposto, secondo lui, a un vero e proprio massacro mediatico.

    Mah, forse ha sbagliato aula di udienza e si è imbucato in un altro processo.

    Processo a DON BARONE. L’orribile racconto della sorella della presunta vittima: “Faceva sesso con le seguaci, si strusciava su mia sorella e poi…”

  • Esorcismi e abusi, il giallo delle minacce a don Barone

    Esorcismi e abusi, il giallo delle minacce a don Barone

    Occorrerà aspettare altri dieci giorni per entrare nel vivo del processo a don Michele Barone. L’interrogatorio del teste chiave, la sorella della piccola che avrebbe subito percosse e maltrattamenti «camuffati» da esorcismi, verrà sentita a fine mese. Cambiano i difensori del prete: all’avvocato Carlo Taormina subentrano i penalisti Maurizio Zuccaro e Camillo Irace. Che hanno chiesto i termini a difesa, ma non li hanno ottenuti, tuttavia il tribunale ha accordato il rinvio dell’interrogatorio della ragazza alla prossima udienza per consentire al nuovo collegio lo studio del voluminoso fascicolo agli atti. D’altro canto, l’escussione della sorella della vittima rappresenta il punto cruciale del processo: è stata lei a denunciare sia il sacerdote che i suoi stessi genitori, nonché il commissario di polizia Luigi Schettino, accusandoli di avere per più di un anno sottoposto a sevizie la ragazzina all’epoca dei fatti a malapena tredicenne.

    Si è appreso con certezza, nel corso della breve permanenza in aula, che il sacerdote – detenuto dal giorno dell’arresto, nel febbraio scorso – è stato trasferito dal carcere di Vallo della Lucania a quello di Secondigliano. Gli avvocati non si sbilanciano, ma pare che il Dap abbia deciso di trasferire il prete in seguito a situazioni di pericolo che si sarebbero verificate nel penitenziario salernitano. Un piccolo giallo se si considera che in una trasmissione tv si è fatto riferimento a una lettera scritta dal prete, nella quale si parlava di minacce e altro, ma del manoscritto la polizia giudiziaria non avrebbe trovato traccia.

    A ogni modo, ieri, per la seconda volta da quando è in corso il processo a porte chiuse a Palazzo di Giustizia di Santa Maria Capua Vetere, Barone era presente in aula. Barba incolta, solito piglio deciso, il sacerdote di Casapesenna ha potuto contare, sebbene solo a distanza, sul solito gruppo di adepti che si è presentato davanti al tribunale per sostenere moralmente colui che è considerato una guida spirituale.

    Come si ricorderà, don Barone è sotto processo per maltrattamenti su una minorenne e per abusi sessuali nei confronti di due ventenni, ex sue parrocchiane. Tutte considerate indemoniate. Nel corso delle indagini e dopo l’arresto sono emersi altri profili sui quali la Procura diretta da Maria Antonietta Troncone, con l’aggiunto Alessandro Milita e i sostituti Alessandro Di Vico e Daniela Pannone, stanno tutt’ora lavorando. Affari legati ai pellegrinaggi a Medjugorie e Cracovia, un business sul quale Barone contava molto e dal quale aveva un certo introito dal momento che prima dei guai giudiziari era un prete stimato tanto in Italia quanto in Irlanda. Nel corso delle indagini sono state ascoltate decine di persone e la Procura ha acquisito diversi video in cui si vedono quelli che sembrano violenti rituali esorcistici. In un caso un uomo viene brutalmente colpito al capo con un pesante crocifisso. Una coppia di giovani residente a Desenzano sul Garda ha raccontato di essere stata a sua volta vittima di angherie da parte del prete. Nel corso dei mesi, agli atti sono finite anche le dichiarazioni del pentito Michele Barone, ex dei Casalesi e cugino omonimo del religioso.

    https://www.ilmattino.it/caserta/esorcismi_e_abusi_il_giallo_delle_minacce_al_don_barone-3973709.html

  • AVERSA. Abusi sessuali. La verità di don Barone in una lettera scritta in carcere

    AVERSA. Abusi sessuali. La verità di don Barone in una lettera scritta in carcere

    AVERSA – È tornato a parlare dopo diverso tempo Michele Barone, il sacerdote della diocesi di Aversa, sospeso, in quanto accusato di abusi e violenza sessuale su minori. Il ‘prete’ crede nella giustizia e soprattutto cerca, per l’ennesima volta, di spiegare la sua versione dei fatti.

    «Io non sono un’esorcista, ma noi sacerdoti siamo abilitati alle preghiere di guarigione e liberazione», spiega Barone. La sua lettera è arrivata a Storie Italiane, il programma condotto da Eleonora Daniele su Rai 1.

    L’ex sacerdote è stato arrestato il 23 febbraio all’aeroporto di Capodichino, quando era appena ritornato da un suo viaggio a Medjugorie. Una volta giunto nella casa circondariale, il prete ha ricevuto non poche minacce di morte e, per tale motivo, attualmente è in regime di isolamento. Nella medesima lettera, confida: «Mi sento affidato al Signore ed emergerà tutta la verità».

    Michele Barone ha sempre cercato di difendersi dall’accusa di aver sfregiato una ragazzina durante alcune pratiche di esorcismo. L’ex sacerdote spiega di aver messo in atto solo quanto prescritto dai manuali canonici sull’esorcismo: tali ‘cure’ potrebbero aver causato al massimo un ematoma temporaneo. Medesima risposta per quanto concerne ad un video prodotto dalla Procura, dove si nota Barone praticare un rito di esorcismo su un 50enne, ma con modi violenti.

    AVERSA. Abusi sessuali. La verità di don Barone in una lettera scritta in carcere

  • Caserta, abusi su bimba di 8 anni in oratorio: arrestato un pensionato

    Caserta, abusi su bimba di 8 anni in oratorio: arrestato un pensionato

    Avrebbe abusato di una bambina di otto anni, mentre la piccola giocava a biliardino nell’oratorio di una parrocchia. Con questa accusa un pensionato di 67 anni è stato arrestato dai carabinieri e posto ai domiciliari, a Recale, in provincia di Caserta, su ordine del Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. La violenza, un singolo episodio, sarebbe avvenuto il giorno di ferragosto nei locali della parrocchia di Santa Maria Assunta e sarebbe stata ripresa dalle telecamere.

    La telecamera

    E’ stata la madre della piccola, dopo aver saputo da quest’ultima quanto accaduto, a mettere in moto le indagini, che sono state molto celeri. Sono stati immediatamente ascoltati i testimoni presenti al momento della violenza, che hanno confermato quanto raccontato dalla bambina, ovvero che il pensionato le si è avvicinato mentre era intenta a giocare a biliardino con un’amichetta ed ha cominciato l’aggressione sessuale, nonostante lei cercasse di sfuggirgli. Ma l’elemento che ha inchiodato il pedofilo, permettendo agli inquirenti di chiudere il cerchio delle indagini in pochi giorni e ottenere l’emissione dell’ordinanza cautelare, sono state le immagini delle telecamere di video-sorveglianza interne della struttura, che hanno ripreso per intero il fatto, mostrando «senza veli» l’approccio violento del 67enne e i tentativi della piccola di divincolarsi dalla presa.

    https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/18_agosto_27/caserta-abusi-bimba-8-anni-oratorio-arrestato-pensionato-30fb53dc-aa05-11e8-aade-03f35a00d200_amp.html