Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Caserta

  • Abusi e violenze su minore durante esorcismo: prete in aula senza cronisti e familiari

    Abusi e violenze su minore durante esorcismo: prete in aula senza cronisti e familiari

    Prima apparizione in udienza, al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Ce), per don Michele Barone, il sacerdote della Diocesi di Aversa – in carcere dallo scorso febbraio – accusato di aver maltrattato e abusato sessualmente di tre donne, tra cui una minore di 13 anni, durante sedute di preghiera e riti definiti esorcistici. Don Michele, vestito in abito talare grigio con camicia a maniche corte, si è accomodato dietro le sbarre, in un’aula in cui erano presenti solo i giudici e gli avvocati delle parti. L’udienza si è infatti tenuta a porte chiuse, senza familiari e giornalisti, in seguito alla decisione presa il 3 luglio scorso dal presidente del collegio giudicante Maria Francica su concorde indicazione degli imputati e delle parti offese; in precedenza il giudice aveva già escluso le riprese delle tv, ritenendo che il diritto di cronaca sarebbe stato comunque garantito dalla presenza di giornalisti di quotidiani e agenzie.

    Proprio la presenza di cronisti, ma anche di familiari e fedeli, aveva convinto il sacerdote a non presentarsi nelle due scorse udienze. Con il prete sono imputati anche i genitori della vittima minorenne Cesare Tramontano e Lorenza Carangelo, e il funzionario della Polizia di Stato Luigi Schettino, tutti presenti in aula. Oggi sono stati sentiti due testi di polizia giudiziaria, tra cui la funzionaria della Polizia di Stato, in servizio alla Squadra Mobile di Caserta, Rosa Cimmino, che ha spiegato la genesi delle indagini, partite nel mese di febbraio dopo alcuni servizi de “Le Iene”. Su Don Michele, già da mesi, era stata però presentata una denuncia da parte della sorella della 13enne, presunta vittima del prete; la ragazza si era recata al Commissariato napoletano di Chiaiano nell’ottobre 2017 raccontando di come la minore venisse maltrattata da don Michele durante riti di esorcismo. La bambina, è poi emerso, avrebbe subito anche uno sfregio permanente ad un orecchio. Dopo i servizi televisivi, dunque, la Squadra Mobileha acquisito la denuncia e pochi giorni dopo il prete è stato fermato all’aeroporto napoletano di Capodichino di ritorno da un viaggio da Medjugorie.

    https://www.anteprima24.it/caserta/abusi-violenze-esorcismo-prete/

  • Abusi sessuali durante riti esorcistici, processo a don Michele Barone non cambia sede

    Abusi sessuali durante riti esorcistici, processo a don Michele Barone non cambia sede

    Caserta – Resterà al tribunale di Santa Maria Capua Vetere il processo che vede come imputato il sacerdote della Diocesi di Aversa Michele Barone – sospeso dal servizio – accusato di aver maltrattato e abusato sessualmente di almeno tre donne, tra cui una minore di 13 anni, durante sedute di preghiera e riti definiti esorcistici. Lo ha deciso il collegio presieduto da Maria Francica,che ha rigettato l’eccezione presentata dal legale di Barone, Carlo Taormina, che alla scorsa udienza aveva chiesto di spostare il processo ad aversa, in particolare al Tribunale di Napoli Nord, visto che a suo dire, il reato più grave, i maltrattamenti aggravati dallo sfregio permanente ai danni della 13enne, sarebbe stato commesso nella cappella del Tempio di Casapesenna, su cui ha giurisdizione Napoli Nord. I giudici di Santa Maria Capua Vetere hanno invece affermato la loro piena competenza, dal momento che il reato di maltrattamenti aggravati si sarebbe consumato a Maddaloni, dove i genitori della 13enne avevano casa fino ad alcuni mesi fa.

    Con don Michele Barone sono imputati anche i genitori della vittima minorenne Cesare Tramontano e Lorenza Carangelo (assistiti da Giuyseppe Stellato, Claudio Sgambato e Umberto Pappadia), e il funzionario della Polizia di Stato Luigi Schettino (difeso da Carlo De Stavola), accusati di non aver impedito le violenze ai danni dell’adolescente; la Procura contesta a Schettino anche di aver fatto pressioni sulla sorella della minore affinché ritirasse una denuncia presentata contro il prete. Il collegio ha anche bocciato un’altra richiesta di Taormina, relativa alla tardività della querela presentata da un’altra vittima del prete, che lo ha denunciato per violenza sessuale. Lo stesso Taormina, e così i legali degli altri imputati, hanno poi chiesto di sentire la vittima 13enne, che è stata ascoltata solo dal pm con un assistente psicologico, e di risentire la sorella della piccola e le altre due vittime le cui dichiarazioni erano state raccolte durante l’incidente probatorio tenuto qualche settimana fa. Il collegio si è riservato e potrebbe decidere già nell’udienza del prossimo 17 luglio.

    Abusi sessuali durante riti esorcistici, processo a don Michele Barone non cambia sede

  • “Ci picchiano sui genitali”: così le 4 suore maltrattavano i bambini dell’asilo

    “Ci picchiano sui genitali”: così le 4 suore maltrattavano i bambini dell’asilo

    Emergono nuovi, inquietanti particolari sui maltrattamenti perpetrati da quattro suore sui piccoli alunni della scuola paritaria per l’infanzia “Santa Teresa del Bambino Gesù” di San Marcellino, nella provincia di Caserta. Le quattro ecclesiastiche avrebbero istaurato il terrore picchiando i bimbi sui genitali, rinchiudendoli in stanze buie e costringendoli a mangiare il cibo caduto per terra.

     

    È un quadro ancora più inquietante, se possibile, quello che emerge dalle indagini sui maltrattamenti perpetrati da quattro suore sui piccoli alunni della scuola paritaria per l’infanzia “Santa Teresa del Bambino Gesù” di San Marcellino, nella provincia di Caserta, che ieri sono state sospese dal servizio pubblico dell’insegnamento per 12 mesi. Le indagini, condotte dalla Procura di Napoli Nord, hanno svelato i metodi utilizzati dalle quattro ecclesiastiche – tra cui anche la madre superiora dell’istituto – per instaurare il clima di terrore in classe: a quanto si apprende, le vittime sarebbero 5, tutte di età compresa tra i 3 e i 5 anni. La madre superiora è, inoltre, accusata anche di intralcio alla giustizia, dal momento che avrebbe cercato di corrompere la madre di un alunno promettendole del denaro se non avesse sporto denuncia sui maltrattamenti.

    Bambini picchiati sui genitali e costretti a stare al buio
    Non solo strattoni, schiaffi sulla testa e tirate di capelli: le suore non si limitavano a questo tipo di punizioni. Alcuni bambini avrebbero riferito di aver ricevuto schiaffi nelle parti intime: qualcuno è tornato a casa addirittura con i genitali arrossati. E ancora: i bimbi considerati più irrequieti venivano rinchiusi in una stanza buia. Chi si rifiutava di mangiare, invece, veniva costretto a ingoiare il cibo caduto per terra. Nonostante i racconti choc dei piccoli, che avrebbero trovato riscontro nelle immagini di alcune telecamere, c’è chi continua a credere alla buona fede delle religiose e non crede che possano essersi rese responsabili degli abusi. In particolare la madre di una bambina di 4 anni, intervistata da Fanpage.it, ci ha tenuto a difendere in particolare l’operato di una delle suore indagate, suor Rosie: “Brava, veramente una mamma, mia figlia è accolta da lei e non vuole tornare a casa”.

    continua su: https://napoli.fanpage.it/ci-picchiano-sui-genitali-cosi-le-4-suore-maltrattavano-i-bambini-dellasilo/
    http://napoli.fanpage.it/

  • Botte e urla ai bimbi dell’asilo, sospese quattro suore: ma tra le mamme c’è chi le difende

    Botte e urla ai bimbi dell’asilo, sospese quattro suore: ma tra le mamme c’è chi le difende

    Botte e urla ai bimbi dell’asilo che dovevano accudire. E se non finivano presto di mangiare li chiudevano in stanze buie come punizione. Un nuovo caso di maltratatmenti a scuola che stavolta però non riguarda insegnanti ma quattro suore che sono state sospese dall’insegnamento in una scuola paritaria per l’infanzia di San Marcellino, nel Casertano.  I carabinieri di San Marcellino hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli Nord su richiesta della Procura aversana nei confronti delle quattro suore, rispettivamente di 76, 54, 47 e 34 anni, per le quali è stata disposta la sospensione dal servizio pubblico di insegnamento per la durata di 12 mesi.

    Tra le mamme però, c’è chi difende le suore e la scuola, sostenendo che si trattasse di una scuola di prim’ordine.

    Le suore, responsabili della gestione e delle attività didattiche della scuola paritaria, dovranno rispondere di maltrattamenti aggravati ai danni di alunni minori. Le indagini, condotte tra i mesi di aprile e maggio di quest’anno, sono scaturite dalle denunce presentate ai carabinieri di San Marcellino da parte dei genitori di cinque bambini, alunni della scuola, che, all’interno delle mura domestiche, avevano manifestato disagio e cambiamenti di umore chiaramente riconducibili a comportamenti subiti presso l’istituto scolastico. L’attività di indagine, condotta anche mediante l’utilizzo di videocamere, ha permesso di documentare diversi episodi ai danni dei bambini.

    I Carabinieri hanno installato le telecamere nella scuola accertando le violenze ai danni dei bimbi, in particolare schiaffoni, strattoni, capelli tirati; i piccoli – secondo quanto riferito dagli investigatori – venivano anche chiusi in una stanza buia se non finivano presto di mangiare.

    https://www.ilgazzettino.it/italia/cronaca_nera/bambini_maltrattati_asilo_suore-3824278.html

  • Attivista gay ucciso per gelosia, il legale: fu vittima di prete pedofilo

    Attivista gay ucciso per gelosia, il legale: fu vittima di prete pedofilo

    Assassino reo confesso ma anche presunta vittima di un prete pedofilo. E’ così che la difesa del 36enne Ciro Guarente, in carcere da quasi 11 mesi per l’omicidio avvenuto ad Aversa dell’attivista gay Vincenzo Ruggiero, si prepara ad «umanizzare» la figura dell’ex marinaio accusato di aver ammazzato Ruggiero a colpi di pistola e di aver fatto a pezzi il corpo, nascondendone poi le parti in un autolavaggio del quartiere napoletano di Ponticelli; i resti sono stati trovati sotto un massetto di cemento nel punto dove solitamente c’era il cane da guardia, ma qualche frammento osseo della testa e di un braccio non è ancor stato rinvenuto. Guarente, che da ex marinaio è poi divenuto dipendente civile della Marina, ha ricevuto l’avviso di conclusione indagini dalla Procura di Napoli Nord a fine maggio, insieme all’altro indagato Francesco De Turris, accusato di aver ceduto al presunto omicida la pistola calibro 7,65 usata per uccidere Ruggiero. Nei giorni scorsi Guarente ha quindi chiesto di essere interrogato tramite il suo legale Dario Cuomo; non si sa se rivelerà nuovi particolari sul delitto o se farà il nome di qualche altro eventuale complice, cosa che sembra difficile visto il silenzio «assordante» di questi mesi. La documentazione, comunque, è stata depositata in Procura.

    Del grave trauma subito dal 36enne quando frequentava le scuole elementari a Ponticelli, si era parlato subito dopo l’omicidio Ruggiero, ma in quel momento si trattava di voci. Le indagini difensive di Cuomo hanno invece accertato che Guarente, quando era minorenne, sarebbe stato vittima di un noto sacerdote già accusato di pedofilia, don Silverio Mura, che in quel periodo – fine anni ’80 e inizio anni ’90 – era parroco proprio nella chiesa di Ponticelli frequentata da Guarente. Cinque le testimonianze raccolte, sia di vittime dirette del sacerdote che di persone che sapevano delle violenze subite da Guarente. Questi non ha mai denunciato nulla, ma quel trauma se lo sarebbe portato appresso negli anni come un macigno, fino ad esplodere nel raptus omicida che armò la mano dell’ex marinaio la sera del 7 luglio 2017, quando con premeditazione, attese l’arrivo a casa di Ruggiero per poi ucciderlo. Il movente, è emerso, era passionale, in quanto Ruggiero in quel periodo conviveva con la trans Heven Grimaldi, fidanzata di Guarente, e quest’ultimo pensava che tra i due coinquilini fosse scattato qualcosa. L’ingresso nelle indagini sul delitto Ruggiero del trauma subito in giovanissima età dal suo aguzzino, hanno come obiettivo di far comprendere agli inquirenti della Procura della Repubblica di Napoli Nord ma soprattutto ai magistrati che dovranno giudicare il 36enne, come sia possibile che un incensurato, lavoratore con contratto a tempo indeterminato e proveniente da una famiglia benestante, abbia improvvisamente ucciso con tale violenza e accanimento il suo presunto rivale in amore, sfogando una rabbia tale da arrivare a tagliare a pezzi il corpo, a cospargerlo di acido e occultarlo in un garage del suo quartiere, dove credeva potesse restare lì per sempre.

    https://www.ilmattino.it/caserta/attivista_gay_ucciso_per_gelosia_il_legale_fu_vittima_di_prete_pedofilo-3817933.html

  • Processo all’esorcista, la Chiesa grande assente

    Processo all’esorcista, la Chiesa grande assente

    La Diocesi non si costituisce contro don Michele Barone. L’avvocato Taormina chiede il rinvio del processo al tribunale di Napoli Nord

    E’ la Chiesa la grande assente al processo a carico del sacerdote del Tempio di Casapesenna don Michele Barone, accusato di maltrattamenti, commessi durante medievali pratiche esorcistiche, nei confronti di una ragazzina di 13 anni e di violenza sessuale, nei confronti di almeno altre due ragazze.

    Stamattina, dinanzi il collegio presieduto dal giudice Francica del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, si è celebrata la prima udienza a carico del prete (assente in aula), del commissario di polizia Luigi Schettino, del commissariato di Maddaloni, e dei genitori della minorenne maltrattata, anche loro di Maddaloni.

    LE PARTI

    Nel corso del processo di oggi si è assistito alla costituzione delle parti. Oltre agli imputati – difesi dagli avvocati Carlo Taormina (per don Barone), Carlo De Stavola (per Schettino), Giuseppe Stellato e Gennaro Ciero (per i genitori della ragazzina maltrattata) – è stata ammessa la costituzione delle parti civili tra cui le due ragazze violentate (rappresentate dagli avvocati Rossella Calabritto e Luigi Mordacchini), la sorella della ragazzina picchiata che sporse la denuncia (scortata in aula da due poliziotti) ed appunto la minorenne che ha subito le lesioni da parte di don Michele Barone. Assente la chiesa che non si è costituita al processo.

    “SCARCERATE DON BARONE”

    E’ stato l’avvocato Carlo Taormina a reiterare l’istanza di scarcerazione per il proprio assistito don Michele Barone, ancora detenuto al carcere di Vallo della Lucania, dopo la mancata risposta di una precedente richiesta di revoca della misura restrittiva o, in subordine, la sostituzione con la misura meno afflittiva dei domiciliari.

    LA QUESTIONE TERRITORIALE

    Successivamente Taormina ha sollevato l’eccezione dell’incompetenza territoriale del tribunale di Santa Maria Capua Vetere sostenendo la tesi della competenza di Napoli Nord in quanto il reato più grave (quello al capo A della rubrica e relativo i maltrattamenti con lesioni permanenti ad un orecchio a carico della ragazzina) è stato commesso a Casapesenna.

    Tesi a cui si è opposta la Procura con i pm Alessandro Di Vico e Daniela Pannone, oltre all’aggiunto Alessandro Milita, sostenendo la continuazione di una condotta avviata a Maddaloni (rientrante nei territori di competenza del tribunale di Santa Maria Capua Vetere) dove abitava la ragazza, e proseguita a Casapesenna dove, tra l’altro, la bambina si era trasferita insieme ai genitori proprio su “ordine” di don Barone. Il collegio si è riservato la decisione per la prossima udienza, fissata all’inizio di luglio.

    Per quell’udienza Taormina solleverà una nuova eccezione (come annunciato a margine della seduta di oggi) sulla tarditìvità della querela di una delle ragazze che hanno denunciato il prete per violenza sessuale.

    http://www.casertanews.it/cronaca/processo-prete-don-michele-barone-casapesenna.html

  • ‘La stampa vuole distruggerlo’ i fedeli anglosassoni difendono don Michele Barone

    ‘La stampa vuole distruggerlo’ i fedeli anglosassoni difendono don Michele Barone

    “La stampa vuole distruggerlo”, dicono dall’Irlanda e dall’Inghilterra i fedeli di don Michele Barone. E’ dipinto come un uomo buono, carismatico, caritatevole dagli adepti oltremanica; un santo capace di farsi carico dei problemi dei malati, un uomo misericordioso. E centinaia di lettere venivano consegnate nelle mani della sua collaboratrice irlandese perché, in tanti, considerano il prete casertano un intercessore tra i fedeli e la Madonna. In ogni pratica, la richiesta di grazia e una somma di denaro. Molti soldi visti da una delle adepte italiane che ha accompagnato il prete in uno dei periodici viaggi in Irlanda. Le banconote erano così tante da creare troppo volume per il viaggio di ritorno in Italia così “una donna che Barone conosceva da tempo glieli cambiò in banconote da 500 euro”, si legge nei verbali. Molto denaro che don Michele diceva indirizzare alla Casetta di Nazareth.

    Si amplia dunque, nella ricostruzione dei pm, il raggio d’azione del sacerdote, e si apre uno nuovo scenario.Le ultime novità d’oltremanica emergono invece dalle recenti testimonianze raccolte dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere che indaga sul sacerdote arrestato per maltrattamenti su minori e violenza sessuale. Il nuovo ×lo intessuto dagli investigatori porta alla chiesa di Clarinbridge, dove c’era una nutrita comunità di adepti di don Michele, l’esorcista abusivo che per anni è riuscito a nascondere al suo vescovo le preghiere di benedizione che si tenevano a pochi chilometri da Aversa e di cui erano a conoscenza centinaia di fedeli in tutta la Campania.

    Le testimonianze agli atti saranno usate nel corso del dibattimento, al via tra tre settimane, e probabilmente anche la collaboratrice irlandese del sacerdote sarà chiamata a testimoniare in aula. Cosìcome potrebbero essere chiamati in aula due venticinquenni che vivono a Desenzano sul Garda, uno dei quali riferisce di essere stato ferito a un occhio da don Barone durante un esorcismo aggiunto Alessandro Milita e composto dai pm Alessandro Di Vico e Daniela Pannone, ha delegato la Guardia di Finanza per gli accertamenti sia sui conti di Barone che sui Øussi di denaro tra lui e la Casetta di Nazareth.
    Le verifiche sono ancora in corso.
    Regina Ada Scarico

    ‘La stampa vuole distruggerlo’ i fedeli anglosassoni difendono don Michele Barone

  • Don Michele, gli ispettori del Vaticano al Tempio

    Don Michele, gli ispettori del Vaticano al Tempio

    Anche Il Vaticano si “occupa” della delicata vicenda di don Michele Barone, sacerdote di Casapesenna accusato di presunti abusi sessuali su una 13enne di Maddaloni. Nelle prossime ore arriveranno infatti al Tempio di Casapesenna degli ispettori del Vaticano per un’indagine interna proprio su don Michele. Tutto il materiale che sarà raccolto sarà poi dettagliatamente ‘studiato’ dagli uffici di Roma.

    Solamente qualche giorno fa è stato notificato il decreto di giudizio immediato nei confronti di don Michele che è accusato di ‘esorcismi’ che sarebbero delle torture medievali che avrebbero provocato alla minorenne anche una lesione permanente. Ci sono poi anche delle accuse mosse da due fedeli che hanno denunciato di essere state violentate sia al Tempio che durante dei pellegrinaggi a Medjugorie.

    Le due giovani, entrambe 20enni, hanno parlato anche di esorcismi che, come confermato dal vescovo di Aversa Angelo Spinillo, non erano autorizzati dalla Chiesa. I giudici del tribunale di Santa Maria Capua Vetere decideranno quale possa essere, eventualmente, la condanna per don Michele mentre il Vaticano valuterà attentamente invece quale possa essere la sua ‘condanna spirituale’.

    http://www.casertanews.it/cronaca/ispettori-vaticano-don-michele-casapesenna.html

     

  • Abusi ed esorcismi, rito con giudizio immediato per don Michele Barone e per gli altri tre imputati

    Abusi ed esorcismi, rito con giudizio immediato per don Michele Barone e per gli altri tre imputati

    Casapesenna (Caserta) – Il sacerdote esorcista don Michele Barone, accusato di aver compiuto abusi e violenze su diverse ragazzine, almeno una delle quali minorenne, verrà sottoposto a processo a partire da metà giugno. Un processo, quello relativo alla prima ordinanza sugli abusi subiti dalla 13enne protagonista anche dei servizi de “Le Iene”, che sarà certamente delicato e che vedrà contrapposti da una parte i pm, che accuseranno Barone sulla base dei “risultati” forniti dai suoi riti esorcistici, e dall’altra i difensori del sacerdote, i quali sosterranno probabilmente che la ragazzina era posseduta dal demonio e che gli esorcismi erano l’unico modo per aiutarla.

    La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha raccolto un preciso quadro indiziario a carico di don Michele, dei genitori della ragazzina abusata e del poliziotto Schettino e per questo motivo ha chiesto il processo con rito immediato per i 4. Richiesta accettata dal gip, che ha disposto il rinvio a giudizio per gli imputati.

    Il sacerdote di Casapesenna, sospeso per un anno dal servizio, i coniugi Tramontano e il funzionario di Polizia Luigi Schettino sono accusati di maltrattamenti in concorso ai danni della ragazzina. Su don Michele pende anche l’accusa di lesioni personali dato che la minorenne in seguito ai riti praticati dal prete ha riportato una lesione forse permanente all’orecchio, oltre ad essere stata denutrita per lungo tempo a causa della decisione del prete, avallata dai genitori, di farle mangiare solo latte e biscotti seguendo “la volontà di San Michele”.

    Schettino, seguace delle attività “particolari” organizzate da don Barone, è accusato inoltre di aver tentato di ostacolare la denuncia presentata dalla sorella della ragazzina spingendola a ritirarla. La giovane ha poi raccontato tutto alla iena Gaetano Pecoraro, prima che la Procura raccogliesse in tempi record gli elementi necessari per arrestare il prelato.

    Don Michele dovrà rispondere anche dell’accusa di violenza sessuale aggravata ai danni di due ragazze maggiorenni, due ex adepte della sua setta che hanno dichiarato di essere state costrette in diverse occasioni a compiere o subire palpeggiamenti, rapporti orali e altri atti a sfondo sessuale sia a Casapesenna sia durante i pellegrinaggi nei luoghi sacri.

    Abusi ed esorcismi, rito con giudizio immediato per don Michele Barone e per gli altri tre imputati

  • Gli abusi e le torture medievali, l’esorcista va a processo

    Gli abusi e le torture medievali, l’esorcista va a processo

    Sarà un continuo valicare il confine tra fede e scienza il processo per don Michele Barone. Da un lato i pm, convinti che gli esorcismi sulla 13enne siano stati «delle torture medievali» e le abbiano procurato una lesione permanente. Dall’altro la difesa, che cercherà di dimostrare che la ragazzina era realmente posseduta dal demonio e per questo le benedizioni erano l’unica strada per aiutarla.

    È stato notificato ieri il decreto di giudizio immediato per il sacerdote, per i genitori della vittima e per il vicequestore di polizia Luigi Schettino. E, perlomeno per la parte che riguarda don Barone, si preannuncia un processo come quello che seguì le vicende di Annaliese Michel (nella foto in basso), la 24enne morta in Baviera nel 1975 la cui storia è diventata nota grazie al film «L’esorcismo di Emily Rose» (nella foto). La famiglia della ragazza si convinse che fosse posseduta dal demonio e l’affidò alla Chiesa. In realtà Annaliese manifestava paralisi degli arti, uno smisurato accrescimento del torace, rigidità improvvisa del corpo e l’impossibilità di parlare. Sintomi simili a quelli della 13enne portata dal sacerdote in pellegrinaggio con un collare, costretta a ingerire l’ostia e l’acqua santa nella quale il sacerdote sputava. Due storia simili, con esiti, fortunatamente, diversi. Annaliese morì a 24 anni quando ormai pesava solo 30 chili, per anni si era rifiutata di mangiare, tuttavia non venne alimentata con le flebo, ma affidata alle sole cure spirituali. Per questa ragione, i genitori e l’esorcista furono condannati per omicidio colposo. La 13enne, invece, ce l’ha fatta. Benché malridotta, con un orecchio sfregiato dal piede del prete e dalle manovre che il sacerdote esercitava per costringere il diavolo lasciare il corpo dell’adolescente. Viva, anche se sottopeso, visto che il prete la alimentava con biscotti e latte, sostenendo che quella fosse la volontà di San Michele. Per la Procura i genitori della ragazzina sono responsabili dei maltrattamenti in concorso col prete. Stessa accusa per il poliziotto Luigi Schettino che tentò anche di ostacolare la denuncia sporta dalla sorella della ragazzina.
     
    Ma contro il prelato ci sono anche le accuse di due ex adepte che sostengono di essere state abusate sessualmente sia a Casapesenna che durante i pellegrinaggi a Medjugorie. In questo caso, le vittime sono maggiorenni ed hanno già testimoniato nel corso dell’incidente probatorio che ha cristallizzato la prova e consentito ai pm Alessandro Di Vico e Daniela Pannone di chiedere il giudizio immediato. Ma anche ciò che raccontano le due 20enni ha delle analogie sorprendenti con le vicende di Annaliese. Parlano di esorcismi filmati, e i video sono stati ritrovati, e affermano che a Casapesenna c’è una ragazzina che, dopo essere stata «liberata dal demonio» da don Barone, si è trasformata in una veggente e che «attraverso di lei parlano la Vergine Maria, l’angelo e Gesù». Anche Annaliese sostenne di aver avuto contatti con la Madonna, tanto che la sua tomba è tutt’oggi meta di pellegrinaggi.

    Se da un lato le due ragazze hanno confermato gli abusi sessuali subiti, dunque, dall’altro sembrano convinte che a Casapesenna si verificassero fenomeni paranormali. Una delle due, incalzata dall’avvocato di don Barone, durante l’incidente probatorio ha dichiarato che «nel corso delle benedizioni» le comparivano «dei tagli sulle braccia». Il penalista le ha chiesto, esibendo una dozzina di foto che appunto ritraevano le ferite, se non le si aprisse anche una specie di «s» sulla lingua, ma in questo caso la ragazza ha spiegato che quella era l’impronta dell’apparecchio per i denti. A ogni modo, dalla natura delle domande rivolte alla ragazza, sembra che la difesa intenda sostenere l’esistenza del demonio. O perlomeno documentare che quelle benedizioni erano il giusto rimedio per persone ritenute possedute dal maligno. La prima udienza è fissata per giugno dinanzi al tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Il quadro accusatorio è stato confezionato a tempo di record. Dal giorno dei clamorosi arresti alla fissazione del processo, sono trascorsi due mesi e dieci giorni.

    https://www.ilmattino.it/caserta/abusi_torture_medievali_barone_processo-3688399.html#