Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Caserta

  • Esorcismi su minori, Curia nel mirino: «Ha tentato di coprire gli abusi»

    Esorcismi su minori, Curia nel mirino: «Ha tentato di coprire gli abusi»

    La cima del Križevac è la meta del pellegrinaggio, ma anche il principale palcoscenico sul quale esibire le proprie, presunte, capacità spirituali. Il percorso che porta alla vetta accomuna migliaia di persone provenienti da tutto il mondo. E, nonappena Vicka entra in trance, si scatenano gli indemoniati. Lei è la veggente più «feconda» di Medjugorie: parla con la Vergine della Pace ogni mattina alle 6 e 40. Una tempistica che non molto tempo fa ha spinto Papa Francesco ad affermare: «Preferisco la Madonna madre e non la Madonna capo-ufficio telegrafico che tutti i giorni invia un messaggio a tale ora». Parole che sembrano riferite proprio a Vicka che intrattiene da 36 anni un rapporto «quotidiano» con la Vergine. Lei l’amica di don Michele Barone, il prete esorcista abusivo arrestato venerdì con i genitori di una sua vittima e un poliziotto. A don Barone, Vicka commissiona la redazione della sua biografia. «A Medjugorje con Maria: i segreti che la Madonna mi ha affidato». La trance, dicevamo. Quando Vicka si connette con Maria, qualcuno nei paraggi si accascia. Grida, strepita, bestemmia. Scalcia, sbava, sbuffa. Accanto a quella persona, c’è don Michele Barone che, con un gruppo di fedeli, inizia il rito per il quale ha portato lì il posseduto di turno. L’esorcismo. Stabilire se il timing dei due eventi sia frutto del paranormale o se si tratti di una colossale messinscena, è difficile. D’altronde non è un caso se, a 36 anni dalla prima apparizione, la stessa Chiesa non ha ancora sciolto le riserve su Medjugorie. Ma capire se quanto raccolto finora dalla procura su padre Michele Barone e la sua combriccola di adepti, sarà sicuramente più semplice.

    Una finta «indemoniata» sta parlando con i pm che hanno acquisito un video in cui la si vede dibattersi e urlare di essere il «diavolo in persona» mentre il sacerdote la esorcizza. «Ero plagiata, mi comportavo così per assecondare le sue aspettative: mi voleva impossessata e io mi comportavo da tale». Una sorta di sponsor. Ecco cos’era quella ragazza. Non di celesti pratiche, quindi, ma di business: emerge già nelle indagini del giugno 2017. Sembra che don Michele abbia usato le visioni della sua amica veggente per accrescere la propria fama e aumentare il numero di pellegrini da portare a Medjugorie. Agli atti della misura di custodia cautelare per il sacerdote accusato di avere mascherato maltrattamenti e abusi sessuali ai danni di minori dietro pratiche esorciste, c’è la testimonianza chiave della seguace che si è distaccata dal gruppo. Da lei si è appreso che don Barone sarebbe proprietario di un hotel a Medjugorie. Il che andrebbe a sommarsi ad altri conflitti di interessi che pur sembrano consumarsi in Erzegovina. Uno dei veggenti è proprietario di un’agenzia che organizza viaggi spirituali. Mjrjana, invece, che come Vicka è grande amica di don Barone, gestirebbe un motel ai piedi del Monte delle apparizioni, il Križevac. Un fatto noto, tanto che sulle locandine che proprio in questi giorni sono affisse nelle parrocchie di Napoli, la cosa è riportata a caratteri cubitali: «Alloggio nella pensione della veggente Mjrjana». Soldi dunque, tanti soldi, intorno alle misteriose apparizioni e ai segreti che i veggenti dicono di avere appreso dalla Vergine Maria. Molto di quel denaro ruota intorno alla figura del prete arrestato. La polizia ha acquisito centinaia di documenti, tra i quali una sorta di libro mastro con l’elenco delle somme che don Barone avrebbe anticipato di tasca sua per consentire a diverse centinaia di fedeli indigenti di intraprendere il viaggio a Medjugorie e Cracovia. Ma da dove viene la grande capacità economica del prete? Come è riuscito a procurarsi le migliaia di euro che hanno permesso a fedeli bisognosi di conversione o esorcizzazione di partire per le agognate mete spirituali? Su questo, e sulle presunte proprietà di don Barone a Medjugorie, sugli intrecci tra lui e le due veggenti, sono in corso una serie di accertamenti, anche di natura patrimoniale.

    https://www.ilmattino.it/caserta/esorcismi_su_minori_curia_nel_mirino_ha_tentato_di_coprire_gli_abusi-3573316.html

  • Don Michele Barone si comportava come un boss criminale? Arrestato anche vicequestore di Maddaloni

    Don Michele Barone si comportava come un boss criminale? Arrestato anche vicequestore di Maddaloni

    A tradire don Michele Barone, parroco del Tempio di Casapesenna, sospeso dal vescovo di Aversa e poi finito in carcere nell’ambito di una inchiesta della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, sarebbe stato un sms da lui inviato a una donna, che poi si è scoperto essere la sua amante.

    Secondo quanto ricostruisce Caserta News, quel messaggio sarebbe stato letto anche da una parrocchiana molto coinvolta nella pastorale borderline del parroco, che non avrebbe in alcun modo ‘gradito’ il fatto che il sacerdote continuasse a dire messa nonostante avesse una relazione amorosa con una donna.

    E don Michele, stando a quello che Caserta News ha appreso dagli atti dell’ordinanza che lo ha portato in carcere, dopo aver saputo di essere stato scoperto ha provato a correre subito ai ripari, con modi che, però, non sembrano consoni a quelli di un uomo di chiesa. Secondo la ricostruzione della Procura, infatti, ci sarebbe almeno tre testimoni che confermano la richiesta avanzata dal parroco di Casapesenna ad un altro suo ‘fedele’ di incendiare ad Aversa la pizzeria della ragazza che aveva scoperto la sua relazione amorosa. Resta da capire il movente di tale richiesta criminale, cioè se il sacerdote abbia agito per imporre il silenzio alla vittima dell’incendio.

    Lo scandalo colpisce la Diocesi che pochi giorni fa quel prete lo aveva sospeso, ma travolge anche il vicequestore Luigi Schettino. Infatti ai domiciliari ci sono anche il padre C.T. e la madre della ragazzina, L.T. e il commissario di Maddaloni.

    Il dirigente del commissariato di polizia di Maddaloni dal giorno successivo la messa in onda del servizio è stato trasferito a Potenza, dove ieri è stato arrestato dalla Squadra mobile di Caserta, diretta da Filippo Portoghese. È accusato di aver tentato di convincere la sorella di una delle vittime a ritirare la denuncia contro il prete. Una condotta frutto della sua amicizia di lungo corso con il sacerdote. Forse credeva che davvero quell’uomo avesse il potere di salvare le anime dal demonio. Potrà eventualmente raccontarlo al giudice che lo interrogherà nei prossimi giorni, spiegare cosa lo ha indotto a rinnegare il distintivo per sposare le tesi strampalate di un prete che faceva l’esorcista a quanto pare solo per abusare di vittime indifese. Lo sostiene la procura di Santa Maria Capua Vetere, diretta da Maria Antonietta Troncone, negli atti dell’inchiesta coordinata dall’aggiunto Alessandro Milita e affidata ai pm Alessandro Di Vico e Daniela Pannone che si è concretizzata in un’ordinanza di custodia cautelare a firma del gip Ivana Salvatore.

    Le accuse formulate ai quattro arrestati sono, a vario titolo, di violenza sessuale, maltrattamenti e lesioni. Le ragazze, tre quelle di cui si ha notizia, anche se l’elenco è molto più lungo, venivano sottoposte a rituali paragonabili a torture medievali. Legate, costrette a seguire il prete nei pellegrinaggi con tutori di quelli che si usavano nei vecchi manicomi. Nei video una di loro sembra tenuta al guinzaglio. E, ancora, picchiate, insultate, umiliate e palpeggiate nelle parti intime. Ma non è tutto. Alcune vittime sarebbero state costrette a spogliarsi e a dormire nude «con il sacerdote e con la sua amante». Lo scrivono i pm che indagano sia sulla donna che su altre persone per ora ancora libere. Il cerchio è tutt’altro che chiuso: ieri le perquisizioni, sia al tempio di Casapesenna che in altri luoghi sono andate avanti fino a tarda sera. Molti altri pare fossero a conoscenza delle aberranti pratiche spacciate per rituali esorcisti. Che erano corredate da minacce inquietanti. Il sacerdote esercitava il pieno controllo sulle menti delle vittime usando un metodo subdolo. Minacciava «ire divine»: se si fossero rifiutate di giacere con lui «la Madonna e San Michele» le avrebbero «punite». E, come se tutto ciò non bastasse, aveva indotto alcune delle ragazze a interrompere le cure farmacologiche alle quali erano sottoposte. E le obbligava a una dieta di latte, biscotti e flebo di glucosio. Nel silenzio, la procura ha lavorato con una sola alleata: la sorella di una delle vittime. Cacciata di casa perché omosessuale, la giovane ha dato un contributo decisivo all’inchiesta. Sfidando la sua famiglia, un’intera comunità religiosa. E un dirigente di polizia.

    Fonti: Caserta News, Il Mattino

  • Nude a letto con il prete e l’amante o «la Madonna ti punisce»: le minacce del sacerdote arrestato

    Nude a letto con il prete e l’amante o «la Madonna ti punisce»: le minacce del sacerdote arrestato

    «Spogliati e dormi con noi, altrimenti la Madonna e San Michele ti puniscono».

    E’ una delle frasi aberranti con le quali don Michele Barone avrebbe costretto le sue vittime a subire abusi sessuali.

    E a passare le notti nello stesso letto con lui e la sua amante. Secondo i pm, il sacerdote esercitava un totale controllo psicologico sulle vittime, tale da indurle a fare tutto ciò che voleva.

    Accanto ai riti esorcisti non autorizzati e assolutamente violenti, definiti dalla procura delle verie e proprie «torture», si profila per il sacerdote di Casapesenna l’accusa di violenza sessuale in concorso con coloro che avrebbero potuto impedirgli di continuare a fare del male alle ragazzine, come i genitori di una di loro che infatti sono finiti ai domiciliari.

    https://www.ilmattino.it/caserta/nude_letto_prete_amante_prete_esorcismo-3567519.html

  • Caserta, riti esorcisti e violenza sessuale su 14enne in Campania: arrestati prete, poliziotto e genitori

    Caserta, riti esorcisti e violenza sessuale su 14enne in Campania: arrestati prete, poliziotto e genitori

    Esorcismo al tempio di Casapesenna: arrestati i genitori della quattordicenne e il prete don Michele Barone.
    La polizia ha appena eseguito le misure dopo l’indagine dei pm Alessandro Di Vico e Daniela Pannone, coordinati dall’aggiunto Alessandro Milita, della procura di Santa Maria Capua Vetere, diretta da Maria Antonietta Troncone. L’inchiesta è scattata in seguito al servizio de Le Iene che hanno raccolto la denuncia della sorella della vittima.
    Il prete è finito in carcere, domiciliari per i genitori e per il poliziotto Luigi Schettino.

    Sono accusati a vario titolo di violenza sessuale, maltrattamenti e lesioni ai danni di tre ragazze. Non solo la 14enne dunque era finita al centro degli abusi spacciati per esorcismo, ma ci sono anche altre due vittime.

    Anzi, secondo la procura, l’elenco delle vittime è lunghissimo. Quella capeggiata da don Barone è dunque una vera e propria setta che aveva circuito diverse giovani donne e in alcuni casi anche i loro familiari.

    http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/esorcismo_su_14enne_arrestati_prete_genitori_caserta-3567437.html

  • Riti esorcisti e violenza sessuale su donne, arrestato sacerdote. Abusi anche su minorenne

    Riti esorcisti e violenza sessuale su donne, arrestato sacerdote. Abusi anche su minorenne

    Un sacerdote del Casertano di 42 anni, è stato arrestato con l’accusa di aver compiuto “medievali e brutali riti esorcisti” su numerose donne, tra cui una minore e una giovane, le cui modalità – secondo la Procura di Santa Maria Capua Vetere – hanno concretizzato la realizzazione della violenza sessuale aggravata. Ai domiciliari sono finite altre tre persone, due delle quali sono genitori della minore vittima e un dirigente della Polizia, amico del sacerdote.

    Il sacerdote arrestato, Michele Barone, era stato sospeso appena una settimana fa per un anno dalle funzioni sacerdotali dal vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo. Del caso si erano occupate le Iene in un servizio in cui si denunciavano esorcismi praticati su una tredicenne che avrebbe avuto problemi psichici.

    Il dirigente di Polizia finito ai domiciliari è Luigi Schettino, alla guida del commissariato di Maddaloni fino a pochi giorni fa. Secondo la Procura era vicino al sacerdote appartenente a una congregazione di diritto diocesano.Il poliziotto avrebbe fatto pressioni sulla sorella di una vittima affinchè ritirasse una denuncia contro il sacerdote e non avrebbe impedito il compimento delle azioni violente. Gli altri due finiti ai domiciliari sono i genitori di una vittima minorenne che sarebbero state consapevoli e addirittura permesso esorcismi irrituali sulla figlia.

    http://www.ansa.it/campania/notizie/2018/02/23/riti-esorcisti-e-violenza-sessuale-su-donne-arrestato-sacerdote.-abusi-anche-su-minorenne_79f80c34-814e-4584-99a6-dfa61d0bbcdf.html

  • Arrestato Don Michele Barone, i genitori dell 13enne ed un poliziotto. Svolta nelle indagini

    Arrestato Don Michele Barone, i genitori dell 13enne ed un poliziotto. Svolta nelle indagini

    Dopo il servizio delle Iene sono stati fatti 4 arresti

    CASAPESENNA / MADDALONI – Nel corso della mattina odierna, la Squadra Mobile della Questura di Caserta, su disposizione della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, ha dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal GIP presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti di:

    – BARONE MICHELE, nato a Caserta il 20.2.1976, sacerdote appartenente alla diocesi di Aversa – attinto dalla misura cautelare della custodia, in carcere;
    – SCHETTINO Luigi, nato a Caserta il 28.5.1978, dirigente della Polizia di Stato – attinto dalla misura cautelare degli arresti domiciliari;
    – TRAMONTANO Cesare, nato a Maddaloni il 26/10/1967 – attinto dalla misura cautelare degli arresti domiciliari;
    – CARANGELO Lorenza, nata a Maddaloni il 25,2.1970 – attinto dalla misura cautelare degli arresti domiciliari;

    Le indagini, dirette dalla Procura e affidate alla Squadra Mobile della Questura di Caserta, hanno consentito di stigmatizzare un contesto criminale inquietante, che vede quale protagonista il sacerdote Michele BARONE, appartenente alla diocesi di Aversa. Questi, agendo senza l’autorizzazione del Vescovo diocesano e, dunque, in totale spregio delle regole e delle prescrizioni dell’organizzazione clericale, ha perpetrato su numerose donne – tra le quali la minore T.A. e la giovane C.R. – medievali e brutali riti esorcisti, le cui modalità esecutive hanno concretizzato la realizzazione delle fattispecie incriminatrici della violenza sessuale aggravata e dei maltrattamenti in famiglia.

    In particolare, il BARONE, ingenerando nelle giovani donne la convinzione di essere possedute dal demonio, ha carpito la loro buona fede e le ha sottoposte a trattamenti disumani e profondamente lesivi della loro integrità fisiopsichica, nonché della loro dignità. Infatti, nel corso di “quotidiani” riti di liberazione e purificazione dell ‘anima, sia T. A., sia C.R., nonché, numerose altre vittime, sono state violentemente percosse, brutalmente ingiuriate^ costantemente minacciate e costrette a subire, contro la loro volontà, atti sessuali, consistiti in palpeggiamenti in zone erogene, nella sottoposizione forzata a denudazione e nella aberrante prassi di dormire, nude, insieme al prete e
    alla sua amante.

    Inoltre, sempre su indicazione del sacerdote, le giovani donne sono state costrette a sospendere i trattamenti farmacologici cui erano in precedenza sottoposte per gravi patologie da cui erano affette e, addirittura, sempre a seguito di dictat del prelato, hanno sospeso la normale alimentazione e si sono nutrite, per mesi, con flebo di glucosio e/o latte e biscotti. Le attività investigative hanno consentito, altresì, di accertare la perpetrazione di ulteriori ipotesi di violenza sessuale aggravata, perpetrate dal BARONE ai danni di S.F., la quale, sempre in virtù di una profonda manipolazione psicologica subita a seguito dell’interlocuzione col sacerdote e in evidente condizione di inferiorità fisica e psicologica rispetto allo stesso, è stata costretta, in più circostanze, a compiere e a subire atti sessuali, con la minaccia che, nell’ipotesi di rifiuto, sarebbe stata certamente “punita” dalla Madonna, da San Michele e da altri Angeli e Santi.

    Le ordinanze cautelari hanno, altresì, riguardato, TRAMONTANO Cesare e CARANGELO Lorenza, genitori della minore T.A., i quali hanno partecipato a numerosi episodi di maltrattamento, contribuendo consapevolmente e volontariamente alla realizzazione dei feroci soprusi ai danni della figlia. TRAMONTANO Cesare, infine, in concorso con il dirigente della Polizia di Stato SCHETTINO Luigi – anch’egli sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari – ha cercato, insieme al BARONE, di costringere la sorella di T.A. a ritirare l’esposto presentato presso il commissariato di Chiaiano e volto a denunciare le gravissime condotte perpetrate ai danni della minore.

    Lo SCHETTINO, adepto della setta riconducibile a don Michele BARONE, è stato ritenuto responsabile, in concorso, anche dei maltrattamenti subiti da T.A., non avendo impedito il protrarsi della condotta criminosa, pur avendone piena contezza e avendo l’obbligo giuridico di impedire l’ulteriore protrazione dell’evento criminale. Le indagini, sono state condotte attraverso l’escussione di numerose persone informate sui fatti, l’acquisizione di documentazione sanitaria, la realizzazione e l’acquisizione di videofilmati – anche oggetto di servizi di trasmissioni televisive – e intercettazioni telefoniche e ambientali.

    https://www.cronacacaserta.it/arrestato-don-michele-barone-i-genitori-dell-13enne-ed-un-poliziotto-svolta-nelle-indagini/26785
  • Scandalo prete casertano, si vaglia anche la pista pedofilia

    Scandalo prete casertano, si vaglia anche la pista pedofilia

    Ad inizio Dicembre uno scandalo ha colpito la chiesa della Trasfigurazione di Succivo, in provincia di Caserta, quando un parroco, don Crescenzo Abbate, ha denunciato per estorsione Mario Donadio e Yevheneik Borysyuk, rispettivamente di 22 e 24 anni, dopo che questi ultimi avevano minacciato il parroco di diffondere un video hard in cui compariva insieme a uno dei due ragazzi durante un rapporto orale.

    La procura di Napoli Nord, diretta dal magistrato Giovanni Corona, ha disposto il sequestro del cellulare del prete contenente il messaggio intimidatorio per verificare se ci siano implicazioni da parte sua che costituiscono reato.

    Al contempo anche i cellulari dei due ragazzi saranno al vaglio del magistrato, che avrà la possibilità di visionarli già entro il prossimo mese.

    Secondo gli atti, infatti, è stato proprio Yevheneik Borysyuk a filmare il parroco durante il rapporto orale consumato insieme; rapporto che è stato ammesso dal prete stesso in fase di denuncia ai Carabinieri.

    In quell’occasione i militari dell’Arma hanno avuto la possibilità di ascoltare il messaggio intimidatorio ricevuto dal prete, che recitava testuali parole: “Ci devi dare mille euro da questo momento e per ogni mese, altrimenti noi facciamo i cattivi e diffondiamo ovunque il video“.

    Mario Barba

  • Pedofilia, la diocesi sospende un parroco di Reggio Calabria per rapporti con minorenni

    Pedofilia, la diocesi sospende un parroco di Reggio Calabria per rapporti con minorenni

    di ALESSIA CANDITO

    REGGIO CALABRIA – Ufficialmente, don Carmelo Parrello era un sacerdote attento alla sua comunità, attivo nel quartiere e con i ragazzi che aveva aggregato attorno alla parrocchia. In realtà – sospettano i magistrati – lontano dalla chiesa e da occhi indiscreti, il religioso avrebbe avuto una doppia vita e con i ragazzi atteggiamenti decisamente meno edificanti. A denunciarlo sarebbe stata una delle vittime, che ha fornito un racconto tanto preciso e dettagliato da indurre i magistrati a muoversi subito.

    Per questo motivo ieri pomeriggio, per ordine del procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni, gli investigatori del compartimento Polizia postale e dell’Ufficio minori della Questura si sono presentati alla porta della chiesa di San Gregorio, nella periferia sud della città, con in mano un decreto di perquisizione locale e personale per don Parrello. Le accuse sono pesanti: detenzione di materiale pedopornografico e rapporti sessuali con minorenni.

    “Al momento – dice Gaetano Paci, che da facente funzioni coordina le attività della procura – considerata la delicatezza delle indagini e il potenziale coinvolgimento di vittime minorenni, non possiamo dire di più. Le indagini sono ancora in fase preliminare”. Per il sacerdote non è stata emessa alcuna misura cautelare, ma per ordine dei magistrati la sua casa, la canonica e qualsiasi ambiente di sua pertinenza sono stati passati al setaccio alla ricerca di elementi che possano confermare o dissipare i sospetti.

    Quale sia stato l’esito delle attività non è dato sapere, alla Curia però tanto è bastato per decidere di prendere immediati provvedimenti. A meno di ventiquattro ore dalla perquisizione, don Parrello è stato “sospeso cautelativamente dal ministero pastorale, in attesa delle conclusioni degli accertamenti giudiziari in atto”. A darne notizia è stato lo stesso arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, che con una nota, pubblicata sul sito web del quotidiano cattolico Avvenire di Calabria ha annunciato l’immediata sospensione del religioso. Pur dicendosi “fiducioso nel lavoro della Magistratura”, l’alto prelato ci ha tenuto a specificare la volontà di porsi “sin da ora in atteggiamento amorevole nei confronti delle presunte vittime, chiedendo perdono per l’eventuale male arrecato”.

    Arrivato nel quartiere da pochi anni, don Parrello si era fatto subito notare dalla comunità. Ma non solo per il suo particolare attivismo. Agli abitanti di San Gregorio non era infatti sfuggita la curiosa abitudine del parroco di allontanarsi spesso la sera, a bordo di una fiammante Mini Cooper e senza abito talare o colletto rigido. Qualcuno al sacerdote ha anche chiesto dove si dirigesse tanto spesso, ma al riguardo ha ottenuto sempre e solo risposte evasive. Serate su cui le indagini adesso potrebbero fare chiarezza.

    E’ il secondo caso in due giorni di parroci sospesi. La Diocesi di Aversa (Caserta) ha sospeso temporaneamente dalla funzione un sacerdote di Succivo, dopo che lo stesso religioso ha sporto denuncia ai carabinieri per estorsione. Denuncia che ha portato all’arresto di due giovani che avrebbero chiesto al parroco la somma di 20mila euro, minacciandolo di divulgare, in caso di diniego, un video in cui comparirebbe il sacerdote mentre compie rapporti sessuali con i due ragazzi, entrambi maggiorenni.

  • Bacia sulla bocca una bimba di 12 anni: prosciolto, non è reato

    Bacia sulla bocca una bimba di 12 anni: prosciolto, non è reato

    Un prete – adulto – bacia sulla bocca una bambina di 12 anni: per la legge italiana non è reato

    Ieri ci siamo occupati di due preti casertani e delle loro relazioni a pagamento con delle prostitute. I commenti dei nostri lettori non hanno tradito alcuna meraviglia: “è cosa risaputa”, dicono in molti.

    Eppure la prostituzione è illegale nel nostro paese, pur essendo sotto gli occhi di tutti; eppure, aggiungerei, i preti sono costretti al celibato, pur non essendo rispettato da tutti.

    E allora giù battute ironiche, sarcasmo spicciolo, un nascondere la polvere sotto il tappeto come se l’illegalità fosse da ritenere un effetto collaterale di un atteggiamento accettato omertosamente.

    Ma il parere di un lettore ha attirato la mia attenzione:

    “MEGLIO CHE VADANO CON LE PROSTITUTE, COSÌ LASCIANO STARE I BAMBINI”

    Già, verrebbe da rispondere. Ma purtroppo non è così. Ed è nuovamente da Caserta che arriva la notizia di un episodio che fa discutere, precisamente da Tuoro.

    Il parroco Don Biagio Saiano ha baciato sulle labbra una ragazzina di 12 anni. Ma è stato scagionato. E non perchè non abbia commesso il fatto: quel bacio è avvenuto, è lo stesso giudice del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che lo afferma. Ma tutto ciò non è un reato. Il parroco può tornare al suo lavoro con la benedizione della legge italiana.

    Sarà stato un bacio innocente evidentemente, altrimenti siamo sicuri che il giudice avrebbe dato seguito alla denuncia per molestie sessuali. Invece, ricordiamo, che il parroco è stato prosciolto. Ma i bimbi non vanno sfiorati.

    E da italiana, da figlia, da possibile madre, da sorella, da amica, mi chiedo: cos’è questo senso di schifo che mi porto addosso? Sarà la consapevolezza di essere nata in un paese pieno di leggi ma con totale assenza di giustizia.

  • I chierichetti confermano: “Quel ministrante ha abusato sessualmente di noi in sagrestia”

    I chierichetti confermano: “Quel ministrante ha abusato sessualmente di noi in sagrestia”

    PIETRAMELARA – La posizione del ministrante Pietro Argenziano si aggrava. I chierichetti minorenni che, secondo l’accusa, formulata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, avrebbero subito abusi sessuali dal religioso, hanno, infatti, confermato questa circostanza nel corso degli interrogatori effettuati nei giorni scorsi nell’ambito degli incidenti probatori, che, come è noto, cristallizzano in una fase precedente al processo l’acquisizione di quella che, secondo l’accusa, rappresenta una prova. Insomma, si tratta di un momento importante. I ragazzi, tutti di Pietramelara, avrebbero affermato che questi abusi si sarebbero verificati in diversi luoghi, ma anche all’interno della sagrestia della chiesa del paese dell’alto casertano.

    Da parte sua, Pietro Argenziano, respinge le accuse e parla di malintesi ed equivoci.

    https://www.casertace.net/4799-i-chierichetti-confermano-quel-ministrante-ha-abusato-sessualmente-di-noi-in-sagrestia.html