Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Catania, abusi su minori durante riti religiosi: 4 arresti

    Catania, abusi su minori durante riti religiosi: 4 arresti

    Quattro persone sono state arrestate con l’accusa di atti di violenza sessuale commessi su minorenni all’interno di una congregazione religiosa. Gli abusi erano “giustificati” come necessarie azioni mistiche spirituali.

    E’ quanto emerge dall’operazione “12 apostoli” della polizia postale di Catania, coordinata dalla procura distrettuale etnea, su una comunità di circa 5.000 adepti fondata da un sacerdote deceduto. Il gip ipotizza i reati di associazione per delinquere e violenza sessuale aggravata ai danni di minorenni.

    http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/08/02/news/catania_abusi_su_minori_durante_riti_religiosi_4_arresti-172152085/

  • Arrestato pastore evangelico  Drogava e violentava minorenni

    Arrestato pastore evangelico Drogava e violentava minorenni

    CATANIA- Violentava e narcotizzava le vittima. Questa la pesante accusa a carico di un pastore evangelico di Belpasso. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Paterno’ su delega di questa Procura Distrettuale della Repubblica Militari  hanno eseguito ordinanza di misura cautelare in carcere, emessa dal Gip su conforme richiesta di questa A.G., nei confronti di C.A. di anni 38, già pastore presso la Chiesa Cristiana Evangelica del movimento “Nuova Pentecoste” di Belpasso, per i reati di violenza sessuale con le aggravanti di aver agito con abuso della qualità di Ministro di culto nonché con l’uso di sostanze narcotiche o stupefacenti, atte a vincere la resistenza della persona offesa.

    Lo stesso dovrà rispondere anche del reato di possesso di segni distintivi contraffatti, in quanto deteneva nella propria abitazione due palette con scritto “Ministero della difesa”.

    Secondo la ricostruzione degli inquirenti nell’agosto 2016, nei pressi del campo sportivo di Belpasso, nel corso di un “turno di guardia” alle tende predisposte dal movimento “Nuova Pentecoste” per pubblicizzare l’attività evangelica, l’indagato avrebbe abusato sessualmente di un minore dopo aver somministrato allo stesso una bevanda contenente verosimilmente sostanza stupefacente che cagionava alla vittima uno stato di stordimento. Prima di porre in essere tale condotta l’indagato avrebbe altresì sollecitato l’eccitazione erotica del giovane facendogli vedere alcuni filmati pornografici a mezzo di un notebook, per poi consumare con il medesimo atti sessuali consistiti in masturbazione e sesso orale. Analoghi fatti si sarebbero verificati anche nel 2015.

    Con analoghe modalità l’indagato avrebbe abusato anche di altri minori.

    Di tali fatti veniva a conoscenza il movimento nazionale “Nuova Pentecoste”, il cui responsabile ha adottato misure disciplinari a carico dell’indagato rimuovendolo, in via definitiva, da qualsiasi incarico e incombenza pastorale per “comportamenti incompatibili alle regole di condotta ministeriale e ai principi di vita morale cristiana”.

    In occasione della perquisizione domiciliare, i militari hanno rivenuto e sequestrato il cellulare e il pc, dal cui esame è emersa la presenza di link e foto di natura pornografica e di un video contenente immagini utili alle indagini.

    L’indagato è stato associato presso la casa circondariale di Catania Piazza Lanza.

    http://catania.livesicilia.it/2017/02/15/arrestato-pastore-evangelico-drogava-e-violentava-i-minori_406012/

  • “Ecco i 200 preti pedofili d’Italia”, lo scandalo che imbarazza la Curia

    “Ecco i 200 preti pedofili d’Italia”, lo scandalo che imbarazza la Curia

    METTENDO sotto la lente d’ingrandimento cronache di provincia degli ultimi mesi, carte giudiziarie fresche di cancelleria e documenti parrocchiali si scoprono tanti tasselli. Guardando il mosaico da una certa distanza, il disegno diventa più chiaro. Partiamo prendendo un treno verso la punta del tacco d’Italia. In Calabria, vicino a Reggio, c’è don Antonello Tropea, già padre spirituale del seminario di Oppido Mamertina, che nel marzo 2015 viene trovato dalla polizia in un’auto con un diciassettenne conosciuto grazie alla app Grindr usata per incontri gay. Venti euro il costo della prestazione. Indagato per prostituzione minorile, il don continua a fare il prete, confidandosi di tanto in tanto con il suo vescovo, monsignor Francesco Milito. “Evita di parlare con i carabinieri di queste cose” gli suggerisce il superiore senza sapere di essere ascoltato.

    Sempre in Calabria, nella diocesi di Locri, c’è il vescovo Francesco Oliva, nominato da Francesco nel 2014: è lui che nel 2015 manda in una parrocchia a Civitavecchia un suo sacerdote, don Francesco Rutigliano, che la Congregazione per la dottrina della fede ha in passato sospeso per quattro anni, nel 2011, per “abuso di minore con l’aggravante di abuso di dignità o ufficio, commesso nel periodo tra il 2006 e il 2008” obbligandolo alla “celebrazione di 12 Sante Messe con cadenza mensile a favore della vittima e della sua famiglia “.

    A Ostuni, c’è Franco Legrottaglie, condannato nel 2000 per atti di libidine violenta su due ragazzine, mai sfiorato da processi canonici, e in seguito designato nel 2010 dal vescovo emerito Rocco Talucci cappellano dell’ospedale e prete in una chiesa del paese: nel maggio 2016 è stato pizzicato con 2.500 immagini pedopornografiche conservate sul computer in cartelle con i nomi dei santi. Ha lanciato una moda: anche don Andrea Contin, indagato a Padova per induzione alla prostituzione, etichettava i filmini hard a cui partecipavano le sue amanti con i nomi dei papi.

    A Catania c’è un sacerdote che ad agosto 2016, già sospeso dalla curia dalle attività pastorali, avrebbe minacciato con un coltello alla schiena un quindicenne costringendolo a rapporti sessuali. Poi c’è don Siro Invernizzi, che nel 2013 è stato mandato dal vescovo di Como a fare il viceparroco a Cugliate, vicino Varese, nonostante i due anni con la condizionale patteggiati per aver approcciato in strada un ragazzino rom di tredici anni che si prostituiva. E ancora: a Grosseto c’è un sacerdote rinviato a giudizio nel luglio 2016 per molestie a tre ragazzine, a cui avrebbe rivolto “attenzioni troppo intime”. A Pietrasanta, in Versilia, dalla scorsa estate c’è un’altra indagine (ancora in corso) su un prete straniero appartenente all’ordine dei Carmelitani: la curia generalizia di Roma è stata citata in sede civile come responsabile dei danni per non aver esercitato il controllo sul religioso […].

    Negli ultimi due lustri, contando solo i condannati e gli indagati, sono oltre 200 i sacerdoti italiani denunciati per atti di lussuria con adolescenti. Molti di più di quelli che hanno scoperto i cronisti del Boston Globe che diedero il via all’inchiesta Spotlight del 2002… Eppure in Italia lo scandalo non è mai esploso, a differenza che negli Stati Uniti, in Australia, in Irlanda o in Belgio in tutta la sua gravità. “Ciò che mi preoccupa qui è una certa cultura del silenzio”, disse monsignor Charles Scicluna quando faceva il promotore di giustizia della Congregazione della dottrina della Fede. Una tendenza all’acquiescenza che sembra coinvolgere le vittime, le famiglie dei credenti, le gerarchie e anche parte dei media: secondo alcuni osservatori non è un caso che siano proprio i paesi tradizionalmente più cattolici – come l’Italia, la Spagna e quelli del Sud America – quelli in cui il fenomeno della lussuria sui più piccoli sembra avere, nei pochissimi dati ufficiali disponibili, dimensione contenuta.

    In realtà, il “sistema” che copre e protegge gli orchi e le casse della Chiesa funziona anche qui. Ancora oggi. E meglio che altrove. Un esempio su tutti: se l’arcidiocesi di Los Angeles qualche anno fa ha pagato, in un accordo extragiudiziario, 660 milioni di dollari a 508 vittime di molestie da parte di preti (il periodo delle violenze ipotizzate va dal 1950 al 1980) come indennizzo per gli atti di libidine, a Verona i 67 ex allievi dell’Istituto Provolo, sordomuti che hanno denunciato alla curia i mostruosi soprusi di cui sarebbero stati oggetto da parte di venticinque religiosi dal 1950 al 1984, non hanno ricevuto nemmeno un euro. Per la legge italiana i reati sono prescritti e una causa legale è tecnicamente impossibile. La commissione d’inchiesta “indipendente” non ha creduto ai loro racconti. Sarà un caso, ma qualche giorno fa uno dei sacerdoti indicati dai testimoni come presunti aguzzini, don Nicola Corradi, è stato arrestato in Argentina nella sede sudamericana dell’istituto dove si era trasferito qualche tempo fa, con l’accusa di “abuso aggravato ” e “corruzione di minori “.

    Ancora oggi il Vaticano non prevede che sacerdoti e vescovi abbiano l’obbligo di denunciare i colleghi maniaci alla giustizia ordinaria. E i casi gestiti dalla Congregazione preposta restano segretissimi. A Cremona don Mauro Inzoli, potente monsignore di Comunione e Liberazione, nel 2016 è stato condannato in primo grado a 4 anni e nove mesi di carcere. Spretato da papa Ratzinger, nonostante il processo penale contro di lui ha fatto appello alla Congregazione e l’ha vinto: Francesco l’ha riammesso nel clero. Non è tutto: il magistrato ha chiesto al Vaticano le carte del processo canonico, e dopo mesi d’attesa s’è visto rifiutata la domanda: “Gli atti processuali e istruttori sono “sub segreto pontificio””, è stata l’unica, laconica spiegazione. Stessa dinamica accaduta a Palermo pochi mesi prima.

    Gli insabbiamenti o le difese d’ufficio coinvolgono pezzi da novanta della gerarchia come il vescovo di Brescia, quello di Como, quello di Castellaneta, il vescovo emerito di Palermo, cardinale Paolo Romeo, quello di Savona, cardinali di peso come Antonelli, Bertone e Domenico Calcagno. Quest’ultimo ha fatto carriera con Benedetto XVI, e anche Francesco l’ha confermato sulla poltrona di presidente dell’Apsa, l’ente che gestisce l’immenso patrimonio della Santa Sede. Nonostante una macchia grave, quella di aver spostato nel 2003 da una parrocchia all’altra un prete su cui erano già arrivate pesanti segnalazioni. Uno spostamento a cui non seguirono provvedimenti: peccato che due anni dopo, il sacerdote, don Nello Giraudo, poté molestare in un campo scout un altro ragazzino.

    http://www.repubblica.it/cronaca/2017/01/16/news/_ecco_i_200_preti_pedofili_d_italia_lo_scandalo_che_imbarazza_la_curia-156114960/?ref=fbpr

  • MOLESTATO DA UN PRETE? /Il prete nega tutto ma una registrazione lo incastra (Le Iene Show, 18 ottobre 2016)

    MOLESTATO DA UN PRETE? /Il prete nega tutto ma una registrazione lo incastra (Le Iene Show, 18 ottobre 2016)

    QUI IL SERVIZIO DELLE LE IENE

    MOLESTATO DA UN PRETE? DUE RAGAZZI ABUSATI DAL PRETE, IL REATO CADE IN PRESCRIZIONE MA IL VATICANO LO ACCUSA (LE IENE SHOW, 18 OTTOBRE 2016) – Il servizio sulla pedofilia parla di Teo, un ragazzo che si è avvicinato alla parrocchia di paese. Teo si è avvicinato a Don Carlo Chiarenza che lo cura come se fosse un figlio. Il momento che gli resta fermo in mente quando la mano del prete ha cominciato ad accarezzare parti più intime, che nessun padre avrebbe mai accarezzato. Teo non racconta i dettagli davanti ad una telecamera, però lo fa in una testimonianza scritta dove ricorda che quando successe il fatto era il 1980 ed aveva 14 anni. Dopo qualche giorno Teo rivive di nuovo quel fatto, in forma ben più aggravata: il prete infatti abusa di lui. “In un certo senso vorresti scomparire”, afferma Teo nell’intervista. Il prete fa addirittura una dichiarazione d’amore al giovane; Teo cambia, non parla con la madre, e pensa di voler morire provando addirittura a tagliarsi le vene e a buttarsi sotto una macchina.

    Teo prova a sparire per un po’ dalla parrocchia, ma dopo un po’ torna in quel luogo e di nuovo succede la stessa cosa di sempre. Teo se la prende con sé stesso, tanto da tentare di nuovo di togliersi la vita. Il bambino torna dal prete che abusa di lui, desiderando inconsciamente di ricevere ancora gli abbracci e le attenzioni di un tempo. Il prete abusa non solo di lui fisicamente ma anche psicologicamente, creando una sorta di legame anche mentale col bambino. A15 anni Teo trova una ragazza che lo aiuta ad allontanarsi dal prete. A 19 anni va in seduta da uno psicoterapeuta che lo aiuta a trasformare la consapevolezza di quello che gli è successo in rabbia, denunciando tutto ciò che gli è successo. Quando Teo affronta il prete quest’ultimo nega tutto. Quando Teo incontra poi in America un’associazione che si occupa di casi di pedofilia decide di incontrare di nuovo il prete e di registrare la conversazione che avviene fra di loro di modo da avere una prova che possa incolpare il parroco. Il prete sminuisce tutto, dichiarando di aver abusato di Teo perché gli voleva bene. Quando la comunità viene a sapere del caso, inizialmente si scaglia contro Teo per poi cambiare opinione e schierarsi a suo favore. Teo teme però di non essere stato l’unico adolescente ad aver subito abusi. E arriva infatti un’altra testimonianza, quella di una ragazza abusata nel 1979 quando aveva 12 anni. La procura di Catania ha ritenuto vere queste dichiarazioni ma il reato era prescritto, cioè era passato troppo tempo da quando erano avvenuti i fatti. Anche il Tribunale ecclesiastico si è pronunciato contro il prete ma quest’ultimo ha fatto ricorso, però il Vaticano lo ha dichiarato colpevole, estromettendolo da ogni ufficio ecclesiastico. Don Chiarenza però si dichiara sempre innocente.

    MOLESTATO DA UN PRETE? LA VERSIONE DEL RELIGIOSO (LE IENE SHOW, 18 OTTOBRE 2016) – Si occuperà anche di casi di molestie sessuali ai danni di minorenni da parte di preti Le Iene Show, il programma in onda stasera su Italia 1 e condotto da Ilary Blasi, Giampaolo Morelli e Frank Matano. La Iena Nina Palmieri intervisterà un uomo che racconterà di essere stato molestato da un prete durante l’adolescenza e di aver avuto il coraggio di denunciarlo solo dopo anni di psicoterapia e silenzio. L’uomo sostiene di essere stato vittima di abudi per la prima volta nel 1989, quando aveva 14 anni. La Procura ha aperto un’indagine sul caso ma non è mai stato avviato un processo per pedofilia ai danni del prete perché il reato era caduto in prescrizione. L’inviata del programma Mediaset ha anche raggiunto il sacerdote. Quest’anno la Congregazione per la Dottrina della Fede del Vaticano ha rigettato l’appello presentato dal prete che è già stato condannato in primo grado nel luglio 2013 dal Tribunale ecclesiastico per abusi sessuali ai danni del minore: la sentenza definitiva ha privato l’uomo di ogni ufficio ecclesiastico.

    MOLESTATO DA UN PRETE? DENUNCIA IL RELIGIOSO, MA IL REATO E’ CADUTO IN PRESCRIZIONE (LE IENE SHOW, 18 OTTOBRE 2016) – Sono innumerevoli i casi di abusi sessuali da parte dei preti ai danni di bambini ed adolescenti. Il dato, impressionante, riguarda da vicino anche l’Italia. Nello scorso giugno, per fare un esempio, un chierichetto di Brindisi ha denunciato il sacerdote 42enne, grazie all’intervento del pediatra della vittima che ha ottenuto le confidenze del piccolo. Il religioso è stato accusato di violenza sessuale pluriaggravata e continuata ed ora è in attesa di processo. L’argomento verrà approfondito nella puntata de Le Iene Show di questa sera, martedì 18 ottobre 2016, grazie ad un servizio di Nina Palmieri. L’inviata si concentrerà su un caso in particolare, di un uomo che ha subito delle violenze da un prete quando era bambino. A causa della prescrizione delle accuse, il sacerdote non è stato condannato agli occhi della legge, ma allontanato secondo un provvedimento della Curia. E ancora in Puglia, due anni fa, un sacerdote viene processato con rito abbreviato ed infine portato in carcere in seguito alla condanna di oltre tre anni di reclusione. A Milano, scrive Il Tempo, la Procura ha accusato un prete di aver abusato di un adolescente dipendente dalle droghe, adescato tramite una chat e pagato in cambio dei suoi favori. L’elenco dei casi che riguardano i preti pedofili potrebbe allungarsi di molto, a partire dai tempi odierni fino agli anni passati. Eclatante il parroco di Roma che abusava di alcuni ragazzi che gli erano stati affidati e che attirava con la scusa di regali come vestiti o dvd. Dopo aver negato l’accusa, nel 2011 viene condannato a 15 anni di detenzione in primo grado, commutati poi in 14 anni nella sentenza d’appello.

    QUI IL SERVIZIO DELLE LE IENE

  • La Cassazione: masturbarsi in pubblico non è più reato

    La Cassazione: masturbarsi in pubblico non è più reato

    Solo multa da 5mila a 30mila euro

    Niente più condanna per atti osceni, per effetto della depenalizzazione di questo reato attuata dal d.lgs n.8 del 2015, nei confronti di chi si apposta nei luoghi frequentati da giovani ragazze per masturbarsi davanti ai loro occhi.

    La Cassazione ha preso atto di quanto previsto dalla recente riforma e ha annullato senza rinvio “perché il fatto non è previsto dalla legge come reato” la condanna inflitta dalla Corte di Appello di Catania il 14 maggio 2015 a carico di un uomo di 69 anni, Pietro L., rinviato a giudizio perché “dopo aver estratto il proprio membro” praticava “l’autoerotismo” davanti alle studentesse che frequentavano la cittadella universitaria nei pressi della quale lui si posizionava.

    Ora a questo uomo sarà inflitta solo una multa amministrativa di entità compresa tra i cinquemila e i trentamila euro,a deciderlo l’ammontare sarà il Prefetto di Catania. In primo e secondo grado, Pietro L. era stato condannato a tre mesi di reclusione convertiti nella multa di 3.420 euro. Ora gli effetti penali scompaiono.

    http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2016/09/06/la-cassazione-masturbarsi-in-pubblico-non-e-piu-reato-_99b9ddf5-cf54-4621-8b80-558e52aebf39.html

  • Atti osceni in piscina, il prete non sarà condannato

    Atti osceni in piscina, il prete non sarà condannato

    Concorezzo. Il sacerdote che si stava masturbando (secondo quanto raccontato ai carabinieri da alcuni testimoni oculari) nella vasca idromassaggio dell’Acquaworld di via La Pira non sarà condannato. Semmai multato. E’ praticamente inevitabile dopo che, alcuni giorni fa, la Cassazione ha preso atto della recente depenalizzazione di alcuni reati voluta dal Governo Renzi. Come spiega l’Ansa, niente più condanna per atti osceni, per effetto della depenalizzazione di questo reato attuata dal d.lgs n.8 del 2015, nei confronti di chi si apposta nei luoghi frequentati da giovani ragazze per masturbarsi davanti ai loro occhi.

    La Cassazione ha preso atto di quanto previsto dalla recente riforma e ha annullato senza rinvio “perché il fatto non è previsto dalla legge come reato” la condanna inflitta dalla Corte di Appello di Catania il 14 maggio 2015 a carico di un uomo di 69 anni, P.L., rinviato a giudizio perché “dopo aver estratto il proprio membro” praticava “l’autoerotismo” davanti alle studentesse che frequentavano la cittadella universitaria nei pressi della quale lui si posizionava.

    Ora a questo uomo sarà inflitta solo una multa amministrativa di entità compresa tra i cinquemila e i trentamila euro; a decidere l’ammontare sarà il Prefetto di Catania. In primo e secondo grado, P.L. era stato condannato a tre mesi di reclusione convertiti nella multa di 3.420 euro. Ora gli effetti penali scompaiono.

    http://www.concorezzo.org/cronaca/il-prete-che-si-masturbava-al-parco-acquatico-non-sara-condannato-3118.html

  • Catania, prete punta coltello contro 15enne della parrocchia e ne abusa sessualmente

    Catania, prete punta coltello contro 15enne della parrocchia e ne abusa sessualmente

    Un sacerdote avrebbe puntato un coltello contro un ragazzino di 15 anni, che frequentava la sua parrocchia in una zona marinara alla periferia di Catania, e lo avrebbe così costretto a subire abusi. Al prete i carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della procura di Siracusa hanno notificato un obbligo di dimora emesso dal gip Andrea Migneco su richiesta del procuratore aggiunto Fabio Scavone e del sostituto Vincenzo Nitti.

    È indagato per violenza sessuale aggravata su un minorenne e, secondo l’accusa, «pur risultando sospeso dalle proprie funzioni di parroco, potenzialmente era in condizione di frequentare una vasta platea di parrocchiani con il concreto rischio di reiterazione del reato».

    L’inchiesta è stata avviata dopo la denuncia della vittima e dei suoi genitori alla procura di Siracusa e le accuse avrebbero trovato riscontri in intercettazioni telefoniche. Alle indagini ha partecipato anche il Nucleo investigativo telematico della Procura di Siracusa perché il parroco indagato era molto attivo in chat e social network.

    http://www.ilmattino.it/primopiano/cronaca/catania_prete_violenza_sessuale_ragazzino_parrocchia_coltello-1894242.html

  • Minaccia col coltello un ragazzo e poi lo stupra: arrestato parroco a Catania

    Minaccia col coltello un ragazzo e poi lo stupra: arrestato parroco a Catania

    Un sacerdote avrebbe puntato un coltello contro un ragazzino di 15 anni, che frequentava la sua parrocchia in una zona marinara alla periferia di Catania, e lo avrebbe così costretto a subire abusi. Al prete i carabinieri della sezione di Polizia giudiziaria della Procura di Siracusa hanno notificato un obbligo di dimora emesso dal Gip Andrea Migneco su richiesta del procuratore aggiunto Fabio Scavone e del sostituto Vincenzo Nitti. È indagato per violenza sessuale aggravata su un minorenne e, secondo l’accusa, «pur risultando sospeso dalle proprie funzioni di parroco, potenzialmente era in condizione di frequentare una vasta platea di parrocchiani con il concreto rischio di reiterazione del reato». L’inchiesta è stata avviata dopo la denuncia della vittima e dei suoi genitori alla Procura di Siracusa e le accuse avrebbero trovato riscontri in intercettazioni telefoniche. Alle indagini ha partecipato anche il Nucleo investigativo telematico della Procura di Siracusa perché il parroco indagato era molto attivo in chat e social network.

    Accade alla periferia di Catania: pesanti indizi contro il prete

    Le indagini svolte dai carabinieri della Procura, con il coordinamento del procuratore aggiunto Fabio Scavone e del sostituto Vincenzo Nitti, hanno avuto origine da una dettagliata denuncia presentata dalla madre del ragazzino, il quale è stato poi sentito dagli inquirenti alla presenza di una psicologa. Secondo quanto ricostruito dalla Procura, il parroco avrebbe attirato con una scusa il ragazzino nella propria abitazione avvalendosi della complicità di un comune amico venticinquenne, che a sua volta è risultato avere avuto rapporti sessuali col sacerdote. Una volta giunti in casa, il religioso avrebbe puntato un coltello da cucina nella schiena del ragazzino costringendolo a subire atti sessuali. L’arma da taglio descritta dal ragazzino è stato poi sequestrato dai militari dell’Arma nell’abitazione dell’indagato. Riscontri da parte del nucleo investigativo telematico della Procura sia nelle intercettazioni telefoniche che nelle testimonianze di altri parrocchiani che avevano raccolto il racconto del quindicenne. Sullo sfondo, secondo gli inquirenti, “plurime e gravi forme di violenza fisica e psicologica, con l’uso di armi ma anche mediante lo sfruttamento di una relazione del tutto impari, tra un ragazzino di 15 anni e un uomo di 51”. Sembra inoltre che il sacerdote, sospeso dallo svolgimento delle attività pastorali come disposto dalla Curia catanese, grazie all’aiuto di un amico e parroco, avrebbe continuato a celebrare messa e dunque a frequentare una vasta platea di parrocchiani. Il Nit ha accertato che il parroco indagato era molto attivo nelle chat e nei social network e che egli è un assiduo consumatore di pornografia nonché una persona dalla vita sessuale molto attiva.

    Minaccia col coltello un ragazzo e poi lo stupra: arrestato parroco a Catania

  • Siracusa, abusi sessuali su un ragazzo di 15 anni Prete ai domiciliari

    Siracusa, abusi sessuali su un ragazzo di 15 anni Prete ai domiciliari

    Allarme pedofilia. Il gip del tribunale di Siracusa, Andrea Migneco, ha sottoposto a obbligo di dimora un parroco di 51 anni di una chiesa della diocesi di Catania accusato di abusi sessuali commessi nel Siracusano nei confronti di un quindicenne. Il ragazzino, secondo la ricostruzione dei magistrati della Procura di Siracusa e dei carabinieri, sarebbe stato costretto a subire le violenze sotto la minaccia di un coltello. Le responsabilità del sacerdote sarebbero emerse dalle intercettazioni telefoniche, dalle perquisizioni, dai sequestri e dalle conversazioni su internet dell’indagato monitorate con il coordinamento del procuratore aggiunto Fabio Scavone e dal sostituto Vincenzo Nitti. Il prete è sospeso dalle sue funzioni di parroco. A parere degli investigatori, il sacerdote usava con regolarità i social network e per questo motivo la Procura di Siracusa ha chiesto la collaborazione del personale del Nit, nucleo investigativo telematico, protagonista negli anni scorsi di indagini sulla pedofilia online.

    Le indagini Le indagini hanno avuto origine da una dettagliata denuncia presentata dalla madre del ragazzino poi ascoltato dagli inquirenti con l’ausilio di una psicologa. Grave la ricostruzione dei fatti, dalla quale è emerso che il parroco avrebbe attirato il ragazzino con una scusa nella propria abitazione, avvalendosi della complicità di un comune amico venticinquenne che a sua volta è risultato avere avuto rapporti sessuali col sacerdote. Ma durante le indagini sono state delineate plurime e gravi forme di violenza fisica e psicologica con l’uso di armi ma anche mediante lo sfruttamento di una relazione impari tra un ragazzino di 15 anni e un uomo di 51 anni, suo parroco. Una volta in casa il religioso avrebbe puntato un coltello da cucina nella schiena del ragazzino costringendolo a subire atti sessuali. Il coltello descritto dal ragazzino è stato poi sequestrato dai carabinieri nell’abitazione dell’indagato mentre la ricostruzione dei fatti ha trovato riscontro sia nelle intercettazioni telefoniche immediatamente successive sia nelle testimonianze di altri parrocchiani che avevano raccolto il racconto sofferente del ragazzino.

    http://www.iltempo.it/cronache/2016/08/04/news/siracusa-abusi-sessuali-su-un-ragazzo-di-15-anni-prete-ai-domiciliari-1016810/

  • “Punta un coltello e e abusa di un ragazzo”, sacerdote indagato a Catania

    “Punta un coltello e e abusa di un ragazzo”, sacerdote indagato a Catania

    CATANIA. Con un coltello alla schiena, sarebbe stato costretto da un prete ad avere rapporti sessuali. Tra le lacrime, un ragazzo di 15 anni del Siracusano ha raccontato tutto alla madre che ha poi fatto denuncia. Così i carabinieri sono arrivati ad individuare il sacerdote di 51 anni, già sospeso dallo svolgimento di attività pastorali dalla curia.

    All’ex sacerdote di una chiesa di Catania è stato notificato l’obbligo di dimora nel Comune di Lentini emesso dal Gip Andrea Migneco su richiesta del procuratore aggiunto Fabio Scavone e del sostituto Vincenzo Nitti della Procura di Siracusa. Il prete è indagato per violenza sessuale aggravata su un minorenne e, secondo l’accusa, “pur risultando sospeso dalle proprie funzioni di parroco, potenzialmente era in condizione di frequentare una vasta platea di parrocchiani con il concreto rischio di reiterazione del reato”.

    Il racconto del ragazzo, ascoltato con l’aiuto di una psicologa, è stato riscontrato dagli inquirenti grazie a intercettazioni telefoniche e altre testimonianze di parrocchiani. L’attiva vita sessuale del prete proseguiva anche su internet, come ha potuto constatare il Nucleo investigativo telematico della Procura di Siracusa. Il parroco indagato era infatti spesso in chat e social network.

    Ma non si è servito del web per incastrare il ragazzino di 15 anni, attirato invece a casa sua con la complicità di un comune amico di 25 anni che da tempo aveva rapporti sessuali con il sacerdote. Una volta giunti in casa, il religioso avrebbe puntato un coltello da cucina nella schiena del ragazzino costringendolo a subire atti sessuali. L’arma descritta dalla vittima è stata poi trovata e sequestrata dai militari nell’abitazione dell’ indagato.

    Un ulteriore riscontro alle accuse degli inquirenti che parlano di “plurime e gravi forme di violenza fisica e psicologica, con l’uso di armi ma anche mediante lo sfruttamento di una relazione del tutto impari, tra un ragazzino di 15 anni e un uomo di 51”.

    Sembra, inoltre, che il sacerdote, nonostante fosse stato sospeso dalla curia catanese, grazie all’aiuto di un amico parroco, avrebbe continuato a celebrare messa. Proprio per impedirgli altre possibilità di adescamento, la Procura gli ha imposto l’obbligo di dimora.

    http://catania.gds.it/2016/08/04/aggredisce-e-abusa-di-un-minore-sacerdote-indagato-a-catania_547902/