Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Catania

  • Siracusa: minacce e violenza sessuale su un 15enne, accusato un parroco

    Siracusa: minacce e violenza sessuale su un 15enne, accusato un parroco

    Misure cautelari in obbligo di dimora per un parroco della Diocesi di Catania, accusato di aver minacciato e violentato un ragazzino di 15 anni con un complice di 25.

    La misura cautelare disposta per evitare un’eventuale reiterazione di reato in caso di colpevolezza è stata disposta dal giudice per le indagini preliminari Andrea Migneco, in forza di alcune prove quali intercettazioni telefoniche e perquisizioni; il parroco, 51 anni, avrebbe commesso il fatto con un complice di 25 , con cui aveva già rapporti sessuali, stando al racconto della vittima.

    Dalla ricostruzione dei fatti è emerso  che il parroco avrebbe attirato con una scusa il ragazzino presso la propria abitazione avvalendosi della complicità di un comune amico venticinquenne,  che a sua volta è risultato avere avuto rapporti sessuali col sacerdote. Una volta giunti presso l’abitazione, il religioso avrebbe puntato un coltello da cucina nella schiena del ragazzino costringendolo a subire atti sessuali.

    Il coltello descritto dal ragazzino è stato poi sequestrato dai Carabinieri presso l’abitazione dell’indagato, mentre la ricostruzione dei fatti ha trovato peraltro riscontro sia nelle intercettazioni telefoniche immediatamente successive sia nelle testimonianze di altri parrocchiani che avevano raccolto il racconto sofferente del ragazzino.

    La ricostruzione dei fatti, frutto dunque di dettagliate e scrupolose indagini, compone uno scenario particolarmente grave, nel quale si delineano plurime e gravi forme di violenza fisica e psicologica, con l’uso di armi ma anche mediante lo sfruttamento di una relazione fortemente asimmetrica, ovvero del tutto impari, tra un ragazzino di 15 anni e un uomo di 51 anni, suo parroco.

    I Carabinieri hanno inoltre accertato che l’indagato, nonostante la sospensione dallo svolgimento delle attività pastorali disposta dalla curia vescovile, grazie all’aiuto di un suo amico e  parroco, continuava a celebrare messa e dunque a frequentare una vasta platea di parrocchiani. Anche per tale ragione, dovendosi scongiurare il rischio della reiterazione del reato, è stato richiesto dalla Procura e poi disposto dal gip l’obbligo di dimora a Lentini.

    A completare il quadro probatorio vi sono infine i riscontri degli accertamenti informatici eseguiti dagli specialisti del Nucleo Investigativo Telematico della Procura di Siracusa, che hanno accertato che il parroco indagato è molto attivo nelle chat e nei social network e che egli è un assiduo consumatore di pornografia nonché una persona dalla vita sessuale molto attiva.

    http://www.giornalesiracusa.com/notizie/2016/08/04/siracusa-minacce-violenza-sessuale-un-15enne-accusato-un-parroco-lentini

  • Pedofilia, ex docente dei salesiani patteggia due anni  Nel 2015 era stato sorpreso in auto con due ragazzi

    Pedofilia, ex docente dei salesiani patteggia due anni Nel 2015 era stato sorpreso in auto con due ragazzi

    Si chiude con un patteggiamento a due anni – con pena sospesa – la vicenda del professore dei salesiani arrestato per pedofilia. Carmelo Pergolizzi, assistito dall’avvocato Marco Falcone, era stato sorpreso dentro una macchina insieme a due ragazzi.

    A scoprirlo i carabinieri vicino a Misterbianco, a ottobre dello scorso anno. L’uomo si trovava insieme a due ragazzi: un ventenne e un minorenne. Il primo dei due, anch’egli finito agli arresti accusato di induzione alla prostituzione, ha scelto il rito abbreviato.

    Per l’ex docente la strada giudiziaria è stata quella più breve con l’applicazione di una pena per prostituzione minorile su accordo delle parti, espediente che gli ha evitato un lungo processo.

    La decisione, come riportato dal quotidiano La Sicilia, è stata presa dalla giudice per l’udienza preliminare Flavia Panzano. Nel passato dell’uomo c’è il ruolo di professore dell’istituto salesiano di via Cifali, a Catania, quello di delegato provinciale della Federazione Italian giuoco calcio e del Comitato olimpico nazionale italiano. Una figura nota in città da sempre accanto ai giovani.

    http://catania.meridionews.it/articolo/45812/pedofilia-ex-docente-dei-salesiani-patteggia-due-anni-nel-2015-era-stato-sorpreso-in-auto-con-due-ragazzi/

  • Pedofilia, tribunale Vaticano condanna don Chiarenza  «Risarcimento da 50mila euro e divieto di dire messa»

    Pedofilia, tribunale Vaticano condanna don Chiarenza «Risarcimento da 50mila euro e divieto di dire messa»

    La Congregazione per la dottrina della fede ha rigettato il ricorso del prete di Acireale contro la sentenza di primo grado. Adesso, se non dovesse rispettare le sanzioni, rischia la dimissione dallo stato clericale. Il commento della vittima Teo Pulvirenti: «Senso di liberazione». A novembre  la magistratura confermò le accuse.

    Don Carlo Chiarenza, il prete di Acireale accusato da Teo Pulvirenti di abusisessuali, è stato condannato in via definitiva. Sul caso dell’ex rettore della basilica di San Sebastiano si è pronunciata la Congregazione per la dottrina della fede che ha rigettato il ricorso presentato dopo la condanna in primo grado. Era l’estate del 2013, quando il Vaticano aveva stabilito che Chiarenza si era reso responsabile di violenza sull’allora adolescente Pulvirenti.

    Un’accusa che il prete aveva sempre rigettato, affermando la propria innocenza e alludendo al fatto che fosse stata la vittima a ricercare affetto in lui. A tale versione, tuttavia, erano stati in pochi a credere. All’indomani della denuncia di Pulvirenti, comprensiva di un audio in cui Chiarenza ammetteva indirettamente gli avvicinamenti risalenti a fine anni Ottanta, il presunto caso di pedofilia aveva attirato l’attenzione dell’associazione La caramella buona, che da allora segue la vicenda e che ha diffuso una nota ufficiale che riprenderebbe, di fatto, una comunicazione che il vescovo di Acireale, AntoninoRaspanti, ha inviato allo stesso Pulvirenti.

    «A Chiarenza – si legge nel comunicato – vengono comminate le seguenti penecanoniche: obbligo di dimorare fuori dalla Metropolia di Catania per tre anni,divieto per tre anni di celebrare messa, divieto perpetuo di confessare e avere contatti ministeriali che possano comportare contatto con i minori». Il prete, inoltre, dovrà risarcire Pulvirenti con la somma di 50mila euro, da pagare in 24 mesi, e coprire le spese processuali (quattromila euro) al Tribunale ecclesiastico. Qualora il sacerdote si rifiutasse di rispettare tali prescrizioni le conseguenze potrebbero portare anche alla «dimissione dallo stato clericale».

    Questo il commento a caldo di Pulvirenti: «Non riesco a crederci. Avverto un incredibile senso di liberazione, finalmente, insieme agli amici della Caramella buona, abbiamo ottenuto non solo giustizia popolare ma anche quella della Chiesa».

    Don Chiarenza a fine 2015 era finito anche in televisione. Intervistato dalla trasmissione di Rete4 La strada dei miracoli, il prelato aveva dichiarato diessere lui la vera vittima, sottolineando una volta di più come l’intera ricostruzione degli abusi fosse scaturita da un’errata lettura degli eventi da parte di Pulvirenti. Interpretazione che non aveva convinto nemmeno lamagistratura, che negli ultimi anni ha indagato sul caso: infatti, nonostante l’inchiesta si fosse conclusa con la richiesta di prescrizione dettata dalla scadenza dei termini utili per andare a processo, i magistrati avevano sottolineato come le accuse a carico di Chiarenza fossero state«circostanziate e verosimili». Dalle indagini, inoltre, era emerso che i casi in cui il prete si sarebbe macchiato di violenza sessuale erano più di uno. Tra i quali, il presunto stupro di una bambina in canonica.

    «Nessuno dorma sonni tranquilli. Gli abusi sui minori sono reati, crimini, gravissimi peccati. Tolleranza zero». Con queste parole don Fortunato Di Notocommenta la condanna di don Chiarenza. Il sacerdote siracusano che da anni si batte contro la pedofilia ammette di essere infastidito quando gli si chiede che cosa si provi a sapere che il colpevole sia un altro prelato. «Combatto la pedofilia e gli abusi da 25 anni, mi dà fastidio che si dica che è un prete come me. Un prete non compie questi atti sui piccoli, sui prediletti del Signore». Sulla prescrizione. «Hanno applicato la legge italiana che prevede la prescrizione, anche se non sembra accettabile».

    http://catania.meridionews.it/articolo/42516/pedofilia-tribunale-vaticano-condanna-don-chiarenza-risarcimento-da-50mila-euro-e-divieto-di-dire-messa/

  • Pedofilia, rigettato il ricorso  di monsignor Chiarenza

    Pedofilia, rigettato il ricorso di monsignor Chiarenza

    La Congregazione per la Dottrina della Fede ha respinto la difesa del sacerdote di Acireale già condannato in primo grado. La sua vittima oggi è ricercatore negli Usa

    La Congregazione per la Dottrina della Fede ha rigettato il ricorso presentato da Monsignor Carlo Chiarenza di Acireale, già condannato in primo grado nel luglio 2013 per abusi sessuali compiuti ai danni di Teo Pulvirenti, assistito dall’associazione antipedofilia «La Caramella Buona Onlus». «Non riesco a crederci – dichiara commosso Teo Pulvirenti da New York, dove lavora come ricercatore – avverto un incredibile senso di liberazione, finalmente, insieme agli amici della “Caramella Buona”, abbiamo ottenuto non solo giustizia popolare ma anche quella della Chiesa».

    La sentenza

    Dichiarato colpevole, a Chiarenza sono state comminate diverse pene canoniche tra le quali l’obbligo di dimora fuori dalla città metropolitana di Catania per tre anni in un luogo concordato tra il Vescovo di Acireale e il Vescovo ospitante, il divieto per tre anni di celebrare in pubblico la Santa Messa, il divieto perpetuo di confessare ed esercitare la direzione spirituale, e di ricevere in futuro incarichi ministeriali che possano comportare contatto con i minori. Oltre a queste misure il prete dovrà risarcire Teodoro Pulvirenti la vittima all’epoca dei fatti, con la somma di 50mila euro nel tempo massimo di 24 mesi dalla data della notifica di questo Decreto.«Qualora Mons. Chiarenza non ottemperasse alle pene suddette – si legge nel dispositivo – gli si impongano altre pene canoniche espiatorie di cui al CIC can 1336, non esclusa, dietro severo ammonimento e de mandatu Congregationis pro Doctrina Fidei, la dimissione dallo stato clericale».

     http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/catania/cronaca/16_aprile_14/acireale-condannato-sacerdote-pedofilia-dovra-risarcire-vittima-027548c2-027a-11e6-b078-9feb14f0aefb.shtml
  • Pedofilia: onlus al Papa, prete condannato ma celebra messa

    Pedofilia: onlus al Papa, prete condannato ma celebra messa

    (AGI) – Roma, 8 ott. – Un prete siciliano ha pronunciato messa nonostante una condanna del tribunale ecclesiastico per abusi sessuali a un minore. Lo denuncia una onlus antipedofilia chiedendo a Papa Francesco di porre fine allo “scandalo”.
    “Carlo Chiarenza”, afferma Roberto Mirabile, presidente de La Caramella buona, “e’ stato condannato all’allontanamento per 8 anni dalla Sicilia e dalla sua diocesi perche’ riconosciuto colpevole dalla sua chiesa di abusi sessuali nei confronti di Teodro Pulvirenti, quando quest’ultimo era un minore. Si tratta di una condanna in primo grado, ma pochi giorni fa il vescovo Nino Raspanti di Acireale (provincia di Catania, ndr) ha scandalosamente autorizzato Chiarenza a concelebrare una messa davanti a tanti fedeli”.
    La messa, ha aggiunto la onlus, e’ stata tenuta nella chiesa di Aci San Filippo, ancora in provincia di Catania.
    Mirabile ha ricordato il caso del sacerdote di Trento sospeso per aver pronunciato parole “oscene e censurabili” sui bambini e sulla pedofilia. “Quelle erano parole -conclude Mirabile- qui invece si e’ passati ai fatti”. (AGI) .

    https://www.agi.it/cronaca/notizie/pedofilia_onlus_al_papa_prete_condannato_ma_celebra_messa-201510081814-cro-rt10174

  • ACIREALE: PRESCRIZIONE PER IL PRETE ACCUSATO DI PEDOFILIA

    ACIREALE: PRESCRIZIONE PER IL PRETE ACCUSATO DI PEDOFILIA

    Acireale – Arriva la prescrizione per don Carlo Chiarenza il prete accusato di pedofilia.

    La Procura di Catania ha chiesto al Gip l’archiviazione per prescrizione del reato dell’inchiesta su don Carlo Chiarenza, l’ex parroco della chiesa di San Paolo ad Acireale, nonché ex rettore della basilica di San Sebastiano, accusato di aver abusato sessualmente di un parrocchiano quando la vittima aveva 14-15 anni tra il 1989 e il 1990.

    A denunciare il prete era stato un catanese di 38 anni, Teodoro Pulvirenti, che ora lavora negli Stati Uniti come ricercatore. Il giovane aveva fatto ascoltare agli inquirenti una registrazione audio fatta di nascosto tra lui e don Carlo.

    Il parroco era stato condannato anche dalla Congregazione per la Dottrina della Fede del Vaticano. Nell’agosto del 2013 una condanna di primo grado imponeva al parroco di dimorare per alcuni anni fuori dalla Diocesi non assumendo incarichi ecclesiali e non svolgendo il ministero in pubblico. Tuttavia, Roberto Mirabile, presidente della Onlus “La caramella buona”, aveva denunciato lo scorso ottobre il fatto che il prete, malgrado la condanna ecclesiastica, stesse officiando messa grazie ad un’autorizzazione del vescovo di Acireale Antonino Rampanti. La notizia fu riportata l’8 ottobre dalla testata giornalistica AGI. In quell’occasione Raspanti lanciò un appello a Papa Francesco.

    Tornando alla vicenda giudiziaria, nella richiesta di archiviazione la Procura evidenzia che l’inchiesta è «evidentemente pregiudicata dall’effetto dell’istituto della prescrizione», ma scrivono i magistrati, «giova comunque rilevare che le dichiarazioni rese dalle persone offese sono risultate dettagliate, coerenti e circostanziate (e perciò stesso incompatibili con l’invenzione dei fatti narrati)». «Il decorso del termine di prescrizione – osservano – non consente di indugiare oltre al riguardo, seppure non possa rimarcarsi la mancata emersione di elementi atti a comprovare la falsità delle accuse».

    Il legale della vittima, l’avvocato Giampiero Torrisi, ha dichiarato che «la corposa e ineccepibile attività d’indagine, posta in essere dalla Procura della Repubblica di Catania, ha da un lato confermato la veridicità delle dichiarazioni rese dalla vittima e dall’altro ha accertato l’avvenuto decorso del termine di prescrizione del reato. La difesa del mio assistito, pertanto, non proporrà alcuna opposizione alla richiesta di archiviazione formulata dall’ufficio del Pubblico Ministero».

  • Prescrizione salva Don Chiarenza  Il Pm: “Denunce circostanziate”

    Prescrizione salva Don Chiarenza Il Pm: “Denunce circostanziate”

    CATANIA – C’è un nuovo colpo di scena nel procedimento penale per i presunti abusi sessuali che due minorenni avrebbero subito da don Carlo Chiarenza negli anni ’80. Le loro dichiarazioni sono state ritenute dai magistrati “dettagliate, coerenti, circostanziate”, ma c’è il rischio che non si svolgerà mai un processo perché i reati sono prescritti, in quanto risalenti nel tempo; per questo il 16 ottobre la Procura ha presentato richiesta di archiviazione al Gip e i legali di Teodoro Pulvirenti, che ha registrato l’ammissione degli abusi di don Chiarenza, non faranno opposizione.

    “Il decorso del termine di prescrizione – si legge nella richiesta – non consente di indugiare oltre al riguardo”. Insomma, stavolta è il tempo sì a sanare le ferite, ma del solo presbitero acese. Perché sulla verità delle dichiarazioni della vittima, se da un lato non ci sarà mai alcun verdetto a confermarle, al momento non c’è alcun elemento che le possa smentire. E sono gli stessi togati a sottolinearlo: stando agli elementi raccolti “non possa rimarcarsi – scrivono – la mancata emersione di elementi atti a comprovare la falsità delle accuse”. E ancora: “Giova comunque rilevare che le dichiarazioni rese dalle persone offese sono risultate dettagliate, coerenti, circostanziate e perciò stesso incompatibili con l’invenzione dei fatti narrati”.

    Oltre il linguaggio giudiziario, per Giampiero Torrisi, il legale che rappresenta gli interessi di Teo Pulvirenti, i fatti raccontati sono “veri”. Una vittoria di Pirro, forse, ma che in parte era già nelle premesse della denuncia raccolta nel 2012 dal mensile “S” e da La caramella Buona, onlus antipedofilia che ha sede a Reggio Emilia. L’istituto della prescrizione ha impedito che giustizia fosse fatta; ma forse la verità – almeno quella – sarebbe emersa ugualmente. E con lei il ritratto di Don Chiarenza: “Un leader carismatico amatissimo e rispettato da tutti i giovani – si legge nella richiesta –, un leader che tuttavia risultava ligio alle regole ed ai precetti del Vangelo con alcuni e che, invece, profittava nel peggiore dei modi dell’affetto e della fiducia ripostagli, con altri”.

    La difesa di Pulvirenti ha già fatto sapere che non proporrà alcuna opposizione alla richiesta di archiviazione formulata dall’ufficio del Pubblico Ministero. Intanto su Chiarenza pende la condanna in primo grado del tribunale ecclesiastico di Napoli, sentenza rispetto alla quale il sacerdote acese è ricorso in appello. In attesa che l’apposita sezione giudicante in seno alla Congregazione per la dottrina della fede e istituita di recente da papa Francesco emetta il verdetto, Chiarenza è diffidato dal vescovo Raspanti a celebrare pubblicamente il culto divino. Provvedimento cautelare rispetto al quale, nelle scorse settimane, lo stesso titolare della sede acese è andato in deroga, destando un caso a livello nazionale.

    http://catania.livesicilia.it/2015/11/04/pedofilia-la-prescrizione-salva-don-chiarenza-il-pm-denunce-dettagliate-e-circostanziate_358759/

  • Don Vincenzo Calà Improtta, condannato in primo grado a 4 anni per pedofilia, concelebra l’ordinazione di don Roberto Maio

    Don Vincenzo Calà Improtta, condannato in primo grado a 4 anni per pedofilia, concelebra l’ordinazione di don Roberto Maio

    A pochi giorni dallo scandalo di Carlo Chiarenza, condannato in primo grado dal tribunale ecclesiastico  per gli abusi su Teodoro Pulvirenti e sorpreso a celebrare la messa con l’autorizzazione del Vescovo Antonino Raspanti, adesso è il turno di don Vincenzo Calà Improtta, il quale non si è limitato a celebrare la messa, ma ha concelebrato addirittura l’ordinazione di un sacerdote, don Roberto Maio.

    In data 12/10/15 nella Basilica di santa Maria Assunta in Randazzo, di cui Vincenzo Calà Improtta è l’ex parroco, si è celebrata l’ordinazione di don Roberto Maio. In quella occasione erano presenti parecchi sacerdoti della diocesi e tutto il clero cittadino, tra cui don Vincenzo Calà Impirotta, condannato in primo grado con rito abbreviato per pedofilia dal Tribunale di Catania il 01/07/14, in attesa di appello, e sul cui conto è in corso il processo canonico per gli stessi fatti.

    Dopo la sentenza, il vescovo Antonio Raspanti ha prudentemente provveduto a rimuoverlo dal suo incarico di parroco, ma ciò non gli ha impedito di concelebrare l’ordinazione, anzi la sua presenza è stata salutata con entusiasmo da tutti i parrocchiani, che ovviamente non credono ai fatti denunciati e pensano a un accanimento contro il “povero” prete.
    Ora, è vero che formalmente non è ancora stato ridotto allo stato laicale, ma è pur vero che c’è comunque una sentenza penale seppure di primo grado, ed anzi solo grazie a quella il Vescovo ha deciso di avviare il processo canonico.

    Certo che a questo punto viene da chiedersi quanto siano fondati i “buoni propositi” di papa Francesco, o quanto siano inaffidabili ed irrispettosi i suoi ministri. Sta di fatto che povero don Roberto Maio, essere ordinato da un sacerdote concelebrante condannato per pedofilia, non è di certo per lui un buon inizio.

    Francesca Lagatta

    ufficiostampa@retelabuso.org

  • Pedofilia, raffica di arresti a Catania. C’è anche l’ex presidente della Figc

    Pedofilia, raffica di arresti a Catania. C’è anche l’ex presidente della Figc

    Catania – Brutta storia di pedofilia con un protagonista molto conosciuto a Catania, il professore di educazione fisica Carmelo Pergolizzi, già presidente provinciale della federazione gioco calcio. Il prof è stato sorpreso dai carabinieri durante un controllo in un quartiere isolato di Misterbianco, in contrada “Quartararo”, mentre era in atteggiamenti di inequivocabile intimità sulla sua auto con due ragazzi, un maggiorenne che ha 22 anni e un sedicenne. Condotto in caserma dai carabinieri di Misterbianco Pergolizzi si è giustificato dicendo: “I due ragazzini erano con me per fare un giro, ma li stavo per accompagnare nelle loro abitazioni”. Parole che non hanno convinto i militari. Messi alle strette i più giovani hanno svelato i retroscena di un adescamento avvenuto su Facebook con la mediazione del più grande, che di fatto avrebbe fatto da ‘intermediario’ con il più giovane. Pergolizzi avrebbe pagato venti euro per la prestazione sessuale del sedicenne. Sono così scattate gli arresti ai domiciliari per Pergolizzi e per il ventenne. Il fatto è avvenuto la mattina del 5 ottobre, ma la notizia è stata mantenuta top secret dalle forze dell’ordine e dalla magistratura.

    Pergolizzi è insegnate di educazione fisica in un istituto salesiano e vanta un curriculum di tutto rispetto nel mondo dello sport ed in particolare in quello del calcio. E’ stato allenatore delle giovanili della Federazione gioco calcio dal 1984, responsabile delle attività di base sempre della Federazione, segretario dal 2000 al 2008 della Scuola calcio del centro federale e dal 2005 presidente della Federazione catanese, fiduciario della giunta del Coni e poi vice presidente, stella di bronzo al merito sportivo del Coni nel 2009.

    Sempre oggi a Catania è stata identificata una banda di pedofili. Tre persone sono state arrestate e 14 indagate. Sono i numeri dell’operazione

    “Cloud” del compartimento della polizia postale e delle comunicazione di Catania ordinata dalla procura distrettuale antimafia. Scoperta un’associazione per delinquere finalizzata allo scambio, alla divulgazione e distribuzione di materiale pedopornografico su internet. Per la prima volta in Italia è stato contestato il reato associativo per una associazione per delinquere strutturata on line. Si è trattato di un gruppo chiuso e non accessibile dall’esterno.

    http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/10/27/news/pedofilia_raffica_di_arresti_a_catania_c_e_anche_l_ex_presidente_della_figc-126024038/

  • Arrestato professore dei salesiani per pedofilia «Siamo cresciuti con lui e mai avuto sospetti»

    Arrestato professore dei salesiani per pedofilia «Siamo cresciuti con lui e mai avuto sospetti»

    Da settimane non si fa vedere a scuola. E il suo nome è scomparso dalla lista dei docenti dell’istituto salesiano di via Cifali, a Catania. Alla delegazione provinciale FederCalcio, di cui è stato dirigente, C. P., 63 anni, – queste le iniziali dell’uomo, secondo le fonti di MeridioNews – ha raccontato di doversi allontanare per motivi di salute. Ma il 5 ottobre è stato sorpreso in auto dai Carabinieri, mentre faceva sesso con due ragazzi, tra cui un minorenne. Il professore di educazione fisica, noto nell’ambiente sportivo catanese, è adesso agli arresti domiciliari, insieme al 22enne che era in macchina con lui quel giorno. A risultare decisiva sarebbe stata la testimonianza della vittima. Il maggiorenne è indiziato per induzione alla prostituzione del minore. Sarebbe stato lui a contattare il professore tramite il social network Facebook per fissare un appuntamento a cui avrebbe invitato anche il 16enne. Il giovane sarebbe stato pagato con una banconota da venti euro in cambio di una prestazione sessuale a tre.

    All’istituto salesiano la notizia dell’arresto per pedofilia gira da ieri tra alunni ed ex alunni. Ma è arrivata inaspettata. Colleghi e colleghe, ragazzi e ragazze giurano di non aver mai sospettato di quel docente che per i suoi allievi era un mito. «Un uomo dedito al lavoro», secondo alcuni genitori. C. P. chiamava ironicamente i suoi studenti maschi «salamini», cosa che provocava battute e ilarità, ma mai sospetti. Tutta la sua vita il docente l’ha sempre trascorsa accanto ai giovani. Anche all’interno delle Polisportive giovanili salesiane (Pgs) siciliane, da cui si è dimesso proprio in queste settimane, ufficialmente per motivi di salute. «Lo conosco da oltre vent’anni – commenta un ex studente – la notizia è incredibile». L’assenza del docente era stata giustificata a scuola con dei problemi di salute. «Ma già dopo un paio di giorni si sospettava che si trattasse di qualcosa di più grave – continua il testimone – perché, provando a contattarlo al cellulare, era sempre spento».

    A occupare gran parte del suo tempo, prima dell’arresto, era poi il ruolo dirigenziale nella delegazione provinciale della Federazione italiana gioco calcio e del Coni. Organizzazioni da cui ha ricevuto anche premi e riconoscimenti a livello nazionale. Con C.P. sono cresciute intere generazioni di ragazzi attraverso l’attività che il docente svolgeva all’interno di numerosescuole calcio tra cui l’Ardor Sales. «Con lui ho trascorso dieci anni, dall’infanzia all’adolescenza, e adesso sono sconvolto – racconta un ex giovane calciatore – tra spogliatoi e campi estivi, non ha mai lasciato pensare a intenzioni ambigue nei nostri confronti». Il comitato nazionale Pgs, appresa la notizia da MeridioNews, commenta: «Già le dimissioni sono state un fatto sconvolgente. Davanti alle possibili motivazioni di questa scelta restiamo ancora più sconcertati».

    http://catania.meridionews.it/articolo/37667/arrestato-professore-dei-salesiani-per-pedofilia-adesca-su-fb-e-paga-20-euro-per-fare-sesso/