Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Cuneo

  • Violenza sessuale Il don rimane in carcere

    Violenza sessuale Il don rimane in carcere

    19 marzo 2012

    BUSTO ARSIZIO – È stato convalidato il fermo in carcere di don Martin Victor Parappillil, il parroco di Murazzano, in provincia di Cuneso, sul quale pesa l’accusa di atti sessuali su una ragazza minorenne.
    La decisione è stata presa dal gip del tribunale di Busto che contestualmente si è dichiarato incompetente a trattare il caso e ha trasferito gli atti alla procura di Mondovì (Cuneo).
    Il sacerdote era stato fermato nei giorni scorsi dagli agenti del nulceo di polizia giudiziaria della procura di Mondovì a Malpensa, mentre stava per abbandonare l’Italia e tornare nel suo paese natale, l’India.
    «Al momento – spiega il sostituto procuratore Massimiliano Bolla – siamo in attesa del fascicolo da Busto Arsizio, mentre l’indagine si è estesa anche nell’ entroterra ligure».
    Intanto il sacerdote – che durante la convalida del fermo si è avvalso della facoltà di non rispondere – sarà trasferito a breve nel carcere di Biella, dove c’è una sezione per detenuti con accuse di pedofilia. Don Parappillil ha trascorso il giorno del suo compleanno, il 17 marzo, in carcere, a Busto Arsizio. E proprio quel giorno ha avuto notizia della convalida.

    http://www.laprovinciadivarese.it/stories/Cronaca/275786_violenza_sessuale_il_don_rimane_in_carcere/

  • Prete pedofilo fermato a Malpensa Il gip conferma: resti in carcere

    Prete pedofilo fermato a Malpensa Il gip conferma: resti in carcere

    Accusato di violenze su una minorenne Accusato di violenza su minori: prete bloccato a Malpensa Cuneo, 19 marzo 2012 – E’ stato convalidato il fermo di don Martin Victor Parappillil, il parroco di Murazzano, nel cuneese, in carcere con l’accusa di atti sessuali su una ragazza minorenne. La decisione è stata presa dal gip del Tribunale di Busto Arsizio (Varese) che contestualmente si è dichiarato incompetente a trattare il caso e ha trasferito gli atti alla Procura di Mondovì (Cuneo). Il sacerdote, infatti, è stato fermato nei giorni scorsi dagli agenti del nulceo di Polizia Giudiziaria della Procura di Mondovì a Malpensa, mentre stava per abbandonare l’Italia per tornare nel suo paese natale, l’India. ”Al momento – spiega il sostituto procuratore Massimiliano Bolla – siamo in attesa del fascicolo da Busto Arsizio, mentre l’ indagine si e’ estesa anche nell’entroterra ligure, a Mallare (Savona), dove don Martin era stato parroco”. Intanto il sacerdote – che durante la convalida del fermo si e’ avvalso della facoltà di non rispondere – sarà trasferito a breve nel carcere di Biella, dove c’è una sezione per detenuti con accuse di pedofilia. Don Parappillil ha trascorso il giorno del suo 45esimo compleanno, il 17 marzo, in carcere, a Busto Arsizio. E proprio quel giorno ha avuto notizia della convalida.

    http://www.ilgiorno.it/varese/cronaca/2012/03/19/683685-prete_pedofilo_fermato_malpensa.shtml

  • Ex parroco di Mallare accusato di atti sessuali con una minore

    Ex parroco di Mallare accusato di atti sessuali con una minore

    16 marzo 2012
    Cuneo – Don Martin Victor Parappillil, 43 anni, originario dell’ India, parroco di Murazzano, in provincia di Cuneo, è stato bloccato mentre all’ aeroporto internazionale della Malpensa stava per imbarcarsi su un aereo che lo avrebbe condotto nella sua terra natale.

    L’accusa nei confronti del prelato, che è stato anche parroco a Mallare, nel savonese, arriva dalla Polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Mondovì (Cuneo) per atti sessuali con una minorenne che gli era stata affidata per ragioni di istruzione.

    L’indagine, ha spiegato il Procuratore Maurizio Picozzi che coordina l’inchiesta insieme al pm Massimiliano Bolla, ha preso avvio un paio di mesi fa, a seguito di una segnalazione e da allora il sacerdote, a Murazzano dal settembre 2010, è stato tenuto sotto stretta sorveglianza.

    Nel momento in cui gli investigatori hanno compreso che stava per fuggire è scattato il provvedimento di fermo.

    «A Murazzano – ha commentato Gianni Galli, sindaco del paese, che conta 850 abitanti – nessuno ha saputo nulla. Però don Martin spesso si allontanava per qualche giorno, per cui il fatto che non fosse presente non ha preoccupato più di tanto».

    PRETE FA SESSO CON L’ALLIEVA MINORENNE:
    DON MARTIN ARRESTATO A MALPENSA

    MILANO – Un prete è stato fermato dalla Polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Mondovì (Cuneo) perchè indiziato di atti sessuali con una minorenne che le era stata affidata per ragioni di istruzione. Il prete – da quanto si è saputo – è stato fermato all’aeroporto della Malpensa, dove – secondo gli investigatori – stava per imbarcarsi su un aereo.

    La persona fermata è il parroco di Murazzano (Cuneo), don Martin Victor Parappillil, 43 anni, originario dell’ India. È stato bloccato ieri pomeriggio, mentre all’ aeroporto internazionale della Malpensa stava per imbarcarsi su un aereo che lo avrebbe condotto nella sua terra natale. È accusato di atti sessuali con una ragazza minorenne. Il fermo è stato disposto dalla Procura della Repubblica di Mondovì ed eseguito dalla squadra di Polizia Giudiziaria della stessa Procura, pochi istanti prima dell ‘imbarco. L’indagine – ha spiegato il Procuratore Maurizio Picozzi che coordina l’inchiesta insieme al pm Massimiliano Bolla – ha preso avvio un paio di mesi fa, a seguito di una segnalazione e da allora il sacerdote, a Murazzano dal settembre 2010, è stato tenuto sotto stretta sorveglianza. Nel momento in cui gli investigatori hanno compreso che stava per fuggire è scattato il provvedimento di fermo. A Murazzano – ha commentato Gianni Galli, sindaco del paese, che conta 850 abitanti – nessuno ha saputo nulla. Però don Martin spesso si allontanava per qualche giorno, per cui il fatto che non fosse presente non ha preoccupato più di tanto«. Don Martin ha scelto la via del sacerdozio in età adulta, nel 1998, dopo aver lavorato come ingegnere meccanico nel settore di impianti di alta precisione, in Brasile e nel Benin. Fu ordinato sacerdote a Mondovì, nel 2003. La sua famiglia è della regione di Kerala, che comprende la città di Kochi, dove sono detenuti i due marò italiani della petroliera italian»Enrica Lexie. Prima di essere nominato parroco a Murazzano ha ricoperto analogo incarico a Mondovi«, nelle parrocchie di Carassone e Ferrone, e di Mallare (Savona). Al momento è nel carcere di Busto Arsizio, a disposizione di quella autorità giudiziaria davanti a cui comparirà sabato mattina per l’udienza di convalida del fermo.

  • Sacerdote sospettato moleste a diacono, Curia Torino: controlleremo

    Sacerdote sospettato moleste a diacono, Curia Torino: controlleremo

    Nel 2008 il prete torinese era stato assolto da accusa pedofilia

    Torino, 24 giu. (TMNews) – “In merito a recenti pubblicazioni su internet e ad articoli di stampa relativi ad una presunta vicenda di omosessualita’ risalente a due anni fa, che riguarderebbe un sacerdote diocesano e una persona di quarant’anni, si controllera’ la veridicita’ dei fatti segnalati e si procedera’ a norma di Diritto canonico”. Lo ha assicurato l’Arcidiocesi torinese, in merito alle notizie contenute in un blog (‘Abusi di preti gay’) e ad un articolo pubblicato oggi dall’edizione torinese del quotidiano ‘La Repubblica’.

    La vicenda riguarda don Mario Vaudagnotto, che era stato nominato vice rettore del santuario della Madonna dei Fiori di Bra (Cuneo) al termine di un’inchiesta su di lui per pedofilia della procura di Torino conclusasi con l’archiviazione che risale al 2008.

    La nuova vicenda in cui risulta coinvolto Don Vaudagnotto risale invece all’autunno 2009. Secondo quanto riporta ‘La Repupplica’ Torino, un adulto molto vicino al sacerdote, tra settembre e dicembre 2009, riferisce di aver denunciato piu’ volte alle autorita’ ecclesiastiche le molestie di Don Mario. Secondo l’uomo, che voleva farsi diacono, il sacerdote avrebbe approfittato della sua debolezza psicologica per esigere prestazioni sessuali.

    www.tmnews.it/web/sezioni/cronaca/PN_20110624_00085.shtml

  • Diacono accusa prete, ha abusato di me. Curia, controlleremo

    Diacono accusa prete, ha abusato di me. Curia, controlleremo

    Diacono accusa prete, ha abusato di me. Curia, controlleremo
    Vicenda riguarda sacerdote gia’ inquisito e prosciolto nel 2008
    24 giugno, 11:19

    (ANSA) – TORINO, 24 GIU – La Curia di Torino svolgera’ accertamenti su un presunto caso di omossessualita’ fra un sacerdote e un uomo di quarant’anni che lamenta di essere stato vittima di attenzioni a sfondo sessuale.

    La vicenda riguarda un sacerdote che, gia’ nel 2008, era stato indagato a Torino per i suoi rapporti con un giovane e che, in seguito, era stato prosciolto.

    La nuova vicenda si svolge invece fra il settembre e il dicembre del 2009 in un santuario della provincia di Cuneo.

    (ANSA).

    www.ansa.it/web/notizie/regioni/pie…_813717796.html

  • Operazione antipedopornografia. Beccato anche anonimo seminarista, Chissà che combina nel seminario

    Operazione antipedopornografia. Beccato anche anonimo seminarista, Chissà che combina nel seminario

    CATANIA. Duecentotrenta minorenni vittime di abusi identificati, 184 le persone arrestate in 14 Paesi, 670 gli indagati.

    E’ il bilancio dell’operazione ‘Rescue’, coordinata da Europol, contro quella che la polizia postale di Catania ritiene la maggiore grande rete internazionale di pedofili con collegamenti in varie parti del mondo.

    Sono 18 gli italiani coinvolti, uno di loro, un calabrese di 24 anni, è stato arrestato per produzione di materiale pedo-pornografico. L’analisi del materiale informatico dell’arrestato ha consentito di individuare un bambino italiano, di 8 anni, residente in Sicilia, vittime di abusi che sono stati ripresi e registrati in un video.

    I Paesi europei coinvolti nell’inchiesta sono Australia, Belgio, Canada, Grecia, Islanda, Italia, Olanda, Nuova Zelanda, Polonia, Romania, Spagna, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti. Le indagini della polizia postale sono state coordinata dal procuratore aggiunto di Catania, Marisca Scavo, che ha disposto numerose perquisizioni per 18 italiani indagati per divulgazione di materiale pedopornografico e per apologia di delitto.

    Sono state eseguite in quattordici città: Bari, Bergamo, Como, Cuneo, L’Aquila, Milano, Monza, Napoli, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Torino, Varese, Venezia e Udine. Molti indagati hanno confermato di essere utenti iscritti al sito pedofilo. Sono impiegati, professionisti, studenti, un pensionato, un seminarista, un allenatore di basket per bambini, e hanno un’età media di 30 anni.

    IL SITO UBICATO IN OLANDA

    Avevano un loro sito internet, boylover.net, ubicato in Olanda, e oscurato da Europol, che raggruppava i pedofili di tutto il mondo.

    Sono i sostenitori del pensiero pedofilo, ‘teorici’ che promuovevano sul web notizie sul sesso con minori, ma anche giustificavano, ideologicamente, queste loro attrazioni sessuali.

    Ma c’era anche una sezione ‘pratica’ che dava consigli su come adescare i bambini, indicare siti on line ove era possibile trovare foto e video con contenuti pedopornografico. E infine c’erano ‘Le stanze’, dove si raccontavano le storie di incontri sessuali con minori e si immettevano test per ‘misurare’ l’attrazione sessuale verso i bambini.

    Le indagini dell’operazione ‘Rescue’ sugli iscritti, che festeggiavano anche la ‘Giornata dell’orgoglio pedofilo’, incitando eventuali adepti ad accendere una candela di colore blu durante la giornata dedicata alla celebrazione, sono state avviate dalla polizia postale di Catania dopo una segnalazione di Meter, l’associazione di don Di Noto.

    La Procura Distrettuale, con delega del procuratore aggiunto Marisa Scavo, ha autorizzato agenti a svolgere attività sottocopertura che ha permesso loro di identificare gli italiani.

    Le indagini, con il coordinamento di Eurojust, si è estesa a 14 Paesi. L’arresto del gestore del sito da parte della Polizia olandese ha consentito la completa acquisizione dei dati informatici e la successiva analisi da parte di Europol e sono state compiute intercettazioni telematiche e telefoniche.

    16/03/11 19.44

  • Molestie su bimbo: prete condannato a Bormio

    Molestie su bimbo: prete condannato a Bormio

    BORMIO Violenza sessuale nei confronti di un bambino di 12 anni. Questa l’accusa costata la condanna a 10 mesi con la condizionale a un prete di 56 anni.
    Il religioso finito ieri mattina davanti al giudice per le udienze preliminari Carlo Camnasio è Secondo Bongiovanni, nato ad Alba, in provincia di Cuneo e residente a Padova.
    Il fatto risale al 2 agosto 2008. Il piccolo, che abita in Bassa Valle, si trovava nelle docce delle Terme di Bormio. È qui che, secondo quanto indica il capo di imputazione, ha visto quell’uomo che avrebbe potuto quasi essere suo nonno intento a toccarsi i genitali mentre lo guardava con insistenza. Attirata l’attenzione sua vittima, l’adulto è andato oltre, invitando il bambino a toccarlo per un atto sessuale.
    Nonostante il turbamento e lo shock, quest’ultimo ha avuto non soltanto la prontezza di rifiutare la proposta oscena, ma anche l’intelligenza di dare subito l’allarme raccontando quanto era appena accaduto nelle docce. Una verità scomoda, scomodissima, visto che il protagonista dell’episodio, una volta ricompostosi, vestiva l’abito talare.
    Inevitabilmente a carico del prete è scattata la denuncia per violenza sessuale. Assistito dall’avvocato milanese Marco Facchetti, Bongiovanni ha chiesto di essere giudicato con la formula del rito abbreviato ottenendo il vantaggio dello sconto di un terzo sulla pena. Il gup Camnasio gli ha concesso l’attenuante della violenza sessuale di minore gravità, come previsto dall’articolo 609 quinquies del codice penale. In pratica, non si è trattato di violenza fisica, ma di quelle che comunemente e con un linguaggio non tecnico vengono definite “semplici” molestie sessuali.
    Oltre ai 10 mesi con la condizionale, la sentenza prevede anche che il sacerdote non possa mai più avere alcun incarico che comporti un contatto con i bambini, come l’insegnamento nelle scuole, il ruolo di educatore nei collegi o negli oratori e, in genere, ogni funzione che possa metterlo a stretto contatto con dei minorenni.

    l.begalli

    http://www.laprovinciadisondrio.it/stories/Cronaca/162757_molestie_su_bimbo_prete_condannato_a_bormio/

  • Pedofilia, gesuita-teologo condannato

    Pedofilia, gesuita-teologo condannato

    PADOVA. Uno dei più prestigiosi docenti dell’Aloisianum, l’Istituto di studi filosofici della Compagnia di Gesù, con sede in via Manin, affiliato alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. E ancora un intellettuale nonché un filosofo e teologo autore di importanti saggi. Si sprecano aggettivi e parole per raccontare l’attività di padre Secondo Bongiovanni, 56 anni, per la legge solo un imputato condannato per violenza sessuale nei confronti di un dodicenne.

    Originario di Alba (Cuneo) e da anni residente a Padova dove è membro della comunità Aloisianum che offre un programma di studi superiori di filosofia ai giovani gesuiti in formazione, padre Bongiovanni è stato condannato con rito abbreviato (rito che consente lo sconto di un terzo della pena) a dieci mesi di reclusione per violenza sessuale – con l’aggravante di aver commesso i fatti in violazione dei doveri derivanti dalla qualità di religioso – e per atti osceni in luogo pubblico.

    Particolarmente dura la sentenza comminata dal giudice del tribunale di Sondrio, Carlo Camnasio, che ha inflitto al prelato pure le pene accessorie dell’interdizione in perpetuo da qualsiasi ufficio attinente alla tutela e alla curatela nonché l’interdizione perpetua da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado e da ogni ufficio o servizio in istituzioni o altre strutture pubbliche o private frequentate da minori. Concessa la sospensione condizionale della pena poiché il sacerdote è incensurato.

    Palcoscenico della violenza lo stabilimento termale di Bormio, la località valtellinese dove il gesuita si trovava in vacanza. È il 2 agosto 2008 e don Secondo Bongiovanni, nelle docce, si masturba di fronte al ragazzino che vive in Bassa Valle e, con gli amichetti, è andato a farsi un bagno. Sconvolto da quella scena il dodicenne s’allontana. Ma nell’area della piscina quello sconosciuto si fa di nuovo avanti, chiedendo al ragazzino di toccarlo «compiendo così – si legge nel capo d’imputazione – atti idonei diretti in modo non equivoco a compiere atti sessuali con minore degli anni 14».

    Il bimbo corre a casa e si confida con la madre, fornendole una dettagliata descrizione del pedofilo. E la donna avvisa subito il 112. In pochi minuti arriva una gazzella dei carabinieri nell’impianto termale dove i militari identificano un uomo che corrisponde alla descrizione: è il gesuita padovano.

    http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2010/10/26/news/pedofilia-gesuita-teologo-condannato-1.1209742

  • Sondrio, condannato un sacerdote per molestie sessuali su un 12enne

    Sondrio, condannato un sacerdote per molestie sessuali su un 12enne

    Un sacerdote di 56 anni, Secondo Bongiovanni, originario di Alba (Cuneo) e residente a Padova, è stato condannato a Sondrio con rito abbreviato per abusi sessuali ai danni di un minore di 14 anni.

    Il giudice Carlo Camnasio gli ha inflitto 10 mesi di reclusione perché il 2 agosto 2008, durante una sua vacanza a Bormio all’interno del locale stabilimento termale, aveva compiuto atti sessuali in presenza di un dodicenne al fine di farlo assistere.

    Il prete continuò nelle molestie nella piscina, dove aveva chiesto al ragazzino di toccarlo nelle parti intime, ma il minorenne spaventato si era rifiutato raccontando subito dopo ai genitori l’accaduto e questi avevano denunciato l’episodio ai carabinieri.

    Il giudice ha valutato l’aggravante di aver commesso i fatti in violazione dei doveri derivanti dalla qualità di religioso, decidendo per l’interdizione in perpetuo da qualsiasi ufficio attinente alla tutela e alla curatela e, inoltre, l’interdizione perenne da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché da qualsiasi ufficio o servizio in istituzioni o in altre strutture pubbliche o private frequentate prevalentemente da minori.

    http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/10/21/news/sondrio_condannato_un_sacerdote_per_molestie_sessuali_su_un_12enne-8315919/

  • I REATI NASCOSTI DEI PRETI ITALIANI: OLTRE 130 HANNO ABUSATO DI MINORI

    I REATI NASCOSTI DEI PRETI ITALIANI: OLTRE 130 HANNO ABUSATO DI MINORI

    martedì 6 aprile 2010
    Secondo gli avvocati che seguono i casi è solo “la punta dell’iceberg”
    di Vania Lucia Gaito
    Tra arrestati, indagati e condannati sono circa 130 i casi di sacerdoti coinvolti in reati legati alla pedofilia e venuti alla ribalta delle cronache, soprattutto locali, negli ultimi due anni. Da Bolzano a Trapani, nelle città così come nei piccoli borghi, le procure italiane si sono ritrovate spesso a dover intraprendere indagini in cui erano coinvolti ecclesiastici e in cui le vittime erano giovani, spesso giovanissime. Un dato allarmante, se si tiene conto che è “solo la punta dell’iceberg”, come afferma l’avvocato Sergio Cavaliere, che ha documentato i 130 casi di pedofilia clericale. E ancor più allarmante se si pensa a quanto può essere stimato il “sommerso”, ovvero tutti i casi che non hanno avuto una eco mediatica ma soprattutto i casi che non sfociano in denuncia. Molte vittime sono riluttanti ad uscire allo scoperto, spesso non parlano neppure ai familiari dell’abuso subito, oppure denunciano il sacerdote all’autorità ecclesiastica ma non alle procure. “In nessuno dei casi il vescovo locale ha avvisato la polizia del sospetto abuso” sostiene l’avvocato Cavaliere. Tesi che si coniuga con quanto affermato dal procuratore aggiunto Di Milano, Pietro Forno, che ha condotto molti procedimenti a carico di sacerdoti accusati di abusi sessuali su minori, dieci dei quali conclusi con la condanna degli ecclesiastici: in tutti i casi trattati le denunce non sono mai partite da vescovi o altri sacerdoti ma sempre dalle famiglie delle vittime, dopo che si erano rivolte alle autorità ecclesiastiche senza risultato. “Scopriremo presumibilmente che il Vaticano ha lavorato in Italia ancor più alacremente con i vescovi per nascondere i casi, rispetto all’estero, semplicemente perché il contatto era più vicino e la chiesa è così potente in Italia”, ha affermato Roberto Mirabile, responsabile della Caramella Buona, l’associazione antipedofilia che si è costituita parte civile nel processo contro don Ruggero Conti, ex parroco della chiesa della Natività di Maria Santissima a Roma. Il sacerdote fu arrestato il 30 giugno 2009 con l’accusa di abusi sessuali a danno di minori e prostituzione minorile aggravata. Su istanza dei suoi legali gli furono concessi gli arresti domiciliari, ma fu nuovamente arrestato pochi giorni prima che partisse per Sidney con alcuni ragazzi della parrocchia per partecipare alla Giornata mondiale della gioventù.
    La dinamica degli abusi descritta dalle vittime, tutti maschi e al di sotto dei 14 anni, è quasi sempre la stessa: il ragazzo che frequentava i locali della parrocchia veniva attirato in altre stanze e qui costretto a soggiacere ai desideri del sacerdote. In cambio alcuni potevano avere piccole somme, dai 10 ai 30 euro, o anche altro, come capi d’abbigliamento. Nel corso del processo, sono stati ripetutamente chiamati in causa Monsignor Carlo Galli di Legnano e il Vescovo Gino Reali di Roma, come prelati che sapevano da anni dei fatti senza prendere alcuna posizione concreta. Anche quando i sacerdoti sono stati arrestati in flagranza di reato, le Curie sono sempre rimaste fedeli alla difesa dei loro parroci. Come nel caso di don Marco Cerullo, arrestato nelle campagne tra Villa Literno e Casal di Principe nel dicembre del 2007, mentre era in macchina con un bambino di 11 anni e lo costringeva a un rapporto orale. Informato dell’arresto del sacerdote, il vescovo di Aversa, Mario Milano, non volle pronunciarsi e la diocesi non prese alcun provvedimento nei confronti del prete fino alla sua condanna a sei anni e otto mesi sia in prima istanza che in appello. Solo in seguito è stata aperta un’indagine sui fatti contestati al giovane sacerdote anche da parte della Congregazione per la Dottrina della Fede. In alcuni casi non solo le diocesi non hanno preso provvedimenti di fronte alle accuse ai sacerdoti pedofili, ma hanno addirittura continuato a mantenere in servizio e a contatto con i bambini anche preti già condannati dai tribunali italiani per gli stessi reati. É il caso di don Roberto Mornati, sul quale già pesava una condanna per pedofilia inflittagli all’ inizio degli anni ‘90 dal Tribunale di Lecco, in seguito alla quale la Curia lo aveva trasferito a Gavirate, dove gli abusi sono ricominciati. E di don Claudio Ballerini, arrestato a Perugia perché si masturbava in piazza davanti a minori. Era stato già condannato ben due volte, ma nei suoi confronti non erano mai stati presi provvedimenti dalla Curia. Ma anche don Antonio Di Maggio, trasferito dalla Sicilia a Roma dopo una condanna per abusi sessuali ai danni di una ragazza disabile a lui affidata, fu lasciato a contatto con bambini e ragazzi, permettendogli di insegnare e di gestire l’oratorio. Naturalmente, ricominciò con gli abusi e fu nuovamente condannato a 4 anni e 2 mesi.
    In alcuni casi, poi, nonostante le condanne, alcuni sacerdoti vengono addirittura promossi. É il caso di G.S., sacerdote del salernitano, condannato in via definitiva per atti di libidine violenta nei confronti di due bambine di 12 anni. Il prete insegnava in una scuola media di Pontecagnano Faiano e gli abusi avvenivano in classe, sotto gli occhi degli altri ragazzi, intimoriti dalla natura aggressiva del religioso. Oggi don G.S. non insegna più, è consigliere dell’Istituto interdiocesano per il sostentamento del clero e membro del collegio presbiterale, nominato direttamente dall’arcivescovo. Molti anche i sacerdoti che hanno “patteggiato” e sui quali non è mai stata aperta una indagine da parte delle gerarchie ecclesiastiche. Spesso la condanna era di pochi mesi, con la sospensione della pena, e l’immediato ritorno nelle parrocchie, in mezzo ai bambini. In alcuni casi, specialmente quando l’accusa riguardava la detenzione e la divulgazione di materiale pedopornografico, la condanna è stata commutata in una pena pecuniaria. Ma anche don Renato Giaccardi, che ha patteggiato appena 4 mesi per i reati di induzione alla prostituzione, favoreggiamento e sfruttamento di almeno 40 ragazzini ha potuto usufruire di questa “commutazione della pena”. I quattro mesi di reclusione si sono così trasformati in una pena-le di 4000 euro e non si hanno notizie di eventuali provvedimenti a suo carico da parte delle gerarchie ecclesiastiche. Sembra inoltre prendere sempre più corpo l’ipotesi di una rete tra sacerdoti con la passione per i minorenni. In più di un caso gli investigatori hanno accertato che il sacerdote che compiva abusi sessuali su minori condivideva questa sua deviazione con altri confratelli. Un’intercettazione della Squadra mobile di Cuneo che stava indagando su don Renato Giaccardi, colse il sacerdote al telefono con un prelato romano, mentre si scambiavano commenti sulle qualità fisiche di un bambino. É questo quello che monsignor Sodano definisce “chiacchiericcio”?

    http://ilgiornalieri.blogspot.com/2010/04/i-reati-nascosti-dei-preti-italiani.html

    www.romandie.com/ats/news/100406121823.yn421jb2.asp

    www.romandie.com/infos/news2/100406121823.yn421jb2.asp

    Italie/pédophilie: 130 prêtres impliqués ces dix dernières années
    ROME – Environ 130 prêtres ont été impliqués ces dix dernières années dans des enquêtes sur des cas de pédophilie en Italie, a précisé mardi à l’AFP l’avocat Sergio Cavaliere à la suite d’un article du journal Il Fatto Quotidiano qui donnait ce chiffre mais sur deux ans.
    “J’ai recueilli la documentation sur plus de 130 cas de pédophilie ecclésiastique, dans la presse et sur internet, dont 88 prêtres avec nom et prénom, les autres cas étant anonymes”, a indiqué Me Cavaliere, qui défend lui-même la famille d’un enfant de Casal di Principe, dans le sud de l’Italie, victime d’abus de la part d’un prêtre, don Marco Cerullo.
    Les cas répertoriés se sont produits “plus ou moins” à partir de 1999 jusqu’à aujourd’hui, a-t-il précisé.
    Le prêtre Marco Cerullo a été “arrêté en flagrant délit” par la police et condamné en première et deuxième instance à 6 ans et 8 mois de prison, son cas étant actuellement examiné par la Cour de Cassation, mais le diocèse “n’a montré aucun intérêt pour le sort de la victime”, selon Me Cavaliere.
    “Jusqu’à présent aucun cas de prêtre dénoncé par le diocèse n’a été enregistré (en Italie). C’est un système (de l’Eglise catholique, ndlr) créé pour protéger ses propres membres, non les victimes”, a-t-il ajouté, dénonçant “la protection dont jouissent les prêtre qui sont cachés, déplacés dans d’autres diocèses” lorsqu’ils sont poursuivis pour des abus.
    Selon le quotidien Il Fatto, la police soupçonne même l’existence d’”un réseau de religieux ayant la passion pour les mineurs”.
    “Dans plus d’un cas les enquêteurs ont établi que le religieux qui commettait des abus sexuels contre des mineurs partageait cette déviance avec des confrères”, ajoute le journal, sans dire d’où il tire ses informations.
    Contactée par l’AFP, la Conférence épiscopale italienne n’était pas en mesure de commenter dans l’immédiat.
    La presse italienne publie également mardi une lettre adressée au doyen des cardinaux, Mgr Angelo Sodano, par un militant des droits des homosexuels, qui dit avoir été victime dans son enfance d’abus d’un prêtre pédophile et dans laquelle il condamne une Eglise plus proche du pape Benoît XVI que des victimes.
    “Moi et les autres victimes trouvons parjures ces déclarations (…) qui offensent et tendent à couvrir de boue d’un point de vue médiatique les victimes et non les coupables”, écrit Francesco Zanardi dans sa lettre.
    “Le peuple de Dieu est avec vous” et “ne se laisse pas impressionner par les +jacasseries+ du moment, par les épreuves qui, parfois, viennent frapper la communauté des croyants”, avait affirmé dimanche devant le pape, Mgr Sodano, dans un message de voeu totalement inhabituel avant la messe de Pâques.
    Depuis fin 2009, l’Eglise catholique est secouée par des révélations en série d’abus pédophiles commis par des religieux, souvent couverts par leur hiérarchie, en Europe, en particulier en Irlande et Allemagne, et aux Etats-Unis mais de plus en plus en Italie aussi.
    Ces dernières semaines, le pape Benoît XVI a lui-même été mis en cause par des médias allemands et américains pour avoir, selon eux, gardé le silence sur des abus quand il était archevêque à Munich puis chef de la Congrégation pour la Doctrine de la foi au Vatican.
    (©AFP / 06 avril 2010 14h18)