Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: frate

  • Baby-prostituti a Termini, indagini su un terzo prete. I pm: contatti con ragazzi

    Baby-prostituti a Termini, indagini su un terzo prete. I pm: contatti con ragazzi

    di GIUSEPPE SCARPA – Sesso a pagamento, c’è un terzo prete che alla stazione Termini andava a caccia di giovani rom. Non ci sono solo Don Dino (Greco Placido) e Luca Galleschi finiti indagati rispettivamente per atti sessuali con minori, pedopornografia e tentativo di prostituzione minorile. La posizione del terzo sacerdote, si tratta di un sudamericano, è al momento al vaglio della procura. Il ministro di culto infatti è stato fermato, nei giorni scorsi, con un ragazzo rom appena 18enne mentre si dirigeva in un hotel per consumare un rapporto dietro compenso. Il punto, ed è questo che i magistrati di piazzale Clodio vogliono chiarire, è se l’uomo abbia abusato di minori, fatto questo che costituisce reato.

    Il ragazzo col quale il sacerdote è stato pizzicato dalla polfer, era diventato maggiorenne da poco, ed è il fratello di un adolescente che si prostituisce alla stazione Termini. Inoltre i pm hanno scoperto che sul cellulare del prete c’erano alcune chiamate e sms inviati a dei minorenni rom che vendono il loro corpo tra i binari del principale scalo ferroviario della capitale. Tutti elementi che fanno immaginare il peggio, ma sui quali ancora non c’è una prova certa tale da spingere i pm ad iscriverlo nel registro degli indagati come è avvenuto invece per Galleschi e Greco.

    Per quest’ultimo, meglio conosciuto come Don Dino, intanto proseguono le indagini. Oltre ai rapporti con almeno due rom minorenni, per il quale è finito a Regina Coeli, il religioso ha stravolto le sacre scritture scrivendo la Bibbia dei “pedofili”. Il sacerdote ha manipolato interi versi accompagnandoli con foto porno delle vittime delle sue perversioni. E più la procura indaga, più viene a galla un passato torbido del prete con frequentazioni di minori che potrebbero risalire sino a 10 anni fa. Gli inquirenti lo deducono anche da un archivio con 1700 foto, sempre di minori in pose oscene, scoperto a casa del prete. Scatti di adolescenti non solo rom ma anche ragazzi di colore e forse degli italiani. E la cosa fa supporre, a chi indaga, che Don Dino possa aver avuto rapporti anche con altri ragazzini oltre i due minori adolescenti alla stazione Termini.
    http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/05/26/news/babyprostituti_a_termini_indagini_su_un_terzo_prete_i_pm_contatti_con_ragazzi-115266798/

  • Prete in manette ad Alassio, il direttore dei Salesiani: “Brava persona, mai dato problemi”

    Prete in manette ad Alassio, il direttore dei Salesiani: “Brava persona, mai dato problemi”

    “Qui si è comportato in modo esemplare ed è stato ricambiato con la massima correttezza e ospitalità da parte di tutti noi”

    Alassio. “Era da qualche mese qui ad Alassio dopo essere arrivato dal Piemonte. Non aveva un ruolo nel nostro organico.  Dopo aver fatto domanda attraverso i nostri superiori a Torino, lo abbiamo ospitato il nostro confratello nel nostro istituto per motivi di salute”.

    Don Gino Bruno, direttore del Don Bosco di Alassio, ovviamente ha saputo dell’arresto di  don Giorgio Porcellana. “Sono venuti degli uomini della polizia e lui è andato via con loro – dice – Ma qui si è comportato in modo esemplare. Nessun problema e  massima correttezza e ospitalità da parte di tutti noi”.

    Il sacerdote finito in manette per una storia di pedopornografia era ospite della struttura salesiana alassina dove era arrivato agli inizi della primavera. Naturalmente era entrato a far parte della squadra di sacerdoti e ben accolto da tutti.

    “Aveva problemi di salute e l’aria di mare gli faceva bene, ma non per questo non era un confratello attivo. Anzi – ricorda don Gino Bruno – diceva messa e confessava come tutti noi”.

    Nel grande parcheggio del don Bosco ragazzi e docenti vanno col passo veloce e praticamente nessuno ha voglia di parlare. “Quando succedono cose del genere  – dice un insegnante – si resta un po’ turbati. Speriamo si faccia subito chiarezza su tutto”.

    https://www.ivg.it/2015/05/prete-in-manette-ad-alassio-il-direttore-dei-salesiani-brava-persona-mai-dato-problemi/

  • Il frate e gli aberranti abusi sui minori (Video Le Iene)

    Il frate e gli aberranti abusi sui minori (Video Le Iene)

    Durante la puntata di ieri, 7 maggio 2015, Le Iene hanno mandato in onda un servizio che ha visto protagonista Andrea Baldon, noto ormai come “l’incastrapreti”, sempre a caccia di abusi. Questo ragazzo, con metodi molto poco ortodossi, ha già incastrato, appunto, alcuni preti che conducevano una vita sessualmente sregolata, ma questa volta su suggerimento di un amico, si è imbattuto in un frate che avrebbe commesso crimini aberranti nei confronti di bambini e ragazzi.

    Durante una chat su WhatsApp con Andrea, il frate della provincia di Rovigo racconta di orge con escort e ragazzi tutto pagato con i soldi delle offerte dei fedeli, ma soprattutto rivela di aver addirittura abusato di un bambino di 6 anni, venduto dal padre per 100 euro poiché in astinenza da cocaina. Il frate racconta senza problemi, inviando anche foto raccapriccianti e parlando anche della disponibilità di sostanze stupefacenti. Al termine della chiacchierata, l’incastrapreti ha sporto denuncia sia presso l’autorità ecclesiastica, sia presso i carabinieri del posto.

    Guarda il video: “Incastrapreti colpisce ancora”

  • Prete toccava due sorelline mentre si confessavano

    Prete toccava due sorelline mentre si confessavano

    FONTANIVA. Ex parroco a processo per violenza sessuale. Avrebbe molestato due ragazzine di 13 e 15 anni mentre le confessava. È la sconcertante accusa mossa dal pubblico ministero Giulia Floris a don Giovanni B., 80 anni, originario di Fontaniva, che oggi vive a Crespano del Grappa. Fra il 2007 e il 2008 avrebbe allungato morbosamente le mani su due sorelle, figlie di un vecchio amico, mentre era amministratore parrocchiale a Sant’Antonio del Pasubio nel Vicentino. L’altro pomeriggio, il giudice Roberto Venditti ha accolto la richiesta della procura ed ha rinviato a giudizio il sacerdote. Il quale, difeso dall’avvocato Roberto Quintavalle, dovrà presentarsi davanti al collegio a partire dal 18 settembre prossimo.

    La madre delle due presunte vittime si era rivolta ai carabinieri, solamente nell’estate del 2013, per sporgere denuncia. Aveva atteso anni anche perché solo poco prima lei e le figlie si erano rivolte ai servizi sociali per altri problemi e avevano raccontato l’accaduto; e gli assistenti avevano consigliato loro di rivolgersi alle forze dell’ordine. In precedenza non lo avevano fatto, per il diniego del padre delle ragazze, amico di lunga data di don Giovanni, nonostante un frate le avesse mandate dritte dal vescovo e in caserma. All’epoca dei fatti, proprio in virtù dell’amicizia del padre, la famiglia frequentava la parrocchia di Sant’Antonio. Don Giovanni in diverse circostanze avrebbe preso in disparte in particolare la sorella maggiore, per confessarla. Ma, oltre a chiacchierare e a somministrare il rito della penitenza, il sacerdote avrebbe toccato e accarezzato la giovane sui fianchi e sui glutei, anche sotto gli indumenti intimi. La procura gli contesta l’aggravante dell’aver agito ai danni di una ragazzina che inizialmente non aveva ancora 14 anni e poi abusando della sua qualità di ministro di culto. In una sola occasione, invece, avrebbe allungato le mani sulla sorella più piccola, nella primavera del 2008.

    Le due ragazzine, che non volevano più saperne di andare dal prete con i genitori, alla fine trovarono il coraggio di parlare con la mamma di quei toccamenti. Lei pretese che il marito intervenisse. Il sacerdote (che si era sempre prodigato, anche economicamente, per la famiglia), dopo alcune telefonate per cercare di trovare un chiarimento, aveva mandato una lettera di scuse. «Il 7 febbraio 2011» ricorda la sorella maggiore «mi arrivò una seconda lettera, con cui don Giovanni mi chiedeva di incontrarci per riconciliarci. Non ho risposto».

    Le lettere, che ora lo inchiodano, sono in mano al pm.

    http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2015/05/07/news/prete-toccava-due-sorelline-mentre-si-confessavano-1.11373837

  • Le Iene, Riccardo Trombetta incontra Andrea Bardon: “Incastra-preti gay” VIDEO

    Le Iene, Riccardo Trombetta incontra Andrea Bardon: “Incastra-preti gay” VIDEO

    ROMA – Foto, messaggini e video hot di sesso con preti e sacerdoti. A svelare i preti omosessuali, bisessuali e “sporcaccioni” è Andrea Bardon, un ragazzo di 32 anni di Adria, in provincia di Rovigo. Riccardo Trombetta, inviato de Le Iene, ha intervistato Andrea e si èfatto spiegare la sua strategia per incastrare e smascherare i preti gay.

    (Per vedere il video del servizio di Riccardo Trombetta “Incastrapreti” clicca qui).

    Andrea spiega a Trombetta di essere rimasto molto scandalizzato dai preti corrotti che fanno voto di castità e poi cercano sesso in chat. Il giovane, che il servizio di Trombetta ribattezza come “Incastrapreti”, mostra i messaggi e le foto usate per indurre i preti a rivelare la loro vera natura.

    Qualcosa però nella storia non quadra: come il fatto che nonostante Andrea, che ha presentato le denunce alla curia, dice di fare questo lavoro per spirito cristiano, un quotidiano pugliese ha raccontato che le foto gli sono state proposte in cambio di soldi. Su un sito poi appare anche un annuncio per un ragazzo che cerca compagnia di altri uomini e che riporta il suo numero di telefono.

    Andrea allora spiega che a cercare compagnia di omosessuali e a vendere le foto è stato Nicola, il suo fratello gemello, che non combatte per la purezza della Chiesa come invece fa lui….

    (Per vedere il video del servizio di Riccardo Trombetta “Incastrapreti” clicca qui).

    http://www.blitzquotidiano.it/photogallery/le-iene-roberto-trombetta-incontra-andrea-bardon-incastra-preti-gay-video-2174019/

  • Messina, il frate accusato di pedofilia è stato trasferito

    Messina, il frate accusato di pedofilia è stato trasferito

    La scelta della Chiesa è stata probabilmente dettata dalla necessità di evitare la caccia all’uomo, nell’attesa che la giustizia faccia il suo corso

    Il frate messinese accusato di pedofilia è stato trasferito in un convento del Sud Italia: la decisione è stata presa dal priore provinciale dei frati predicatori della Provincia, FrateFrancesco Giovanni La Vecchia. La località non è stata comunicata proprio per scongiurare il rischio di finire nell’occhio del ciclone dei media locali. Intanto la Procura ha raccolto il dossier fornito dall’autotrasportatore veneto sull’uomo: un cd dove, fra screenshot e foto osé, l’uomo di Chiesa ammetteva di avere baciato e accarezzato diversi bambini, fra cui il figlio di un tossicodipendente, convinto coi 100 euro necessari per comprarsi la coca. Fra le altre rivelazioni oscene, l’ammissione che le offerte siano servite in passate allo stesso per organizzare orge fra uomini.

    http://www.strettoweb.com/2015/04/messina-prete-accusato-pedofilia-trasferito/273736/

  • Organizzavano ritiri spirituali,  ma era soltanto «per fare sesso»

    Organizzavano ritiri spirituali, ma era soltanto «per fare sesso»

    Nel mirino della magistratura anche sacerdoti di Grottaglie. Nel fascicolo d’inchiesta trascrizioni di conversazioni Social di uno di loro e fotografie di un bimbo di 6 anni nudo

    di Nazareno Dinoi

    Dopo il caso del parroco di Taranto, costretto a dimettersi per lo scandalo delle orge tra omosessuali e lo scambio di foto via internet, a scuotere la chiesa tarantina è una nuova inchiesta su un presunto giro di pedofilia tra religiosi. Le indagini sono condotte dai carabinieri del comando provinciale di Messina destinatari di una denuncia nei confronti di un frate della città siciliana che attraverso Facebook avrebbe diffuso immagini e racconti espliciti di sesso con minorenni.

    La denuncia

    Dalla Sicilia, l’ombra della pedofilia si allunga su Taranto e Grottaglie dove, secondo le confidenze del parroco siciliano, vivono tre preti che hanno preso parte ad incontri con minori a base di sesso e droga. A denunciare tutto alla Procura di Rovigo che per competenza ha trasmesso gli atti alla magistratura messinese, è stato Andrea Baldon, lo stesso che, sempre sul social, aveva smascherato il parroco di Taranto.

    Le trascrizioni

    Nella trascrizione delle chat finite nel fascicolo d’inchiesta, c’è un passaggio che coinvolge uomini di chiesa che operano sullo Ionio. Confidandosi con l’amico che si spacciava camionista e gay, il frate descriveva i finti ritiri spirituali tra religiosi e ragazzi. «L’ultimo incontro – è scritto nella chat – due settimane fa in un appartamento in affitto a Genova, ci hanno raggiunto metà preti di quasi tutta Italia e sti due di Taranto». Alla domanda se ci fossero stati minorenni, il frate continua: «Si uno l’ho portato io mentre altri due hanno portato due ragazzi, uno ne aveva 18 l’altro appena 17, di Grottaglie, più un prete di Grottaglie». E ancora. «Con la scusa di un incontro spirituale, invece si fa sesso… se ci stanchiamo paghiamo qualche escort ragazzo, andiamo sul sito che si chiamapianetaescort.com e ci facciamo le cavalcate pazzesche».

    I documenti

    Tra le carte finite nelle mani degli inquirenti siciliani anche la foto di un bimbo nudo di 6 anni che avrebbe subito abusi dal frate presunto pedofilo. «Sono in contatto continuo con il superiore provinciale dell’ordine dei Padri domenicani – scrive in una nota l’arcivescovo di Messina Calogero La Piana – che sta valutando la situazione con assoluta serietà in vista di eventuali provvedimenti canonici da prendersi dopo aver accertato i fatti».

    http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/cronaca/15_aprile_29/pedofilia-bufera-investe-sacerdoti-taranto-grottaglie-c0358e74-ee37-11e4-a732-07efc0e5301d.shtml

  • Orge e pedofilia, il Priore provinciale sul caso del confratello: “lo apprendo dalla stampa, era un laico non un sacerdote”

    Orge e pedofilia, il Priore provinciale sul caso del confratello: “lo apprendo dalla stampa, era un laico non un sacerdote”

    Dopo le dichiarazioni dell’Arcivescovo Monsignor La Piana, giungono quelle del Priore Provinciale dei Frati Domenicani, Fra Francesco Giovanni M. La Vecchia che in un comunicato dichiara di aver appreso solo dalla stampa la notizia, sottolineando che Fra Adriano è un laico e non un sacerdote.  Ecco il testo integrale:

    “Il Priore provinciale dei Frati Predicatori (Domenicani) della Provincia San Tommaso d’Aquino in Italia apprende con dolore e sconcerto, e solo dalla stampa, la notizia che un’indagine giudiziaria riguarderebbe un proprio confratello, laico non sacerdote, appartenente alla comunità presente nella città di Messina, circa suoi presunti comportamenti incompatibili con la vita cristiana e religiosa.

    Si tratterebbe certamente di fatti di estrema gravità, la quale medesima, però, non può indurre a giudizi sommari o a confondere le doverose indagini con l’accertamento della verità.

    I fatti, come rappresentati dalla stampa, imporrebbero, se veri, la loro più severa censura in ogni sede; proprio in dipendenza di ciò si auspica un celere ed approfondito accertamento da parte delle autorità competenti alle quali va tutta la incondizionata fiducia dell’Ordine domenicano.

    Nel frattempo, questa Provincia ha già adottato ogni specifica cautela per scongiurare qualsiasi rischio di corruzione dell’azione pastorale e sociale quotidianamente e generosamente svolta dai membri dell’Ordine, attivando per altro i propri rigorosi meccanismi di controllo canonico.

    Ora il rispetto dell’attività di indagine in corso e di tutte le persone interessate, necessita riserbo e riflessione; ben ferma la costante e tenace professione del canone di trasparente fiducia in Dio e negli uomini che, anche in momenti di difficoltà, non devono mai abbandonare chi ha fede”.

    Orge e pedofilia, il Priore provinciale sul caso del confratello: “lo apprendo dalla stampa, era un laico non un sacerdote”

  • Pedofilia a #Messina, un Frate sotto Accusa! I messaggi chat di Facebook

    Pedofilia a #Messina, un Frate sotto Accusa! I messaggi chat di Facebook

    Accade a #Messina che, grazie ad una chat di facebook, il Frate, Adriano Stambè, della Parrocchia di San Domenico, viene indagato per pedofilia!

    Come possiamo leggere dalle chat notiamo molti particolari che ci lasciano sbigottiti.
    Grazie a pochi soldi il Frate sembra che riesca ad adescare zingari e famigle in difficoltà, partecipa anche a molteplici incontri tra preti organizzati solo per sfogare i loro istinti sessuali. Sfodera anche una certa tranquillità in quanto conosce i nomi e cognomi dei preti e non ha paura di eventuli ritorsioni della curia perché potrebbe parlare.

    Da queste chat emerge uno spaccato a dir poco incredibile dove la Chiesa non ne esce molto bene infatti, non appena la denuncia ai Carabinieri di Rovigo ha intrapreso il suo iter, il Frate non si è più trovato a Messina e la Parrocchia si è chiusa in un silenzio assordante. Anche la Curia vuole sminuire il tutto indicando il frate come un non sacerdote!
    Staremo a vedere nei prossimi giorni se qualcosa o qualcuno darà ulteriori notizie.

    https://www.facebook.com/media/set/?set=a.10153341507675955.1073741832.50246350954&type=1&__mref=message_bubble

  • Prete pedofilo a Messina? L’arcivescovo: “Seguo la vicenda con dolore”

    Prete pedofilo a Messina? L’arcivescovo: “Seguo la vicenda con dolore”

    Il sacerdote sarebbe stato denunciato da un autotrasportatore di Rovigo

    “Con profondo dolore e sgomento apprendo quanto i mass media in questi ultimi giorni stanno diffondendo circa presunti comportamenti assunti da un frate domenicano, temporaneamente inserito in una comunità religiosa del suo ordine presente nella nostra Arcidiocesi, che certamente, se fossero confermati, sarebbero incompatibili con la vita cristiana e con la vita religiosa”.

    Lo scrive in una nota l’arcivescovo di Messina Calogero La Piana, in merito a un presunto caso di pedofilia che vedrebbe coinvolto un prelato messinese che, secondo la denuncia di autotrasportatore ai carabinieri di Rovigo, avrebbe contattato su facebook dei minori per intrattenere con loro dei rapporti sessuali.

    “Si tratta evidentemente di fatti di estrema gravità che però non devono farci cedere alla tentazione di giudizi sommari o scambiare le opportune indagini con sentenze di condanna definitiva – sostiene l’arcivescovo La Piana – Desidero inoltre precisare, per evitare inopportune confusioni, che si tratta di un frate (non sacerdote) appartenente ad un ordine religioso di diritto pontificio e quindi non sottoposto all’autorità del Vescovo diocesano ma soltanto a quella dei suoi legittimi superiori religiosi”.

    “Sono in contatto continuo, pertanto, con il superiore provinciale dell’ordine dei Padri domenicani che sta valutando la situazione con assoluta serietà in vista di eventuali provvedimenti canonici da prendersi dopo aver accertato i fatti – aggiunge – Seguo personalmente l’evolversi della vicenda, con preoccupazione e serietà, nell’attesa che le autorità competenti, nelle quali ripongo la massima fiducia, accertino la verità”.

    http://www.nuovosud.it/24237-cronaca-messina/prete-pedofilo-messina-larcivescovo-seguo-la-vicenda-con-dolore