Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Frate accusato di abusi su minori: nuovo caso don Seppia?

    Frate accusato di abusi su minori: nuovo caso don Seppia?

    Genova – E’ una vicenda molto delicata quella che vedrebbe coinvoltopadre Gianluca Depretto, 39 anni, ex rettore dell’istituto Calasanziodi Cornigliano accusato di aver fatto sesso con alcuni ragazzini. Secondo indiscrezioni, le indagini della curia nei suoi confronti sarebbero partite da una vicenda di gestione delle casse del Calasanzio: il buco nel bilancio dell’istituto dopo l’esposto presentato nei mesi scorsi da padre Ugo Barani, 72 anni, considerato la massima autorità provinciale degli Scolopi. Sospetti ammanchi motivati da fini personali, con tanto di acquisti folli, spese eccessive come conti in alberghi di lusso e altro ancora.
    La Procura indaga anche per appropriazione indebita dopo la sparizione di diversi quadri della scuola Rubens.
    Ma successivamente sono emerse strane storie di abusi sessuali su minori. Oltre alla gravità dei presunti fatti in questione, c’è un aspetto che ancora più rabbrividire: una prima denuncia al tribunale ecclesiastico risalirebbe addirittura agli anni ’90: secondo la segnalazione presentata nella denuncia, l’allora giovanissimo sacerdone “accompagnava personalmente i ragazzi in bagno“.
    Un primo verbale che però sarebbe stato tenuto chiuso nei cassetti per tutti questi anni. A Padre Depretto in passato sono stati affidati numerosi minorenni.
    Per il momento su queste vicende non risultano accuse formali, intanto da qualche tempo è stato sospeso dall’incarico della gestione del Calasanzio.
    Se i sospetti venissero confermati, si tratterebbe del secondo caso in pochi mesi relativo ad abusi sessuali su minori. Il primo, davvero gravissimo, è riguarda don Riccardo Seppia, altro uomo di chiesa del ponente genovese finito in uno scandalo di pedofilia e droga.

  • La suora che stuprava i bambini

    La suora che stuprava i bambini

    Non solo i preti sono stati responsabili di atti di pedofilia Lo scandalo dei preti pedofili ha occupato le prime pagine di buona parte della stampa mondiale – con l’eccezione dell’Italia – negli anni scorsi. Ma non solo i sacerdoti.

    Lo scandalo dei preti pedofili ha occupato le prime pagine di buona parte della stampa mondiale – con l’eccezione dell’Italia – negli anni scorsi. Ma non solo i sacerdoti si sono resi colpevoli di abusi sessuali nei confronti di minori. Una testimonianza di un pittore tedesco conferma che anche alcune suore molestavano i ragazzini, distruggendo così la loro vita.

    LA SUORA MOLESTATRICE – Reiner Baldau è un pittore di cinquant’anni che è stato vittima di abusi sessuali da parte di religiosi. L’orco nel suo caso non era però un prete o un frate, ma una suora, che Bild chiama Rafaela, indicando però che si tratta di un nome di fantasia. “Suor Rafaela era una sadica. Mi picchiava continuamente e tormentava in modo sistematico. Baldau ha scritto una lettera alla religiosa per chiederle come i suoi comportamenti fossero compatibili con la sua fede e le sue prediche. “In particolare mi interrogo su come gli abusi e le violenze sessuali che lei ha esercitato su di me siano giustificabili alla luce di quello che la religione insegna”. La suora non ha mai risposto a queste domande, lasciando un’ulteriore ferita alla sua anima tormentata da simili abusi. Le molestie sessuali sono cominciate quando aveva soli otto anni.

    LA SERA NELLA STANZA DELLA SUORA – “Sono stato dato in adozione da piccolissimo e sono finito in un collegio cattolico. Lì è iniziato il mio inferno”. Per tre lunghi anni il piccolo Reiner è stato costretto a recarsi una sera ogni settimana nella stanza di suor Rafaela. “Mi dovevo spogliare di fronte a lei. Lei indossava una camicia da notte ed era senza copricapo. Dovevo toccarle i seni e leccare i suoi capezzoli, mentre lei mi masturbava e faceva anche sesso orale. Avevo paura di lei, e provavo disgusto allo stesso tempo”. Reiner non era solo, perché insieme a lui c’erano sempre altri bambini nella stanza della suora sadica e molestatrice. Anche gli altri piccoli subivano lo stesso trattamento. Nel 2010, dopo che è esploso lo scandalo delle molestie compiute dai membri della Chiesa, Reiner ha denunciato il suo caso. La suora direttrice le ha chiesto scusa, mentre sorella Rafaela ha negato tutte le accuse. Le molestie però sono state riconosciute, e la Cei tedesca ha dato a Reiner 13 mila euro come risarcimento danni.

    http://www.giornalettismo.com/archives/207819/la-suora-che-stuprava-i-bambini/

  • Don Cantini, funerali privati

    Don Cantini, funerali privati

    Don Cantini, funerali privati
    Presenti i parenti più stretti la messa è stata celebrata nel convento francescano di Fiesole dove Cantini era ospite da qualche tempo. Le «confessioni» degli ultimi giorni

    Funerali in forma privata per Elio Cantini, l’ex sacerdote fiorentino ridotto allo stato laicale nell’ottobre 2008 dal Papa dopo essere stato riconosciuto colpevole di abuso plurimo e aggravato nei confronti di minori. Presenti i parenti più stretti la messa è stata celebrata nel convento francescano di Fiesole dove Cantini era ospite da qualche tempo e dove è morto a 89 anni nella tarda serata di mercoledì. La salma è stata poi portata al cimitero della Misericordia di Empoli dove Cantini sarà sepolto. L’ex sacerdote, la cui salute era peggiorata negli ultimi giorni, è stato assistito fino alla morte nell’infermeria del convento che ha eretto un muro alle curiosità dei mass media.

    Sull’antica e ventosa rocca di San Francesco, luogo di pace e di silenzio con una tra le più meravigliose viste sulla città di Firenze, don Lelio Cantini ha trascorso gli ultimi anni della sua vita tormentata. Ed è proprio nel convento dei frati minori dedicato al santo di Assisi, fondato nel XIII secolo sulla cima della collina fiesolana, che l’ex sacerdote sembra aver trovato la pace con la propria coscienza. Don Cantini, accusato di aver abusato sessualmente e psicologicamente di minori per quasi vent’anni, quando era sacerdote nella chiesa fiorentina di Santa Maria Regina della Pace, e per questo nel 2008 condannato allo stato laicale dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, avrebbe infatti finalmente trovato la forza di raccontare le proprie colpe. A spiegarlo è frate Marco, che all’infermeria del convento di San Francesco, di cui don Cantini era ospite da qualche anno, svolge le funzioni di vicario in caso di assenza del Padre Superiore, frate Alessandro.

    «Cantini non parlava con me di queste cose — spiega frate Marco — ma ha fatto un cammino di pentimento, un cammino di espiazione con il nostro superiore». «Padre Sandro gli parlava spesso per fargli prendere coscienza delle cose che aveva fatto — prosegue il frate — e Cantini ha manifestato più volte pentimento». L’ex sacerdote, negli ultimi anni della sua vita, e al di fuori del segreto della confessione, ha quindi trovato il coraggio di parlare. Come non aveva mai fatto prima. Al convento fiesolano, nessuno spiega quali colpe don Cantini avesse ammesso, se gli abusi fisici o le molestie psicologiche (o entrambe le cose), ma quel che è certo è che il suo pentimento ha riguardato le vicende per cui era stato accusato. E che del resto gli erano costate un’inchiesta giudiziaria, archiviata solo per sopraggiunta prescrizione, da parte della Procura di Firenze. Ma grazie al lungo lavoro di padre Sandro, don Lelio Cantini a San Francesco «aveva finalmente trovato una certa serenità», assicura frate Marco.

    L’ex parroco non viveva nel convento vero e proprio, ma nell’infermeria, una sorta di casa di riposo dove sono ospitati molti anziani religiosi. Trascorreva le giornate tra il letto e la carrozzina a ruote su cui era costretto dagli acciacchi dell’età, e aveva dedicato gli ultimi mesi di vita alla riflessione, alle letture e, soprattutto, alle lunghe sedute di preghiera assieme agli altri religiosi del convento. Don Cantini si sarebbe spento con la stessa serenità che sembra aver caratterizzato i suoi ultimi giorni. È morto nel sonno, senza accorgersi che se ne stava andando. Nel pomeriggio di mercoledì, infatti, aveva avuto un piccolo mancamento, dovuto alla pressione alta da cui era afflitto da tempo. Un lieve capogiro, poi il trasferimento dalla carrozzina al letto, dove aveva cominciato a sentirsi meglio. Poi si è assopito e, senza che nessuno si avvedesse del pericolo imminente, si è improvvisamente spento a 89 anni di età.

    Giulio Gori
    17 febbraio 2012

    http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2012/17-febbraio-2012/don-cantini-funerali-privati-1903329298824.shtml

  • Accusa di molestie, sacerdote assolto dal gip di Paola COSENZA.

    Accusa di molestie, sacerdote assolto dal gip di Paola COSENZA.

    Da l’Avvenire di oggi 10 febbraio 2012, pag. 14

    Accusa di molestie, sacerdote assolto dal gip di Paola COSENZA. Il gip del mTribunale di Paola ieri ha assolto, al termine di un processo con rito abbreviato, padre Pio Marotti dall’accusa di abusi sessuali. Secondo la ricostruzione dell’accusa il religioso avrebbe operato delle molestie nei confronti di un minorenne di San Pietro in Amantea, piccolo centro della
    costa tirrenica cosentina. Ieri, al termine della sua arringa, il pubblico ministero aveva chiesto la condanna dell’uomo di fede a 6 anni di reclusione. (D. Mar.)


    Dall’edizione di oggi 10 febbraio 2012 della Gazzetta del sud, pag. 33

    SAN PIETRO IN AMANTEA
    Pedofilia, assolto padre Pio Marotti
    Infondate le accuse al religioso
    articolo in formato pdf a pagina 33

    www.diocesicosenza.it/index.php?opt…id=76&Itemid=99

    Marotti P. Pio, O.F.M.

    n.a Benevento il 12/02/51; ord. a Frigento (AV) il 20/11/83

    Parroco di S. Bartolomeo in San Pietro in Amantea (CS)

    C/o Convento S. Bernardino Via S. Bernardino, 5 – 87032 Amantea (CS)

    www.tirrenonews.it/Portale/index.ph…ntea&Itemid=512

    S. Pietro in Amantea. Chiuse le indagini preliminari sul caso di pedofilia .
    Martedì 15 Febbraio 2011 22:13 Giuseppe Marchese
    Lunghe e complesse le indagini sul caso di pedofilia che investirebbe il prete del luogo. Indagini durante le quali è stato sentito il giovane che sarebbe stato oggetto delle attenzioni insane sulle quali si tenta di far luce. Indagini nel corso delle quali sono stati sentiti i genitori del giovane i quali hanno reso le proprie dichiarazioni agli inquirenti. Ma il Procuratore ha anche voluto che si facesse ancora più luce sentendo a verbale , con la collaborazione degli agenti del Commissariato di Paola e del Corpo Forestale, anche diversi ragazzi di San Pietro in Amantea. Tutto quindi per accertare la verità..

    Ma la cosa grave è che il PM aveva chiesto per il prete la misura cautelare che il GIP di Paola ha respinto, ritenendo non sufficientemente provata la colpevolezza del religioso. Da qui il ricorso del PM al Tribunale del Riesame che da tre mesi ancora non si pronuncia.

    Secondo la stampa locale il procuratore Bruno Giordano ha chiuso le investigazioni, contestando ufficialmente all’indiziato il reato ipotizzato. Ora, l’indagato ha i canonici 20 giorni per chiedere di essere sentito dagli inquirenti.

    Decorso tale termine il PM in assenza di fatti rilevanti a difesa potrebbe chiedere il rinvio a giudizio del frate .

    Il frate ha operato nella vicina Amantea quale responsabile della comunità francescana di San Bernardino.

    Il frate per il suo impegno sociale è molto conosciuto e molto stimato nel comprensorio.

    Ma la cosa più rilevante è quella che la piccola comunità del paesino prossimo ad Amantea è letteralmente spaccata i due tronconi, l’uno innocentista, l’altro colpevolista. Ed anzi si sussurra che questa storia abbia origini e ragioni politiche a suo sostegno

    Secondo una versione, sorretta da anticipazioni giornalistiche, ci sarebbe addirittura uno “ scontro politico in atto in paese, fra l’ex sindaco Lorelli, solidale al sacerdote, e l’ex vicesindaco Bruni, che dimettendosi, assieme ad altri consiglieri della maggioranza, un anno fa, ha provocato la caduta anticipata della giunta”.

    E le elezioni sono ormai prossime.

  • A Napoli i Rogazionisti hanno un seminario minore

    A Napoli i Rogazionisti hanno un seminario minore

    A Napoli i Rogazionisti hanno un seminario minore. Il pedoseminarismo è una realtà residuale praticata ancora dai Rogazionisti, che sperano di stordire giovani ragazzi in formazione, che invece di avere le prime esperienze sentimentali e sessuali vengono messi a pregare nella speranza che si stordiscano e si facciano preti.

    E nel frattempo proprio a Napoli è stato trasferito il prete indagato. E forse se ne sta accanto a ragazzini inconsapevoli delle gravi accuse su cui indaga la magistratura.

    www.giovanirog.it/index_file/SedeNapoli.htm

    A Napoli i Padri Rogazionisti hanno un bellissimo Istituto situato in una zona panoramica dei Colli Aminei. Le attività della casa sono molteplici: la Parrocchia di Sant’Antonio alla Pineta, una Casa Famiglia per ragazzi in difficoltà, il Seminario Minore e il Prenoviziato della Provincia Rogazionista dell’Italia Centro-Sud e sono disposti ad accogliere e ad incontrare tutti coloro che vogliono mettersi in cammino verso Dio.

    I ragazzi: Il seminario minore dei Padri Rogazionisti di Napoli ospita quest’anno degli adolescenti che vanno dai 14 ai 18 anni e frequentano la scuola superiore. Il seminario non è il luogo ove si diventa “sacerdoti” ma è quella famiglia ideale dove l’adolescente, impegnandosi nell’amore reciproco, nel gioco, nello studio e nella vita di preghiera si chiede: “Cosa vuoi che io faccia, o Signore?”. Ed allora cosa aspetti?…Vieni e vedi!!
    Seminario dei Padri Rogazionisti Seminario dei Padri Rogazionisti

    I sacerdoti: Qui, nella comunità di Napoli, sono presenti 10 sacerdoti rogazionisti che portano avanti le tre attività principali. Di questi, Padre Vincenzo D’Angelo (nella foto) è il responsabile del seminario insieme a Padre Claudio che è anche animatore voc. Il tutto è diretto con paterna responsabilità da Padre Ciro Fontanella.

    I giovani: Oltre ai seminaristi, nella nostra comunità, sono presenti anche alcuni giovani che di anno in anno si avvicendano presso il nostro centro, per fare una forte esperienza di preghiera, di vita comunitaria e di fraternità, all’insegna di un profondo discernimento voc. Sono giovani semplici ma coraggiosi e generosi, capaci di guardare avanti…e dire “ma io cosa posso fare?”

    Gli ambienti: Quelli del seminario e della comunità giovanile sono ambienti molto semplici e famigliari, anche se, sicuramente, un po più grandi di un piccolo appartamento! Siamo come in famiglia…ed abbiamo in comune alcune sale da studio e naturalmente la mitica sala giochi. I ragazzi dormono in ogni caso in camere doppie o triple… poiché la legge è sempre la stessa “come è bello che i fratelli vivano insieme!”
    Seminario dei Padri Rogazionisti Seminario dei Padri Rogazionisti Seminario dei Padri Rogazionisti

    L’attività del seminario è affiancata dal servizio di pastorale giovanile diretto dal P. Salvatore Catalano. Il suo ruolo è quello di vice parroco nella parrocchia rogazionista di Sant’Antonio “a la Pineta” di Napoli presso i Colli Aminei. Per altre informazioni visita il sito della parrocchia:

  • Caccia al monaco pedofilo nascosto in Italia, Mandato di cattura per padre Laurence Soper, benedettino rifugiato a Roma

    Caccia al monaco pedofilo nascosto in Italia, Mandato di cattura per padre Laurence Soper, benedettino rifugiato a Roma

    Una caccia all’uomo internazionale sta cercando di rintracciare un prete pedofilo che è stato visto per l’ultima volta in Italia e che potrebbe ancora essere nascosto nel nostro paese. Si tratta di padre Laurence Soper, un monaco benedettino, ex-abate di Ealing Abbey, un monastero cattolico di Londra, presso la cui scuola privata, St. Benedict, egli insegnò per molto tempo. L’anno scorso un’inchiesta del Times ha fatto venire alla luce una lunga serie di accuse di abusi sessuali da parte sua nei confronti di alunni di quell’istituto scolastico religioso, portando all’apertura di un’inchiesta della magistratura britannica che secondo le ultime indiscrezioni avrebbe emesso in questi giorni un mandato di cattura contro padre Soper. Il monaco, tuttavia, non si trova più in Inghilterra, avendo lasciato l’insegnamento ed essendosi trasferito nel 2000 in Italia, dove fino allo scorso anno era il tesoriere della Confederazione Internazionale Benedettina. Viveva a Roma, presso il Collegio Sant’Anselmo, il cui priore, frate Elias Lorenzo, ha dichiarato al Times che padre Soper se ne andò nel marzo scorso dicendo che intendeva tornare a Londra, senza lasciare un indirizzo. Il monaco, che attualmente ha 81 anni, da allora risulta irreperibile. Investigatori di Scotland Yard si recheranno probabilmente in Italia la prossima settimana per cercarlo e per chiederne l’estradizione alle nostre autorità. Se si è rifugiato all’interno dello stato del Vaticano, osserva il quotidiano londinese, potrebbe essere difficile ottenerla, perchè la Santa Sede non ha un accordo di estradizione con la Gran Bretagna.

    http://franceschini.blogautore.repubblica…./chi-lha-visto/

  • Violentato dal frate francescano Lo denuncia dopo 20 anni

    Violentato dal frate francescano Lo denuncia dopo 20 anni

    Roma – Violentato per anni dal frate francescano al quale l’avevano affidato i genitori, ha deciso, dopo 20 anni, di liberarsi della vergogna e di rivelare il suo segreto alla polizia. Ora è un ragazzo, un operaio di 28 anni originario della provincia di Frosinone, che ha deciso di denunciare padre V.B., frate francescano presso la chiesa di Sant’Alessio, nella zona dell’Aventino a Roma e ora trasferito in Liguria. All’epoca era un bambino, aveva appena otto anni nel 1991.

    Era un amico di famiglia, padre V.B., tanto che spesso d’estate i genitori del bambino lo mandavano a trascorrere le vacanze al collegio degli Emiliani di Genova, dove il prete ha insegnato in questi anni. La storia è raccontata dal freepress Leggo.

    Le violenze sarebbero avvenute nel convento romano, dove spesso il bambino rimaneva ospite la notte. Una storia andata avanti per anni. Per altri motivi, poi, il frate è stato trasferito dai suoi superiori in Liguria, in una località ancora non nota. Una storia che il ragazzo ha deciso di rivelare alla polizia perché sia fatta giustizia. Lo ha fatto l’anno scorso, dopo che, vittima anche della vergogna e dell’umiliazione, aveva tentato di suicidarsi gettandosi in un fiume a Frosinone.

    Al momento gli inquirenti, coordinati dal pm Silvia Santucci, stanno effettuando delle audizioni e a breve potrebbero disporre una perizia. Stando a quanto riporta Angela Camuso, per l’edizione di Roma di Leggo, un mese fa a casa del sacerdote era stato trovato anche del materiale pedopornografico. Don V., una volta scoppiato lo scandalo, è stato trasferito in un convento dal suo superiore.

    Nella denuncia, che gli inquirenti definiscono molto circostanziata, il giovane afferma di essere stato violentato in più di una circostanza. Gli inquirenti, nei giorni scorsi, hanno ascoltato i genitori della presunta vittima. I due, assistiti dal noto avvocato Carlo Taormina, avrebbero riferito di non aver mai sospettato nulla di quanto denunciato dal figlio e di aver affidato il bambino al frate per dei soggiorni a Roma in totale fiducia.

    www.ilsecoloxix.it/p/genova/2011/10…_denuncia.shtml

    Indagato prete pedofilo ex segretario Emiliani
    Un ragazzo romano confessa che quando aveva 8 anni un sacerdote l’ha violentato. Il religioso, poi trasferito al collegio di Nervi è stato infine indirizzato un anno e mezzo fa ad un convento di Torino. La denuncia dopo che la vittima, oggi 28enne, ha tentato il suicidio
    di BRUNO PERSANO

    Indagato prete pedofilo ex segretario Emiliani
    Fino ad un anno e mezzo fa era il segretario del collegio Emiliani a Nervi. Dopo la denuncia di un ragazzo di Roma che lo accusa di averlo violentato, padre V. B. è stato trasferito dal priore in un convento a Torino.

    Bruno aveva otto anni quando fu abusato la prima volta. Allora il sacerdote celebrava messa nella chiesa di Sant’Alessio all’Aventino, nel cuore di Roma. I genitori del piccolo conoscevano bene il religioso e di lui avevano piena fiducia. Il loro piccolo mai gli aveva confidato quello che accadeva nella casa del sacerdote. Lasciavano che il loro figlio frequentasse la parrocchia all’Aventino; anzi: quando la congregazione spostò il confratello al collegio degli Emiliani a Genova, furono proprio i genitori a mandare il bambino a Nervi perchè trascorresse “dall’amico sacerdote” le vacanze scolastiche.

    Vent’anni ha tenuto nascosto in cuore quei brutti momenti vissuti con il sacerdote; poi un giorno, quando di anni ne aveva già 28, Bruno si lanciato in un fiume dalla finestra di una discoteca a Frosinone. La fidanzata l’ha trovato che annaspava nell’acqua gelida, quasi assiderato. La verità è emersa tutta, drammatica e violenta. C’è pure una registrazione telefonica del priore superiore che ammette di aver raccolto la confessione del religioso.

    Ora anche la famiglia del ragazzo ha capito chi era veramente quel sacerdote e non ha avuto remore a denunciare alla magistratura gli abusi sul figlio. Li difende l’avvocato Carlo Taromina e sono deteminati ad ottenere giustizia. Hanno
    le prove di ciò che hanno sottoscritto: c’è la confesione del figlio e quella registrazione del priore. E poi in casa del sacerdotre i carabinieri hanno trovato parecchio materiale pedopornografico.

    http://genova.repubblica.it/cronaca/2011/1…ofilo-23115918/

  • ROMA, STUPRATO DA FRATE: 26ENNE TENTA IL SUICIDIO

    ROMA, STUPRATO DA FRATE: 26ENNE TENTA IL SUICIDIO

    ROMA – Prestava servizio come padre francescano nella chiesa di Sant’Alessio, all’Aventino, nel cuore di Roma,l’ennesimo sacerdote coinvolto in una turpe storia di pedofilia finora avvolta nel silenzio. Padre V. B. è da tempo stato trasferito dai suoi superiori, per altri motivi, in Liguria. Ma le violenze che avrebbe commesso (la denuncia parla di reciproci rapporti completi), a partire dal lontano 1991, si sarebbero verificate, secondo chi l’accusa, proprio nel suo ufficio di Roma e nella sua residenza all’Aventino. Il religioso da circa un anno è indagato a piazzale Clodio in un’ inchiesta condotta dal pm Santucci: i carabinieri, un mese fa, avrebbero anche trovato a casa del prete materiale pedopornografico.

    La vittima che accusa il sacerdote, un giovane operaio abitante in Ciociaria oggi 26enne, all’epoca aveva appena 8 anni e poi un adolescente e fino a un anno fa non aveva mai confidato a nessuno quanto gli era capitato. La triste storia è venuta a galla perché l’anno scorso il giovane, oppresso dalla vergogna, una notte di febbraio ha tentato il suicidio, gettandosi in un fiume, a Frosinone, dopo essersi allontanato, con la scusa di dover fare pipì, da una discoteca dove era in compagnia della sua fidanzata. Quest’ultima lo aveva trovato ad annaspare nell’acqua e aveva chiamato i soccorsi.

    I genitori del giovane hanno deciso di farsi assistere dal noto avvocato Carlo Taormina e sono determinati a ottenere giustizia: conoscevano molto bene padre V., perché questi era diventato negli anni un amico di famiglia, tant’è che spesso il loro figlio veniva mandato dal sacerdote a trascorrere le vacanze presso il Collegio Emiliani di Genova dove il prete ha lavorato in questi ultimi anni, come insegnante ed educatore dei ragazzi. Dello scandalo è stato informato subito dalla famiglia il diretto superiore di don V., un padre Priore, che in attesa che la giustizia faccia il suo corso ha spedito il presunto pedofilo in un convento. Da quanto dichiarato ai carabinieri dai familiari del ragazzo, che si sono presentati in caserma con una registrazione della loro conversazione col Priore, il religioso una volta smascherato, per paura di essere aggredito avrebbe confessato al Priore le sue malefatte.


    IL RETTORE: “NON POSSO CREDERCI” Padre Bruno, Rettore in carica nella basilica di Sant’Alessio all’Aventino, che cosa ne pensa delle accuse che coinvolgono Padre V.?
    «Non sono stato informato di quanto è accaduto. Da anni ormai non lo vedo ma ricordo bene il periodo in cui, insieme, frequentavamo il seminario. Sinceramente non lo credo capace di una colpa tanto tremenda».
    Qual è il suo ricordo di quest’uomo?
    «Siamo coetanei e ai tempi degli studi eravamo ragazzi normali, come tanti altri: nei momenti liberi giocavamo a calcetto insieme. Negli anni, comunque, non ho mai avuto alcun sospetto sulla sua persona».
    Nessuno è venuto da lei a riportarle indiscrezioni?
    «No, tra i parrocchiani nessuno. Veramente non so nulla di questa brutta storia».
    Ci sono preti, oggi, che potrebbero sapere qualcosa di più di quegli anni?
    «Nessuno dei frati presenti ora nella Basilica ha avuto modo di incontrarlo, È andato via da anni ormai».
    Che ne pensa dello scandalo della pedofilia nella Chiesa?
    «Innanzitutto ogni caso va esaminato singolarmente. Credo comunque che il ruolo che siamo chiamati a coprire è importantissimo: può essere portato avanti solo con la sincerità e la correttezza. Ci vuole schiettezza, altrimenti che predichi a fare?». (di Lorena Loiacono)

    SGOMENTO NEL QUOARTIERE DI BENIGNI E TORNATORE Tra le zone più eleganti e prestigiose di Roma, una vera e propria terrazza sulla Capitale arricchita da quattro Basiliche storiche: è l’Aventino, dove vivono le stelle del cinema come Benigni, Tornatore e De Sica. Un’importante fetta della Roma bene, dunque, che resta sgomenta di fronte alle accuse su Padre V. B. «Sono cresciuto in zona, in comitiva nel giardino di Sant’Alessio – racconta Mirco, 31enne – non pensavo potessero accadere cose simili».
    Tra i tanti turisti che scrutano la Cupola di San Pietro dal buco della serratura, anche una giovane coppia: «Abitiamo a San Saba e conosciamo la chiesa di Sant’Alessio, non sapevamo nulla di questa brutta storia». E su una panchina nel Parco degli Aranci, un anziano commenta: «Questi sono tempi difficili, non ci si può fidare di nessuno». (L.Loi./ass)

    http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/10/12/news/abusi_su_bimbo_di_9_anni_indagato_frate_s_alessio-23105689/

  • Quel silenzio colpevole sui suicidi delle vittime dei preti pedofili

    Quel silenzio colpevole sui suicidi delle vittime dei preti pedofili

    E’ boom di suicidi fra gli alunni delle scuole cattoliche australiane, alunni che in passato sono caduti vittime delle attenzioni non esattamente amichevoli dei sacerdoti. Preti pedofili insomma, preti che violentano ragazzi che poi si suicidano: e la polizia gradirebbe indagare per capire cosa sta succedendo. Ma sulla strada delle forze dell’ordine c’è il vescovo di Ballarat, Peter Connors, che teorizza l’inutilità dell’approfondimento investigativo su casi di tale importanza perché, dice il prelato, non servirebbe a niente e nulla si scoprirebbe in questo modo.

    OLTRE VENTI I SUICIDI – Ma andiamo con ordine. Da alcune settimane, nelle scuole australiane gestite dalle diocesi cattoliche si registra un vero e proprio picco di suicidi fra gli adolescenti, già vittime di sacerdoti e prelati. Qualcosa non va.

    La polizia che indaga sui casi del pedofilo Robert Best, frate, crede che almeno 26 vittime di abusi sessuali nelle scuole in cui il religioso ha insegnato si sarebbero suicidate. Uno degli ufficiali delle indagini chiede addirittura una inchiesta parlamentare sul tema. “Sarei più che felice se aiutasse le vittime”, dice il vescovo di Ballarat Peter Conners. “Ma non credo che riusciranno a capire molto di più…credo che noi siamo riusciti a fare il meglio che potevamo negli ultimi anni”.

    Secondo il vescovo, nemmeno le ultime, incredibili notizie che racconterebbero, appunto, di 26 ragazzi che si sarebbero tolti la vita perché non riuscivano a superare il trauma della violenza sessuale sarebbero un buon motivo per far procedere senza intoppi l’indagine di polizia.

    “Credo che finora siamo riusciti a sapere un sacco di cose riguardo i comportamenti appropriati e non appropriati”, ha detto il vescovo Connors. “Credo che le persone siano molto ben informate oggi come oggi su quali siano gli approcci da rifiutare da una persona di sesso maschile”.

    Nella diocesi di sua competenza sono accaduti atti di gravità inaudita.

    “NON SERVE A NIENTE” – Religiosi pedofili si aggiravano fuori da qualsiasi controllo; primo fra tutti il caso del pedofilo Best, di cui abbiamo già accennato.

    Best, che insegnava in molte scuole in tutto lo stato di Victoria, incluso a Ballarat, avrà una condanna lunedì dopo aver confessato la propria colpevolezza su 27 accuse di abuso per 11 ragazzi fra il 1969 e il 1988. Best era il preside alla scuola primaria di Ballarat nello stesso tempo in cui il pedofilo seriale e prete Gerald Ridsdale era il cappellano scolastico.

    Davanti a questi atti terribili, secondo il vescovo non ci sarebbe da indagare. Non che ovviamente possa fermare le indagini di polizia, ma le sue dichiarazioni sono molto esemplificative dello zoccolo duro della Gerarchia cattolica che ancora tarda ad uniformarsi persino alle direttive di Papa Ratzinger, che ha affrontato con sorprendente piglio la vicenda dei pedofili nel clero. Per il vescovo australiano, approfondire la questione nella migliore delle ipotesi sarebbe inutile.

    http://www.giornalettismo.com/archives/137…preti-pedofili/

  • “Ho chiesto aiuto al cardinale, ma lui ha coperto il frate che mi aveva stuprata”

    “Ho chiesto aiuto al cardinale, ma lui ha coperto il frate che mi aveva stuprata”

    Dario Ferri 29 giugno 2011

    L’arcivescovo di Vienna Schönborn denunciato per aver nascosto due casi di abusi sessuali da parte di religiosi della sua diocesi

    Pope Benedict XVI (L) and and Cardinal Christoph Schoenborn during a mass at the in Vienna, Austria, 07 September 2007. The German-born pontiff arrived for a three-day visit to Austria earlier in the day. EPA/ROBERT JAEGER +++(c) dpa – Bildfunk+++

    Il cardinale di Vienna Christoph Schönborn è stato denunciato insieme a due altri religiosi della Chiesa cattolica austriaca in merito ad alcuni abusi sessuali che il porporato avrebbe coperto. L’avvocato della vittima, Werner Schostal , lo ha annunciato alla stampa, spiegando come l’arcivescovo di Vienna avrebbe impedito di far intervenire la magistratura per punire un prete ed un frate francescano che avevano violentato ripetutamente una donna.

    MOLESTIE COPERTE – Nel 1994 un’austriaca che oggi ha 45 anni avrebbe confidato a Christoph Schönborn, all’epoca vescovo ausiliario, di essere stata molestata da un frate francescano tirolese durante le giornate mondiali della gioventù svoltesi dieci anni prima a Roma, quando aveva 17 anni. L’incontro col Papa si sarebbe dunque trasformato in un incubo per la donna, stuprata nell’abitazione del religioso, che ha poi subito ulteriori abusi sessuali negli anni successivi. I casi di violenza sono stati confessati anche dal frate molestatore alla diocesi di Innsbruck, che lo ha sospeso dal suo ruolo di consulente spirituale nelle scuole. La Commissione Klasnic, istituita dalla Chiesa austriaca e dal governo per indagare sugli abusi dei religiosi austriaci, ha riconosciuto la donna come vittima di una violenza sessuale, offrendole un percorso terapeutico per mitigare il trauma degli abusi subiti. Christoph Schönborn non avrebbe però, secondo quanto denunciato dalla donna, denunciato il frate tirolese responsabile delle violenze, coprendolo in modo da impedire l’avvio di un’inchiesta della magistratura.

    NUOVO ABUSO – La donna ha inoltre denunciato il responsabile di Missio Austriaca, un’istituzione religiosa, direttamente dipendente dal Vaticano, responsabile dell’evangelizzazione dei popoli. Il direttore, Leo Maasburg, avrebbe abusato della donna negli anni novanta, dopo che lo stesso cardinale Schönborn le ha consigliato di contattarlo per denunciare la violenza subita in precedenza dal frate francescano. Sia il cardinale di Vienna che il responsabile di Missio Austria hanno respinto le accuse, sulle quali ora indagherà la magistratura. Anche la commissione Klasnic ha avviato un’indagine sull’abuso compiuto da Maasburg, noto in Austria e nel mondo cattolico per essere stato a lungo un accompagnatore di Madre Teresa di Calcutta.

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