Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Dall’Uruguay a Savona per testimoniare: «Abusato da 3 preti, uno è ligure»

    Dall’Uruguay a Savona per testimoniare: «Abusato da 3 preti, uno è ligure»

    Genova – «Sono nato in Brasile. All’età di 6 mesi mia madre mi ha portato con sé in Uruguay, la sua terra. Mio padre non poteva tenerci con sé perché era sposato. Aveva già una famiglia. Dall’età di sei mesi fino a otto anni sono cresciuto in un istituto cattolico. Poi, in altre missioni. E sono stato abusato da tre sacerdoti»: è una sintesi della lunga intervista registrata dal sito del Secolo XIX con il giovane sudamericano che sostiene di essere stato abusato ripetutamente, insieme con altri ragazzini, da parte di tre missionari. Di cui uno ligure: don Francesco Zappella, attualmente parroco a Borghetto Santo Spirito e in passato missionario proprio in Uruguay, per cui la onlus Rete L’Abuso ha chiesto ufficialmente a monsignor Guglielmo Borghetti, vescovo coadiutore della Diocesi di Albenga, la rimozione e l’apertura di un processo canonico.

    Il Secolo XIX aveva già raccolto la testimonianza del giovane a distanza, quando si era saputo che nel presunto caso di pedofilia era coinvolto un sacerdote ligure. Il 29enne ha deposto in Uruguay, e poi, proprio grazie al sostegno della Rete L’Abuso, ha affrontato il viaggio aereo per deporre in Italia, aSavona.

    Prima della sua deposizione, prima del suo rientro in America Latina, ha accettato di raccontare nei dettagli la sua vicenda personale. Racconta della fiducia che aveva nei sacerdoti, e in particolare in quel prete italiano che gli era stato assegnato come tutor. Provvedeva lui ad aiutarlo a studiare. Ma, in cambio, esigeva di essere “massaggiato”: e questi massaggi si traducevano poi in pratiche sessuali.

    Il giovane non si capacita di come un missionario possa fare cose come queste: «La mia vita sarebbe stata diversa, se non lo avessi incontrato?». Oggi il giovane è padre, e si dichiara spaventato all’idea che i suoi bambini, e altri bambini, possano dover affrontare quanto dice di avere subìto. Racconta di avere ricevuto regali, come altri ragazzini ai quali poi veniva chiesto di fare sesso. Racconta di ingenti quantità di denaro, che il prete avrebbe usato per quegli acquisti, dopo avere ricevuto donazioni da parte di fedeli devoti. Dice anche di avere provato a denunciare, quando si è reso conto che quello che credeva un padre non si comportava come un padre.

    Questa è una breve sintesi della sua lunga dichiarazione. Una dichiarazione di parte: al vaglio della Procura. Se sarà ritenuta attendibile, il sacerdote sarà invitato a chiarire, e nel caso a smentire, le accuse che il ragazzo gli muove. La vicenda è venuta alla luce grazie all’associazione La Rete L’Abuso, fondata da Francesco Zanardi, vittima a suo tempo di abusi da parte di un altro sacerdote ligure.

    La versione del prete: «Solo calunnie, sono sereno»
    Interpellato in giornata dal Secolo XIX, don Zappella (accusato insieme con due sacerdoti che vivono in Uruguay, padre Gabriel Tojos e padre Sebastian Silvera) si è detto «sereno», perché «sono tutte calunnie» e anche perché «il vescovo ha rifiutato le mie “dimissioni”, resto a disposizione della giustizia».

    Se i fatti denunciati fossero veri, si tratterebbe di una storia molto grave: la pedofilia sarebbe stata praticata per anni, su numerose vittime. Non solo: i soldi inviati dalle famiglie liguri a sostegno della missione, sarebbero stati utilizzati in buona parte per fare regali, costosi, ai ragazzini abusati, per tenerli legati al presunto pedofilo. Ci sarebbero donazioni utilizzate non per aiutare bambini in difficoltà, ma per comprarli. Nell’intervista video, la presunta vittima sostiene che il sacerdote italiano abbia una doppia vita: da una parte quella del pastore devoto, fragile, generoso, dall’altra quella del pedofilo, che utilizza la veste di “uomo di Dio” per abusare: «Io lo dicevo, lo raccontavo… – afferma – ma loro, i preti, si coprivano l’uno con l’altro: era una mafia». Ma adesso «non deve succedere più, non deve succedere ad altri bambini».

    http://www.ilsecoloxix.it/p/savona/2015/09/07/ARyzWlqF-testimoniare_uruguay_abusato.shtml

  • Pedofilia: dalla Liguria all’America Latina, un altro caso scuote la Chiesa

    Pedofilia: dalla Liguria all’America Latina, un altro caso scuote la Chiesa

    La Spezia – L’ombra della pedofilia si allunga, ancora una volta, su un sacerdote italiano: un sacerdote che ha a che fare con la Liguria. I dettagli della vicenda, sono tenuti doverosamente riservati: sia per tutelare la presunta vittima, un giovane che si trova in America Latina, sia per tutelare il sacerdote, che dovrà poter chiarire in tutta serenità le accuse che gli vengono rivolte. Si tratta di un caso delicatissimo: che riguarda presunti abusi, ripetuti nel tempo, su più bambini.

    Il Secolo XIX ha parlato a distanza con il giovane che ha sporto denuncia, nel suo paese. Ha raccolto la sua testimonianza. Le sue parole, sono pesantissime. “Non c’è assolutamente posto, nel ministero, per coloro che abusano dei minori”: l’ha detto Papa Francesco. E Fernando testimonia: “Yo estoy terriblemente mal de vida, esos sacerdotes de la iglesia ensucian la religion, no pueden representar a Dios”. Gli abusi sarebbero avvenuti in una parrocchia, dove opera il sacerdote italiano, uno dei tanti che prestano la propria missione in mezzo ai bambini.

    Anni e anni di passione: che gli sono valsi attestati, ufficiali, di merito, per l’opera di solidarietà. L’ombra, che oggi è comparsa a velare tanto altruismo, va spazzata via. Va cancellata, se è ingiusta. Oppure va chiarita: se dietro, c’è qualcosa di vero. C’è un ragazzo, che ha deciso di parlare, e che racconta di aver vissuto un calvario: e che denuncia, ora che non è più un bambino, perché nessun altro bambino soffra quanto ha sofferto lui. Per poter raccontare la sua verità, deve arrivare in Italia. Per Fernando, è una questione di vita o di morte: interiore.

    E non solo. Denunciare, può diventare, in certe aree dell’America Latina, anche una questione di vita o di morte: materiale. Ci sono equilibri che è bene non toccare. «Nessuno. Non avevo nessuno, quando ho conosciuto quel sacerdote. Sono credente, ed ero solo un bambino. Mi fidavo: tanto, tantissimo. E quando ha cominciato a toccarmi, non mi piaceva. Però non ero in grado di dire basta». E’ solo qualche stralcio, della sua lunga confidenza. Racconta di come fosse la missione, di giorno, e di come si trasformasse di notte. Quando calava il silenzio, e il sacerdote si avvicinava. Scherzava, sorrideva. “Ti sono piaciuti i regali, eh?”. “Sei contento?”. Era contento, il bambino. Era contento, di avere un adulto che si preoccupasse per lui. Un adulto gentile. “Era come un padre…”. Un padre che abusa, però.

    Racconta, Fernando, della freddezza, nei momenti di sesso. “Mi chiamava bastardo. Io da bambino non sapevo il significato della parola”. E l’ossessione del prete, che avrebbe continuato a chiamarlo “il suo bambino”, negli abusi commessi quando già iniziava a diventare adolescente. Solo la giustizia potrà chiarire se l’accusa sia fondata, oppure no. Fernando ha già deposto, al suo paese. Ora, deve raggiungere l’Italia, per completare la denuncia. C’è chi, in Liguria, lo sta aiutando a mettere insieme i soldi del biglietto aereo. C’è una raccolta fondi, fatta attraverso una onlus, senza scopo di lucro, Rete L’Abuso . L’ha fondata Francesco Zanardi, che è stato abusato, da ragazzino, da un prete ligure: e lo ha denunciato. «La Rete non ha niente contro la chiesa – premette – al contrario. E’ nata come forma di auto terapia, di ascolto reciproco, con altre vittime. Poi, in tanti, ci hanno chiesto aiuto, da tutta Italia. E noi, piccola onlus di volontari, cerchiamo di fare tutto il possibile».

    Sulla storia di Fernando, Zanardi dice: «Non sta a noi, verificare, ma alla giustizia. Posso solo dire che mi ritrovo nelle sue parole. Ricordo le stesse sensazioni. E’ come rivivere il mio passato. Ogni volta che una vittima si rivolge a noi, per me è dura, è molto dura. Il passato riaffiora. Ogni volta che un pedofilo è condannato, significa però salvare tanti altri bambini. Per questo Fernando va ascoltato. Se dice il vero, va posta fine alla sofferenza di bambini che non hanno voce, non possono difendersi da soli». Specie nelle piccole parrocchie dell’America Latina, dove vengono raccolti bambini senza famiglia, del tutto soli.

    http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2015/08/29/AR0wVJiF-pedofilia_america_liguria.shtml

  • Lettere di un prete pedofilo

    Lettere di un prete pedofilo

    Una serie di lettere scritte alle sue vittime, i bambini di cui abusava, forte del suo abito talare. Per tre decenni Gerald Francis Ridsdale, un sacerdote della diocesi di Ballarat, 120 chilometri da Melbourne, ha violentato almeno cinquanta bambini (anche se pare che le vittime siano più di cento).

    Oggi la Royal Commission ha pubblicato i documenti che lo riguardano: quello che scriveva ai bambini, come se fra loro, al posto di un abuso, fosse nata una storia romantica, e la corrispondenza con i suoi superiori. Scambi che dimostrano come la Chiesa abbia chiuso un occhio sugli abusi, nel tentativo di salvaguardare l’immagine, più che di proteggere i suoi chierichetti.

    Ridsdale studiò tra Melbourne, Genova e Dublino, e fu ordinato sacerdote nel 1961. Da allora cominciarono gli abusi e i trasferimenti continui di parrocchia in parrocchia, per più di trent’anni.

    Le violenze avvenivano nella chiesa, nel presbiterio, nell’auto del sacerdote, in casa delle vittime, durante gite, durante le feste della parrocchia, nel confessionale (Ridsdale provvedeva anche all’assoluzione).

    Ridsdale riuscì ad abusare di un bambino e della sorella a poche ore dal funerale del loro padre. Un bambino è stato molestato sull’altare, dopo la messa, quando la chiesa era chiusa.

    A Ballarat arrivò nel 1971. Qualche bambino denunciò gli abusi, ma, alla peggio, il sacerdote fu invitato a seguire qualche seduta di psicoterapia o a cambiare parrocchia. Quando fu spedito a San Alipius, la scuola parrocchiale dove insegnava era un «covo» di pedofili: c’erano padre Robert Best, padre Edward Dowlan, padre Fitzgerald, padre Stephen Francis Farrell, tutti poi condannati per abusi sessuali.

    Fu solo nel 1993 che, a Melbourne, si aprì un processo a carico di Ridsdale, per violenza su nove ragazzi. Per lui il vescovo Ronald Mulkearns chiese al Papa, e la ottenne, la riduzione del sacerdote allo stato laicale. L’anno successivo il sacerdote fu condannato a 19 anni di carcere. Nel 2006, si aprì un altro processo per altri abusi ancora non denunciati, e Ridsdale fu condannato ad altri 4 anni di carcere.

    http://www.vanityfair.it/news/mondo/15/05/27/lettere-sacerdote-pedofilo-ridsdale-australia

  • Caso Giada Vitale: il pm chiede l’archiviazione del caso io chiedo giustizia per le violenze subite da Don Marino

    Caso Giada Vitale: il pm chiede l’archiviazione del caso io chiedo giustizia per le violenze subite da Don Marino

    Giada Vitale, 20enne che ha denunciato di aver subito violenze da Don Marino Genova ex parroco di Portocannone, da quando aveva 13 anni ora attende giustizia. Dopo aver sfondato il muro del silenzio, essendo stata ospite di molte trasmissioni televisive, ora vuole soltanto che il suo carnefice paghi per quello che le avrebbe fatto. E siccome sulla sua vicenda è calato il silenzio, si è affidata a un messaggio facebook. Che la dice lunga sul dolore che la ragazza vive tuttora.
    “Secondo voi è normale che io vittima di un prete pedofilo – sostiene Giada –  non posso avere Giustizia dopo tutte le sofferenze che ho passato, poiché il PM ha richiesto quasi tutta l’archiviazione per quanto riguarda il mio caso? A voi sembra normale che con tutte le prove,testimonianze,registrazioni,tabulati telefonici, referti medici e psichiatrici e confessione da parte del sacerdote, il PM ha deciso tutto questo,poiché mi riteneva a 13 anni consapevole e complice di un uomo di 55 anni? Ma vi sembra normale una cosa del genere? Mi auguro che questo messaggio venga letto anche da lui. Io sono schifata“.
    Cosa sta succedendo a livello giudiziario. A settembre ci sarà l’udienza Gup in cui si dovrà decidere la sorte giudiziaria di Don Marino Genova. Il caso è diviso in due procedimenti separati. Uno che riguarda i reati contestati nel periodo antecedente al compimento dei 14 anni da parte della vittima. E quelli dopo il compimento di questo compleanno che come sappiamo, a livello giuridico, significa che una donna può decidere liberamente se dare il suo consenso a un rapporto sessuale. Il Pm ha chiesto l’archiviazione del caso sostenendo che Giada Vitale sia stata comunque “coinvolta sentimentalmente” con il prete che l’avrebbe invece violentata. La vittima invece, che porta ancora i segni nell’anima rispetto a quanto le è successo, in sede di udienza gup si opporrà all’archiviazione del caso sostenendo la tesi della non consensualità dei rapporti sessuali e l’avvenuta violenza. A settembre sapremo quindi se questo coraggio di Giada è servito ad ottenere giustizia. Noi di Moliseweb.it le auguriamo quantomeno di riuscire a trovare la sua serenità interiore.
    Viviana Pizzi 
    http://www.moliseweb.it/info.php?id=1651&tit=Caso-Giada-Vitale%3A-il-pm-chiede-l%27archiviazione-del-caso-io-chiedo-giustizia-per-le-violenze-subite-da-Don-Marino-
  • Pedopornografia on line, scarcerato don Giorgio Porcellana

    Pedopornografia on line, scarcerato don Giorgio Porcellana

    Don Giorgio Porcellana, di origine astigiana, era stato arrestato nell’istituto Don Bosco di Alassio dove si era trasferito negli ultimi mesi per motivi di salute

    Alassio. Da Savona a Torino a casa di parenti. Dopo alcuni giorni di detenzione a Sanremo è stato scarcerato e continuerà ad essere detenuto agli arresti domiciliari don Giorgio Porcellana, 49 anni.

    Il prete astigiano era stato arrestato dalla polizia postale di Genova e Milano perché accusato detenzione e scambio di materiale pedopornografico sul web, ha lasciato il carcere di Sanremo e si è visto accogliere dal giudice per le indagini preliminari la richiesta presentata dal suo avvocato Massimo Campanale.

    Il legale aveva preferito non far rispondere il suo assistito all’interrogatorio di garanzia e convalida dell’arresto, ma aveva presentato ricorso sottolineando che l’ex salesiano, subito sospeso, “non faceva parte di un’organizzazione, e non aveva pagato minorenni per avere immagini e video”.

    Don Giorgio Porcellana, di origine astigiana, era stato arrestato nell’istituto Don Bosco di Alassio dove si era trasferito negli ultimi mesi per motivi di salute.

    http://www.ivg.it/2015/05/pedopornografia-on-line-scarcerato-don-giorgio-porcellana/

  • Don “Lu” lavora alla Casa della Carità e passeggia in centro

    Don “Lu” lavora alla Casa della Carità e passeggia in centro

    Imperia. Dalla casa della carità di via Berio, lungo la strada che porta alle Cascine e a Villa Grock, la casa museo di Imperia si domina Oneglia.

    E’ lì che dal 5 maggio scorso, lavora e vive don Luciano Massaferro, l’ex parroco di Alassio condannato a 7 anni e 8 mesi di reclusione per aver molestato una chierichetta. Serve pranzo e cena ai poveri, italiani e stranieri che non trovano lavoro, non riescono più a pagare affitti  o sono rimasti senza casa.  “Cordiale e preciso”, si limita a dire un collaboratore della struttura della Diocesi di Albenga e Imperia diretta da Augusto Armelio.

    Dalle 21 alle 6 del mattino non può lasciare la Casa della Carità. E’ quanto prevede l’affidamento in prova deciso dai giudici del tribunale di sorveglianza di Genova che hanno accolto l’istanza-proposta del suo avvocato, l’albenganese Alessandro Chirivì. Don Luciano di anni ne ha già scontati 5 più 2 mesi. Il suo legale gli ha anche fatto ottenere uno sconto della pena di 1 anno e 8 mesi. Alla fine resterà in carcere 6 anni e 2 mesi. “A febbraio sarà un uomo libero”, dice l’avvocato.

    E al di là delle cause giudiziarie ed eventualmente il processo canonico che potrebbe essere istruito Don Luciano Massaferro attende anche un’eventuale decisione della Corte per i diritti dell’uomo. “E’ così ci siamo rivolti a Strasburgo – conferma l’avvocato – Siamo ancora in attesa di un pronunciamento”. Don Luciano, che a Pasqua aveva scritto anche la sua ultima lettera dal carcere di La Spezia ai parrocchiani, sostiene di essere vittima di un’ingiustizia.

    Nel frattempo è in affidamento ai servizi sociali in prova e di giorno lo si incontra anche a Oneglia. “L’ho visto proprio qualche giorno fa – dice il parroco Mario Ruffino – passeggiava in via San Giovanni ed ho saputo che lavora per la Casa della Carità, struttura importante per la nostra Diocesi”.

    http://www.ivg.it/2015/05/don-lu-lavora-alla-casa-della-carita-e-passeggia-in-centro/

  • Pedopornografia on line, la Congregazione Salesiana sospende don Giorgio Porcellana

    Pedopornografia on line, la Congregazione Salesiana sospende don Giorgio Porcellana

    Presa di posizione dei Salesiani piemontesi: “Accuse gravissime”

    Asti. Sul caso di don Giorgio Porcellana, il sacerdote salesiano di 49 anni, di Asti, arrestato dalla polizia postale di Genova e Milano per materiale pedopornografico, interviene anche la Circoscrizione Salesiana del Piemonte e Valle d’Aosta.

    Dalla comunità salesiana piemontese profondo dolore e sconcerto per l’arresto del sacerdote: “Si tratta di accuse gravissime, incompatibili con la vocazione e la missione sacerdotale. Esprimiamo la nostra piena fiducia nella magistratura perché possa fare luce sulla vicenda e manifestiamo incondizionata solidarietà a chiunque possa essere stato anche indirettamente vittima di abuso e strumentalizzazione tramite immagini e video su internet”.

    “Don Porcellana non ricopriva alcun incarico di responsabilità ed era presente da qualche mese ad Alassio, presso l’Istituto Salesiano Madonna degli Angeli, esclusivamente per motivi di salute. La Congregazione ha immediatamente disposto, nei confronti del sacerdote, in via cautelativa, la sospensione da ogni ministero pastorale e sacramentale”.

    La polizia postale ha sequestrato numerosi computer, smartphone e dispositivi informatici contenenti elementi probatori significativi nell’ambito dell’indagine.

    http://www.ivg.it/2015/05/pedopornografia-on-line-la-congregazione-salesiana-sospende-don-giorgio-porcellana/

  • Pedofilia online, arrestati un prete ad Alassio e un disoccupato a Bordighera

    Pedofilia online, arrestati un prete ad Alassio e un disoccupato a Bordighera

    Secondo quanto si è appreso, il religioso è stato arrestato ad Alassio ed è stato portato in carcere: si tratta di un uomo di 49 anni, che è accusato di “cessione aggravata di materiale pedopornografico”, contestazione che prevede l’aver trattato «materiale con minori di anni 16» e in «numero maggiore di 3».

    I due disoccupati hanno 51 e 58 anni, l’operaio 51: sono stati arrestati a Bordighera, Lariano (in provincia di Roma) e nella Capitale.

    Nel complesso, sono 25 le province italiane toccatedall’operazione, comprese Alessandria, Genova, Livorno e Bolzano.

    http://www.ilsecoloxix.it/p/savona/2015/05/26/ARObCyZE-bordighera_disoccupato_arrestati.shtml

  • Arrestato per pedopornografia ad Alassio, ecco chi è don Giorgio Porcellana

    Arrestato per pedopornografia ad Alassio, ecco chi è don Giorgio Porcellana

    Alassio. Don Giorgio Porcellana, nato ad Asti il 17 luglio del 1966. E’ lui il sacerdote salesiano che la polizia delle telecomunicazioni di Genova, su richiesta dei colleghi di Milano, hanno arrestato all’istituto salesiano di Alassio.

    Secondo di 5 fratelli, aveva conseguito la maturità al Liceo Classico e successivamente dopo la formazione Salesiana, era stato ordinato sacerdote a Torino il 6 ottobre 2001.

    Ha tre lauree in tasca di cui una in Filosofia conseguita a Nave in provincia di Brescia e una in Scienza della Formazione all’Università di Torino, quindi è dottore in Teologia Pastorale.

    Dopo un lungo periodo di insegnamento nella scuola Media inferiore e superiore, ha esplicato l’attività sacerdotale presso parrocchie, oratori e convitti, prevalentemente in Piemonte e Lombardia. Ha successivamente deciso di fare il parroco e in tale veste era arrivato a Orio nel settembre del 2006, succedendo così a don Silvio Faga titolare della  parrocchia per ben 11 anni.

    Nei mesi scorsi, per motivi di salute, era arrivato ad Alassio accolto dal direttore don Gino Bruno e dai suoi confratelli. Oggi alla porta dell’istituto salesiano della Baia del Sole sono arrivati gli agenti della polizia delle telecomunicazioni ed è finito in carcere per pedopornografia.

    Al religioso, in particolare, vengono contestati gli articoli 600 e 602 del codice penale, ovvero aver trattato materiale “con minori di 16 anni” e in numero “maggiore di tre”.

    Le indagini erano state avviate nel 2012. Tutto ha avuto inizio quando gli 007 della polposte avevano iniziato a controllare alcuni siti web e in particolare alcuni servizi di condivisione di immagini sospette perché gli utenti facevano continui riferimenti a minori.

    Si trattava di una sorta di anticamera per gli interessati alla pornografia minorile, che si spostavano su altri canali di comunicazione per scambiare file multimediali illeciti, utilizzando anche le caselle di posta elettronica. Per la particolare segretezza delle comunicazioni fra gli stessi indagati, è stato necessario usare delle tecniche speciali di investigazione come le attività sotto copertura, intercettazione telematica e intercettazioni telefoniche.

    http://www.ivg.it/2015/05/arrestato-per-pedopornografia-ad-alassio-ecco-chi-e-don-giorgio-porcellana/

  • Papa Francesco al Santuario di Savona, ora c’è una data. Incontrerà anche le vittime dei preti pedofili savonesi ?

    Papa Francesco al Santuario di Savona, ora c’è una data. Incontrerà anche le vittime dei preti pedofili savonesi ?

    Savona – Si profila una data per la visita del Papa a Savona. La lettera di Francesco al vescovo Lupi, inviata in occasione del bicentario dell’incoronazione dalla statua della Vergine Maria parte di Pio VII e l’auspicio di poter venire un giorno in visita al Santuario di Nostra Signora di Misericordia, hanno acceso la speranza dei fedeli savonesi. Speranza fondata, perché si parla anche di una data. Il Pontefice dovrebbe arrivare in Liguria a metà settembre tra il 15 e il 18. E il programma prevederebbe una tappa a Genova, un blitz a Santa Giulia di Piana Crixia, e poi una visita al Santuario.

    Al momento non c’è ancora l’ufficialità ma le voci, in particolare in ambienti religiosi liguri e romani, rimbalzando anche a Savona. Da tempo a Piana Crixia, che ricade sotto la Diocesi di Acqui, l’amministrazione e la comunità dei fedeli chiedono una visita di Papa Francesco che in quel comune ha le sue origini attraverso il ramo paterno della famiglia.

    Nel caso della visita a Savona di Benedetto XVI nel maggio del 2008, che aveva fatto visita al Santuario di Nostra Signora di Misericordia per donare la Rosa d’Oro, la macchina organizzativa si era mossa molti mesi prima.

    Ma l’attuale Pontefice con la sua semplicità e spontaneità ci ha abituati a visite improvvise nelle quali ama mischiarsi tra i fedeli senza filtri, come quella ad una baraccopoli di immigrati a Roma. Blitz improvvisi che mettono un po’ in crisi l’apparato di sicurezza che lo circonda ma che sono diventate una caratteristica molto amata.

    «Al momento non ci sono notizie ufficiali – spiega l’ufficio stampa della Diocesi di Savona Noli – c’è stata la lettera del Santo Padre al nostro vescovo, con l’auspicio del cardinale Domenico Calcagno di vedere il Pontefice al Santuario, e ci ha fatto estremo piacere che il Santo Padre abbia posto questo Giubileo straordinario sotto la protezione di Nostra Signora di Misericordia. L’auspicio del cardinale Calcagno che è di tutti i fedeli savonesi ma per ora, per le informazioni che abbiamo resta tale. Certo questo Pontefice ci ha abituato ad un nuovo modo di comunicare e di essere presente alla comunità dei suoi fedeli e, come ha detto il Cardinale Domenico Calcagno alla messa di domenica scorsa, non poniamo limiti alla provvidenza».

    La speranza poi, si consolida alla conferma da parte dello stesso cardinale Calcagno che in occasione della messa a celebrazione dell’incoronazione della statua della Vergine ha detto di avere invitato Papa Bergoglio al Santuario.

    http://www.ilsecoloxix.it/p/savona/2015/05/16/AR6iasSE-savona_francesco_santuario.shtml