Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: George Pell

  • Meglio malato che testimone: Pell tace sui preti pedofili. Il cardinale non va a testimoniare a Canberra

    Meglio malato che testimone: Pell tace sui preti pedofili. Il cardinale non va a testimoniare a Canberra

    di Salvatore Lontrano

    La salute non gli permette di andare a testimoniare in Australia, ma due settimane prima di mandare un certificato medico giustificando così il mancato viaggio in Oceania per testimoniare davanti alla Commissione del governo australiano sugli abusi dei preti pedofili, ha fatto un giro dei campi di battaglia della Somme, teatro di violenti scontri nel corso della Grande Guerra. Parliamo del cardinale George Pell, australiano classe 1941 alla guida della Segreteria per l’Economia, ossia il “ministero delle Finanze” vaticane, che dovrebbe testimoniare a febbraio 2016 – dopo un nuovo rinvio – innanzi alla Commissione del governo di Canberra in quel di Ballarat, diocesi dov’è diventato sacerdote ed ha vissuto a lungo, luogo in cui tanti minori sono stati abusati fisicamente e sessualmente in una serie di scuole guidate da sacerdoti cattolici.

    PECUNIA NON OLET – Uno degli argomenti più delicati su cui Pell potrebbe essere chiamato a testimoniare è se abbia saputo o meno degli abusi sessuali commessi da un prete, tal Gerald Ridsdale, nel corso degli anni ‘70 e ‘80. Padre Ridsdale ha anche violentato suo nipote, David, il quale nel ‘93 avrebbe denunciato i fatti a Pell nel corso di una telefonata al termine della quale – accusa l’uomo – Pell gli avrebbe chiesto quanto denaro sarebbe costato il suo silenzio. Il cardinale ha sempre smentito in ogni sede il contenuto di tale telefonata, adducendo peraltro la testimonianza del suo ex coinquilino, padre John Walshe. Lo stesso Walshe, però, quando ha parlato della telefonata tra Ridsdale e Pell è stato accusato da uno dei membri della commissione inquirente, Angus Stewart, di aver mentito: “per salvare il suo buon amico, il cardinale Pell”. Walshe, a sua volta, ha negato vigorosamente di aver provato a rendere falsa testimonianza alla Commissione.

    VITTIMA CONTRO CARNEFICE – In compenso, poco dopo tali dichiarazioni, è emerso che lo stesso Walshe è stato accusato anni fa di aver abusato di un seminarista diciottenne nel 1982 dopo una bevuta insieme. Anche qui Walshe nega tutto, ma è emerso che nel 2012 la vittima, John Roach, abbia ricevuto le scuse e 75.000 dollari  in riparazione degli abusi subiti proprio da Walshe nell’ambito del “Melbourne Response”, il programma dell’Arcidiocesi di Melbourne rivolto alle vittime di abusi sessuali da parte di religiosi. Il quotidiano australiano ABC ha pubblicato, infatti, sul suo sito web una dichiarazione scritta del 22 dicembre scorso nella quale Walshe afferma di aver avuto una relazione sessuale consensuale con un altro adulto, contraria al suo credo religioso, ma che in nessun caso abbia costituito alcuna forma d’abuso. L’avvocato però che ha indagato per conto dell’Arcidiocesi di Melbourne ha stabilito che Roach è stato oggetto d’abusi sessuali. “Può negarlo fino a quando l’inferno si ghiaccerà, ma la Chiesa mi ha dato ragione”, è stato il commento di Roach.

    Meglio malato che testimone: Pell tace sui preti pedofili. Il cardinale non va a testimoniare a Canberra

  • Chi è Pell, cardinale accusato di aver coperto i preti pedofili

    Chi è Pell, cardinale accusato di aver coperto i preti pedofili

    Fidatissimo di Papa Bergoglio, la sua poltrona trema per le accuse della Commissione nazionale d’inchiesta del governo australiano.

    E c’è anche la piaga di chi è accusato di aver coperto e insabbiato per anni gli abusi dei religiosi sui ragazzini.

    Il primo fra tutti i coinvolti nel terremoto che ha investito il Vaticano è un porporato molto vicino a Bergoglio.

    George Pell fa parte del C9, il consiglio di cardinali che il papa ha voluto accanto a sé nella riforma della Chiesa, e che ha nominato superprefetto della Segreteria per l’economia, salvo poi ridimensionarne le funzioni, probabilmente anche per i malumori che si sono diffusi tra i porporati nei suoi confronti. È un “ranger australiano”, aveva detto Francesco durante la conferenza di presentazione.

    E, in Australia, dove fu prima arcivescovo di Melbourne, e poi di Sydney, fino a diventare la massima autorità religiosa, lo “zar delle finanze vaticane”, come è stato ribattezzato da molti giornali, è stato prima accusato di aver abusato di un chierichetto di 12 anni in un campeggio sulla Smiths Beach della Phillip, poi di aver coperto preti pedofili.

    Dalla prima accusa, che lo ha travolto nell’estate del 2002 (i fatti secondo la presunta vittima si sarebbero verificati nell’estate del 1961), Pell che intato si era autosospeso, è stato assolto per insufficienza di prove. A processarlo una Corte indipendente istituita dal National Committee for Professional Standards, il Comitato della chiesa australiana preposto ai casi di violenza sessuale commessa da sacerdoti. Nel rapporto finale il giudice aveva spiegato di non aver potuto accertare la fondatezza delle accuse e aveva sostenuto la mancanza di prove in grado di sostenerle.

    Ma l’accusa di aver coperto preti pedofili australiani “perseguita” Pell ancora oggi. Il cardinale, che solo qualche giorno fa ha votato assieme agli altri componenti del C9 a favore dell’introduzione del reato di “abuso di ufficio episcopale”, dovrà essere a breve ascoltato dalla Commissione del governo australiano perchè accusato di aver gestito in modo inadeguato i casi di abuso sessuale, cioè di aver protetto i colpevoli, di non aver agevolato i risarcimenti alle vittime, di aver fatto il possibile per occultare le vicende.

    Solo nell’agosto dello scorso anno fu chiamato a testimoniare nuovamente di fronte alla Commissione nazionale d’inchiesta. Pell, per videolink da Roma, arrivò a paragonare la chiesa a una compagnia di trasporti che non può essere considerata legalmente responsabile se i camionisti molestano autostoppiste. Lo sconcerto e l’indignazione dei gruppi di sostegno alle vittime di pedofilia del clero furono totali.

    E, nelle ultime settimane, la situazione per lui non è migliorata. Peter Saunders, che oltre ad essere stato una vittima di abusi sessuali fa parte della Pontificia commissione per la tutela dei minori istituita da papa Francesco, cioè il dicastero che dovrà occuparsi della piaga della pedofilia nella Chiesa, lo ha accusato pesantemente. Gli ha dato del cinico, dell’insabbiatore e ha chiesto a Bergoglio di allontanarlo, sostenendo che sia “cruciale che venga accantonato e rimandato in Australia e che il Papa prenda contro di lui l’azione più forte”, e lo ha anche definito “un sociopatico”. Al centro della vicenda c’è il caso di Gerald Ridsdale, un sacerdote condannato per un numero impressionante di abusi sessuali su giovani vittime, che sarebbe stato protetto da Pell in passato. Insomma, per lo sceriffo delle finanze vaticane, la questione è tutt’altro che chiusa.

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/vaticano-ecco-chi-george-pell-accusato-aver-coperto-preti-pe-1140909.html

  • I guai del cardinale Pell, il superministro alle finanze vaticane

    I guai del cardinale Pell, il superministro alle finanze vaticane

    Lo ha voluto Bergoglio in persona, ma su di lui piovono accuse di aver insabbiato casi di pedofilia e protetto i colpevoli

    Lo sceriffo delle finanze vaticane ha un problema in Australia. Il cardinale George Pell, prefetto della Segreteria per l’economia – il nuovo superministero vaticano creato di recente nell’ambito della riforma finanziaria della Santa Sede – è stato chiamato in causa nelle inchieste governative che stanno da tempo scoperchiando la piaga mai rimarginata degli abusi sessuali commessi da esponenti del clero. Pell è stato alla guida delle diocesi di Melbourne e di Sidney. Le accuse sono più o meno le stesse capitate già a molti vescovi e arcivescovi in passato: ovvero di aver coperto e insabbiato casi specifici, cioè di aver protetto i colpevoli, di non aver agevolato i risarcimenti alle vittime, di aver insomma fatto di tutto per occultare le vicende.

    Si tratta di episodi e storie dolorose risalenti in là negli anni ma che hanno lasciato ferite profonde sulle vittime alcune delle quali – guardando nel dossier australiano in senso complessivo – hanno avuto problemi di carattere psicologico anche gravi: ci sono stati numerosi suicidi, vicende personali complicate e via dicendo.

    Di fatto, tuttavia, il cardinale aveva già testimoniato davanti alla commissione dello Stato di Victoria nel maggio 2013 dando risposte ampie in merito a diverse contestazioni; nell’occasione si era esposto in pubblico, non aveva soddisfatto tutte le richieste dei gruppi di vittime (anche sul tema dei risarcimenti economici) ma aveva ammesso le responsabilità diffuse della Chiesa. Di lì a pocoentrava a far parte del C9, il gruppo ristretto di cardinali che coadiuva il papa nel governo della Chiesa. Nel frattempo, poi, ha assunto un incarico decisivo in Vaticano: quello di prefetto della Segreteria per l’economia, il superdicastero che controlla bilanci, personale e gestione finanziaria di ogni altro dicastero. Una cosa che in Vaticano non si era mai vista, alla quale ancora in molti non si abituano e che spaventa quanti confidavano sul mantenimento dello status quo.

    Tuttavia nelle ultime settimane dall’Australia sono giunte brutte notizie per Pell. Peter Saunders, che oltre ad essere stato una vittima di abusi sessuali fa parte della Pontificia commissione per la tutela dei minori istituita da papa Francesco – in sostanza il dicastero che dovrà mettere mano allo scandalo pedofilia devastante per la Chiesa in tanti Paesi del mondo – lo ha accusato pesantemente. Gli ha dato del cinico, dell’insabbiatore e ne ha chiesto l’allontanamento a Bergoglio («è cruciale che venga accantonato e rimandato in Australia e che il Papa prenda contro di lui l’azione più forte», ha poi definito il porporato «un sociopatico») . Al centro della vicenda c’è un caso specifico, quello di Gerald Ridsdale, sacerdote, abusatore pericoloso, che sarebbe stato protetto da Pell in passato; su questo caso fra l’altro sta indagando la Royal Commission into Institutional Responses to Child Sexual Abuse (Commissione reale sulle Risposte istituzionali agli Abusi sessuali sui Minori) . Dalla vicenda è nata una polemica a più voci.

    Lo stesso cardinale Pell ha replicato attraverso una serie di comunicati di essersi impegnato con forza contro gli abusi, quindi un secondo fronte è stato aperto contro “60 minutes”, la trasmissione televisiva che aveva mandato in onda le affermazioni di Saunders. «Accuse false» quelle del programma, ha fatto sapere la portavoce del cardinale; “60 minutes” ha risposto a sua volta con puntiglio confermando la fondatezza delle informazioni trasmesse. Nel frattempo anche padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede è intervenuto precisando: «Il cardinale Pell ha sempre risposto attentamente e in modo argomentato alle accuse e alle domande formulate dalle autorità australiane competenti e la sua posizione è stata resa nota ancora nei giorni scorsi da una sua dichiarazione pubblica, che deve essere considerata attendibile e meritevole di rispetto e di attenzione». Non solo: Lombardi ha precisato che la commissione vaticana sui minori non può formulare accuse su casi specifici ma indicare criteri generali di condotta e di risposta alla crisi abusi da parte delle conferenze episcopali. E a questo punto, chiamata in causa, ha preso la parola anche la commissione guidata dal cardinale statunitense Sean O’ Malley, arcivescovo di Boston (anch’egli membro del C9).

    Con un comunicato, l’organismo vaticano ha chiarito che in effetti il proprio ruolo istituzionale non è certo quello di fare considerazioni su singoli episodi singoli di abusi (il riferimento era alle parole di Saunders contro Pell), tuttavia veniva toccato un punto chiave: «La pontificia commissione per la protezione dei minori – si affermava – rimane impegnata nella sua missione che, come sottolineato negli statuti provvisori recentemente approvati, è quella di aiutare la Chiesa in tutto il mondo a proteggere i minori e assicurare che gli interessi dei sopravvissuti e delle vittime degli abusi sia primario. A questo fine la commissione considera essenziale che coloro che sono in posizioni di autorità nella Chiesa rispondano tempestivamente, trasparentemente e con il chiaro intento di permettere il raggiungimento della giustizia». Insomma, anche i cardinali rispondano nel merito alle accuse per chiarire ogni aspetto.

    Pell, del resto, è una pedina chiave dei nuovi assetti bergogliani, ma la vicenda che lo riguarda è senza dubbio delicata. Peraltro tocca un nervo scoperto della Chiesa. Il porporato ha già testimoniato davanti a una commissione governativa; forse però quel passo oggi non è più sufficiente ed è probabile che il cardinale dovrà dare ulteriori risposte (egli stesso nei vari comunicati si è impegnato a farlo e ha chiesto di essere convocato). Di fatto è comunque fra i pochi cardinali ad aver affrontato un’indagine governativa ad alto livello su un tema difficile e carico di incognite.

    Se si volesse tracciare un suo profilo, Pell, dal punto di vista dottrinario, è un conservatore vicino all’Opus Dei, non condivide le aperture del papa su temi come le coppie non sposate, la comunione ai divorziati risposati e via dicendo. Ancora: è un sostenitore convinto di quel capitalismo globale sulle virtù salvifiche del quale il papa ha mostrato di aver assai poca fiducia. Sulla stessa questione ambientale Pell è decisamente meno sensibile di papa Francesco.

    Eppure è lui l’uomo scelto da Francesco per imporre una svolta nella gestione finanziaria della curia vaticana; Pell rappresenta, sotto il profilo finanziario, il nuovo corso segnato – almeno in prospettiva – da una gestione corretta dei bilanci e del personale, da voci di spesa verificabili, dal superamento delle inefficienze, degli sprechi, delle pratiche sottogoverno. La Segreteria per l’economia è stata dotata in tal senso di ampi poteri. È stato il cardinale australiano, fra l’altro, a rivelare che nei vari dicasteri vaticani, in seguito a una prima verifica (febbraio 2015), erano stati “trovati” oltre un miliardo e 400 milioni mai registrati in nessun bilancio e tenuti da parte per eventuali emergenze. C’è dunque attesa per la pubblicazione dei prossimi bilanci della Santa sede che dovrebbero mettere finalmente in luce un quadro assai più dettagliato e completo di quanto sia avvenuto in passato. Di certo, però, le accuse provenienti dall’Australia costituiscono una tegola non da poco; allo stesso tempo va sottolineato come in soccorso di Pell sia andata, inaspettatamente, una testata tradizionalmente liberal e progressista del cattolicesimo inglese come The Tablet.

    «Il cardinal George Pell – scriveva la rivista nel marzo scorso – non è mai stato l’uomo più popolare d’Australia, nemmeno tra i suoi confratelli vescovi – il che significa che papa Francesco è stato straordinariamente accorto nell’affidargli la responsabilità delle finanze vaticane. Queste erano in un tale stato, e bisognose a tal punto di essere riordinate, che solamente qualcuno disposto a pestare i piedi a qualcun altro e non troppo preoccupato della propria popolarità poteva essere all’altezza del compito».

    http://www.linkiesta.it/pell-abusi-ior-vaticano

  • Bufera su Pell, il cardinale che protegge i preti pedofili

    Bufera su Pell, il cardinale che protegge i preti pedofili

    Papa Francesco vuole fare pulizia nella Chiesa e vuole debellare una volta per tutte il problema legato alla pedofilia. Per questo ha nominato un consulente nella commissione pontificale per la protezione dei minori. Si chiama Peter Saunders e si sta concentrando sul caso legato al cardinale australiano George Pell. Saunders ha dichiarato durante la trasmissione televisiva australiana “60 Minutes”, che Pell “disprezza i bimbi vittime di abusi sessuali ad opera dei preti pedofili locali”. L’inviato del Papa ha proseguito con le sue dure parole: “Si sta prendendo gioco della commissione contro gli abusi, del Papa stesso, ma, soprattutto, di tutte le vittime e dei sopravvissuti”.

    Secondo Saunders, anche lui in passato vittima di abusi da parte di preti pedofili, Pell dovrebbe “farsi da parte soprattutto perché ha fallito nel proteggere i bambini dagli abusi da parte di ecclesiastici nella chiesa australiana”.

    George Pell, ex arcivescovo di Sydney e attuale prefetto della Segreteria per l’Economia della Santa Sede, ha emesso un comunicato definendo le accusa di Saunders “false”, “fuorvianti” e “oltraggiose”. Del resto Pell finora ha sempre negato tutte le accuse emerse in un’inchiesta australiana secondo la quale avrebbe aiutato alcuni preti sospettati di pedofilia, spostandoli da una parrocchia all’altra, coprendoli per proteggere l’arcidiocesi e il suo patrimonio. Pell avrebbe inoltre convinto le vittime a lasciar cadere le accuse e avrebbe “scoraggiato i potenziali querelanti dal citare in giudizio la Chiesa per abusi, mancando di agire equamente da un punto di vista cristiano”.

    F.B.

    http://www.direttanews.it/2015/06/02/bufera-su-pell-il-cardinale-che-protegge-i-preti-pedofili/

  • Pedofilia, uno dei nominati dal Papa contro il ministro dell’economia vaticana

    Pedofilia, uno dei nominati dal Papa contro il ministro dell’economia vaticana

  • La Chiesa cavalca il gender e inciampa sui preti pedofili

    La Chiesa cavalca il gender e inciampa sui preti pedofili

    Il cardinale Gorge Pell è l’ex arcivescovo di Sidney e attuale prefetto della segreteria vaticana per l’Economia.

    Il prelato è oggetto di pesanti quanto, se provate,infamanti accuse da parte di un membro dellaPontificia commissione per la tutela dei minori,Peter Saunders, vittima da bambino di un prete pedofilo.

    Accusa che risale a diversi decenni orsono e si richiede la rimozione del cardinale dalla sua attuale carica.

    Peter Saunders, in un’intervista radiofonica, racconta una vicenda che vide protagonista un prete pedofilo, Gerald Ridsdale, spostato di parrocchia in parrocchia a causa dei suoi reiterati abusi sessuali su minori, coperto dalla complicità del cardinale Pell.

    Dichiara Saunders “Data la posizione di George Pell come cardinale della Chiesa e della posizione di enorme autorità in Vaticano, penso che sia una grandissima spina nel fianco del papato di Papa Francesco se gli si permette di rimanere” ed è “cruciale che venga accantonato e rimandato in Australia e che il Papa prenda contro di lui l’azione più forte”.

    La replica di Pell non si è fatta attendere ae attraverso il suo portavoce fa sapere “Leaccuse false e devianti fatte contro sua eminenza sono offensive. Dalle sue prime azioni come arcivescovo, il cardinale Pell ha assunto una posizione forte contro gli abusi sessuali ed ha messo moto processi per permettere alle denunce di essere portate avanti ed investigate in modo indipendente. Il cardinale Pell non ha mai incontrato il signor Saunders, che sembra essersi formato la sua forte opinione senza aver mai parlato con sua eminenza. Alla luce di tutto il materiale disponibile, comprese le evidenze fornite dal cardinale sotto giuramento, non ci sono scuse per trasmettere in televisione materiale scorretto e pregiudiziale. In queste circostanze, al cardinale non rimane alcune alternativa che consultare i suoi consulenti legali”.

    In una distinta nota inviata alla stessa trasmissione televisiva, si legge che “il cardinale Pell conosce l’importante lavoro che il signor Saunders ha fatto come sopravvissuto di abusi per assistere le vittime, compresa la creazione di un gruppo di vittime sopravvissute nel Regno Unito e più recentemente prestando servizio come membro della pontificia commissione per la protezione dei minori creata dal Santo Padre per sviluppare politiche tese a questo fine. Mentre i membri sono ovviamente titolati a esprimere i loro punti di vista e le loro opinioni, gli statuti recentemente approvati della commissione chiariscono che il ruolo della commissione non comprende il commento di singoli casi, né la commissione ha il potere di indagare singoli casi. Dal materiale promozionale reso noto da 60 minuti sembra chiaro che il signor Saunders non è ben informato sulle accuse fatta contro il cardinal Pell nelle audizioni di Ballarat della commissione reale e del fatto che durante le recenti audizioni non è emerso nuovo materiale. Molte delle questioni sono state affrontate nel rapporto finale della inchiesta parlamentare di Victoria e non vi erano conclusioni contro il cardinale Pell. Queste accuse antiche e ripetute sono state affrontate molte volte dal cardinale dal 2002. Come è stato sottolineato in una recente dichiarazione del cardinale, non ha mai tollerato o protetto gli abusatori, non ha mai tollerato o partecpato a trasferire un abusatore e non ha mai in nessun momento tentato di corrompere David Ridsdale, la cui storia è cambiata molte volte nel corso del tempo”.

    Ma sono recenti altre accuse contro il cardinale. Questa volta da parte  della Royal Commission into Institutional Responses to Child Sexual Abuse (Commissione reale sulle Risposte istituzionali agli Abusi sessuali sui Minori), di aver ignorato, nel passato, le denunce contro il sacerdote pedofilo Gerald Ridsdale, spostandolo in un`altra parrocchia, di aver cercato di pagare una vittima, nipote dello stesso prete, per metterla a tacere.

    Anche un certo Timothy Green afferma di aver denunciato a padre Pell, decine di anni fa, le molestie esercitate da un altro religioso, Edward Dowlan, ad alcuni ragazzi.

    “Come chiunque ha ascoltato le audizioni della Commissione a Ballarat questa settimana – ha dichiarato la scorsa settimana Pell in una nota in inglese – sono orripilato ancora una volta dai racconti dei sopravvissuti sugli abusi che hanno subito. Così anche dal terribile impatto che ha avuto sulle loro vite, sulle loro famiglie e sulla comunità cattolica a Ballarat. Il suicidio di così tante vittime è una tragedia enorme. I crimini commessi contro di loro dai preti e religiosi laici sono profondamente cattivi e mi ripugnano del tutto. Sono state fatte diverse lamentele sulla mia propria responsabilità in questi anni. Molte questioni sono già state da me affrontate nella inchiesta parlamentare della provincia di Victoria nel 2013 e la mia audizione e la trascrizione della mia testimonianza sono disponibili sul sito internet del parlamento di Victoria. Confermo quelle dichiarazioni. Sottolineo anche che nel suo mandato la Royal Commission può accedere a tutto il materiale delle precedenti inchieste, compresa l`indagine di Victoria, che si è occupata estensivamente di queste materie”.

    In una lettera inviata al presidente della commissione Peter McClellan, il cardinale Pell ha poi precisato: “Senza voler in alcun modo forzare la mano alla Commissione reale – non è che ci si possa auto-invitare a deporre – voglio rendere assolutamente chiaro che intendo deporre, se la Commissione lo richiederà, sia in forma scritta, sia in videoconferenza, sia presenziando personalmente”.

    Intanto preannuncia querela nei confronti di Peter Saunders.

    http://www.articolotre.com/2015/06/la-chiesa-cavalca-il-gender-e-inciampa-sui-preti-pedofili/

  • Pedofilia, inviato del Papa attacca il cardinale Pell: “Disprezza i bimbi vittime di abusi”. Il ‘ministro dell’economia’ vaticana si difende

    Pedofilia, inviato del Papa attacca il cardinale Pell: “Disprezza i bimbi vittime di abusi”. Il ‘ministro dell’economia’ vaticana si difende

    Peter Saunders, nominato dal Vaticano, accusa Pell: “Si sta prendendo gioco della commissione contro gli abusi e del Papa stesso”

    VATICANO – Tensione in Australia per l’accusa al cardinale George Pell da parte di Peter Saunders, nominato da papa Francesco nella commissione pontificale per la protezione dei minori come consulente. Saunders ha dichiarato, durante la trasmissione televisiva australiana “60 Minutes”, che Pell proverebbe “disprezzo” nei confronti dei bambini vittime di abusi sessuali ad opera dei preti pedofili locali.

    “Si sta prendendo gioco della commissione contro gli abusi, del Papa stesso – ha detto Saunders – ma, soprattutto, di tutte le vittime e dei sopravvissuti”. Sopravvissuti come lui, ad esempio, che fu a suo tempo vittima di preti pedofili.Saunders ha aggiunto che Pell dovrebbe “farsi da parte, soprattutto perché ha fallito nel proteggere i bambini dagli abusi da parte di ecclesiastici nella chiesa australiana”.

    Ancora accuse e critiche nei confronti dell’ex arcivescovo di Sydney e attuale prefetto della Segreteria per l’Economia della Santa Sede. Accuse respinte con sdegno da Pell, che ha emesso un comunicato definendole “false”, “fuorvianti” e “oltraggiose”, e ha fatto sapere di avere l’intenzione di consultare i suoi legali.

    Pell ha sempre negato le affermazioni, emerse in un’inchiesta australiana, per cui avrebbe aiutato alcuni preti sospettati di pedofilia, spostandoli da una parrocchia all’altra, coprendoli per proteggere l’arcidiocesi e il suo patrimonio. Pell avrebbe convinto le vittime a lasciar cadere le accuse e avrebbe “scoraggiato i potenziali querelanti dal citare in giudizio la Chiesa per abusi, mancando di agire equamente da un punto di vista cristiano”. Lo dice il rapporto preliminare della Commissione nazionale d’inchiesta sulla pedofilia voluta dal governo.

    L’inchiesta su Georg Pell nelle ultime settimane si è concentrata sulla cittadina di Ballarat, dove il porporato ha iniziato la sua carriera ecclesiastica nel 1970. Il cardinale, però, ha replicato spiegando che le indagini hanno riportato alla luce solo vecchie accuse da cui è già stato scagionato da tempo.

    http://www.repubblica.it/esteri/2015/06/01/news/critiche_al_cardinale_pell-115779539/

  • Scontro in Vaticano su pedofilia, Saunders attacca cardinale Pell

    Scontro in Vaticano su pedofilia, Saunders attacca cardinale Pell

    Roma, (askanews) – Scontro in Vaticano sul tema della pedofilia. Un membro della Pontificia Commissione per la tutela dei minori creata ad hoc da Papa Francesco, Peter Saunders, vittima da bambino di un prete pedofilo, ha accusato il cardinale George Pell, prefetto della Segreteria vaticana per l’Economia ed ex arcivescovo di Sidney, di insabbiamento, ovvero di non aver agito correttamente in un caso che risale ai decenni passati. Saunders ha chiesto al Papa di rimuovere il porporato australiano, a capo del superdicastero della Santa Sede in tema di affari finanziari e gestione economica. Intervistato dalla trasmissione 60 Minutes, Saunders ha affermato che la posizione del cardinale Pell è indifendibile a causa dei suoi dinieghi: “E’ cruciale – ha detto – che Pell venga accantonato e rimandato in Australia; il Papa prenda contro di lui l’azione più forte”. Immediata la risposta del porporato australiano. “Sono accuse false, devianti e offensive. Dalle sue prime azioni come arcivescovo, il cardinale Pell ha assunto una posizione forte contro gli abusi sessuali. Anche il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, è intervenuto sulla vicenda esprimendo rispetto per Pell e sottolineando che quanto detto da Saunders è dichiarato a titolo personale e non a nome della Commissione.

  • Pedofilia: Australia;card.Pell pronto a deporre in inchiesta Respinge le accuse di copertura degli abusi commessi da preti

    Pedofilia: Australia;card.Pell pronto a deporre in inchiesta Respinge le accuse di copertura degli abusi commessi da preti

    SYDNEY, 27 MAG ? L’ex arcivescovo di Melbourne e poi di Sydney card. George Pell, ora prefetto degli Affari economici del Vaticano, ha informato la Commissione nazionale d’inchiesta sulle risposte delle istituzioni agli abusi sessuali a minori, di essere disposto a rendere testimonianza giurata di persona.
    Il piu’ alto prelato cattolico d’Australia e’ stato nominato piu’ volte nelle udienze della Commissione da diverse vittime di pedofilia, secondo cui avrebbe ignorato e anche coperto per decenni abusi commessi da sacerdoti, permettendone il trasferimento da una parrocchia all’altra. Asserzioni che il prelato ha piu’ volte respinto.
    “Voglio mettere assolutamente in chiaro che sono disposto a rendere testimonianza se la Commissione lo richiedera’, che sia per dichiarazione scritta, per videolink o presentandomi di persona”, ha scritto al giudice che presiede l’inchiesta, Peter McClellan. “Come ogni altro sono inorridito dai racconti dei sopravvissuti agli abusi. I suicidi di tante vittime sono una tragedia enorme. Sono anche profondamente rattristato per la maniera in cui le autorita’ della Chiesa hanno mancato nel rispondere a tali crimini”, ha aggiunto.
    Le udienze sono in corso a Ballarat nell’entroterra di Melbourne, la diocesi australiana in cui furono commessi gli
    abusi su minori piu’ numerosi e gravi. E secondo diversi testimoni Pell era al corrente degli abusi da quando serviva
    nella diocesi come sacerdote negli anni 1970.
    Una delle vittime, nipote del notorio prete pedofilo Gerald Ridsdale ora in carcere, ha detto che nel 1993 l’arcivescovo Pell avrebbe tentato di corromperlo perche’ tacesse sugli abusi subiti dallo zio. Secondo un altro testimone, Timoty Green, il cardinale avrebbe reagito in modo sbrigativo, uscendo dalla stanza, quando gli ha riferito che il fratello di un collegio cristiano, Edward Dolan, abusava di ragazzini. Le organizzazioni di sostegno delle vittime hanno chiesto piu’ volte che il prelato torni in Australia per affrontare la Commissione. (ANSA)

  • Pedofilia, stampa Usa: “Il vescovo di Kansas City indagato dal Vaticano”

    Pedofilia, stampa Usa: “Il vescovo di Kansas City indagato dal Vaticano”

    Robert Finn è già stato condannato nel 2012 per aver protetto padre Shawn Ratigan, un prelato a lui sottoposto, che per anni aveva scattato foto pornografiche a bambini della parrocchia. Nonostante fosse stato riconosciuto colpevole, l’uomo non era stato rimosso dall’incarico.

     Il quinto vescovo sotto indagine del Vaticano per pedofilia. Si tratta di monsignor Robert Finn, vescovo della diocesi St. Joseph di Kansas City in Missouri. A dare la notizia è il sito specializzato d’informazione vaticana “National Catholic Reporter“, subito ripresa da diversi siti americani. Finn era stato il primo vescovo cattolico a essere condannato per reati legati ad atti di pedofilia negli Stati Uniti d’America. Nel 2012, infatti, era stato riconosciuto colpevole di aver protetto padre Shawn Ratigan che per numerosi anni aveva scattato foto pornografiche a bambini della sua parrocchia. Reato simile a quello di cui è accusato oggi l’ex nunzio polacco nella Repubblica Dominicana, monsignor Jozef Wesolowski, da una settimana agli arresti domiciliari in Vaticano per volontà di Papa Francesco.

    L’ex diplomatico, infatti, è sotto processo per abusi sui minori e pedopornografia e nel suo computer sono stati ritrovati 100mila file di immagini hard di minori, come testimoniato anche da una vittima tredicenne che ha portato alla luce i reati commessi da Wesolowski. Secondo i media americani che riportano la notizia dell’indagine vaticana su monsignor Finn, ci sarebbe stata già una visita a Kansas City da parte di un rappresentante della Congregazione per i vescovi presieduta dal cardinale canadese Marc Ouellet. E in questi giorni numerosi fedeli hanno sottoscritto una petizione inviata alla Santa Sede per chiedere al Papa l’immediata rimozione del presule.

    Finn guida la diocesi dal 2005 e nonostante la condanna riportata nel 2012 è rimasto al suo posto. Sarebbero stati ambienti della stessa Chiesa cattolica a chiedere ora un duro intervento del Vaticano anche alla luce dei provvedimenti all’insegna della tolleranza zero sulla pedofilia messi in atto da Papa Francesco. Attualmente, infatti, sono in corso i processi canonici per gli altri due vescovi indagati per abusi sui minori, il cileno Marco Antonio Órdenes e il peruviano Gabino Miranda Melgarejo.

    E Bergoglio ha rimosso anche il vescovo paraguayano Rogelio Ricardo Livieres Plano, accusato di malversazioni e di aver coperto la pedofilia del suo vicario generale. Ma in questi giorni in Vaticano è serio il rischio che la copertura della pedofilia possa coinvolgere anche il “consiglio della corona” di Papa Francesco, il cosiddetto “C9″. Gli occhi degli osservatori, infatti, sono tutti puntati sul “ranger australiano”, come lo chiama il Papa, George Pell, prefetto della Segreteria per l’economia, al centro di un’indagine per la gestione dei casi di pedofilia quando era arcivescovo di Melbourne in Australia dal 1996 al 2001.

    La vicenda di Pell, se le accuse saranno confermate, potrebbe sollevare lo stesso scandalo che in queste ore è alimentato da monsignor Finn con l’aggravante che la sua colpevolezza si tradurrebbe in un pesantissimo boomerang sulle riforme economiche, in particolare sullo Ior, messe in atto proprio dal cardinale australiano, d’intesa con Bergoglio, con il più classico spoil system curiale che ha privilegiato uomini a lui vicini.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/30/pedofilia-stampa-usa-il-vescovo-di-kansas-city-indagato-dal-vaticano/1139180/