Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Preti pedofili, in Vaticano arriva l’esperto che di certo non chiederà al Governo italiano di colmare i vuoti legislativi pro pedofilia.

    Preti pedofili, in Vaticano arriva l’esperto che di certo non chiederà al Governo italiano di colmare i vuoti legislativi pro pedofilia.

    È stato indubbiamente triste vedere di persona quanti cattolici acclamassero l’elezione del nuovo Papa, molti persino piangevano ignari di chi sia Leone XIV, senza dubbi un esperto in materia di insabbiamenti e come raccontavamo ancora prima del fattaccio, tra i primi da non eleggere…

    Certo questo lo sanno molto bene anche i cardinali che lo hanno di fatto votato ma siccome tutti nella loro carriera hanno “qualche scheletro di vittima nell’armadio”, di certo si sono sentiti più tutelati con un Papa ben esperto in materia.

    In Vaticano c’erano anche decine di rappresentanti delle associazioni dei sopravvissuti, oltre noi della Rete L’ABUSO anche SNAP, Bishop Accountability, ADULTO di Sebastian Cuattromo e ECA Global che rappresenta ben 40 paesi nel mondo ma anche giornalisti come il peruviano Pedro Salinas e tanti altri la cui presenza ha seminato il terrore tra la stampa pretofila di tutto il mondo, che forse nel momento della diretta ha temuto i sopravvissuti potessero fare i “disturbatori” sullo stile di Paolini, mandando all’aria la merchetta live televisiva…

    Ma non è andata così, hanno avuto tutto lo spazio di censura “democratico” dedicato dai media “leonini” alle noiosissime ed irritanti vittime sopravvissute agli abusi del clero, di cui non accennano minimamente, neppure in negativo, pur di negare qualunque contraddittorio.

    Come la Rete L’ABUSO augurava nella conferenza stampa del 6 che il nuovo Papa intervenisse, spingendo il Parlamento italiano a mettersi in linea con le normative europee, ora siamo certi che un intervento ci sarà, forse non proprio come ci si saremmo aspettati e tanto meno come a gran voce chiede dal 2019 il Comitato per i diritti dell’infanzia delle Nazioni Unite, ancora in attesa che il Governo italiano adempia a quei due o tre superflui e mancati dettagli insignificanti che riportiamo di seguito…

    Roba da poco…

    “Accoglie favorevolmente il piano nazionale per la prevenzione e la lotta contro gli abusi e lo sfruttamento sessuale dei bambini 2015-2017 e la rivitalizzazione dell’Osservatorio per contrastare la pedofilia e la pornografia infantile, il Comitato è preoccupato per i numerosi casi di bambini vittime di abusi sessuali da parte di personale religioso della Chiesa Cattolica nel territorio dello Stato Membro e per il basso numero di indagini criminali e azioni penali da parte della magistratura italiana.Con riferimento alle sue precedenti raccomandazioni (CRC / C / ITA / CO / 3-4, par. 75) e al commento generale n. 13 (2011) sul diritto del bambino alla libertà e contro tutte le forme di violenza nei suoi confronti e prendendo atto dell’Obiettivo 16.2 per lo Sviluppo Sostenibile, il Comitato raccomanda all’Italia di:

    (a) Adottare, con il coinvolgimento attivo dei bambini, un nuovo piano nazionale per prevenire e combattere l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei bambini e assicurarne l’uniforme implementazione su tutto il suo territorio e a tutti i livelli di governo;

    (b) Istituire una commissione d’inchiesta indipendente e imparziale per esaminare tutti i casi di abuso sessuale di bambini da parte di personale religioso della Chiesa Cattolica;

    (c) Garantire l’indagine trasparente ed efficace di tutti i casi di violenza sessuale presumibilmente commessi da personale religioso della Chiesa Cattolica, il perseguimento dei presunti autori, l’adeguata punizione penale di coloro che sono stati giudicati colpevoli, e il risarcimento e la riabilitazione delle vittime minorenni, comprese coloro che sono diventate adulte;

    (d) Stabilire canali sensibili ai bambini, per i bambini e altri, per riferire sulle violenze subite;

    (e) Proteggere i bambini da ulteriori abusi, tra l’altro assicurando che alle persone condannate per abuso di minori sia impedito e dissuaso il contatto con i bambini, in particolare a livello professionale;

    (f) Intraprendere tutti gli sforzi nei confronti della Santa Sede per rimuovere gli ostacoli all’efficacia dei procedimenti penali contro il personale religioso della Chiesa Cattolica sospettato di violenza su minori, in particolare nei Patti Lateranensi rivisti nel 1985, per combattere l’impunità di tali atti;

    (g) Rendere obbligatorio per tutti, anche per il personale religioso della Chiesa Cattolica, la segnalazione di qualsiasi caso di presunta violenza su minori alle autorità competenti dello Stato Membro;

    (h) Modificare la legislazione che attua la Convenzione di Lanzarote in modo da garantire che non escluda il volontariato, compreso il personale religioso della Chiesa Cattolica, dai suoi strumenti di prevenzione e protezione.”

    Qui vale la pena di ricordare le risposte della Delegazione italiana in quella seduta dove a fronte di una prevenzione ZERO dell’Italia, la dott.sa Concetta Potito (Ufficio legislativo del Ministero della giustizia italiana) rassicurava dopo lo stupro, le pene alle quali i pedofili vanno in contro nel malaugurato caso che per disgrazia qualcuno li quereli.

  • COMUNICATO STAMPA – AL SENATO ITALIANO LA PRESENTAZIONE DI “SHAME – EUROPEAN STORIES”

    COMUNICATO STAMPA – AL SENATO ITALIANO LA PRESENTAZIONE DI “SHAME – EUROPEAN STORIES”

    📅 27 febbraio 2025 | Ore 16:00
    📍 Sala Nassirya, Senato della Repubblica, Roma

    Roma ospiterà un evento di rilevanza europea sulla lotta contro gli abusi sui minori: la presentazione del volume “Shame – European Stories”, realizzato da Simone Padovani, promosso dalla Svizzera Guido Fluri Foundation, con il patrocinio del Consiglio d’Europa, e parte del progetto Europeo Justice Initiative.

    L’opera raccoglie le testimonianze di vittime di abusi minorili in tutta Europa e ha dato vita a un’omonima mostra fotografica, esposta nelle principali capitali europee, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulla necessità di riforme concrete.

    L’incontro, promosso dal Senatore Francesco Verducci, offrirà un’analisi approfondita sulla situazione italiana ed europea, mettendo in evidenza la necessità di una maggiore tutela per le vittime e un rafforzamento delle politiche di prevenzione.

    Interverranno:

    • Guido Fluri– Fondatore della Fluri Foundation
    • Pierre-Alain Fridez– Eurodeputato per la Svizzera, promotore della mozione del Consiglio d’Europa su prevenzione e risarcimento delle vittime di abuso
    • Francesco Verducci– Senatore della Repubblica Italiana
    • Francesco Zanardi– ECA Global, Rete L’Abuso, vittima di abuso minorile
    • Yasmin Abo Loha– Direttrice di Ecpat Italia
    • Irene Cane e Andrea Giacoletto– Vittima di abuso e fratello di Alessandro Giacoletto
    • Hans Zollner– Direttore dell’Istituto di Antropologia della Pontificia Università Gregoriana
    • Simone Padovani– ECA Global, Justice Initiative, autore di Shame

    Giornalisti e operatori dell’informazione sono invitati a partecipare per approfondire una tematica di cruciale importanza per l’Europa e raccogliere le testimonianze dirette dei protagonisti.

    Per accrediti stampa: giuseppe.ceglia@senato.it

    L’evento sarà trasmesso in diretta streaming su webtv.senato.it e sul canale YouTube del Senato Italiano.

  • Le domande dei giornalisti – COORDINAMENTO Famiglie Sopravvissuti

    Le domande dei giornalisti – COORDINAMENTO Famiglie Sopravvissuti

    Ledomande fatte dai giornalisti dopo la conferenza

    Alcune delucidazioni sul COORDINAMENTO

  • Italia: il gruppo per gli abusi in chiesa mette in luce il prezzo pagato dalle famiglie

    Italia: il gruppo per gli abusi in chiesa mette in luce il prezzo pagato dalle famiglie

    Gli organizzatori hanno affermato che si tratta della prima associazione del genere in Italia, dove la cultura del silenzio che circonda gli abusi sessuali sui minori da parte dei sacerdoti è ancora forte, nonostante gli sforzi di Papa Francesco per affrontare il problema.

    Una madre, Claudia, ha raccontato come la sua devastazione nello scoprire che i suoi due figli piccoli erano stati abusati da un prete sia stata aggravata dal fatto che “l’intera parrocchia ci ha abbandonati”.

    “È stato un inferno”, perché la comunità “ci ha voltato le spalle” e “ci ha preso in giro”, ha raccontato ai giornalisti durante una conferenza stampa organizzata dall’associazione Rete L’Abuso per lanciare la rete.

    La Chiesa cattolica in tutto il mondo sta ancora cercando di gestire un’ondata di rivelazioni su preti pedofili risalenti a decenni fa.

    Ma gli attivisti affermano che l’Italia, dove il Vaticano esercita ancora una notevole influenza, è stata lenta nell’affrontare il problema.

    Durante il lancio del nuovo gruppo “Famiglie dei sopravvissuti”, i genitori di bambini abusati hanno condiviso storie strazianti: di rammarico per non essere venuti a conoscenza dei crimini fino a molto tempo dopo, o di rabbia per il fatto che la fiducia nei loro sacerdoti era stata tradita.

    “Molti di noi hanno perso la fede a causa della Chiesa stessa”, ha affermato Cristina Balestrini, il cui figlio ha tentato il suicidio tre volte dopo essere stato abusato da un prete.

    “Per le famiglie è difficile spiegare che un crimine di abuso crea una vittima ma [colpisce] anche tante altre persone a loro vicine”, ha affermato.

    ‘Carenze sistemiche’

    La creazione della nuova rete è stata motivata dal recente suicidio di una coppia di Torino, che si batteva per una maggiore tutela dei minori.

    Sono morti due anni dopo che la loro figlia, abusata da un parente quando aveva cinque o sei anni, si è uccisa all’età di 28 anni.

    Papa Francesco ha adottato numerose misure per contrastare gli abusi, dall’apertura di documenti interni alla Chiesa all’obbligo di segnalare alle autorità ecclesiastiche i sospetti di violenza sessuale.

    Tuttavia, i gruppi per i diritti delle vittime affermano che c’è ancora molto da fare.

    Inchieste nazionali hanno evidenziato la portata degli abusi in molti Paesi, tra cui Stati Uniti, Francia e Australia, ma non ancora in Italia.

    A gennaio, la diocesi settentrionale di Bolzano-Bressanone ha pubblicato il suo studio indipendente, segnalando 60 casi di abusi sessuali da parte di sacerdoti dal 1964. Ha messo in guardia dalle “carenze sistemiche” all’interno della Chiesa che hanno permesso che ciò accadesse.

    https://www.france24.com/en/live-news/20250207-italy-church-abuse-group-highlights-toll-on-families

  • Card. David ai fedeli: ‘Non esitate a denunciare i preti colpevoli di abusi sessuali’

    Card. David ai fedeli: ‘Non esitate a denunciare i preti colpevoli di abusi sessuali’

    Manila (AsiaNews) – “Contro i membri del clero che si rendono colpevoli di abusi, non esitate a presentare denunce sia in ambito civile che ecclesiastico”. È l’appello che il card. Pablo Virgilio David, vescovo di Kalookan e presidente della Conferenza episcopale delle Filippine, ha lanciato oggi intervenendo sul clamore suscitato dalla diffusione il 29 gennaio da parte dell’osservatorio americano BishopAccountability.org di un elenco di 82 sacerdoti e religiosi pubblicamente accusati di abusi sessuali contro minori ma contro i quali non sarebbero stati presi adeguati provvedimenti. Si tratta sia di sacerdoti filippini accusati di abusi nelle Filippine o all’estero, sia clero straniero che ha prestato servizio nel Paese.

    In una nota diffusa dalla Conferenza episcopale di Manila, il card. David ricorda che “la responsabilità è un aspetto importante dell’appello di Papa Francesco per una maggiore sinodalità nella Chiesa. Si aspetta che i vescovi si assicurino che tutte le nostre istituzioni ecclesiastiche siano spazi sicuri, specialmente per i minori e gli adulti vulnerabili”.
    “Accogliamo con favore le iniziative volte a responsabilizzare le persone in qualsiasi forma di autorità, compresa la Chiesa – aggiunge ancora il porporato -. Questo fa parte dell’appello del Papa per una Chiesa più sinodale. La Chiesa, essendo un’istituzione umana, non è esente dal peccato e dalla corruzione. Ed è vero che la mancanza di responsabilità compromette la nostra autorità morale e spirituale”.

    Il presidente della Conferenza episcopale filippina ricorda che – dopo gli scandali sugli abusi emersi in Europa e in America – la Chiesa universale si è impegnata “per affrontare il problema in modo organico e creare strutture che garantiscano che le nostre istituzioni siano mantenute come spazi sicuri per i minori e gli adulti vulnerabili. Papa Francesco – ricorda – è stato più deciso nell’imporre azioni disciplinari a noi vescovi se trova prove che non stiamo nemmeno muovendo un dito per imporre sanzioni disciplinari ai nostri sacerdoti che sbagliano. Naturalmente – aggiunge – non sempre riusciamo in questo intento e abbiamo bisogno dell’aiuto e della partecipazione dei nostri laici, compresi i giornalisti che sono nostri alleati nella ricerca della verità, nel fact-checking e nella lotta contro la disinformazione. Teniamo i ponti aperti tra di noi”.

    Il card. David riconosce infine uno dei problemi specifici sollevati dal rapporto di BishopAccountability.org: “In un certo senso – scrive – è vero che non sappiamo come comportarci con gli ecclesiastici accusati di reati negli Stati Uniti che potrebbero nascondersi nelle Filippine. È importante che i vescovi delle diocesi in cui sono stati incardinati negli Stati Uniti informino noi vescovi delle Filippine di questi casi, in modo da poter prendere provvedimenti adeguati se si nascondono nelle nostre diocesi o se tentano di esercitare il ministero nelle Filippine anche se sono stati sospesi negli Stati Uniti”.

    ‘Non-esitate-a-denunciare-i-preti-colpevoli-di-abusi-sessuali’-62402.html

  • “Hanno coperto lo stupro di minori”: come l’arcidiocesi di New Orleans ha protetto un prete che abusava dei bambini

    “Hanno coperto lo stupro di minori”: come l’arcidiocesi di New Orleans ha protetto un prete che abusava dei bambini

    Nel caso del molestatore seriale di bambini e prete cattolico in pensione Lawrence Hecker, la copertura è fallita .

    Ma non è stato per mancanza di tentativi da parte di una coalizione di alti funzionari ecclesiastici e giudici solidali, che hanno dato priorità al benessere del predatore rispetto alla giustizia per le sue innumerevoli vittime, finché le prove contro di lui non sono diventate così schiaccianti che, piuttosto che subire l’umiliazione di un processo pubblico, si è dichiarato colpevole martedì scorso.

    La decisione del 93enne non solo lo ha gravato di una condanna automatica all’ergastolo. Ha anche rivelato come i burocrati cattolici nella città natale di Hecker, New Orleans , una delle roccaforti della chiesa negli Stati Uniti, abbiano ripetuto gli stessi peccati che hanno prodotto uno scandalo inquietantemente simile a Boston due decenni prima, eventi poi immortalati nel film vincitore dell’Oscar Spotlight .

    Questa è l’unica conclusione che si può trarre da anni di resoconti e studi di archivi ecclesiastici, verbali di udienza, procedimenti legali e documenti delle forze dell’ordine che delineano la campagna di terrore a cui Hecker ha sottoposto così tanti bambini cresciuti in una delle regioni più cattoliche rimaste negli Stati Uniti.

    I fascicoli conservati dall’arcidiocesi cattolica di New Orleans stabiliscono che Hecker molestava bambini praticamente subito dopo la sua ordinazione nel 1958. Cronologicamente parlando, una delle prime vittime di Hecker fu un chierichetto preadolescente che descrisse di aver partecipato a feste in piscina nudi con il prete, incontri che sarebbero culminati in aggressioni sessuali da parte dell’aggressore.

    Hecker alla fine ordinò al ragazzo di portare una scatola contenente una piuma a un prete in particolare in un’altra scuola e chiesa cattolica nelle vicinanze. In breve tempo, il secondo prete aggredì sessualmente il ragazzo, e la vittima disse di aver capito che Hecker aveva usato la piuma per marchiarlo come vulnerabile alle molestie.

    Non sorprende che i superiori di Hecker siano diventati più che consapevoli dei suoi crimini. Le accuse contro di lui si sono accumulate in ciascuna delle principali tappe nella resa dei conti della chiesa statunitense con gli abusi sessuali del clero cattolico, iniziata negli anni ’80 quando il prete della Louisiana Gilbert Gauthe si è dichiarato colpevole in tribunale penale di aver molestato diversi ragazzi.

    In quel periodo, l’allora arcivescovo di New Orleans Philip Hannan ricevette una denuncia per molestie su minori contro Hecker. La risposta di Hannan, portata avanti in privato, fu di far volare Hecker in un anno sabbatico a New York City prima di lasciarlo tornare al lavoro una volta che le cose a casa si fossero calmate.

    Altre accuse simili contro Hecker si sono verificate negli anni Novanta, quando un altro prete della Louisiana, Robert Melancon , è stato condannato per aver violentato un chierichetto. L’indagine che ne è seguita ha spinto Hecker a confessare per iscritto ai funzionari della chiesa di aver molestato sessualmente o in altro modo molestato diversi bambini che aveva incontrato tramite il suo ministero.

    Ritirarsi sotto costrizione

    Questa volta, il successore di Hannan come arcivescovo, Francis Schulte, fu incaricato di rispondere. Schulte mandò Hecker in una struttura di assistenza psichiatrica fuori dallo stato che lo diagnosticò come un pedofilo incurabile che non avrebbe dovuto lavorare con i giovani. Al ritorno di Hecker, Schulte gli assegnò di lavorare in una chiesa con annessa una scuola di grammatica.

    Hecker si ritirò sotto costrizione nel 2002. Come Spotlight ha notoriamente raccontato, il Boston Globe aveva appena denunciato la sua arcidiocesi cattolica locale per aver insabbiato i diffusi abusi sessuali sui minori da parte dei suoi chierici, e ciò accese uno scandalo che vide la chiesa mondiale promettere riforme, come ad esempio non tollerando più persone come Hecker.

    Tuttavia, nonostante le promesse di trasparenza, l’allora arcivescovo di New Orleans, Alfred Hughes, scelse di nascondere ai fedeli il fatto che Hecker si era ritirato nella speranza di mantenere segreta la sua carriera di molestatore seriale di minori.

    Gli avvocati dell’arcidiocesi di allora inviarono un promemoria riservato alla polizia per informarli che c’era stata un’accusa che indicava Hecker come abusatore. Ma la nota menzionava solo un singolo caso e non menzionava le confessioni di Hecker del 1999. E Hughes ignorò la raccomandazione dei suoi consiglieri di estromettere completamente Hecker dal sacerdozio invece di lasciarlo semplicemente andare in pensione, una pausa che consentì al sacerdote di riscuotere lucrosi benefici pensionistici.

    Tali manovre erano in linea con il marchio di fabbrica di Hughes, che aveva lavorato come amministratore nell’arcidiocesi di Boston negli anni ’80 e ’90 e aveva cercato di “perpetuare una pratica di massima segretezza e riservatezza rispetto al problema” degli abusi clericali in quella città, come alla fine ha scoperto un rapporto dell’ufficio del procuratore generale del Massachusetts.

    Tale intrigo fu efficace nel nascondere ulteriormente la verità su Hecker, che avrebbe trascorso decenni in libertà, mentre il successore di Hughes come arcivescovo di New Orleans, Gregory Aymond, continuava a occuparsi dei crimini del sacerdote dopo la sua nomina nel 2009.

    Ad esempio, nel 2012, Aymond autorizzò un pagamento di 37.000 dollari per risolvere in via stragiudiziale i problemi con un ex chierichetto che sosteneva di essere stato molestato da Hecker.

    Aymond, tuttavia, non avrebbe smascherato pubblicamente Hecker come molestatore di minori per anni. Infatti, nell’aprile 2018, l’arcidiocesi ha pubblicizzato l’imminente 60° anniversario dell’ordinazione sacerdotale di Hecker sul suo giornale.

    Circa sette mesi dopo quell’annuncio celebrativo, un rapporto della giuria popolare in Pennsylvania stabilì che gli abusi del clero all’interno delle istituzioni cattoliche dello Stato erano più diffusi di quanto si fosse mai pensato in precedenza. Aymond alla fine accettò di non poter più sopprimere completamente il passato di Hecker.

    L’arcivescovo lo ha inserito in un elenco di decine di ecclesiastici locali che erano stati oggetto di accuse sostanziali e credibili di abusi sessuali su minori, sebbene l’elenco non contenesse dettagli sull’enorme volume di casi di molestie a cui Hecker era stato sottoposto o su quanto fossero antecedenti.

    In teoria, la dichiarazione di fallimento avrebbe dovuto metaforicamente nascondere la verità su Hecker, perché la maggior parte delle informazioni associate al caso sono state automaticamente sottoposte a un ordine di riservatezza.

    Il giudice federale che presiedeva il fallimento della chiesa, Meredith Grabill, a un certo punto ha stabilito che il sigillo sulle informazioni relative al caso era così sacro che non poteva essere rimosso nemmeno rispetto a Hecker e ai suoi potenziali crimini. Nel giungere a quella decisione, Grabill ha affermato che intendeva “distruggere qualsiasi informazione [sigillata] che questa corte avesse ricevuto” mentre discuteva la questione se Hecker meritasse di beneficiare della segretezza del fallimento.

    Ma la verità venne a galla.

    “Hanno insabbiato lo stupro di minori”

    Un motivo: il Guardian ha ottenuto una copia delle ammissioni di Hecker del 1999 e le ha pubblicate per la prima volta nonostante la riservatezza del fallimento. Il Guardian ha poi fornito la confessione a WWL-TV Louisiana nell’agosto 2023, ed entrambe le emittenti hanno affrontato Hecker davanti alle telecamere.

    Hecker ha notevolmente sostenuto la sua confessione scritta su atti illeciti e “apertamente sessuali” con diversi ragazzi minorenni. Inoltre, gli organi di stampa hanno in seguito ottenuto una copia di una deposizione video che Hecker ha rilasciato privatamente nel 2020 durante una causa civile derivante da una delle denunce contro di lui. La deposizione ha esplorato – nelle parole dello stesso Hecker – come gli ultimi quattro arcivescovi di New Orleans lo avessero aiutato a evitare di essere ritenuto responsabile nel corso di decenni.

    Hannan e Schulte sono morti. Hughes e Aymond sono ancora vivi, anche se non hanno commentato in dettaglio la loro gestione di Hecker.

    Alla fine, la caduta del molestatore seriale è stata causata dal fatto che le forze dell’ordine hanno parlato con un uomo che ha raccontato agli investigatori di essere stato uno studente minorenne in una scuola superiore cattolica di New Orleans nel 1975, quando Hecker lo ha strangolato fino a farlo perdere i sensi in una chiesa vicina e poi lo ha violentato. La vittima ha ricordato di aver denunciato lo stupro al suo preside dell’epoca, Paul Calamari.

    Tuttavia, Calamari, in seguito nominato nell’elenco dei molestatori di clero di Aymond del 2018, non ha denunciato Hecker alla polizia, secondo la vittima. La vittima ha affermato che Calamari ha invece minacciato di espellerlo e lo ha costretto a sottoporsi a cure psichiatriche per “problemi di rabbia e storie fantastiche”.

    (Per coincidenza, Aymond entrò nel clero lo stesso anno dello stupro. E all’epoca era un giovane membro della facoltà della scuola dove Calamari era preside.)

    Le autorità sapevano che la Louisiana consentiva che i casi di stupro su minori fossero perseguiti penalmente, indipendentemente da quanto fossero vecchi. E, date le precedenti ammissioni di Hecker e il numero di accuse contro di lui, sapevano anche che costruire un caso solido era fattibile.

    Con l’aiuto dell’investigatore della polizia dello stato della Louisiana Scott Rodrigue, l’ufficio del procuratore distrettuale di New Orleans, Jason Williams, ha ottenuto un’incriminazione della giuria popolare che accusa Hecker di stupro di minore, rapimento e altri crimini nel settembre 2023. Rodrigue e i procuratori distrettuali assistenti Ned McGowan e Andre Gaudin hanno schierato quasi una dozzina di testimoni che hanno denunciato una serie di atti di violenza sessuale da parte di Hecker dagli anni ’60 agli anni ’80 e che avrebbero rafforzato la credibilità della vittima che ha mosso le accuse in questione.

    Anche allora, sembrava evidente che alcuni ingranaggi del sistema giudiziario preferissero che Hecker morisse senza incontrare giustizia. Il giudice della corte penale di New Orleans Benedict Willard ritardò il caso per più di un anno, in mezzo a dubbi sul fatto che Hecker, alla sua età avanzata, conservasse la competenza mentale richiesta per sostenere il processo.

    Alla fine i dottori hanno stabilito che Hecker era affetto da demenza, nello specifico, morbo di Alzheimer, ma che rientrava nei criteri per essere processato. Poi, la mattina di una data del processo provvisoriamente programmata per fine settembre, Willard si è improvvisamente astenuto dal gestire il caso, adducendo come motivazione solo uno scontro di personalità con McGowan.

    La mossa brusca ha ritardato il caso di un altro paio di mesi, il che non è stato insignificante data l’età di Hecker. Willard ha rifiutato di discutere pubblicamente della sua ricusazione con i media. Tuttavia, ha suscitato domande in alcuni ambienti sul fatto che Willard, un abitante di New Orleans da sempre e laureato in una delle influenti scuole superiori cattoliche della città, avesse fatto alla chiesa un ultimo disperato favore per vedere se un Hecker in declino sarebbe morto mentre il suo caso rimaneva irrisolto, risparmiando all’arcidiocesi il doloroso spettacolo di un processo.

    Ben presto, il giudice che ha preso in carico il caso di Hecker, Nandi Campbell, nata a Brooklyn, ha assicurato che il processo di Hecker sarebbe iniziato martedì con la selezione della giuria, a meno che non si fosse deciso diversamente. Hecker ha preferito quest’ultima opzione, dichiarandosi colpevole di crimini tra cui lo stupro di minore, garantendogli l’ergastolo in una data di condanna provvisoriamente fissata per il 18 dicembre.

    Ora tutti gli occhi sono puntati sulla possibilità che qualcuno dei complici di Hecker venga perseguito.

    Sebbene nessuno fosse stato accusato al momento della dichiarazione di colpevolezza, è risaputo che il caso Hecker ha dato vita a un’indagine più ampia e in corso per stabilire se l’arcidiocesi gestisse una rete di traffico sessuale di minori responsabile di “abusi diffusi … su minori risalenti a decenni fa” che erano stati “insabbiati e non denunciati” alle autorità, come affermato in una dichiarazione giurata da Rodrigue ad aprile.

    Alla domanda se qualcuno degli ex superiori del suo cliente avesse fatto pressioni su di lui affinché si dichiarasse colpevole ed evitasse un processo che avrebbe messo in imbarazzo la chiesa, l’avvocato di Hecker, Robert Hjortsberg, ha negato che ciò sia accaduto.

    “È stata una sua decisione, e l’ha presa di sua spontanea volontà”, ha detto Hjortsberg mentre Hecker veniva portato fuori dall’aula di tribunale di Campbell su una sedia a rotelle. Ha poi aggiunto in una conferenza stampa: “Si sta assumendo la responsabilità delle sue azioni, e tutti avranno l’opportunità di andare avanti in qualsiasi modo possibile”.

    Williams ha accennato a quanto fossero alte le probabilità di condannare Hecker. L’ultimo ecclesiastico ad essere accusato di stupro di minore presso il tribunale penale di New Orleans, il diacono George Brignac , era morto quattro anni prima dopo che la pandemia di coronavirus aveva ritardato il suo processo, segnando l’ultimo dei quattro tentativi di processarlo per accuse di molestie clericali.

    “Non dovrebbe essere così difficile investigare e perseguire uno stupratore confesso”, ha detto Williams. “E [eppure] lo è stato.

    “La stampa ha spinto su questo. La stampa ha spinto su qualcosa che sembrava che il sistema e le istituzioni volessero distogliere lo sguardo e dimenticare, e anche questo sembra criminale”.

    Sopraffatto dall’emozione per il ruolo che ha avuto nel portare Hecker alla giustizia, il testimone chiave del caso ha rifiutato di commentare. Ma il suo avvocato, Richard Trahant , ha incontrato i giornalisti che documentavano la dichiarazione di colpevolezza di Hecker e ha riassunto opportunamente l’eredità del caso.

    “Questi uomini che indossano cappelli a punta, portano bastoni, indossano tuniche, portano gioielli di lusso e calici d’oro, hanno coperto lo stupro di minori”, ha detto Trahant.

    Negli Stati Uniti, chiama o invia un SMS alla hotline per gli abusi di Childhelp al numero 800-422-4453 o visita il loro sito Web per maggiori risorse e per segnalare abusi sui minori o DM per ricevere assistenza. Per gli adulti sopravvissuti agli abusi sui minori, è disponibile assistenza su ascasupport.org . Nel Regno Unito, l’ NSPCC offre assistenza ai bambini al numero 0800 1111 e agli adulti preoccupati per un bambino al numero 0808 800 5000. La National Association for People Abused in Childhood ( Napac ) offre assistenza agli adulti sopravvissuti al numero 0808 801 0331. In Australia, bambini, giovani adulti, genitori e insegnanti possono contattare la Kids Helpline al numero 1800 55 1800 o Bravehearts al numero 1800 272 831 e gli adulti sopravvissuti possono contattare la Blue Knot Foundation al numero 1300 657 380. Altre fonti di assistenza sono disponibili su Child Helplines International

    https://www.theguardian.com/us-news/2024/dec/08/new-orleans-catholic-church-child-sex-abuse-analysis

  • Enna, querele Rugolo: archiviazione per Messina, Acqua, Rizzo e Occhino

    Enna, querele Rugolo: archiviazione per Messina, Acqua, Rizzo e Occhino

    Arriva l’archiviazione per i giornalisti Manuela Acqua, Pierelisa Rizzo e Filippo Occhino, querelati da Giuseppe Rugolo, il sacerdote condannato in primo grado lo scorso 5 marzo a 4 anni mezzo per violenza sessuale a danno di minori. I tre erano accusati di diffamazione e diffusione di atti procedurali.

    La Procura aveva già chiesto l’archiviazione, ma i legali del sacerdote si erano opposti. Archiviazione anche per Antonio Messina, il giovane archeologo che aveva denunciato il sacerdote. Tutti i giornalisti erano assistiti dall’avvocato Eleanna Parasiliti Molica e la Rizzo anche dall’avvocato Giovanni Di Giovanni del foro di Caltanissetta, con il sostegno di Ossigeno per l’Informazione.

    Le ordinanze, si trattava di due distinti fascicoli, sono state firmate dal Gip Ornella Zelia Futura Maimone che, in linea con quanto già statuito dalla Procura, ha ritenuto non solo infondate le querele, ma gli articoli di stampa in linea con il diritto di libertà di manifestazione del pensiero garantito dalla carta costituzionale.

    Circa un mese fa era stata archiviata un’altra querela del sacerdote nei confronti dei giornalisti Pierelisa Rizzo e Filippo Occhino e del presidente di Rete L’Abuso Francesco Zanardi. Rimane ancora pendente una terza querela contro la giornalista Pierelisa Rizzo, sempre per diffamazione, che sarà decisa il prossimo 25 febbraio.

    Enna, querele Rugolo: archiviazione per Messina, Acqua, Rizzo e Occhino

  • Terrificanti aggressioni e molestie sessuali lungo il Cammino di Santiago. Le pellegrine hanno rivelato: “Molti uomini si masturbano davanti a noi”

    Terrificanti aggressioni e molestie sessuali lungo il Cammino di Santiago. Le pellegrine hanno rivelato: “Molti uomini si masturbano davanti a noi”

    Il Cammino di Santiago è una delle esperienze fisiche e spirituali più importanti non solo per i cattolici, ma anche per chi vuole avventurarsi in un percorso lungo un sentiero che attraversa la natura. Ma non sempre tutto gira per il verso giusto. Il Guardian ha, infatti, raccolto la testimonianza di nove donne che hanno dichiarato di aver subito “terrificanti molestie” durante il tentativo di percorrere il cammino, In aree quasi deserte della Spagna del Portogallo e della Francia.

    Altre vittime hanno affermato di aver addirittura temuto per la propria vita. Sette pellegrine hanno dichiarato di aver incontrato uomini in Spagna e Portogallo che si masturbavano o si toccavano. Un uomo in particolare ha poi inseguito la pellegrina in fuga verso la campagna.

    Un’altra donna ha affermato di essersi difesa da assalti improvvisi a sfondo sessuale e commenti osceni da parte di diversi uomini, mentre un’altra ha affermato che un uomo si era fermato in un furgone mentre camminava e l’aveva esortata a salire con epiteti ingiuriosi.

    Lorena Gaibor, fondatrice di Camigas, un forum online che mette in contatto le pellegrine dal 2015, ha affermato che le segnalazioni sono scioccanti, ma non sorprendenti. “Le molestie sessuali sono previste sul Cammino. Sembrano siano molto comuni. Ogni anno riceviamo segnalazioni di donne che vivono le stesse cose”.

    Poi alcuni dati interessanti. Negli ultimi anni la popolarità dei vari percorsi di pellegrinaggio è aumentata vertiginosamente, in particolare tra le donne. L’anno scorso un record di 446.000 persone ha percorso il Cammino, il 53% delle quali donne. Pedro Blanco, rappresentante del governo centrale spagnolo in Galizia, ha dichiarato: “L’anno scorso più di 230.000 donne l’hanno fatto e molte di loro non hanno esitato a farlo da sole”, ha detto ai giornalisti. Insomma il fenomeno del pellegrinaggio non accenna a diminuire, nonostante i bruttissimi incidenti di percorso.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/11/12/cammino-di-santiago-pellegrinaggio-molestie-sessuali/7764654/

  • A Papa Francesco – Delusione e sofferenza alle Sue parole durante l’omelia in Belgio e l’intervista del volo di rientro

    A Papa Francesco – Delusione e sofferenza alle Sue parole durante l’omelia in Belgio e l’intervista del volo di rientro

                Santità,

    Le scrivo queste righe non perché credo che arriveranno a Lei, ma per me, per sfogare la delusione e sofferenza che ho provato con le Sue parole durante l’omelia in Belgio e nell’intervista del volo di rientro a Roma nell’ultimo mese di settembre.

    Per far sì che lei capisca quello che scriverò devo presentarmi, altrimenti non capirà perché scrivo queste parole: sono un sopravvissuto di abuso sessuale, sono rifugiato a Roma, posto che ho scelto per la vicinanza al Papa, luogo che ho scelto per cercare di ricominciare una vita fatta a pezzi da altri, ma comunque pezzi nelle Mani di Dio.

    Nel Vangelo di quella domenica Gesù ci diceva che chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, (Mc 9,42).

    E in quella occasione, Lei ha detto di “condannare gli abusatori e aiutarli a guarire da questa malattia dell’abuso”, parole che mi sono sembrate un po’ fuori luogo, visto che gli abusatori sono stati chiamati malati e invece sono criminali: anche se malati, sono sempre criminali.

    E lei, senza saperlo e senza rendersi conto, ha scandalizzato me, il piccolo me che è stato usato e abusato da criminali, a cui lei si riferisce come malati. Malato sono io, che a causa delle disgrazie subite, ho la fibromialgia, una malattia senza cura, e sento dolori dalla mattina alla sera. Diagnosi di disturbo post traumatico da stress, ansia, depressione e dissociazione, attestati da medici. Un pedofilo, anche se malato, è sempre un criminale e punto.

    E poi, durante l’abituale intervista che lei concede ai giornalisti nel volo, ho letto parole così scandalose e che mi hanno fatto tanto male, portandomi addirittura ad avere un attacco di panico e stare male fisicamente per praticamente una settimana. Lei ha detto che preti pedofili, dopo il processo e la condanna, ricevono della Chiesa lavoro, lontani dai bambini, e hanno trattamento garantito.

    Lei si rende conto cosa può significare per una vittima di abuso sessuale sapere che la Chiesa si occupa di trattare i pedofili, mentre le vittime, sono lasciate ai margini?

    Lei, che per diverse volte ha ricevuto e ascoltato il dolore e la sofferenza di persone che hanno avuto la vita cambiata per sempre a causa dell’abuso sessuale, crede che sia giusto aiutare i pedofili e non le vittime, oppure aiutare entrambi? A me non sembra giusto aiutare nessun pedofilo mentre ci sia ancora una sola vittima di abuso sessuale che chiede e grida per aiuto, anzi, mi sembra surreale e scandaloso. Capisco che lei vuole annunciare la misericordia di Dio a tutti, ma la misericordia senza giustizia è la madre della dissoluzione, dice San Tommaso D’Aquino.

    Io che vedo (o vedevo, ormai non so più) nel Papa, sia lei o i suoi predecessori o successori, una figura in cui appoggiarmi nella fede, ho sofferto troppo con le sue parole, a sapere che nella Chiesa ci sia posto per pedofili, posto e sostegno. Non dico che pedofili pentiti devono semplicemente essere esclusi della Chiesa, che è casa per tutti, però la giustizia dei loro atti deve essere fatta, lasciamo la misericordia a Dio, che conosce i cuori, e diamo misericordia alle vittime, non ai criminali.

    Ho 36 anni e non sono ancora riuscito a superare l’orrore che ho vissuto per 11 anni della mia vita, attualmente vivo in una constante incertezza della vita, particolarmente per quanto riguarda un lavoro, e l’unica certezza che avevo era che potevo fidarmi della Chiesa, ormai anche questa certezza è crollata, e mi sento veramente solo in questa terra, da questo mi è scatenato l’attacco di panico che ho avuto, grazie alle sue parole. Lavoro sette giorni a settimana, a punto di diventare pazzo e/o ammalarmi, e ascolto che il Papa, la Chiesa, dà lavoro e trattamento psicologico ai pedofili, mentre io faccio fatica per arrivare a fine mese, mi sembra davvero surreale e ingiusto, si chieda che misericordia è questa.

    Magari il Signore vuole purificare ancora di più la mia fede in Lui, facendomi deludermi anche del Papa e della Chiesa, ma è davvero doloroso. Per fortuna conosco “un’altra faccia” della Chiesa, e persone buone che ne fanno parte, altrimenti sarei diventato ateo, agnostico o chissà che cosa, come è successo a tante persone, ma il suo predecessore Benedetto XVI mi ha insegnato cos’è la Chiesa e chi è Gesù, quindi rimango cattolico, nonostante il male che lei mi ha fatto, senza saperlo.

    Lettera firmata

  • Caso Rugolo, Assostampa: “Hanno fatto solo cronaca, archiviazione definitiva per Rizzo e Occhino”

    Caso Rugolo, Assostampa: “Hanno fatto solo cronaca, archiviazione definitiva per Rizzo e Occhino”

    “L’ordinanza del gip del tribunale di Enna, Giuseppe Noto, dopo l’udienza dello scorso primo ottobre scorso, che ha definitivamente archiviato il procedimento penale a carico dei giornalisti ennesi Pierelisa Rizzo e Filippo Occhino, attorno ai quali, assieme alla Federazione nazionale della stampa italiana, ci siamo stretti dall’inizio del caso Rugolo, avendo riconosciuto loro il diritto di cronaca, ha un significato particolarmente importante dato il profluvio di nuove norme che mirano ad annientare l’informazione libera”.

    Così la segretaria regionale e della sezione di Enna dell’Associazione siciliana della stampa assieme al Gruppo cronisti siciliani sull’ordinanza che mette fine alla vicenda giudiziaria che ha coinvolto i colleghi Rizzo ed Occhino, assistiti dagli avvocati Eleanna Parasiliti Molica e Giovanni Di Giovanni, erano stati assieme al presidente dell’Associazione Rete l’Abuso, Francesco Zanardi, difeso da Mario Caligiuri, denunciati da Giuseppe Rugolo, per diffamazione e per divulgazione di atti processuali per un articolo pubblicato il 28 giugno 2023. Alla proposta di archiviazione della procura di Enna i legali di Rugolo Antonino Lizio e Dennis Lovison avevano presentato opposizione.

    Il sacerdote, già condannato da Tribunale di Enna per violenza sessuale ai danni di minori, aveva ritenuto diffamatoria la frase dell’articolo di stampa su alcuni atteggiamenti del prete, ripresi in un video riprodotto in aula, in compagnia di un minore.

    Il GIP del Tribunale di Enna, accogliendo la richiesta di archiviazione della procura della Repubblica di Enna e le argomentazioni difensive dei difensori degli indagati, ha pronunciato ordinanza di archiviazione affermando che gli articoli non hanno alcun carattere diffamatorio in quanto Pierelisa Rizzo non ha fatto che riportare in termini veridici quanto avvenuto nel corso dell’udienza dl 27 giugno 2023. Archiviata anche l’ipotesi di reato di divulgazione di atti processuali dal momento che non sussisteva alcun divieto di pubblicazione.

    https://www.assostampasicilia.it/notizie/3424-caso-rugolo-assostampa-larchiviazione-per-i-colleghi-rizzo-e-occhino-e-particolarmente-importante-data-lescalation-di-norme-che-limitano-la-liberta-di-stampa.html