Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Gualtiero Bassetti

  • Abusi sessuali: se il carnefice è il diavolo

    Abusi sessuali: se il carnefice è il diavolo

    L’incontro mondiale sul tema degli abusi clericali verso i minori e gli adulti vulnerabili, indetto da Francesco tra il 21 e il 24 febbraio scorso, è stato soprattutto un momento di confronto con la verità delle vittime, che sono state ascoltate dai cardinali radunati in Vaticano.

    È da poco noto il video-testimonianza di Alessandro, abusato da don Mauro Galli, prete protetto dall’arcivescovo di Milano Mario Delpini: «Ho smesso di credere in Dio perché non può esistere un Dio che permette tutto questo… Sono stato abusato dal prete a cui avevo affidato la mia vita, a cui io confidavo tutto». Le parole del giovane ragazzo riconducono al tema dell’abuso psicologico, il grande assente nel summit antipedofilia. Perché, come dichiara Francesco nel documento finale, «È difficile comprendere il tema degli abusi sessuali sui minori senza la considerazione del potere, in quanto essi sono sempre la conseguenza dell’abuso di potere, lo sfruttamento di una posizione di inferiorità psicologica e fisica». Se si fosse voluto affrontare il problema della pedofilia clericale in modo risolutivo, tra le azioni prioritarie si sarebbe dovuto mettere mano alla revisione degli statuti e dei Regolamenti interni che legittimano l’azione dei movimenti ecclesiali, come l’Opus Dei, il movimento dei Focolari, Comunione e Liberazione, i neocatecumenali. I ragazzi abusati in queste istituzioni sono vittime di derive settarie che lavorano sulle coscienze. La revisione dei documenti interni è avvenuta per i Legionari di Cristo, ma soltanto dopo l’emersione dello scandalo legato al suo fondatore Marcial Maciel Degollado. Più volte i transfughi hanno raccontato la violazione, che si compie internamente alle istituzioni, nei confronti della loro intimità psicologica, attraverso pratiche come la direzione spirituale, il colloquio fraterno, la confessione sacramentale. L’abuso psicologico, nei movimenti ecclesiali o in contesti chiusi, sembra sistematico e strutturale. Lo stesso padre Giuliano Stenico, presidente dell’Associazione Ministri della Misericordia, durante un’intervista dichiarava, nel 2017 «Le suore, non di rado, sono vittime di abusi di autorità, un abuso psicologico frequente che purtroppo può essere il viatico dell’abuso sessuale». Lunedì 25 febbraio, a conclusione de l’incontro su “La Protezione dei Minori nella Chiesa”, si è svolta la riunione interdicasteriale, fortemente voluta da papa Francesco, per l’adozione di misure concrete nella lotta alla pedofilia clericale; l’individuazione degli ambienti ecclesiastici più inclini alle pratiche abusanti e una riforma dei loro Statuti/Regolamenti sarebbe quella ricaduta operativa che il popolo di Dio si aspetta da Francesco, al di là di proclami e linee guida; il traguardo più imminente, annunciato in queste ore dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, sembra invece essere quello della redazione di un vademecum che ha lo scopo di aiutare i vescovi di tutto il mondo a comprendere chiaramente quali siano i loro doveri. Appare poco credibile che, nel 2019, un vescovo non conosca il proprio dovere in merito alle notizie di reato di cui viene a conoscenza.

    Per attuare un’azione concreta di contrasto alla pedofilia clericale la Santa Sede dovrebbe uscire dalle stanze vaticane; la Chiesa dovrebbe cominciare a dialogare con interlocutori diversi, come per esempio Eca (Ending Clergy Abuse) o Rete L’Abuso, ma anche con autori di libri denuncia come De l’emprise à la liberté a cura dello psico sociologo belga e professore emerito presso l’Università Cattolica di Lovanio Vincent Hanssens, scritto per édition mols, tradotto in italiano in formato e-book dallo stesso editore; un testo che contestualizza l’origine dell’abuso psicologico. Tra gli autori c’è anche padre Pierre Vignon, sacerdote diocesano e per molti anni giudice ecclesiastico, oramai noto per aver chiesto le dimissioni del cardinale Philippe Barbarin che avrebbe coperto gli abusi sessuali compiuti da padre Bernard Preynat.

    A fronte della tolleranza zero proclamata oramai da qualche anno, non si è trovato tempo, durante il summit, per una discussione sulla revisione di due testi cruciali: il Concordato tra Stato e Chiesa, che prevede per i vescovi italiani l’esonero della denuncia alle autorità civili (art. 4 comma 4) e la lettera De delictis gravioribus, firmata nel 2001 da Ratzinger, indirizzata a tutte le gerarchie ecclesiastiche; il documento afferma che i casi di delitti più gravi, tra cui gli abusi sui minori, «sono soggetti al segreto pontificio». Ci si sarebbe aspettati cioè una risposta di assoluta trasparenza sui procedimenti canonici che coinvolgono i preti pedofili.

    Centrale e costante è stato invece il riferimento al demonio, che secondo la tradizionale dottrina della Chiesa cattolica è una persona, non un’idea e nemmeno il peccato. Impossessandosi del corpo di una vittima, agisce attraverso di essa, facendole compiere azioni vergognose e incontrollate. Ne parla, a pochi giorni dall’inizio del summit, il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, nonché uomo di fiducia di Francesco, durante il suo intervento al Convegno biennale dell’Associazione Internazionale Esorcisti: «Il diavolo non è un mito, una rappresentazione, un simbolo, una figura o un’idea», ma «un essere personale che ci tormenta»; in linea con le parole di Francesco che chiudono le giornate dell’evento: il consacrato, scelto da Dio per guidare le anime verso la salvezza, che compie abusi sessuali, è uno strumento di satana. Nasce quindi un problema di imputabilità, perché se l’origine degli abusi clericali fosse davvero il diavolo servirebbero una schiera di esorcisti e non una magistratura pronta a perseguire i crimini. L’esorcista va alla caccia del diavolo, mentre il giudice del carnefice.

    * Giornalista pubblicista, ex numeraria dell’Opus Dei, Emanuela Provera è autrice di Giustizia divina. Così la Chiesa protegge i peccati dei suoi pastori (Chiarelettere 2018, con Federico Tulli) e di Dentro l’Opus Dei. Il libro verità degli ex numerari italiani (Tea libri 2009)

    https://www.adista.it/articolo/60854

  • Francesco Zanardi, “cacciatore” di preti pedofili/ “Abusato a 11 anni, non pagò mai”

    Francesco Zanardi, “cacciatore” di preti pedofili/ “Abusato a 11 anni, non pagò mai”

    Francesco Zanardi, “cacciatore” di preti pedofili: fu abusato a 11 anni da un sacerdote, la sua storia a I Fatti Vostri

    In questi giorni si è svolto un summit sulla pedofilia tenutosi in Vaticano in cui Papa Francesco ha voluto dire una parola decisiva su questo problema molto decisivo incentrato sugli abusi su minori bollati come “crimini abominevoli”. Il fenomeno è purtroppo molto diffuso e nel corso degli anni, nonostante le denunce, raramente ha portato a dei risultati apprezzabili. A parlarne oggi nella puntata de I Fatto Vostri è stato Francesco Zanardi, soprannominato il “cacciatore di preti pedofili”. L’uomo, all’età di 11 anni ha subito violenze da un sacerdote e proprio a lui ha scritto una lettera il presidente della Comunità Episcopale Italiana (Cei), Gualtiero Bassetti. Il capo dei Vescovi ha scritto una missiva in risposta ad una lettera scritta dal Comitato Vittime Famiglie dell’associazione, chiedendo udienza prima del sinodo. Nella lunga missiva, Bassetti scrive che la questione degli abusi costituisce un gravissimi reato oltre un vergognoso peccato. La Cei in una prima fase ha anche spiegato quali sono le tappe da seguire sia da un punto di vista canonico che legale quando si viene a conoscenza di un reato simile e sono state elaborate le linee guida in caso di abusi sessuali nei confronti di minori da parte di chierici. Tra le indicazioni centrali, la piena collaborazione con le autorità civili evitando forme di omertà sia da parte delle vittime (e delle loro famiglie) che delle autorità religiose. “Una delle nostre richieste per arrivare a queste finalità è la richiesta di rimuovere i vescovi che hanno insabbiato in passato e aprire gli archivi dei casi già processati sotto codice canonico ma mai denunciati alla magistratura affinché queste persone vengano segnalate”, ha spiegato Zanardi.

    FRANCESCO ZANARDI, LA SUA STORIA DI ABUSI

     Aveva solo 11 anni quando un prete “scelse” Francesco Zanardi: “Aveva scelto me e poi anni dopo ho scoperto che il sacerdote aveva preso i voti l’anno prima ed era stato spostato dalla parrocchia in quella dove abitavo io per gli stessi motivi”, ha commentato oggi alla trasmissione di Raidue. “Questa è stata una dinamica che ritroviamo ovunque”, ha aggiunto. Quando è rimasto vittima di attenzioni e abusi successivamente, l’ha vissuta con grande incredulità. “Con gli anni poi ho capito, ai bambini manca la base per sapere riconoscere cosa va bene e cosa no. Se solo io l’avessi avuta avrei detto qualcosa a mamma e papà”, ha spiegato. “Se il pedofilo è in gamba può anche riuscire a farla passare come normalità”, ha aggiunto, motivando il modo in cui il prete riuscì a plagiarlo. Quando lui tentava di ribellarsi, il sacerdote pedofilo gli metteva il muso provocandogli un senso di colpa che lo riportava prontamente accanto all’uomo: “Mi teneva legato psicologicamente”, ha ammesso. Quel sacerdote purtroppo non ha avuto solo lui come vittima ma nessuno lo denunciò mai. “La prima vittima a denunciarlo sono stato io nel 2008”, ha rivelato. Riuscì a trovare una seconda vittima abusata tre anni prima e questo lo portò davanti ad un giudice anche se se la cavò con condanna a un anno e 6 mesi con la condizionale per un solo abuso quindi “non fece un giorno di carcere” né fu rimosso dalla diocesi.

  • Cardinale Bassetti scrive alle vittime, collaboreremo con la giustizia italiana, basta omertà

    Cardinale Bassetti scrive alle vittime, collaboreremo con la giustizia italiana, basta omertà

    Città del Vaticano – Il cardinale Gualtiero Bassetti ha preso carta e penna per rassicurare l’associazione delle vittime italiane della pedofilia che a maggio i vescovi si riuniranno per deliberare su una «piena collaborazione con le autorità civili, evitando forme di omertà, sia da parte delle vittime o delle loro famIglie, sia parte delle autorità religiose, sempre nel rispetto della verità, della giustizia e del bene dei minori o delle persone vulnerabili, che è il valore da mettere al primo posto». La lettera è arrivata a Francesco Zanardi, vittima quando era bambino di un sacerdote ligure, fondatore della Rete L’Abuso. A dicembre aveva scritto a Bassetti per chiedergli un incontro ma senza avere mai una risposta fino alla lettera odierna in cui promette quella collaborazione con la giustizia italiana che in tanti casi era venuta meno.

    Bassetti spiega a Zanardi che il cammino fatto dalla Chiesa per tutelare le vittime è un punto di non ritorno, e che la presenza di «alcune persone che possono dare un contributo positivo, vista l’esperienza traumatica che hanno affrontato, soprattutto se sono riuscite a rielaborarla e reagire in modo costruttivo senza cadere nella disperazione, servirà a tutti». I vescovi italiani daranno disposizioni alle diocesi di includere negli organismi diocesani anche vittime.

    L’impegno preso dal presidente dei vescovi italiani è un passaggio importante. Finora la Cei aveva mostrato un atteggiamento ambivalente segnato da ritardi incomprensibili nella lotta agli abusi.

    All’inizio di febbraio, la Presidenza Cei ha nominato, per i prossimi 5 anni, i membri del Consiglio Nazionale per la tutela dei minori: Emanuela Vinai (coordinatrice), Carlo Acquaviva, padre Amedeo Cencini, Anna Deodato, don Gianluca Marchetti, padre Luigi Sabbarese, don Gottfried Ugolini. Il Consiglio è presieduto da Lorenzo Ghizzoni, arcivescovo di Ravenna-Cervia.

    https://www.ilmessaggero.it/vaticano/abusi_cei_vescovi_italiani_pedofilia_bassetti_papa_francesco-4330563.html

  • Pedofilia nella Chiesa, il diktat del Papa ai vescovi: “Informare le autorità civili”

    Pedofilia nella Chiesa, il diktat del Papa ai vescovi: “Informare le autorità civili”

    Al summit vaticano Francesco consegna un vademecum per combattere il fenomeno degli abusi sessuali nella Chiesa

    di GIOVANNI PANETTIERE

    Città del Vaticano, 22 febbraio 2019

    Non basta più stigmatizzare la pedofilia nella Chiesa. I fedeli si attendono una reazione, non le ormai solite, stanche parole di condanna. Il Papa prima lo dice e poi dà indicazioni chiare ai vescovi su come affrontare nella prassi il dramma degli abusi sessuali sui minori. È un discorso conciso quello con cui Francesco apre il summit in Vaticano sulla tutela dei minori con i presidenti degli episcopati nazionali, i capi dei dicasteri di Curia, i rappresentanti dei superiori generali degli istituti religiosi, gli esperti qualificati. Poche battute per ribadire lo spirito di un vertice che il Pontefice vuole improntato all’azione.  In ballo vi è la credibilità della Chiesa, minata da quasi vent’anni di scandali sulla pelle dei più piccoli. “Il santo popolo di Dio – chiarisce una volta per tutte Bergoglio – ci guarda e attende da noi non semplici e scontate condanne, ma misure concrete ed efficaci da predisporre: ci vuole concretezza”.

    Neanche il tempo di soppesare il discorso appena concluso che a sorpresa vescovi e cardinali si trovano fra le mani un testo in ventuno punti, pratici e senza fronzoli, su come affrontare i casi di pedofilia nelle Chiese locali. Non un documento definitivo, ma indicazioni da non disattendere, destinate a fungere da traccia per il confronto interno fra i 190 partecipanti all’assise che si chiuderà domenica con l’intervento del Pontefice. Concretezza nel gestire la piaga degli abusi, ma anche trasparenza a tutti i livelli. Anche con la stampa subito informata delle linee guida del Papa.

    Innanzitutto Bergoglio spinge, perché sia elaborato un vademecum pratico nel quale si specifichino i passi da compiere, da parte dell’autorità ecclesiale, in tutti i momenti-chiave dell’emergenza pedofilia. Chi stilerà questo documento? Quando sarà pronto? A fugare i dubbi ci pensa l’arcivescovo di Malta, Charles Scicluna, segretario aggiunto della Congregazione per la dottrina della fede. Nel corso del primo briefing sull’andamento del vertice, assicura che il suo dicastero sta già lavorando in questa direzione e in tempi brevi renderà di dominio pubblico il testo. L’efficienza, che lo ha reso celebre nella lotta agli abusi sui minori, prima come pm dell’Ex Sant’Uffizio (caso Maciel e Legionari di Cristo, in primis), ora nelle vesti di numero due dello stesso ministero, gioca a favore di Scicluna che oggi, nella sua relazione al summit, ha fornito ai vescovi un sunto dettagliato dei protocolli canonici da seguire.

    Nell’ottica del Papa le diocesi si devono dotare di strutture di ascolto delle vittimee di un organismo per la ricezione delle denuncia che sia autonomo dall’autorità ecclesiale del luogo. Qualcosa di analogo si sta approntando in Italia dove il Servizio nazionale per la protezione dei minori ha promosso l’istituzione di una task force anti-abusi in ogni Chiesa locale. Il rapporto con le autorità civili deve essere limpido, prescrive Francesco: vanno informate al pari degli organismi ecclesiastici superiori nel rispetto delle norme statali e canoniche. A proposito la Conferenza episcopale italiana, in occasione dell’assemblea generale di maggio, dovrebbe finalmente prevedere nelle nuove linee guida un dovere di denuncia ai pm di casi di pedofilia acclarati. Lo ha anticipato a Qn il presidente dei vescovi, il cardinale Gualtiero Bassetti.

    Andrà poi modificato, incalza Francesco, il diritto canonico che oggi impone il compimento dei 14 anni di età per la donna prossima al matrimonio: il Pontefice ha chiesto di innalzare il requisito a 16 anni (come è già per i maschi)  al fine di scongiurare qualsiasi forma di costrizione ai danni delle nubende e assicurare la loro piena maturità. Tradotto, niente più spose bambine.

    Bergoglio si attende anche una revisione, da parte dei singoli episcopati nazionali, delle linee guida che la Santa Sede dal 2011 ha reso obbligatorie. Sempre Scicluna ha tenuto a precisare che uno dei frutti del summit in corso sarà proprio la ricognizione di queste disposizioni. Piena poi deve essere la vicinanza e l’accompagnamento delle vittime nei loro percorsi di guarigione.

    Al contempo, va salvaguardato il diritto divino (naturale, nello specifico) del prete accusato a difendersi. Pertanto il Papa censura qualsiasi tipo di pubblicazione di nomi di sacerdoti semplicemente sospettati di violenza: va attesa una sentenza di condanna canonica passata in giudicato. Che, stando a quanto precisato da Scicluna, dovrà prevedere per il reo l’inibizione da qualsiasi forma di esercizio pubblico del ministero e l’impossibilità totale di entrare in contatto con i minori. Su quella che un tempo si chiamava riduzione allo stato laicale, il segretario aggiunto dell’Ex Sant’Uffizio è cauto: bisogna discernere caso per caso, tenendo conto anche dell’età del condannato.

  • L’incontro in Vaticano. Abusi, in ascolto delle vittime

    L’incontro in Vaticano. Abusi, in ascolto delle vittime

    Alla vigilia del summit sulla tutela dei minori, l’incontro in Vaticano con chi ha subìto violenza. Il presidente della Cei: le loro sofferenze nel mio cuore. Nuove strade per proteggere i più fragili

    «Prenderanno il toro per le corna? Non sono contro la Chiesa, sono contro le persone che violentano i bambini e contro coloro che proteggono i predatori sessuali». La voce di François Devaux, presidente di “La Parole Libérée” – l’associazione delle vittime di abusi dell’ormai noto sacerdote lionese Bernard Preynat, predatore seriale rimasto in parrocchia fino al 2015 – si alza tra le telecamere assiepate dietro il colonnato di Bernini in piazza San Pietro. Quella del francese Devaiux è la voce determinata di chi ha subito aggressioni sessuali da parte del clero. «Ci si aspettano atti, atti di conversione di cuori e anime da parte dei vescovi nelle loro diocesi. Siamo qui per chiedere a ogni pastore di ascoltare le vittime. Questa è la prima cosa», gli fa eco Olivier Savignac dell’associazione “Notre parole” la cui testimonianza è stata recentemente ascoltata dai vescovi francesi riuniti a Lourdes. «Zero, zero tolleranza»,ripete circondato dai giornalisti Peter Isley, abusato da un sacerdote del Wisconsin e membro dell’Eca (Ending of clergy abuse), organizzazione che riunisce ventidue vittime dei cinque continenti. Parole dure che dicono tutte la medesima aspettativa delle dodici persone abusate, quella di uomini e donne provenienti da diverse aree del mondo e rappresentanti di diverse organizzazioni che sono state incontrate ieri mattina dal comitato organizzatore del summit sulla protezione dei minori nella Chiesa.

    L’inizio oggi dell’evento in Vaticano che durerà fino a domenica non poteva mancare all’appuntamento di questo ascolto, già annunciato il 18 febbraio scorso. L’incontro a porte chiuse è durato poco più di due ore. Tra gli altri anche Francesco Zanardi, fondatore di “Rete-L’abuso”, Miguel Ángel Hurtado, ex sacerdote dei Legionari di Cristo e referente della organizzazione spagnola “Infancia Robada”, reso noto dal documentario di Netflix Esame di coscienza, e anche Juan Carlos Cruz, una delle vittime del sacerdote cileno Fernando Karadima, dimesso dallo stato clericale da papa Francesco nell’ottobre dello scorso anno, che ha mantenuto i contatti con l’arcivescovo maltese Charles Scicluna, per due volte inviato dal Papa in Cile per indagare sui casi di abusi nelle diocesi del Paese sudamericano.

    È stato proprio Scicluna con gli altri membri del comitato del summit a richiedere un incontro con le diverse associazioni: mano tesa verso coloro che continuano a dirsi “delusi” dalle risposte della Chiesa alla piaga degli abusi. «È stato un incontro in cui ci siamo sentiti molto coinvolti ma nel rispetto reciproco e nell’ascolto attento – ha detto padre Federico Lombardi uscendo dall’incontro –. Come organizzatori ne siamo grati perché lo avevamo desiderato e abbiamo ricevuto l’intensità delle attese e dell’urgenza di affrontare effettivamente i problemi senza metterli da parte in tutta la Chiesa.

    E ci aiuteranno certamente a comprendere sempre meglio la gravità dei problemi che saranno affrontati nel corso di queste giornate. Porteremo queste istanze durante i lavori». Alcuni hanno espresso il disappunto per la mancanza del Papa. «Ma nessuno aveva detto agli invitati che ci doveva essere. Lo scopo del nostro incontro – ha aggiunto padre Lombardi – era quello di coinvolgersi in un ascolto serio. È quanto è stato svolto e le persone che sono venuto hanno risposto pienamente alle nostre attese».

    Tra i vescovi che in questi giorni hanno potuto ascoltare la testimonianze di vittime di preti pedofili il presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti, ha chiesto ieri preghiere alla Chiesa in Italia per essere aiutati «a trovare la strada per compiere un passo decisivo nella protezione dei minori e degli innocenti. Porto nel cuore – ha detto – le sofferenze delle vittime degli abusi che ho incontrato». Intanto già lunedì prossimo il direttore ad interim della Sala Stampa vaticana, Alessandro Gisotti, ha riferito che si svolgerà in Vaticano una prima riunione interdicasteriale per fare il punto sul vertice, all’indomani della sua conclusione, alla quale parteciperanno i capi-dicastero che vi hanno preso parte, il comitato organizzatore e alcuni esperti in materia di tutela dei minori.

  • Abusi, la strada in salita della Cei per arrivare alla trasparenza

    Abusi, la strada in salita della Cei per arrivare alla trasparenza

     di Franca Giansoldati

    Città del Vaticano – La raccomandazione che il Papa aveva affidato a tutte le conferenze episcopali del mondo era di incontrare le vittime della pedofilia prima del summit di fine febbraio sugli abusi. I vescovi italiani (che sul terreno della pedofilia – a detta di tanti esperti interni – sono in evidente ritardo), avranno un incontro con le vittime solo a marzo. Prima del summit non è stato possibile, anche se il presidente, il cardinale Gualtiero Bassetti ha personalmente ricevuto due vittime – tra cui una minorenne – alcuni giorni fa.
    Uno scarno comunicato è stato diffuso dalla Cei per notificare l’impegno preso con il pontefice, ma senza fornire ulteriori dettagli. Per esempio sullo status dei preti che hanno abusato di queste due vittime, se nel frattempo sono stati ridotti allo stato laicale, se stanno scontando la pena in un carcere oppure no (perché c’è stato in parallelo anche un processo civile nei tribunali italiani), se i vescovi delle diocesi nelle quali sono avvenute le violenze (quali?) hanno collaborato (e in che modo) con la polizia o la magistratura italiana, e se le denunce canoniche sono partite subito o se hanno avuto percorsi difficili all’interno delle strutture ecclesiali prima di arrivare alla Congregazione per la Dottrina della Fede.
    Insomma, informazioni basilari che nel comunicato della Cei mancavano totalmente. Finora la mentalità che generalmente ha prevalso nella Chiesa italiana davanti ai casi di pedofilia è stata di proteggere più il buon nome delle istituzioni che non le vittime stesse. La speranza è che il summit di fine gennaio possa davvero costituire un passaggio indispensabile per arrivare alla trasparenza e al rispetto delle persone che hanno tanto sofferto.
    Il cardinale Gualtiero Bassetti, sull’incontro, ha spiegato: «nell’ascoltare il dolore di queste persone mi sono confermato sul percorso di plagio e, quindi, di abuso di potere che soggiace e prepara quello a carattere sessuale». Da qui l’invito ai vescovi ad «essere rigorosi nella selezione dei candidati al ministero, avvalendoci dell’apporto delle scienze umane». «Meglio avere meno preti e religiosi – spiega il presidente Cei –  che rischiare la vita di un minore».
    Nella riunione dello scorso 8 febbraio, la Presidenza Cei ha nominato, per i prossimi 5 anni, i membri del Consiglio di Presidenza del Servizio Nazionale per la tutela dei minori: Emanuela Vinai (coordinatrice), Carlo Acquaviva, padre Amedeo Cencini, Anna Deodato, don Gianluca Marchetti, padre Luigi Sabbarese, don Gottfried Ugolini. Il Consiglio è presieduto da monsignor Lorenzo Ghizzoni, arcivescovo di Ravenna-Cervia.

    https://www.ilmessaggero.it/vaticano/papa_franceso_pedofilia_abusi_vittime_cei_vescovi_bassetti-4301857.html

  • Pedofilia, nuova lettera alla Cei dalle vittime: «Non siamo di serie B»

    Pedofilia, nuova lettera alla Cei dalle vittime: «Non siamo di serie B»

    di Franca Giansoldati

    Città del Vaticano – Un gruppo di vittime italiane della pedofilia torna a scrivere al cardinale Gualtiero Bassetti. Non avendo ricevuto nessuna risposta ad una prima lettera inviata a ridosso del Natale, nella quale chiedevano al presidente della Cei un incontro per parlare di come la Chiesa può combattere la piaga degli abusi e contribuire a rompere il muro di silenzio e omertà che finora ha imperato nella stragrande maggioranza delle diocesi italiane, le vittime che hanno dato vita alla rete L’Abuso hanno ripreso in mano carta e penna per lamentarsi. Non siamo di serie B.

    «E’ passato ormai più di un mese da quando Le abbiamo scritto una lettera (inviata con raccomandata e ricevuta di ritorno) anticipata via mail il giorno 24.12.2018 (di cui abbiamo anche ricevuta di lettura). Scriviamo direttamente a lei, nella speranza che voglia cogliere l’invito che Papa Francesco ha inviato ai Presidenti delle Conferenze Episcopali ad incontrare le vittime di abusi sessuali, in preparazione dell’incontro del prossimo febbraio sullo specifico tema degli abusi. Alcuni di noi le hanno già scritto più volte in copia conoscenza attraverso lettere scritte a Papa Francesco, per le quali non è mai stata ricevuta alcuna risposta. Ci rivolgiamo quindi a lei nella speranza di vedere accolta la nostra richiesta di essere ricevuti, ritenendo autentico e sincero il desiderio della gerarchia della chiesa di voler ascoltare le vittime».

    «Sarebbero bastate due righe di cortese rifiuto. Sarebbero bastati – si legge –  i saluti di un qualunque segretario che ringraziava per la disponibilità ma faceva sapere che il Card. Bassetti, magari troppo occupato, aveva già scelto altre vittime meno scomode perché anonime, non appartenenti ad una Associazione… altre vittime magari più degne di essere ricevute perché vittime di un reato già caduto in prescrizione e quindi non pericolose… Insomma, altre vittime, quelle di serie A».

    Dalla Conferenza Episcopale però confermano che il cardinale Bassetti incontrerà alcune vittime prima del summit di febbraio. Non si conoscono i dettagli di questo incontro, nè dove avverrà, nè quando, nè tantomeno si ci saranno informazioni a tal riguardo.

    https://www.ilmessaggero.it/vaticano/pedofilia_vittime_cei_vaticano_papa_francesco_bassetti-4273129.html

  • Lettera aperta al Card. Gualtiero Bassetti – da parte delle vittime di “serie B”

    Lettera aperta al Card. Gualtiero Bassetti – da parte delle vittime di “serie B”

    Buongiorno,

    è passato ormai più di un mese da quando Le abbiamo scritto una lettera (inviata con raccomandata e ricevuta di ritorno) anticipata via mail il giorno 24.12.2018 (di cui abbiamo anche ricevuta di lettura).

    Questo era il contenuto della lettera:

    “Scriviamo direttamente a lei, nella speranza che voglia cogliere l’invito di qualche giorno fa che Papa Francesco ha inviato ai Presidenti delle Conferenze Episcopali ad incontrare le vittime di abusi sessuali, in preparazione dell’incontro del prossimo febbraio sullo specifico tema degli abusi.

    Alcuni di noi le hanno già scritto più volte in copia conoscenza attraverso lettere scritte a Papa Francesco, per le quali non è stata ricevuta alcuna risposta. Ci rivolgiamo quindi a lei nella speranza di vedere accolta la nostra richiesta di essere ricevuti, ritenendo autentico e sincero il desiderio della gerarchia della chiesa di voler ascoltare le vittime.

    Gli inutili proclami e relative scuse non sortiscono più alcun effetto positivo se non sono mai seguite da azioni concrete in riparazione ai gravissimi danni arrecati a tante vittime e al loro contesto familiare.

    Attendiamo una sua gradita risposta nella speranza che non voglia sottrarsi l’invito del Papa e alla nostra disponibilità nel fornire un contributo che riteniamo utile in preparazione dell’evento: le aspettative di tutto il modo sono altissime proprio per l’attuale e sempre più disattesa “Tolleranza Zero”.

    All’incontro che auspichiamo possa avvenire al più presto, sarà presente una rappresentanza del Comitato di Vittime & Famiglie cattoliche dell’Associazione Rete L’ABUSO.

    In attesa di incontrarla le rivolgiamo i nostri più sinceri auguri per un Buon Natale

    Comitato Vittime&Famiglie Rete L’ABUSO”

    È trascorso più di un mese e non abbiamo ricevuto nessuna risposta.

    Nel frattempo le abbiamo scritto altre due volte per mail (sempre ricevendo ricevuta di lettura), una il 23 gennaio 2019:

    “Buonasera,
    non avendo ricevuto alcun riscontro all’offerta di poter fornire il proprio contributo all’incontro di febbraio, ovvero alla nostra disponibilità ad essere ricevuti dal Presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, prima di tale data, Rete L’ABUSO ha preparato una Campagna di consapevolezza che verrà proposta, in puntate settimanali, con filmati e spunti di riflessione.

    Papa Francesco non perde occasione per ricordare l’importanza di ascoltare e incontrare le vittime: ecco, questo è il nostro contributo. Ricordiamo che la maggior parte delle vittime fa parte del “Popolo di Dio”.
    Questi sono i primi due link, preparati dalla Redazione in collaborazione con il Comitato Vittime & Famiglie, a cui faranno seguito invii settimanali, auspicando che possano essere utili.
    http://retelabuso.org/2019/01/20/la-realta-inconfessabile-abusi-sessuali-sui-minori-21-24-febbraio-2019-incontro-mondiale-dei-vertici-della-chiesa/
    http://retelabuso.org/2019/01/21/la-realta-inconfessabile-parte-prima-i-genitori-devono-sapere/
    Si rinnova comunque la disponibilità per un incontro
    Il Comitato Vittime & Famiglie dell’Associazione Rete L’ABUSO (vittime&famiglie@retelabuso.org)”

    E la seconda il 30 gennaio:

    “Buonasera,
    non avendo ricevuto alcun riscontro all’offerta di poter fornire il proprio contributo all’incontro di febbraio, ovvero alla nostra disponibilità ad essere ricevuti dal Presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, prima di tale data, Rete L’ABUSO prosegue con l’invio della “Campagna di consapevolezza” che verrà proposta, in puntate settimanali, con filmati e spunti di riflessione.

    Papa Francesco non perde occasione per ricordare l’importanza di ascoltare e incontrare le vittime: ecco, questo è il nostro contributo. Ricordiamo che la maggior parte delle vittime fa parte del “Popolo di Dio”.
    Proponiamo qui la seconda puntata:
    https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webpwp-content/uploads/2026/01/il-vescovo-di-bilbao-riconosce-il-lavoro-di-el-pais-per-indagare-sulla-pedofilia-e-gli-sforzi-delle-vittime-per-denunciare.webpwp-content/uploads/2025/02/chiesa-e-pedofilia-la-condanna-del-card-pell-in-australia-lalto-prelato-mai-sfiorato-dalla-magistratura-ecclesiastica.webp2019/01/28/la-realta-inconfessabile-parte-seconda-molti-nella-gerarchia-sanno-ma-preferiscono-lambiguita/
    Questi invece sono i primi due link,già inviati la scorsa settimana, preparati dalla Redazione in collaborazione con il Comitato Vittime & Famiglie, a cui faranno seguito altri invii settimanali, auspicando che possano essere utili.
    http://retelabuso.org/2019/01/20/la-realta-inconfessabile-abusi-sessuali-sui-minori-21-24-febbraio-2019-incontro-mondiale-dei-vertici-della-chiesa/
    http://retelabuso.org/2019/01/21/la-realta-inconfessabile-parte-prima-i-genitori-devono-sapere/
    Si rinnova comunque la disponibilità per un incontro
    Il Comitato Vittime & Famiglie dell’Associazione Rete L’ABUSO (vittime&famiglie@retelabuso.org)”

    NESSUNA RISPOSTA! …e le persone in indirizzo, oltre al card. Bassetti, erano altre sette…

    Sarebbero bastate due righe di cortese rifiuto. Sarebbero bastati i saluti di un qualunque segretario che ringraziava per la disponibilità ma faceva sapere che il Card. Bassetti, magari troppo occupato, aveva già scelto “altre” vittime meno “scomode” perché anonime, non appartenenti ad una Associazione… altre vittime magari più degne di essere ricevute perché vittime di un reato già caduto in prescrizione e quindi non “pericolose”… ALTRE VITTIME, quelle di “Serie A”.

    Difficile, per noi, pensare che sia credibile il Vostro continuo parlare di attenzione alle vittime, di ascolto, di vicinanza. La realtà è tristemente un’altra.

    Attendiamo febbraio. Fiduciosi? Questo dipende da Voi.

    Il Comitato Vittime & Famiglie della Rete L’ABUSO (vittime&famiglie@retelabuso.org)

    Il 20 febbraio 2019 arriva la tanto attesa risposta  Bassetti 1 – Bassetti 2

  • Il “GIALLO” delle vittime italiane

    Il “GIALLO” delle vittime italiane

    “Durante il convegno, per ragioni di tempo e logistiche, non saranno molte le vittime che potranno essere ascoltate; proprio per questo il Santo Padre ha chiesto, nella lettera d’invito – lo abbiamo ribadito – che tutti i partecipanti debbano aver incontrato vittime di abuso già prima, nel Paese di provenienza. Questo è importante in sé per ascoltare, per essere sensibilizzati, per essere preparati bene per ricevere il messaggio che uscirà dall’incontro. Ma è importante anche perché così si rendono conto ancora di più che questo fenomeno non è una questione presente solo nel mondo centro-europeo e nordamericano: questa è una realtà – purtroppo – presente in tutti i Paesi e in tutti i continenti. E il Santo Padre ha sottolineato che questo è il compito principale dei pastori: di essere vicini alle persone che ne hanno più bisogno.”

    Parola di padre Hans Zollner, referente del Comitato organizzatore dell’incontro di febbraio su “La protezione dei minori nella Chiesa”.

    Come si può conciliare questa dichiarazione, apparsa oggi 23 gennaio 2019 sul sito vaticannews.va, con l’assordante silenzio del Presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, rispetto alla disponibilità delle vittime italiane di essere ricevute?

    Addirittura il Comitato Vittime & Famiglie dell’Associazione Rete L’ABUSO ha anticipato il card. Bassetti, non ha atteso che “si mettesse a cercare qualche vittima” o che fosse costretto a dichiarare che non aveva fatto in tempo a convocare qualche vittima o che le vittime da lui convocate magari non avevano accettato l’invito…

    Le vittime cattoliche della Rete L’ABUSO hanno fatto il primo passo, hanno colto l’invito del Papa ben espresso nella LETTERA AL POPOLO DI DIO dove si richiama ciascuno all’impegno personale e comunitario per sradicare la terribile piaga della pedofilia clericale: “Tutto ciò che si fa per sradicare la cultura dell’abuso dalle nostre comunità senza una partecipazione attiva di tutti i membri della Chiesa non riuscirà a generare le dinamiche necessarie per una sana ed effettiva trasformazione”.

    Il tempo passa, le vittime attendono… il 21 febbraio arriva… cosa dirà il card. Bassetti a Papa Francesco rispetto al suo incontro con le vittime prima del meeting? Dirà di averle incontrate? Quali vittime? Rigorosamente anonime? Dirà di aver ignorato la disponibilità delle vittime cattoliche della Rete L’ABUSO?

    E come si declinano nella realtà italiana le parole di padre Zollner “questo è il compito principale dei pastori: di essere vicini alle persone che ne hanno più bisogno”?

    Sono ennesime belle parole cui non fanno seguito azioni concrete?
    Le vittime sono “concrete”… sono persone vere!
    Il Comitato Vittime & Famiglie della Rete L’ABUSO (vittime&famiglie@retelabuso.org)

  • Vittime italiane della pedofilia scrivono alla Cei, ma non ricevono risposta: «Vorremmo essere ascoltate»

    Vittime italiane della pedofilia scrivono alla Cei, ma non ricevono risposta: «Vorremmo essere ascoltate»

    di Franca Giansoldati

    Città del Vaticano – La lettera indirizzata al cardinale Gualtiero Bassetti porta la data dal 20 dicembre 2018 e contiene la richiesta di un incontro con i vertici della Cei (proprio come ha esortato di fare Papa Francesco prima del vertice di febbraio sulla pedofilia). Alle vittime italiane però non è ancora arrivata nessuna risposta. «Scriviamo direttamente a lei, nella speranza che voglia cogliere l’invito di qualche giorno fa che Papa Francesco ha inviato ai Presidenti delle Conferenze Episcopali ad incontrare le vittime di abusi sessuali, in preparazione dell’incontro del prossimo febbraio sullo specifico tema degli abusi. Alcuni di noi le hanno già scritto più volte in copia conoscenza attraverso lettere scritte a Papa Francesco, per le quali non è stata ricevuta alcuna risposta. Ci rivolgiamo quindi a lei nella speranza di vedere accolta la nostra richiesta di essere ricevuti, ritenendo autentico e sincero il desiderio della gerarchia della chiesa di voler ascoltare le vittime».

    L’associazione L’abuso – l’unica realtà che in questi dieci anni ha cercato di portare alla luce il fenomeno italiano e scoperchiare le zone d’ombra – ritiene insufficienti le scuse sulla tolleranza zero se poi «non sono mai seguite da azioni concrete in riparazione ai gravissimi danni arrecati a tante vittime e al loro contesto familiare. Attendiamo una sua gradita risposta nella speranza che non voglia sottrarsi all’invito del Papa e alla nostra disponibilità nel fornire un contributo che riteniamo utile in preparazione dell’evento».

    Mentre in altri Paesi come Francia, Germania, Olanda, Belgio o Stati Uniti, il fenomeno dei pedofili è al centro di un monitoraggio che ha permesso alle varie conferenze episcopali di valutare con precisione l’entità numerica di questo triste capitolo, in Italia sembra ancora tutto piuttosto indietro. «Ad oggi non siamo in grado di dare alcun numero» ha ripetuto solo alcuni giorni fa monsignor Stefano Russo, segretario della Cei.

    L’associazione L’Abuso ha conteggiato – attraverso le denunce all’autorità civile italiana e i processi in corso – almeno 300 casi in 15 anni. Probabilmente si tratta di una parziale lettura del fenomeno, visto che una buona parte degli abusi non sono stati mai denunciati all’autorità civile italiana e le diocesi non hanno mai aperto i loro archivi.

    Il caso più eclatante riguarderebbe la diocesi di Napoli dove il cardinale Crescenzio Sepe (che siede nel Consiglio permanente della Cei) avrebbe coperto un prete accusato di abusi, don Silverio Mura, spostandolo in una diocesi del Nord. Il caso era stato inizialmente archiviato dalla Congregazione per la Fede ma Papa Francesco lo ha fatto riaprire e ora si sta celebrando il processo canonico nella diocesi di Milano, anche se in totale assenza di trasparenza e informazioni per l’opinione pubblica. Di questo ingombrante caso «non se ne è minimamente parlato» all’interno dell’ultimo Consiglio Permanente, come è stato spiegato ai giornalisti alcuni giorni fa dal segretario generale della Cei, durante una conferenza stampa.

    Francesco Zanardi, ex vittima di un prete di Savona quando era adolescente, ha raccolto con l’aiuto di tanti magistrati italiani, il materiale che gli consente di avere un quadro più completo di tanti casi opachi. Nella diocesi di Genova, per esempio, in passato era stato nascosto un parroco accusato di abusi (su seminaristi) in Argentina, padre Carlos Abuela; a Firenze venne spostato di parrocchia in parrocchia don Daniele Rialti, anch’esso accusato di atti simili. A Milano il caso di don Mauro Galli ha fatto discutere molto per il ruolo che ha avuto l’arcivescovo Delpini che ha ammesso – in una deposizione rilasciata alla Questura di Milano – di averlo sostanzialmente coperto, spostandolo.

    https://www.ilmessaggero.it/vaticano/pedofilia_cei_papa_francesco_abusi_vittime_italia_delpini_sepe-4239679.html?fbclid=IwAR0Rt7tcgm-yiZ8pAzo8yHvRTqaNfheXQN09ij1iw3wlD1eq3zsONWtiQuk