Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Prostituzione minorile, il racconto choc: «Pagati per fare sesso nei bagni di un bar a Termini»

    Prostituzione minorile, il racconto choc: «Pagati per fare sesso nei bagni di un bar a Termini»

    di Ilaria Sacchettoni

    «Frequento quotidianamente la stazione Termini, in quanto mi procuro il denaro necessario al mio sostentamento, offrendo ai clienti dello scalo aiuto per l’acquisto dei biglietti presso le biglietterie automatiche. Prima di compiere i diciotto anni, cioè quattro mesi fa, mi è capitato di essere quasi sempre nei pressi dell’uscita da voi citata (il binario 29, dove, secondo gli investigatori, sarebbe avvenuta la maggior parte degli incontri sessuali, ndr) con diversi uomini che frequentano la stazione ferroviaria e che so essere omosessuali. Con alcuni di loro avuto rapporti sessuali a pagamento, tra i 20 e i 30 euro». Così ha detto il ragazzo, uno zingaro del campo nomadi di Aprilia, ascoltato nel corso di un’audizione protetta in Procura.

    Nelle viscere della stazione: «Poi lui mi ha fatto fare la doccia»

    Sotto la perpetua rotazione commerciale, Termini, resta un luogo di precarietà inquietante. La confessione dell’adolescente (e quella di altri, ragazzini fra i 13 e 17 anni d’età) è confluita nell’ordinanza del giudice che, giovedì scorso, ha portato all’arresto di otto persone per reati sessuali nei confronti di minori. Si tratta di fatti avvenuti tra il 2012 e il 2014 fra via Giolitti e piazza dei Cinquecento e, spesso, proprio nelle viscere di Termini, fra sottopassi e bagni pubblici, tra corridoi e gallerie, di binario in binario. Le telecamere installate hanno aiutato la polizia ferroviaria a identificare le persone coinvolte. Agli atti dell’inchiesta ci sono foto, filmati e intercettazioni telefoniche. Nei prossimi giorni si svolgeranno gli interrogatori di garanzia, mentre uno dei difensori, l’avvocato Gianluca Nicolini, annuncia che ricorrerà al tribunale del riesame per la scarcerazione del suo cliente. Parlando di un habitué, uno tra quelli che si prostituivano, ha raccontato di un incontro: «Poi lui mi ha fatto fare la doccia, siamo usciti, siamo andati in un ristorante e dopo sono andato al treno e sono andato a casa. Sono andato una sola volta con lui, siamo andati con la moto ad Albano. Questo signore si faceva chiamare Stefano. Questi clienti, ecco, alcuni sono dei Castelli».

    Sesso con un adolescente vicino al Mc Donald’s di via Giolitti

    Un altro ancora, stavolta più piccolo, racconta i rapporti sessuali avuti con il sessantaduenne arrestato. Recidivo, l’uomo, ha già scontato tre settimane per un’altra violenza, solo pochi mesi fa: «Una volta l’ho avuto anch’io un rapporto con lui. È successo quest’ estate dentro il bagno del bar che si trova accanto al McDonald di via Giolitti, il bagno si trova nel piano interrato del bar lui mi ha chiesto di fargli… alla fine mi ha dato 25 euro».

    Prete e scrittore porno: «Ci dava anche 50 euro a volta»

    Tra gli arrestati c’è anche un sacerdote. Il parroco delle chiese viterbesi di Vallebona e Montecalvello, P.G. In casa, oltre a 1700 foto hard di minori, gli agenti hanno trovato libri erotici scritti sotto lo pseudonimo di Gabriele Doni. Una delle vittime ha raccontato: «In stazione gira sulla scala mobile, sul binario per Fiumicino, è venuto davanti al Mc Donald’s con la macchina, siamo andati a mangiare e dopo sono andato a casa con lui». Sempre secondo la stessa testimonianza, il parroco pagava «quaranta o cinquanta euro» ogni volta.

    «Si prostituivano anche nella Basilica»

    Ma non è l’unico, secondo una delle testimonianze agli atti delle indagini, quella di una donna che si prostituiva in zona: «È un prete che due o tre anni fa lavorava presso la chiesa Santa Maria degli Angeli in Piazza della Repubblica – a riguardo sono certa delle mie affermazioni in quanto all’epoca lavoravo ancora come meretrice proprio zona della citata Piazza della Repubblica – e, in alcune occasioni, la sera, ho notato lo stesso che faceva entrare dei ragazzini romeni da un’entrata secondaria della struttura. Poi, scambiando qualche parola con uno di quei ragazzini, ho appreso che quell’uomo lì pagava 20 euro per consumare rapporti sessuali» ha raccontato. In un caso è emerso che uno dei testimoni, un nomade dei campi fuori città, aveva mentito. E qui, secondo l’ordinanza «in base anche a quanto si è potuto accertare dalle obiezioni del minore la sua cultura non accetta l’omosessualità, per cui i minori temono di dimostrare veri e propri rapporti consolidati di tale tipologia per non essere additati come le gay nel gruppo di appartenenza».

    http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_maggio_22/prostituzione-minorile-termini-racconto-choc-pagati-fare-sesso-bagni-mc-donald-s-e3709c42-00c2-11e5-9620-f7b479d580d7.shtml

  • Operazione Meeting Point; Ragazzini in vendita stazione Roma. VIDEO

    Operazione Meeting Point; Ragazzini in vendita stazione Roma. VIDEO

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    Le vittime erano ragazzini rom tra i 13 e i 17 anni. I clienti uomini di mezza età, tra i 35 e gli 80 anni. Tra loro tanti viaggiatori di passaggio alla Stazione Termini, lo scalo principale di Roma, un professionista e anche un parroco 68enne di due chiese nel Viterbese. In casa del prete, arrestato assieme ad altre sette persone, durante una perquisizione è stato trovato un archivio di pedopornografia: foto, video, file di ragazzini ritratti in atteggiamenti inequivocabili. Ma non è l’unico religioso ad essere coinvolto nell’inchiesta. Un ex parroco, originario della Toscana, è stato infatti denunciato. L’uomo era stato allontanato dalla parrocchia di cui era titolare in seguito ad altri reati. I ragazzini si prostituivano anche nei pressi dei binari e vicino ai negozi della galleria. Anche di giorno. Per una manciata di euro, tra i 10 e i 50, seguivano i clienti nei bagni della stazione e persino sui treni in sosta. Dietro di loro, è convinta la Procura di Roma e la Polfer, non c’era una vera e propria organizzazione.

    Ma un disgustoso passaparola tra i clienti, moltissimi habituè, che adescavano i ragazzini. E’ la drammatica storia di prostituzione minorile portata alla luce dall’operazione Meeting Point della polizia che ha fatto scattare le manette nei confronti di otto persone non solo nel Lazio, ma anche a Napoli, Chieti e Vigevano, dove sono state eseguite anche le perquisizioni domiciliari. Il punto d’incontro che ha dato il nome all’inchiesta è la stazione Termini di Roma, crocevia di migliaia di persone ogni giorno. Tra loro si celavano anche insospettabili passeggeri alla ricerca di sesso, tra cui anche un pr dei locali sul litorale, commercianti ed operai. Si facevano trovare nell’area delle scale mobili dove attendevano i minori, poi si appartavano in albergo, nelle loro abitazioni, nei parchi ma anche nei bagni pubblici e a bordo dei treni fermi in stazione. Per avere i contatti con i ragazzini era bastato il passaparola, che in breve tempo aveva però messo in allerta gli uomini della polizia ferroviaria, insospettiti da uno strano viavai e da quegli incontri immortalati nelle telecamere di sorveglianza. Proprio dall’analisi dei telefonini dei minori gli agenti hanno avuto la certezza dei rapporti che ogni giorno si consumavano alla stazione, anche in pieno giorno.

    I minorenni, in tutto una quindicina tra ragazzi e ragazze, venivano infatti contattati dai “clienti” attraverso telefonate o sms. Ma quelli di oggi sono solo gli ultimi arresti effettuati ultimamente e non è escluso che attraverso le indagini si possa risalire anche ad altri “clienti”. Nel corso dell’inchiesta, nei mesi scorsi, erano già finiti in manette un 59enne e un 79enne, colti in flagranza di reato mentre consumavano rapporti sessuali con i minori. Nei prossimi giorni, intanto, la commissione parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza chiederà un’audizione con i funzionari della Polizia ferroviaria. “Il reato di prostituzione minorile conferma che il fenomeno, anche per la sua particolare gravità e ripugnanza – afferma la vicepresidente, Sandra Zampa -, va seguito con attenzione da parte delle istituzioni e, in particolare, da quanti hanno a cuore il futuro dei minori”.

    http://www.ansa.it/lazio/notizie/2015/05/21/prostituzione-minorile-6-arresti-a-roma_d4ed3ae7-70ce-4b7f-bd34-ed3d7d26501d.html

  • Roma, a Termini giro di prostituzione minorile, sesso vicino ai binari e nei bagni: arrestato parroco

    Roma, a Termini giro di prostituzione minorile, sesso vicino ai binari e nei bagni: arrestato parroco

    ROMA – Si prostituivano a pochi passi dai treni, dai viaggiatori e nei bagni della stazione. Un giro di baby squillo è stato smascherato e fermato da parte della polizia a Termini, lo scalo ferroviario principale della capitale. Ragazzini rom tra i 13 e i 17 anni. I clienti uomini tra i 35 e gli 80 anni. Tra loro tanti viaggiatori di passaggio alla scalo principale di Roma, un professionista e anche un parroco 68enne di due chiese nel Viterbese. In casa del prete, arrestato assieme ad altre sette persone, durante una perquisizione è stato trovato un archivio di pedopornografia: foto, video, file di ragazzini ritratti in atteggiamenti inequivocabili. Ma non è l’unico religioso ad essere coinvolto nell’inchiesta. Un ex parroco, originario della Toscana, è stato infatti denunciato. L’uomo era stato allontanato dalla parrocchia di cui era titolare in seguito ad altri reati. ”Finora abbiamo eseguito sette ordinanze di custodia cautelare su otto, visto che una persona risulta irreperibile. Una custodia cautelare in carcere e le altre ai domiciliari. Cinque persone sono state arrestate a Roma, una a Rieti e un’altra a Vigevano in provincia di Pavia. E sono 17 gli indagati totali”, ha spiegato Emanuele Fattori, dirigente del settore operativo della polizia ferroviaria di Roma Termini.

    I ragazzini si prostituivano nei pressi dei binari e vicino ai negozi della galleria. Anche di giorno. Per una manciata di euro, tra i 10 e i 50, seguivano i clienti nei bagni della stazione e persino sui treni in sosta. Dietro di loro, è convinta la Procura di Roma e la Polfer, non c’era una vera e propria organizzazione. Ma un disgustoso passaparola tra i clienti, moltissimi habituè, che adescavano i ragazzini. E’ la drammatica storia di prostituzione minorile portata alla luce dall’operazione Meeting Point della polizia che ha fatto scattare le manette nei confronti di otto persone non solo nel Lazio, ma anche a Napoli, Chieti e Vigevano, dove sono state eseguite anche le perquisizioni domiciliari.

    Il punto d’incontro che ha dato il nome all’inchiesta è la stazione Termini di Roma, crocevia di migliaia di persone ogni giorno. Tra loro gli insospettabili passeggeri alla ricerca di sesso, anche un pr dei locali sul litorale, commercianti ed operai. Si facevano trovare nell’area delle scale mobili dove attendevano i ragazzini, poi si appartavano in albergo, nelle loro abitazioni, nei parchi ma anche nei bagni pubblici e a bordo dei treni fermi in stazione. Per avere i contatti con i ragazzini era bastato il passaparola, che in breve tempo aveva però messo in allerta gli uomini della polizia ferroviaria, insospettiti da uno strano viavai e da quegli incontri immortalati nelle telecamere di sorveglianza. Proprio dall’analisi dei telefonini dei minori gli agenti hanno avuto la certezza dei rapporti che ogni giorno si consumavano alla stazione, anche in pieno giorno. I minorenni, in tutto una quindicina tra ragazzi e ragazze, venivano infatti contattati dai “clienti” attraverso telefonate o sms.

    Ma quelli di oggi sono solo gli ultimi arresti effettuati ultimamente e non è escluso che attraverso le indagini si possa risalire anche ad altri “clienti”. Nel corso dell’inchiesta, nei mesi scorsi, erano già finiti in manette un 59enne e un 79enne, colti in flagranza di reato mentre consumavano rapporti sessuali con i minori. Nei prossimi giorni, intanto, la commissione parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza chiederà un’audizione con i funzionari della Polizia ferroviaria. “Il reato di prostituzione minorile conferma che il fenomeno, anche per la sua particolare gravità e ripugnanza – afferma Sandra Zampa, deputata del Pd e vice presidente della commissione bicamerale sull’Infanzia e l’adolescenza – va seguito con attenzione da parte delle istituzioni e, in particolare, da quanti hanno a cuore il futuro dei minori”.

    http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/05/21/news/prostituzione_minorile_termini-114882538/

  • Arrestato il prete pedofilo, si era trasferito a Terracina e poteva colpire ancora

    Arrestato il prete pedofilo, si era trasferito a Terracina e poteva colpire ancora

    Si era trasferito a Terracina dove continuava ad avere pericolosi contatti con fedeli e anche bambini. Arrestato per abusi sessuali su minorenni compiuti approfittando “dell’autorità morale e religiosa connessa all’essere il parroco” don Giampiero Peschiulli, 73 anni, originario di Carbonia ma residente da anni a Brindisi.

    Il prete pedofilo è stato posto ai domiciliari dai carabinieri su ordinanza di custodia cautelare richiesta dal pm Giuseppe De Nozza e disposta dal gip Tea Verderosa. Il sacerdote prestava la sua opera in una chiesetta del centro città, la parrocchia Santa Lucia, ma recentemente si era trasferito a Terracina.

    L’ACCUSA. Dagli atti emergono anni di molestie nei confronti di ragazzini, anche minori di quattordici anni, rimasti nel silenzio fino alla denuncia anonima giunta nella redazione della trasmissione televisiva le Iene e alla visita dell’inviato Giulio Golia, nel settembre dello scorso anno e alla messa in onda di un filmato che fece scoppiare il caso del cosiddetto “prete pomicione”. Tre attori, due dei quali avevano finto di essere minorenni, si erano recati a trovarlo, in chiesa, ed erano stati fatti oggetto di attenzioni particolari. Poi l’incursione di Golia e la reazione del sacerdote che si era barricato all’interno del luogo sacro e aveva chiamato i carabinieri. Iniziarono cosi’ le indagini: con l’acquisizione di commenti postati su Facebook da persone che facevano intendere di sapere, con l’avvio di intercettazioni telefoniche e con l’ascolto di presunte vittime di molestie e dei famigliari. Qualcuno ha raccontato di aver subito nel lontano 2002 atti sessuali da parte di Peschiulli, secondo un copione sempre predefinito: carezze, baci, palpeggiamenti. E poi l’invito a “non frequentare le ragazzine”. Altri, tra cui due genitori, hanno anche specificato d’essersi rivolti “con insistenza” al vescovo dell’epoca, Rocco Talucci che aveva “espresso meraviglia – emerge dalle indagini – sul fatto che i giovani avessero parlato delle molestie ricevute in casa, aveva invitato le vittime a non denunciare la vicenda e a non parlarne con altri”. Nelle conversazioni con la perpetua, poi, Peschiulli aveva fatto piu’ volte riferimento a Talucci e alla Chiesa di Brindisi, facendo intendere che vi fossero altri “scandali”. “Se deve parlare don Giampiero – si legge tra le conversazioni – quanti dovrebbero togliersi il colletto”. La personalita’ del sacerdote viene comunque tratteggiata dai magistrati come “invasiva nella sfera sessuale delle persone offese” e per rafforzare tale tesi sono riportate negli atti conversazioni con uomini stranieri chiamati per fissare incontri a pagamento. “Non ho mai smesso di servire messa per la mia fede” hanno raccontato le vittime, pur rappresentando il disagio che avevano gia’ in qualche modo fatto emergere a scuola ma che non era stato tradotto in denunce alle forze dell’ordine. “Non riuscivo piu’ a dormire la notte” dice ai carabinieri uno dei due chierichetti. “Non riuscivo neanche piu’ a guardare in faccia i miei genitori”. “Sincera partecipazione alla sofferenza di chi ha subito azioni riprovevoli” viene espressa dall’arcivescovo di Brindisi-Ostuni, mons.Domenico Caliandro: “Ove accertati fatti del genere la ferita inferta alla dignita’ umana e cristiana delle vittime e’ veramente grave, ancor piu’ se proviene da chi avrebbe dovuto custodirle e farle crescere nel bene”.

    FUGA A TERRACINA. Dopo la bufera televisiva, don Giampiero si era dimesso da parroco ma non aveva lasciato l’abito talare. Si era trasferito a Terracina (Latina) dove continuava a concelebrare messa e avere, scrivono i magistrati, rapporti con i fedeli tra cui con bambini e ragazzi. Da qui le esigenze cautelari, che trovano fondamento sul pericolo di reiterazione delle condotte.

    Arrestato il prete pedofilo, si era trasferito a Terracina e poteva colpire ancora

  • Salgono a 2 i sacerdoti coinvolti. Prostituzione minorile a Roma Termini: don Dino, parroco nel viterbese, scriveva anche romanzi pornografici

    Salgono a 2 i sacerdoti coinvolti. Prostituzione minorile a Roma Termini: don Dino, parroco nel viterbese, scriveva anche romanzi pornografici

    Le vittime erano ragazzini rom tra i 13 e i 17 anni. I clienti uomini di mezza età, tra i 35 e gli 80 anni. Tra loro tanti viaggiatori di passaggio alla Stazione Termini, lo scalo principale di Roma, un professionista e anche un parroco 68enne di due chiese nel Viterbese. In casa del prete, don Dino, arrestato assieme ad altre sette persone, durante una perquisizione è stato trovato un archivio di pedopornografia: foto, video, file di ragazzini ritratti in atteggiamenti inequivocabili. Un altro dettaglio inquietante della storia, come racconta Repubblica, è che il prete, padre Placido Greco, scriveva anche racconti a sfondo sessuale sotto pseudonimo.

    A sancire definitivamente lo sdoppiamento di personalità è lo pseudonimo di don Dino. Il prete infatti scriveva romanzi pornografici sotto il nome di Gabriele Doni. Gabriele, come il santo patrono dei bambini.

    Ma non è l’unico religioso ad essere coinvolto nell’inchiesta. Un ex parroco, originario della Toscana, è stato infatti denunciato. L’uomo era stato allontanato dalla parrocchia di cui era titolare in seguito ad altri reati. I ragazzini si prostituivano anche nei pressi dei binari e vicino ai negozi della galleria. Anche di giorno. Per una manciata di euro, tra i 10 e i 50, seguivano i clienti nei bagni della stazione e persino sui treni in sosta. Dietro di loro, è convinta la Procura di Roma e la Polfer, non c’era una vera e propria organizzazione. Ma un disgustoso passaparola tra i clienti, moltissimi habituè, che adescavano i ragazzini. È la drammatica storia di prostituzione minorile portata alla luce dall’operazione Meeting Point della polizia che ha fatto scattare le manette nei confronti di otto persone non solo nel Lazio, ma anche a Napoli, Chieti e Vigevano, dove sono state eseguite anche le perquisizioni domiciliari.

    Il punto d’incontro che ha dato il nome all’inchiesta è la stazione Termini di Roma, crocevia di migliaia di persone ogni giorno. Tra loro si celavano anche insospettabili passeggeri alla ricerca di sesso, tra cui anche un pr dei locali sul litorale, commercianti ed operai. Si facevano trovare nell’area delle scale mobili dove attendevano i minori, poi si appartavano in albergo, nelle loro abitazioni, nei parchi ma anche nei bagni pubblici e a bordo dei treni fermi in stazione. Per avere i contatti con i ragazzini era bastato il passaparola, che in breve tempo aveva però messo in allerta gli uomini della polizia ferroviaria, insospettiti da uno strano viavai e da quegli incontri immortalati nelle telecamere di sorveglianza. Proprio dall’analisi dei telefonini dei minori gli agenti hanno avuto la certezza dei rapporti che ogni giorno si consumavano alla stazione, anche in pieno giorno. I minorenni, in tutto una quindicina tra ragazzi e ragazze, venivano infatti contattati dai “clienti” attraverso telefonate o sms.

    http://www.huffingtonpost.it/2015/05/22/prete-arrestato-prostituzione-minorile-roma-termini_n_7419176.html

  • Rete l’Abuso alla conferenza sulla pedofilia organizzata dalla Diocesi (Video)

    Rete l’Abuso alla conferenza sulla pedofilia organizzata dalla Diocesi (Video)

    Con il suo lungo curriculum di preti e laici coinvolti, di coperture criminali attuate proprio dai vertici, la Diocesi di Savona-Noli organizza una serie di corsi nei quali si tratta il tema dell’abuso sessuale a danno di minori.

    Al di la del fatto che la psicologa Rosita Bormida ha saputo trattare l’argomento con estrema competenza, purtroppo ci sfugge il fine di questi incontri e sopratutto ci sfugge di comprendere quale possa essere la loro utilità. Ci suona un po’ ipocrita il fatto che ad organizzare questi corsi, udite udite, sia proprio la chiaccheratissima Diocesi di Savona-Noli, la quale, negli ultimi decenni ha permesso ai preti pedofili e ai laici pedofili savonesi di produrre decine di vittime, vittime che dalla stessa Diocesi, malgrado che la magistratura savonese abbia appurato la veridicità delle accuse, si sono viste negate qualunque tipo di sostegno.
    Per la verità non è che non si sia interessata di loro ma forse lo ha fatto con modi che a noi, comuni mortali, suonano un tantino persecutori e non risolutivi del danno prodotto. Nella vicenda savonese infatti abbiamo visto vittime sfrattate dalla stessa Diocesi, altre licenziate in tronco dopo l’apertura delle indagini, altre ancora oggetto di promesse mai mantenute, altre querelate dalla Diocesi o dal pedofilo solo perché avevano osato denunciare le violenze subite.
    Con questo non vogliamo certo dire che la prevenzione non sia di fondamentale importanza, ma quando questa viene usata come fumo negli occhi per nascondere e snobbare le proprie responsabilità, non può non venirci qualche dubbio su quale sia il fine.

    Francesco Zanardi Presidente Rete L’ABUSO ONLUS

  • Due rom di 11 e 16 anni col prete. Napoli, sequestrato il cinema in cui fu arrestato il prete pedofilo cosentino

    Due rom di 11 e 16 anni col prete. Napoli, sequestrato il cinema in cui fu arrestato il prete pedofilo cosentino

    Le indagini hanno portato all’arresto del gestore e di due donne. Il sacerdote, poi sospeso a divinis, fu sorpreso a contrattare una prestazione sessuale con un ragazzino.

    NAPOLI Da cinema a luci rosse a casa d’appuntamenti dove si prostituivano transessuali e uomini. Questa mattina le forze dell’ordine hanno sequestrato la struttura nel centro di Napoli e arrestato tre persone. Si tratta di un’inchiesta, durata un anno coordinata dal procuratore aggiunto Luigi Frunzio, che ha portato alla chiusura del cinema Argo a piazza Garibaldi. In carcere sono finiti un uomo, che era il gestore della struttura, e due donne una di 51 e l’altra di 41 anni. Le accuse sono di sfruttamento della prostituzione. La Procura di Napoli ha scoperto che all’interno del locale a tre piani c’erano delle cabine private dove si consumavano rapporti sessuali. Sequestrati anche dvd hard e centinaia di preservativi.
    Le indagini che hanno portato al sequestro del cinema, ex Teatro Orfeo, dove nacque l’attrice Pupella Maggio e recitò tra gli altri Totò, sono state avviate circa un anno fa. Servizi di appostamento e di raccolta di informazioni hanno accertato che nei servizi igienici o nelle ‘cabine’ della sala cinematografica si svolgevano incontri sessuali, nei quali erano coinvolti anche minorenni, sia stranieri che italiani. Sesso a pagamento, consentito dal gestore della struttura, il cinquantasettenne A. L., napoletano, arrestato su richiesta del pm Immacolata Sica, provvedimento emesso dal gip del tribunale di Napoli, Umberto Lucarelli, e che ora deve rispondere del reato di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Arrestate anche le due cassiere, R.A., 51 anni, e G.A., 41 anni, ora ai domiciliari. L’operazione è stata eseguita dagli agenti della Unità operativa “Tutela emergenze sociali e minori” della polizia municipale, coordinata dal capitano Sabina Pagnano. Gli incontri di sesso a pagamento iniziavano fuori alla sala cinematografica, poi, venivano consumati all’interno della struttura che aveva tre piani e ampie sale comuni per i “preliminari”. Nel corso di appostamenti nei primi mesi di questo anno furono sorprese e arrestate due persone, di cui una risultò essere un prete per il quale ci fu il provvedimento di sospensione a divinis da parte del vescovo di Cosenza, trovate a contrattare una prestazione sessuale con due ragazzini rom, uno di 11 e l’altro di 16 anni. Le indagini proseguono.

    http://www.corrieredellacalabria.it/index.php/cronaca/item/33314-napoli,-sequestrato-il-cinema-in-cui-fu-arrestato-il-prete-pedofilo-cosentino/33314-napoli,-sequestrato-il-cinema-in-cui-fu-arrestato-il-prete-pedofilo-cosentino

  • Organizzavano ritiri spirituali,  ma era soltanto «per fare sesso»

    Organizzavano ritiri spirituali, ma era soltanto «per fare sesso»

    Nel mirino della magistratura anche sacerdoti di Grottaglie. Nel fascicolo d’inchiesta trascrizioni di conversazioni Social di uno di loro e fotografie di un bimbo di 6 anni nudo

    di Nazareno Dinoi

    Dopo il caso del parroco di Taranto, costretto a dimettersi per lo scandalo delle orge tra omosessuali e lo scambio di foto via internet, a scuotere la chiesa tarantina è una nuova inchiesta su un presunto giro di pedofilia tra religiosi. Le indagini sono condotte dai carabinieri del comando provinciale di Messina destinatari di una denuncia nei confronti di un frate della città siciliana che attraverso Facebook avrebbe diffuso immagini e racconti espliciti di sesso con minorenni.

    La denuncia

    Dalla Sicilia, l’ombra della pedofilia si allunga su Taranto e Grottaglie dove, secondo le confidenze del parroco siciliano, vivono tre preti che hanno preso parte ad incontri con minori a base di sesso e droga. A denunciare tutto alla Procura di Rovigo che per competenza ha trasmesso gli atti alla magistratura messinese, è stato Andrea Baldon, lo stesso che, sempre sul social, aveva smascherato il parroco di Taranto.

    Le trascrizioni

    Nella trascrizione delle chat finite nel fascicolo d’inchiesta, c’è un passaggio che coinvolge uomini di chiesa che operano sullo Ionio. Confidandosi con l’amico che si spacciava camionista e gay, il frate descriveva i finti ritiri spirituali tra religiosi e ragazzi. «L’ultimo incontro – è scritto nella chat – due settimane fa in un appartamento in affitto a Genova, ci hanno raggiunto metà preti di quasi tutta Italia e sti due di Taranto». Alla domanda se ci fossero stati minorenni, il frate continua: «Si uno l’ho portato io mentre altri due hanno portato due ragazzi, uno ne aveva 18 l’altro appena 17, di Grottaglie, più un prete di Grottaglie». E ancora. «Con la scusa di un incontro spirituale, invece si fa sesso… se ci stanchiamo paghiamo qualche escort ragazzo, andiamo sul sito che si chiamapianetaescort.com e ci facciamo le cavalcate pazzesche».

    I documenti

    Tra le carte finite nelle mani degli inquirenti siciliani anche la foto di un bimbo nudo di 6 anni che avrebbe subito abusi dal frate presunto pedofilo. «Sono in contatto continuo con il superiore provinciale dell’ordine dei Padri domenicani – scrive in una nota l’arcivescovo di Messina Calogero La Piana – che sta valutando la situazione con assoluta serietà in vista di eventuali provvedimenti canonici da prendersi dopo aver accertato i fatti».

    http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/cronaca/15_aprile_29/pedofilia-bufera-investe-sacerdoti-taranto-grottaglie-c0358e74-ee37-11e4-a732-07efc0e5301d.shtml

  • Pedofilia a #Messina, un Frate sotto Accusa! I messaggi chat di Facebook

    Pedofilia a #Messina, un Frate sotto Accusa! I messaggi chat di Facebook

    Accade a #Messina che, grazie ad una chat di facebook, il Frate, Adriano Stambè, della Parrocchia di San Domenico, viene indagato per pedofilia!

    Come possiamo leggere dalle chat notiamo molti particolari che ci lasciano sbigottiti.
    Grazie a pochi soldi il Frate sembra che riesca ad adescare zingari e famigle in difficoltà, partecipa anche a molteplici incontri tra preti organizzati solo per sfogare i loro istinti sessuali. Sfodera anche una certa tranquillità in quanto conosce i nomi e cognomi dei preti e non ha paura di eventuli ritorsioni della curia perché potrebbe parlare.

    Da queste chat emerge uno spaccato a dir poco incredibile dove la Chiesa non ne esce molto bene infatti, non appena la denuncia ai Carabinieri di Rovigo ha intrapreso il suo iter, il Frate non si è più trovato a Messina e la Parrocchia si è chiusa in un silenzio assordante. Anche la Curia vuole sminuire il tutto indicando il frate come un non sacerdote!
    Staremo a vedere nei prossimi giorni se qualcosa o qualcuno darà ulteriori notizie.

    https://www.facebook.com/media/set/?set=a.10153341507675955.1073741832.50246350954&type=1&__mref=message_bubble

  • Prete accusato di pedofilia, sceglieva le sue vittime nei quartieri poveri

    Prete accusato di pedofilia, sceglieva le sue vittime nei quartieri poveri

    Adescava le sue giovani vittime nei quartieri poveri delle città. Ragazzi cresciuti in quartieri difficili, con pochi soldi in tasca che trovavano in quelle decine di euro che don Massimo Iuculano,il parroco di Vercelli  arrestato ieridalla polizia per violenza sessuale aggravata e prostituzione minorile, gli dava dopo per le prestazioni sessuali che riceveva. Ragazzi minorenni e maggiorenni senza soldi, spesso problematici e con un passato difficile alle spalle fatte di violenze, anche domestiche.
    Emergono nuovi agghiaccianti particolari sulla doppia vita di Don Massimo. Da una parte da tutti era considerato la guida dell’oratorio più frequentato della città, sempre impegnato nelle attività del Belvedere di Vercelli  e dall’altra invece emerge una storia di abusi fatta di incontri per prestazione sessuali sia in parrocchia che in auto. ,poliziaAddirittura qualcuno lo vedeva rincasare a ore improponibili per un prete. E mentre lunedì è previsto l’interrogatorio di garanzia per il sacerdote 46enne originario di Torino, la procura di Torino nei prossimi giorni, analizzerà le conversazioni che il sacerdote scambiava con le sue vittime, adescate tramite sms, Facebook e Whatsapp. Dialoghi racchiusi nel suo computer sequestrato dalla polizia.  L’obiettivo degli investigatori, guidati da Francesco Saverio Pelosiè capire se, oltre alle tre vittime accertate, nella ‘rete’ del sacerdote siano finiti altri giovani.
    ‘Vogliamo sia accertata la verità- afferma l’avvocato Carlo Blengino chiamato a difendere il parroco-. Anche se le Indagini sembra i complete e delineano un quadro chiaro”. E intanto, mentre nei prossimi giorni verrà aperto un fascicolo anche dalla procura dei minori, ci sarebbero già  altre vittime di avances da parte del sacerdote pronte a raccontare la loro verità.

    per violenza sessuale aggravata e prostituzione minorile. La procura di Torino, nei prossimi giorni, analizzerà le conversazioni che il sacerdote

    scambiava con le sue vittime, adescate tramite sms, Facebook e Whatsapp. L’obiettivo degli investigatori è capire se, oltre alle tre vittime accertate, nella ‘rete’ del sacerdote siano finiti altri giovani. Secondo l’accusa il parroco, da tre anni a Vercelli, offriva schede telefoniche, scarpe da calcio o piccole somme di denaro ai giovani in cambio di massaggi particolari. L’avvocato chiamato a difendere il parroco è Carlo Blengino del foro di Torino.

    http://torino.repubblica.it/cronaca/2015/04/25/news/prete_accusato_di_pedofilia_sequestrato_il_pc-112841695/